A fine 2021 il fatturato del mercato immobiliare in Ungheria potrebbe aumentare fino al 15%.
Secondo un’analisi della OTP Motgage Bank’s, alla fine dell’anno corrente ci sarà un aumento del fatturato e del livello dei prezzi nel mercato immobiliare che oscillerà tra il 10% ed il 15%. La ricerca è stata condotta sulla base dei dati dell’Amministrazione nazionale delle Imposte e delle Dogane dopo aver confermatoun aumento annuo dell’11% dopo i primi tre trimestri del 2021. Un trend che va in direzione opposta rispetto al mercato delle seconde case, in netto calo nel 2021.
OTP ha infine aggiunto che i dati dell’Ufficio centrale di statistica mostrano un aumento del 17% delle vendite nel primo trimestre e un ulteriore aumento nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Ritorna online, dopo un periodo di inattività per via di alcuni problemi legati ai server, il dizionario economico italiano-ungherese, ungherese-italiano. Il lavoro è stato realizzato da alcuni docenti dell’Università Corvinus di Budapest.
Il progetto
Il dizionario economico è stato realizzato in italiano nel 2014 da alcuni docenti dell’Università Corvinus tramite il sostegno del Fondo Nazionale per la Cultura. Ha lo scopo di soddisfare le esigenze della società moderna, aiutare gli studenti di economia di lingua italiana a imparare la lingua e ad usare l’italiano nel loro lavoro.
Gli autori del dizionario sono i docenti e gli ex docenti dell’Università Corvinus di Budapest in quel momento. L’idea è nata da Zsuzsanna Juhász allora professoressa associata e che precedentemente aveva già compilato dizionari e quindi conosceva bene il linguaggio dell’economia.
Nel team erano presenti Mariarosaria Sciglitano, allora docente di madrelingua italiana e József Horváth e docente in pensione dell’Università. Per la creazione del corpus in lingua ungherese è stato prezioso l’aiuto di István Mihalik, docente in pensione dell’Università, e di Massimo Congiu, storico e giornalista.
Come funziona il vocabolario ?
Il vocabolario si trova online e ha come base l’utilizzo di internet e di un computer (o dispositivo elettronico con accesso al web). Il dizionario stesso usa la consueta notazione del dizionario classico. I titoli sono elencati in ordine alfabetico nell’equivalente italiano, con una breve spiegazione o guida grammaticale. All’interno del dizionario è inoltre possibile trovare alcune note in versione integrale.
Quest’anno l’Ungheria ha firmato accordi con gli investitori stranieri per 57 progetti d’investimento del valore di più di 4 miliardi di euro, ha detto il ministro degli affari esteri e del commercio Péter Szijjártó alla commissione economica del parlamento in un’audizione annuale.
Il governo ha sostenuto questi progetti con sovvenzioni di 200 miliardi di HUF, creando 9.000 posti di lavoro. Un accordo che sarà firmato oggi a Seul dovrebbe aumentare ulteriormente queste cifre, ha aggiunto Szijjártó.
In risposta alla pandemia del coronavirus, il programma di sostegno agli investimenti del governo ha fornito a 1.380 aziende 373 miliardi di fiorini per 900 miliardi di fiorini di progetti d’investimento. Questi investimenti hanno aiutato a preservare 290.000 posti di lavoro, ha aggiunto.
Il governo ungherese ha anche fornito 19 miliardi di fiorini in finanziamenti a 33 aziende per formare 20.000 lavoratori, e 82 aziende hanno ricevuto 3 miliardi di fiorini per aiutare a migliorare le loro capacità di esportazione.
Inoltre, circa 50 aziende hanno ricevuto 7,0 miliardi di fiorini per investimenti esteri per aumentare le esportazioni.
Le uscite di credito di Eximbank sono a 487 miliardi di fiorini per l’anno e dovrebbero raggiungere 500 miliardi di fiorini entro la fine del 2021, ha detto Szijjártó.
L’Ungheria e l’Estonia sono pronte a bocciare una riveduta di norme fiscali dell’UE (note come il Codice di condotta per la tassazione), facendo potenzialmente deragliare lo sforzo per frenare la corsa verso imposte societarie sempre più basse nel l’Unione europea.
Le norme attuali sono state redatte nel 1997 e da allora non sono state adeguate a una nuova realtà. La concorrenza fiscale internazionale si è globalizzata ed è quindi molto più diffusa rispetto alla fine degli anni ’90, quando i legislatori hanno elaborato per la prima volta le norme. Questo ha portato i paesi dell’UE a perdere circa 160 miliardi di euro di reddito fiscale all’anno, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Al momento le riforme si sono però dimostrate elusive. Le discussioni del gruppo del codice di condotta, l’organo dell’UE responsabile dell’applicazione delle leggi fiscali, si sono svolte a porte chiuse, rendendo difficile per i legislatori accedere alle informazioni o tenere traccia dei progressi compiuti.
Dopo anni di deliberazione, gli stati membri hanno ora messo sul tavolo una nuova regola, descritta da un consulente politico che ha chiesto di rimanere anonimo come “poco ambizioso, ma almeno un passo avanti.” Quando però il comitato degli ambasciatori ha discusso la regolamentazione aggiornata, gli Stati membri non sono riusciti ad accordarsi.
I Ministri delle Finanze dell’UE voteranno la proposta, ma, secondo Euobserver, le possibilità di una svolta sono basse, con il Commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni che la scorsa settimana ha detto pubblicamente agli eurodeputati che sono l’Ungheria e l’Estonia a bloccare le nuove regole.
Nell’articolo presentiamo il seminario “Viticoltura biologica in Italia, l’approccio che guarda al futuro”, riportiamo la nostra intervista all’enologa Dott.ssa Vincenza Folgheretti. L’evento è parte della VI Edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo – Budapest.
In occasione della VI Edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo (22-28 novembre 2021), sono stati lanciati una serie di eventi in tutto il mondo che riprendevano come tema principale “Tradizione e prospettive della cucina italiana: consapevolezza e valorizzazione della sostenibilità alimentare”.
Questa scelta unisce la promozione dei prodotti agroalimentari italiani con la valorizzazione della Dieta Mediterranea, come modello di dieta e stile di vita sano e sostenibile.
Qui il video della presentazione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2021 pubblicato dalla Farnesina.
Tra gli interessanti eventi della VI Edizione 2021 organizzata a Budapest, segnaliamo il seminario “Viticoltura biologica in Italia, l’approccio che guarda al futuro”, ha visto la speciale partecipazione dall’enologa Dott.ssa Vincenza Folgheretti. L’esperta, enologa e imprenditrice, ha egregiamente introdotto la tematica al pubblico e mostrato i trend del settore.
L’evento si è tenuto presso l’hotel Ritz-Carlton a Budapest, è stato organizzato da ICE Agenzia di Budapest (ITA), e lo ha presentato Antonello Canale, il Direttore di ICE- Agenzia Budapest.
Il programma di attività rivolto al pubblico ungherese, organizzato dall’Ambasciata d’Italia, da ICE-Agenzia Ufficio di Budapest, dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Accademia Italiana della Cucina ha previsto anche la presentazione di video dedicati e informazioni sul tema della rassegna disponibili sul sito http://www.italianfestival.eu/. Il sito, come riporta il comunicato stampa sul sito dell’Ambasciata, include anche rubriche riguardanti un ciclo di masterclass ispirato al tema della VI edizione a cura della Scuola internazionale di Cucina italiana – ALMA, la tutela e valorizzazione dei prodotti a denominazione protetta e controllata, unitamente alla descrizione del fenomeno dell’Italian sounding” e all’illustrazione dei principi che ispirano il modello italiano di etichettatura nutrizionale fronte-pacco “NutrInform Battery”.
L’importanza del biologico e della sostenilibiltá
Oggi ne sono pienamente consapevoli tutti i professionisti e le professioniste del settore, agronomi, enologi, produttori, esperti di comunicazione e gli stessi consumatori.
“Il prodotto biologico italiano è sicuramente di alta qualità e non è un caso che l’Italia sia il primo esportatore in Europa e il secondo nel mondo. L’agricoltura biologica non è solo una questione di maggior rispetto dell’ambiente e della biodiversità, ma un vero strumento per lavorare meglio.”
Viticoltura biologica in Italia, l’approccio che guarda al futuro.
Il settore del vino biologico è sensibilmente cresciuto negli ultimi anni. Si è assistito a un incremento del 109% negli ultimi 10 anni, anche se si tratta di una componente di dimensioni limitate rispetto al mercato complessivo del vino.
“La parola chiave è rispetto. L’agricoltura biologica non è un’attività improvvisata, non è branding, non è risparmio. È uno stile di vita che richiede esperienza e competenza.[…] L’agricoltura biologica si basa su 4 principi: benessere, ecologia, equità, precauzione.”- dice la Dott.ssa Folgheretti, spiegando i vari aspetti dell’agricoltura biologica.
Si tratta di avere rispetto per l’intero ecosistema della filiera, intervenendo il meno possibile, comprendere e prevedere gli eventi della natura.
L’iter europeo per ottenere la certificazione bio è piuttosto lungo. Durante il processo di transizione verso l’agricoltura bio gli imprenditori ricevono il sostegno da parte dell’Unione Europea. Ci sono 19 enti di controllo in Italia per la conversione alla produzione biologica. Tutti gli operatori vengono controllati una volta all’anno dopo aver ottenuto la certificazione Bio.
L’approccio Bio ha dei costi. Parlando in termini aziendali nell’approccio biologico madre natura ricopre il ruolo di socio maggioritario. Il rispetto per la natura è conditio sine qua non, altrimenti crollerebbe l’intera società.
Cos’è il vino biologico?
Il vino prodotto utilizzando uve coltivate con metodi di agricoltura biologici, senza sostanze chimiche di sintesi e senza OGM, vinificati utilizzando i prodotti enologici e i processi autorizzati dal Regolamento Europeo 203/2012. La quantità di solfiti che possono essere presenti nel vino biologico è di 100 mg/l per i vini rossi e 150 mg/l per i vini bianchi e rose.
Vini biologici: In Italia ci sono 2139 cantine certificate. 4 bottiglie su 200 portano l’indicazione “biologico”.
In Italia sono presenti oltre 107 mila ettari di vigneto biologico che producono ogni anno circa 870 mila tonnellate di uva da cui hanno origine circa 2,2 milioni di ettolitri di vino biologico, corrispondente al 4,6% della produzione nazionale.
Il vino biologico italiano è un prodotto di grande qualità e non a caso l’Italia ne è il primo esportatore in Europa e secondo a livello mondiale.
A questo link i marchi e le certificazione italiane, spiegate in lingua ungherese.
Intervista all’enologa Folgheretti
Irene Pepe: Perchè biologico?
Vincenza Folgheretti:Quando si parla di biologico, si entra in una vera filosofia di vita. Fare biologico significa assumere uno stile di vita che vada nel rispetto nell’ambiente, delle persone e di tutto quello che ruota attorno a ciò che viene chiamato equilibrio dell’ecosistema, che comprende uomini, piante e animali. Bisogna avere tantissima preparazione per lasciare che l’ecosistema stabilisca il proprio equilibrio e tutto sia in perfetta sintonia, perchè ricordiamoci che lasciando agire la natura secondo il suo equilibrio ci si trova anche ad avere meno lavoro da fare. È l’ambiente, sono le piante che si autoproteggono da quello che è intorno a loro. È un pò l’effetto della resilienza, dell’equilibrio dell’ecosistema vero e proprio. Se non si hauna preparazione di questo tipo alle spalle, si rischia di creare veramente un disequilibrio e un conseguente problema, non soltanto a livello di ecosistema ma anche a livello economico per l’azienda.
IP:In quanto imprenditrice, ha dei consigli da dare alle nostre imprenditrici in Ungheria che si approcciano al mercato del vino biologico ungherese?
VF:Si, crederci! Non lasciarsi andare andare alle prime difficoltà. Le donne, in un mondo dominato da uomini, fanno veramente fatica ad affermare la propria credibilità. Nel momento in cui si conquista la fiducia da parte del consumatore, delle persone intorno a noi allora si trasforma in stima e ciò diventa il punto di forza. Questa dinamica fa molto la differenza, e la riscontro anche nella mia professione di enologa.
Il buon vino si fa in vigna
“Rappresentare l’Italia mi riempie di orgoglio, spero di riuscire a trasmettere l’approccio italiano alla viticoltura.”- Dichiara la Dott.ssa Folgheretti.
Solo sorseggiando e assaggiando i vini si ha l’esperienza di conoscere e apprezzarne il gusto. In ordine di presentazione, i vini proposti durante il seminario:
Prosecco Doc Brut friulano della cantina San Simone (85% Glera, 15% pinot grigio). Si inizia con un prosecco, uno dei vini più venduti al mondo.
Rivola bianco, Rubicone 2020, della Podere Palazzo. Vino persistente, con note agrumate e floreali, che si lascia assaporare e apprezzare.
Questo vino è stato presentato dal signor Pepe dell’azienda vinicola Colli della Murgia. Ci spiega il vino Tufjano. Ci informa che nel calice abbiamo una varietà particolare del panorama pugliese. Ci racconta anche che la loro azienda biologica segue questa filosofia come stile di vita.
Rosato toscano “Il Meticcio” 2020 di Lecci e Brocchi.
100% Ramato della fiamma, IGT 2019, di Podere Palazzo, Emilia Romagna. Un vino impegnativo, con note di vaniglia, miele e frutti tropicali.
Castello 2020, Rosso Rubicone, a Podere Palazzo in Emilia Romagna. Primo rosso della degustazione, con note fruttate, dona una sensazione di morbidezza.
Chianti classico, DOCG 2019, di Lecci e Brocchi, un San Giovenale al 90% e un 10% di Canaiolo. Setoso con una nota tannica.
Symbol primitivo IGP Puglia, Colli della Murgia. Vino morbido dalla dolcezza avvolgente.
La settimana è iniziata con la pubblicazione nella mattina di lunedì del tasso di disoccupazione di ottobre che è risultato del 3.9% in discesa rispetto al 4% di settembre.
Il BUX ha chiuso la prima seduta settimanale in rialzo dell’1.21% trainato in particolare da OTP Bank che è salita del 3.50%. Tra gli altri titoli a maggiore capitalizzazione sono scesi MOL e Richter dello 0.41% e dello 0.29% mentre ha terminato invariata Magyar Telekom.
Martedì mattina è stato pubblicato il dato di settembre sui salari medi lordi che sono aumentati del 9.1% anno su anno. Il principale indice azionario ungherese ha terminato le contrattazioni in discesa dello 0.22%.
Contrastati i principali titoli: OTP Bank è salita dello 0.31%, MOL ha perso lo 0.98%, la farmaceutica Richter è scesa dello 0.58% e Magyar Telekom ha perso il 2.01%.
La mattina di mercoledì è stata ricca di pubblicazioni di dati rilevanti. L’Ufficio Centrale di Statistica ha pubblicato il PIL ungherese relativo al terzo trimestre, che è risultato in crescita dello 0.7% rispetto al trimestre precedente e del 6.1% anno su anno, e l’indice dei prezzi alla produzione, che a novembre sono aumentati del 4.5% mese su mese e del 18.5% rispetto all’anno precedente.
Inoltre è stato pubblicato l’indice PMI del settore manifatturiero del mese di novembre che è sceso a 52.2 dal 53.1 registrato ad ottobre. Il BUX ha chiuso la giornata di borsa in salita dello 0.77%. Tutti in positivo i principali titoli con OTP Bank, MOL, Richter e Magyar Telekom che hanno guadagnato rispettivamente lo 0.56%, l’1.24% , lo 0.99% e l’1.09%.
Giovedì mattina è stato reso noto il dato sulla bilancia commerciale rivisto per il mese di settembre che ha mostrato un deficit di 128 milioni di euro. Nel pomeriggio è stata annunciata la decisione della Banca Centrale di aumentare il tasso di deposito a una settimana dal 2.90% al 3.10%.
Il BUX ha chiuso la seduta in ribasso dello 0.85%. Tra i titoli più pesati nell’indice sono scesi OTP Bank (-1.65%), MOL (-0.49%) e Magyar Telekom (-0.48%) mentre Richter è salita dello 0.12%.
Da segnalare la performance di 4iG che ha perso il 2.27% dopo che si è vista tagliare il rating all’emittente dall’agenzia Scope a meno di due settimane dalla prevista emissione obbligazionaria di 1.1 miliardi di dollari.
Il principale indice della Borsa di Budapest ha chiuso le contrattazioni del venerdì in ribasso dell’1%. I titoli più capitalizzati hanno chiuso tutti in negativo: OTP Bank ha perso l’1.22%, MOL è scesa dello 0.99%, Richter ha chiuso in ribasso dell’1.39% e MTel è diminuita dello 0.48%.
Il BUX ha terminato la settimana con una performance di -0.11%. OTP Bank è l’unico tra i principali titoli ad avere una performance settimanale positiva (+1.43%) mentre MOL, Richter e Magyar Telekom sono scesi rispettivamente dell’1.63%, dell’1.16% e dell’190%.
In Ungheria, la differenza tra le entrate IVA previste e quelle effettivamente raccolte, è sceso al 6,1% l’anno scorso, rispetto al 22,3% del 2010, ha dichiarato il ministro delle Finanze Mihály Varga.
“Questo significa che la morale fiscale è migliorata grazie ai tagli delle tasse e al giro di vite sull’evasione fiscale, mentre il numero di evasori fiscali aziendali è diminuito significativamente”.
Mihály Varga
“I più grandi vincitori sono le aziende che fanno un business onesto”, ha aggiunto.
Ha aggiunto il Ministro delle Finanza
L’ultimo rapporto sul divario IVA preparato per la Commissione europea mostra una previsione di divario IVA per il 2020 del 15,6% nella Repubblica Ceca, del 10% in Polonia e del 17,1% in Slovacchia.
AVL, azienda austriaca di consulenza e ricerca nel settore automobilistico ha superato i 7 milioni di euro di investimento presso il circuito automobilistico di prova di ZalaZONE a Zalaegerszeg, a 215 km a sud-ovest di Budapest.
L’azienda effettuerà nei prossimi mesi 150 nuove assunzioni all’interno dei propri uffici e laboratori. Il progetto sarà ultimato definitivamente nel maggio 2022.
Il CTO di AVL Róbert Fischer ha dichiarato che tra gli obiettivi ci saranno quelli di testare trasmissioni, veicoli completi, tecnologie di guida autonoma e sistemi di veicoli per sterzo e frenatura.
Dirk Janetzko, amministratore delegato di AVL Ungheria ha invece dichiarato che la società offre lavoro a diverse centinaia di persone in Ungheria, presso il quartier generale dell’unità a Érd (20 km a sud ovest di Budapest), nelle a due basi a Budapest, nella base di Kecskemét (95 km a sud-est) e appunto a Zalaegerszeg.
Il Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia László Palkovics ha osservato che AVL, che impiega 500 ingegneri in Ungheria, partecipa al funzionamento congiunto del circuito di prova di Zalazone.
Schaeffler investe 5 miliardi di fiorini a Szombathely
Schaeffler, fornitore globale del settore automobilistico e industriale, che impiega in Ungheria quasi 5.000 persone, sta rafforzando ulteriormente il suo impegno negli stabilimenti nazionali.
L’azienda sta investendo più di 5 miliardi di fiorini in un magazzino e in un edificio per uffici nella sua sede di Szombathely (215 km a sud-ovest di Budapest).
A settembre, Schaeffler ha inaugurato un impianto di parti EV da 23,5 miliardi di HUF nella base di Szombathely. Una sovvenzione governativa di 5 miliardi di fiorini ha sostenuto l’investimento. Lo sviluppo dell’azienda è sostenuto anche dal Comune di Szombathely.
Il sostegno del governo locale della città di Szombathely e la continua cooperazione sono essenziali per lo sviluppo dell’azienda. Crediamo che il nostro successo sia nell’interesse non solo dei nostri dipendenti, ma di tutta la comunità. “
Ha detto l’amministratore delegato Tibor Szigeti
I lavori di costruzione del nuovo, modernissimo padiglione logistico e dell’edificio per uffici sono iniziati a novembre. La nuova struttura sarà costruita secondo gli standard globali di Schaeffler con un design moderno e sostenibile.
L’edificio principale di 2.200 metri quadrati ospiterà anche un ristorante, uffici, spogliatoi e un centro conferenze per eventi internazionali, mentre il centro logistico di 6.200 metri quadrati sarà progettato per consentire la completa automazione in futuro.
L’OECD(Organisation for Economic Co-operation and Development) prevede che il PIL dell’Ungheria crescerà del 6,9% nel 2021, per poi rallentare al 5% nel 2022, secondo l’ultima previsione biennale.
L’ultimo rapporto rilasciato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD) dichiara che la crescita economica globale rallenterà dal 5,6 per cento di quest’anno al 4,5 per cento l’anno prossimo e al 3,2 per cento nel 2023.
Secondo i dati dell’OECD, la ripresa sarà guidata principalmente dalla domanda interna. Il consumo privato continuerà a beneficiare di redditi reali più alti. Gli investimenti rimbalzeranno grazie ai crescenti vincoli di capacità industriale e agli afflussi di fondi UE.
Nell’Economic Outlook, si legge che l’inflazione globale rimarrà alta, riflettendo i vincoli dell’offerta e un mercato del lavoro rigido. L’OECD prevede un aumento dell’inflazione media annuale dal 5% nel 2021 al 6% nel 2022.
L’OECD ha detto che la politica fiscale “rimarrà espansiva” nel 2022, prima di “consolidarsi gradualmente” nel 2023.
Inoltre, il tasso di disoccupazione in Ungheria scenderà dal 4% di quest’anno al 3,5% l’anno prossimo, e potrebbe salire al 3,6% nel 2023, secondo le previsioni dell’OCSE.
Il rapporto debito pubblico/PIL scenderà dal 79,1% di quest’anno al 77% nel 2022, per poi scendere al 76,2% nel 2023.
Le esportazioni di servizi dell’Ungheria sono aumentate del 14,9% su base annua nel terzo trimestre, rallentando da un aumento del 20,8% nel trimestre precedente, ha dichiarato l’Ufficio Centrale di Statistica (KSH).
Le importazioni di servizi sono aumentate del 17,1% durante il periodo, salendo per la prima volta dall’inizio della pandemia. L’Ungheria ha avuto un surplus di 1,764 miliardi di euro nel commercio di servizi per il trimestre.
Il turismo ha contribuito con 866 milioni di euro al surplus e i servizi logistici con 521 milioni di euro. Il lavoro a contratto ha contribuito con 334 milioni di euro. In termini assoluti, le esportazioni di servizi hanno raggiunto 6,033 miliardi di euro e le importazioni si sono attestate a 4,268 miliardi di euro.
I servizi alle imprese hanno rappresentato il 41% delle esportazioni, i servizi logistici il 26% e il turismo il 24%. Circa il 65% delle esportazioni di servizi e il 71% delle importazioni di servizi erano con altri stati membri dell’Unione Europea.
Dal primo al terzo trimestre, le esportazioni di servizi sono aumentate dell’1,7% su base annua a 15,31 miliardi di euro e le importazioni di servizi sono scese dell’1,5% a 11,149 miliardi di euro. Il surplus nel commercio dei servizi è stato di 4,162 miliardi di euro per il periodo.
Il 30 novembre si sono svolti a Budapest le celebrazioni per i 25 anni dell’Ungheria all’interno dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Un evento, come sottolinea il sito ufficiale dell’OCSE, raggiunto lo scorso 7 maggio ma celebrato solamente nella giornata di ieri.
A fare da portavoce è stato il Ministro delle Finanze Mihály Varga che ha dichiarato che l’OCSE offre un’autentica assistenza prendendo in considerazione gli interessi dei paesi membri e che tutti i suggerimenti per sostenere lo sviluppo economico sono seguiti da analisi approfondite e basate sui fatti reali”.
“Questo è molto importante per noi poiché l’Ungheria è stata spesso oggetto di critiche. Il recente accordo internazionale su una tassa societaria minima globale è stato un successo. Abbiamo raggiunto questo traguardo dopo vari negoziati , basati ovviamente sul rispetto reciproco
Mihály Varga, Ministro delle Finanze
Presente all’evento anche il Segretario Generale dell’OCSE Mathias Cormann che ha definito lo sviluppo economico dell’Ungheria dopo l’adesione del paese all’OCSE come una una storia di successo.
“Il tasso di crescita economica dell’Ungheria è tra i più veloci tra i membri dell’OCSE. Inoltre va segnalato che hanno un tasso di disoccupazione veramente basso ed un alto tasso di occupazione”.
Nella giornata di ieri si è aperto il Planet Budapest 2021 Sustainability Expo and Summit, dove l’azienda ungherese Pureco ha presentato tre modelli fisici e virtuali di impianti destinati al trattamento delle acque da realizzare in Ghana. Una delegazione di oltre 20 persone dal Ghana è arrivata al Planet Budapest 2021 su invito di Pureco.
L’azienda sta costruendo le strutture a Kumasi, Tamale e Takoradi, le tre più grandi città del Ghana dopo la capitale Accra. Le tre città hanno una popolazione combinata di oltre 3,5 milioni. I progetti hanno un valore complessivo di circa 30 milioni di euro e sono finanziati da Magyar Eximbank. Pureco ha già completato l’impianto di depurazione di Kumasi e sta lavorando su quelli di Takoradi e Tamale e grazie a queste strutture si potranno inoltre rimuovere il 90-98% dei rifiuti.
Si é concluso a Natale il Social Fundraising di Economia.hu per Bátor Tábor, iniziativa che avevamo lanciato qui su Economia.hu. Un’iniziativa che ha visto la donazione di 100 HUF per ogni interazione (like e/o commento) che é stato rilasciata nei post pubblicati sulle pagine Facebook, Instagram e LinkedIn di #economiahu.
Da oggi 1 dicembre 2021 parte il Social Fundraising di economia.hu per Bátor Tábor. Un’iniziativa che terminerà il prossimo 20 dicembre e che vedrà una donazione di 100 HUF per ogni interazione (like e/o commento) che verrà rilasciata nei post pubblicati sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn.
Chi è Bátor Tábor ?
La Fondazione Bátor Tábor è stata fondata nel 2001 da pediatri, psicologi infantili e professionisti della salute mentale in Ungheria ed offre l’opportunità di svolgere un campeggio gratuito per i bambini gravemente malati che abitano nell’Europa centrale.
Nel Camp Breve, i piccoli campeggiatori possono prendere parte a programmi che non avrebbero la possibilità di provare altrove per via delle loro condizioni di salute (es: equitazione, canottaggio , tiro con l’arco , fotografia, danza e teatroterapia).
Queste esperienze ludiche e creative, aiutano i bambini e le famiglie stesse a rafforzare la fiducia in se stessi per affrontare le difficoltà della vita quotidiana e la malattia con più coraggio.
I campi organizzati da Bátor Tábor si basano tutti sulla metodologia applicata. L’effetto positivo delle giornate trascorse al Camp Brave sulla condizione dei bambini malati è confermato anche dalla ricerca scientifica: la terapia esperienziale, integrata ai farmaci, è di fatto un elemento efficace e importante nella lotta alla malattia.
“A Camp Brave, dal 2001 diamo una svolta ai bambini gravemente e cronicamente malati e alle nostre famiglie, nonché alle famiglie che hanno perso un bambino. Portiamo risate nei letti d’ospedale e attraverso i nostri programmi online tra le mura domestiche per dare forza e coraggio attraverso il gioco e le esperienze condivise in situazioni difficili. Crediamo che il sole risplenda sempre sopra le nuvole”
Bátor Tábor
Il Camp Brave si trova vicino alla città di Hatvan nell’area dell’ex campo creativo, un complesso edilizio costruito esclusivamente da donazioni private e che viene utilizzato per dare ai bambini la possibilità di svolgere un campeggio ricreativo con attività cucite sui loro bisogni.
Tutti i programmi del Camp Brave sono gratuiti per i bambini partecipanti e le loro famiglie. La Fondazione Bátor Tábor opera come organizzazione senza scopo di lucro ed i programmi sono svolti esclusivamente tramite le donazioni di beneficenza.
L’Ungheria ha speso l’1,62% del suo PIL (2,196 miliardi di euro), nel 2020, per la ricerca e lo sviluppo, rispetto a una quota dell’1,48% nel 2019, ha detto l’agenzia statistica dell’UE Eurostat. Nel 2020 gli Stati membri dell’UE hanno speso circa 311 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo, in media il 2,3% del loro PIL, posizionando l’Ungheria a metà del gruppo.
La quota di spesa in R&S è stata più alta in Belgio, al 3,5% del PIL, e più bassa in Romania allo 0,5%. L’anno scorso, la spesa in R&S ha rappresentato il 2,2% del PIL in Slovenia, il 2% nella Repubblica Ceca e l’1,4% in Polonia.
All’estremità opposta dello spettro, sei Stati membri hanno registrato un’attenzione verso R&S inferiore all’1% del PIL: Romania (0,5%), Malta e Lettonia (entrambi 0,7%), Cipro, Bulgaria e Slovacchia (tutti 0,9%).
Grafico sull’andamento, mediamente di crescita positiva, sulla spesa nazionale su ricerca e sviluppo in Ungheria. Statistica di KSH
In termini assoluti, la spesa dell’Ungheria in R&S è aumentata a 2,196 miliardi di euro nel 2020, da 2,158 miliardi di euro nel 2019. Tuttavia, questo aumento è di modiche dimensioni a causa di una diminuzione del PIL a seguito della pandemia COVID-19, secondo l’agenzia Eurostat.
Il volume degli investimenti in Ungheria è aumentato del 12,4% su base annua nel terzo trimestre, salendo da una bassa base pandemica e sostenuto da progetti del settore manifatturiero, ha detto venerdì l’Ufficio Centrale di Statistica (KSH).
Nel periodo di base, il volume degli investimenti si è contratto dell’11%.
I nuovi dati mostrano che gli investimenti nella costruzione sono aumentati del 14,1%, e gli investimenti in macchinari e attrezzature sono saliti del 10,3%.
Gli investimenti aziendali sono saliti del 21,8% a 1,756 trilioni di HUF, mentre gli investimenti del settore pubblico sono diminuiti dell’11,7% a 402 miliardi di HUF.
In un confronto trimestre su trimestre, il volume degli investimenti è aumentato dell’1,8%. In termini assoluti, gli investimenti del Q3 hanno raggiunto 3.065 miliardi di fiorini, e gli investimenti nell’edilizia hanno rappresentato circa il 60% del totale.
In Ungheria ha avuto grande successo il bando del governo riguardante i contributi per l’acquisto di biciclette elettriche. Ad oggi, con il 12° turno di assegnazione, sono stati erogati ben 736 milioni di HUF. Ha dichiararlo è stato il Segretario di Stato Parlamentare e Strategico Tamás Schanda
L’obiettivo principale del piano d’azione era volto alla lotta ai cambiamenti climatici tramite la conservazione del clima e della natura utilizzando un trasporto più sostenibile.
Negli ultimi tempi in Ungheria sono sempre di più le persone che decidono di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto. Un “movimento” che potrebbe continuare a crescere anche grazie al fatto che, nel prossimo maggio, il Giro d’Italia del 2022 partirà proprio da Budapest, capitale magiara.
L’utilizzo della bicicletta è quindi fondamentale sia per la salute delle persone sia per quella del pianeta. Ad affermarlo è stato Giacomo Pedranzini, CEO di Kometa 99, co-title sponsor della squadra Eolo-Kometa in una nostra recente intervista proprio in vista del Giro d’Italia.
“L’uso della bici è utile non solo per la salute delle persone ma anche per quella del pianeta se vista come un’alternativa ad altri mezzi di trasporto, ove possibile. In Ungheria sta nascendo una nuova passione e gran parte del cambiamento si è già visto nell’ultimo periodo”.
La 105esima edizione del Giro d’Italia partirà il 6 maggio del 2022 dall’Ungheria, precisamente da Piazza degli Eroi di Budapest. Un evento con risalto mondiale che molto probabilmente vedrà al via anche la Eolo-Kometa, squadra italiana fondata da Ivan Basso ed Alberto Contador. A tal riguardo abbiamo avuto il piacere di intervistare Giacomo Pedranzini, CEO di Kometa 99, co-title sponsor della squadra.
Eolo-Kometa e il Giro d’Italia 2022: storia ed obiettivi del team
La Eolo-Kometa Cycling Team è una squadra italiana che ha preso vita nel 2018 con il lancio della squadra continentale Polartec-Kometa. È stata fondata da due leggende del ciclismo, Ivan Basso ed Alberto Contador. Dal 2021 prende il nome di Eolo-Kometa ottenendo la licenza UCI ProTeam. Sempre lo stesso anno partecipa, tramite Wild Card, per la prima volta al Giro d’Italia 2021, vincendo una tappa.
Intervista a Giacomo Pedrazini
L’azienda Kometa 99
ha deciso di investire sul mondo del ciclismo. Come mai è stata fatta questa
scelta?
“Circa 5 anni fa Kometa, essendo un’azienda protagonista nel settore agroalimentare, ha deciso di promuovere lo sport, per stimolare uno stile di vita attivo.
In quanto produttori di cibo siamo uno degli attori della filiera agricola. Credo che questa sia una delle filiere che ha una delle funzioni più importanti per l’essere umano. Noi alla fine alimentiamo quella che Leonardo chiamava la “macchina perfetta” e, nel fare questo, allevatori e agricoltori sono i primi custodi del Creato.
Una sana alimentazione non è l’unico fattore da tenere in considerazione per mantenersi in salute, perché certamente anche lo stile di vita ha un impatto fondamentale in tal senso. Noi abbiamo scelto il ciclismo ma qualsiasi forma di sport che induca una persona a tenere una vita attiva merita attenzione”.
La
prossima edizione del Giro d’Italia partirà da Budapest. Pensa che questo possa
portare qualche beneficio per l’Ungheria e la stessa città di Budapest?
“Tramite questa attività siamo arrivati anche a promuovere la partenza del Giro d’Italia in Ungheria. Devo dire che quello che abbiamo fatto ha già portato un cambiamento significativo per quanto riguarda l’uso della bicicletta in questo paese. Voglio ricordare che l’uso della bici è utile non solo per la salute delle persone ma anche per quella del pianeta se vista come un’alternativa ad altri mezzi di trasporto, ove possibile. Quindi secondo me gran parte del cambiamento si è già visto.
In Ungheria c’è una nuova passione e fortunatamente sta sbocciando qualche campione come Valter Attila che lo scorso anno ha vestito la maglia rosa. Finalmente a maggio partirà il Giro in Ungheria, forse il secondo evento a livello mondiale più importante per questo sport. Il fatto che inizi in Ungheria porterà certamente molta attenzione sul paese e sullo sport ungherese. In totale sono convinto che gli effetti saranno molto positivi per tutti”.
Per voi
questa potrebbe essere la seconda partecipazione al Giro. Lo scorso anno avete
partecipato tramite una Wild Card. Quest’anno sarete tra i protagonisti al via?
“Al momento non abbiamo nulla di certo. Per la nostra partecipazione dovrete attendere la comunicazione ufficiale. Essendo una squadra Pro Continental non abbiamo di diritto la possibilità di partecipare al Giro; però contiamo di esserci grazie ai risultati ottenuti lo scorso anno. Quindi siamo molto fiduciosi ma ripeto, per l’ufficialità bisogna attendere”.
Nel
2021 siete riusciti a vincere una tappa. Quest’anno, in caso di partecipazione,
quale sarà il vostro obiettivo minimo?
“L’obiettivo lo si definisce con poche parole, quello di farsi onore. Una squadra sportiva deve farsi onore prima di tutto rispettando fino in fondo i valori dello sport, come quelli della lealtà, della competizione e del rispetto dell’avversario. Poi certamente farsi vedere tutti i giorni, lottando ogni giorno per stare in testa al gruppo, entrando nelle fughe e cercando di dare il meglio. Siamo un team giovane e, salvo miracoli, non potremo ambire a vincere il Giro. Ma se l’anno scorso abbiamo vinto, magari anche con un po’ di fortuna, la tappa regina, quest’anno punteremo a vincere qualche tappa in più, e poi se vinciamo nuovamente la tappa regina tanto meglio.
Facendo questo adempirà anche al compito di far conoscere ancora di più le aziende che la sostengono, quindi Kometa, Eolo e tante altre. Però ripeto, prima di tutto la squadra deve farsi onore e trasmettere i valori positivi a chi seguirà l’evento.”
Chi è
Kometa 99 e come l’azienda ha affrontato il periodo legato alla pandemia?
“Kometa è un’azienda agroalimentare che si occupa in particolare di lavorazione di carni suine e produzione di salumi. Opera in Ungheria dal 1994 nella città di Kaposvar, dando lavoro a quasi 900 persone. Il fatturato del 2021 prevede di essere tra i 160-170 mln di euro ed è realizzato dal 50% in Ungheria e per la restante metà in altri 40 paesi. Il secondo paese è l’Italia seguita poi dalla Slovenia e dalla Croazia.”
Facciamo
un piccolo salto temporale. Con lo scoppio della pandemia, molte aziende hanno
dovuto rivedere la propria strategia. Come Kometa ha affrontato la situazione?
“Abbiamo cercato di reagire prontamente come penso abbiano fatto molte aziende. Sono state introdotte tutte le misure che permettevano di ridurre il rischio, come il controllo della temperatura all’entrata e l’uso della mascherina costante. Questo ci ha permesso nel 2020 e durante l’inverno scorso di tenere sotto controllo questo fenomeno. Devo dire che i nostri lavoratori sono riusciti sia a seguire le regole che a sostenere il carico straordinario di lavoro dovuto alla situazione generale.
Detto questo la nostra attività è proseguita in modo continuativo anche perché abbiamo sempre dovuto consegnare i nostri prodotti. L’attività non ha avuto interruzioni e siamo sempre riusciti a evadere tutti gli ordini e a far sì che i negozi ungheresi fossero sempre ben riforniti”.
Come
invece l’azienda sta vivendo il periodo attuale?
“L’azienda attualmente continua la sua vita e il suo percorso di sviluppo in modo abbastanza normale. Ora purtroppo siamo entrati in un periodo che sembra essere più critico. Noi stiamo incentivando il più possibile le persone a vaccinarsi, non usiamo metodi costrittivi ma ci stiamo provando con quelli persuasivi nel modo migliore possibile. La nostra azienda oltre al salario di base garantisce dei premi, dei benefit e facciamo notare che questi premi potrebbero non essere corrisposti in futuro a chi non accetta di vaccinarsi, salvo non ci siano comprovati motivi di salute. In generale stiamo cercando di convincere il personale a vaccinarsi.”
Cosa
pensa possa evolversi la situazione in futuro e cosa si dovrebbe fare?
“Io credo, e spero, che l’esperienza che abbiamo vissuto sia istruttiva nel farci capire che qualcosa nel modo di vivere, produrre, divertirci, andrà cambiato in futuro se non vogliamo ritrovarci nuovamente in queste situazioni. Si parla sempre di più di transizione ecologica o energetica. Credo che sarà importante fare attenzione che queste non siano solo parole vane ma che diventino cambiamenti concreti, anche se magari non così rilevanti nell’immediato come si vorrebbe. Le cose si possono cambiare passo dopo passo. L’importante è che ci siano dei cambiamenti completi e concreti per far sì che in futuro ci sia un modo di vivere e di produrre più sostenibile.
Questa dovrebbe essere una cosa che andrebbe considerata di più. Dobbiamo avere la consapevolezza di fare il nostro lavoro nel migliore dei modi perché il cibo che mettiamo sulle tavole delle famiglie ha un impatto sulla salute dei nostri consumatori”.
“Lavoriamo ogni giorno per cambiare il mondo per il meglio con bontà e onestà!”
Dopo tre lunghi anni a Budapest torna uno degli eventi musicali più attesi. Stiamo parlando dello Sziget Festival, che, proprio nel 2022 tornerà a prendere vita dopo un periodo di stop dovuto alla pandemia.
Il festival ungherese si svolgerà come da tradizione sull’Isola di Óbuda (Óbudai-Sziget), isola che si trova in mezzo al Danubio. Per la città di Budapest sarà una grandissima occasione a livello turistico ed economico. Nel 2019 gli spettatori furono circa 530.000 mentre l’anno precedente è stato segnato il record con ben 565.000 persone.
DATE ED ARTISTI
Dal 10 al 15 agosto Budapest tornerà ad essere uno dei centri mondiali della musica. Lo Sziget Festival è infatti un evento unico nel suo tipo e non ospita solamente musica. Conta più di 60 palchi e ospita anche DJ set, spettacoli teatrali, proiezioni video cinematografiche, danza, esibizioni circensi, artisti di strada e manifestazioni sportive.
Dua Lipa, Artic Monkeys, Lewis Capaldi, Bastille, Stromae, Kings of Leon e Alan Walker sono tra i primi nomi internazionali resi ufficiali per l’edizione numero 28. Nelle prossime settimane verranno resi noti altri artisti internazionali che si esibiranno sul palco ungherese.
I primi nomi ufficiali dello Sziget Festival 2022
BIGLIETTI
I biglietti per lo Sziget Festival 2022 sono acquistabili già dallo scorso 23 novembre e verranno messi in vendita in più “round”. Nel primo round potrete trovare il pass per 3 giorni al prezzo di 190€ (70.000 HUF) mentre quello completo di 6 giorni a 280€ (104.000 HUF)
Secondo i dati dell’Ufficio regolatorio ungherese per l’energia e i servizi pubblici (MEKH), l’anno scorso circa 1.088 milioni di tonnellate di rifiuti urbani raccolti in Ungheria sono stati riciclati, ovvero il 29% in più rispetto a 2019. Il volume totale dei rifiuti urbani ha raggiunto i 3.245 milioni di tonnellate.
Circa tre quarti dei rifiuti raccolti nel 2020 erano misti, il 9% organici, l’8% imballaggi, il 4% mobili e rifiuti da demolizione, l’1% vetro e il 3% altri rifiuti. Il MEKH ha osservato che il volume di rifiuti è aumentato da 3.242 milioni di tonnellate nel 2019, dopo aver raggiunto i 3.011 milioni di tonnellate nel 2018.
Al fine di proteggere l’ambiente, l’Ungheria ha modificato la sua legislazione sui rifiuti nel 2021. A questo punto, i rifiuti sono considerati come materie prime nel contesto di una transizione verso un’economia circolare. I produttori sono incoraggiati a ridurre la produzione di rifiuti e a incrementare l’uso di materie riciclate. A questo fine dal 2023, viene introdotto il vuoto a rendere per bottiglie e lattine per aumentare il tasso di riciclaggio degli imballaggi di bevande.
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