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Santo Stefano: l’Ungheria festeggia con droni e fuochi d’artificio

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Dal 18 al 20 agosto 2023, si sono svolti più di 200 programmi in 14 luoghi come parte della celebrazione del giorno di Santo Stefano, festa nazionale ungherese. La sede centrale dei programmi è stata nuovamente la capitale, con uno spettacolo di fuochi d’artificio in tarda domenica.

Dal 1991, il 20 agosto è stato celebrato come il giorno della fondazione dello stato ungherese e il giorno di Santo Stefano.

Ogni anno, l’apice del programma del Giorno di Santo Stefano sono gli spettacoli pirotecnici e di droni. Quest’anno non è diverso ma lo spettacolo è stato più grande che mai: quasi 900 droni si esibiranno in un ballo nel cielo durante lo spettacolo “Fuoco e Luci” (Tűz és fények játéka). 

Anche quest’anno il Giorno di Santo Stefano a Budapest ha presentato un’importante serie di eventi. 34.000 effetti pirotecnici sono stati i protagonisti della serata: uno spettacolo luminoso imponente, la proiezione di immagini sugli edifici, un tappeto fluttuante di fiori di fuoco, uno spettacolo laser e il volo meccanico di centinaia di droni.

Come parte del gioco Fuoco e Luci, i droni hanno volato in due fasi per luogo: la prima flotta contava 152 droni, mentre la seconda contava 296 droni. La loro durata del volo prevista era di 2 ore e 50 minuti e 1 ora e 35 minuti. 

I droni hanno assunto forme varie legate ai simboli della storia ungherese nel cielo sopra il Danubio raggiungendo un’altezza di 285 metri. La larghezza delle formazioni create varia tra 106 e 264 metri, e nel loro punto più basso a 77 metri.

I programmi per celebrare la festa nazionale ungherese hanno attirato un numero record di visitatori nella capitale. I turisti a Budapest hanno avuto a disposizione una scelta tra oltre 100 programmi in più di 20 luoghi diversi nel corso di tre giorni. Gli organizzatori hanno dichiarato che il numero di visitatori ha dato un “significativo” impulso al turismo nella capitale e all’utile di decine di migliaia di aziende.

Fonte turizmus.com

Stefano Mei: dimostriamo anche in Ungheria che l’atletica italiana è all’avanguardia

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Stefano Mei intervistato a Casa Italia a Budapest -Agosto 2023 - Economia.hu
Stefano Mei intervistato a Casa Italia a Budapest -Agosto 2023 - Economia.hu

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Mei, attuale presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), a Casa Italia a Budapest, davanti alla mostra Roma Eterna Evoluzione.

Ex mezzofondista e dirigente sportivo italiano, e dal 2000 anche giornalista, vive il proprio momento magico nei 10.000 metri dei campionati Europei del 1986 a Stoccarda, Germania, quando il 26 agosto vince in 27:56.79 e quando cinque giorni più tardi conquista un’altra medaglia, nei 5000, finendo secondo dietro l’inglese Jack Buckner (qui i suoi traguardi).

Stefano Mei ha risposto alla domanda su che cosa si aspettasse da questi campionati mondiali di atletica e sul supporto alla candidatura di Roma per Expo 2030.


“Come sempre quando si fa una grande manifestazione internazionale, l’obiettivo è fare la migliore figura possibile. In questo caso dovremo sforzarci di più anche alla luce del rapporto proficuo che si è instaurato con il Ministero degli Esteri, di cui la presenza dell’Ambasciata d’Italia a Budapest è una prova. 

Ne approfitto per l’appunto a ringraziare l’Ambasciatore Manuel Jacoangeli che è stato così sensibile da precorrere i tempi dialogando da tanto con il Ministero degli Esteri per la candidatura di Roma per l’Expo 2030 (#expo2030roma).

Marcel Jacobs è stato testimonial di un video in cui si esportavano le bellezze e le qualità dell vita in Italia, e nello specifico a Roma.

Run in Beauty – l’Italia che corre: italyinhungary.com

Le cinque medaglie di Tokyo non sono state un caso

“È un motivo in più per cercare di mostrare, qui a Budapest, e come abbiamo fatto in molte altre parti del mondo, la qualità della nostra atletica. Le cinque medaglie di Tokyo non sono state un caso, due mesi fa infatti abbiamo vinto la Coppa Europa per Nazioni che non era mai stata vinta dalla nostra nazionale: un successo! 

Arriviamo quindi con i migliori auspici: è ovvio che l’atletica leggera abbia 211 paesi che aderiscono alla World Athletics (Federazione Internazionale), e che quindi sia molto difficile vincere le gare. Ciononostante, noi siamo qui con buonissime punte e soprattutto con una squadra molto solida. 

Da una parte dunque, come presidente federale vorrei che ci fossero tanti finalisti come una conferma del nostro buon lavoro, significherebbe che stiamo alzando il livello della nostra nazionale. 

Dall’altro ovviamente, le medaglie farebbero ancora più piacere perché sono la cartina di tornasole soprattutto ai giornalisti di quello che è stato il proprio lavoro nell’anno sportivo. 

Veniamo dunque a Budapest per dimostrare anche in Ungheria, che l’atletica italiana, come tutta l’Italia, è all’avanguardia.”

Leggi anche:la conferenza stampa di presentazione di Casa Italia a Budapest

Foto: Irene Pepe

Roma Eterna Evoluzione in mostra a Casa Italia – Budapest2023

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"SONO CERTO CHE POTRÀ INCONTRARE L’INTERESSE E IL GRADIMENTO DEI VISITATORI" - Ambasciatore Manuel Jacoangeli
"SONO CERTO CHE POTRÀ INCONTRARE L’INTERESSE E IL GRADIMENTO DEI VISITATORI" - Ambasciatore Manuel Jacoangeli

È stata inaugurata a Casa Italia (presso il Ludwig Museum) in occasione dei Mondiali di Atletica a Budapest (19-27 agosto 2023), la mostra fotografica “Roma eterna evoluzione” dedicata alla candidatura di Roma all’Esposizione Universale del 2030 (#romaexpo2030).

La Mostra, che si può visitate solo su invito, creata per offrire grandi suggestioni sulla bellezza, la storia e lo sguardo al futuro della Città di Roma, racconta i volti più conosciuti e quelli più innovativi della nostra Capitale, passando dalla moda al cinema, dai grandi eventi all’accoglienza, dall’arte all’architettura.

La mostra divide il racconto in tre capitoli: Espressività, Inclusione, Moderno e antico.

La mostra fotografica fa parte di una serie di mostre che si stanno organizzando in tutto il mondo per promuovere Expo 2030 Roma vista come un’occasione unica e irripetibile per porre al centro dell’attenzione l’uomo e la sua capacità di reinventare il proprio “habitat”, la città. La candidatura della capitale italiana promuove un progetto concreto di sviluppo e sostenibilità ambientale, in cui al primo posto figurano l’inclusione e il rispetto dei diritti.

Espressività

Il primo – Espressività – è la narrazione visiva che prende avvio dal mondo cinematografico: dagli scatti della dolce vita e delle star degli anni Cinquanta, ai grandi eventi sportivi – con le Olimpiadi del 1960 affiancate ai campi di golf che ospiteranno la prossima Ryder Cup 2023, ai grandi concerti ospitati nei grandi spazi del Circo Massimo e dei Fori Imperiali, al mondo della moda di cui Roma è da sempre protagonista con i grandi marchi che hanno fatto la storia.

Gli scatti sono disponibili in lingua ungherese e inglese sul sito https://italyinhungary.com/expo-2030-roma/

“Sono certo che potrà incontrare l’interesse e il gradimento dei visitatori”

– Ambasciatore Manuel Jacoangeli

Il racconto dell’inclusione

Il secondo capitolo – dedicato all’Inclusione – mette in evidenza alcuni tra i diversi aspetti della grande capacità di accoglienza e di integrazione di Roma: dall’ospitalità ai milioni di pellegrini per gli eventi religiosi ai luoghi di preghiera delle diverse religioni, al tradizionale pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio, fino alle scene di vita quotidiana di giovani e meno giovani nelle vie di Roma.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare anche il Presidente FIDAL, Stefano Mei.

Mondiali di Atletica: conferenza stampa della presentazione di Casa Italia a Budapest

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Ambasciatore Jacoangeli ai Campionati mondiali di atletica leggera. World Athletics Championships Budapest23 - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
Budapest 19 al 27/08/ 2023 Campionati mondiali di atletica leggera. World Athletics Championships Budapest23 - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

In occasione della 19ª edizione dei Mondiali di Atletica Leggera, Budapest inaugura Casa Italia 2023. Questo spazio dedicato all’eccellenza italiana e al riconoscibile Made in Italy è il risultato della sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, la Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), con il supporto dell’Ambasciata d’Italia nella capitale ungherese.

Abbiamo seguito la conferenza stampa e pubblicato le foto su Instagram e Facebook di Economia.hu.

All’interno delle suggestive sale del Museo Ludwig, celebre per la sua collezione di arte moderna, Casa Italia accoglierà un pubblico eterogeneo: da rappresentanti istituzionali a giornalisti, da atleti ad artisti e visitatori esclusivi desiderosi di scoprire. Sarà infatti necessario un invito per accedere alla mostra.

Roma eterna evoluzione

Tra le varie iniziative di Casa Italia, si distingue la mostra fotografica “Roma eterna evoluzione”, curata dall’Agenzia ANSA e promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Comitato EXPO 2030 Roma.

La mostra fotografica, che si può visitate solo su invito, racconta i volti più conosciuti e quelli più innovativi della Capitale, passando dalla moda al cinema, dai grandi eventi all’accoglienza, alla grande innovazione architettonica e tecnologica.

Run in Beauty – l’Italia che corre: italyinhungary.com

Troviamo poi il video Run in Beauty – l’Italia che corre, prodotto dalla Farnesina in collaborazione con il Ministro per lo Sport e i Giovani, Coni, Fidal, Roma Capitale e con il Comitato Expo 2030 Roma (visibile su questa pagina: italyinhungary.com). Protagonista il campione olimpico Lamont Marcell Jacobs che corre simbolicamente insieme al Paese, attraverso la bellezza di luoghi, idee e momenti che sono il motore dell’Italia e del Made in Italy.

Il discorso dell’ambasciatore Manuel Jacoangeli

S.E. Manuel Jacoangeli a Casa Italia 2023

Buongiorno a tutti, cari amici,

sono davvero felice di intervenire qui oggi all’apertura di Casa Italia in occasione dei Campionati Mondiali di Atletica di Budapest, lo sono a livello personale in quanto da sempre appassionato di sport, lo sono da Ambasciatore d’Italia in quanto considero lo sport sempre più come elemento centrale nelle relazioni internazionali e diplomatiche e come strumento con cui rafforzarle e migliorarle.

Perché, come affermato dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale Antonio Tajani,

“Lo sport unisce ed è un esempio della capacità organizzativa dell’Italia e di un comparto industriale invidiabile del nostro Paese.”

Casa Italia che apriamo qui a Budapest ha in effetti una lunga e prestigiosa storia. Nata da un’idea geniale e lungimirante in occasione dei Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 è ora un brand registrato e riconosciuto a livello internazionale. Rappresenta indubbiamente il punto di riferimento essenziale per i nostri atleti, i tecnici, la Federazione e le aziende che hanno investito sui Mondiali, ma rappresenta l’eccellenza italiana in tutte le sue forme: la storia, la geografia, i paesaggi, l’arte, il design, la letteratura, la musica, l’architettura, la scienza, la tecnologia, la gastronomia. Casa Italia copre dunque tante nostre eccellenze e non è solo la Casa degli Sportivi, ma è la Casa di tutti gli Italiani, pronti ad accogliere ed ospitare tutti coloro che vorranno condividere con noi tali eccellenze.

Anche la Sede suggestiva che la Federazione Italiana di Atletica ha scelto per Casa Italia appare particolarmente felice, il Museo Ludwig, prestigioso emblema della ben giustificata vocazione di Budapest di essere una Capitale della Cultura. Ma Budapest non è solo una grande capitale della cultura, è anche, sempre di più, una grande capitale dello sport. Lo è perché, come l’Italia, crede molto nell’importanza sociale dello sport e nella sua straordinaria capacità di trasmettere valori positivi alle nuove generazioni. Lo è per la bellezza e la funzionalità dei suoi impianti sportivi dei quali l’ultimo nato, il National Athletics Centre, appositamente costruito per questi Mondiali, colpirà molto positivamente tutti coloro che vi entreranno per assistere alle gare di questi Campionati. Ho detto “l’ultimo nato” in quanto questo nuovo centro di Atletica si colloca nella tradizione di una lunga lista di impianti di altissimo livello, dallo Stadio Puskás, dove si è svolta tra l’altro a fine maggio la finale di Europa League (non approfondirei sul risultato della partita), agli impianti dove si sono svolti lo scorso anno i Mondiali di Nuoto (la Duna Arena e la Piscina dell’Isola Margherita), agli impianti per la scherma e potrei continuare a lungo in questa elencazione virtuosa. Tutti impianti dove, per l’appunto, si sono svolti eventi sportivi di grande portata internazionale organizzati dal Paese che ci ospita in maniera eccellente: non dubitiamo che sarà così anche in questa occasione. 

Inauguriamo oggi Casa Italia in attesa di una prossima visita qui del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che sarà – su delega del Presidente del Consiglio – a Budapest nelle giornate del 20 e 21 agosto, per prendere parte ad una fase importante di questi Mondiali e alle celebrazioni della Festa Nazionale Ungherese di Santo Stefano.

Concludo segnalando tra le varie iniziative che caratterizzano Casa Italia la mostra fotografica “Roma eterna evoluzione” dedicata alla candidatura di Roma all’Esposizione Universale del 2030. La Mostra, creata per offrire grandi suggestioni sulla bellezza, la storia e lo sguardo al futuro della Città di Roma, racconta i volti più conosciuti e quelli più innovativi della nostra Capitale, passando dalla moda al cinema, dai grandi eventi all’accoglienza, dall’arte all’architettura. Sono certo che potrà incontrare l’interesse e il gradimento dei visitatori.

Grazie a tutti e forza Italia!

S.E. Manuel Jacoangeli 

Foto: Irene Pepe Foto di copertina: Ambasciatore Jacoangeli a Casa Italia, di FIDAL COLOMBO/FIDAL.

 

Smart working: quante persone lo scelgono in Ungheria

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smart working Italia Ungheria
smart working Italia Ungheria

In Ungheria, il 9% dei dipendenti può decidere autonomamente da dove lavorare, lo riporta Profession in base ai risultati della loro più recente indagine rappresentativa.

Il portale del lavoro ha coinvolto 1.000 lavoratori ungheresi tra i 18 e i 65 anni nella loro ricerca online, rivelando che il 9% di questi, sebbene possa flessibilmente scegliere tra l’ufficio e l’ufficio a casa, deve recarsi in ufficio nei giorni prestabiliti.

Secondo l’annuncio, solo il 4% di coloro che hanno partecipato all’indagine ha indicato che può lavorare completamente da casa e deve presentarsi al lavoro di persona solo se una specifica attività o evento lo richiede. Gli analisti hanno evidenziato che sei lavoratori su dieci in Ungheria non hanno la possibilità di lavorare in remoto, ma devono recarsi sul posto di lavoro ogni giorno.

Lili Simon-Göröcs, Direttice delle risorse umane di Profession.hu, ha sottolineato che:

la percentuale di aziende in Ungheria che offrono lavoro a distanza è attualmente bassa. 

Anche se – ha precisato – nel 2020, nella loro ricerca condotta insieme a BCG, l’84 per cento dei datori di lavoro ungheresi e l’88 per cento dei dipendenti ritenevano che l’efficienza del lavoro non fosse diminuita, e che l’introduzione di una qualche forma di lavoro a distanza avesse addirittura migliorata dopo.

Inoltre, con l’aumento dei costi energetici, i benefici derivanti dallo Smart Working diventano sempre più evidenti: un dipendente che svolge la propria attività da remoto per due giorni a settimana risparmia in media circa 1.000 euro all’anno grazie alla riduzione delle spese di viaggio.

Smart working: Ungheria e Italia a confronto

Dal 2017, lo smart working è stato sempre più adottato dalle aziende italiane, soprattutto durante la pandemia di COVID-19. Ad oggi, secondo i trend che leggiamo nel comunicato di Osservatori.net, lo Smart Working è ormai presente nel 91% delle grandi imprese italiane (era l’81% nel 2021), mediamente con 9,5 giorni di lavoro da remoto al mese e progetti che quasi sempre agiscono su tutte le leve che caratterizzano questo modello.

Una tendenza opposta si riscontra nelle PMI, in cui lo Smart Working è passato dal 53% al 48% delle realtà, in media per circa 4,5 giorni al mese.

A frenare in queste realtà è la cultura organizzativa che privilegia il controllo della presenza e percepisce lo Smart Working come una soluzione di emergenza.

Rallenta anche la diffusione nella PA, che passa dal 67% al 57% degli Enti, con in media 8 giorni di lavoro da remoto al mese. In questo caso a pesare sono soprattutto le disposizioni del precedente Governo che hanno spinto a riportare in presenza la prestazione di lavoro, ma per il futuro si prevede un nuovo aumento.

Sempre secondo un’indagine dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2021 il 24,7% dei lavoratori italiani ha svolto almeno una parte del proprio lavoro da remoto. Questo numero è in crescita rispetto al 2020, quando il 16,1% dei lavoratori italiani ha lavorato in smart working.

Lo smart working è più diffuso nelle grandi aziende (38,9%) rispetto alle piccole e medie imprese (19,2%). I lavoratori più propensi a lavorare in smart working sono quelli della fascia d’età 25-34 anni (31,2%), laureati (32,6%) e con un lavoro d’ufficio (30,9%).

  • Per informazioni sullo Smart Working per le aziende in Ungheria durante il periodo di pandemia clicca qui.
  • Per scoprire le posizioni aperte di ITL Group che rendono possibile il lavoro da remoto clicca qui.

Fonte: BBJ | webradio.hu

Campionati di atletica a Budapest: programma e suggerimenti

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Programma e info Campionati mondiali di Atletica Budapest, 19-27 agosto 2023
Programma e info Campionati mondiali di Atletica Budapest, 19-27 agosto 2023

A Budapest dal 19 al 27 agosto si riuniranno 2000 tra i migliori atleti e le migliori atlete del mondo, provenienti da oltre 200 Paesi, per contendersi l’oro ai Campionati mondiali di atletica leggera del 2023. In palio 49 titoli: 24 per gli uomini, 24 per le donne e uno misto.

In questo articolo presentiamo i nomi degli atleti italiani e alcune gare salienti del programma dei 9 giorni della 19ª edizione. Il programma intero è disponibile in pdf a questo link.

I campionati sono tra gli eventi sportivi più grande al mondo dopo la Coppa del Mondo di calcio e i Giochi Olimpici e si svolgeranno nel nuovissimo Centro nazionale di atletica leggera (Nemzeti Atlétikai Központ), la prima sede di gara e il primo centro di allenamento per l’atletica ungherese (vai alla location su Gmaps). Ma alcuni eventi si svolgeranno nel cuore della capitale magiara.

In città: maratona e corsa a piedi

I maratoneti correranno la distanza classica su un percorso di 10 km, attraversando i quartieri più centrali di Budapest. La partenza e l’arrivo saranno in Piazza degli Eroi, così come le gare a piedi di 20 e 35 km.

Sabato 26 agosto correranno le migliori maratonete del mondo e la domenica 27 agosto, si svolgerà la maratona maschile.

Dove posso acquistare i biglietti per i campionati di atletica?

Puoi acquistare i biglietti ufficiali su https://tickets.wabudapest23.com/ e vanno dai 3 mila fiorini ai 2 milioni, a seconda dell’evento e della categoria, come si vede nella tabella riassuntiva sottostante.

Programma dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera 2023 a Budapest

Tra i tanti appuntamenti, riportiamo alcune date e orari degli eventi più attesi:

Sabato 19 agosto 2023

  • ore 08:50: partenza della 20 km di marcia (uomini)
  • ore 20:55: arrivo dei 10.000 m (donne)
  • ore 21:47: staffetta 4x400m (uomini)

Domenica 20 agosto 2023

  • ore 16:55: finale del salto in lungo (donne)
  • ore 18:25: finale dei 10.000 m (uomini)
  • ore 19:10: finale dei 100 m (uomini)

Lunedì 21 agosto 2023

  • ore 21:40: 110m ostacoli (uomini)
  • ore 21.50: 100m (donne)

Mercoledì 23 agosto 2023

  • ore 21:15: 1500m (uomini)
  • ore 21:30: 400m (donne)

Sabato 26 agosto 2023

  • ore 7.00: partenza della maratona (donne)
  • 26 agosto 2023 ore 21:40: staffetta 4×100m (uomini)
  • 26 agosto 2023 alle 21:50: staffetta 4×100m (donne)

Domenica 27 agosto 2023

  • ore 7:00: partenza della maratona (uomini)
  • ore 20:05: finale del salto in alto (donne)
  • ore 20:20: finale del lancio del giavellotto (uomini)
  • ore 21:37: finale della staffetta 4×400 m (uomini)
  • ore 21:47: finale della staffetta 4×400 m (donne)

Uomini

  • Samuele Ceccarelli (100m, 4x100m)
  • Lamont Marcell Jacobs (100m, 4x100m)
  • Eseosa Desalu (200m, 4x100m)
  • Filippo Tortu (200m, 4x100m)
  • Davide Re (400m, 4x400m/mista)
  • Simone Barontini (800m)
  • Francesco Pernici (800m)
  • Catalin Tecuceanu (800m)
  • Pietro Arese (1500m)
  • Joao Bussotti (1500m)
  • Ossama Meslek (1500m)
  • Yeman Crippa (10.000m)
  • Hassane Fofana (110hs)
  • Lorenzo Simonelli (110hs, 4x100m)
  • Mario Lambrughi (400hs)
  • Alessandro Sibilio (400hs, 4x400m/mista)
  • Ala Zoghlami (3000 siepi)
  • Osama Zoghlami (3000 siepi)
  • Marco Fassinotti (salto in alto)
  • Stefano Sottile (salto in alto)
  • Gianmarco Tamberi (salto in alto)
  • Claudio Michel Stecchi (salto con l’asta)
  • Mattia Furlani (salto in lungo)
  • Tobia Bocchi (salto triplo)
  • Emmanuel Ihemeje (salto triplo)
  • Leonardo Fabbri (getto del peso)
  • Zane Weir (getto del peso)
  • Yohanes Chiappinelli (maratona)
  • Eyob G. Faniel (maratona)
  • Daniele Meucci (maratona)
  • Andrea Cosi (marcia 20km)
  • Francesco Fortunato (marcia 20km)
  • Massimo Stano (marcia 20km, marcia 35km)
  • Andrea Agrusti (marcia 35km)
  • Matteo Giupponi (marcia 35km)
  • Riccardo Orsoni (marcia 35km)
  • Marco Ricci (4x100m)
  • Lorenzo Patta (4x100m)
  • Roberto Rigali (4x100m)
  • Lorenzo Benati (4x400m/mista)
  • Brayan Lopez (4x400m/mista)
  • Riccardo Meli (4x400m/mista)
  • Edoardo Scotti (4x400m/mista)

Donne

  • Zaynab Dosso (100m, 4x100m)
  • Dalia Kaddari (200m, 4x100m)
  • Alice Mangione (400m, 4x400m/mista)
  • Elena Bellò (800m)
  • Eloisa Coiro (800m)
  • Ludovica Cavalli (1500m, 5000m)
  • Gaia Sabbatini (1500m)
  • Sintayehu Vissa (1500m)
  • Nadia Battocletti (5000m)
  • Ayomide Folorunso (400hs, 4x400m/mista)
  • Eleonora Marchiando (400hs, 4x400m/mista)
  • Rebecca Sartori (400hs)
  • Roberta Bruni (salto con l’asta)
  • Elisa Molinarolo (salto con l’asta)
  • Larissa Iapichino (salto in lungo)
  • Ottavia Cestonaro (salto triplo)
  • Dariya Derkach (salto triplo)
  • Daisy Osakue (lancio del disco)
  • Sara Fantini (lancio del martello)
  • Giovanna Epis (maratona)
  • Eleonora Anna Giorgi (marcia 20km)
  • Antonella Palmisano (marcia 20km)
  • Valentina Trapletti (marcia 20km)
  • Nicole Colombi (marcia 35km)
  • Federica Curiazzi (marcia 35km
  • Sara Vitiello (marcia 35km)
  • Anna Bongiorni (4x100m)
  • Vittoria Fontana (4x100m)
  • Gloria Hooper (4x100m)
  • Alessia Pavese (4x100m)
  • Irene Siragusa (4x100m)
  • Alessandra Bonora (4x400m/mista)
  • Anna Polinari (4x400m/mista)
  • Giancarla D. Trevisan (4x400m/mista)
  • Virginia Troiani (4x400m/mista)

Dall’Italia sarà possibile vedere le gare sia in Tv che in streaming. Per l’Italia saranno trasmesse in diretta in chiaro sui canali Rai (streaming Raiplay) e per gli abbonati su Eurosport Discovery+, Sky Go, Now Tv, Dazn.

Cosa vedere a Budapest durante i mondiali di atletica

Per chi invece sceglie di venire a Budapest, potete approfittate del vostro soggiorno a Budapest anche per scoprire la storia e la cultura di questo paese:

Fonte: olympics.com | eurosport.it | napur.hu

Riforme Fiscali: tassa straordinaria sugli extraprofitti

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L’Italia si è unita all’Ungheria nell’applicazione di una tassa straordinaria sulle considerevoli profittabilità bancarie.

Questa mossa sorprendente, mirata a colpire i profitti delle banche generati dagli aumenti dei tassi di interesse, è stata adottata per sostenere i titolari di mutui, come riportato dall’agenzia di stampa Reuters. Nel frattempo, il governo ungherese ha apportato modifiche alle imposte straordinarie applicate sui settori chiave dell’economia attraverso un decreto pubblicato a giugno.

Si è stabilito che le banche potranno ridurre fino al 50% i pagamenti delle tasse straordinarie per il 2024 se aumenteranno gli acquisti di obbligazioni governative ungheresi. Inoltre, è stata introdotta una nuova “tassa sociale” del 13% su determinati tipi di investimenti, comprese note d’investimento e guadagni derivanti dagli interessi sui depositi bancari.

Nel contesto italiano, è stata approvata una tassa straordinaria del 40% sui profitti ottenuti dalle banche grazie agli aumenti dei tassi di interesse, e i proventi di questa imposta saranno destinati ad aiutare i detentori di mutui. Si stima che l’Italia incasserà meno di 3 miliardi di euro (corrispondenti a circa 3,3 miliardi di dollari) da questa tassa, secondo fonti autorevoli.

Immobiliare a Budapest: i distretti più ambiti

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Il Distretto II rimane l’area più ambita della capitale ungherese per il secondo trimestre consecutivo, mentre al secondo posto troviamo il Distretto XI: questi i risultati di un sondaggio condotto tra i clienti di Duna House e riportato dal quotidiano economico Világgazdaság.

Al terzo posto si colloca il Distretto XIII, ma vi è un significativo interesse anche per gli appartamenti nei Distretti VI e VII, come annunciato dall’azienda ieri.

Károly Benedikt, responsabile delle relazioni pubbliche e delle analisi presso Duna House, ha sottolineato che gli appartamenti nel cuore di Buda e Pest sono quelli con i prezzi al metro quadrato più elevati. Questa tendenza rappresenta un ritorno a quanto accaduto durante la pandemia, con due dei tre distretti più ambiti che si trovavano nella zona di Buda.

In questa rosa di preferenze, il Distretto II si erge ancora una volta come protagonista desiderato nel palcoscenico di Budapest, mentre la passione immobiliare si fa eco nei cuori del Distretto XI e oltre. La città rivela il suo fascino senza tempo, mentre il futuro e le aspirazioni si intrecciano nelle vie di Buda e Pest.

Per saperne di più sugli sviluppi immobiliari ungheresi clicca qui.

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Crescita Finanziaria: tra risparmio e investimenti

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Quasi il 30% degli ungheresi sta attualmente risparmiando per acquistare una casa o ristrutturarla, lo riporta un sondaggio rappresentativo commissionato dalla società di prestiti subprime Provident Pénzügyi e controllata da International Personal Finance.

Circa un quinto degli ungheresi starebbe infatti risparmiando per andare in vacanza, il 18% sta mettendo da parte soldi per quando avrà figli e circa il 13% sta risparmiando per comprare un’auto. Un quinto dei partecipanti ha dichiarato invece di non avere risparmi.

In un mondo in cui i sogni si trasformano in realtà attraverso il potere del risparmio, questi dati ci mostrano che la speranza e la determinazione non conoscono limiti.

La tendenza al risparmio si era già delineata chiaramente nel 2020, per avere più informazioni clicca qui.

La situazione in Italia è leggermente diversa: nonostante le sfide dell’inflazione, delle crisi economiche e delle tensioni geopolitiche, una significativa quota di italiani sta dimostrando una propensione all’investimento superiore.

In particolare, ben il 37% di loro ha avviato o incrementato le proprie operazioni finanziarie nel corso del 2022. Questa tendenza è ancora più pronunciata tra i giovani, con oltre la metà, ovvero il 51%, dei partecipanti con età compresa tra i 20 e i 38 anni che si stanno lanciando nell’ottica dell’investimento. Lo riporta FocusRisparmio.com, pubblicando un’indagine annuale di Fidelity International: In Italia, persiste una confusione tra i concetti di “risparmio” e “investimento”.

Molti considerano il risparmio come una mera accumulazione di liquidità sul proprio conto, mentre l’investimento è spesso interpretato da numerosi risparmiatori italiani come l’approccio alle opportunità a breve termine, magari su un singolo titolo o un’unica categoria di attività, il che potrebbe comportare dei rischi.

Intervista a Giordano Riello, vice presidente di Confindustria Ungheria

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Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giordano Riello, vice Presidente di Confindustria Ungheria, carica che condivide con Alessandro Farina (di cui potete leggere qui l’intervista realizzata da Economia.hu).

Ci può presentare RPM Hungaria? 

Mi chiamo Giordano Riello, e sono il Dirigente della Giordano Riello International Group di cui fa parte anche RPM, presente in Ungheria ormai da 23 anni. 

RPM Hungaria è un’azienda manifatturiera nata e cresciuta in Ungheria per volontà di mio padre nel 2000. Due decenni fa l’Ungheria era un paese molto diverso da oggi, meno noto e che presentava meno aziende italiane.

Abbiamo scelto l’Ungheria per via della posizione strategica: è un territorio che ci permette di guardare con interesse altre aree geografiche: non abbiamo delocalizzato o trasferito la produzione solo per questioni di costi di manodopera, ma anche perché crediamo che sia strategicamente in una posizione geografica importante. 

A Salgótarján, un paese a 100 km a nord di Budapest, produciamo motori elettrici di piccola potenza legati esclusivamente al comparto dell’area condizionata e del riscaldamento: sono motori che vanno all’interno dei ventilconvettori o fan coil -quelle unità che vedete attaccati ai muri oppure in alto sui soffitti delle abitazioni, edifici commerciali, aeroporti e altro-. 

Abbiamo un’azienda con circa un centinaio di persone, adibita alla produzione di questo tipo di prodotto. Il nostro direttore generale è un italiano che tempo fa si mosse da Badia Polesine -dove  si trova l’export di questa azienda, RPM Italia- e andò nel 2000 in Ungheria, dove si è stabilito, ha trovato moglie e creato una famiglia.

Quali sono le relazioni dell’azienda tra Italia e Ungheria?

Da un punto di vista lavorativo noi abbiamo sicuramente dei rapporti eccezionali, sia con la parte ungherese in Italia che con quella italiana in Ungheria, che con quella ungherese in Ungheria. Siamo stati accolti veramente in maniera ottima da parte delle istituzioni ungheresi quando stavamo valutando i vari paesi dove stabilire l’area produttiva. L’Ungheria infatti era, tra virgolette, in competizione con altre aree geografiche della parte Est-Europea.  In seguito, anche per l’ottima apertura culturale che abbiamo trovato in questo paese, la volontà è stata quella di aprire e creare lo stabilimento qui. Dal 2000 in poi abbiamo un camion che fa due viaggi settimanali tra Ungheria e Italia, quindi ne abbiamo fatti di chilometri tra Badia Polesine e Salgótarján in questi 23 anni di attività. 

Quali sono state alcune delle sfide principali che lei e l’azienda avete affrontato, come le avete superate? 

Inizialmente, il problema maggiore che abbiamo avuto è stato sicuramente quello della manodopera, per due ragioni: in primo luogo dovevamo educare le persone al tipo di prodotto , perché lì non c’era un distretto legato al settore dei motori elettrici e quindi il personale è stato istruito riguardo questa tecnologia e questi processi di lavorazione. Li abbiamo portati anche in Italia e abbiamo spiegato loro come lavoriamo in Italia e quali fossero agli standard qualitativi che volevamo garantire anche in Ungheria. 

Collegato a questo, il problema che abbiamo affrontato inizialmente, riguardava l’instabilità relativa alla presenza lavorativa delle persone: a volte si presentavano, a volte no, se ne andavano via senza dire niente. C’è stato dunque un processo educativo verso il significato della parola lavoro.

Però abbiamo trovato dei bravi capi-area ungheresi della zona che ci hanno aiutato tanto in questo processo e nel tempo siamo riusciti a dare stabilità ai lavoratori e al processo di lavorazione che viene fatto garantendo standard qualitativi che non hanno nulla da invidiare a quelli italiani oggi giorno.

E stato un lavoro che ha impiegato diversi anni e molte molte energie, ma oggi devo dire che la qualità del lavoro che c’è in Ungheria non ha nulla di meno rispetto a quello che abbiamo qua nei nostri stabilimenti italiani.

Che consiglio darebbe agli operatori italiani interessati ad investire in Ungheria?

 L’Ungheria rispetto a 23 anni fa è completamente un altro paese: se una persona pensa oggi di produrre in Ungheria, tenendo conto solo del costo della manodopera, secondo la mia esperienza non ha più senso. I costi del personale infatti, sono cresciuti in modo significativo negli ultimi anni. Inoltre, oggi vediamo che ogni anno c’è un aumento del salario minimo. L’Ungheria dovrebbe essere vista anche come una porta verso l’Oriente: come dicevamo poco fa, si trova strategicamente, al centro dell’Europa. Può essere quindi molto versatile da un punto di vista logistico. C’è poi un grossissimo distretto che è cresciuto nel mondo dell’automotive e anche quello potrebbe avere un impatto sulla filiera italiana dove l’automotive la facciamo e la sappiamo fare da anni.

Come vede l’evoluzione del suo lavoro e dell’azienda in futuro?  

La nostra volontà è sicuramente di mantenere attivo e vivo lo stabilimento in Ungheria per i prossimi anni, tendenzialmente all’infinito. Non vogliamo né chiudere né spostare la produzione, anzi crediamo che quello sia un asset strategico da valorizzare da mantenere a lungo e del quale andiamo veramente molto orgogliosi.

“La ricchezza fine a se stessa non serve a niente; è uno strumento positivo se diventa un mezzo per dare supporto alla comunità, generare ricchezza e ulteriore innovazione. Questo distingue un imprenditore illuminato da colui che rincorre il solo profitto”

– Giordano Riello

Che consiglio darebbe agli operatori italiani interessati ad investire in Ungheria?

Sicuramente consiglierei di avvicinarsi al paese e capire quali opportunitá possono esserci sotto i diversi incentivi che il governo sta proponendo per le aziende manifatturiere. Io credo che possa essere un paese che può ancora dare tanto, soprattutto agli italiani, anche perché siamo logisticamente vicini: raggiungibili in poche ore di macchina o in un’ora d’aereo. 

Essendo un’azienda italiana bisogna anche avvalersi dell’aiuto di un’ambasciata,con la quale noi abbiamo un ottimo rapporto e lo abbiamo sempre avuto storicamente; ci hanno sempre supportato in ogni tipo di richiesta sul territorio.

Vi invitiamo a leggere l’intervista al Deputy Head of Mission dell’Ambasciata italiana a Budapest, Roberto Taraddei.

Come bilancia il suo successo professionale con la vita privata ed il benessere personale?

La risposta che do è mia moglie Francesca, il vero pilastro che tiene in piedi la famiglia e sopporta e la lontananza. Abbiamo tre figli, uno si sei anni, uno di tre e una bambina di un mese e io sono fuori casa tendenzialmente tutta la settimana, parto il lunedì e torno il venerdì, sono tornato ieri da Israele perché avevo un appuntamento oggi. La settimana scorsa ero in Messico, la prossima saró in Canada, riuscire a bilanciare le cose non è semplice. Però, una volta che si ama il proprio lavoro, lo si fa con amore anche verso la famiglia: questa è la cosa più bella che si possa avere. 

Devo ringraziare tantissimo mia moglie, senza la quale non riuscirai a fare quello che che sto facendo, insieme a tutti i nostri collaboratori. E devo dire che i miei tre figli sono la startup più bella che io abbia mai fatto.

Inaugurato il nuovo ponte delle Catene

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Economia.hu riapre il ponte delle catene di Budapest - ITL-GROUP
Economia.hu riapre il ponte delle catene di Budapest - ITL-GROUP

Venerdì 4 agosto, il Ponte delle Catene, di cui avevamo annunciato la chiusura per ristrutturazione nel 2018 (nel 2017 ancora in fase di discussione e già discusso nel 2016), riapre giusto in tempo per celebrare il 150° anniversario di Budapest come città unita. 

Il sindaco di Budapest Gergely Karácsony lo ha annunciato la sera prima a sorpresa con ben un mese di anticipo,  dopo quasi due anni e mezzo di lavori di ristrutturazione che sono costati 26,7 miliardi di fiorini, secondo un rapporto dell’agenzia di stampa MTI.

Per festeggiare, dalle 18:00 a mezzanotte, sul Picnic del Ponte delle Catene musica dal vivo per strada, snack gratuiti e attività per bambini. Al calare della notte, le luci si riaccenderanno dopo tanto tempo e il ponte riacquisterà il suo antico splendore.

Il sindaco Gergely Karácsony ha affermato che il progetto è stato completato “nei tempi e nel budget”.

Ha sottolineato che il Ponte delle Catene non è solo un ponte, ma un simbolo di unità e di solidarietà: è stato proprio il Ponte delle Catene a plasmare la moderna struttura di Budapest, unendo Buda a Pest.

Gergely Karácsony ha sottolineato:

“Budapest è la capitale della nazione, ed è per questo che il Ponte delle Catene è un simbolo dell’unità non solo del popolo di Budapest, ma anche del paese nel suo insieme”

Katalin Walter, CEO del Budapest Public Transport Centre (BKK), che ha supervisionato la ristrutturazione, ha osservato che il ponte era stato riaperto già a autobus urbani, taxi, motociclette, ciclisti e scooter a dicembre scorso.

Un sondaggio tra i residenti di Budapest ha indicato il sostegno per mantenere quel traffico limitato su base permanente che ridurrà di 20.000 il numero di veicoli che attraversano il ponte ogni giorno, ha aggiunto.

Il simbolo a cui si ispira ITL Group è finalmente aperto al pubblico! Quale delle immagini della home page vi piace di più: il ponte delle Catene, la statua della Libertà o il Bastione dei pescatori?

Fonte: BKK | Foto copertina: ITL Group

Intervista a Giacomo Volpi, Deputy CEO di UniCredit Bank Hungary

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Giacomo Volpi, Deputy CEO UniCredit Bank Hungary
Giacomo-Volpi-Deputy-CEO-UniCredit-Bank-Hungary

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giacomo Volpi, Deputy CEO UniCredit Bank Hungary sulle nuove tendenze del mercato bancario ungherese e le relazioni di UniCredit, banca pan-europea con l’Ungheria, e i relativi servizi offerti nel paese. 

Come si definisce UniCredit Bank Hungary sul mercato bancario ungherese?

UniCredit Bank Hungary si propone di semplificare la vita dei clienti quando si tratta di operazioni bancarie: serviamo tutti i tipi di aziende e clienti individuali sul mercato ungherese. 

Impegnati in partnership a lungo termine, i nostri relationship manager e specialisti del prodotto creano soluzioni personalizzate per i nostri clienti affinché possano beneficiare di una vasta gamma di prodotti e servizi. 

Come banca aziendale, le nostre principali aree di attività sono: 

  1. Global Transaction Banking (Servizi Finanziari per le Transazioni Globali), 
  2. Financing & Advisory (Finanziamenti e Consulenza), 
  3. Markets (Mercati Finanziari) e 
  4. Leasing (Noleggio a Lungo Termine).

Ciò che considero i nostri principali vantaggi e punti di forza sono la forte relazione con i clienti e il nostro focus sull’esperienza del cliente e sul digitale.

UniCredit è una banca pan-europea, con sede a Milano, in Italia. La relazione tra la banca e le aziende italiane in Ungheria è attiva?

L’Ungheria è un mercato attraente per gli investitori grazie al suo potenziale di crescita, buon livello di produttività e basse aliquote fiscali per le aziende. 

La cooperazione italo-ungherese è forte e si concentra principalmente sulle aziende di medie dimensioni. Il valore delle esportazioni ungheresi verso l’Italia, pari a 8 miliardi di euro, supera l’importo approssimativo di 6 miliardi di euro delle esportazioni italiane verso l’Ungheria.

Le relazioni della banca con le aziende italiane in Ungheria sono eccellenti: per potenziarle ulteriormente, abbiamo costruito una forte collaborazione con Confindustria Ungheria che supportiamo a vantaggio della comunità aziendale italiana. 

Come parte di questa collaborazione, partecipiamo ad eventi organizzati da Confindustria, l’ultimo dei quali è stato una conferenza a giugno, nel centro dell’innovazione dell’Ungheria orientale, Debrecen.

Le relazioni commerciali internazionali, come quella con Confindustria, sono gestite dai nostri team di International Centers. 

Permettimi di descriverli: i nostri International Centers comprendono oltre 80 colleghi e colleghe con competenze nei settori industriali chiave e presenza nelle principali città ungheresi. 

I nostri team offrono un’ampia gamma di servizi per l’acquisizione di nuovi clienti, soluzioni finanziarie personalizzate per sostenere gli imprenditori e le imprenditrici nella loro attività quotidiana o per facilitare l’esecuzione di nuovi progetti e investimenti, il tutto combinato con un’offerta digitale dei nostri servizi finanziari.

Abbiamo una forte presenza nel finanziamento di progetti energetici, impianti solari e accordi verdi. Un contributo importante alla nostra posizione di prestito nel mercato solare è arrivato da un significativo accordo di finanziamento per un parco solare: il più grande accordo di prestito verde per le aziende nel 2022 in Ungheria, del valore di 28 miliardi di fiorini, per il nostro cliente SolServices Kft.

Essendo una banca pan-europea, UniCredit ha diversi colleghi e colleghe provenienti dall’estero. Come funziona per UniCredit in Ungheria? Cosa offrono gli expat per contribuire al successo della banca?

La loro conoscenza del panorama aziendale internazionale è evidente. Ciò che però continuo a sperimentare riguardo ai colleghi e alle colleghe provenienti dall’estero e da diverse culture, è che offrono un punto di vista peculiare che, nella maggior parte dei casi, aiuta a prendere decisioni commerciali efficaci. Inoltre, la loro rete professionale internazionale contribuisce molto ai nostri successi.

Offrire ottimi prodotti e servizi è un fattore fondamentale per il successo di un’azienda ma l’esperienza del cliente sta diventando sempre più importante. 

Come definisce il lavoro e i processi presso UniCredit Bank Hungary?

L’esperienza del cliente, o CX (customer experience), è importante, non solo nel settore bancario, ma ovunque il cliente entri in contatto con un fornitore di servizi di qualsiasi tipo. 

CX è la somma di tutte le esperienze che un cliente ha con un fornitore di beni o servizi, durante l’intera durata della loro relazione. 

I clienti soddisfatti e legati emotivamente sono essenziali; per noi è importante che i nostri clienti dicano che sia facile ottenere ciò di cui hanno bisogno presso la nostra banca.

Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo implementato un completo programma CX presso la banca: il nome parla da sé, si chiama programma C.A.R.E.S., nome che corrisponde anche a “Caring”, uno dei nostri valori aziendali. 

Il nostro programma CX sostenibile, applicato sia nelle divisioni Retail (al dettaglio) che Corporate (aziendale), richiede il contributo di tutti – non solo sul fronte ma anche negli uffici e nella gestione.

I nostri risultati sono migliorati molto negli ultimi anni: il valore del Net Promoter Score (Punteggio del Promotore Netto), che mostra quanto i clienti cosiglierebbero la banca ai parenti e agli amici, mostra che nel settore retail siamo arrivati al terzo posto, mentre nel settore corporate, al secondo.

C’è qualche prodotto o servizio interessante che può sviluppare il business dei nostri lettori?

UniCredit offre soluzioni di finanziamento nel quadro del Fondo Investimenti dell’Unione Europea, un nuovo strumento dell’UE per stimolare gli investimenti, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro nell’UE nel periodo 2021-2027. 

Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), parte del Gruppo BEI (Commissione Europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti) e fornisce al Gruppo UniCredit due garanzie per un valore di €370 milioni per stimolare gli investimenti delle piccole e medie imprese (PMI) in sette paesi dell’UE. 

UniCredit Bank Hungary promuove il finanziamento degli investimenti delle piccole e medie imprese operanti in Ungheria con due nuovi prodotti di garanzia:

  • La Garanzia per l’Innovazione e la Digitalizzazione, successore della Garanzia InnovFin (Finanziamento dell’Innovazione) del FEI chiusa nel 2022, fornirà finanziamenti principalmente per progetti mirati a miglioramenti tecnologici.
  • La nuova Garanzia per la Sostenibilità sosterrà gli investimenti con un impatto ambientale positivo che soddisfano i criteri del FEI.

Ringraziando Giacomo Volpi per il tempo dedicatoci, vi suggeriamo altri due articoli di approfondimento:

  • Per leggere le previsioni del gruppo UniCredit su come sarà il 2024 clicca qui.
  • Per approfondire i risultati del gruppo UniCredit del primo semestre 2023, vi invitiamo a leggere questo articolo.

Intervista a Roberto Taraddei, Deputy Head of Mission a Budapest

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Intervista-Roberto-Taraddei-ruolo-preciso-Budapest
Intervista-Roberto-Taraddei-ruolo-preciso-Budapest

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Roberto Taraddei, Capo della Cancelleria Consolare a Budapest, che terminerà il suo mandato ad agosto.

1. Com’è organizzata la Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia a Budapest? Potrebbe gentilmente fornirci maggiori informazioni riguardo al personale impiegato e ai servizi offerti?

La Cancelleria Consolare è una struttura abbastanza piccola, snella e organizzata, composta da me come Capo della Cancelleria Consolare e tre contrattisti locali, quindi contrattualizzati non con il ministero a livello centrale, ma dall’ambasciata. Prima che uno dei contrattisti andasse al pensionamento, questi erano pari a quattro. Attualmente abbiamo avviato e ultimato delle procedure per l’assunzione di un’altra unità di personale che dedicheremo alla cancelleria consolare. Inoltre, è stata assunta anche un’altra persona che si dedicherà, però, ad un altro ufficio.

Purtroppo, i tempi per l’assunzione non sono brevissimi perché, pur avendo terminato le procedure per l’assunzione di due persone, rimaniamo in attesa dei vari nulla osta che devono arrivare da Roma. 

I servizi che vengono erogati sono molto vari e diversificati. Questa è una componente di grande interesse del lavoro consolare, ma sono anche una componente di difficoltà. Una cancelleria consolare, infatti, somma le competenze di tanti uffici che in Italia vengono seguiti da molte persone e da specifiche competenze professionali che qui ci troviamo ad affrontare in un contesto di non ripetitività. 

A volte capitano delle situazioni molto interessanti che richiedono un costante aggiornamento e una verifica della normativa. Mi riferisco ad esempio a delle funzioni che devo occasionalmente ricoprire come giudice tutelare. Quando si tratta di casi che interessano dei minori, quindi casi incredibilmente delicati che toccano severamente la vita delle persone, non ci si può improvvisare. In questo caso si devono rivedere le normative con l’aiuto del ministero, che ci sostiene sempre, e prendere delle decisioni su queste tematiche significative . 

Principalmente noi qui abbiamo un tipo di lavoro che nella quotidianità riguarda per lo più passaporti, documenti d’identità, documenti di viaggio d’emergenza per chi ad esempio perde il portafoglio.

Altre figure di estrema utilità sono i Consoli onorari, che operano a titolo onorifico e gratuito e hanno una circoscrizione consolare più ristretta. Per quanto riguarda noi invece, la circoscrizione consolare è costituita dall’intera Ungheria. 

Al momento, a livello centrale vengono discussi dei piani per ampliare le funzioni dei Consoli onorari, in modo tale da distribuire in maniera più localizzata sul territorio i nostri servizi. Questo ha maggior impatto soprattutto nei paesi con un territorio più vasto rispetto all’Ungheria, come ad esempio l’Iran, la mia sede precedente. Qualora fosse successo qualcosa in una zona più remota non potevamo infatti contare sul supporto dei consoli onorari, poiché non accettati dal governo locale. In quei casi bisognava attivarsi e risolvere il problema direttamente sul luogo.

2. Che cosa significa per lei essere un punto di riferimento per i cittadini italiani?

Non tendo a vedermi come un punto di riferimento a livello personale. Penso in realtà che i veri punti di riferimento siano la cancelleria consolare e l’ambasciata.

Come professionisti che operano all’interno dell’ambasciata, cerchiamo di organizzare al meglio i nostri servizi, per ricoprire in modo ottimale il ruolo di punto di riferimento della comunità nonostante i molti limiti esistenti. Durante il Covid infatti, è apparso in maniera evidente come possano accadere degli eventi capaci di mettere in difficoltà una struttura. Abbiamo però anche visto come sia stata in grado di riorganizzarsi e reagire agli shock esterni.

3. Quali sono state le sue prime impressioni sull’Ungheria in generale dopo l’inizio del suo mandato?

Per me rientrare in Europa dopo aver prestato servizio in Medio Oriente è stato quasi un po’ come tornare a casa. L’Italia è vicina, ma non ci sono ancora rientrato. È  bastato avvicinarsi per sentire un ambiente più europeo e familiare, nonostante per me l’esperienza vissuta in Iran sia stata meravigliosa. 

Sull’Ungheria posso solo esprimere commenti positivi, in particolare su Budapest. Proprio a causa della pandemia, sono rimasto abbastanza fermo e confinato alla realtà locale della città, che però è talmente bella che non mi permette di lamentarmi.

In generale, ho trovato anche molto positivo il rapporto con gli ungheresi, anche a livello personale, e questo aiuta molto. Nel momento in cui si lavora in un paese, non si possono instaurare relazioni solo nell’ambito del mondo diplomatico e dei propri colleghi, altrimenti si perde la capacità di vivere e di analizzare approfonditamente il paese. 

Mi sarebbe piaciuto viaggiare un po’ di più, ma la pandemia in un primo momento non me l’ha permesso. In seguito ho visitato alcune città dell’Ungheria, meno di quanto avrei voluto, manca ancora qualche mese. Mi impegnerò molto in tal senso.

4. La lingua straniera è stata per lei un ostacolo o una sfida?

Direi una sfida, da subito ho cercato di impararla. Sono contento perché sono arrivato ad un livello che mi permette di interagire in situazioni non estremamente complesse. Sicuramente mi sarebbe piaciuto impararla più approfonditamente, ma la sua complessità è stata un ostacolo. Spero comunque di avere modo di continuare lo studio perché ho una passione per le lingue. Proprio la sua  grande difficoltà, oltre ovviamente a frustarmi, mi ha dato uno stimolo, una voglia di continuare. Spero di aver modo a Roma di continuare a migliorarla.

5. Come giudica i rapporti con le istituzioni ungheresi?

È un ottimo rapporto di collaborazione che ci permette di aiutare determinate categorie di connazionali quando si trovano in difficoltà. Molto di quello che fa un’ambasciata non sarebbe possibile senza il sostegno delle autorità locali. Noi agiamo come loro interlocutori ma non abbiamo poteri nel territorio ungherese perché l’Ungheria è uno stato sovrano terzo dell’Italia. Pertanto, è di fondamentale importanza, in quanto nostro compito, intrattenere un rapporto con le nostre autorità al fine di assicurare un esito favorevole attraverso il loro prezioso contributo.

Desidero sottolineare, in merito alla polizia e alle autorità carcerarie, che quando ci sono casi di detenuti che chiedono il nostro aiuto, la polizia è sempre solerte nell’avvisarci che è stata arrestata una persona che potrebbe necessitare dell’assistenza consolare. 

Ci sono poi ulteriori procedure su cui le istituzioni ungheresi ci supportano sempre in maniera encomiabile. 

Inoltre, abbiamo contatti quasi quotidiani con gli uffici politici del ministero degli Esteri, con i quali abbiamo un ottima relazione di collaborazione. In caso di visite invece, intratteniamo un costante dialogo con il Ministero degli Interni e il Ministero della Difesa, con i quali abbiamo sempre il privilegio di ricevere feedback rapidi ed efficaci. Questo è un aspetto di grande importanza e di cui sono molto contento.

6.  Qual è la stima attuale della presenza di cittadini italiani in Ungheria?

È molto difficile stimare la presenza reale, perché alle frontiere intra Schengen non ci sono controlli. Potrei dire un numero, ma sarebbe un azzardo. Tuttavia, l’importanza risiede nel fatto che tale cifra sia in costante crescita.

Noi non abbiamo mai avuto un approccio rigido per quanto riguarda l’obbligo di iscrizione all’AIRE. Comunichiamo che è un obbligo, sottolineiamo l’utilità di iscriversi e incoraggiamo all’utilizzo degli applicativi informatici che ora permettono al cittadino di aggiornare la propria posizione online con il portale fast.it. Quest’aspetto riveste una rilevanza fondamentale, specialmente in occasione delle elezioni, poiché possono sorgere problemi legati alla consegna postale, che talvolta determinano il mancato recapito delle schede elettorali. A volte c’è chi cambia indirizzo e non ci informa e quindi la cartella elettorale arriva al vecchio indirizzo.

7. Quali strategie adotta la cancelleria consolare per incentivare l’adesione dei cittadini e delle cittadine italiane all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE)?

Ci sono delle campagne informative che di tanto in tanto lanciamo sul sito e sui social. È importante sottolineare che negli ultimi tempi tali iniziative stanno ottenendo risultati positivi. Si registra, infatti, un significativo incremento del numero di cittadini che scelgono di aderire all’AIRE. In questo momento ad esempio, abbiamo cinquemila trecentocinquantuno cittadini italiani iscritti all’AIRE.

Ricordiamo che è necessario l’aggiornamento della lakcímkártya come prova tangibile di residenza effettiva, al fine di garantire la veridicità dell’indirizzo dichiarato.

8. In che modo la pandemia ha influenzato i servizi forniti dalla cancelleria consolare ai cittadini?

Durante la pandemia ci sono state delle conseguenze molto importanti sui servizi consolari erogati. A causa dei limiti che avevamo, che ci impedivano di avere personale impiegato a tempo pieno, abbiamo dovuto ridurre la quantità dei servizi erogati. Durante il periodo di lockdown e le restrizioni legate alla pandemia, la domanda di servizi consolari è diminuita notevolmente. Tuttavia, sebbene la domanda specifica di servizi consolari abbia subito una riduzione, le necessità dei connazionali non sono diminuite, ma si sono piuttosto trasportate in avanti.

Ci siamo trovati con un carico consolare di richieste decisamente maggiore all’indomani della pandemia. Dopo la rimozione delle restrizioni, la cancelleria consolare ha affrontato in modo eccezionale l’aumento delle richieste che si è verificato e, nel corso del tempo, queste richieste si sono stabilizzate tornando ad una situazione di normalità.

Ricordo che c’è stato un periodo in cui i tempi di attesa per ottenere un passaporto erano arrivati a due o tre mesi, un periodo di attesa ragionevole se confrontato con i tempi di attesa in Italia. Tuttavia, sempre più spesso viene richiesto alle ambasciate di fornire un livello di efficienza superiore, probabilmente anche a causa di una concezione radicata nella nostra società riguardo alle aspettative e al ruolo che un’ambasciata dovrebbe svolgere.

9. C’è un aspetto che ha risentito della pandemia più di altri? 

La pandemia è stato un periodo particolarmente pesante.  

La gestione dei cittadini italiani che si trovavano qui in quel momento è stata particolarmente difficile: nei primi giorni di panico, sono arrivate numerose richieste di un rimpatrio con aerei che però non è stato semplice organizzare. 

In risposta alla situazione derivante dalla pandemia, si è attuato un processo di coordinamento tra la cancelleria consolare, il ministero competente e la compagnia aerea Alitalia. Come risultato di questo sforzo congiunto, sono stati organizzati uno e successivamente un altro volo di rimpatrio. Sono stati due voli andati bene e con un costo relativamente contenuto considerando che l’aereo partiva vuoto e ritornava pieno e che la compagnia doveva riuscire quindi a rientrare nei costi di un viaggio senza passeggeri. Per questo motivo il biglietto costava all’incirca duecento euro.

La cosa più grave che abbiamo dovuto gestire durante la pandemia sono stati i cittadini italiani rimasti bloccati in Romania e in Ucraina. Ad un certo punto, l’Ungheria ha deciso, come misura contenitiva del Covid 19, di chiudere le frontiere. Tuttavia, a causa della sospensione dei voli e delle restrizioni di viaggio in vigore sia in Romania che in Ucraina, molte persone sono rimaste bloccate in loco, senza la possibilità di attraversare le frontiere o di trovare alternative di trasporto.

10. In che modo la pandemia ha influenzato le relazioni tra i paesi?

Per questo torniamo all’importanza del contatto con le autorità locali: abbiamo sviluppato una procedura in collaborazione con il ministero degli Esteri che richiedeva un’enorme quantità di lavoro ma che ci ha permesso di acquisire quotidianamente i dati dei cittadini che necessitavano di attraversare le frontiere. Questi dati sono stati inseriti in una tabella concordata con il ministero per fornire loro le informazioni essenziali. Successivamente, la tabella è stata trasmessa quotidianamente all’ufficio competente del ministero che, attraverso contatti interni, ha emesso i lasciapassare entro un periodo di tempo generalmente compreso tra due o tre giorni.

I lasciapassare emessi consentivano ai cittadini italiani di attraversare le frontiere e di essere ammessi nel territorio desiderato. Durante questo processo, si sono verificati alcuni problemi a causa di eventuali errori di comunicazione dei dati dei cittadini, come ad esempio il nome o la targa dell’auto, (o perché i cittadini richiedevano un rilascio immediato del lasciapassare che giungeva già scaduto). Ciò ha richiesto un nuovo intervento e un lavoro di coordinamento aggiuntivo con le autorità locali. Grazie al loro aiuto abbiamo fatto rientrare decine e decine di italiani che si trovano in questa situazione oggettivamente molto difficile.

11. Come sono dunque cambiate le priorità, gli obiettivi e i successi raggiunti dalla cancelleria consolare?

La gestione degli attraversamenti durante la pandemia lo considererei un successo considerando la situazione veramente complicata. Ho avuto modo di ringraziare formalmente gli interlocutori al ministero degli Esteri poiché ci sono stati di grande aiuto.

In generale, tra le priorità del mandato in quel momento c’ erano: il superamento dei problemi e degli ostacoli legati alla pandemia e il sostegno ai cittadini italiani. 

Sicuramente anche l’aspetto legato alla digitalizzazione dei servizi è una priorità. Questo, infatti comporta una notevole facilitazione non solo agli utenti ma anche un alleggerimento per noi, potendo ridistribuire le risorse su altri aspetti. Su alcune cose, però, dipendiamo anche da Roma, come ad esempio per la diffusione dello SPID. 

Sempre sulle priorità del mandato, è importante sottolineare che io non ricopro solo la figura di capo della cancelleria consolare ma anche di vice capo missione. Questo non solo rende più interessante il mio lavoro, ma comporta anche molteplici responsabilità su tutti i fronti dell’ambasciata: dall’aspetto dell’analisi politica, alla gestione dei rapporti commerciali, alla stampa. 

Questi sono tutti gli aspetti che compongono la mia giornata lavorativa e per ognuno di questi ambiti ho avuto degli obiettivi da raggiungere e delle questioni da seguire. Di conseguenza, l’aspetto consolare, pur rivestendo un’importanza fondamentale, è un ambito che richiede il costante aiuto e supporto degli uffici competenti, senza i quali sarebbe impossibile svolgere adeguatamente le nostre funzioni…

Un’ambasciata funziona con un lavoro di squadra e non con l’attività di singoli individui.

12. Una curiosità: potrebbe gentilmente condividere qualche osservazione riguardante le tendenze attuali o i trend relativi ai matrimoni misti?

Raccogliere dati su questo punto è un po’ difficoltoso dato che occorrerebbe un lavoro certosino che consiste nell’esaminare ogni singolo fascicolo.

Sappiamo però, per la trattazione frequente di queste pratiche, che c’è una tendenziale crescita dei matrimoni tra persone di cittadinanza ungherese e italiana.

La cosa interessante è la loro composizione: prima erano più uomini italiani che sposavano donne ungheresi mentre recentemente stiamo vedendo che, pur essendo ancora questo l’aspetto dominante, crescono anche i matrimoni dove sono le donne italiane a sposare un uomo ungherese.

13. Potrebbe svelare la sua prossima destinazione? 

La destinazione in realtà è molto nota. Tra agosto e settembre avrò terminato gli otto anni del mio primo ciclo estero e quindi ritornerò a Roma per stare al ministero, minimo due anni. Dopodiché potrò, se vorrò, fare richiesta in un’altra sede per iniziare un altro ciclo di otto anni, in teoria.

Ungheria-Slovacchia: inaugurato ponte transfrontaliero

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Ponte Ungheria-Slovacchia
Ponte Ungheria-Slovacchia

I funzionari ungheresi, Bence Rétvári, Segretario di Stato del Ministero degli Interni e deputato cristiano-democratico (KDNP) per la regione e Péter Szijjártó, Ministro degli Affari Esteri e del Commercio e slovacchi, tra cui Peter Dovhun, Ministro dell’Economia della Slovacchia, hanno inaugurato venerdì 28 luglio un ponte transfrontaliero che attraversa il fiume Ipoly tra Ipolydamásd e Chlaba, secondo quanto riportato da napi.hu.

Il ponte, lungo 58 metri e del valore di 2,5 miliardi di fiorini, è stato costruito grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea.

Il Ministro Péter Szijjártó ha dichiarato che il ponte eliminerà la necessità di un viaggio di mezz’ora tra gli insediamenti vicini.

Ha aggiunto che il numero di collegamenti transfrontalieri tra Ungheria e Slovacchia è aumentato da 22 a 37 dal 2010.

Il ponte è una dimostrazione della “straordinaria cooperazione” tra Ungheria e Slovacchia sulle questioni transfrontaliere e sull’uso dei finanziamenti dell’UE.

La Slovacchia è il secondo partner commerciale dell’Ungheria, con un commercio bilaterale che lo scorso anno ha raggiunto i 17 miliardi di euro.

Clicca qui per saperne di più sulle infrastrutture che collegano l’Ungheria e la Slovacchia.

Fonte: napi.hu, Budapest Business Journal.

Inflazione: le previsioni del governo

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inflazione-2023-ungheria
inflazione-2023-ungheria

L’inflazione è “sulla giusta strada” e potrebbe rientrare nelle singole cifre prima della fine dell’anno, queste le parole del primo ministro Viktor Orbán a Kossuth Rádió. 

“La corrente entità dell’inflazione non è la cosa importante ora, lo è invece la sua tendenza alla diminuzione” ha affermato Orbán a Sopron.

“Sebbene i salari reali siano diminuiti nel primo semestre, è previsto che aumentino per l’intero anno, l’inflazione scenderà a livelli singoli entro la fine dell’anno”

Per avere più informazioni sulle dichiarazioni del Primo Ministro clicca qui.

Aggiunge che l’obiettivo del governo di riportare l’indice dei prezzi al consumo a numeri ad una cifra sola entro dicembre potrebbe essere raggiunta “un mese, mese e mezzo prima”. Il premier ungherese sottolinea l’importanza di mantenere le misure del governo per “sconfiggere” l’inflazione, e evidenzia l’efficienza delle vendite obbligatorie nelle grandi catene di supermercati. 

L’ IPC (indice dei prezzi al consumo) ungherese ha raggiunto questo giugno il 20.1% scendendo per il quinto mese consecutivo dopo aver raggiunto un picco del 25,7% in gennaio. Orbán dichiara che la raccomandazione della Commissione Europea di eliminare gradualmente il regime dei prezzi d’uso per le famiglie è stata discussa all’incontro di governo con l’intenzione di mantenere in piedi il sistema. Questa politica fa risparmiare alle famiglie ungheresi 181,000 fiorini al mese, e il sistema non si può considerare “semplicemente una questione di energia” ma si tratta del “tenore di vita della classe media ungherese […] e anche delle persone più povere.”

Vice Governatore Virág: Approccio graduale agli interessi

Il vice governatore della Banca Nazionale Ungherese (MNB), Barnabás Virág, ha dichiarato che la banca centrale adotterà un approccio “graduale e prevedibile” allo sviluppo del tasso di deposito rapido, durante una conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio Monetario, secondo l’agenzia di stampa MTI. 

Le valutazioni dei rischi rimangono favorevoli, ma l’ambiente del mercato esterno è “ancora volatile”, ha aggiunto. 

Virág ha dichiarato che qualsiasi modifica al tasso di base “non sarà all’ordine del giorno” fino a quando non si verificherà una caduta “considerevole e sostenuta” dell’inflazione. 

In linea con le aspettative dell’MNB delineate nel suo Rapporto sull’Inflazione di giugno, il ritmo di disinflazione continua ad accelerare mentre il suo intervallo si amplia. 

Si prevede che l’Indice dei Prezzi al Consumo alla fine dell’anno diminuisca “sensibilmente” al di sotto del 10%, mentre l’inflazione di base diminuisca “significativamente”, ha aggiunto Virág. 

Lo spazio per una ripresa dei prezzi si sta riducendo e le aspettative di un aumento dei prezzi stanno generalmente diminuendo. Allo stesso tempo, la domanda interna contenuta avrà un effetto disinflazionistico durante tutto l’anno, ha dichiarato il vice governatore. 

Con la diminuzione dell’inflazione, i tassi di interesse reali potrebbero diventare positivi in autunno.

Gulyás: L’inflazione potrebbe scendere sotto il 10% entro ottobre

Il capo dell’Ufficio del Primo Ministro, Gergely Gulyás, ha dichiarato durante una conferenza stampa ordinaria e riportata dall’agenzia di stampa statale MTI, che:

“Se tutto va bene, l’inflazione sarà in cifre singole ad ottobre”. 

Aggiunge inoltre che l’IPC, diminuirà di “due, tre o quattro” punti percentuali nei prossimi mesi, sottolineando l’impatto delle misure adottate dal governo per ridurre l’inflazione. Riferendosi agli sconti obbligatori che i supermercati devono offrire regolarmente su diversi prodotti alimentari, aggiunge che i bilanci delle carte voucher Szép potranno essere utilizzati per gli acquisti nei supermercati da agosto. 

 Gulyás ha affermato che l’obiettivo di crescita del PIL del 1,5% previsto per il bilancio del 2023 o una crescita “almeno del 1%”, “sembra realistico”.

Per saperne di più sugli obiettivi riguardanti l’inflazione nel 2023 clicca qui.

Ungheria: l’acquisto di un’auto è più importante della pensione?

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“Per gli ungheresi l’acquisto di un’auto è più importante della pensione” così titola HR Portal, il suo articolo sull’ultima ricerca di Allianz, riportata sul sito.

Gli ungheresi preferiscono risparmiare per un’auto anziché per una pensione, e solo dopo i 56 anni si rendono conto della necessità di prendersi cura della sicurezza della loro vecchiaia. Inoltre, solo il 10% degli ungheresi sembra desiderare una lunga vita, durante la quale le donne prediligono la salute e gli uomini il denaro.

Nella sua vasta indagine, la compagnia assicurativa ha esaminato i desideri e gli obiettivi delle persone, quanto tempo impiegano per raggiungerli e quali situazioni decisive della vita si preparano ad affrontare e come. 

I desideri principali secondo questa ricerca sono:

Secondo la ricerca, gli ungheresi desiderano principalmente una vita lunga e significativa (11,3%), ma ciò diventa davvero importante per loro solo dopo i 25 anni. 

Anche uno stile di vita sano e il benessere sono fondamentalmente importanti (11%), poiché vivere una lunga vita in questo modo rende la vita degna di essere vissuta.

Nella lista dei nostri desideri, la sicurezza finanziaria è al 3° posto assoluto (10,5%), ma è più alta in termini di età e sesso. Per i giovani di 25-40 anni, la priorità numero uno è gettare le basi finanziarie per il loro futuro.

Raggiungere la realizzazione personale ci emoziona principalmente tra i 25 e i 40 anni, e creare equilibrio e armonia in tutte le aree della vita è molto importante per noi all’età di 56-64 anni. Desideriamo amicizie profonde tra i 18-24 anni e dopo i 40 anni.

Sulla base delle risposte, possedere una casa di proprietà è il nostro settimo più grande desiderio nella vita, principalmente per la fascia di età di 18 e 40 anni a causa delle caratteristiche dell’età. Dopo l’appartamento arriva il rapporto affettivo e la famiglia. L’amore sarebbe più importante per gli uomini che per le donne. Ci concentriamo principalmente su successi e riconoscimenti professionali tra i 41 e i 55 anni. Tra coloro che hanno compilato, indipendentemente dalla fascia di età, la formazione della riserva generale è la più importante (19,2%). Seguono i viaggi e il riposo (15,9%), quindi l’acquisto o la ristrutturazione di una casa (12,5%).

È interessante notare che sebbene l’acquisizione di un appartamento di proprietà sia il secondo obiettivo più importante per i 25-40enni, questa fascia di età preferisce risparmiare per viaggiare piuttosto che costruire una casa. Per la generazione Z, tuttavia, è altrettanto importante accantonare per un appartamento quanto per un’auto (13-13%).

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Se siete interessati agli articoli sul vivere in Ungheria, su Economia.hu abbiamo questa sezione dedicata: vivere in Ungheria

UniCredit: Risultati record che confermano un’eccellenza sostenibile

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Condividiamo con piacere il comunicato stampa di Unicredit Group sui risultati del gruppo relativi ai due primi trimestri del 2023. Miglior primo semestre e decimo trimestre consecutivo di crescita redditizia di qualità, con un utile netto dichiarato di €4,4 miliardi e un RoTE1 del 20,8% nel 1H23; ha dichiarato l'utile netto nel 2Q23 a €2,3 miliardi – UniCredit ha condiviso i risultati finanziari per il 2Q2023 e 1H2023. Ulteriori info nell'articolo e nella versione integrale. In questo articolo l'outlook economico tracciato per il 2024.
Condividiamo con piacere il comunicato stampa di Unicredit Group sui risultati del gruppo relativi ai due primi trimestri del 2023. Miglior primo semestre e decimo trimestre consecutivo di crescita redditizia di qualità, con un utile netto dichiarato di €4,4 miliardi e un RoTE1 del 20,8% nel 1H23; ha dichiarato l'utile netto nel 2Q23 a €2,3 miliardi – UniCredit ha condiviso i risultati finanziari per il 2Q2023 e 1H2023. Ulteriori info nell'articolo e nella versione integrale. In questo articolo l'outlook economico tracciato per il 2024.

Condividiamo con piacere il comunicato stampa di Unicredit Group sui risultati del gruppo relativi ai due primi trimestri del 2023. Miglior primo semestre e decimo trimestre consecutivo di crescita redditizia di qualità, con un utile netto dichiarato di €4,4 miliardi e un RoTE1 del 20,8% nel 1H23; ha dichiarato l’utile netto nel 2Q23 a €2,3 miliardi – UniCredit ha condiviso i risultati finanziari per il 2Q2023 e 1H2023. Ulteriori info nell’articolo e nella versione integrale. In questo articolo l’outlook economico tracciato per il 2024.

  • Miglior primo semestre di sempre e 10° trimestre consecutivo di crescita della redditività, con un utile netto contabile di €4,4 miliardi e RoTE1 al 20,8% nel 1sem23; utile netto contabile del 2trim23 pari a €2,3 miliardi
  • Eccellente crescita dei ricavi netti nel 2trim23 del 24,4% anno su anno, trainata dallo slancio commerciale su tutte le principali linee con NII pari a €3,5 miliardi, commissioni per €1,9 miliardi e minimali rettifiche su crediti
  • Costi in calo anno su anno con rapporto costi/ricavi contenuto pari al 39%, malgrado le pressioni inflazionistiche e senza limitare la crescita dei ricavi o gli investimenti
  • Ben posizionati per far fronte a un eventuale futuro peggioramento della situazione macroeconomica, con costo del rischio strutturalmente basso pari a 2 punti base nel 2trim23 e robusta qualità delle attività in portafoglio, mantenendo al contempo overlay per circa €1,8 miliardi
  • CET1 ratio tra i migliori del settore al 16,64% al netto di €1,5 miliardi di dividendi maturati nel 1sem23, supportato da €6,5 miliardi di generazione organica di capitale nel 1sem23
  • Straordinaria creazione di valore per gli azionisti con EPS2 pari a €1,12 nel 2trim23 e valore contabile tangibile per azione pari a €30,2, in grado di generare rendimenti significativi per tutto il ciclo economico
  • Buon avanzamento del programma di riacquisto di azioni proprie 2022 per €3,34 miliardi3, pari al 6,5% del capitale, che porta la distribuzione totale relativa al 2022 a €5,25 miliardi
  • Guidance per il FY23 migliorata con utile netto4 di oltre €7,25 miliardi e distribuzione agli azionisti5 pari o superiore a €6,5 miliardi
  • Lancio della seconda tranche del programma UniCredit per l’Italia di €10 miliardi e i programmi della Fondazione UniCredit “Re-power your Future” e “Call for Education”, per un valore complessivo di quasi €10 milioni

Il 25 luglio 2023 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. (“UniCredit” o “il Gruppo”) ha approvato la relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2023.

La serie di risultati finanziari record conferma l’eccellenza di UniCredit, una continua dimostrazione del successo di UniCredit Unlocked nella creazione di una banca trasformata con una redditività in crescita, resiliente e sostenibile, frutto di risultati corretti per il rischio di elevata qualità. La sinergia delle tre leve di ricavi netti, costi ed efficienza di capitale continua a produrre risultati finanziari eccezionali, sprigionando valore interno e preparando la strada verso una crescita sostenibile, ulteriormente evidenziata dal RoTE1 del 2trim23 al 21,3% e dall’utile netto contabile di €2,3 miliardi nel 2trim23. Nel 1sem23 l’utile netto ha raggiunto un livello record di €4,4 miliardi, con un incremento del 91,5% semestre su semestre. Al netto dei costi di integrazione registrati nel 2trim23, l’utile netto contabile è pari a €4,5 miliardi.

L’eccellente risultato finanziario del 2trim23 riflette una costante crescita di qualità, che sfrutta le principali leve in tutti i business, trainata da €5,9 miliardi di ricavi netti nel 2trim23, in aumento del 24,4% anno su anno. I ricavi sono stati sostenuti da un margine d’interesse (“NII”) di €3,5 miliardi, in rialzo del 41,3% anno su anno grazie al maggior livello dei tassi d’interesse e ad una buona gestione del pass-through sui depositi, e commissioni resilienti per €1,9 miliardi, in rialzo del 2,4% anno su anno, escludendo l’impatto della riduzione delle commissioni su conti correnti in Italia.

Le rettifiche su crediti (“LLP”) sono diminuite del 77,5% trimestre su trimestre producendo un costo del rischio (“CoR”) di importo trascurabile e strutturalmente basso di 2 punti base nel 2trim23, di riflesso alla buona qualità dell’attivo del Gruppo, ulteriormente rafforzata dalle proprie linee di difesa e dalla qualità del resiliente portafoglio crediti, nonché dagli overlay esistenti pari a circa €1,8 miliardi. La solida qualità dell’attivo e la performance del credito nel 1sem23 hanno portato ad un miglioramento della guidance per il CoR FY23 da un obiettivo di 30-35 punti base a meno di 25 punti base con potenziali miglioramenti.

Nel 2trim23 i costi operativi sono stati pari a €2,3 miliardi, invariati trimestre su trimestre e in calo dell’1,2% anno su anno, a conferma della capacità del Gruppo di ridurre strutturalmente i costi nonostante l’inflazione eccezionalmente elevata e senza penalizzare la crescita o gli investimenti in corso. In riferimento a questi ultimi, dal 2022 ad oggi, UniCredit ha assunto circa 2.000 persone, principalmente nella rete in Italia e Germania, e rinnovato circa 550 filiali in Italia. Il rapporto costi/ricavi (“C/I”) è stato pari al 39,0% nel 2trim23 e i costi di integrazione registrati per €0,2 miliardi nello stesso periodo permetteranno di realizzare ulteriori efficienze operative in futuro.

Il Gruppo continua a migliorare la propria posizione patrimoniale, già tra le migliori del settore, con 210 punti base di generazione organica di capitale nel 1sem23, o €6,5 miliardi, che porta a un CET1 ratio del 16,64%, inclusi €1,5 miliardi di dividendi maturati nel 1sem23. Le attività ponderate per il rischio (“RWA”) sono diminuite a €294,8 miliardi.

Dopo il completamento della prima tranche del riacquisto di azioni proprie 2022 per €2,34 miliardi, su €3,34 miliardi totali, la seconda tranche per €1,0 miliardo è attualmente in fase di esecuzione. UniCredit sta rispettando il proprio fermo impegno alla creazione di valore per gli azionisti.

Il solido bilancio del Gruppo e il solido profilo di liquidità derivano da una base di depositi ben ripartita e diversificata, e dall’efficace gestione del pass-through sui depositi, con un rapporto prestiti/depositi stabile attorno al 90% circa. Il Liquidity Coverage Ratio è stato superiore al 140%, all’interno del range obiettivo fissato dal management al 125%-150% a seguito del rimborso del TLTRO6.

Sulla base del miglioramento del contesto dei tassi di interesse e delle relative ipotesi di pass-through sui depositi, di un basso costo del rischio, di un controllo strutturale dei costi e dei progressi riguardanti le ambizioni di efficienza del capitale, UniCredit ha aggiornato le proprie guidance finanziarie7 per il 2023, indicando un NII di almeno €13,2 miliardi, ricavi netti superiori a €21,5 miliardi e un utile netto4 pari o superiore a €7,25 miliardi. Abbiamo incrementato l’intenzione di distribuzione agli azionisti per il 2023, fissandola a almeno €6,5 miliardi5, in virtù di una generazione di capitale estremamente robusta di 210 punti base nel 1sem23.

Per il 2024, ci aspettiamo che l’utile netto e la distribuzione agli azionisti saranno sostanzialmente in linea con il 2023.

UniCredit per l’Italia

UniCredit ha annunciato la prossima tranche del programma “UniCredit per l’Italia”, del valore potenziale complessivo di €10 miliardi, volto a sostenere il reddito disponibile di privati e famiglie e la liquidità delle aziende italiane. Questa seconda tranche riconferma la finalità di UniCredit di sostenere clienti e le comunità in tempi sfidanti. UniCredit ha anche annunciato la collaborazione con il Fondo Europeo per gli Investimenti, indirizzando €1 miliardo verso le piccole imprese nei paesi dell’Europa Centrale e Orientale in cui il Gruppo è presente. Il Gruppo continuerà a offrire aiuto concreto a famiglie, comunità e imprese in modo che possano accelerare il loro percorso individuale di crescita e il nostro percorso collettivo verso il successo. Un esempio del nostro impegno sociale è la partnership tra la Fondazione UniCredit e Junior Achievement Europe, che ha lanciato un programma educativo da €6,5 milioni “Re-power your future” per reinserire i giovani nel percorso scolastico, migliorandone i risultati, e prevenendo la dispersione scolastica. La Fondazione UniCredit ha inoltre allocato €3 milioni alla sua iniziativa “Call for Education” che sostiene programmi di lotta alla povertà educativa.

Lo slancio del successo finanziario del Gruppo è ulteriormente evidenziato dai nove premi ricevuti agli Euromoney Awards di quest’anno. UniCredit è stata nominata “Best bank” in Europa Centrale ed Orientale con altri riconoscimenti individuali in Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia e Italia. L’Italia ha ricevuto ulteriori premi per la propria attività di investment banking, mentre l’Europa Centrale ed Orientale sono state premiate per i loro servizi transazionali e l’attività di gestione patrimoniale. Tali riconoscimenti sono una conferma dell’efficace svolgimento della nostra trasformazione industriale e dell’impegno e dedizione dei dipendenti del Gruppo nel promuovere la nostra attività rimanendo vicini ai clienti.

Tra i principali eventi recenti nel 2trim23 si citano:

  • completamento della prima tranche di riacquisto azioni 2022 per €2,34 miliardi il 29 giugno 2023;
  • avvio della seconda tranche del riacquisto azioni 2022 per €1 miliardi il 30 giugno 2023, dopo il completamento della prima. Al 21 luglio, considerando anche il riacquisto di azioni relativo alla prima tranche, UniCredit ha acquistato 125,8 milioni di azioni pari al 6,5% del capitale;
  • annuncio dell’espansione globale della partnership nei pagamenti tra UniCredit e Mastercard il 26 maggio 2023;
  • emissione di una doppia tranche di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) per un importo complessivo di €3 miliardi.

Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., ha dichiarato:

Continuando a sprigionare il grande potenziale insito nella nostra rete commerciale, abbiamo prodotto il migliore primo semestre di sempre e un eccezionale utile netto contabile relativo al secondo trimestre pari a €2,3 miliardi, in aumento del 14,9% anno su anno.

Il conseguimento dell’eccellenza avviene attraverso una strategia vincente, che poggia sulla trasformazione industriale che abbiamo messo in atto. La nostra performance è il risultato della crescita di elevata qualità delle commissioni nonostante il contesto macroeconomico incerto, dell’ulteriore riduzione dei costi malgrado l’inflazione elevata e della solidità del NII. Tutto questo, associato al nostro costo del rischio strutturalmente basso, dimostra in che modo riusciamo ad alimentare una redditività sostenibile.

Il nostro CET1 ratio eccezionalmente robusto al 16,64%, la generazione organica di capitale di €6,5 miliardi nel primo semestre 2023 e la nostra crescita di redditività ci consentono di aumentare ulteriormente la nostra guidance finanziaria per l’esercizio con un utile netto atteso di almeno €7,25 miliardi e una distribuzione di almeno €6,5 miliardi nel 2023. Guardando al futuro, tali valori ci serviranno come base di riferimento per quello che siamo fiduciosi di poter raggiungere anche l’anno prossimo.

Nonostante l’incertezza sugli sviluppi macroeconomici, sappiamo di essere ben equipaggiati per il futuro grazie alla nostra chiara strategia, a un mix di business ben diversificato e al continuo miglioramento dell’efficienza operativa. L’ottima qualità dell’attivo, abbinata a prudenti overlay e a un bilancio estremamente solido, ci collocano in buona posizione per far fronte alle incertezze.

Siamo costantemente impegnati a raggiungere il successo finanziario perseguendo al tempo stesso la nostra finalità strategica. In questi tempi complessi stiamo sostenendo le nostre comunità, offrendo loro efficaci strumenti per progredire, e di recente abbiamo lanciato una seconda tranche di UniCredit per l’Italia del valore potenziale di 10 miliardi di euro. Tale programma è volto a sostenere il reddito disponibile di privati e famiglie e la liquidità delle imprese italiane. Continueremo ad adempiere alle nostre responsabilità sociali verso tutti gli stakeholder nei Paesi in cui siamo presenti.

Abbiamo già ottenuto molto, ma il nostro viaggio non è ancora terminato. Gli eccellenti risultati finanziari che abbiamo conseguito negli ultimi 10 trimestri ci stimolano a mettere in campo tutte le nostre forze per ottenere il meglio possibile per tutti i nostri stakeholder.

Come sarà il 2024 secondo l’analisi di UniCredit

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Riportiamo l'analisi "Outlook economico" realizzato da UniCredit e disponibile a questo link, sulle previsioni economiche per il 2024.
Riportiamo l'analisi "Outlook economico" realizzato da UniCredit e disponibile a questo link, sulle previsioni economiche per il 2024.

Riportiamo l’analisi “Outlook economico” realizzato da UniCredit e disponibile a questo link, sulle previsioni economiche per il 2024, e vi invitiamo a leggere questo articolo per approfondire invece i risultati del gruppo nel primo semestre 2023.

Crescita del PIL

Il PIL mondiale è atteso in crescita del 2,8% per quest’anno e del 2,7% nel 2024. All’inizio dell’anno, la crescita è risultata più forte del previsto, trainata in parte dalla riapertura dell’economia cinese, da un miglioramento delle ragioni di scambio in Europa, da una crescita sostenuta dei consumi privati negli Stati Uniti e da una ripresa del turismo.

Le indagini presso le imprese suggeriscono, tuttavia, una moderazione della crescita in prospettiva, a fronte di una accelerazione della trasmissione all’economia reale di una politica monetaria più restrittiva e di un cambiamento nelle scelte dei consumi, a seguito della pandemia, che pesa sulla manifattura.

Recessione e inflazione

È probabile che gli Stati Uniti entrino in recessione nel secondo semestre 2023. L’inflazione è destinata a ridursi rapidamente nelle principali economie avanzate, trainata principalmente da effetti base e dal calo dei prezzi delle materie prime.
L’area euro registrerà probabilmente una crescita modesta nel secondo trimestre, dopo la debolezza osservata a cavallo dell’anno. Per quest’anno si attende un aumento del PIL dello 0,5% e dell’1,0% nel 2024.

Divergenza tra l’andamento dell’attività manifatturiera e quella dei servizi.

Il rallentamento della crescita riflette una divergenza tra l’andamento dell’attività manifatturiera e quella dei servizi. Le imprese manifatturiere segnalano un calo dei nuovi ordini, una riduzione degli acquisti di input intermedi e un livello elevato di scorte.

Per contro, il settore dei servizi beneficia ancora di una solida domanda, soprattutto per le
attività legate al tempo libero e ai viaggi. L’inflazione rallenterà probabilmente verso il 3,0% a/a entro la fine dell’anno, attestandosi in media al 5,5% per l’intero 2023.

Focus Italia

Le indagini di fiducia anticipano una moderazione dell’attività economica in Italia (+1,0% nel 2023), che appare imputabile prevalentemente ad una nuova debolezza dell’attività manifatturiera dato un contesto più sfidante di rallentamento della domanda globale e più alti costi di finanziamento.

Nella riunione di giugno, la BCE ha alzato i tassi di riferimento di 25 punti base: il tasso sui depositi è ora al 3,50%. Ci attendiamo che lo stesso possa raggiungere un picco al 3,75%, con possibili tagli dei tassi nel 2024.

Cirque Alfonse, Cirk La Putyka, Colokolo, Cirka al festival Sziget di Budapest

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circo al festival sziget la compagnia circa con lo spettacolo Humans2.0
Fonte: https://circa.org.au/show/humans2-0/

Il Cirque du Sziget, uno dei luoghi più popolari tra gli “Szitizens” di cui avevamo già scritto nel 2022, tornerà anche quest’anno, ma con offerte sempre più colorate, se possibile. Dal primo pomeriggio fino a tarda notte, il grande tendone del circo da 1.000 posti e gli spazi all’aperto si riempiranno di un continuo susseguirsi di emozionanti esibizioni. Il tendone ospiterà ogni giorno le esibizioni di quattro compagnie. Vai al programma del Cirque du Sziget sul sito e al nostro articolo per leggere di più sul festival Sziget 2023, che si terrà a Budapest dal 10 al 15 agosto 2023.

Alcune delle compagnie che si esibiranno al Cirque du Sziget

Quest’anno, grazie alla collaborazione tra Sziget e la Federazione Internazionale delle Scuole di Circo (FEDEC), due scuole di circo avranno l’opportunità di presentare i loro studenti al festival.

Lo spettacolo annullato dell’anno scorso dell’Amoukanama Circus dalla Guinea verrà presentato ogni giorno sul palco all’aperto. Dal momento che sono stati selezionati per America’s Got Talent l’anno scorso, quest’anno saranno invitati ad esibirsi al festival Sziget.

L’altra scuola di circo, l’adattamento di John the Valiant (János Vitéz) della Baross Imre Artists’ Training School, aprirà ogni giorno il programma della tenda.

Gli allievi delle scuole circensi locali fuggirono dalla guerra in Ucraina, in parte a Budapest e in parte a Praga. La compagnia Cirk La Putyka di Praga ha assunto la formazione artistica dei giovani acrobati e degli studenti che si sono rifugiati da loro. Nel boom vol. 2, giovani acrobati cechi e ucraini si esibiscono insieme, condividendo le loro capacità professionali e storie ed esperienze personali.

La compagnia canadese Cirque Alfonse non ha bisogno di presentazioni per il pubblico del Sziget, visto che torna sul palco del festival per la terza volta. La formazione familiare riunisce membri di tre generazioni, dai nonni ai nipoti, e nel loro ultimo spettacolo Animal, incantano con il loro caratteristico umorismo e naturalismo.

Ogni notte, il programma della tenda si conclude con una performance di Humans 2.0 della compagnia australiana di fama mondiale Circa. Il direttore della compagnia Yaron Lifschitz sfida i limiti percepiti del corpo umano per tirare fuori il meglio dagli acrobati. La loro performance spensierata ma lirica non lascia dubbi sul motivo per cui sono una delle compagnie circensi contemporanee più entusiasmanti del mondo.

Guarda il trailer della performance di Humans 2.0 della compagnia australiana di fama mondiale Circa

“Humans 2.0 è uno spettacolo davvero sensazionale: tanto estetico quanto atletico, tanto comico quanto grave e, tutto sommato, un piacere viscerale”.

Una sinfonia di acrobazie, suoni e luci, questo è il circo di livello superiore di Circa.

Dieci corpi appaiono in un lampo di luce. Si muovono in armonia per un attimo fugace e poi scendono in una sinuosa trance. Le torri crescono e si deteriorano, i corpi saltano e vengono catturati, mentre i limiti fisici vengono spinti all’estremo. Riusciremo mai a trovare un equilibrio perfetto o l’adattamento al cambiamento costante è l’unica via da seguire?

Questo prossimo capitolo di Humans di Circa, acclamato a livello internazionale, è una coreografia di corpi a trama fitta, che pulsa con la musica del compositore Ori Lichtik e rivelata nell’illuminazione drammatica di Paul Jackson. Creato dal visionario del circo Yaron Lifschitz, Humans 2.0 è intimo, primordiale e profondamente impegnato con la sfida dell’essere umano.

Il palcoscenico esterno

Il palcoscenico esterno assume il sopravvento nelle fasce orarie tra le esibizioni nel tendone. Le esibizioni di quest’anno includono tre acrobate donne della compagnia francese Das Arnak, che presenteranno l’antica tecnica cinese di appendere i capelli.

La stessa sede ospiterà anche una pole performance cinese della troupe argentina manoAmano. Forse una delle esibizioni più spettacolari di quest’anno sarà Chouf Le Ciel del Circo marocchino, che presenterà acrobazie, giocoleria e danza hip-hop, accompagnate da musica tradizionale ed elettronica. Chouf le ciel è l’adrenalinico spettacolo di Colokolo, uno dei primi collettivi di circo contemporaneo in Marocco, nato nel 2013 a Casablanca. La compagnia riunisce artisti di diverse discipline nonché performer di danza urbana. Residente nella Fabrique Culturelle des Anciens Abattoirs di Casablanca, centro dell’avanguardia artistica e culturale cittadina, il collettivo, i cui membri si sono formati all’Ecole Nationale de Cirque Shems’y, è diventato punto di riferimento della disciplina nel Paese.  

Il programma sul palco all’aperto si chiuderà ogni sera con l’immancabile spettacolo di fuoco, un’esibizione dei migliori giocolieri e giocoliere di fuoco ungheresi, creata appositamente per Sziget.

Fonte: bbj.hu | Foto: Sziget

Salario basso e carenza di manodopera: fattori correlati?

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SALARI MINIMI in Europa - ungheria al 4 posto per salario piu basso
Fonte Eurostat: https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/EARN_MW_CUR/bookmark/map?lang=en&bookmarkId=d05d73c3-70cb-4135-bc87-7a351ee38718

Dopo Lettonia, Romania e Bulgaria, l’Ungheria ha il salario minimo più basso nella classifica degli Stati membri dell’UE, secondo gli ultimi dati dell’agenzia statistica dell’UE, Eurostat, visibili a questo link: Monthly minimum wages – bi-annual data [EARN_MW_CUR]

Nel luglio 2023, Lussemburgo primeggiava con 2.508 euro, seguito da Germania, Paesi Bassi, Belgio, Irlanda e Francia, con cifre comprese tra 2.000 e 1.750 euro. Ungheria, Lettonia, Romania e Bulgaria chiudevano la lista con un salario minimo mensile di rispettivamente 624, 620, 604 e 399 euro. Austria, Danimarca, Finlandia, Italia e Svezia invece non fissano un salario minimo.

Aumento dei salari del 17,9% anno su anno a maggio

Fonte: https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20230420-1

Il salario lordo medio in Ungheria è aumentato del 17,9% anno su anno a 567.800 fiorini a maggio, secondo i dati rilasciati dall’Ufficio Centrale di Statistica (KSH) il 25 luglio 2023. 

Inoltre come vediamo dai dati Eurostat, nel biennio precedente, la crescita degli stipendi era già tra le più alte in Europa, senza però considerare il valore reale del salario.

Alcuni dati sui salari in Ungheria:

  • I salari netti sono aumentati allo stesso ritmo a 377.600 fiorini.
  • I salari reali sono diminuiti del 3%, calcolati con un IPC di maggio del 21,5%
  • Il salario medio lordo è aumentato del 17,8% a 449.100 fiorini. 

Il salario minimo mensile obbligatorio in Ungheria è stato aumentato del 16% a 232.000 fiorini per i lavoratori non qualificati e del 14% a 296.400 fiorini per i lavoratori qualificati il 1° gennaio. Escludendo i 67.700 ungheresi che lavorano a tempo pieno nei programmi di lavoro assistito e che hanno guadagnato in media 115.900 fiorini lordi a maggio, il salario medio lordo mensile in Ungheria è stato di 577.600 fiorini.

Le aziende che non sono disposte a pagare salari di mercato si stanno scontrando con la carenza di manodopera

Le aziende che non sono disposte o in grado di pagare salari di mercato stanno avendo difficoltà con la carenza di manodopera, ha dichiarato Imre Palkovics, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consigli dei Lavoratori, al quotidiano economico.

Non è possibile che per anni il rapporto tra lo stipendio e il valore generato diminuisca costantemente mentre i profitti aziendali aumentino continuamente, ha detto Palkovics. Ha sottolineato inoltre che bisogna pagare la forza lavoro e a quel punto la carenza di manodopera scomparirà.

Non esiste una carenza di manodopera, così come non c’è carenza di Ferrari o caviale,

riferisce Világgazdaság che abbia aggiunto il presidente dell’Associazione Nazionale dei Consigli dei Lavoratori.

Le aziende ungheresi avevano già espresso l’intenzione di incrementare i salari lo scorso inverno: per più informazioni clicca qui.