La prossima primavera porterà un importante cambiamento per i clienti retail che utilizzano il mobile banking di OTP Bank.
A partire dal 1° marzo 2022, l’istituto di credito lancerà la nuova applicazione mobile di OTP Bank, che insieme alla nuova Internet Bank è disponibile per tutta la clientela dall’agosto dello scorso anno, sta diventando sempre più popolare.
Quasi 400.000 persone si sono già registrate per il nuovo servizio entro ottobre di quest’anno. La ragione di questa crescente popolarità è la grande varietà di servizi che l’ istituto di credito fornisce ai suoi clienti.
Tutte le funzioni attualmente disponibili nella SmartBank retail saranno disponibili nella nuova applicazione OTP Mobilbank, attesa per la prossima primavera.
In seguito al lancio della nuova applicazione i clienti potranno utilizzare solo la nuova applicazione mobile.
Dopo l’interruzione della SmarBank retail, i clienti retail della banca saranno ancora in grado di accedere all’applicazione, ma solo la registrazione identificata della nuova Internetbank e Mobilbank sarà disponibile per loro all’interno dell’applicazione.
I clienti che vogliono già registrarsi per i nuovi servizi digitali possono iniziare la loro registrazione dalle “vecchie” applicazioni – SmartBank, OTPdirekt internet bank -, dal sito web di OTP Bank, o scaricando la nuova applicazione mobile banking dall’App Store o da Google Pay.
Una volta scaricata, i clienti possono creare il loro nuovo conto utente digitale con pochi semplici passi per firmare un accordo sui servizi digitali. Potranno poi provare le nuove funzionalità di internet banking e mobile banking.
Il tasso di disoccupazione, dal 2012, in Ungheria, è sempre stato al di sotto della media Europea. Un lavoro che va avanti negli anni e che, nonostante qualche piccolo intoppo legato alla pandemia, continuerà nei prossimi mesi per cercare di ritornare nel periodo pre covid. Il terzo trimestre del 2021 ha fatto registrare un decremento, con il tasso di disoccupazione che scende dal 4,1% al 3,9%, avvicinandosi sempre di più al 3,4% del 2019.
I dati ufficiali del Governo
Durante l’evento “Job Shortage: il punto di vista delle aziende, proposte” organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria, il segretario di Stato per le politiche per l’occupazione, Sándor Bodó, ha effettuato un’analisi sul momento attuale dell’Ungheria e del percorso di decrescita del tasso di disoccupazione.
Stando ai dati ufficiali nel terzo trimestre del 2021 il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%. Un dato confortevole, stando alle parole del Segretario di Stato, e che rimarca il fatto che la nazione magiara sia di gran lunga al di sotto della media Europea (6,8%).
“Nel 2010 il tasso di disoccupazione era dell’11,2% ed eravamo sopra la media Europea. Ora, a distanza di soli 11 anni possiamo dire di essere sulla strada giusta. Il picco più basso è stato raggiunto nel 2019 con il 3,3% ma abbiamo avuto un leggero rialzo per via della pandemia. Nonostante questo abbiamo affrontato la situazione nel migliore dei modi, concentrandoci principalmente sul mantenere i posti di lavoro già occupati”.
Sándor Bodó, Segretario di Stato per le politiche per l’occupazione
In Ungheria la percentuale di occupazione è del 73,6%, superiore alla media Europea del 68,2%. Anche qui la crescita è stata “esplosiva” negli anni, visto che, nel 2010, l’occupazione era solamente al 54,9%.
Il pensiero di Adecco: ottimizzazione dei dati
Durante l’evento va segnalato un interessante intervento da parte della società di Adecco, tramite Domenico Marra. Secondo loro i dati riguardanti la disoccupazione e l’occupazione andrebbero rivisti secondo una diversa divisione, visto che per esempio, attualmente ci sono tante persone in età occupabile(15-74) che attualmente cercano lavoro senza però trovarlo.
Al momento ci sono circa 195.000 persone che ufficialmente stanno cercando lavoro, mentre in Ungheria, monitorando giornali e siti internet si trovano circa 75.000 posizioni lavorative.
Stando a questi dati il tasso di disoccupazione in Ungheria, secondo Adecco, non è del 3,9% come riferito dai dati ufficiali ma bensì del 6,9%
La carenza di manodopera nel marcato del lavoro
Un altro importante aspetto riguarda la carenza di manodopera nel mercato, un fattore allarmante visto il peggioramento registrato nel periodo post pandemia. Un fattore di cui si sono lamentate sia le aziende ungheresi che quelle di proprietà straniera.
A tal proposito il governo nei prossimi mesi si riunirà per parlare di questa delicata questione ed effettuare una decisione strategica per scegliere tra la manodopera diretta o in somministrazione Tra gli obiettivi quello di evitare che i lavoratori possano cambiare azienda dopo pochi giorni/mesi lasciando i lavori incompleti. Le aziende che maggiormente lamentano di questa carenza di manodopera provengono riguardano costruzioni, industria e servizi.
Aziende che indicano una carenza di manodopera prima/dopo la seconda ondata Aziende che indicano una carenza di manodopera prima/dopo la terza ondata
Parola all’esperta: Judit Grácer
“Finalmente l’Ungheria ha cambiato marcia rispetto al passato e sempre più cittadini hanno un posto lavoro. Nonostante questo ci sono alcuni fattori che rappresentano un rischio per mantenere questa tendenza. Il primo è che il numero degli abitanti nell’età lavorabile sta diminuendo anno dopo anno mentre il secondo fattore riguarda la riduzione dei programmi legati ai lavori pubblici anche se quest’ultimo non si sa ancora come e di quanto si riuscirà ad integrare questo settore di manodopera nel mercato del lavoro primario.
A causa dei fenomeni sopraindicati, la crescita potrà continuare ancora ma purtroppo si prevede un rallentamento per il futuro. Il numero attuale degli abitanti che lavorano ammonta a 4.687.000 persone. La disoccupazione però potrà diminuire circa al 3% prima di fermarsi. Il limite di età del pensionamento viene aumentato continuamente e fino al 2022 garantirà le risorse umane per il mercato del lavoro. Sicuramente ci sarà bisogno di implementare ulteriori provvedimenti per poter integrare oppure reintegrare sempre di più le persone inattive nel mercato del lavoro.
L’obiettivo è quello di superare sempre di più il numero attuale dei dipendenti cioè la proporzione dell’occupazione che adesso ammonta al 65%.
Judit Gráczer, ITL HR Leader
ITL HR SOLUTIONS – per le aziende interessate: info@itlgroup.hu
Dal 2022 aumenterà il salario minimo per i lavoratori: ufficiale la firma sul nuovo accordo di cui avevamo giá anticipato la notizia su Economia.hu.
È ormai ufficiale. Dal 2022 il salario minimo per i lavoratori subirà un incremento. Il governo, insieme ai rappresentanti dei sindacati e dei datori di lavoro, ha firmato il nuovo accordo. Dal prossimo anno il salario minimo per il personale qualificato salirà a 260.000 HUF mentre quello per i non qualificati sarà di 200.000 HUF (lordo).
Un intervento, quello del governo, che era stato già annunciato in precedenza da Sándor Bodó, segretario di Stato per le politiche per l’occupazione, durante l’evento “Job Shortage: il punto di vista delle aziende, proposte” organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria.
Andamento dei salari minimi garantiti dei lavoratori qualificati
Un percorso che va avanti ormai da anni e che rappresenta uno degli aumenti più importanti dagli anni 2000. Il salario minimo dei lavoratori qualificati subirà infatti una crescita del 18,7% mentre quello dei non qualificati del 19,5%.
Andamento dei salari minimi garantiti dei lavoratori non qualificati
I sussidi del governo: riduzioni fiscali
Per far fronte a questo aumento salariale il governo andrà comunque incontro ai datori del lavoro. Per il 2022 tra gli obiettivi c’è quello di ridurre gli oneri pubblici sul lavoro del 4%, tramite riduzione dell’aliquota fiscale del 2,5% e l’abolizione del contributo alla formazione professionale dell’1,5%.
Si lavorerà ancora sulla riduzione dell’imposta sui contributi sociali, che, dal 2016 al 2020 hanno subito una diminuzione dell’11,5%, passando dal 27% al 15,5% dello scorso anno. La tassa sulle piccole imprese passerà invece dall’11% al 10%. L’imposta sulle società, come da accordi precedenti, è stata già ridotta dal 1 gennaio del 2017 al 9%. Le imposte sui redditi delle persone fisiche (Szja) saranno portate al 15% con esenzione completa per le persone sotto i 25 anni.
Parola all’esperta: Judit Gráczer
“L’aumento dei salari minimi garantiti è stata una decisione molto gradita nel mercato del lavoro sia da parte dei dipendenti e sindacati sia da parte dell’Associazione dei datori di lavoro. Dobbiamo però considerare che in Ungheria il salario minimo non è mai stato adeguato a garantire la sopravvivenza delle famiglie. Risulta essere un importo minimo indicativo, come base al quale i sussidi e le agevolazioni di previdenza sociale vengono calcolati dallo stato ungherese.
Per questo motivo i datori di lavoro internazionali ed anche ungheresi che pensano di voler pagare soltanto il salario minimo nazionale per i manovali ed il salario minimo garantito per gli operai specializzati, sicuramente non possono pianificare a lungo termine. Le imprese che ragionano così si tagliano fuori dal mercato del lavoro e perdono la loro competitività nella ricerca di manodopera in certe zone industrializzate nel paese. “
Judit Gráczer, ITL HR Leader
ITL HR SOLUTIONS – per le aziende interessate: info@itlgroup.hu
Il Ministero delle Finanze ungherese ha presentato un disegno di legge ai legislatori che ridurrebbe il contributo di sicurezza sociale dei datori di lavoro di 2,5 punti percentuali e eliminerebbe il contributo di 1,5 punti percentuali per la formazione professionale.
Il progetto di legge è dtato presentato per essere valido dal 1° gennaio 2022.
La riduzione combinata di quattro punti percentuali del carico fiscale dei datori di lavoro sul lavoro al 13% era una condizione di un accordo raggiunto all’inizio di novembre per aumentare il salario minimo di oltre il 19%.
Il salario minimo per i lavoratori non qualificati è destinato a salire a 200.000 HUF mensili lordi, mentre il salario minimo per i lavoratori qualificati sale a 260.000 HUF dall’inizio del prossimo anno.
Il progetto di legge presentato dal ministero ridurrebbe anche il tasso dell’imposta sulle piccole imprese (KIVA) di un punto percentuale al 10% e il contributo semplificato alle entrate pubbliche (EKHO) dal 15,5% al 13%.
Il progetto di legge estenderebbe l’agevolazione dell’imposta locale sulle imprese (HIPA) alle PMI fino al 2022.
“L’obiettivo dell’Agenzia ungherese per lo sviluppo delle esportazioni (HEPA) è di aumentare la quota delle piccole e medie imprese nelle esportazioni ungheresi dall’attuale 20% a più del 30%”.
Ha detto Péter Kocsis, il vice direttore dell’agenzia per lo sviluppo del business e le relazioni aziendali, alla conferenza professionale online di ieri sull’ingresso nei mercati esteri.
Kocsis ha indicato che, secondo i sondaggi, 25.000-30.000 PMI nazionali esportano, mentre l’80% di tutte le esportazioni ungheresi sono fatte da grandi aziende.
Il vice direttore ha sottolineato che i paesi che si basano principalmente sulle PMI per le esportazioni sono più forti nel potenziale di innovazione e nella competitività economica.
Ha aggiunto che il 78-80% delle esportazioni ungheresi vanno verso l’Unione europea, ma l’HEPA sta lavorando per fornire alle imprese strumenti che rafforzano le vendite al di fuori dell’UE.
Ungheria nella top 40 della classifica per gli investimenti nelle energie rinnovabili
L’Ungheria è entrata nella top 40 dei paesi più attraenti per gli investimenti in energie rinnovabili quest’anno.
La classifica globale di EY è in gran parte dovuta al sostegno del governo per i sistemi solari fotovoltaici.
Lo studio della società di consulenza internazionale dice che, oltre allo sviluppo della rete, la sostituzione della generazione di energia basata sul carbone è essenziale per ridurre le emissioni di carbonio e soddisfare gli obiettivi dell’UE.
L’Ungheria e la Polonia sono gli unici paesi della regione dell’Europa orientale ad entrare nella top 40. Secondo il rapporto internazionale, il mercato ungherese sta crescendo costantemente.
L’obiettivo dell’Europa di ridurre le sue emissioni di gas serra al 55% dei livelli del 1990 entro il 2030 sarà una sfida per le economie che sono fortemente dipendenti dalla produzione di energia basata sul carbone.
Sia le risorse dell’UE che quelle del governo sono essenziali per sviluppare le reti, la tecnologia e i mezzi finanziari per fare la transizione verso un’economia a zero emissioni.
Il mercato globale ha già iniziato a promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili, ma gli operatori del settore devono continuare a sviluppare la loro infrastruttura di distribuzione per consentire una transizione senza problemi.
L’evento, lanciato per la prima volta nel 2015 dal Governo Italiano in connessione con l’Expo di Milano, con l’obiettivo di celebrare e promuovere le tradizioni della cucina italiana in tutto il mondo.
Da allora la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è diventata una tradizione per tutti gli appassionati di tutto il mondo.
Merito anche delle isituzioni italiane in territorio internazionale e oltreoceano, che promuovono le attività e gli eventi per far conoscere la cucina regionale e i prodotti tradizionali italiani.
Durante l’intera settimana gli appassionati della cucina italiana nel mondo potranno parteciparea ad eventi come convengni, masterclass e degustazioni in cui sarà possibile imparare a riconoscere le specificità degli ingredienti Made in Italy.
Ogni edizione è accompagnata da un tema specifico, per quest’anno il tema principale della VI edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo riguarda i vini biologici italiani e i prodotti della dieta mediterranea.
Visita il sito webItalian Festival per conoscere tutti i dettagli dell’iniziativa e gli eventi dedicati a tutti gli appassionati della cucina italiana in Ungheria.
Dal 29 novembre al 5 dicembre 2021 si svolgerà a Budapest il più prestigioso incontro diplomatico internazionale sullo sviluppo sostenibile che riguarda gli Stati dell’Europa centrale. Stiamo parlando del Planet Budapest 2021 Sustainability Expo and Summit, evento che si terrà nel Padiglione C dell’Hungexpo Budapest Congress and Exhibition Center.
Durante l’evento i principali responsabili politici, accademici e funzionari di alto livello di organizzazioni internazionali esporranno le loro opinioni e idee su questioni chiave riguardanti lo sviluppo sostenibile,concentrandosi sulle soluzioni alle sfide ambientali, economiche e sociali globali.
L’obiettivo dell’evento è quello di cercare di promuovere la sostenibilità trovando la giusta direzione (e quindi cosa cambiare) nel mondo post coronavirus.
“Il futuro è già iniziato con le nostre azioni di ieri. Ora la domanda è in quale direzione è diretto, e sta ancora a noi come lo modelliamo”
János Áder, presidente dell’Ungheria, patrono del pianeta Budapest 2021
Il Planet Budapest 2021 sarà anche una grande opportunità per le imprese dei paesi del Gruppo Visegrad che avranno la possibilità di promuovere durante l’evento “The Nature Friendly Development – Sustainability Expo” lo sviluppo sostenibile presentando i loro prodotti, servizi ed innovazioni tecnologiche dedicate alla modernizzazione dell’industria alimentare, la gestione dell’acqua, il settore energetico, la gestione dei rifiuti, i trasporti e le città e le case, oltre a promuovere un passaggio verso lo sviluppo sostenibile.
In quest’epoca di economia circolare, anche i produttori e rivenditori ungheresi di bevande hanno elaborato un piano per restituire al consumatore una cauzione su bottiglie e lattine per aumentarne il tasso di riciclaggio.
Anche se non sono ancora stati resi noti i dettagli, l’ Ungheria si prepara a seguire la scia di altri paesi europei, tra cui Irlanda ed Italia, ed istituirà il sistema di deposito cauzionale per ridurre la generazione di rifiuti ed estenderne la vita produttiva.
Senza un’adeguata gestione dei rifiuti la plastica finisce in vari ecosistemi creando un danno al Nostro ambiente. La rigenerazione è l’unico strumento per evitare la dispersione degli scarti „(nel mondo)” contribuendo quindi alla salvaguardia del Nostro pianeta. Dobbiamo cambiare il Nostro modo di agire riguardo l’uso e lo smaltimento delle risorse. – Silvia Merighi, fondatrice di MSP Group, broker nel settore del riciclo della plastica
Protezione del clima e dell’ambiente
La strategia, preparata dalle associazioni nazionali degli imbottigliatori di acqua minerale e bevande analcoliche, mira a sostenere il lavoro del governo.
Secondo la legislazione approvata l’anno scorso, i depositi di bottiglie e lattine saranno introdotti da luglio 2023. Questa misura rientra nello schema di salvaguardia del clima e dell’ambiente varata dal governo.
L’Ungheria si appresta a rispettare gli accordi presi in materia di ambiente, il tutto avverrà entro il 2050 grazie a dei notevoli investimenti riguardanti lo sviluppo per aumentare l’efficienza della produzione e dell’uso risorse rinnovabili. Ad annunciarlo è stato il Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia László Palkovics durante la Conferenza sull’Energia dell’Europa centrale svoltasi a Bratislava.
“Abbiamo raggiunto una grande crescita nella produzione di energia solare, che è una delle più grandi fonti di energia alternativa. Il numero di ore di sole è relativamente alto, a differenza di quelle di vento. Il paese ha già 2,6 GW di capacità di produzione quest’anno e un ulteriore 500 MW di capacità è in costruzione. L’obiettivo è costruire 6 GW di capacità di produzione entro il 2030”
László Palkovics , Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia
Negli ultimi decenni l’Unione Europea ha messo in atto un’ampia gamma di normative ambientali. Grazie a queste azioni, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo è stato ridotto.
I cittadini dell’UE godono di una delle migliori qualità dell’acqua al mondo e oltre il 18% del territorio dell’UE è stato designato come aree protette per la natura. Nonostante ciò, ci sono ancora molte sfide da affrontare. A guidare le politica ambientale europea fino al 2020 sarà il 7° Programma d’azione per l’ambiente (EAP, ma al fine di dare una direzione a lungo termine, definisce una visione di dove vuole che l’Unione Europea arrivi entro il 2050.
Il nuovo appuntamento LIVE “Oggi incontriamo…” lanciato da Economia.hu vede al centro della serie di incontri la neonata associazione Unindustria Ungheria.
Argomenti cruciali del primo incontro sono stati i benefici e vantaggi della partecipazione a Unindustria Ungheria, e l’importanza dell’approccio Etico, Sostenibile e Creativo al Business.
Il primo ospite è stato immancabilmente il Presidente di Unindustria Ungheria, il Dott. Roberto Massucco.
L’intero incontro è stato moderato dal Dott. Alessandro Farina, Amministratore Delegato di ITL Group, Vicepresidente di Unindustria Ungheria. Dopo i primi saluti e i ringraziamenti, il Dott. Alessandro Farina introduce il nostro ospite.
Dott. Alessandro Farina:Roberto Massucco è il Presidente di Unindustria Ungheria. Dietro ogni carica c’è sempre la storia di una persona e oggi abbiamo il piacere di scoprire la tua. Nato a Torino con studi compiuti negli Stati Uniti e una laurea in Giurisprudenza, una nobile presenza nell’Arma dei Carabinieri e poi negli anni successivi l’arrivo in Ungheria. Raccontaci com’è nato questo percorso che ti ha portato in terra ungherese.
Dott. Roberto Massucco: Come hai detto giustamente nella breve introduzione, sicuramente vado fiero di aver fatto parte dell’Arma dei Carabinieri come ufficiale, questo mi ha segnato nella mia vita, nella mia carriera e in tutto quello che faccio. Carriera variegata, laurea in Giurisprudenza, ho avuto varie esperienze in vari settori. Nel 2007, mio cugino, innamorato dell’Ungheria e titolare dell’azienda, mi chiese se avevo intenzione di tornare a lavorare nell’impresa di famiglia. L’azienda di famiglia, fondata nel 1882 da un mio bisnonno, nel Canavese (un territorio vicino Torino) si distingue per la lunga tradizione nello stampaggio a caldo dell’acciaio. Negli anni 2000, l’azienda si stabilisce in terra ungherese, a Debrecen. Qui mio cugino è riuscito a costruire una Joint Venture con il suo più grande cliente di allora, la Fag, creando uno stampaggio in Ungheria. L’iniziativa di muoversi in Ungheria nasce dal sogno che aveva mio cugino, ovvero quello di creare qualcosa in terra magiara, perché era stato fortemente colpito dallo spirito ungherese quando da bambino nel ‘56 aveva visto in televisione i carri armati sovietici entrare a Budapest. Il progetto è cresciuto e quando nel 2007, mi ha chiesto di rientrare nell’azienda di famiglia, mi ha fatto molto piacere, e quindi mi sono trasferito qui in Ungheria, dove ho messo radici. Ad oggi, sono molto contento per aver fatto questa scelta!
A:Quindi insomma sono 15 anni che ti trovi in terra magiara?
R:15 anni! Purtroppo non parlo la lingua, ho provato diverse volte ma, come tutti sanno, l’ungherese è estremamente difficile e richiede grande motivazione e molto tempo. E riesco a vivere e lavorare qui a Debrecen parlando in italiano e inglese.
A:Eggiá! Io mi sono trasferito in Ungheria qualche anno prima di te. La prima azienda inglese per cui ho lavorato aveva anche un ufficio anche a Debrecen. Ed, ogni volta che venivo restavo affascinato perché Debrecen è una città che ha una forte tradizione universitaria, già all’epoca molto interessante. Tra l’altro sono venuto a visitare i vostri stabilimenti qualche tempo fa e avete una dimensione decisamente importante a livello locale, come capannoni, strutture, impianti di produzione!
R:Sì, la città in questi ultimi 6/7 anni è esplosa, e devo dire che noi li abbiamo seguiti perché anche la nostra attività è esplosa. Ormai, all’interno dello stabilimento, sono presenti dei robot che si occupano dello stampaggio e così nella torneria che si abbina alla fabbrica di stampaggio che è stata costituita. Quindi i robot, la quarta rivoluzione industriale, l’industria 4.0, è entrata e sta entrando anche qui per tenerci al passo coi tempi.
Video intervista Live “Oggi incontriamo… Roberto Massucco”
A: Verissimo. Viviamo in un paese che ha visto la presenza di molte aziende multinazionali che ormai lavorano a livelli altissimi dal punto di vista tecnologico e ci aiutano a vedere uno sviluppo molto importante anche delle risorse umane. Questo crea un ambiente sempre più competitivo tra le imprese che lavorano nel territorio. In questo contesto, nell’ultimo anno è stato creato il progetto di Unindustria Ungheria. Nato dal desiderio di unire un certo numero di persone, di imprese, di dirigenti italiani che operano in Ungheria da diversi anni nei settori più disparati: nello stampaggio, nell’agroalimentare e nell’elettronica. Progetto che appunto ti vede nominato in modo unanime come presidente di Unindustria Ungheria. Raccontaci un pò che cos’è Unindustria, come nasce quest’idea e quali sono le linee guida iniziali che ci siamo dati, dato che è un progetto nato da pochissimi mesi.
R: Non mi dilungheró nella spiegazione, perché essendo noi italiani, conosciamo Confindustria e sappiamo come opera in Italia e con le diverse entità a livello locale nelle regioni. Confindustria ha al suo interno, creato Confindustria Est Europa che ha l’onere di sviluppare i rapporti nelle varie territoriali in Europa. Non esistendo ancora Confindustria Ungheria, abbiamo l’obiettivo di seguire un iter procedurale per ottenere il riconoscimento di Confindustria e diventare a tutti gli effetti una territoriale di Confindustria Italia.
Siamo un gruppo di imprenditori, una ventina di aziende che hanno tra i primi obiettivi quello di sviluppare i propri contenuti e consolidare il progetto. Sicuramente, vogliamo unire le aziende per creare il cosiddetto “sistema Italia”. Vogliamo fare squadra e creare qualcosa di diverso, vogliamo essere a favore della comunità di imprenditori italiani. Ci sono altre istituzioni in Ungheria, noi non nasciamo come alternativa ma crediamo nell’unione e nella collaborazione per riuscire ad avere, insieme, come aziende italiane un peso specifico.
Ricordo che questa è un’associazione totalmente privata, quindi i soci partecipano in modo volontario. Si vuole cercare di raggiungere un numero critico per tutelare il sistema Italia. Oggi crescere è il nostro obiettivo perché la nostra voce possa essere ascoltata anche negli ambienti istituzionali ungheresi.
A: Ecco, per fare questo una delle responsabilità che come imprenditori e come imprese abbiamo è quello di portare una linea guida negli aspetti della parte etica, sostenibile e creativa che accompagna il mondo del lavoro di oggi, che sta diventando sempre più importante e non ci si puó più esimere da come si conduce le attività. Quindi penso che Unindustria debba essere portatrice di valori oltre che di progetti.
R: Assolutamente si! Come hai detto tu, dobbiamo essere sempre di più un punto di riferimento per chi lavora con noi. Ho visto recentemente su LinkedIn appaiono post che ci portano a riflettere sulla differenza tra capo e leader. Io credo fermamente nella necessità di essere leader.
L’etica e la sostenibilità devono essere i valori guida di Unindustria e devono aiutare tramite Unindustria tutte le aziende a muoversi in quella direzione perchè siamo entrati in una nuova dimensione, con dei nuovi rapporti di lavoro all’interno delle aziende. É importante dare sempre piú attenzione alle persone che lavorano con noi e a chi ci segue perché noi transitiamo in questo mondo e dobbiamo lasciare un’impronta positiva. Dobbiamo essere noi a trainare ma dobbiamo anche riuscire a spingere avanti le persone per creare un ambiente più sostenibile per il nostro futuro e per i nostri figli.
A:In merito a questo, Unindustria avrà un primo incontro il prossimo 29 novembre. Unindustria è nata durante la pandemia con tutte le complicazioni dell’online. Prima tra tutte quella di apporre firme sui documenti da remoto da parte di oltre 20 persone e quant’altro e finalmente c’è un primo momento in cui ci si incontra di persona. Qual è il tuo primo obiettivo del 2022?
R:Il primo obiettivo è riuscire a creare più attenzione e far aderire più aziende al progetto, per concentrarsi sui risultati. Ad esempio uno dei problemi in Ungheria è la scarsità della manodopera e dell’offerta. Come hai detto poco fa Debrecen è una città universitaria e bisogna cercare di avvicinarsi alle università per cogliere dei talenti. Riuscire a sviluppare delle dinamiche che supportino le aziende che partecipano a questo progetto nel trovare soluzioni vantaggiose. Quindi ci sarebbero tantissime cose da fare e in 40,50, 60 aziende insieme si riescono a raggiungere piú risultati.
A:Da parte nostra, saremo lieti di mettere le nostre idee sul tavolo, siamo a disposizione.
R: Grazie mille. Spero che altre realtà decideranno di unirsi a noi. Ringrazio te e il tuo staff per questa prima occasione di confronto.
Il BUX ha chiuso in negativo la prima seduta seduta settimanale, terminando le contrattazioni del lunedì a -0.99%. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione dell’indice ha chiuso in positivo solo MOL che ha guadagnato l’1.94% mentre OTP Bank, Richter e Magyar Telekom hanno perso rispettivamente il 3.01%, l’1.00% e lo 0.92%.
Martedì mattina il KHS ha pubblicato il dato relativo alla crescita del PIL ungherese nel terzo trimestre dell’anno che è risultata pari al 6.1% su base annua, in rallentamento rispetto al 17.8% registrato nel secondo trimestre. Nel primo pomeriggio la Banca Centrale Ungherese ha deciso di aumentare il tasso di interesse di riferimento di 30 punti base a 2.1%.
Il principale indice della Borsa di Budapest ha chiuso la seduta vicino alla parità, a +0.06%. Contrastati i titoli principali: MOL e Richter sono scesi dello 0.56% e dello 0.30% mentre OTP Bank è salita dello 0.48% e Magyar Telekom ha guadagnato lo 0.81%.
Il BUX ha terminato le contrattazioni del mercoledì in ribasso dello 0.52%. Sono scesi OTP Bank, Richter e Magyar Telekom che hanno perso rispettivamente lo 0.90%, l’1.01% e lo 0.34% mentre è salita MOL che ha chiuso in guadagno dello 0.24%.
Da segnalare la performance di CIG Pannonia che ha guadagnato il 2.74% dopo aver riportato i risultati del terzo trimestre che hanno mostrato un aumento dei ricavi del 17% e un aumento dell’utile netto del 7% su base annua.
Giovedì la Banca Centrale Ungherese ha aumentato il tasso di deposito ad una settimana di 70 punti base a 2.50%. Il principale indice azionario ungherese ha terminato in guadagno dello 0.86%. Ancora una volta contrastati i titoli a maggiore capitalizzazione: OTP Bank e MOL sono saliti del 2.07% e dello 0.40% mentre Richter ha perso lo 0.42% e MTel è scesa dello 0.12%.
Negativa l’ultima seduta settimanale con il BUX che ha terminato la giornata del venerdì in discesa dell’1.00%. Tra i titoli principali OTP Bank ha perso lo 0.94%, MOL è scesa del 3.26%, Richter è salita dell’1.33% e Magyar Telekom ha chiuso in ribasso dello 0.35%.
L’indice BUX ha segnato una performance settimanale di -1.59%. Tutti in negativo nella settimana i titoli a maggiore capitalizzazione dell’indice con OTP che ha perso il 2.36%, MOL è scesa dell’1.30%, Richter ha chiuso in ribasso dell’1.41% e MTel è scesa dello 0.92%.
Dal 1 novembre 2021 è in vigore il Decreto Governativo n. 598/2021. (X.28.) ”Sulla protezione dei luoghi di lavoro contro il coronavirus”
Il regolamento ha lo scopo di garantire che, su proposta delle organizzazioni dei datori di lavoro, le società, le imprese e le istituzioni abbiano il diritto di esigere la vaccinazione dei dipendenti contro il coronavirus SARS-CoV-2 (per brevità: ”vaccinazione”) come condizione di impiego, qualora lo ritengano necessario per la sicurezza dei lavoratori impiegati.
Il datore di lavoro può esigere la vaccinazione di un dipendente che non è stato vaccinato prima dell’entrata in vigore del presente regolamento come condizione di impiego, a meno che il dipendente non sia esentato dalla vaccinazione. É necessario sottolineare che tale decisione del datore di lavoro deve essere debitamente motivata. Come minimo, una valutazione interna del rischio dovrebbe essere fatta per determinare quali lavori e condizioni di lavoro giustificano l’imposizione della vaccinazione. Senza questo, sarebbe difficile per il datore di lavoro verificare a posteriori che la sua decisione sia stata giustificata e ben ponderata.
Non è tenuto ad essere vaccinato il dipendente che é controindicato per ragioni mediche ed è supportato da un parere medico in conformità con la seguente regola: il giudizio medico è rilasciato su iniziativa del lavoratore dal medico dell’Istituto sanitario competente sul territorio del datore di lavoro o, in mancanza di ciò, da un altro medico autorizzato a valutare l’idoneità del lavoratore all’attività in questione o, in mancanza, dal medico generico del lavoratore.
Il datore di lavoro deve comunicare il termine per la vaccinazione, che non può essere più breve di 45 giorni nel caso di un vaccino monodose o per la prima dose di vaccino nel caso di un vaccino a due dosi. Nel caso di un vaccino a due dosi, la data della seconda dose è indicata dal medico che ha effettuato il vaccino. Il datore di lavoro informa il dipendente, per via elettronica (email) o in forma scritta della regolamentazione, del termine per la vaccinazione e delle possibili conseguenze legali della mancata vaccinazione del dipendente.
Ai fini del presente regolamento, possono essere presi in considerazione solo i vaccini COVID – 19 autorizzati nell’Unione Europea o in Ungheria ed utilizzati per la vaccinazione del pubblico.
COSA FARE SE IL PERSONALE NON VUOLE VACCINARSI ? COME PUÒ IL LAVORATORE CERTIFICARE LA PROPRIA VACCINAZIONE?
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Il Ministro ungherese per l’Innovazione e la Tecnologia László Palkovics e il Ministro cinese del Commercio Wang Wentao hanno firmato protocolli d’intesa sulla cooperazione per accelerare la transizione verso un’economia digitale e far crescere gli investimenti verdi.
La Cina ha avviato la firma di accordi simili con 50 paesi dopo che un consenso è stato raggiunto al vertice Cina-CEE di febbraio sull’espansione della cooperazione nell’economia digitale e verde. L’Ungheria è stata la prima a firmare degli accordi che coprono entrambe le aree.
Sulla base degli accordi, le parti lavoreranno insieme per accelerare la transizione digitale in tutti i settori dell’economia attraverso l’adozione di nuove forme e modelli di business, le competenze digitali nell’istruzione e la tecnologia digitale nell’innovazione.
Una cooperazione reciprocamente vantaggiosa sarà stabilita e approfondita nell’economia verde e nell’energia pulita, combinandosi con le strategie e le politiche settoriali e facendo avanzare gli sviluppi verdi.
Il futuro dell’economia è high-tech e verde ovunque nel mondo. Le relazioni bilaterali nei settori orientati al futuro e basati sulla conoscenza devono essere rafforzate allo stesso modo, in linea con le tendenze globali. L’Ungheria ha già fatto della Cina il suo partner più importante nella regione: abbiamo costruito insieme la più grande centrale solare dell’Europa centrale a Kaposvár.
Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia László Palkovics
fondi immobiliari e azionari hanno ottenuto un sostegno di 169 miliardi di fiorini dal Programma di capitale di Gábor Baross
Grazie ad una sovvenzione di 2,3 miliardi di HUF totali del Ministero delle Finanze , tre aziende ungheresi, CE Glass, FHL Björn e Terran , potranno espandere la loro capacità produttiva e potenziare la tecnologia Industry 4.0. Si tratterrà di un investimento combinato di 5,3 miliardi di HUF.
CE Glass produce vetro architettonico, FHL Björn fornisce all’industria automobilistica tubi ed ingranaggi, e Terran produce tegole per tetti, compresi modelli con pannelli solari incorporati.
Firmando i contratti per la concessioni, il Ministro delle Finanze Mihály Varga ha dichiarato che nel 2021 sono stati stanziati 50 miliardi di HUF per gli investimenti destinati alle grandi imprese. Dall’inizio del programma invece sono stati stanziati 200 miliardi di HUF, con circa 500 miliardi di HUF di investimenti.
Al via la prima edizione del Diversity Smart Summit. Un format di convegno innovativo che sfrutta Internet per sensibilizzare persone e imprese sui temi della gender diversity.Dal 23 al 25 novembre, ogni giorno sarà possibile partecipare ai convegni in programma, disponibili gratuitamente per tutte le persone iscritte.
É – purtroppo – ancora molto importante parlare oggi in Italia di uguaglianza di genere e promozione di opportunità. Con il summit abbiamo cercato di parlare di questo tema da prospettive diverse e non convenzionali, con contributi accademici, del settore privato, delle istituzioni e delle forze armate. Solo considerando il tema nella sua complessità possiamo essere in grado di definire strumenti e soluzioni che siano veramente inclusici e promotori di giustizia sociale. Viviana Premazzi – Founder di GMD Global Mindset Development
I protagonisti di questa edizione sono: Stefania Pertusi Global VP di Tetra Pak, Viviana Premazzi fondatrice di Global Mindset Development, Mariangela Cassano e Giusi Miccoli per DEA#donnecheammiro, Maura Di Mauro docente di Management Culturale all’Università Cattolica, Barbara De Micheli Head della Social Justice Unit di Fondazione Giacomo Brodolini, Vito Samarelli di CIMIC Nato Group.
L’evento è organizzato da Weevo e Global Mindset Development, da un’idea di Gabriele Carboni e Stefania Pertusi. Hanno concesso il patrocinio: Kotler Impact (società fondata da Philip Kotler), DEA#donnecheammiro, Fondazione Giacomo Brodolini, Bet She Can e Manager Italia. Il media partner dell’iniziativa è Il Giornale delle PMI.
Dal 23 al 25 novembre almeno 12 relatori e relatrici parleranno di diversità, in particolare in relazione al genere, in convegni virtuali di circa 25 minuti. I convegni saranno fruibili sotto forma di video, attraverso questa piattaforma.
Tutti gli utenti registrati avranno accesso grautitamente ai video in programma giorno per giorno.I convegni saranno disponibili alla visione anche successivamente al loro giorno di trasmissione, previo acquisto dello SmartPass.
Defactoring Pénzügyi Szolgáltató ha annunciato ieri il lancio della prima fase da 1 miliardo di HUF di un parco logistico che sta costruendo a Biatorbágy (20 km a sud-ovest di Budapest).
La società prevede di investire un totale di 8,5 miliardi di HUF nel LogiCube Park, costruendo 21.000 mq entro il 2028.
La prima fase del progetto, che rappresenta un investimento di 1 miliardo di HUF, inizierà a novembre di quest’anno, con la consegna prevista nell’ultimo trimestre del 2022.
LogiCube Park, sviluppato come uno sviluppo di Defactoring Zrt. offre spazi sostenibili per magazzini e uffici, principalmente per le piccole e medie imprese.
La prima fase del LogiCube Park vedrà la costruzione di un magazzino e di spazi per uffici associati. Le strutture del parco, che saranno costruite in un totale di quattro fasi, offriranno tra 1.000 e 7.500 metri quadrati di magazzino e spazi per uffici in affitto, oltre al parcheggio interno per gli utenti.
Il progetto è iniziato nel 2015 come un investimento greenfield, dove i compiti più importanti sono stati l’introduzione delle utenze e la costruzione di una strada di accesso di alta qualità. Nella costruzione di un parco ideale soprattutto per le PMI, utilizziamo soluzioni efficienti dal punto di vista energetico che includono sistemi di ingegneria a pompa di calore, l’installazione di pannelli solari e la progettazione di facciate verdi per un isolamento più efficiente e un ambiente più vivibile. Abbiamo già iniziato le trattative di locazione, in cui il nostro partner esclusivo è 108 Agency.
Le richieste salariali dei giovani che iniziano la loro carriera sono leggermente superiori ai dati reali, con una media di 248.800 HUF, secondo un sondaggio condotto dal portale del lavoro Zyntern.com.
I dati dell’Ufficio Centrale di Statistica (KSH) del 2021 mostrano che lo stipendio medio netto in Ungheria sotto i 20 anni è di 165.613 HUF, mentre lo stipendio medio netto per la fascia di età 20-29 anni è di 240.227 HUF.
Le richieste salariali medie più alte sono state determinate dagli studenti nel campo della medicina (299.000 HUF), tecnica/ingegneria (278.900 HUF) e informatica (270.800 HUF). Al contrario, le richieste salariali più basse erano tra i giovani che studiavano e lavoravano nella formazione professionale (219.000 HUF), nella pedagogia (212.000 HUF), nelle arti (221.000 HUF) e nelle scienze umane (222.000 HUF). Il questionario è stato completato da più di 4.000 giovani di 13 discipline.
In generale però è necessario tener conto il considerevole aumento che ha avuto la somma del salario minimo e del salario minimo per i lavoratori qualificati rispetto all’inizio dello scorso decennio, che a confronto è quasi raddoppiata.
Per approfondire su questo punto vai al nostro articolo sui salari.
Da sabato torna obbligatorio l’uso della mascherina nei locali chiusi
Da sabato 20 (dalla mezzanotte di venerdí 19), sará nuovamente obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi, ha annunciato giovedì 18 novembre in questo video Gergely Gulyás. Ad oggi era obbligatoria sui mezzi di trasporto, ospedali/ambulatori e teatri/cinema.
Per quanto riguarda l’uso della mascherina, ha affermato che è obbligatorio indossare la mascherina ovunque siano regolarmente presenti più di cinque persone in un locale commerciale.
Nelle scuole, la decisione di far indossare la mascherina spetta ai presidi.
Eccezioni all’uso delle mascherine sono gli uffici e gli impianti sportivi.
Obbligo di terza dose per sanitari potrà essere esteso agli statali
Gergely Gulyás ha anche annunciato che la terza vaccinazione è stata resa obbligatoria per gli operatori sanitari. Si prevede anche di ordinarlo nell’amministrazione statale.
Ha aggiunto che gli eventi più grandi di cinquecento possono ancora essere frequentati con un nulla osta di sicurezza.
Cecília Müller: chiedo ai non vaccinati di vaccinarsi la settimana prossima
Con 6,013,007 persone vaccinate in Ungheria, la direttrice sanitaria nazionale, Cecília Müller, ha anche affermato in un video pubblicato giovedì sulla pagina Facebook del governo che una variante delta plus del coronavirus è già stata rilevata in Ungheria ed ha invitato a vaccinarsi durante l’apposita “settimana dell’azione vaccinale” prevista dal 22 al 28 novembre.
Presso questi ospedali sará infatti possibile vaccinarsi senza prenotazione, portando un modulo precompilato. Durante la settimana dell’azione vaccinale, che inizia lunedì, non solo la terza, ma anche la prima e la seconda vaccinazione possono essere effettuate in molti punti di vaccinazione in tutto il paese, ha sottolineato Cecilia Muller.
La direttrice sanitaria ha sottolineato che le istituzioni sanitarie ungheresi stanno “saturando” e curando sempre più pazienti con coronavirus in ospedale e che il numero di nuove infezioni al giorno sta aumentando in modo significativo.
Cecília Müller ha chiesto alle persone di età superiore ai 18 anni di assumere la dose di richiamo quattro mesi dopo la seconda vaccinazione. Qui il sito per prenotare il vaccino.
Realizzare una reale parità di genere, con una società e un’economia più inclusive, è una priorità assoluta per 8 persone su 10 nei Paesi del G20. É il World Economic Forum a stimare che colmare il divario di genere può aumentare il PIL in media del 35%. Quattro quinti di questi guadagni derivano dall’aggiunta di personale alla forza lavoro, ma un quinto dei guadagni è dovuto all’effetto positivo della diversità di genere sulla produttività. Gli studi hanno anche dimostrato che la performance finanziaria delle imprese migliora con consigli di amministrazione più paritari. Oggi le donne hanno ancora solo i tre quarti dei diritti legali degli uomini, in media, e meno della metà dei paesi del mondo ha la stessa retribuzione. Affrontare questo problema è essenziale per combattere l’uguaglianza di genere e alimentare la ripresa globale da COVID-19, scrivonoesperti della Banca Mondiale.
Progressi e rallentamenti nell’uguaglianza di genere in Ungheria dal 2010 al 2020.
Con 53,4 punti su 100, l’Ungheria è al 26° posto nell’UE nell’indice di uguaglianza di genere dell’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere, EIGE. Il suo punteggio è di 14,6 punti al di sotto del punteggio dell’UE ed é inferiore alle media europea in tutte le 6 aree monitorate. Rispetto al 2020 é aumentato dello 0,4. L’indice dell’Ungheria nel 2020 era del 53,0. Dal 2010, il punteggio dell’Ungheria è migliorato solo di 1,0 punto. Con altri paesi che progrediscono più velocemente, la sua classifica è scesa di tre posizioni. Dal 2018, il punteggio e la classifica dell’Ungheria non sono cambiati.
Ogni anno, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere – EIGE – monitora l’indice sull’uguaglianza di genere: un indicatore composito che misura il complesso concetto di uguaglianza di genere e, sulla base del quadro politico dell’UE, aiuta a monitorare i progressi dell’uguaglianza di genere in tutta l’UE nel tempo. L’indice di uguaglianza di genere è stato riconosciuto come uno strumento di misurazione affidabile per l’uguaglianza di genere nell’Unione europea, in un audit effettuato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea.
La prestazione migliore
Il punteggio e la classifica dell’Ungheria sono i più alti nel campo della salute (health) in cui ottiene 86,7 punti e si colloca al 15° posto tra tutti gli Stati membri. Il paese ottiene i migliori risultati nel sottodominio del comportamento sanitario, classificandosi all’11° posto.
Aree con spazio per miglioramento
La disuguaglianza di genere è più pronunciata nel dominio del potere (power: 22,9 punti), in cui l’Ungheria ha continuato a posizionarsi al 27° posto dal 2015. Il punteggio basso in questo dominio può essere attribuito a carenze significative nei sottodomini del processo decisionale politico e sociale.
Work, Participation: Dal punteggio 2020 del 81.3 al 81.1 del 2021
Power: Economic da 23.7 a 23.0 e Social da 25.8 a 24.1.
Health: 87.0 a 86.7
Knowledge: da 57.4 a 57.2
Il più grande miglioramento dal 2010, é stato registrato nel dominio della conoscenza: +2,7 punti. Nonostante questo, in questo ambito, l’Ungheria ottiene complessivamente 57,2 punti e si colloca al 17° posto, un posto in più rispetto al 2010 ma due posti in meno rispetto al 2018.
Un passo indietro
Dal 2010, il punteggio dell’Ungheria è diminuito di 0,6 punti nel dominio del potere. La sua classifica è scesa di quattro posizioni in questo dominio. Le disuguaglianze di genere sono notevolmente peggiorate nel processo decisionale economico (– 14,8 punti).
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