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Linea ferroviaria Budapest-Belgrado: ultime notizie

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La Serbia e l’Ungheria hanno da sempre avuto una relazione di amore-odio: dalla collaborazione contro l’impero ottomano per difendere Belgrado, alla rivalità durante la seconda guerra mondiale. A partire dal 2012 si è osservato un notevole miglioramento dei legami politici, economici e generali tra i due paesi con collaborazioni in diverse aree, tra cui economia, progetti comuni, cooperazione nella gestione delle pandemie e promozione dei diritti delle minoranze nazionali.

Un esempio significativo di questa collaborazione, come ci era stato riportato dal Ministro Consigliere Aleksandar Lončarević dell’Ambasciata della Repubblica di Serbia in Ungheria, era rappresentato dal progetto di sviluppo della ferrovia tra Budapest e Belgrado (leggi l’intera intervista qui).

Il deterioramento della linea ferroviaria tra Budapest e Győr

Il futuro del collegamento ferroviario ad alta velocità Budapest-Belgrado, del valore di miliardi di dollari, è stato messo in dubbio dopo che l’Ungheria ha deviato le sue attrezzature e la sua forza lavoro per affrontare il deterioramento della linea ferroviaria tra Budapest e Győr (a 120 km a nord ovest di Budapest). 

A causa dell’intervento di restauro sulla malconcia linea ferroviaria Budapest-Győr infatti, gli operai edili ungheresi avrebbero ridotto la propria presenza in cantiere, lasciando a questo punto il lavoro nelle mani dei partner cinesi. Non è stato però tutto rose e fiori: le difficoltà nell’adempiere agli standard europei richiesti per la costruzione hanno ostacolato i lavori. 

Il costo del progetto, inoltre, è esploso a causa dell’alta inflazione: secondo quanto riportato da VSquare, i cinesi hanno interrotto sia i lavori che il finanziamento del progetto. A tale proposito, ill Primo Ministro Orbán ha pianificato un viaggio in Cina nell’autunno per affrontare la questione direttamente.

Le dichiarazioni di Vesic a febbraio 2023

A febbraio 2023 il ministro serbo delle Costruzioni e dei Trasporti, Goran Vesic, aveva confermato la costruzione della ferrovia ad alta velocità dichiarando che la linea ferroviaria Belgrado-Budapest sarebbe stata completata nel 2025, e che i treni non sarebbero più stati bloccati ai valichi di frontiera tra i due Paesi. 

Le aziende di proprietà dell’investitore miliardario Lőrinc Mészáros, un alleato chiave del Primo Ministro Viktor Orbán, hanno supervisionato il progetto in collaborazione con partner cinesi.

L’idea originale

L’idea originale prevedeva la costruzione di una linea ferroviaria di alta qualità che collegasse il porto di Piraeus, in Grecia, di proprietà cinese, all’Europa occidentale attraverso Ungheria, Serbia e Macedonia del Nord.

Tuttavia, Mészáros ha ora ridotto il coinvolgimento delle sue aziende nel progetto, causando l’interruzione sia dei lavori che del finanziamento del progetto da parte dei cinesi.

Serbia e Ungheria ultimamente hanno collaborato anche in merito alla costruzione di un oleodotto per il petrolio grezzo che collegherà Novi Sad (Serbia) e Algyo (Ungheria). Per scoprirne di più clicca qui.

Torna il PesText Festival a Budapest: 20/30 settembre 2023

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Il 2023 vede l’arrivo della quinta edizione del PesText International Literary and Cultural Festival, evento internazionale letterario e culturale organizzato dalla MISZJE (Associazione Ungherese per la Protezione e la Gestione del Copyright Letterario) e dall’Agenzia Culturale Petőfi. Tra i principali sponsor figurano la Fondazione per la Cultura Ungherese, NKA e il Museo Letterario Petőfi.

Il PesText offre l’opportunità di immergersi nella letteratura internazionale e nell’arte, contribuendo a creare legami culturali tra le nazioni e celebrando il potere della creatività letteraria e artistica.

Il Festival offre ai partecipanti una straordinaria opportunità di incontro con alcuni dei più famosi autori e della più famose scrittrici e artiste al mondo, provenienti da Francia, Inghilterra, Italia e paesi nordici.

Il programma del PexTest 2023

L’evento si svolgerà a Budapest dal 20 al 30 settembre in diverse sedi, tra cui Három Holló, Millenáris e il Museo Letterario Petőfi. Il PesText Festival porterà in Ungheria autori di fama internazionale, creando così un ponte tra diverse culture letterarie. Ad inaugurare questa edizione del Festival sarà Rébecca Dautremer, illustratrice francese di fama mondiale.

L’evento darà il benvenuto ad autori di internazionali quali Janne Teller, autrice del romanzo Nothing, Bergsveinn Birgisson, Bridget Collins ed il vincitore del Goncourt Prize Mathias Énard. Saranno presenti brillanti giovani talenti letterari quali Stacey Halls, scrittrice di fiction storiche, lo scrittore di fantascienza Nicholas Binge e l’italiana Giulia Caminito, autrice del libro finalista al Premio Strega 2021, L’acqua del lago non è mai dolce.

Gli esperti ungheresi al festival

Al Festival prenderanno parte noti esperti di letteratura ungherese, tra cui Balázs Keresztes, Ágnes Tótfalusi, Judit Berg, Dorka Gyárfás, Róbert Smid e Ádám Vajna. Nel rispetto della sua tradizione, il PesText Festival accoglierà discipline artistiche al di là della sfera letteraria, coinvolgendo altre forme d’arte strettamente correlate.

Non solo libri: fumetti, illustrazioni e spettacoli

Al Museo Letterario Petőfi, sarà possibile immergersi nell’esclusiva esposizione In every colour con opere di artisti francesi specialisti nell’illustrazione di libri. Il Festival offrirà inoltre una variegata selezione di spettacoli teatrali ed artistici. Il TÁP Theatre porterà in scena If the war came here di Janne Teller, diretta da Vilmos Vajdai. Miklós H. Vecsei e i suoi collaboratori porteranno a teatro Három Holló presentando una selezione dell’opera di János Pilinszky e Sándor Csoóri, mescolando teatro, musica, letteratura e performance. Noti fumettisti e illustratori creeranno disegni in tempo reale, sincronizzati con melodie uniche di Rozina Pátkai. Sull’industria teatrale in Ungheria è possibile leggere a questo link.

Collaborazione con il Festival Internazionale del Libro

Nel 2023, il PesText continuerà la collaborazione con il Festival Internazionale del Libro di Budapest. I partecipanti potranno godere di programmi congiunti presso il Millenáris durante il giorno e, dopo la chiusura serale del Festival del Libro, presso il teatro Három Holló, dove gli eventi del PesText serviranno da after-party ufficiale.

Tutti gli eventi del PesText sono gratuiti, alcuni richiedono la registrazione. Ulteriori dettagli sugli eventi e i link per la registrazione sono disponibili sulla pagina Facebook e il sito web ufficiale del Festival.

Perché investire in immobili negli USA? Rispondono gli esperti

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Abbiamo già scritto dei principali vantaggi di investire nel mercato immobiliare statunitense, sia per investimenti che per residenziale (seconda casa per vacanze, o soggiorni studio/lavoro) in questo articolo.

Se interessati al mercato immobiliare americano, vi invitiamo a contattare ITL Real Estate e a partecipare ai prossimi eventi per rispondere alle domande sugli investimenti immobiliari negli Stati Uniti.

Il prossimo evento già organizzato si terrà online il 28 settembre alle ore 15. Scrivendo a ITL Real Estate, o nell’evento LinkedIn, potete anticipare le vostre domande, per permettere agli esperti di prepararsi a rispondervi al meglio durante l’evento.

L’evento sarà in ungherese, ma su richiesta è possibile aggiungere anche l’italiano.

Per vedere alcune delle migliori opportunità di investimento negli Stati Uniti, vi invitiamo a consultare questo link.

Investire in immobili negli Stati Uniti dall’Ungheria

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ITL Real Estate grazie alla lunga esperienza e collaborazione con OPISAS propone una selezione di alcune delle migliori opportunità d’investimento e residenziali negli Stati Uniti, offrendo agli investitori l’opportunità di finalizzare il proprio investimento utilizzando un unico punto di riferimento in Ungheria.
ITL Real Estate grazie alla lunga esperienza e collaborazione con OPISAS propone una selezione di alcune delle migliori opportunità d’investimento e residenziali negli Stati Uniti, offrendo agli investitori l’opportunità di finalizzare il proprio investimento utilizzando un unico punto di riferimento in Ungheria.

ITL Real Estate grazie alla lunga esperienza e collaborazione con OPISAS propone una selezione di alcune delle migliori opportunità d’investimento e residenziali negli Stati Uniti, offrendo agli investitori l’opportunità di finalizzare il proprio investimento utilizzando un unico punto di riferimento in Ungheria.

I principali vantaggi del mercato immobiliare statunitense

Il settore immobiliare statunitense risulta particolarmente interessante per gli investitori che intendono proteggere i propri asset. Questo è possibile grazie alla diminuzione degli acquisti immobiliari (-30% in un anno), dovuta in gran parte ai mutui sulla prima casa, che hanno raggiunto tassi mai visti prima, stabilizzando i prezzi di acquisto e all’investimento in dollari, valuta con cui vengono ancora quotati i principali asset del mondo.

In secondo luogo, la struttura del mercato immobiliare statunitense (la maggior parte dei cittadini, soprattutto quelli in età lavorativa, non possiede l’abitazione in cui vive) rende molto vantaggiosi i redditi da affitto per i proprietari immobiliari. 

Attualmente, i valori delle proprietà a reddito variano dal 5% al 10%, offrendo una protezione significativa o completa dall’inflazione prevista per tutto il 2023.

Infine, in una prospettiva di medio-lungo termine, si tratta di un investimento ad alto rendimento in grado di superare l’inflazione. Nel caso previsto dalle banche centrali, in cui l’inflazione diminuirà e tornerà sotto controllo nei prossimi anni, i rendimenti recentemente osservati ricompenseranno ampiamente l’investitore anno dopo anno. Nel meno probabile scenario in cui l’inflazione continui a crescere, il valore degli immobili continuerà ad aumentare di conseguenza, compensando l’investitore al momento della vendita.

Interlocutore unico e gestione immobiliare

Le proprietà da offerte negli Stati Uniti sono affidate a una società di gestione immobiliare, che oltre a cercare e selezionare gli inquilini, si occupa di supervisionare ogni aspetto, dall’amministrazione alla manutenzione. Sarà proprio questo partner – i cui costi sono compresi nel calcolo del tuo rendimento netto – a occuparsi di tutto, alleggerendo il proprietario da qualsiasi compito operativo fino a quando desiderato.

Opisas è un gruppo internazionale specializzato nei servizi immobiliari negli Stati Uniti con una track history dal 2008 nella RICERCA, GESTIONE e VENDITA di immobili da Investimento, residenziali o lifestyle in alcune delle più prestigiose aree degli Stati Uniti.

  • GESTIONE – Hai un immobile negli USA e stai cercando di risolvere i problemi di gestione della proprietà? 
  • INVEST – Sei alla ricerca di un Investimento immobiliare con rendite nette fino all’11%?
  • VACATION – Vorresti una casa vacanza per te e la tua famiglia che dia possibilità di una rendita durante il  periodo di non utilizzo?

Se interessati al mercato immobiliare americano, vi invitiamo a contattare ITL Real Estate e a partecipare ai prossimi eventi per rispondere alle domande sugli investimenti immobiliari negli Stati Uniti. Il prossimo evento sarà il 28 settembre, online alle ore 15.

Le vendite degli immobili potrebbero diminuire

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Le vendite di case in Ungheria potrebbero diminuire a circa 100.000 nel 2023, il minimo degli ultimi 10 anni secondo Dávid Valkó, capo analista di OTP Ingatlanpont.

Valkó ha osservato che l’anno scorso le vendite di case hanno raggiunto circa 140.000, secondo i dati preliminari dell’Ufficio centrale di statistica (KSH).

Ha detto che la proiezione delle vendite di case di quest’anno ha tenuto conto degli acquisti anticipati in vista delle modifiche al programma di sussidio per l’acquisto di case per le famiglie (Csok) dall’inizio del prossimo anno.

Aumentano i prezzi nominali ma diminuiscono i prezzi reali

Sulla base dei dati della Magyar Nemzeti Bank (MNB), il prezzo nominale degli appartamenti in vendita è aumentato dell’1,2% nel primo trimestre di quest’anno rispetto al quarto trimestre del 2022 e del +4,7% su base annua. D’altro canto, nella prima metà di quest’anno, i prezzi reali hanno registrato un calo del 16,5% rispetto allo stesso periodo del 2022.

Secondo l’indice di sopravvalutazione della MNB – che mostra il livello attuale dei prezzi rispetto al livello di equilibrio stimato – mentre nel secondo trimestre dello scorso anno la sopravvalutazione era del 21,5% a livello nazionale e del 10% a Budapest, alla fine del 2022 era scesa al 9 per cento a livello nazionale e il 3 per cento a Budapest. In questo ha contribuito il fatto che, mentre lo scorso anno i salari reali erano ancora in crescita, i prezzi delle case in termini reali erano già diminuiti significativamente.

Sugli affitti

Gli affitti sono aumentati esponenzialmente nella capitale ungherese, per saperne di più clicca qui.

Sui mutui

Erika Kasziba, responsabile dello sviluppo dell’attività di mutuo per la casa della OTP Bank, ha detto che il mercato del credito per la casa si contrarrà quest’anno a causa degli alti tassi di interesse e del calo del reddito che potrebbe essere utilizzato per pagare le rate. Il volume del mercato di quest’anno sarà pari a circa 510 miliardi di fiorini, in calo rispetto ai 1,2 trilioni di fiorini del 2022.

Parlando di prestiti verdi: prima di richiederli, ci si dovrebbe rivolgere a uno/a specialista in energia, perché in questo modo potranno valutare con precisione lo stato del loro immobile e come ottenere un miglioramento di almeno il 30% nelle caratteristiche energetiche esistenti della proprietà.

Investire in immobili negli Stati Uniti

Se interessati al mercato immobiliare americano, vi invitiamo a contattare ITL Real Estate e a partecipare ai prossimi eventi per rispondere alle domande sugli investimenti immobiliari negli Stati Uniti.

Il prossimo evento sarà il 28 settembre, online alle ore 15.

Fonte: hungary.postsen.com

Al Budapest Demographic summit: 14-16 settembre anche la premier Meloni

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A Budapest da domani 14 settembre al 16 settembre, avrà il via la quinta edizione del Budapest Demographic summit, evento che vede riuniti policy maker, leadership religiose, accademici, media e società civile per discutere sull’impatto della famiglia e delle politiche demografiche su competitività, sostenibilità e sviluppo di strategie per il futuro.

Chi è passato dall’aeroporto avrà infatti anche notato i grandi banner multilingue con scritto “Ungheria per le famiglie” per promuovere l’evento biennale che si terrà per la sua quinta edizione al Museo Nazionale di Belle Arti (1146 Budapest, Dózsa György út 41), e il cui programma è disponibile sul sito.

Giorgia Meloni: 14 settembre, ore 11.00

Il tema scelto per l’edizione 2023 è “Family: The Key to Security” e vedrà il contributo della premier italiana Giorgia Meloni, come aveva annunciato sulla sua pagina Facebook la presidente della Repubblica ungherese, che insieme ad altri relatori parlerà del come restituire fiducia alle famiglie in quanto “chiave per un futuro sostenibile” alla luce delle criticità degli ultimi anni (crisi, guerra, budget ristretti).  

La premier italiana parteciperà alla discussione delle 11, del 14 settembre.

I temi del Budapest Demographic summit

Il Demographic summit di Budapest si pone come un’occasione di discussione su “buone pratiche” e idee ed esperienze sulle sfide demografiche in generale. Katalin Novák, la presidente della repubblica ungherese, scrive sul sito come benvenuto presidenziale, questa lista di domande:

Come possiamo rafforzare le comunità tradizionali? Come rafforzare il senso di sicurezza di bambini/e, genitori e nonni/e? E cosa significa sicurezza per le famiglie? In che modo i (social) media influenzano il modo in cui pensiamo alle famiglie e cosa ci dice la scienza sul futuro delle nostre comunità? Come possiamo proteggere i/le nostri/e figli/e dai pericoli del mondo reale e virtuale e cosa dovremmo fare di fronte alle nuove sfide poste in vita dagli sviluppatori dell’intelligenza artificiale? Perché in Europa non nascono abbastanza bambini/e e cosa possiamo fare per invertire questa tendenza? Potrà mai finire l’inverno demografico che ha colpito il nostro continente e, in caso affermativo, che tipo di rinnovamento potrà seguirne? Quali sono i problemi affrontati laddove le popolazioni sono in crescita e come ne siamo colpiti? Quest’anno cerchiamo risposte a queste e ad altre domande simili.

Fonte foto: Facebook

Prezzi della produzione agricola: primo semestre 2023

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Quanto costa un pollo in Ungheria? Quale il prezzo del fertilizzante e dei cereali? Foto di Zeynep Sümer
Quanto costa un pollo in Ungheria? Quale il prezzo del fertilizzante e dei cereali? Foto di Zeynep Sümer

Uscito il 13 settembre, il report del Centro nazionale di statistica ungherese sui prezzi alla produzione agricola; sull’andamento dei prezzi dei cereali, della frutta, della verdura, del pollame e dei fertilizzanti.

Secondo i dati del primo semestre i prezzi alla produzione agricola sono aumentati del 6,9% nella prima metà del 2023, all’interno del quale i prezzi dei prodotti vegetali sono diminuiti del 3,0% e quelli degli animali e dei prodotti animali sono aumentati del 32%.

All’aumento del 16% dei prezzi degli input ha contribuito quasi nella stessa misura l’aumento dei prezzi delle componenti della produzione corrente, dei consumi e degli investimenti, che sono aumentati rispettivamente del 16%, e del 15%.

All’inizio del 2023, due effetti opposti hanno modellato i prezzi

Le gelate primaverili hanno danneggiato quasi la metà delle ciliegie, mentre le piogge e il raffreddamento di una settimana a maggio hanno causato una diminuzione della resa delle patate novelle. I prezzi dei cereali e dei semi oleosi sono stati depressi dall’elevato livello delle scorte.

Il prezzo del grano e dei raccolti industriali è diminuito

Il prezzo delle colture industriali è diminuito del 29% e quello dei cereali del 2,6% rispetto al primo semestre 2022.

Il prezzo del grano e del mais, come vediamo nel grafico sottostante, è diminuito significativamente dall’ottobre 2022. Le importazioni dall’Ucraina avrebbero giocato un ruolo decisivo, mentre il raccolto dell’anno scorso è ancora nei magazzini.

Il prezzo del grano e del mais è diminuito significativamente dall’ottobre 2022. Le importazioni dall'Ucraina hanno giocato un ruolo decisivo in questo, mentre il raccolto dell'anno scorso è ancora nei magazzini.

I prezzi di frutta e verdura sono aumentati in modo significativo

Altro trend di cui si sono accorti anche i consumatori in Ungheria, è che il prezzo della frutta è aumentato del 22% e quello della verdura del 25%. Nel primo gruppo di prodotti, il prezzo delle ciliegie è aumentato sopra la media (del 48%), mentre le ciliegie e le fragole sono aumentate solo più moderatamente (rispettivamente del 3,2 e del 13%).
Il prezzo delle patate è aumentato in modo significativo (del 49%). Oltre al basso livello delle scorte, anche la perdita di rendimento delle patate novelle dovuta alle piogge primaverili ha contribuito all’aumento dei prezzi.

L’aumento del prezzo del pollame da macello si è fermato

Il prezzo degli animali vivi è aumentato del 33% nella prima metà del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022.
Il prezzo di acquisto del pollame da macellazione (linea rossa nel grafico sottostante)è aumentato ininterrottamente per due anni e mezzo, per poi fermarsi al picco di 546 HUF/kg nel febbraio 2023, e non ha subito variazioni significative nei mesi successivi.

L’indice dei prezzi del primo semestre ha mostrato un aumento complessivo del 32%

Il prezzo dei suini da macellazione (linea verde nel grafico sottostante) nel periodo gennaio-giugno 2023 è aumentato del 38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel giugno 2023 hanno offerto 749 fiorini al chilogrammo per i suini da macello.

Quanto costano i fertilizzanti in Ungheria?

I prezzi dei fertilizzanti sono diminuiti in modo significativo
Nella prima metà del 2023, l’aumento del 16% dei prezzi dei fattori di produzione agricoli rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è il risultato di un aumento del 16% dei prezzi della produzione corrente e del 15% del livello dei prezzi degli investimenti agricoli.

La maggior parte delle componenti sono diventate più costose: il prezzo dell’energia è quello che è aumentato maggiormente, del 42%, rispetto alla prima metà del 2022, di cui i materiali per il riscaldamento erano più alti del 59% e i prezzi del carburante erano più alti del 38% rispetto a un anno prima.

Il prezzo dei fertilizzanti nella prima metà del 2023 è stato inferiore dell’11% rispetto al livello elevato registrato un anno prima, nella seconda metà del 2023 e nel secondo trimestre del 2022 si è dimezzato rispetto al picco registrato nella seconda metà del 2022.

Il prezzo di uno dei fertilizzanti più comunemente usati, calce-nitrato di ammonio (MAS) nel III trimestre 2022 è stato il più alto (327.000 HUF/ton) nel secondo trimestre del 2023. Nel quarto trimestre il prezzo è sceso a 146.000 fiorini per tonnellata.

Il prezzo dei foraggi è aumentato in modo significativo, di oltre il 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, includendo i foraggi semplici del 4,1% e quelli misti del 28%. Nel primo trimestre del 2023 i prezzi erano già diminuiti in modo significativo, erano inferiori del 7,4% rispetto al primo trimestre del 2023.
Rispetto alla prima metà del 2022, gli antiparassitari sono aumentati del 28% e i preparati veterinari del 16%.

Nell’ambito degli investimenti agricoli, il livello dei prezzi degli investimenti edilizi è aumentato del 20% e quello degli investimenti in macchinari dell’11%.

I prezzi di acquisto sono aumentati in modo più significativo rispetto ai prezzi alla produzione, il valore delle cesoie agricole era del 92,2% nella prima metà del 2023.

Fonte: ksh.hu

Eliminazione dell’imposta fondiaria sui terreni agricoli

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In futuro i comuni non potranno riscuotere tasse sui terreni agricoli e l’imposta fondiaria riscossa per quest’anno dovrà essere restituita entro il 1° ottobre. Lo riporta un video pubblicato sulla sua pagina Facebook da Zsolt Nyitrai, consigliere capo del primo ministro.

Si dichiara che l’emendamento alla legge per abolire l’imposta fondiaria sia stato sviluppato e presentato dal Ministero dell’Agricoltura insieme alle organizzazioni degli agricoltori. La Camera nazionale dell’agricoltura e l’Associazione delle cooperative di agricoltori ungheresi hanno presentato una petizione per vietare l’imposta fondiaria.

Nyitrai ha definito l’azione un successo, poiché più di 120.000 persone hanno firmato la petizione.

Nei primi nove mesi del 2021 infatti, i prezzi dei terreni agricoli erano aumentati in media del 6,58% a livello nazionale. L’aumento dei prezzi reali era rallentato, dal 3,2% su base annua all’1,4%. Per maggiori informazioni sui prezzi dei terreni, clicca qui.

Roma Expo 2030 in mostra all’Istituto Italiano di Cultura

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L’Istituto Italiano di Cultura di Budapest ospita la mostra fotografica “Roma Expo 2030: eterna evoluzione” dal 6 settembre fino al 30 novembre 2023.

La mostra fotografica, precedentemente aperta solo a chi fosse in possesso di un invito, è ora disponibile a tutti. 

Curata dall’Agenzia ANSA e promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Comitato EXPO 2030 Roma racconta, in un percorso di 36 scatti, i volti più conosciuti e quelli più innovativi della Capitale, passando dalla moda al cinema, dai grandi eventi all’accoglienza, alla grande innovazione architettonica e tecnologica.

La mostra fotografica, di cui avevamo scritto precedentemente in questo articolo, fa parte di una serie di mostre che si stanno organizzando in tutto il mondo per promuovere Expo 2030 Roma vista come un’occasione unica e irripetibile per porre al centro dell’attenzione l’uomo e la sua capacità di reinventare il proprio “habitat”, la città. La candidatura della capitale italiana promuove un progetto concreto di sviluppo e sostenibilità ambientale, in cui al primo posto figurano l’inclusione e il rispetto dei diritti.

Ora che l’esposizione ha aperto le porte al grande pubblico, tutti avranno la possibilità di poter effettivamente partecipare a questo progetto: la scelta ora spetta a te.

Salario minimo: aspettative e discussioni sull’aumento 2024

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Sono attualmente in corso le trattative salariali autunnali, il cui tema principale è legato a come rispondere all’inflazione. Nell’articolo ripercorriamo il trend degli aumenti salariali, la situazione attuale e concludiamo parlando delle prospettive per il 2024.

Salari lordi mensili in Ungheria dal 2020 al 2023. Fonte: KSH

Riunione del VFK

A causa della mancanza di dati concreti, nel 2023 non è stato possibile discutere in modo significativo dell’aumento del salario minimo di metà anno. La dichiarazione è stata fatta nella riunione del Forum consultivo permanente (VKF) del settore della concorrenza e del governo, lo riporta l’Associazione dei sindacati ungheresi (MASzSz) dopo l’incontro. 

Come avevamo già scritto qui, dopo Lettonia, Romania e Bulgaria, l’Ungheria ha il salario minimo più basso nella classifica degli Stati membri dell’UE, e questo influisce sulla disponibilità della manodopera. 

Secondo il presidente del MASzSz, Zlati Róbert, nella riunione non è stato possibile conoscere alcun dettaglio né sulle modifiche della legge sulla tutela del lavoro né sulle norme sulla detrazione della quota associativa; i quali sarebbero svantaggiosi per i sindacati.

Durante l’incontro non è stato nemmeno rivelato cosa intendesse il primo ministro Viktor Orbán con la sua dichiarazione dell’altro giorno secondo cui “gli aumenti salariali si stanno adeguando all’inflazione”. Si teme che non si sia riferito all’aumento del salario minimo a metà anno ma alla conseguenza della riduzione dell’inflazione.

L’argomento è stato ampiamente riportato anche dai media. Il presidente di MASZSZ Róbert Zlati è stato interpellato al riguardo nel programma Egyenes beszéd di ATV, disponibile in ungherese qui.

Il trend degli aumenti e le aspettative per quest’anno

Oltre al salario minimo, il salario medio di alcune professioni in Ungheria varia notevolmente, con alcuni professionisti che guadagnano molto di più rispetto ad altri, per saperne di più sui lavori più e meno retribuiti in Ungheria clicca qui.

Nel 2022 il governo aveva dichiarato che il salario minimo per i lavoratori avrebbe subito un incremento. Il salario minimo per il personale qualificato era prefissato a 260.000 fiorini mentre quello per i non qualificati a 200.000 fiorini. 

La proposta del 2023 prevedeva che il salario minimo garantito -che rappresenta un aumento dell’onere salariale per le imprese molto superiore al salario minimo- aumentasse in due fasi.

Salari lordi mensili (medie) in Ungheria per settori nel Giugno 2023. Fonte: KSH

2023: la situazione attuale

Dal 1 gennaio 2023, il salario minimo mensile lordo è stato di 232.000 fiorini e il salario minimo garantito è di 296.400 fiorini. Ha rappresentato un aumento del 16% e del 14% rispettivamente all’anno precedente, mentre l’inflazione è stata di circa il 25 percento nei primi 3 mesi del 2023.

Nel 2023 non sono stati registrati aumenti per il salario minimo e il salario minimo garantito mentre le trattative salariali autunnali sono attualmente in corso. Il tema principale è legato a come rispondere all’inflazione. Nel grafico: i salari lordi e netti mensili in Ungheria per settori nel primo semestre 2023. Fonte: KSH

Salari lordi e netti mensili in Ungheria per settori nel primo semestre 2023. Fonte: KSH

Le previsioni per il 2024

I fondamenti del sistema ungherese del salario minimo potrebbero cambiare a partire dal 2024, poiché la fusione tra il salario minimo attuale e il salario minimo garantito sarà all’ordine del giorno durante i negoziati sui salari autunnali.

In questo caso il salario minimo aumenterebbe del 30-35% e raggiungerebbe i 300.000 fiorini.

Melinda Mészáros, presidente della Confederazione dei sindacati vede in questo scenario un’opportunità per i rappresentanti degli interessi per concordare già a settembre l’integrazione salariale di quest’anno. In questo caso, i dipendenti interessati riceverebbero di più a partire da ottobre 2023.

Esiste anche la possibilità che i dipendenti ricevano l’indennità in un’unica soluzione alla fine dell’anno, ma ciò trova meno sostegno da parte dei gruppi di interesse dei datori di lavoro.

Giunti a questo punto, e con le ultime dichiarazioni di metà anno, non ci resta che attendere la fine del 2023 per tirare le fila.

Fonte grafici: KSH

Ungheria: Finest entra nel capitale sociale DTI Hungary Kft

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Finest S.p.A. esprime soddisfazione per l’operazione di investimento in affiancamento al Gruppo DTI, solida e innovativa realtà friulana, impegnata in un settore ad alta componente di ricerca e sviluppo, come quello dell’elettronica avanzata per realizzare soluzioni HMI, IoT, power units e cablaggi per i mercati dell’elettrodomestico professionale nei settori coffee, beverage, pizza&bakery, professional food service e dell’automotive, che rappresentano alcuni dei pilastri principali su cui si fonda l’architettura delle catene globali del valore europee. L’investimento in Ungheria mira a portare l’azienda triveneta nel cuore delle dinamiche internazionali di tali catene del valore, mantenendo saldamente il controllo della filiera produttiva e consentendo alla casa madre di Tavagnacco (UD) di incrementare la propria competitività sui mercati esteri.
Finest S.p.A. esprime soddisfazione per l’operazione di investimento in affiancamento al Gruppo DTI, solida e innovativa realtà friulana, impegnata in un settore ad alta componente di ricerca e sviluppo, come quello dell’elettronica avanzata per realizzare soluzioni HMI, IoT, power units e cablaggi per i mercati dell’elettrodomestico professionale nei settori coffee, beverage, pizza&bakery, professional food service e dell’automotive, che rappresentano alcuni dei pilastri principali su cui si fonda l’architettura delle catene globali del valore europee. L’investimento in Ungheria mira a portare l’azienda triveneta nel cuore delle dinamiche internazionali di tali catene del valore, mantenendo saldamente il controllo della filiera produttiva e consentendo alla casa madre di Tavagnacco (UD) di incrementare la propria competitività sui mercati esteri.

DTI Hungary Kft., sede produttiva ungherese di DTI Srl, annuncia l’ingresso di Finest SpA al 43,6% nel proprio capitale sociale. Finest ha effettuato un investimento complessivo di circa 1,3 milioni di euro che consente a DTI Hungary l’aumento di capitale e un supporto nelle attività previste dal business plan ’21-’26.

DTI Hungary potrà così stabilizzare la propria capacità di crescita, proponendo soluzioni innovative anche a nuovi mercati e sostenendo così l’internazionalizzazione commerciale.

Il progetto si inserisce nel piano di potenziamento del nuovo headquarter di Zalaegerszeg, Ungheria, che vedrà compimento nel prossimo mese di ottobre con un raddoppio degli spazi a disposizione per un totale di 5000mq ed un consolidamento del team di produzione.

“In Finest SpA abbiamo trovato un partner affidabile ed allineato alle nostre esigenze”

Ha commentato Vinicio Dalla Torre (vinicio dalla torre) – General Manager plant DTI Hungary, e “questo ci consente di effettuare importanti investimenti in tecnologia, mezzi e risorse per potenziare la capacità produttiva della nostra azienda ed incrementarne l’efficienza, sostenendo così la competitività sul mercato.”

Finest S.p.A. esprime soddisfazione per l’operazione di investimento in affiancamento al Gruppo DTI, solida e innovativa realtà friulana, impegnata in un settore ad alta componente di ricerca e sviluppo, come quello dell’elettronica avanzata per realizzare soluzioni HMI, IoT, power units e cablaggi per i mercati dell’elettrodomestico professionale nei settori coffee, beverage, pizza&bakery, professional food service e dell’automotive, che rappresentano alcuni dei pilastri principali su cui si fonda l’architettura delle catene globali del valore europee.

Ungheria come cuore delle dinamiche internazionali

L’investimento in Ungheria mira a portare l’azienda triveneta nel cuore delle dinamiche internazionali di tali catene del valore, mantenendo saldamente il controllo della filiera produttiva e consentendo alla casa madre di Tavagnacco (UD) di incrementare la propria competitività sui mercati esteri.

Fonte: Comunicato stampa di dtindustry.com

Indo European Business Council: il Capitolo Ungherese

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Indo-European-Business-Council-Budapest-2023
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Il 28 giugno 2023, l’Indo European Business Council ha lanciato il suo “Capitolo Ungherese” a Budapest, inaugurando così il suo percorso volto a catalizzare la crescita da entrambe le parti e massimizzare i risultati. All’evento hanno partecipato oltre 500 delegati, tra cui leader d’impresa, responsabili politici, diplomatici e media. Questo evento ha segnato una fondamenta per la costruzione di una futura cooperazione tra le parti, mirando a sviluppare aree di collaborazione più ampie, con un impatto decisamente positivo sul commercio tra l’India e l’Europa.

L’IEBC crea una piattaforma per le imprese, permettendo loro di fare rete, collaborare e stabilire partnership reciprocamente vantaggiose, al fine di ottimizzare il potenziale di crescita nel commercio bilaterale tra l’India e l’Europa. Promuove infatti politiche che supportano la crescita delle imprese e favorisce un ambiente aziendale più trasparente in entrambe le regioni; contribuisce poi a rinsaldare i legami culturali tra l’India e l’Europa, rafforzando così la partnership strategica tra le due regioni. L’IEBC sostiene infine le PMI in India e in Europa nell’accesso ai mercati nazionali ed internazionali.

Inoltre, il IEBC agevola il commercio, gli investimenti e il trasferimento di tecnologia tra l’India e l’Europa, facilitando l’accesso al mercato e la crescita delle imprese per le aziende di entrambe le regioni. Il IEBC offre una piattaforma per le imprese per fare rete, collaborare e stabilire partnership reciprocamente vantaggiose.

Prossimo Evento Pubblico: 21/23 settembre 2023

Il nostro prossimo evento inizierà il 21 settembre 2023 e terminerà il 23, dalle 17:00 alle 23:00, presso “Botellon Terasz”, Kazinczy utca 21, Budapest 1075.

Sarà focalizzato sulla creazione di una “Sinergia Culturale” tra l’India e l’Ungheria. Vi invitiamo calorosamente ad unirvi a noi per celebrare la molto amata e apprezzata “Cucina Indiana”, insieme ad un “ricco tributo culturale” all’India come amica dell’Ungheria.

Vi invitiamo a leggere la nostra intervista a Partha Satpathy, ambasciatore indiano a Budapest.

Per saperne di più su altri eventi culturali indiani, clicca qui per leggere l‘articolo sull’esibizione di Sandhyadipa Kar presso il Centro Culturale Amrita Sher-Gil, per far conoscere la danza e la musica Odissi.

Ambasciata dell’India a Budapest: Risponde l’ambasciatore Partha Satpathy

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Abbiamo avuto il piacere di incontrare Partha Satpathy, Ambasciatore dell’India a Budapest, che alle penne di Economia.HU ha rilasciato un’intervista che spazia dal ruolo dell’India nel contesto internazionale alla comunità Indiana in Ungheria.

Potrebbe riassumere brevemente il ruolo dell’India nell’ambiente internazionale?

L’India è un attore globale, non solo per le sue risorse in termini di economia e popolazione, ma anche per la diversità e la specializzazione della sua economia, nonché per la sua struttura politica. L’India è la madre della democrazia, di tutte le democrazie, se consideriamo la sua storia e il tipo di democrazia che ha praticato. Fin dal momento in cui è diventata indipendente e ha adottato il concetto di “India moderna”, è stata un esempio unico di come un paese in via di sviluppo, nonostante molte sfide, abbia perseverato nel suo impegno per il governo del popolo.

E per quanto riguarda la regione dell’Europa Centro-Orientale?

Un attore globale dovrebbe concentrarsi sulla parte sviluppata del mondo, che è l’Europa; nel caso dell’India, in particolare sul versante dell’Europa orientale, come, ad esempio, il Gruppo di Visegrád (noto anche come Visegrád Four, V4 o Quartetto europeo). Tradizionalmente, l’India ha avuto buoni rapporti sia politici che economici con questi paesi dell’Europa orientale, sia prima che dopo gli anni ’90, quando hanno abbracciato la democrazia.

Così, consapevolmente e sempre più, abbiamo compreso che questa è un’area in cui possiamo avere molto scambio reciproco e dove ci sono aziende in cui possiamo investire. I profitti derivanti dalle attività commerciali qui sono notevolmente elevati, quindi questa area è diventata davvero importante. A livello globale, vediamo anche altri paesi concorrenti concentrarsi su questa regione, pertanto abbiamo deciso di intensificare la nostra attenzione, non solo per comprendere cosa il paese abbia da offrire, ma anche per far comprendere a questi paesi quanto sia vasto il mercato indiano.

Alcuni dei punti di forza che evidenziamo sono:

  • naturalmente, la democrazia;
  • lo stato di diritto;
  • la prevedibilità e il rispetto dell’ordine internazionale.

È una combinazione perfetta, e quindi ognuno si rende conto dei vantaggi e delle opportunità.

Potrebbe brevemente riassumere la relazione dell’India con l’Ungheria?

Le relazioni tra l’India e l’Ungheria sono state strette e amichevoli, caratterizzate da molteplici sfaccettature e sostanzialità, e dopo il 1990 si sono rafforzate e accelerate. Queste relazioni hanno resistito alle vicissitudini dei cambiamenti politici ed economici, in particolare in Ungheria, e alla riorientazione della sua politica estera nel periodo successivo alla Guerra Fredda.

Gli ungheresi sono estremamente grati per il ruolo dell’India nella rivolta del 1956 in Ungheria. L’intervento dell’India con l’Unione Sovietica ha salvato la vita del Dr. Arpad Goncz, che successivamente è diventato Presidente dell’Ungheria dal 1990 al 2000. L’India è vista come un paese la cui antica cultura, tradizioni spirituali e l’eccellenza accademica e scientifica, specialmente nel settore della conoscenza, sono profondamente affascinanti per gli ungheresi comuni. La relazione economica bilaterale è stata rafforzata anche grazie a investimenti dell’ordine di quasi 3 miliardi di dollari da parte dell’India in Ungheria.

Dal punto di vista politico, riconosciamo che l’Ungheria ha una certa indipendenza di pensiero; la rispettiamo anche perché crediamo che una linea di pensiero indipendente dia equilibrio al mondo. Abbiamo constatato che anche in Ungheria questa pratica è diffusa, quindi c’è molta comprensione politica tra le leadership su questo argomento.

Cosa ci può dire riguardo agli investimenti indiani in Ungheria?

L’India è stata il maggiore investitore greenfield in Ungheria nel 2014 e il terzo maggiore nel 2015. La presenza indiana principale in Ungheria include Apollo Tyres, SMR Automotive, Sun Pharmaceuticals, Orion Electronics Ltd., Sona BLW, Cosmos e importanti aziende IT come TCS, WIPRO, Cognizant e Tech Mahindra.

Apollo Tyres ha stabilito una fabbrica di produzione di pneumatici greenfield in Ungheria con un investimento di 475 milioni di euro. Alla fine del 2020, il valore totale degli investimenti ha raggiunto i 700 milioni di euro, con l’azienda che impiega oltre 800 lavoratori.

Il Primo Ministro Viktor Orbán e il Presidente di Apollo, Onkar Kanwar, hanno posto la prima pietra della fabbrica il 10 aprile 2015. Nel maggio 2018, il Gruppo Samvardhana Motherson (SMG) ha inaugurato una espansione da 5 miliardi di fiorini ungheresi (15,3 milioni di euro) presso la sua sede a Túrkeve (Ungheria sudorientale). La divisione di plastica stampata di SMG, Motherson Automotive Technologies & Engineering (MATE), costruirà un impianto di 12.000 metri quadrati, creando 100 posti di lavoro. Il gruppo multinazionale con sede a Gurgaon, SRF Limited, ha annunciato nel giugno 2018 l’apertura di uno stabilimento di confezionamento nella città di Jaszfenyszaru (a circa 70 km da Budapest). L’azienda sta investendo 60 milioni di euro e impiegherà 100 lavoratori. Il 21 novembre 2018, è stato annunciato un investimento greenfield di 71,5 milioni di euro da parte di Flex Films Europa, una controllata di Uflex India Ltd. L’azienda installerà uno stabilimento di produzione di materiali per l’imballaggio flessibile a Rétság.

Le aziende indiane in Ungheria danno lavoro a oltre 10.000 persone. Ci sono anche un piccolo numero di indiani di prima generazione che hanno avviato attività. Quindi, in questi termini, l’Ungheria è uno dei principali paesi di destinazione, così come lo sono anche altri paesi e grandi economie. Gli investimenti vengono effettuati dove è stata valutata una giusta proporzione tra rischio e ricompensa. Questo è il compromesso che le aziende utilizzano per decidere dove investire o non investire. L’Ungheria non è sempre il paese più facile, ma è piuttosto prevedibile e diretto, quindi non ho riscontrato problemi nell’avviare un’attività. Questo è il feedback che spesso riceviamo dai nostri investitori e leader, ed è per questo che continuiamo a investire in Ungheria. L’incertezza, in ogni caso, è la cosa peggiore per un ambiente aziendale; penso che il governo qui lo riconosca e ne sia consapevole. L’Ungheria è sicuramente un ambiente sano.

Può approfondire gli impegni diplomatici tra i due paesi e gli obiettivi comuni in politica estera?

La politica estera è una questione che ogni paese affronta con grande impegno, poiché riguarda la sua indipendenza d’azione. Come l’India, anche l’Ungheria ha una linea di pensiero indipendente basata sulla fiducia globale. Questo tipo di credibilità, se vogliamo chiamarla così, fa sì che l’India sia forse uno dei pochissimi paesi che può sedersi con tutti gli altri e parlare con fiducia e affidabilità su questo aspetto. Portiamo questi valori al tavolo quando interagiamo con vari partner. Nel caso dell’Ungheria, la stabilità internazionale, la pace e l’ordine sono aspetti riconosciuti da entrambi i nostri paesi. Inoltre, entrambi comprendiamo l’importanza della sicurezza energetica, della sicurezza sanitaria e della sicurezza ambientale come componenti della sicurezza nazionale. Oggi la sicurezza nazionale è multidimensionale e non riguarda solo la difesa o la protezione dei confini, ma si inserisce in un’era in cui la sicurezza economica e informativa rivestono un ruolo cruciale; quindi, quando queste aree diventano critiche, diventano critiche anche le reti che le sostengono.

Potrebbe fornire un esempio delle connessioni tra la sicurezza nazionale e la sicurezza sanitaria?

Consideriamo ad esempio il caso del Covid e quanto sia stata critica la sicurezza sanitaria per la sicurezza nazionale.

Se la tua popolazione non è protetta, cosa farai riguardo all’economia? Non importa solo che la tua popolazione sia protetta: se il mondo intero non è protetto, tutto crolla. Il mondo è così globalmente interconnesso che anche un solo elemento colpito può scatenare un effetto domino, e questo è stato molto evidente nella nostra lotta contro il Covid. L’India è forse il più grande produttore di vaccini al mondo e lo fa a prezzi accessibili per tutte le persone. Non dico economici perché spesso c’è un fraintendimento quando si parla di economicità, ma l’accessibilità è importante.

Pertanto, vorrei utilizzare due parametri per valutare l’efficacia della nostra offerta sanitaria (farmaci, prodotti medici, vaccini…): l’accessibilità ed effettivamente l’accessibilità economica. Non ha senso avere il miglior farmaco se nessuno può permetterselo. Hai bisogno di un farmaco efficace che possa risolvere i problemi e che allo stesso tempo sia accessibile in termini di costo. Nella lotta contro il Covid, con i vaccini, questo è diventato molto chiaro. Non abbiamo soltanto vaccinato la nostra popolazione, ma abbiamo inviato molte dosi di vaccino a zone bisognose in tutto il mondo, compresa l’Africa, parte dell’Europa e anche dell’Asia. Questa è una comprensione che penso entrambi i paesi apprezzino.

E cosa possiamo dire riguardo alla sicurezza energetica?

La sicurezza energetica oggi è legata alle fonti rinnovabili. L’India guida le linee internazionali solari insieme alla Francia e vuole vedere sempre più energia solare e tutte le forme di energia rinnovabile in cui l’impronta di carbonio viene progressivamente ridotta. Per raggiungere una sorta di giustizia climatica, è importante avere non solo fonti di energia rinnovabile, ma anche le tecnologie e le risorse ad esse legate. Se non si dispone delle risorse per finanziare il processo, come si potrà rendere il mondo più ecologico? Se il finanziamento di questa tecnologia ecologica diventa proibitivamente costoso, allora si creerà nuovamente una situazione disuguale. Ritorna quindi il concetto di giustizia, perché si potrebbe avere una parte del mondo verde, ma se il resto del mondo non lo è, questa parte verde non può sostenerlo. Questo è l’approccio che abbiamo adottato e sono molto contento di vedere che anche qui in Ungheria c’è un forte focus su questo aspetto. Stiamo parlando di sicurezza, clima, ambiente, acqua, salute e altre questioni, quindi siamo consapevoli che queste importanti aree dell’ordine globale sono rilevanti e che ogni paese dovrebbe svolgere il proprio ruolo, ed è ciò che stiamo facendo.

Parlando delle relazioni bilaterali, quali sono i principali settori di cooperazione tra i due paesi?

Tutti i settori sono oggetto di cooperazione bilaterale, il nostro commercio sta migliorando e abbiamo diverse aziende che stanno esplorando il mercato europeo attraverso l’Ungheria. Sappiamo che l’Ungheria ha settori specifici molto evoluti: il settore automobilistico, il settore delle batterie, il settore della gestione delle acque… quindi stiamo approfittando di ciò che è disponibile e cercando anche di capire come questo si integri nella catena di approvvigionamento in Europa.

E per quanto riguarda la Cooperazione Economica e Commerciale bilaterale?

La cooperazione economica tra l’India e l’Ungheria ha una lunga storia. La cooperazione in questo campo è stata istituzionalizzata nel 1949 con la firma di un accordo di scambio in rupie, che funzionava attraverso la negoziazione di protocolli annuali che stabilivano i prodotti da scambiare e le relative quantità, con il commercio che veniva canalizzato attraverso agenzie governative.

I principali articoli esportati dall’India prima del 1990 includevano tè, tabacco, pepe e altre spezie, torte degrassate, pelli lavorate e tomaie per calzature, minerale di ferro e pellet, prodotti di cotone e juta, prodotti ingegneristici, veicoli Maruti, prodotti chimici e prodotti chimici. Le importazioni dall’Ungheria includevano acciaio e prodotti in acciaio, prodotti chimici, macchine utensili, legumi, piselli, carta da giornale e prodotti ingegneristici, specialmente per ferrovie e progetti energetici. Inoltre, oltre 25 collaborazioni erano state stabilite in India da aziende ungheresi. Il commercio ha superato i livelli degli anni ’80 e ora ammonta a circa 750 milioni di dollari USA, con un saldo commerciale a favore dell’India.

E per quanto riguarda le principali esportazioni ungheresi in India?

Si tratta di apparecchi meccanici e relativi componenti, apparecchiature elettriche ed elettroniche, apparecchi per la registrazione di immagini televisive e sonore e relative parti, prodotti chimici organici, apparecchi ottici, fotografici e cinematografici, strumenti di misura, controllo e precisione, strumenti medici o chirurgici e relativi accessori, veicoli e loro componenti, prodotti farmaceutici, materie plastiche, articoli di carta, ferro e acciaio.

E per quanto riguarda le principali esportazioni indiane in Ungheria?

Anche in questo caso troviamo macchinari e apparecchi meccanici e relativi componenti, prodotti chimici organici, prodotti farmaceutici, apparecchiature elettriche ed elettroniche, apparecchi per la registrazione di immagini televisive e sonore e relative parti. Troviamo poi veicoli e loro parti, calzature, articoli in gomma, ferro e acciaio, materie plastiche.

Ci sono investimenti in programma dall’India?

Molte aziende hanno parlato con me di questo, ma l’attuale clima economico è così incerto che non posso dirlo con certezza. Tuttavia, tutti i giocatori stanno già cercando ulteriori investimenti, e come ho detto, siamo consapevoli che la catena di approvvigionamento è stata efficace nell’attuale mondo e nel contesto politico attuale

Può approfondire come India e Ungheria cooperano in altri campi?

Tendiamo a porre l’accento sul campo economico, ma le relazioni culturali sono altrettanto solide. Gestiamo un centro culturale qui, e gli ungheresi gestiscono un centro culturale in India. Il nostro concetto di benessere nella vita è importante per condurre uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e perché ognuno deve essere sostenibile individualmente. La sostenibilità non riguarda solo il consumo, ma anche la conoscenza delle tecniche o degli strumenti utilizzati per vivere comodamente. Inoltre, la salute mentale è una grande questione oggi, e in questi campi l’India ha molto da offrire in termini di Yoga, Ayurveda e benessere della vita. Tutto ciò rientra in ciò che chiamiamo il quadro secolare della vita. Queste sono soluzioni che la civiltà indiana ha sviluppato in migliaia di anni e ha offerto al mondo.

Potrebbe fornire ulteriori dettagli riguardo al campo culturale?

Il Centro Culturale Indiano a Budapest, del quale ho parlato precedentemente, è stato ufficialmente inaugurato nel novembre 2010 e ribattezzato Centro Culturale Amrita Sher-Gil il 15 agosto 2014. Il Centro ha organizzato regolarmente attività culturali dal 2010. Inoltre, vengono regolarmente tenute lezioni di Yoga, Danza, Musica e Hindi, proiezioni di film indiani. Il Centro pubblica regolarmente una rivista bimestrale chiamata ‘Amrit’. L’Ambasciata ha anche organizzato giornate culturali indiane in diverse città importanti dell’Ungheria. Nel 2010 è stato costituito il Bhartiya Samaj per soddisfare le esigenze culturali della comunità. La Giornata Internazionale dello Yoga è stata celebrata per la prima volta a Budapest il 21 giugno 2015, con yoga, spettacoli culturali indiani, pittura all’henné, cucina indiana, e artigianato. Il Festival Culturale Gange-Danubio è stato lanciato nel giugno 2016, con la partecipazione di gruppi culturali di varietà di ballerini e artisti dall’India. La quinta Giornata Internazionale dello Yoga è stata organizzata nel giugno 2019 in 17 città dell’Ungheria. L’Ambasciata ha celebrato il 150° anniversario della nascita di Mahatma Gandhi il 2 ottobre 2018 nella prestigiosa Sala Szell Kalman del Parlamento ungherese. Allo spettacolo hanno partecipato il Presidente dell’Assemblea Nazionale ungherese e membri del Parlamento ungherese. Il 21 febbraio 2019, in collaborazione con l’Ambasciata, la Magyar Posta ha emesso un foglio commemorativo di quattro francobolli in occasione della celebrazione del 150° anniversario della nascita di Mahatma Gandhi in quarantamila copie. Il 4° Festival del Cinema Indiano è stato organizzato dal 4 al 10 ottobre 2018 al cinema Puskin di Budapest, mentre il 5° Festival del Cinema Indiano è stato organizzato dal 7 al 13 ottobre 2019 con la partecipazione di noti personaggi del cinema. Ad esempio, puoi leggere qui dei dettagli sulla celebrazione per la Giornata dell’Ayurveda 2022 presso l’Ambasciata dell’India a Budapest.

E per quanto riguarda l’istruzione?

In termini di istruzione, abbiamo diversi studenti che vengono qui. Sappiamo che l’Ungheria ha settori avanzati di studio, come l’ingegneria automobilistica e la medicina. Allo stesso modo, offriamo numerose borse di studio agli ungheresi per studiare in India. Oggi ci sono, credo, due punti di riferimento che evidenziano in particolare il potenziale dell’India. Il primo riguarda la salute: oggi siamo la farmacia globale, quindi i paesi hanno molto da imparare dalla nostra catena di approvvigionamento, dalla produzione che può garantire prodotti di alta qualità a prezzi accessibili e convenienti. L’altro aspetto riguarda l’informatica: abbiamo grandi capacità nella formazione di studenti nelle aree dell’informatica, dell’intelligenza artificiale e della robotica. Questa disponibilità è ben nota in India e all’estero.

Infine, potrebbe illustrare come India e Ungheria cooperano nei campi della scienza e della tecnologia?

La cooperazione nel settore della scienza e della tecnologia è un punto focale nelle relazioni tra India e Ungheria. Attualmente, la cooperazione bilaterale è gestita attraverso due accordi: uno tra l’Indian National Science Academy (INSA) e l’Accademia delle Scienze Ungherese (HAS), e un altro tra il Dipartimento di Scienza e Tecnologia indiano e il Ministero dell’Economia Nazionale ungherese.

Durante l’undicesima riunione congiunta India-Ungheria sulla Scienza e la Tecnologia [Online], tenutasi il 29 luglio 2020 e ospitata dall’Ufficio NRDI dell’Ungheria, sono stati identificati sette progetti congiunti nei settori dell’Energia, dell’Ambiente, dell’Acqua, della Biotecnologia, dell’Agricoltura Alimentare, e sono stati discussi altri quattro progetti potenziali.

C’è un previsto aumento del flusso di lavoratori dall’Asia, come considera questa questione?

La migrazione e la mobilità sono aspetti indispensabili in un mondo globalizzato. È un fatto acquisito che in India abbiamo una vasta quantità di manodopera, sia in ambito specializzato che non. Inoltre, c’è una perfetta corrispondenza, dal momento che l’Ungheria riconosce che uno dei problemi che affronterà nel suo percorso di crescita è la carenza di manodopera, sia specializzata che non.

È difficile organizzare un’immigrazione etica quando c’è completa libertà e un flusso agevole e pulito di persone. È necessaria una chiara linea di comunicazione, ma nella pratica ciò risulta difficile. Cosa ne pensa a riguardo?

Penso che i paesi con una popolazione ridotta debbano cercare di trovare il giusto equilibrio. Tuttavia, è importante distinguere tra migrazione legale e illegale. La migrazione illegale è un problema che non incoraggiamo né facilitiamo, ma cerchiamo di contrastare con determinazione, poiché colpisce le persone più vulnerabili e favorisce trafficanti senza scrupoli. Siamo completamente contrari a essa, e l’Ungheria condivide questa stessa posizione. Stiamo attualmente discutendo la mobilità e la migrazione sia a livello europeo, con un focus regionale, che a livello bilaterale con l’Ungheria.

Nelle professioni specializzate, possiamo offrire molto, come ad esempio nel settore sanitario, nell’ICT e nell’ingegneria. Queste sono competenze che non si possono acquisire da un giorno all’altro. L’India ha fatto investimenti mirati in università, istituti di formazione e strutture in grado di sviluppare queste competenze, e pertanto sono disponibili. Non è un caso che si trovino molti medici, ingegneri e informatici indiani negli Stati Uniti, ad esempio. Sono tutti professionisti altamente qualificati, e l’Ungheria lo riconosce. Non ho sentito parlare di problemi riguardo al movimento di lavoratori altamente specializzati. Per quanto riguarda la manodopera non specializzata, l’Ungheria è un paese agricolo che produce una quantità considerevole di frutta, prodotti alimentari e vino, tutti settori che richiedono forza lavoro. Ci sono esempi molto positivi di utilizzo di lavoratori indiani in queste aree, e quindi in generale, quando c’è domanda, riusciamo a trovare una soluzione adeguata.

Quali istituzioni supportano lo sviluppo commerciale tra i due paesi (club commerciali, agenzie commerciali, uffici governativi)?

A livello governativo, istituzionalmente abbiamo una camera economica congiunta. Si sono riuniti proprio lo scorso ottobre, dove naturalmente il commercio e l’industria sono stati uno dei principali punti all’ordine del giorno per la cooperazione. Sono stati identificati settori in cui valutare i progressi. A livello aziendale, abbiamo accordi di cooperazione tra le camere di commercio locali e la Confederation of Indian Industries (CII), l’associazione delle industrie indiane con sede in India. Si tratta principalmente di accordi bilaterali che comprendono la partecipazione reciproca a fiere commerciali, eventi commerciali e programmi settoriali. Abbiamo anche un club indiano molto importante, ma non abbiamo una specifica Camera di Commercio Indiana locale semplicemente perché finora non si è sentita la necessità di crearla come elemento di lobbying o come fonte di acquisizione di conoscenze. Le aziende indiane desiderano sapere dove investire, naturalmente devono condurre le dovute verifiche e devono fare affidamento su fornitori di servizi. Quindi cercano informazioni e l’ambasciata li assiste in queste aree.

Potrebbe darci informazioni sulla struttura istituzionale della cooperazione economica?

Oltre a trattati commerciali e altri accordi che forniscono il quadro istituzionale per la cooperazione economica con l’Ungheria, esiste il Comitato congiunto Indo-Ungherese per la Cooperazione Economica, che fornisce il quadro istituzionale per le discussioni intergovernative sulla cooperazione economica. Il Dipartimento di Politica Industriale e Promozione è la nostra agenzia di riferimento.

La Quinta Sessione del JCEC si è tenuta il 6-7 marzo 2018 a Nuova Delhi. Entrambe le parti hanno concordato che il pieno potenziale di cooperazione in diverse aree è rimasto inutilizzato e hanno condiviso il punto di vista secondo il quale, sia il governo, sia il settore privato nei rispettivi paesi, dovrebbero compiere ulteriori passi al fine di promuovere il commercio e gli investimenti e rafforzare le relazioni commerciali. Sono in corso sforzi per la prossima sessione del JCEC.

Inoltre, c’è il Consiglio Aziendale Congiunto delle aziende indiane e ungheresi, istituito nel 1979 in base a un accordo tra la FICCI e la Camera di Commercio ungherese per promuovere i contatti diretti tra le delegazioni commerciali. Una riunione del Consiglio Aziendale Congiunto si è tenuta in concomitanza con la riunione del JCEC a Budapest, Ungheria, il 2 giugno 2016. La FICCI ha portato una delegazione commerciale indiana composta da 18 membri per il Forum Aziendale Congiunto. Sono stati organizzati oltre 100 incontri azienda-azienda tra le aziende indiane e le aziende ungheresi che hanno partecipato al Forum Aziendale Congiunto.

Quanto è numerosa la comunità indiana in Ungheria?

Non è molto numerosa. Ci sono circa 5500 indiani che vivono in Ungheria. La maggior parte di loro sono professionisti dell’ICT, mentre alcuni lavorano nel settore manifatturiero delle joint venture indo-ungheresi e altri nel settore agricolo. Inoltre, ci sono circa 1000 studenti indiani che studiano presso varie università, principalmente a Budapest, Pecs, Szeged, Miskolc e Debrecen. Speriamo e stiamo pianificando di portare più studenti qui, ma dipenderà dalla capacità delle università. Il costo dell’istruzione è un fattore fondamentale, quindi tutte queste cose giocheranno un ruolo. Direi che siamo qui, ma in numero limitato.

Quali sono i principali piani dell’India per il futuro?

Il futuro richiede stabilità, e oggi il mondo affronta molte sfide che devono essere affrontate attraverso la diplomazia. L’unico risultato che cerchiamo è la pace, perché senza pace nessuna attività commerciale può prosperare e nessuna azienda può crescere. Il nostro obiettivo principale in India è migliorare il tenore di vita, ma abbiamo una grande sfida da affrontare in quanto siamo un grande paese con una vasta popolazione e abbiamo bisogno di notevoli sviluppi infrastrutturali e istituzionali. Nel nostro paese ci impegniamo a sostenere la popolazione con servizi sanitari, istruzione e affrontiamo problemi come la scarsità d’acqua e l’inquinamento ambientale. Ci sono molte sfide da superare. Per darti un esempio, ci sono aree nelle nostre città che hanno una popolazione pari a quella di alcuni paesi europei; questa è la dimensione della nostra sfida. La nostra portata è molto ampia: si può parlare del benessere di 5 milioni di persone in un paese con un PIL superiore a, diciamo, 25.000 euro, mentre dobbiamo prendere in considerazione un numero dieci volte superiore in una specifica città con un PIL forse di un quinto. Questa è una sfida perché dobbiamo operare all’interno di un sistema democratico. Ma è una sfida che abbiamo già affrontato con successo. Come puoi vedere, scherzo spesso sull’argomento dicendo che abbiamo più di 1,3 miliardi di persone che vivono pacificamente nel paese, e questa pace è estremamente importante per la stabilità del mondo. L’India è un paese che non solo è democratico, ma è anche un membro molto attivo nella comunità internazionale globale. Abbiamo l’intenzione di svolgere bene questo ruolo e sono sicuro che lo faremo.

Per leggere altre interviste alle ambasciate con sede a Budapest, o avere più informazioni sulle ambasciate estere in Ungheria clicca qui.

Immobiliare a Budapest: prezzi alle stelle nell’ultimo anno

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I prezzi degli immobili ungheresi sono aumentati notevolmente nel corso del 2023, secondo 24.hu.

In media, per l’acquisto di una casa, gli acquirenti quest’anno hanno speso il 3% in più, pari a 1 milione di fiorini (2.600 euro). A Budapest il costo medio per l’acquisto di una casa è aumentato di oltre 2 milioni di fiorini (5.200 euro).

Il prezzo al metro quadrato degli immobili nel mercato immobiliare ungherese varia da 30.000 fiorini (79 euro) a 3 milioni di fiorini (7.800 euro). Il prezzo al metro quadrato è stato superiore a 1 milione di fiorini (2.600 euro) per quasi la metà degli immobili venduti nella capitale nella prima metà dell’anno.

I dati sulle transazioni indicano inoltre che quasi la metà degli immobili venduti in Ungheria quest’anno, il 49%, erano case unifamiliari. Un altro 37% degli acquirenti ha optato per un’abitazione in muratura. Le “case a pannelli” prefabbricate in cemento dell’era comunista furono scelte solo dal 15% degli acquirenti.

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Anche gli affitti sono aumentati esponenzialmente nella capitale ungherese, per saperne di più clicca qui.

Campionati mondiali di atletica a Budapest: risultati e commenti

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Si concludono i Mondiali di atletica leggera a Budapest, tra grandi entusiasmi e speranze, con gli Stati Uniti che dominano il medagliere, chiudendo al primo posto con 12 ori, 8 argenti e 9 bronzi per un totale di 29. 

L’Italia ottiene quattro medaglie: un oro, due argenti e un bronzo che la piazzano al 13° posto del medagliere.

L’Ungheria ottiene un bronzo e, aggiungiamo, una grande ammirazione per la bellezza della capitale. In tutto, 46 Paesi si sono iscritti alla Regina dello Sport. L’Associazione Nazionale di atletica ungherese, scrive: “63 atleti e atlete hanno rappresentato i colori ungheresi alla competizione mondiale con la presenza di star internazionali. In 57 su 63 sono entrati in campo nell’atmosfera unica creata dal pubblico. È importante sottolineare che, indipendentemente dal numero di eventi, prestazioni e classifica, i tifosi ungheresi hanno sostenuto i nostri atleti come una sola persona, e il tifo incrollabile, entusiasta e costante è stata una motivazione straordinaria.”

Foto | FIDAL COLOMBO/FIDAL

Come si conclusi i mondiali: l’ultimo giorno

La chiusura dei Campionati Mondiali di atletica leggera è stata segnata dalla trionfale vittoria dell’atleta ugandese Victor Kiplangat nella Maratona. Questo evento ha rappresentato non solo la fine di nove giorni ricchi di straordinari risultati sportivi, ma anche un’opportunità senza pari per Budapest di mettersi in vetrina come destinazione turistica di prim’ordine. Nel corso di questa intensa manifestazione, l’Italia ha brillato conquistando quattro preziose medaglie.

Sul podio anche le vie di Budapest

Le strade di Budapest si sono trasformate in un palcoscenico mondiale mentre maratoneti provenienti da ogni angolo del pianeta hanno sfidato la loro resistenza lungo un percorso che ha attraversato emblematici luoghi storici della capitale ungherese. La Piazza degli Eroi e il Ponte delle Catene sono stati tra gli sfondi suggestivi che hanno affiancato l’azione degli atleti.

“Siamo nella direzione giusta non soltanto per Parigi 2024, ma anche per Los Angeles 2028”.

Stefano Mei, ex mezzofondista e presidente della FIDAL

Il presidente della FIDAL (Federazione italiana di atletica leggera) ai nostri microfoni si era dichiarato ottimista prima dell’ inizio del campionato a Budapest, dichiarando di poter contare su una squadra forte.

Regina dello sport: le maratone come gran finale

L’ultimo capitolo di questa rassegna, soprannominata giustamente la “Regina dello sport“, si è consumato nella giornata del 27 agosto dopo nove giorni intensi e 49 competizioni. 

Il gran finale è stato inaugurato dalla maratona maschile, con un percorso che ha portato i maratoneti a sfrecciare quattro volte davanti ai luoghi più iconici di Budapest. 

La gara è stata salutata come un’occasione per imprimere ancor più profondamente il nome dell’Ungheria nella memoria collettiva, tramite lo sforzo e la dedizione degli atleti e di chiunque abbia contribuito al campionato.

La maratona femminile invece si è svolta il 26 agosto con la vittoria dell’etiope Amane Beriso Shankule.

Foto | FIDAL COLOMBO/FIDAL

Italia: conquista il 13° posto con 4 medaglie

Nel quadro complessivo del Medagliere, l’Italia si posiziona al tredicesimo posto al termine di questa avvincente competizione, portando a casa un assortimento di medaglie che include un oro, due argenti e un bronzo. 

Tra i vincitori spicca Gianmarco “Gimbo” Tamberi, con una prestazione straordinaria nel salto in alto, conquistando la medaglia d’oro. L’entusiasmo è cresciuto ulteriormente con la staffetta 4×100 uomini dove Il quartetto azzurro composto da Roberto Rigali, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu vince la medaglia d’argento nella staffetta (qui le foto) e Leonardo Fabbri nel lancio del peso, entrambi medaglie d’argento per le loro eccezionali performance. Antonella Palmisano conclude il nostro podio italiano grazie alla sua straordinaria prestazione nella 20 km di marcia, che le ha meritato la medaglia di bronzo. 

Ci teniamo a parlarvi inoltre di Casa Italia, visitata anche dal ministro dello sport italiano, della conferenza stampa di apertura dei mondiali con la squadra azzurra, delle parole del presidente di FIDAL che preannunciavano la forza di questa squadra e della mostra che ospita su Roma eterna evoluzione per promuovere la candidatura di Roma a Expo 2030.

Ungheria: si piazza tra i primi sedici in dodici eventi dei Campionati

Bence Halász, campione del lancio del martello, ha ottenuto il miglior risultato di quest’anno (80.82), conquistando la medaglia di bronzo del campionato mondiale.

Nei 400 metri Attila Molnár, che ha concluso al 12° posto, ha migliorato il proprio record nazionale portandolo a 44,84 secondi.

“Ciò che questo campionato del mondo avrebbe potuto darci, ci ha dato tutto”

AFFERMA GÉZA SCHEIDLER, DIRETTORE SPORTIVO PROFESSIONISTA DELL’ASSOCIAZIONE UNGHERESE DI ATLETICA LEGGERA.

Inoltre:

  • Staffetta mista: Attila Molnár, Kéri Bianka, Zoltán Wahl, Janka Molnár (3:14.08),
  • Evelin Nádházy, Bianka Kéri, Rapai
  • La staffetta 4×400 m femminile composta da Fanni e Janka Molnár (3:27.79),
  • il quartetto 4×400 m maschile composta da Ernő Steigerwald, Zoltán Wahl, Árpád Kovács e Attila Molnár (3:02.65)
  • Gréta Kerekes, Jusztina Csóti e Boglárka Takács, anche la squadra femminile 4×100 m con Luca Kocsis (43.38) ha mostrato il miglior tempo di sempre nel paese.

Fonte: atletika.hu

Foto | FIDAL COLOMBO/FIDAL

Confindustria Ungheria: intervista a Carlo Ferrero di Sofidel

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Come azienda italiana in Ungheria, abbiamo avuto il piacere di intervistare Carlo Ferrero Country Operations Manager e Operations Director in Europa per il gruppo Sofidel, azienda nata in Italia e leader mondiale del tissue. 

Questa intervista fa parte della nostra serie di interviste ai membri di Confindustria Ungheria, redatte da Economia.hu. Vi invitiamo a leggere le precedenti interviste: al presidente di Confindustria Ungheria Roberto Massucco (Massucco Industrie SpA), ai vicepresidenti di Confindustria Ungheria: Giordano Riello (Giordano Riello International Group), e Alessandro Farina (ITL Group), e Omar Balducci (Lucart).

Potrebbe presentarsi brevemente, menzionando il suo background accademico?

Mi chiamo Carlo Ferrero, sono Country Operations Manager e Operations Director in Europa per la Sofidel. Sono qui in Ungheria dal 2016 quando Sofidel entrò dopo un take over di un’azienda già esistente. Oltre che dell’Ungheria, mi occupo anche della Romania. 

Arrivo da una formazione tendenzialmente più tecnica. Mi sono diplomato come perito chimico e poi ho conseguito nel tempo un master in fabbricazione e trasformazione della carta tissue e del tessuto non tessuto. Successivamente ho frequentato un corso di laurea ed ho ottenuto un master in economia aziendale.

Potrebbe presentarci l’azienda per la quale lavora e la sua attività di operations director?

Sofidel è un’azienda che ha oltre 50 anni. È nata nel 1966, fondata da due famiglie, Stefani e Lazzareschi, in Toscana e oggi come oggi presente in undici paesi europei e più o meno abbracciando tutta l’area da nord a sud, da est a ovest e in sette diversi stati degli Stati Uniti. La sede è a Porcari, in provincia di Lucca. 

Essenzialmente siamo produttori e trasformatori di carta tissue e siamo presenti con i nostri prodotti in oltre 59 paesi del mondo. Complessivamente l’azienda ha realizzato l’anno scorso un fatturato di 2800 milioni di euro e con, diciamo, una forza lavoro, quasi 6900. Nell’arco degli ultimi 13 anni il gruppo ha raddoppiato la sua capacità produttiva, sia grazie a investimenti greenfield sia grazie ad acquisizioni. 

Il mio ruolo di Operations Director in Europa si focalizza su Ungheria e Romania. In passato, quando Sofidel era presente in Turchia, anche questa regione rientrava tra le mie aree di competenza. 

Il mio ruolo è un ruolo di connessione tra la Corporate e la Region per garantire la corretta comunicazione tra i vari reparti e soprattutto portare avanti quelli che sono gli obiettivi comuni del gruppo. 

Può parlarci delle sue relazioni professionali e personali con l’Italia e l’Ungheria?

Dovendo occuparmi nello specifico di Ungheria, precisamente nella contea di Komárom-Esztergom (al confine con la Slovacchia) e di altri Paesi non ho avuto molto tempo in questi anni di sviluppare relazioni personali e private nel paese. 

Allo stesso tempo, il network inizialmente portato avanti con la Camera di Commercio italiana poi con l’Ambasciata e ultimamente anche con Confindustria Ungheria mi ha permesso di allacciare delle relazioni che vanno anche al di là del solo business.

Questo tipo di supporto (che di per sé ogni imprenditore potrebbe avere venendo in Ungheria) facilita a 360 gradi l’attività nella gestione dei diversi ruoli personali e lavorativi. 

Quindi principalmente le mie relazioni si sono sviluppate partendo da una base di attività commerciale, industriale, tecnica ma inevitabilmente poi sono entrate anche in gioco degli aspetti che sono andati al di là della pura attività professionale.

Quali sono state le sfide principali che ha affrontato nel suo percorso lavorativo e come le superate?

Chiaramente di sfide la vita ne offre ogni giorno quindi ricordiamo le principali; tutte quante formative al di là delle difficoltà che presentarono. 

  1. La prima fu la privatizzazione della Athens Paper mill per la quale io fui chiamato come consulente in un progetto di tre anni. Di fatto la Athens Paper Mill nasceva come gruppo statale: secondo i vecchi principi, col concetto di essere totalmente indipendente. Per spiegarmi meglio, non erano solo produttori di carta ma seguivano tutta la filiera della fibra: dall’accrescimento delle foreste, alla produzione della cellulosa e alla trasformazione prima in semilavorato e poi in prodotto finito. In più producevano anche i materiali d’imballaggio. Globalmente l’azienda totalizzava oltre 1800 dipendenti e si riuscì dopo tre anni a ristrutturare e scendere a 320 dipendenti, in modo da dare spinta a quello che era ed ancora oggi è il vero core business: il tissue. 
  2. La sfida più importante è stata limitare il più possibile i danni sociali. Si riuscì, collaborando con diverse organizzazioni locali, a vendere alcune attività ad altri settori come quello ad esempio del cartoncino piuttosto che del polietilene. Anche attraverso importanti corsi formativi, si riuscì a recuperare la forza lavoro preparandola a quelle che nel frattempo erano diventate le nuove tecnologie sia di fabbricazione che di trasformazione della carta ad uso domestico La seconda fu in Germania a Leuna in uno stabilimento allora proprietà della Kartogroup oggi Wepa Italia dove, tra il 2005 ed il 2007, fui chiamato a recuperare l’efficienza produttiva sia in cartiera sia in trasformazione. Questa operazione, attraverso un’impostazione molto diversa dal punto di vista operativo, ebbe un impatto soprattutto sul Management della società. La seconda fu in Germania a Leuna in uno stabilimento allora proprietà della Kartogroup oggi Wepa Italia dove, tra il 2005 del 2007, fui chiamato a recuperare l’efficienza produttiva sia in cantiere sia in trasformazione. Questa operazione, attraverso un’impostazione molto diversa dal punto di vista operativo, ebbe un impatto soprattutto sul Management della società. 
  3. L’ultima sfida che ricordo per dimensioni e, anche qui, difficoltà, fu quella in Romania. Appena entrato in quell’azienda, guardando al conto economico, raccomandai di uscire dal settore della carta offset, quando sia il consiglio di amministrazione che le banche credevano fosse il settore trainante. Ci volle del tempo per convincerli, ma alla fine con dati alla mano la cosa andò in porto ottimizzando l’organico della società, senza perdere i dipendenti facendoli migrare in un’altra cooperativa

Avrebbe dei consigli per i giovani e per chi intende investire in Ungheria? 

  1. Per quanto riguarda i suggerimenti ai giovani mi sento di sottolineare che chi entra nel settore oggi è sicuramente avvantaggiato, in quanto si è in grado di avere un quadro del paese ancora prima di iniziare  grazie a un Sistema Italia composto da Ambasciata, Camera di commercio,  Confindustria Ungheria, ICE , SACE ed Istituto di Cultura. In aggiunta a questo direi che, rivolgendosi proprio a Confindustria Ungheria, si ha la possibilità di avere identificati chiaramente e secondo gli ambiti di competenza, dei consulenti capaci, affidabili e professionali. Nel passato uno dei problemi era appunto non sapere a chi rivolgersi e magari mettersi nelle mani del primo sconosciuto con tutti i rischi che ne derivavano, perdendo tempo oltre che denaro. Oggi questo è un problema decisamente più contenuto se non addirittura superato. 
  2. L’altro suggerimento è di vivere la realtà locale. Nel momento in cui si decide di intraprendere una carriera all’estero, vivere la vita nel paese deve essere prioritario. La gestione da remoto non dà assolutamente la possibilità di avere -soprattutto in un momento di startup, in una fase iniziale o di messa appunto dell’attività- le informazioni necessarie. Soprattutto, non permette la reattività necessaria per poter portare avanti il business in modo efficace. 
  3. Il terzo suggerimento che mi permetto di dare, tenendo anche conto della difficoltà a trovare profili specifici e soprattutto le corrette qualifiche professionali, è di iniziare ad avere dei rapporti con scuole e con università. Questo lo suggerisco proprio per portare avanti delle collaborazioni rivolte sia a far conoscere la propria azienda, ma al tempo stesso anche ad investire nel futuro per poter assumere eventuali dipendenti del domani.
  4. Infine essere esigenti con sé stessi. Io dico sempre ai miei Collaboratori: quando pensate di aver fatto un buon lavoro, non siatene troppo fieri, pensate come poterlo fare meglio domani. Sicuramente tutti i lavori, tutte le attività, possono essere realizzate almeno in due modi diversi e non sempre quello scelto è il migliore.

Potrebbe parlarci di Confindustria Ungheria?

Siamo appena nati, quindi dobbiamo sicuramente ancora lubrificare gli ingranaggi. Però sicuramente, le persone che si occupano di questa attività, nata appena un anno fa, sono persone che sacrificano il loro tempo, che conoscono il paese, la maggior parte di loro anche meglio del sottoscritto. Tenendo conto che siamo per la maggior parte dirigenti e/o imprenditori siamo totalmente aperti a ricevere indicazioni, suggerimenti e quant’altro utile per la crescita dell’organizzazione. 

Come vede l’evoluzione del suo lavoro e dell’industria in cui opera per il futuro per quanto riguarda la sostenibilità?

Sicuramente c’è una notevole differenza tra Europa e Stati Uniti. Concentriamoci sul vecchio continente, l’Europa, perché ormai dall’anno scorso è sotto gli occhi di tutti la sfida derivante dalla criticità energetica.

Fortunatamente Sofidel, come si può apprezzare anche dal sito del gruppo, già a fine degli anni 2000 ha iniziato ad essere attenta alla sostenibilità a tutto tondo. Abbiamo investito molto in innovazione tecnologica ed energia proveniente da fonti rinnovabili: per dare un’idea, ricordo che in Romania, inizialmente, avevamo un consumo d’acqua che era sui 15/16 contro gli attuali 8 metri cubi per tonnellata. 

Abbiamo investito molto in termini di modifiche agli impianti e di tipologie di energia utilizzata: per dare un’idea, ricordo che in Romania, inizialmente,avevamo un consumo d’acqua che era sui 15/16 contro gli attuali 8 metri cubi per tonnellata. Come Gruppo, abbiamo collaborato con produttori di energia rinnovabile volti a permetterci un processo di riduzione delle emissioni. 

Come Gruppo, abbiamo collaborato con produttori di energia rinnovabile volti a permetterci un processo di riduzione delle emissioni, per esempio:

  • In Italia abbiamo sottoscritto un accordo decennale con RWE Renewables per l’approvvigionamento di energia eolica. 
  • In Svezia, con Meva Energy, per la produzione di gas rinnovabile proveniente da biomassa legnosa locale.
  • In Spagna, un altro accordo decennale per la fornitura di energia elettrica rinnovabile con Acciona Energia. 
  • In Grecia parliamo di energia rinnovabile in questo caso generata da fotovoltaico e di nuovo attraverso un accordo di 10 anni, sempre con RWE Renewables. 

Per quanto riguarda i partner di sostenibilità, il primo accordo fu con il WWF e via via nel tempo ci poniamo costantemente nuovi obiettivi volti a ridurre le nostre emissioni.  I nostri target di riduzione di emissioni di CO2 al 2030 sono stati approvati da Science Based Targets initiative (SBTi) come coerenti con le riduzioni necessarie a limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C secondo gli accordi di Parigi e prevedono una riduzione del 40% delle emissioni di CO2 di scope 1, 2 e di scope 3 – relativamente alle attività di produzione di polpa di cellulosa dei propri fornitori – rispetto all’anno base 2018.

Un altro esempio è l’approvvigionamento responsabile di cellulosa: noi ormai stiamo utilizziamo fibra di cellulosa certificata garantita da terze parti indipendenti (FSC®, FSC Controlled Wood, PEFC), nel senso che le nostre fonti di approvvigionamento garantiscono la continuità del ciclo naturale rispettando i cicli di sviluppo delle varie tipologie fibrose, dalle latifoglie alle conifere. Tutto questo controllato da certificatori di terza parte, quindi non condizionati ovviamente da noi stessi, e riconosciuti a livello mondiale.La sostenibilità negli ultimi anni è diventata quasi ridondante, dai giornali alla pubblicità tutti ne parlano: un aspetto è parlarne, altro discorso è portarla avanti nel tempo. Rappresenta un grande impegno che inevitabilmente va supportato tutti i giorni sia all’interno dell’azienda che fuori. Questo è il motivo per cui vogliamo affidarci a metodologie di reporting e stiamo investendo sempre più in rating ESG (come CDP, Morning Sustainalytics, EcoVadis) che ci permettono di misurare sia i rischi legati all’ambiente, al sociale e alla governance, sia gli impatti che l’azienda genera su queste dimensioni, dimostrando in modo oggettivo, comparabile e trasparente i benefici a lungo termine che possiamo offrire alle persone.

Come bilancia il suo successo professionale con la vita privata ed il benessere personale?

Mi ritengo fortunato innanzitutto ad aver sposato la moglie che ho, che mi ha capito prima ancora di pronunciare il famoso Sì. Non eravamo ancora sposati e, sin da subito, si trattava di iniziare un’avventura in Abruzzo dove doveva nascere un greenfield  mill della Scott (successivamente acquisita dalla Kimberly Clark, per poi diventare proprietà della ICO). La distanza piuttosto che la disponibilità di tempo residuo per vedersi erano sicuramente condizionate. Nonostante ciò, ci fu l’intesa, che ancora oggi va avanti. La famiglia e i valori fondanti della vita vanno messi al primo posto. In seguito, sapersi ritagliare degli spazi personali. Io sono patito della sana attività fisica perché permette di iniziare la giornata con la mente fresca. Tutto questo abbinato ad una sana alimentazione.

Adozione dell’Euro in Ungheria: vantaggi, sfide e l’esperienza della Croazia

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Euro-Ungheria-vantaggi-sfide-esperienza-Croazia
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Il ministro delle finanze Mihály Varga ha messo in luce la sua posizione riguardo all’adozione dell’Euro in Ungheria.

Nel 2016 aveva dichiarato che: “processi economici si manterranno costanti e la nostra produttività aumenterà ulteriormente, l’ingresso [dell’Ungheria] entro il 2020 non dovrebbe essere improbabile”.

Per vedere il video dell’intervista clicca qui.

“È prematuro. È importante ripristinare l’equilibrio dell’economia il prima possibile, e la politica fiscale deve mirare a ridurre il deficit e il debito pubblico”

ha affermato il 19 agosto al festival Tranzit a Tihany, nell’Ungheria occidentale. 

In un certo momento, l’Ungheria era stata in grado di soddisfare tutte le condizioni per aderire alla zona euro, ad eccezione del requisito del tasso di cambio. Le due crisi economiche più recenti hanno confermato che se l’Ungheria avesse adottato la moneta unica, l’economia ungherese sarebbe stata esposta a molto meno rischio, ha dichiarato Varga. 

Avevamo parlato della moneta ungherese in difficoltà in uno dei nostri articoli già a fine 2022.

L’Euro avrebbe anche diversi vantaggi politici, notando che un sondaggio dell’Eurobarometro del gennaio scorso ha mostrato che il 72 percento degli ungheresi approvava l’idea di aderire alla zona euro nell’interesse della stabilità. Tuttavia, ha sottolineato che ci sono svantaggi, come dover abbandonare una politica monetaria indipendente e il fatto che la Banca Centrale Europea basi le sue decisioni principalmente sui criteri dei paesi centrali come Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia, quindi l’Ungheria potrebbe finire emarginata. 

“Lei è personalmente favorevole all’idea che l’euro sostituisca la moneta nazionale?”. Questa è una delle domande poste contemporaneamente in sei Paesi in un sondaggio condotto alla fine di aprile. I risultati elaborati sono stati appena pubblicati dalla Commissione europea in Eurobarometro. Sulla questione, in Ungheria sono state intervistate 1008 persone.

Durante il dibattito, il banchiere centrale Gyula Pleschinger ha affermato che l’Ungheria è ora lontana dall’aderire alla zona euro, “non possiamo nemmeno soddisfare i criteri di Maastricht”. Ha detto che il paese potrebbe essere in grado di adottare la moneta durante il decennio del 2030, come sosteneva anche György Matolcsy prima dell’estate.

Il caso della Croazia

Non ha aspettato il 2030 la Croazia: il passaggio è stato recentemente fatto il 1 Gennaio 2023 ha abbandonato la kuna per passare all’Euro. 

L’adesione della Croazia all’Unione Europea la obbligava a introdurre la moneta europea una volta che avesse soddisfatto i criteri di convergenza dell’Euro.

Prima dell’ingresso della Croazia nell’UE il 1 luglio 2013, Boris Vujčić, governatore della Banca Nazionale Croata, dichiarò che avrebbe voluto che la kuna fosse sostituita dall’Euro il prima possibile dopo l’adesione. Il Primo Ministro Andrej Plenković dichiarò nel novembre 2020 che la Croazia aveva l’intenzione di adottare l’euro il 1 gennaio 2023. N dicembre 2020 il governo croato ha sviluppato un piano per l’adozione dell’euro.

Dopo l’adozione dell’euro come valuta ufficiale all’inizio di quest’anno, i prezzi in Croazia sono cresciuti esponenzialmente, raggiungendo aumenti fino al 50% su tutti i beni essenziali, compresi i generi alimentari. Le ragioni dell’aumento dei prezzi includono fattori come il cambio sfavorevole tra la kuna e l’euro, l‘aumento dei tassi d’interesse della BCE, l’inflazione diffusa a livello globale e anche la speculazione da parte di catene commerciali e produttori che, sfruttando la transizione monetaria, hanno provocato un aumento ingiustificato dei prezzi.

L’adozione dell’Euro a gennaio 2023 ha due conseguenze contrastanti: da un lato come abbiamo visto, ha fatto salire i prezzi, dall’altro sembra stimolare il turismo.

Si, è confermato che il settore dell’ospitalità in Croazia ha visto un aumento del 12% negli arrivi rispetto all’anno precedente. L’altra faccia della medaglia è che i centri di villeggiatura croati non possono più essere considerati a buon mercato come negli anni passati: con l’inflazione e l’adozione dell’euro queste destinazioni diventeranno quasi proibitive per il cosiddetto ceto medio.

Eurobarometro: la prospettiva degli ungheresi

L’89% degli ungheresi intervistati dichiarano di potersi adattare al cambio della valuta mentre il 9% ha dato una risposta negativa.

Il 65% degli ungheresi intervistati dichiara inoltre di avere delle preoccupazioni riguardo l’impostazione abusiva dei prezzi, mentre il 33% non ha esternato tali preoccupazioni.

Chissà se la Croazia sarà di ispirazione o di monito per l’Ungheria?

Fonti: euronews, dailynewshungary

Ambasciata del Brasile: gli eventi dell’estate a Budapest

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L’Ambasciata del Brasile ha recentemente rilasciato il proprio bollettino culturale, che ha come obiettivo diffondere i principali eventi legati al Brasile nel campo culturale.

Segnaliamo la pagina Facebook della Ambasciata brasiliana in Ungheria, e la nostra intervista all’Ambasciatrice Susan Kleebank.

“Il Grande Bosco”

La mostra all’aperto intitolata “Il Grande Bosco“ presenta 30 pannelli a doppia faccia di grande formato insieme alle relative descrizioni, illustrando 9 progetti sociali civili brasiliani che fondono la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. La mostra è stata inizialmente allestita nel 2019 presso il Giardino Botanico di Ginevra e successivamente è stata esposta anche a Budapest presso il Giardino Zoologico e Botanico della Capitale, oltre che presso la Scuola Ecologica Superiore Nagy Sándor József a Budakeszi. Fino al 25 luglio, il Museo Ungherese di Scienze Naturali ha ospitato questa grande esposizione fotografica e ad agosto, la mostra itinerante è in programma nella regione del Lago Velencei, nella cittadina balneare di Gárdony.

Agosto 8-27.

Gárdony, Piazza antistante l’Ufficio del Sindaco

Esposizione

Il Brasile con gli occhi degli artisti

L’esposizione presenta alcune opere di due artisti: il fotografo brasiliano Lucas Lenci e il pittore tedesco Wilhelm Wöller, che durante la Seconda Guerra Mondiale cercò rifugio in Brasile e adottò il paese come propria patria. Entrambi raffigurano in modo estremamente creativo la natura che li circonda.

Tra le opere di Lucas Lenci sono state selezionate 26 immagini, che mostrano uccelli tassidermizzati e la vita quotidiana nella campagna brasiliana. Wilhelm Wöller rappresenta nel suo stile opere vibranti, con un umorismo pungente e lineamenti espressivi, dipingendo il nuovo mondo che lo ha accolto. Nell’esposizione verranno presentate copie delle sue opere che trattano della fauna e della flora brasiliana. “Brasile con gli occhi degli artisti” sarà visitabile presso il Museo Ungherese di Scienze Naturali fino al 30 ottobre 2023.

Aperta fino al 30 ottobre.

MUSEO UNGHERESE DI SCIENZE NATURALI (1083 Budapest, Ludovika tér 2-6).

Pubblicazioni

La Costituzione Brasiliana tradotta in lingua Nheengatu

Trentacinque anni dopo la promulgazione, la Costituzione brasiliana è stata tradotta per la prima volta in una lingua indigena: il nheengatu. Patrocinata dalla Corte Suprema Federale (STF) e dal Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ), la nuova versione della Carta Costituzionale è stata lanciata il 19 luglio nel comune di São Gabriel da Cachoeira (AM), durante una cerimonia nella maloca della Federazione delle Organizzazioni Indigene del Rio Negro (FOIRN).

“1749.HU” – Rivista letteraria online

Serie dedicata alle scrittrici brasiliane

Prosegue la serie mensile della rivista letteraria online “1749.hu“. Nei saggi, l’autore e traduttore letterario Ferenc Pál presenta al pubblico ungherese le scrittrici brasiliane più significative.

Letteratura ungherese in portoghese

“Poemas di Sándor Petőfi” è un’antologia bilingue (ungherese/portoghese) pubblicata in occasione del bicentenario della nascita del poeta e rivoluzionario ungherese. Con traduzioni di Nelson Ascher, che ha anche scritto la prefazione, e di Ernesto Rodrigues e Airton Uchoa Neto, il libro è una pubblicazione della casa editrice Madamu, con il supporto della Fondazione per la Cultura Ungherese.

La casa editrice Clássica ha pubblicato un’antologia bilingue di racconti di undici rappresentanti della letteratura ungherese contemporanea. I racconti sono stati tradotti in portoghese dal poeta Airton Uchoa Neto. Il volume fa parte della serie “Biblioteca Pannonica”, una pubblicazione promossa dal signor Marco Aurélio Schetino, console onorario dell’Ungheria a Curitiba.

Club del libro

Club di lettura di letteratura brasiliana, con incontri mensili gratuiti e in presenza, nonché estrazione di libri ad ogni incontro. L’evento si svolge in lingua portoghese.

Informazioni e registrazione: clicca qui.

MUSICA BRASILIANA A BUDAPEST

Presso il ristorante Corcovado Brazil

Lezioni di danza gratuite il mercoledì

dalle 19:30 alle 21:00 – corso per principianti

“FORRÓ A BUDAPEST”

21h00-22h30 – FREE DANCE & LIVE CONCERT

Giardino dei Filosofi – Collina di Gellért / no Jardim dos Filósofos, Monte Gellért

lezioni di danza gratuite ogni giovedì / todas as quintas-feiras aulas gratuitas 20h00 – SUMMER FORRÓ

21h30 – FREE DANCE

  • SAMBA

“SambadaPeste”

CHORO

“Budapest Choro Club”

Ristoranti Brasiliani

1052, Budapest, Vitkovics Mihály utca 3-5. +36 70 228 8111

1073, Budapest, Akácfa utca 24.

+ 36 20 317 7481

Budapest: primi commenti sull’impatto dei campionati di atletica

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Campionato Atletica Leggera a Budapest-marcia da piazza degli eroi. Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL
Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL

E mentre i Campionati mondiali di Atletica raggiungono la loro 6a giornata, arrivano anche i primi dati sull’impatto del terzo evento sportivo più grande nel mondo sulla città di Budapest.

Nelle giornate tra il tra il 19 e il 27 agosto il turismo si prospetta incredibilmente forte a Budapest e in Ungheria. Lo ha dichiarato l’esperto di turismo Róbert Richárd Kiss sul canale televisivo di notizie M1. L’esperto ha aggiunto che erano già state effettuate ben oltre 300.000 prenotazioni di pernottamento. Secondo i dati del Centro Nazionale di Informazione Turistica (NTAK), oltre il 70% degli alloggi è stato prenotato da stranieri tra il 19 e il 27 agosto.

Un periodo eccezionale per il turismo, non solo nel 2023 ma anche rispetto agli anni recenti e che ha incluso la festa del 20 agosto con i suoi fuochi e droni. È vero che più di un miliardo di spettatori televisivi nel mondo possono vedere gli eventi del campionato mondiale di atletica, Budapest e l’ambiente meraviglioso dei luoghi delle competizioni, ma tutto questo è un’esperienza fantastica per i tifosi presenti. 

Quanto costano i Campionati del Mondo di Atletica?

Secondo le ultime cifre, riportate da Hungary Today, i Campionati del Mondo costeranno circa 70 miliardi di fiorini (186 milioni di euro) lordi. Quasi 50 miliardi di fiorini (133 milioni di euro) lordi sono stati pubblicati sul sito web dell’Agenzia nazionale per la gestione degli eventi, responsabile degli appalti pubblici, e la Budapest 2023 Zrt., organizzatrice dei Campionati del mondo, ha ricevuto quasi 20 miliardi di fiorini (53 milioni di euro) lordi in sovvenzioni statali.

Qual è l’impatto economico stimato dell’evento?

Nel frattempo, secondo le analisi di esperti indipendenti, i ricavi diretti e indiretti potrebbero raggiungere circa 130 miliardi di fiorini (345 milioni di euro).

L’impatto economico indiretto dell’evento è stimato in 59,5 miliardi di fiorini (158 milioni di euro) da PwC. Gli effetti positivi dei Campionati del Mondo in termini di aumento della domanda e di produzione aggiuntiva interesseranno settori nazionali come il commercio, i trasporti e le telecomunicazioni. Ad esempio potrebbero trarne vantaggio, i ristoratori, gli organizzatori di eventi, i tassisti, i fornitori di alloggi e i negozianti.

Inoltre, una parte significativa del budget di 186 milioni di euro del Campionato del Mondo sarà spesa dagli organizzatori per le piccole e medie imprese.

Quanti tifosi e pernottamenti vengono stimati?

Finora 77 Paesi hanno acquistato biglietti o abbonamenti per l’evento e si stima che i partecipanti e i tifosi stranieri trascorreranno più di 200.000 pernottamenti in Ungheria, spendendo circa 8,3 miliardi di fiorini (22 milioni di euro) durante il loro soggiorno nel Paese.

Inoltre, si prevede che le vendite totali di biglietti abbiano raggiunto 1,5-2 miliardi di HUF (3,9-5,3 milioni di euro) entro l’inizio dell’evento mondiale.

La maggior parte delle persone proviene principalmente da Germania, Israele e Regno Unito, ma c’è anche un interesse significativo da parte di Italia e Spagna, e si prevede un numero maggiore di ospiti anche da Argentina, Australia, Stati Uniti, India, Canada e Cina.

I turisti che partecipano agli eventi sportivi spendono di più.

Secondo l’agenzia ungherese del turismo, il turismo sportivo è uno dei settori turistici in più rapida crescita. I visitatori delle competizioni sportive generalmente trascorrono più tempo in Ungheria rispetto ai turisti di piacere, spendono di più e utilizzano più spesso servizi di qualità superiore.

Importanza storica dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera

Balázs Németh, CEO di Budapest 2023 Nzrt. ha dichiarato: “I Campionati Mondiali di Atletica Leggera sono di importanza storica per l’Ungheria e per il turismo ungherese. I numeri dimostrano sempre più chiaramente che il suo impatto va ben oltre i nove giorni in cui si svolgono le gare.

Il terzo evento sportivo più importante al mondo è un’opportunità per mostrare il nostro volto migliore al mondo: stiamo lavorando per ospitare i migliori Campionati Mondiali di Atletica Leggera di sempre, che hanno il potenziale per lasciare un’impressione positiva dell’Ungheria sugli spettatori per anni, persino decenni, sia che guardino gli eventi in loco nello stadio o in televisione in tutto il mondo”.

MTÜ sottolinea inoltre che i Campionati Mondiali di Atletica – come tutti gli eventi sportivi internazionali con un grande pubblico, come i Campionati Europei di Pallamano maschili di quest’anno, i Campionati Mondiali di Acquatica FINA o il Gran Premio d’Ungheria di Formula 1 – svolgono un ruolo significativo nella costruzione dell’immagine internazionale dell’Ungheria.

Lo dimostra il fatto che, per la prima volta nella sua storia, la società svizzera di consulenza sportiva BCW ha incluso Budapest nella sua classifica delle dieci migliori città sportive del mondo. Oltre agli eventi sportivi internazionali, il prestigioso riconoscimento è dovuto anche allo sviluppo degli impianti sportivi di Budapest, come la Puskás Arena e il MVM Dome”, si legge nel comunicato.

C’è chi se ne approfitta: attenzione ai taxi abusivi

Gli organizzatori dei Campionati Mondiali di Atletica 2023 hanno messo in guardia i fan stranieri dal prendere taxi freelance dallo stadio nel sud di Budapest, secondo l’agenzia di stampa statale MTI. Budapest 2023 Nonprofit ha dichiarato ieri di aver ricevuto segnalazioni riguardo a tassisti indipendenti e senza scrupoli nei pressi del luogo della competizione, che addebitavano tariffe alte addirittura fino a 100.000 fiorini ungheresi. Gli organizzatori hanno consigliato ai fan di utilizzare solo taxi gestiti da compagnie di taxi ufficiali e hanno inviato una lettera all’Ufficio del Governo Municipale di Budapest, chiedendo un intervento immediato per affrontare la situazione.

L’Italia ai Campionati mondiali di Atletica

Lasciando ai giornali sportivi, il piacere di scrivere dei meravigliosi risultati degli atleti e delle atlete azzurre a questi campionati, ci teniamo a parlarvi di Casa Italia, visitata anche dal ministro dello sport italiano, della conferenza stampa di apertura dei mondiali con la squadra azzurra, delle parole del presidente di FIDAL che preannunciavano la forza di questa squadra e della mostra che ospita su Roma eterna evoluzione per promuovere la candidatura di Roma a Expo 2030.

Per ulteriori informazioni sul programma dei mondiali di atletica clicca qui.

Fonte: hungary.postsen | hungarytoday.hu | turizmus.com Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL

Il Ministro per lo sport a Casa ITALIA, Budapest

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Il Ministro per lo Sport e i Giovani, dott. Andrea Abodi, visita in Casa Italia Budapest 2023 la mostra fotografica Roma Expo 2030: eterna evoluzione.
2023 World Athletics Championships | 19-27.08.2023 | Budapest (HUN), National Athletics Center | Photo: Francesca Grana

Il Ministro per lo Sport e i Giovani, dott. Andrea Abodi, visita in Casa Italia Budapest 2023 gli azzurri e la mostra fotografica Roma Expo 2030: Eterna Evoluzione, di cui abbiamo scritto qui.

Il Ministro Andrea Abodi è stato accolto dal presidente FIDAL Stefano Mei (qui la sua intervista), alla presenza del capo dipartimento Flavio Siniscalchi e dell’ambasciatore d’Italia in Ungheria Manuel Jacoangeli.

L’esposizione, accessibile solo su invito, curata dall’Agenzia ANSA.it è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Comitato Expo 2030 Roma. Le foto in mostra si possono vedere a questo link: italyinhungary.com/expo-2030-roma

Sulla pagina Facebook dell’Ambasciata anche il video: https://www.facebook.com/ItalyinHungary/videos/1683253455451452

Foto: Con la Coppa Europa vinta in Polonia e davanti alla mostra. Ph. Grana/FIDAL #atletica #WorldAthleticsChamps