Eolo-Kometa al Giro d’Italia 2022: intervista a Giacomo Pedranzini

La 105esima edizione del Giro d’Italia partirà il 6 maggio del 2022 dall’Ungheria, precisamente da Piazza degli Eroi di Budapest. Un evento con risalto mondiale che molto probabilmente vedrà al via anche la Eolo-Kometa, squadra italiana fondata da Ivan Basso ed Alberto Contador. A tal riguardo abbiamo avuto il piacere di intervistare Giacomo Pedranzini, CEO di Kometa 99, co-title sponsor della squadra.

Eolo-Kometa e il Giro d’Italia 2022: storia ed obiettivi del team

La Eolo-Kometa Cycling Team è una squadra italiana che ha preso vita nel 2018 con il lancio della squadra continentale Polartec-Kometa. È stata fondata da due leggende del ciclismo, Ivan Basso ed Alberto Contador. Dal 2021 prende il nome di Eolo-Kometa ottenendo la licenza UCI ProTeam. Sempre lo stesso anno partecipa, tramite Wild Card, per la prima volta al Giro d’Italia 2021, vincendo una tappa.

Intervista a Giacomo Pedrazini

L’azienda Kometa 99 ha deciso di investire sul mondo del ciclismo. Come mai è stata fatta questa scelta?

“Circa 5 anni fa Kometa, essendo un’azienda protagonista nel settore agroalimentare, ha deciso di promuovere lo sport, per stimolare uno stile di vita attivo.

In quanto produttori di cibo siamo uno degli attori della filiera agricola. Credo che questa sia una delle filiere che ha una delle funzioni più importanti per l’essere umano. Noi alla fine alimentiamo quella che Leonardo chiamava la “macchina perfetta” e, nel fare questo, allevatori e agricoltori sono i primi custodi del Creato.

Una sana alimentazione non è l’unico fattore da tenere in considerazione per mantenersi in salute, perché certamente anche lo stile di vita ha un impatto fondamentale in tal senso. Noi abbiamo scelto il ciclismo ma qualsiasi forma di sport che induca una persona a tenere una vita attiva merita attenzione”.

La prossima edizione del Giro d’Italia partirà da Budapest. Pensa che questo possa portare qualche beneficio per l’Ungheria e la stessa città di Budapest?

“Tramite questa attività siamo arrivati anche a promuovere la partenza del Giro d’Italia in Ungheria. Devo dire che quello che abbiamo fatto ha già portato un cambiamento significativo per quanto riguarda l’uso della bicicletta in questo paese. Voglio ricordare che l’uso della bici è utile non solo per la salute delle persone ma anche per quella del pianeta se vista come un’alternativa ad altri mezzi di trasporto, ove possibile. Quindi secondo me gran parte del cambiamento si è già visto.

In Ungheria c’è una nuova passione e fortunatamente sta sbocciando qualche campione come Valter Attila che lo scorso anno ha vestito la maglia rosa. Finalmente a maggio partirà il Giro in Ungheria, forse il secondo evento a livello mondiale più importante per questo sport. Il fatto che inizi in Ungheria porterà certamente molta attenzione sul paese e sullo sport ungherese. In totale sono convinto che gli effetti saranno molto positivi per tutti”.

Per voi questa potrebbe essere la seconda partecipazione al Giro. Lo scorso anno avete partecipato tramite una Wild Card. Quest’anno sarete tra i protagonisti al via?

“Al momento non abbiamo nulla di certo. Per la nostra partecipazione dovrete attendere la comunicazione ufficiale. Essendo una squadra Pro Continental non abbiamo di diritto la possibilità di partecipare al Giro; però contiamo di esserci grazie ai risultati ottenuti lo scorso anno. Quindi siamo molto fiduciosi ma ripeto, per l’ufficialità bisogna attendere”.

Nel 2021 siete riusciti a vincere una tappa. Quest’anno, in caso di partecipazione, quale sarà il vostro obiettivo minimo?

“L’obiettivo lo si definisce con poche parole, quello di farsi onore. Una squadra sportiva deve farsi onore prima di tutto rispettando fino in fondo i valori dello sport, come quelli della lealtà, della competizione e del rispetto dell’avversario. Poi certamente farsi vedere tutti i giorni, lottando ogni giorno per stare in testa al gruppo, entrando nelle fughe e cercando di dare il meglio. Siamo un team giovane e, salvo miracoli, non potremo ambire a vincere il Giro. Ma se l’anno scorso abbiamo vinto, magari anche con un po’ di fortuna, la tappa regina, quest’anno punteremo a vincere qualche tappa in più, e poi se vinciamo nuovamente la tappa regina tanto meglio.

Facendo questo adempirà anche al compito di far conoscere ancora di più le aziende che la sostengono, quindi Kometa, Eolo e tante altre. Però ripeto, prima di tutto la squadra deve farsi onore e trasmettere i valori positivi a chi seguirà l’evento.”

Chi è Kometa 99 e come l’azienda ha affrontato il periodo legato alla pandemia?

Kometa è un’azienda agroalimentare che si occupa in particolare di lavorazione di carni suine e produzione di salumi. Opera in Ungheria dal 1994 nella città di Kaposvar, dando lavoro a quasi 900 persone. Il fatturato del 2021 prevede di essere tra i 160-170 mln di euro ed è realizzato dal 50% in Ungheria e per la restante metà in altri 40 paesi. Il secondo paese è l’Italia seguita poi dalla Slovenia e dalla Croazia.”

Facciamo un piccolo salto temporale. Con lo scoppio della pandemia, molte aziende hanno dovuto rivedere la propria strategia. Come Kometa ha affrontato la situazione?

“Abbiamo cercato di reagire prontamente come penso abbiano fatto molte aziende. Sono state introdotte tutte le misure che permettevano di ridurre il rischio, come il controllo della temperatura all’entrata e l’uso della mascherina costante. Questo ci ha permesso nel 2020 e durante l’inverno scorso di tenere sotto controllo questo fenomeno. Devo dire che i nostri lavoratori sono riusciti sia a seguire le regole che a sostenere il carico straordinario di lavoro dovuto alla situazione generale.

Detto questo la nostra attività è proseguita in modo continuativo anche perché abbiamo sempre dovuto consegnare i nostri prodotti. L’attività non ha avuto interruzioni e siamo sempre riusciti a evadere tutti gli ordini e a far sì che i negozi ungheresi fossero sempre ben riforniti”.

Come invece l’azienda sta vivendo il periodo attuale?

“L’azienda attualmente continua la sua vita e il suo percorso di sviluppo in modo abbastanza normale. Ora purtroppo siamo entrati in un periodo che sembra essere più critico. Noi stiamo incentivando il più possibile le persone a vaccinarsi, non usiamo metodi costrittivi ma ci stiamo provando con quelli persuasivi nel modo migliore possibile. La nostra azienda oltre al salario di base garantisce dei premi, dei benefit e facciamo notare che questi premi potrebbero non essere corrisposti in futuro a chi non accetta di vaccinarsi, salvo non ci siano comprovati motivi di salute. In generale stiamo cercando di convincere il personale a vaccinarsi.”

Cosa pensa possa evolversi la situazione in futuro e cosa si dovrebbe fare?

“Io credo, e spero, che l’esperienza che abbiamo vissuto sia istruttiva nel farci capire che qualcosa nel modo di vivere, produrre, divertirci, andrà cambiato in futuro se non vogliamo ritrovarci nuovamente in queste situazioni. Si parla sempre di più di transizione ecologica o energetica. Credo che sarà importante fare attenzione che queste non siano solo parole vane ma che diventino cambiamenti concreti, anche se magari non così rilevanti nell’immediato come si vorrebbe. Le cose si possono cambiare passo dopo passo. L’importante è che ci siano dei cambiamenti completi e concreti per far sì che in futuro ci sia un modo di vivere e di produrre più sostenibile.

Questa dovrebbe essere una cosa che andrebbe considerata di più. Dobbiamo avere la consapevolezza di fare il nostro lavoro nel migliore dei modi perché il cibo che mettiamo sulle tavole delle famiglie ha un impatto sulla salute dei nostri consumatori”.

“Lavoriamo ogni giorno per cambiare il mondo per il meglio con bontà e onestà!”


Giacomo Pedranzini, CEO Kometa 99

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