Adozione dell’Euro in Ungheria: vantaggi, sfide e l’esperienza della Croazia

Il ministro delle finanze Mihály Varga ha messo in luce la sua posizione riguardo all’adozione dell’Euro in Ungheria.

Nel 2016 aveva dichiarato che: “processi economici si manterranno costanti e la nostra produttività aumenterà ulteriormente, l’ingresso [dell’Ungheria] entro il 2020 non dovrebbe essere improbabile”.

Per vedere il video dell’intervista clicca qui.

“È prematuro. È importante ripristinare l’equilibrio dell’economia il prima possibile, e la politica fiscale deve mirare a ridurre il deficit e il debito pubblico”

ha affermato il 19 agosto al festival Tranzit a Tihany, nell’Ungheria occidentale. 

In un certo momento, l’Ungheria era stata in grado di soddisfare tutte le condizioni per aderire alla zona euro, ad eccezione del requisito del tasso di cambio. Le due crisi economiche più recenti hanno confermato che se l’Ungheria avesse adottato la moneta unica, l’economia ungherese sarebbe stata esposta a molto meno rischio, ha dichiarato Varga. 

Avevamo parlato della moneta ungherese in difficoltà in uno dei nostri articoli già a fine 2022.

L’Euro avrebbe anche diversi vantaggi politici, notando che un sondaggio dell’Eurobarometro del gennaio scorso ha mostrato che il 72 percento degli ungheresi approvava l’idea di aderire alla zona euro nell’interesse della stabilità. Tuttavia, ha sottolineato che ci sono svantaggi, come dover abbandonare una politica monetaria indipendente e il fatto che la Banca Centrale Europea basi le sue decisioni principalmente sui criteri dei paesi centrali come Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia, quindi l’Ungheria potrebbe finire emarginata. 

“Lei è personalmente favorevole all’idea che l’euro sostituisca la moneta nazionale?”. Questa è una delle domande poste contemporaneamente in sei Paesi in un sondaggio condotto alla fine di aprile. I risultati elaborati sono stati appena pubblicati dalla Commissione europea in Eurobarometro. Sulla questione, in Ungheria sono state intervistate 1008 persone.

Durante il dibattito, il banchiere centrale Gyula Pleschinger ha affermato che l’Ungheria è ora lontana dall’aderire alla zona euro, “non possiamo nemmeno soddisfare i criteri di Maastricht”. Ha detto che il paese potrebbe essere in grado di adottare la moneta durante il decennio del 2030, come sosteneva anche György Matolcsy prima dell’estate.

Il caso della Croazia

Non ha aspettato il 2030 la Croazia: il passaggio è stato recentemente fatto il 1 Gennaio 2023 ha abbandonato la kuna per passare all’Euro. 

L’adesione della Croazia all’Unione Europea la obbligava a introdurre la moneta europea una volta che avesse soddisfatto i criteri di convergenza dell’Euro.

Prima dell’ingresso della Croazia nell’UE il 1 luglio 2013, Boris Vujčić, governatore della Banca Nazionale Croata, dichiarò che avrebbe voluto che la kuna fosse sostituita dall’Euro il prima possibile dopo l’adesione. Il Primo Ministro Andrej Plenković dichiarò nel novembre 2020 che la Croazia aveva l’intenzione di adottare l’euro il 1 gennaio 2023. N dicembre 2020 il governo croato ha sviluppato un piano per l’adozione dell’euro.

Dopo l’adozione dell’euro come valuta ufficiale all’inizio di quest’anno, i prezzi in Croazia sono cresciuti esponenzialmente, raggiungendo aumenti fino al 50% su tutti i beni essenziali, compresi i generi alimentari. Le ragioni dell’aumento dei prezzi includono fattori come il cambio sfavorevole tra la kuna e l’euro, l‘aumento dei tassi d’interesse della BCE, l’inflazione diffusa a livello globale e anche la speculazione da parte di catene commerciali e produttori che, sfruttando la transizione monetaria, hanno provocato un aumento ingiustificato dei prezzi.

L’adozione dell’Euro a gennaio 2023 ha due conseguenze contrastanti: da un lato come abbiamo visto, ha fatto salire i prezzi, dall’altro sembra stimolare il turismo.

Si, è confermato che il settore dell’ospitalità in Croazia ha visto un aumento del 12% negli arrivi rispetto all’anno precedente. L’altra faccia della medaglia è che i centri di villeggiatura croati non possono più essere considerati a buon mercato come negli anni passati: con l’inflazione e l’adozione dell’euro queste destinazioni diventeranno quasi proibitive per il cosiddetto ceto medio.

Eurobarometro: la prospettiva degli ungheresi

L’89% degli ungheresi intervistati dichiarano di potersi adattare al cambio della valuta mentre il 9% ha dato una risposta negativa.

Il 65% degli ungheresi intervistati dichiara inoltre di avere delle preoccupazioni riguardo l’impostazione abusiva dei prezzi, mentre il 33% non ha esternato tali preoccupazioni.

Chissà se la Croazia sarà di ispirazione o di monito per l’Ungheria?

Fonti: euronews, dailynewshungary

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