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Varga: l’interesse degli investitori per l’Ungheria “rimane forte”

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ungheria rimane interessante per gli investitori
ungheria rimane interessante per gli investitori

L’interesse degli investitori per l’economia ungherese “rimane forte”, ha dichiarato venerdì il Ministro delle Finanze Mihály Varga in un post su Facebook. “Come è evidente dalle ultime valutazioni delle agenzie di rating, gli investitori valutano positivamente le basi stabili dell’economia ungherese”, ha dichiarato Varga.

“Abbiamo ridotto il deficit di bilancio nonostante la guerra, le sanzioni e l’anno elettorale. Abbiamo anche ridotto il debito pubblico più del previsto”, ha aggiunto. 

Ha sottolineato che l’economia ungherese è cresciuta più velocemente della media dell’Unione Europea, anche senza i finanziamenti della Recovery and Resilience Facility (RRF). “Anche quest’anno eviteremo la recessione”, ha aggiunto. In un post su Facebook di giovedì, Varga ha dichiarato di essersi rivolto a 162 investitori nel corso di una videoconferenza organizzata da Citibank. 

Alla videoconferenza si sono uniti a lui l’amministratore delegato dell’Agenzia per la gestione del debito pubblico (ÁKK) Zoltán Kurali e il vice governatore della Banca nazionale d’Ungheria (MNB) Barnabás Virág.


Clicca qui per leggere altri articoli sull’economia Ungherese

fonte: facebook.com/VargaMihalyKepviselo | bbj.hu

Confindustria Ungheria presenta Lucart: intervista a Omar Balducci

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In questa intervista, scopriamo il percorso di Omar Balducci, direttore vendite del centro-est Europa Lucart, portavoce e corporate group advisor dello stabilimento ungherese Lucart Kft, azienda dell’industria cartaria presente in Ungheria da oltre due decenni e parte di Confindustria Ungheria. (Leggi qui l’intervista a Omar Balducci sulla definizione di business hero)

Guarda la video intervista su Youtube

Leggi anche le interviste ai vice Presidente di Confindustria Ungheria: Alessandro Farina e Giordano Riello. Confindustria Ungheria è un luogo di incontro che si propone di promuovere la qualificata e nutrita presenza imprenditoriale italiana, a livello sia pubblico che privato, in Ungheria.


Nel 2016 il Gruppo Lucart acquisisce gli asset della società ungherese Bokk Paper Kft, il principale produttore di carta professionale indipendente ungherese, e rinomina la società acquisita in Lucart Kft. 

Lucart è un gruppo multinazionale che promuove un modo sostenibile di produrre carta. Attraverso un approccio sistemico, volto a ottimizzare l’utilizzo delle materie prime e a ridurre gli scarti trasformandoli in nuove risorse. Lucart realizza prodotti tissue (articoli in carta destinati al consumo quotidiano quali carta igienica, carta per cucina, tovaglioli, tovaglie, fazzoletti etc.), airlaid e carte monolucide. Le attività produttive dell’azienda, fondata nel 1953 dalla famiglia Pasquini, sono distribuite su 3 Business Unit (Business to Business, Away from Home e Consumer), impegnate nello sviluppo e nella vendita di prodotti con brand come Tenderly, Tutto, Grazie Natural e Smile (mercato Consumer) e Lucart Professional, Fato, Tenderly Professional, e Velo (mercato Away from Home). Dal 2020 partecipa al Global Compact Network Italia delle Nazioni Unite e ha ottenuto il rating di sostenibilità “Platinum” da parte della società di certificazione indipendente Ecovadis.

In un’epoca in cui l’attenzione verso l’ambiente e la sostenibilità è sempre più alta, la produzione di carta ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia delle risorse naturali e nella riduzione degli impatti ambientali, abbiamo deciso di approfondire il tema, visitando l’azienda e parlando con Omar Balducci, direttore vendite del centro-est Europa e Corporate group advisor dello stabilimento ungherese, che ci ha raccontato la filosofia dell’azienda, le sfide e le opportunità del settore, nonché i progetti futuri.

Ci può presentare Lucart? 

Nel 2018 abbiamo costruito lo stabilimento su un green field di 50 000 mq, ad oggi occupiamo circa 22 000 mq, situato a Nyergesújfalu. Il gruppo Lucart ha deciso di spostarsi verso est in quanto il cluster del centro-est Europa ha sempre rappresentato un mercato importante per l’azienda, questo investimento in Ungheria ci permette di offrire soluzioni e prodotti idonei, sostenibili e di alta qualità per i clienti del cluster Centro-Est Europeo.

Quali sono state alcune delle sfide principali che lei e l’azienda avete affrontato, come le avete superate? 

Quella di allinearsi alle necessità di questi mercati e saper rispondere alle richieste di qualità, servizio e sostenibilità delle clientela è stata la più grande sfida per Lucart a seguito dell’investimento in Ungheria. 

La sostenibilità è sempre stata centrale nei metodi produttivi di Lucart.

Lo storico dell’azienda è sempre stato rivolto alla produzione di articoli di alta qualità, e che, allo stesso tempo rispettassero l’ambiente e ciò ci ha permesso di entrare nel mercato ungherese in quanto molto sensibile alle tematiche trattate in precedenza.

Balducci, risponde che a livello personale sia stato più difficile l’iniziale adattamento all’Ungheria a causa dello scoglio linguistico. E aggiunge, con evidente soddisfazione, di riuscire a parlare ungherese fluentemente.

Come vede l’evoluzione del suo lavoro e dell’industria in cui opera in futuro? 

Lucart è stata una delle prime realtà aziendali a puntare come visione e mission sull’ecologia, sostenibilità ambientale e sul rispetto dell’ambiente. Anche l’imballaggio dei prodotti è incentrato sul rispetto ambientale, in quanto vengono utilizzate solo plastiche riciclate e riciclabili e recentemente, packaging in carta riciclata. 

Balducci crede che il futuro sia in questa direzione, Lucart non può esimersi dalla produzione di carta di alta qualità a basso impatto ambientale. Sottolinea anche l’importanza della ricerca e sviluppo, caratteristica fondamentale per rispondere alle continue, ed in aumento, richieste di prodotti di nuova tipologia.   

Perché hanno investito in Ungheria?

Abbiamo investito in Ungheria perché si trova nel cuore dell’Europa, roccaforte logistica per servire mercati Centro-Est Europei ma anche per le ottime competenze del capitale umano che la contraddistingue. 

Che consiglio darebbe agli imprenditori manager italiani interessati a investire in Ungheria? 

Inoltre, seconda l’esperienza del direttore vendite, il mercato ungherese è meritevole di un feedback positivo. Esso rappresenta, come detto prima, un nodo nevralgico logistico del centro-est Europa; è un mercato in evoluzione che richiede sempre più spesso prodotti sostenibili e di alta qualità ed il Made in Italy in questo mercato è molto apprezzato.

Un difetto del mercato ungherese è dato dall’indice di disoccupazione estremamente basso che rende difficile recuperare del personale qualificato o meno.

Budapest Business Party

In conclusione Omar Balducci invita all’evento di networking Budapest Business Party, che quest’anno si svolgerà il 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica italiana per celebrare anche il primo summit di Confindustria Ungheria, la candidatura di Roma EXPO2030 con un’area dedicata dell’evento alle aziende italiane in Ungheria all’interno della quale troveremo anche Lucart. 

Atlas Award 2023

Inoltre, verrà presentato anche l’Atlas Award 2023, di cui Lucart sarà, per il secondo anno consecutivo, uno dei principali sponsor. Entrambe le occasioni faranno da cornice alla celebrazione del 70° Anniversario di Lucart.

€804 mln di finanziamenti europei in Ungheria per l’energia green

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EIB bank
finanziamento, bank

La Banca europea per gli investimenti(BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti (FCE) hanno firmato l’anno scorso 804 milioni di euro di nuovi finanziamenti per investimenti prioritari in tutta l’Ungheria.

Nel 2022, le operazioni della BEI nel paese comprendevano finanziamenti per l’energia, i trasporti e l’innovazione, le piccole e medie imprese (PMI). Tre quarti dei finanziamenti totali firmati in questi settori hanno sostenuto l’azione per il clima e la sostenibilità ambientale. 

In particolare, la BEI ha sostenuto la ristrutturazione ad alta efficienza energetica degli edifici residenziali e l’installazione di sistemi domestici di energia rinnovabile in tutto il paese. 

Questo progetto mira a fare investimenti di risparmio energetico nelle case e fa parte del programma di ristrutturazione della casa ungherese lanciato nel 2021. Aggiunge una seconda tranche a un prestito verde della BEI firmato nel 2021 e supporta diversi tipi di ristrutturazioni e aggiornamenti ad alta efficienza energetica.

La banca dell’UE ha anche fornito un sostegno mirato per nuovi autobus e treni regionali più sicuri, più confortevoli ed eco-friendly e per migliorare la rete stradale del paese. Hanno anche messo a disposizione delle PMI €100 mln collaborando con EXIMBANK. La partnership consentirà a quest’ultima di fornire finanziamenti a tassi competitivi e accessibili, ampliando il numero di potenziali beneficiari.

Questo investimento che permetterà di avere case a prezzi a basso consumo energetico a prezzi accessibili, trasporti pubblici più sicuri e più puliti e finanziamenti verdi per le PMI sta aiutando l’Ungheria ad accelerare la transizione verso un futuro più verde e prospero che non lascia indietro nessuno”, ha affermato la vicepresidente della BEI Teresa Czerwińska.

“Guardando avanti, il Gruppo BEI è particolarmente concentrato sugli investimenti verdi nel settore ferroviario, sullo sviluppo delle infrastrutture, sull’energia e sui finanziamenti per le PMI”.

Il Giappone è importante per l’agricoltura ungherese, secondo il Ministro dell’agricoltura

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Japan-Hungary
"L'obiettivo del nostro Paese è quello di stimolare ulteriormente le relazioni agricole tra Ungheria e Giappone", dice Nagy.

“L’obiettivo del nostro Paese è quello di stimolare ulteriormente le relazioni agricole tra Ungheria e Giappone”, ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura István Nagy, secondo quanto comunicato dal Ministero all’agenzia di stampa statale MTI. Dopo aver ricevuto l’ambasciatore giapponese Masato Otaka nel suo ufficio, il ministro ha richiamato l’attenzione sul fatto che esistono opportunità di cooperazione in molti settori, in particolare il trasferimento di conoscenze tecnologiche e il commercio estero agricolo. Per quanto riguarda la cooperazione economica, il ministro ha sottolineato il potenziale della carne di maiale, del pollame, dell’anatra, del miele e degli alimenti medici, in quanto il Paese ha ottime capacità per questi prodotti.

2023 Festival Sziget: line-up ufficiale e date

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sziget 2023
sziget 2023

Ora sappiamo che cosa farete a Ferragosto! Il Sziget quest’anno inizierà il 10 e terminerà proprio il 15 agosto! In questo articolo trovate la lineup del 2023!

Ogni anno, sulla grande isola Óbudai-sziget localizzata in mezzo al fiume Danubio in piena Budapest, si tiene il più grande festival estivo dell’Ungheria e dell’Europa: il festival Sziget.

L’anno scorso erano presenti più o meno 450.000 persone provenienti da tutto il mondo per assistere a quest’evento di fama mondiale e per assistere alla musica live dei loro artisti preferiti. Voi c’eravate?

L’Italia al festival

Ogni anno una piccola rappresentanza dell’Ambasciata italiana è presente per aiutare le persone italiane che perdono i documenti. Questo capita infatti più spesso di quanto vi immaginiate, ci raccontava l’anno scorso il Console Onorario Dott. Roberto Sarcià, in servizio agli ultimi 13 Sziget Festival. 

Qui la pagina dei contatti per la parte organizzativa italiana del festival: Sziget_Italia_Crew e su Facebook: https://www.facebook.com/SzigetFestivalItalia/ 

Chi ha suonato al Sziget nel 2022?

L’anno scorso gli headliner erano degni di quest’evento e non hanno deluso i partecipanti, parliamo infatti di: Arctic Monkeys, Calvin Harris, Dua Lipa, Justin Bieber, Kings Of Leon e Tame Impala in più di molti artisti anche meno noti ma che hanno proposto un magnifico spettacolo per la grande e diversa audience del festival.

Coloro che parteciperanno all’edizione di quest’anno non hanno nulla da invidiare a quelli che hanno assistito al Sziget Festival 2022, infatti anche questa volta gli artisti sono tra i migliori, mondialmente conosciuti, stimati e amati da milioni di fan.

Chi si esibirà al Sziget 2023?

Parliamo infatti di Billie Eilish, David Guetta, Florence + The Machine, Imagine Dragons, Lorde, Macklemore, Mumford & Sons, che si alterneranno sul palco centrale per poi lasciare spazio ogni giorno a molti altri artisti negli oltre 50 palchi secondari. 

Qui il link alla lineup del SZIGET 2023 !

Sam Fender

Niall Horan

YUNGBLUD

Foals

Bonobo

Diplo

Jamie xx

Tale Of Us

Yung Lean

Caroline Polachek

Loyle Carner

Arlo Parks

M83

Moderat

Sven Väth

Jeff Mills

Mimi Webb

Nothing But Thieves

AJR

Two Feet

Viagra Boys

Amyl and the Sniffers

Sleaford Mods

Frank Carter & the Rattlesnakes

Dixon

Reinier Zonneveld Live

Ben Böhmer Live

SG Lewis

Mochakk

TroyBoi

The Comet is Coming

070 Shake

Uncle Waffles

TV Girl

Baby Queen

Giant Rooks

il rapper italiano Lazza

Easy Life

I Hate Models

999999999

Confidence Man

The Aces

Youngr

Los Bitchos

Destroy Boys

Son Mieux

Kelly Lee Owens DJ set

Mall Grab

Acid Arab

DJ Tennis

Shlømo

Partiboi69

Herrensauna XXL

Anetha

Parra For Cuva

Jungle By Night

yunè pinku DJ set

dot

TxC

Bizzey

il rapper francese Josman,

Mezzosangue

Call Me Karizma

Lucie Antunes

Coloray

Hannah Grae

Vinicio Capossela

anna RF

Queralt Lahoz

The Haunted Youth

47Ter, Leyo, Stain The Canvas, M. Byrd, LASS, Al-Qasar, Awir Leon, Damien e molti altri…

Sziget e sostenibilità ambientale

Inoltre il festival Sziget è anche molto attento alla sostenibilità ambientale, e incoraggia i partecipanti a ridurre la loro impronta ecologica. Nell’articolo di approfondimento, l’anno scorso vi avevamo già svelato molte delle iniziative volte a promuovere la riduzione dei rifiuti e l’uso di materiali riciclabili.In conclusione il Festival è un evento unico e imperdibile per gli amanti della musica, della spensieratezza e della cultura. Qui la nostra carrellata di articoli dedicati al festival da seguire: https://economia.hu/?s=sziget

L’equilibrio tra lavoro e vita privata rimane importante per i dipendenti nonostante l’incertezza

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equilibrio tra lavoro e vita privata
equilibrio tra lavoro e vita privata

L’attuale incertezza economica ha aperto una nuova dimensione in termini di priorità e aspettative dei lavoratori, secondo l’ultima indagine Workmonitor di Randstad su 35.000 lavoratori in 34 mercati, scrive hrportal.hu.

Più della metà degli intervistati ungheresi (58%) teme che la situazione economica globale influisca sulla sicurezza del proprio lavoro, mentre circa il 34% degli ungheresi teme di perdere il proprio impiego.Nonostante l’incertezza, i dipendenti non rinunciano al desiderio di un sano equilibrio tra lavoro e vita privata.

Rispetto allo scorso anno, il numero di coloro che non accetterebbero un lavoro che influisca negativamente su questo aspetto è aumentato del 3%, nel caso dell’Ungheria, portando il dato complessivo al 59%. Allo stesso tempo, solo il 37% dei dipendenti ungheresi si licenzierebbe per questo motivo, mentre la media globale è del 48% e quella dell’Europa orientale del 47%.

Dell’importanza dell’equilibrio tra lavoro e vita privata ne parliamo anche in questo articolo, clicca qua per leggerlo!

L’Uzbekistan apre un’ambasciata a Budapest

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Uzbekistan ambasciata Budapest
Uzbekistan ambasciata Budapest

Secondo il quotidiano conservatore Magyar Nemzet, l’Uzbekistan ha aperto lunedì 27 marzo un’ambasciata a Budapest. In una conferenza stampa congiunta con il suo omologo uzbeko, Baxtiyor Saidov, il ministro ungherese degli Affari e del Commercio Estero Péter Szijjártó ha dichiarato che l’apertura dell’ambasciata potrebbe portare la cooperazione tra Ungheria e Uzbekistan “in una nuova dimensione”. 

Il ministro ha sottolineato come la OTP Bank, il più grande istituto di credito commerciale ungherese, è diventata il quinto istituto di credito in Uzbekistan grazie all’acquisizione di una banca locale con circa 1,6 milioni di clienti. La presenza di OTP in Uzbekistan dovrebbe dare ad altre aziende ungheresi lo slancio per fare affari nel Paese, ha detto Szijjártó. 

Szijjártó ha sottolineato che è stato firmato un accordo per la creazione di una zona economica speciale a Tashkent, con regole adatte alle esigenze degli investitori ungheresi. Entro la fine dell’anno saranno avviati voli diretti tra i due Paesi.

Inflazione in Ungheria: l’inflazione annua al 15-19,5%

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inflazione Ungheria
inflazione ungheria

Il rapporto trimestrale sull’inflazione, discusso dai responsabili politici nel corso di una riunione del Consiglio monetario della Banca nazionale d’Ungheria (MNB), indica che la banca centrale colloca l‘inflazione media annua di quest’anno in una fascia compresa tra il 15 e il 19,5%, invariata rispetto alle previsioni pubblicate nel precedente rapporto di fine dicembre.

 Il consiglio ha affermato che l’IPC*, che ha raggiunto un picco del 25,7% a gennaio 2023, dovrebbe “diminuire lentamente all’inizio, poi ad un ritmo sempre più rapido” nei prossimi mesi. I membri hanno sottolineato i previsti “effetti disinflazionistici più ampi” della stretta monetaria, che porteranno a un “sostanziale rallentamento” dell’inflazione.

Inoltre, hanno rilevato il calo “significativo” dei prezzi dell’energia e delle materie prime, nonché dei costi di trasporto internazionali, l’allentamento delle tensioni sulla catena di approvvigionamento e il rallentamento dell’attività economica globale. 

In aggiunta, hanno sottolineato che il calo della domanda interna ha ridotto il margine di manovra delle imprese per aumentare i prezzi, mentre l’azione dell’Ufficio per la concorrenza (GVH) potrebbe portare a un “comportamento sempre più disciplinato in materia di prezzi”.

Il rapporto prevede un calo dell’IPC fino alla fascia di tolleranza della banca centrale del 2-4% nel 2024.

Ridurre l’inflazione e migliorare la convergenza economica sono i compiti “più importanti” per il 2023, ha dichiarato mercoledì 29 marzo il Ministro dello Sviluppo Economico Márton Nagy durante una conferenza. Intervenendo all’evento di chiusura di un programma governativo per lo sviluppo delle capacità di esportazione delle aziende locali, Nagy ha affermato che il governo deve agire per portare l’indice dei prezzi al consumo sotto il 10% entro la fine dell’anno. 

L’inflazione ha iniziato a rallentare, in linea con le aspettative, ed è destinata a continuare a scendere a un “ritmo crescente”, ha aggiunto. Nagy ha affermato che l’economia ungherese potrebbe crescere di circa l’1,5% quest’anno, oltre la media dell’Unione Europea, ma ciò richiederà un sostegno alle imprese. Ha sottolineato che il programma Gábor Baross, lanciato di recente dal governo, metterà a disposizione delle imprese quasi 1.600 miliardi di fiorini ungheresi, mentre i finanziamenti potrebbero arrivare anche da Bruxelles, “probabilmente entro l’estate”, ha aggiunto.

In un rapporto pubblicato giovedì 30 marzo sul sito, la Banca nazionale d’Ungheria (MNB) ha dichiarato che l’inflazione scenderà “moderatamente” nei prossimi mesi, per poi accelerare nella seconda metà dell’anno.

Grafico dell’andamento dell’inflazione dal 2019 al 2026, Fonte: MNB

“Si prevede un moderato calo dell’indice dei prezzi al consumo nei prossimi mesi, seguito da un’accelerazione del processo disinflazionistico nella seconda metà dell’anno”, hanno dichiarato i responsabili politici della banca centrale in una sintesi dei risultati principali del nuovo rapporto trimestrale sull’inflazione.

Hanno aggiunto che gli effetti della politica monetaria restrittiva, del calo dei prezzi globali delle materie prime e della diminuzione dei consumi interni diventeranno “sempre più pronunciati” nel 2023.

Il rapporto mostra che l’IPC, che ha raggiunto un picco del 25,7% a gennaio 2023, potrebbe scendere a una sola cifra entro la fine dell’anno e tornare nella fascia di tolleranza del 2-4% della banca centrale nel 2024.

La MNB ha collocato l’inflazione media annua di quest’anno in una fascia compresa tra il 15 e il 19,5%, invariata rispetto alle previsioni pubblicate nel precedente rapporto di fine dicembre.

Per saperne di più sull’andamento dell’inflazione negli ultimi mesi clicca qua per leggere altri articoli al riguardo.

*L’indice dei prezzi al consumo misura il rincaro dei beni e servizi rappresentativi del consumo delle economie domestiche. 

Foodpanda cambia nome in Foodora

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da foodpanda a foodora
da foodpanda a foodora

L’unità locale della società di consegne alimentari Delivery Hero ha annunciato il rebranding della sua attività Foodpanda come Foodora a metà aprile.

L’amministratore delegato di Delivery Hero Hungary, Zoltán Radeczky, ha dichiarato che a maggio verrà lanciata una campagna per il cambio di nome. L’azienda sta effettuando il cambio di nome in Austria, Repubblica Ceca, Scandinavia e Slovacchia, oltre che in Ungheria.

Qui Delivery Hero collabora con circa 4.000 partner di consegna e più di 5.000 partner di catering. Ha una base di clienti di oltre due milioni di persone. Nel 2021 l’attività ungherese ha registrato un fatturato di 18 miliardi di fiorini ungheresi.

Per rimanere aggiornati sulle novità di economia e finanza in ungheria, clicca qui per leggere altri articoli.

Tra scherma e diplomazia: a Budapest “La bellezza in un gesto”

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Giovedì 23 marzo, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura, si è svolta l’undicesima tappa del progetto “La bellezza in un gesto”, per l’inizio della prova della di Coppa del Mondo di sciabola maschile che si è tenuta nella capitale ungherese. 

L’evento, intitolato “Scherma e diplomazia: lo sport impulso al successo in pedana e nella vita”, di cui avevamo già parlato qui, è stato organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Ungheria, in collaborazione con la Federazione Italiana Scherma e con il coinvolgimento della Federazione Ungherese di Scherma e si è svolto come seminario di approfondimento sulla tematica dello sport e della diplomazia.

Per questo motivo, le testimonianze di Luca Curatoli, medaglia d’argento olimpica nella sciabola maschile individuale agli ultimi Giochi di Tokyo, e Áron Szilágyi, tre volte medaglia d’oro olimpica nella sciabola maschile individuale alle ultime tre olimpiadi, sono state fondamentali per capire come lo sport insegni che avversari non significa nemici, ma che in realtà la tradizione di uno sport, come in questo caso la scherma per l’Italia e l’Ungheria, avvicina culture diverse diventando così un potente strumento di diplomazia. 

L’importanza dell’aspetto motivazionale

Un’altra tematica importante affrontata durante la conferenza è stata l’importanza dell’aspetto motivazionale che è alla base di ogni successo, nell’agonismo e nella vita di tutti i giorni.

Dopo un primo momento introduttivo aperto da Gabriele La Posta, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura che ospitava l’evento e dall’Ambasciatore d’Italia in Ungheria, Manuel Jacoangeli, durante il quale è stato sottolineato come la scherma sia diventata un fattore di identità nazionale per l’Italia con le 130 medaglie olimpiche, si sono susseguiti gli interventi di Paolo Azzi e Zsolt Csampa, presidenti delle federazioni italiane e ungheresi della scherma, e dei due schermidori Luca Curatoli e Áron Szilágyi. 

Le parole dei campioni: Luca Curatoli e Áron Szilágyi

Agli sportivi è stato chiesto come vivono momenti di vittoria e i momenti di sconfitta, come vedono il loro avversario e come è nata la loro passione per questo sport, tutte domande a cui hanno risposto di buon grado, inserendo dettagli del loro percorso e vita personale, del supporto delle loro famiglie e della motivazione che ognuno di loro ha interiormente. 

Grazie alle loro risposte si è potuto capire come lo sport avvicini e accomuni le persone e che l’avversario una volta finito uno scontro non è tuo nemico, anzi, secondo Luca Curatoli

“quando metti la maschera comincia un vero dialogo con il tuo avversario Possiamo avere stili diversi ma sono diversi accenti di una lingua comune, gli atleti si riuniscono in un palazzetto con l’obiettivo, nel rispetto dell’avversario, di vincere“.   

Luca Curatoli

A queste parole, il campione ungherese, Áron Szilágyi ha aggiunto di quanto per lui la figura dello sportivo sia istruttiva per i ragazzi con queste parole

“gli schermidori cercano di far capire ai bambini di cercare amici nello sport ed essere leali”

Áron Szilágyi

COPPA DEL MONDO SCIABOLA MASCHILE – Budapest (Ungheria), 24-26 marzo 2023

La tappa di Coppa del Mondo di sciabola maschile a Budapest svoltasi nel weekend ha portato 12 azzurri a Budapest:

Azzurri prova individuale: Alberto Arpino, Dario Cavaliere, Luca Curatoli, Leonardo Dreossi, Luca Fioretto, Michele Gallo, Giorgio Marciano, Matteo Neri, Riccardo Nuccio, Mattia Rea, Giovanni Repetti, Pietro Torre.
Azzurri gara a squadre: Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri, Pietro Torre.
Responsabile d’arma: Nicola Zanotti
Staff tecnico: Tommaso Dentico, Alessandro Di Agostino
Fisioterapista: Alessandro Pesce

Un incontro cinese fatto in cielo

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Riportiamo tradotto l’articolo pubblicato e curato dalla redazione del Budapest Business Journal

Un numero crescente di aziende cinesi sta scegliendo l’Ungheria come sede dei propri investimenti. In particolare, la mobilità elettrica sembra aver catturato l’immaginazione degli investitori cinesi, poiché il Paese rappresenta un punto d’incontro ideale per le case automobilistiche occidentali e i fornitori orientali.

Come indicato dai dati dell’Agenzia ungherese per la promozione degli investimenti, e date le relazioni sempre più strette tra i due Paesi, la pipeline di investimenti sembra destinata a rimanere solida e a dare ulteriore impulso ai legami economici.

Ingenti investimenti provenienti dalla Cina

A poche settimane dall’annuncio di un investimento di 15 milioni di euro, lo scorso settembre la cinese NIO ha avviato la produzione del suo primo stabilimento all’estero in Ungheria. L’azienda promette di stabilire nuovi standard globali nella mobilità elettrica e nell’esperienza dell’utente grazie alla sua tecnologia Power Swap. La soluzione completamente automatizzata consente di scambiare le batterie scariche con quelle cariche senza che l’utente debba lasciare la propria auto, un modo comodo e veloce per combattere l’ansia da autonomia degli utenti di veicoli elettrici.

L’operazione ungherese è una parte cruciale dell’espansione europea di NIO, poiché servirà come centro di produzione, assistenza e ricerca e sviluppo dei suoi prodotti energetici nel continente. Come afferma l’azienda in un comunicato, “con questa tecnologia rivoluzionaria, NIO può aiutare l’Ungheria a rafforzare il suo ruolo di leader nell’industria europea dei veicoli elettrici”.

In effetti, l’Ungheria sta procedendo a pieno ritmo per assicurarsi posizioni strategiche sulla strada verso lo zero netto. Gli investimenti cinesi hanno fatto da catalizzatore a questo sforzo e alla crescita economica ungherese. Solo per citare alcuni esempi del recente passato, PEX Automotive, Chervon Auto e Zhejiang Huashuo Technology hanno deciso di aprire siti per la produzione di componenti EV su scala di massa. Il progetto di Semcorp a Debrecen, del valore di 183 milioni di euro, apre la strada alla trasformazione della città in un importante polo produttivo di film separatori, un componente chiave delle batterie agli ioni di litio.

Quasi 4 miliardi di investimenti negli ultimi anni

L’intensità degli investimenti cinesi in Ungheria è stata una caratteristica costante negli ultimi anni. Il gigante asiatico, insieme a Hong Kong, è l’ottavo investitore del Paese, con un volume di investimenti pari a quasi 4 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati disponibili dell’Ufficio centrale di statistica ungherese (KSH).

Includendo Hong Kong, la quota della Cina sul totale degli IDE ungheresi è del 3,9%. Solo negli ultimi cinque anni sono state realizzate 28 operazioni guidate dall’HIPA per un valore di circa 1,2 miliardi di euro, con la creazione di circa 3.000 nuovi posti di lavoro. Questi dati non includono l’investimento record di 7,3 miliardi di euro del produttore mondiale di batterie CATL che, sebbene annunciato nel 2022, sarà conteggiato nelle statistiche del 2023 con la costruzione iniziata quest’anno.

Un record per l’UE

Dato il suo volume, l’accordo CATL merita un’attenzione particolare. Non si tratta solo dell‘investimento greenfield più significativo mai realizzato nel Paese, ma anche di un investimento nella produzione di batterie da record a livello europeo. Dopo aver costruito un impianto in Germania, CATL ha scelto l’Ungheria per il suo secondo sito europeo, dove prevede di creare migliaia di posti di lavoro.

“Con l’intensificarsi delle ambizioni dell’Europa nella lotta al cambiamento climatico, lo stabilimento ungherese, il più grande di CATL all’estero, si inserisce perfettamente nelle ambizioni dell’UE e segna una pietra miliare nel percorso globale di CATL”, afferma l’azienda in un comunicato stampa.

La costruzione di una gigafactory a Debrecen è un passo logico per la sua vicinanza a molte aziende automobilistiche, che consentirà a CATL di soddisfare meglio le richieste dei suoi partner europei e del mercato. Al momento dell’annuncio, infatti, Mercedes-Benz è stata indicata come uno dei principali acquirenti delle future batterie prodotte a Debrecen.

L’apertura ad est

L’Ungheria lavora da oltre un decennio per attrarre investimenti asiatici. Nel 2010, la cosiddetta politica di “apertura a est” prevedeva l’intensificazione delle relazioni con i Paesi orientali.

“Le statistiche sugli IDE riflettono il successo di questo approccio: fino al 60% e al 48% del volume totale degli investimenti è stato attribuito a investitori asiatici rispettivamente nel 2021 e nel 2022, come evidenziato dai nostri dati”, sottolinea István Joó, CEO dell’HIPA. “La Cina è diventata per la prima volta il principale investitore nel 2020 e, grazie al progetto CATL, molto probabilmente sarà di nuovo al primo posto nel 2023”.

Le eccellenti relazioni estere tra i due Paesi alimentano in larga misura questi sviluppi positivi. Il livello di rispetto e fiducia reciproci sono stati elogiati durante la visita del più alto diplomatico cinese, il Consigliere di Stato Wang Yi, a metà febbraio. È stato inoltre riconosciuto che la cooperazione con la Cina è stata essenziale per consentire all’Ungheria di uscire da ogni crisi più forte di prima. Secondo i dati del KSH, la Cina è il terzo partner commerciale più importante dell’Ungheria. Il valore del commercio bilaterale è aumentato del 5,9% nel 2022, su base annua.

La Cina sta espandendo la sua impronta globale. La Belt and Road Initiative e il programma della Via della Seta digitale mirano entrambi a migliorare la connettività e la cooperazione tra più Paesi sparsi in diversi continenti in un’ampia gamma di settori. Questa attività e la posizione favorevole dell’Ungheria nei confronti della Cina sembrano essere un’accoppiata perfetta. L’Ungheria è ora designata come il principale luogo di investimento nella regione CEE per le imprese cinesi.

Acceleratore di e-mobilità

La decisione di CATL di stabilirsi qui rientra in questo schema. Il progetto è visto come un’accelerazione della transizione verso la mobilità elettrica in Ungheria e in Europa, generando un notevole gettito fiscale per il Paese ospitante e diventando un nuovo motore per l’economia locale. Si prevede che il progetto contribuirà ad attrarre in Ungheria partner a monte e a valle della catena del valore dei veicoli elettrici, dando così nuova linfa allo sviluppo sostenibile del Paese.

Anche la sostenibilità in loco sarà portata al livello successivo. A Debrecen, CATL intende replicare lo stabilimento di Yibin, nella Cina sud-occidentale, la prima fabbrica di batterie certificata a zero emissioni di carbonio al mondo, che ha raggiunto la neutralità delle emissioni di carbonio grazie all’uso di elettricità verde, alla gestione intelligente dell’energia e l’elettrificazione dei trasporti.

CATL ha anche creato il “Credito” basato sui Big Data, il primo toolkit di audit del settore per calcolare gli indici sulle prestazioni di sostenibilità delle imprese lungo la catena di fornitura, aiutandole così a esplorare i loro percorsi verso la sostenibilità.

Le aziende cinesi che si sono stabilite in Ungheria sono qui per restare e la pipeline di investimenti sembra altrettanto promettente. Come ha recentemente annunciato il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio Péter Szijjártó, sono in corso trattative con quattro società cinesi, grazie alle quali diversi nuovi progetti di notevole valore potrebbero entrare nel flusso dell’economia ungherese nel prossimo futuro.

Intervista a Gabriella Pusztai, blogger e wedding planner ungherese

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L'intervista di Gabriella Pusztai che fa parte di una serie di interviste alle imprenditrici ungheresi in Italia.

Trasferitasi in Italia per amore, Gabriella Pusztai capì che per raggiungere la dolce vita bisogna percorrere una strada per niente facile. 

Oggi Gabriella Pusztai, l’imprenditrice ungherese in Toscana si racconta a Keri Adél per Economia.hu, come parte di una serie di interviste alle imprenditrici ungheresi in Italia!

Dalla fatica per trovare un lavoro fino alla decisione di diventare una libera professionista e di realizzare i suoi sogni, Gabriella ci racconta la sua vita.

Cosa L’ha portata in Italia? Quali furono le Sue prime impressioni del Paese?

All’epoca lavoravo in un Ente del Ministero del Lavoro ungherese e realizzavamo i primi progetti europei subito dopo l’entrata dell’Ungheria nella UE. Uno dei progetti aveva come capofila un ente italiano e con il coordinatore del progetto è sbocciato l’amore. Dopo 18 mesi di viaggi tra la Toscana e Budapest decisi di trasferirmi a Firenze. Sapevo che non sarebbe stato facile, soprattutto sul fronte del lavoro e il primo periodo è stato molto più duro di come immaginavo. In Toscana sono presenti poche multinazionali, in cui tendenzialmente è più facile trovare lavoro e, più in generale, l’incontro domanda/offerta non è molto efficiente. Per trovare un lavoro che risponda alle proprie esigenze è necessario avere una buona rete di conoscenze. All’epoca avevo già 32 anni ed un bagaglio di esperienze lavorative abbastanza significativo, non volevo ricominciare da capo tutto il mio percorso e cercavo un’opportunità in cui venisse riconosciuta la mia expertise. Viste tutte le difficoltà nel trovare un lavoro come dipendente, con le caratteristiche da me richieste, decisi di tentare la libera professione. Oggi gestisco progetti con finanziamenti europei per un’agenzia formativa regionale in Toscana, organizzo tantissimi viaggi di studio per docenti ungheresi in Toscana, e in più ogni tanto ho la possibilità di fare l’interprete, fare delle docenze e delle traduzioni. Mi gratifica molto poter avere diversi tipi di attività ed essere in continuo movimento. Inoltre da più di 10 anni, insieme ad un’amica, ho avviato anche un’attività di wedding planner in Toscana per coppie ungheresi. Insomma tipologie di lavoro diverse, sempre interessanti e sempre coinvolgenti. Dopo 15 anni di lavoro posso dire di aver fatto la scelta giusta e affermare che senza un appoggio iniziale ed una piccola riserva economica sarebbe stata una strada difficilmente percorribile. 

 Il Suo Blog costituisce un contributo di valore incommensurabile per gli/le ungheresi che intendono venire in Italia. Come Le è arrivata l’idea di iniziare a raccontare l’Italia e la Sua vita a Firenze?

Nel 2008 ero da 6 mesi in Italia e mi sono dovuta confrontare con tutte le problematiche legate alla ricerca del lavoro, al cambio di casa, agli adempimenti ufficiali tra i due paesi, ecc….

 Ho cominciato il blog per sistematizzare quello che vivevo, ma anche per sfogarmi. Tempo dopo questa necessità veniva meno e  più conoscevo la società italiana, più avevo voglia di scriverne. L’Italia è un grande paese, molto complesso, che non si comprende quando veniamo come turisti per approfittare del caldo, del sole, del mare e di questa cordialità tutta italiana. Quando ci si immerge nella vita quotidiana (e io grazie al mio lavoro spesso ho l’occasione di entrare in contesti molto diversi tra di loro), si comprende la complessità del sistema Paese, di una società con mille sfaccettature e differenze, una storia artistica, sociale, economica e politica molto intrigante. Sul blog cerco di raccontarne qualcosa. Oltre a questo c’è una linea di articoli sugli aspetti pratici del quotidiano: come si chiede la tessera sanitaria, come si chiede la residenza, come si affitta una casa, come si compra una casa, come si apre una partita iva, etc.   

In linea generale, a Suo giudizio, quanto risulta difficile trovare un impiego per una giovane straniera laureata in Italia? Come si apprestò alla ricerca del Suo primo lavoro?

In Toscana è molto difficile. Soprattutto essendo una donna giovane in età da figli (eh si,  non è il gruppo preferito dei datori di lavoro). Sicuramente senza parlare bene, ma veramente bene la lingua, sarà difficile anche iniziare la ricerca. Il mercato del lavoro funziona molto diversamente di quanto ho visto in Ungheria 20 anni fa. Il classico percorso “trovare un annuncio di lavoro – mandare un CV – essere chiamata per un colloquio e ad esito positivo essere presa con un contratto “normale” e con uno stipendio “normale” – e se lavori bene, essere apprezzata”, questo praticamente non esiste. Più che la Laurea o altro titolo di studio, conta se hai una buona rete di conoscenze che ti avvertono se c’è un posto di lavoro vacante. I datori di lavoro evitano di fare contratti troppo impegnativi per loro. E gli stipendi sono molto bassi rispetto al costo della vita. 

La strada più percorribile è quella crearti il lavoro o lavorare (perché no?) a distanza anche per ditte ungheresi (o di altri paesi) e avere una sicurezza economica da altri fonti che ti permettano di accettare anche lavori interessanti ma poco remunerati. 

Come dicevo prima, ho scelto la prima strada alternativa, ovvero crearmi la mia libera professione con tanto sacrificio all’inizio, ma con tanta soddisfazione a distanza di 15 anni. 

Esiste un luogo comune sull’Italia e sul mercato di lavoro italiano che Lei ritiene che non sia vero?

Il primo luogo comune (non vero) è che l’Italia è una. Ci sono notevoli differenze, in tutti i sensi,  tra le varie regioni. Il paese si estende praticamente da regioni vicine al nord Africa fino al regioni confinanti con le aree germaniche e francesi con le conseguenti differenze per quanto riguarda atteggiamenti, abitudini, orari, modi di vivere e lavorare molto diversi. Un piemontese o un veneto non hanno quasi niente in comune con un calabrese od un pugliese. Se non la squadra nazionale di calcio… Quindi le domande vanno poste regione per regione per ogni tema specifico. 

Qual è la maggior differenza positiva tra la vita ungherese e quella italiana a favore di quest’ultima?

Un benessere non solo materiale (cultura gastronomica, moda, design, storia, cultura ecc), ma anche e soprattutto legato all’atteggiamento positivo della gente nelle interazioni quotidiane, dei piccoli piaceri che sanno concedersi nonostante tutto. La famosa gioia di vivere, la dolce vita insomma. Da dentro questa gioia di vivere a volte sembra venir meno viste le varie crisi economiche, la pandemia, la disoccupazione, ecc. ma visto dall’Ungheria, gli italiani hanno sempre e comunque la capacità di “saper godersi la vita”. 

Quale consiglio darebbe a sé stessa se dovesse ricominciare da dov’era partita?

Non avere paura di pensare a mettersi in proprio. La determinazione e la resilienza le avevo, e queste servono prima di tutto. 

Qual è il Suo borgo preferito in Italia e perché?

Domanda molto difficile! Ce ne sono tantissimi belli e ovunque. Direi Urbino, città meravigliosa dal punto di vista storico, urbanistico, artistico, ma ancora relativamente poco conosciuto. 

Intervista e traduzione realizzata da Keri Adél.

Se siete arrivati fino qua, vi invitiamo anche la leggere l’intervista a Helen Gyovai e Viktória Nyitrai.

Nuova collaborazione tra l’Università di Óbuda e Samsung SDI

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L’Università di Óbuda di Budapest ha presentato un nuovo corso in collaborazione con Samsung SDI sul tema della produzione di batterie per veicoli elettrici.

Il corso, chiamato “Manufacturing of Automotive Li-ion Batteries“, è tenuto in lingua inglese ed è stato avviato nel semestre primaverile.

Attualmente, solo gli studenti iscritti al programma di ingegneria meccanica dell’Università di Óbuda possono partecipare, ma l’iscrizione sarà aperta anche agli studenti di ingegneria elettrica nel semestre autunnale.

I partecipanti al corso avranno la possibilità di fare uno stage presso lo stabilimento di produzione di batterie di Samsung SDI situato nella periferia di Budapest.

Aumento degli affitti delle case in Ungheria e nella capitale

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Aumento dei canoni di affitto del 19,8% in Ungheria e del 21,5% nella capitale. Il distretto II è il preferito dagli investitori immobiliari.
Aumento dei canoni di affitto del 19,8% in Ungheria e del 21,5% nella capitale. Il distretto II è il preferito dagli investitori immobiliari.

I canoni di affitto delle case in Ungheria sono aumentati del 19,8% su base annua nel mese di febbraio, secondo i dati compilati dall’Ufficio Centrale di Statistica (KSH) dal sito di annunci Ingatlan.com. Nella capitale i canoni di locazione sono aumentati del 21,5%.

In un confronto mese su mese, i canoni di affitto delle case sono aumentati dell’1,8% a livello nazionale e dell’1,4% a Budapest. L’affitto mensile di un appartamento nella capitale era in media di 210.000 fiorini nel marzo 2023, secondo Ingatlan.com. A Debrecen (225 km a est di Budapest), Győr (120 km a nord-ovest) e Székesfehérvár (65 km a sud-ovest), un appartamento può essere affittato per 150.000 fiorino al mese, secondo i dati.

Distretto II il più popolare per gli investimenti immobiliari

Gli acquirenti hanno acquistato immobili nel Distretto II principalmente a scopo di investimento e hanno speso in media 109 milioni di fiorini per case di circa 110 mq nel 2022, ha dichiarato ieri Duna House all’agenzia di stampa statale MTI.

Secondo i dati della società, quest’anno il prezzo al metro quadro è salito a 1,4 milioni di fiorini rispetto alla media dello scorso anno di 990.000 fiorini.

In base a un sondaggio condotto tra i clienti dell’agenzia immobiliare, a febbraio di quest’anno il Distretto II è diventato il quartiere più popolare della capitale, superando il precedente leader Distretto XIII, così come Terézváros (Distretto VI) ed Erzsébetváros (Distretto VII), preferiti dagli investitori.

Superata la soglia di 1 milione di HUF

Il prezzo al metro quadro nel distretto V è aumentato di oltre 1 milione di HUF in 10 anni, e alla fine del 2022 l’importo medio speso per gli immobili supererà i 100 milioni di HUF (analisi Duna House).

Il limite psicologico di 1 mln di HUF per mq nei quartieri interni (V, VI e VII) è stato superato. Inoltre, la percentuale di acquisti a scopo di investimento è salita al 60% in quest’area lo scorso anno, con un aumento di 15 punti percentuali rispetto ai dati del 2021.

Fonti:  BBJ.HU | www.ksh.hu | Fonte foto: Canva

IRL Real Estate

Abbiamo parlato dell’aumento degli affitti in Ungheria anche in questi articoli, non perderteli!

ARRIVA A BUDAPEST IL PROGETTO “LA BELLEZZA IN UN GESTO”

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A Budapest a marzo programmata la tappa del progetto “La bellezza in un gesto”, organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Ungheria con la FIS.
A Budapest a marzo programmata la tappa del progetto “La bellezza in un gesto”, organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Ungheria con la FIS.

 “Scherma e diplomazia: lo sport impulso al successo in pedana e nella vita” è il titolo della decima tappa del progetto “La bellezza in un gesto”, in programma giovedì 23 marzo dalle 17.30 a Budapest, alla vigilia della prova di Coppa del Mondo di sciabola maschile che sarà ospitata proprio nella Capitale ungherese. 

L’evento è organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Ungheria, in collaborazione con la Federazione Italiana Scherma e con il coinvolgimento della Federazione Ungherese di Scherma. Dalle ore 17:30, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura, la delegazione della Nazionale azzurra degli sciabolatori, guidata dal Commissario tecnico Nicola Zanotti, parteciperà a un seminario d’approfondimento sulla tematica dello sport e della diplomazia, che si dipanerà in particolare in un focus sull’importanza dell’aspetto motivazionale che è alla base di ogni successo, nell’agonismo e nella vita di tutti i giorni. Preziosa sarà la testimonianza del campione Luca Curatoli, medaglia d’argento olimpica nella sciabola maschile individuale agli ultimi Giochi di Tokyo.

L’incontro sarà aperto dall’Ambasciatore d’Italia in Ungheria, Manuel Jacoangeli, e vi prenderà parte anche il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, per raccontare l’impegno della FIS in ambito internazionale nel solco del binomio sport-diplomazia. 

Con l’appuntamento di giovedì 23 marzo a Budapest, il progetto “La bellezza in un gesto” arriva in doppia cifra, toccando la sua decima tappa, che segue, a poco meno di undici mesi dall’inizio, gli eventi svoltisi a Madrid, Tunisi, Il Cairo, Algeri, Belgrado, Tokyo, Vancouver, Parigi e Doha.

Un percorso intenso e ricco di contenuti per questo programma nato dal Protocollo d’intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Federazione Italiana Scherma, a sostegno della promozione integrata dell’immagine dell’Italia nel mondo attraverso lo sport delle tre armi, per il tramite della rete diplomatico-consolare.

Fonte: Comunicato stampa

Fonte: http://www.italianfestival.eu/la-bellezza-in-un-gesto/

Lutto per Antonello Canale, ex Direttore Ufficio ICE Agenzia in Ungheria 

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Colpiti dalla prematura scomparsa del Dott. Antonello Canale, ex Direttore Ufficio ICE Agenzia in Ungheria, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e alle persone a lui care.

Dipendenti insoddisfatti dell’aumento di stipendio

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Secondo un'indagine condotta da Trenkwalder, i dipendenti sono insoddisfatti dell'aumento di stipendio di 10%.

Secondo un’indagine condotta da Trenkwalder alla fine di febbraio sul mercato del lavoro e riportata da MTI, il 55% dei dipendenti delle aziende ha ricevuto un aumento di stipendio all’inizio dell’anno. Tuttavia, per quasi la metà di questi dipendenti, l’aumento non ha superato il 10%. Inoltre, il 17% dei dipendenti non si aspetta alcun aumento di stipendio quest’anno. L’indagine ha coinvolto 500 dipendenti del settore privato che sono stati interrogati sulla loro attuale posizione lavorativa e sui loro stipendi.

Ricordiamo che un aumento salariale del 10% era stato rilevato anche all’inizio dello scorso anno. Secondo il KSH, i dati relativi alle imprese e alle istituzioni con almeno cinque persone a libro paga mostrano che lo stipendio mensile lordo medio dei lavoratori a tempo pieno è stato di 482.400 fiorini. 

ASPETTATIVE DI UN AUMENTO DEL SALARIO DIMINUISCONO

Secondo l’indagine condotta, il 43% dei partecipanti si dichiara insoddisfatto dell’attuale stipendio. Tra coloro che non sono soddisfatti del proprio salario, il 35% sarebbe contento di un aumento fino al 20%, mentre il 24% ritiene adeguato un reddito aggiuntivo tra il 20% e il 30%.

Oltre la metà degli intervistati (55%) prevede un peggioramento della propria situazione finanziaria rispetto all’anno precedente. Inoltre, le aspettative di un aumento di stipendio sono diminuite: il 52% degli intervistati sta pensando di cambiare lavoro entro un anno, rispetto al 38% di sei mesi fa. Inoltre, il 68% dei partecipanti ritiene prioritaria la sicurezza del proprio posto di lavoro rispetto alla crescita dei salari reali.

ALCUNI RISPONDENTI DISPOSTI A CAMBIARE LAVORO

Addirittura, l’8% di tutti i partecipanti sarebbe disposto a cambiare lavoro per un aumento salariale del 10%, mentre il 57% accetterebbe un’offerta migliore del 30%. Questo dato indica un aumento della cautela rispetto ai mesi precedenti, quando la percentuale era del 68%.

La difficile situazione economica sta influenzando le aspettative dei lavoratori, come dimostra il fatto che il 40% di loro ha affermato di voler lasciare il proprio lavoro nel 2023 se i sussidi non aumentassero, rispetto al 68% dell’autunno precedente. Tuttavia, c’è anche una nota positiva per i datori di lavoro: il 64% dei partecipanti sarebbe disposto ad accettare un aumento di stipendio sotto forma di benefit non monetari, come lavoro da casa, formazione o spese di viaggio, per un periodo di 1-2 anni in caso di difficoltà dell’azienda. 

Fonte: hrportal.hu

Green Fox Academy offre formazione informatica gratuita per le donne

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Da maggio 2023, nel quadro del programma Hello IT! for Women, verranno avviati corsi di informatica gratuiti dedicati alle donne.

A partire da maggio 2023, nel quadro del programma Hello IT! for Women, verranno avviati corsi di informatica gratuiti dedicati alle donne. Questi corsi online a tempo parziale si potranno seguire da casa, a ritmo individuale e potranno essere completati in un periodo medio di 2-4 mesi.

I corsi disponibili

l corso IT Support del programma Hello IT! for Women offrirà l’opportunità a 155 candidate di acquisire competenze avanzate di amministrazione di sistema, oltre a sviluppare ulteriormente le proprie conoscenze informatiche. Invece, il corso IT Automation with Python, l’ultimo lanciato da Hello IT! for Women, è destinato alle donne che sono interessate alla programmazione e che hanno già una conoscenza di base dei sistemi informatici e possiedono delle competenze informatiche.

Altre 155 donne potranno approfittare della formativa gratuita offerta da Hello IT! for Women, il corso che unisce l’automazione basata sul cloud a uno dei linguaggi di programmazione più utilizzati al mondo. Questo corso è particolarmente rilevante nel contesto dell’IT aziendale e consente ai partecipanti di accedere a diversi percorsi di formazione e carriera, come nel settore dei Big Data, dove vi è una carenza globale di professionisti qualificati. I laureati saranno in grado di acquisire competenze altamente specializzate che apriranno loro molte opportunità professionali.

I requisiti per partecipare al programma

Le donne di età superiore ai 18 anni, che hanno un indirizzo ungherese e una conoscenza intermedia della lingua inglese, sono ammissibili per partecipare al programma Hello IT! for Women. I materiali didattici interattivi, sviluppati da Google, sono in inglese, e le partecipanti saranno assistite nell’apprendimento dai tutor ungheresi della Green Fox Academy. Questa scuola di programmazione offre anche una formazione per sviluppare competenze personali e supportare l’occupazione. I corsi online sono accessibili e possono essere completati in un arco di 2-4 mesi con flessibilità oraria fino al 9 aprile 2023, consentendo alle partecipanti di conciliare gli studi con le esigenze di lavoro e famiglia.

A chi è rivolto il programma

Green Fox Academy supporta attivamente coloro che desiderano pianificare consapevolmente la propria carriera e formarsi in qualsiasi campo dell’IT. Il programma Hello IT! for Women costituisce un’opportunità di sviluppo professionale particolarmente preziosa per le donne che desiderano garantirsi un futuro lavorativo duraturo e sostenibile, anche a quarant’anni o come genitori con figli piccoli che vogliono rientrare nel mercato del lavoro.

Hello IT! for Women

L’iniziativa internazionale INCO – Work in Tech, sostenuta da Google.org, ha lanciato il programma Hello IT! for Women nel 2021. Nel corso dei primi due anni, la scuola di programmazione ha assistito 830 donne nella completazione del corso base. Finora, sono state ricevute più di 4.000 domande per il programma, con una media di cinque richieste per ogni posto disponibile. L’efficacia del programma è stata dimostrata non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale, tanto che la Green Fox Academy e il suo partner INCO hanno deciso di espandere la collaborazione nel 2023, rendendo entrambi i corsi disponibili anche nella Repubblica Ceca.

Fonte: hrportal.hu 

Foto: Canva

La Banca nazionale ungherese avverte Revolut

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La Banca nazionale ungherese (Magyar Nemzeti Bank – MNB) insiste affinché #Revolut operi con una filiale con sede in Ungheria.

La MNB ha dichiarato sul proprio sito web il 13 febbraio, per proteggere i clienti ungheresi, di volere che la società fintech operi come un istituto con sede in #Ungheria e un capitale sufficiente, sotto la supervisione della Banca centrale ungherese.

Controversie legali

Nel comunicato viene evidenziato come Revolut continui ad operare come fornitore di servizi transfrontalieri; pertanto, i clienti ungheresi non possono risolvere eventuali controversie con l’azienda in Ungheria e il sistema di garanzia dei depositi nazionale non copre i loro depositi detenuti presso Revolut Bank.

Non è la prima volta che l’MNB solleva preoccupazioni sulle operazioni di Revolut nel territorio ungherese, come riportato anche in questo articolo.

Potrebbero esserci inesattezze nella relazione dei ricavi

L’ultima dichiarazione della banca nazionale arriva in seguito alla recente notizia che il revisore contabile della società britannica ha dichiarato che c’è il rischio di sostanziali inesattezze nella relazione sui ricavi per il 2021 (primo anno redditizio della società). 

Il revisore non è stato in grado di soddisfare il livello di garanzia richiesto su tre quarti delle entrate della società per l’anno in questione (477 milioni di sterline, in parte basate su criptovalute), questo potrebbe essere uno scostamento dalla realtà afferma l’MNB. 

La mancanza di un’approvazione di revisione delle informazioni contenute nei libri contabili di una società è un elemento di rischio significativo, soprattutto per un’istituzione finanziaria multinazionale.

Revolut non ha filiali con sede in Ungheria

Per i clienti ungheresi, i servizi finanziari elettronici sono forniti dalla lituana Revolut Bank UAB, una sussidiaria di Revolut Ltd. 

L’autorità di vigilanza lituana aveva precedentemente informato l’MNB che Revolut intendeva stabilire una filiale in Ungheria. Tuttavia, la #fintech non ha ancora avviato le procedure per aprire una filiale nel Paese.

La MNB sostiene che i servizi finanziari semplici ed economici resi possibili dalle innovazioni fintech, ma solo se garantiscono la stabilità finanziaria e la sicurezza dei clienti.

Fonti: BBJ | Telex

Fonte foto: Facebook

“Essere una mamma italiana significa tutto per me” -Intervista a Helén Gyovai, la scrittrice ungherese di successo dall’Italia

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Leggete l'intervista di Helén, donna intellettuale dell’Est e la scrittrice dei bestseller ungheresi più mediterranei.

Oltre ad incarnare la combinazione della “mitica Mamma Italiana” e della donna intellettuale dell’Est, la scrittrice ha pubblicato uno dei bestseller ungheresi “Hogyan lettem Olasz Mamma?”, ma anche “Hol vagytok, olasz amorózók?”, e “Útikalauz az Édes Élethez” nei quali condivide con noi i segreti della tanto sognata “Dolce Vita Italiana” che alla fine risulta ben più complessa di quanto non lo sembri…

Oggi Helén Gyovai si racconta a Keri Adél per Economia.hu, come parte di una serie di interviste alle donne ungheresi in Italia!


Perché ha scelto l’Italia? Qual è stata l’esperienza più memorabile per Lei, o la Sua primissima impressione culturale del Paese?

  • A volte mi chiedo se l’Italia sia stata una mia scelta o se sia stata io la scelta dell’Italia, visto che la presenza italiana è sempre stata molto importante in tutta la mia. Il primo impulso mi raggiunse da bambina, in quanto fu l’Italia la prima meta dove mi recai da sola, senza i miei genitori. All’epoca avevo soltanto 12 anni e visitammo l’Italia con i miei compagni dall’associazione di danza folkloristica perché ci avevano invitati ad un festival locale. 

Mesi prima ci eravamo febbrilmente preparati per il viaggio e io avevo una mappa, leggevo le guide (che ne sapevamo dell’Internet a quei tempi?). Il viaggio superò ogni mia aspettativa. Per la prima volta vidi Roma, Napoli, Venezia e eravamo ospiti presso famiglie italiane. Ebbi per la prima volta un assaggio di cosa significasse essere una vera e rumorosa famiglia italiana.

Come vedono gli italiani l’Ungheria e come vedono i nostri connazionali?

  • Dopo dodici anni di vita in Italia, mi mimetizzo abbastanza bene, quindi nella vita di tutti i giorni la mia origine viene fuori sempre meno. Capita soprattutto quando c’è qualcuno di Budapest o quando i riflettori si accendono su un importante evento pubblico svolgendosi in Ungheria. Personalmente non ho mai riscontrato pregiudizi: nella mia esperienza, questi luoghi comuni riguardano piuttosto altre nazionalità dell’Europa orientale.

Le donne laureate dell’Europa dell’Est non trovano certamente facile l’inserimento sul mercato di lavoro italiano. Secondo lei, qual è la sfida più impegnativa da affrontare per le donne lavoratrici di origine straniera in Italia che vogliano conquistare successo?

  • Lavoro in un ambiente multinazionale, la maggior parte dei miei colleghi non sono italiani, e molti di loro sono latinoamericani, che hanno un vantaggio linguistico, e la maggior parte dei quali ha antenati italiani e quindi è anche in possesso della cittadinanza italiana. 

Lavoro per un’azienda di consulenza e servizi informatici che eroga servizi ad una clientela internazionale, dove è essenziale un alto livello di conoscenza delle lingue straniere e, fortunatamente per gli stranieri che vengono qui, i candidati italiani spesso non soddisfano questo requisito. Nel periodo post-pandemico nell’area torinese le aziende hanno avuto difficoltà o impossibilità a trovare i candidati giusti, la generazione “dei boomer” sta andando in pensione e non ci sono abbastanza giovani per coprire i posti vacanti.

Oltre a ciò, quelli che già lavorano non rimangono fedeli al posto di lavoro come prima. Le generazioni più giovani tendono a cambiare lavoro anche ogni anno, e questa è una tendenza opposta a quella che abbiamo vista finora in Italia.

Quando mi sono trasferita qui nel 2010 la situazione era totalmente diversa. La disoccupazione era dilagante e tutti erano aggrappati alla propria sedia. Ma oggi non c’è più nulla di tutto ciò: se si vuole lavorare, secondo me, si trova sempre un impiego. Ovviamente, bisogna disporre delle giuste qualifiche ed esperienze, e generalmente la conoscenza della lingua italiana è un prerequisito fondamentale.

Secondo lei, quanto è difficile fare affari in Italia oggi, come donna ungherese? Come si può colmare il divario trasferendosi in un nuovo Paese? Come si possono superare le difficoltà di carriera trasferendosi in un nuovo Paese?

  • Conosco molte donne ungheresi che vivono qui e praticamente tutte lavorano. È importante sottolineare che le informazioni più precise che ho sono ovviamente quelle relative alla situazione in Piemonte, e sappiamo tutti quanto sia grande il divario all’interno dell’Italia di oggi, tra Nord e Sud in termini economici, sociali e culturali.

Nel mio ambiente, ci sono medici ungheresi, dentisti, insegnanti, persone che svolgono mansioni amministrative. Il quadro è davvero molto ampio, ognuno ha trovato il proprio posto. Le difficoltà di carriera…Credo che il modo migliore per superare le difficoltà di carriera sia avere una visione concreta. Ho un paio di “mecenati” a cui do consigli su come trasferirsi in Italia, e quelli che hanno più successo sono sempre quelli che iniziano a delineare il proprio progetto da casa. Può trattarsi di qualcosa con una qualifica spendibile, di un corso di formazione, oggi interamente disponibile anche online, o un investimento.

L’Italia è veloce e lenta, dolce e amara, speciale e ordinaria allo stesso tempo. 

Troppo spesso, però, i connazionali si tuffano in Italia con l’idea che “qualcosa salterà fuori” o che “all’inizio accetterò qualsiasi cosa”. L’Italia non è il Regno Unito, non basta padroneggiare l’inglese, bisogna parlare bene l’italiano, e i lavori “accetto qualsiasi cosa” non sono garantiti, neppure il fatto che la vita sarà dolce.

A quale progetto o piano sta lavorando adesso? Quali obiettivi si è fissata per il futuro che vorrebbe raggiungere a livello professionale?

  • Voglio continuare a scrivere: la scrittura è la mia isola di pace, voglio continuare a cercare di presentare i paesaggi meno conosciuti ma magici dell’Italia ai viaggiatori ungheresi che passano di qua. Ogni regione merita attenzione, io vivo qui da dodici anni, ma ci vengo da venticinque anni.

I suoi libri possono forse essere i “sogni” di alcune donne e ragazze ungheresi? Per lei, cosa significa essere una mamma italiana?

  • Non so quanto sia un sogno quello che descrivo nei miei libri. Ho cercato di raccontare, senza indorare la pillola, com’è stato lasciarmi alle spalle l’Ungheria, cosa significa l’Ungheria per me, com’è vivere con un “maschio alfa italiano”, com’è essere madri bilingui di una bambina bilingue. Cosa significa tutto questo per me? Proprio tutto.

Sul Suo blog (Olaszmamma.com) si possono leggere spesso argomenti vari, come i matrimoni misti e le sfide delle donne per trovare lavoro. Perché ha deciso di parlare apertamente anche di questi temi?

  • Nella maggior parte dei blog o dei social media che parlano dell’Italia, tutto ciò che viene riportato è solo il lato attraente, solare e balneare del Paese, e nessuno scalfisce la superficie di ciò che ci nasconde sotto. Ci sono più articoli o post sulla pizza, sulla pasta e sul mandolino che articoli che mostrano la vera Italia. 

L’Italia è fantastica, è il Paese più vario e bello del mondo, i suoi tesori naturali e culturali sono incontestabili, ma non le manca neanche un lato più oscuro: La qualità della burocrazia è spesso scandalosa, in alcuni luoghi c’è un doloroso disprezzo per l’ambiente e cumuli di rifiuti, e il traffico è talvolta inaccettabile. Quest’ultimo può anche avere un fascino discreto, ma i sacchi neri di rifiuti che giacciono sul ciglio della strada non lo hanno affatto.

Quale messaggio vuole inviare alle ragazze ungheresi che vogliono venire a vivere in Italia?

  • Forse solo che non dovrebbero prendere questa decisione per capriccio o per un improvviso amore per l’Italia e che dovrebbero trascorrere qui più tempo possibile prima di trasferirsi in questo paese. Oltre a questo, devono anche imparare l’italiano senz’altro. Questo non vale solo per le ragazze, ovviamente, ma anche per gli uomini che vorrebbero venire in Italia.

Di recente è aumentato il numero di uomini ungheresi trasferitisi in Italia, ma l’esperienza dimostra che arrivano ben spesso con la loro compagna ungherese. Può darsi che le donne italiane risultino meno attraenti rispetto a quelle ungheresi per gli uomini del nostro paese?


Intervista e traduzione realizzata da Keri Adél.

Se siete arrivati fino qua, vi invitiamo anche la leggere l’intervista a Viktória Nyitrai, una delle imprenditrici più note d’origine ungherese della Toscana.