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Dal 15 marzo consultabili 5,6 milioni di dichiarazioni dei redditi

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dichiarazione redditi NAV Ungheria

L’Amministrazione nazionale delle imposte e delle dogane NAV (Nemzeti Adó- és Vámhivatal), ha già preparato le bozze di dichiarazione dei redditi per oltre 5,6 milioni di persone, che saranno disponibili sul sito web della NAV a partire dal 15 marzo 2023, ha dichiarato il Segretario di Stato parlamentare del Ministero delle Finanze András Tállai.

Dal 15 marzo, chiunque può visualizzare la propria bozza di dichiarazione dei redditi per il 2022 sul portale eSZJA.

La dichiarazione può essere approvata e modificata su o su qualsiasi pc, tablet o telefono.

Se il cittadino non trova errori nella bozza e non ha necessità di aggiungere nulla, questa diventerà la dichiarazione che sarà valida dal 22 maggio.

Questo servizio è attivo dal 2017, crea la bozza nella quale sarà indicato il bilancio finale dopo il calcolo delle imposte pagate e dei benefit ricevuti. Può essere un importo nullo, possono esserci delle tasse ancora da pagare o un conguaglio da ricevere dal fisco.

Il fatto che anche quest’anno la NAV abbia preparato la bozza di dichiarazione dei redditi per circa 5,6 milioni di contribuenti significa un notevole sgravio amministrativo, ha dichiarato il Segretario di Stato. Inoltre, aggiunge, è in linea con gli obiettivi principali della politica fiscale ungherese: semplificare il sistema fiscale e ridurre gli oneri amministrativi. 

Fonti: BBJ | Világgazdaság

Fonte foto: Economia.hu

Il design improntato al “kalòs kai agathòs”: sociale, tecnologico ed ecologico 

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L’edizione 2023 dell’Italian Design Day ha avuto come tema: “La qualità etica del progetto: una componente sempre più importante del percorso progettuale?”

L’Istituto Italiano di Cultura di Budapest ha avuto il piacere di ospitare come relatore dell’incontro sulla qualità etica del progetto, il designer Stefano Carta Vasconcellos, che ha tracciato un percorso molto ben strutturato partendo dall’analisi delle parole e ripercorrendo alcuni progetti della storia del design italiano. In questo articolo proviamo a fare un breve racconto della interessantissima lecture. 


La dimensione etica è elemento fondante della dimensione estetica –

APRE IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI BUDAPEST, GABRIELE LA POSTA

La qualità etica del progetto è un aspetto molto importante del design perché come ricorda nella sua introduzione all’evento il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Gabriele La Posta, ”la necessità funzionale non può prescindere la dimensione etica.” “Dalla tradizione greca dovremmo recuperare il concetto di “bello e buono” (καλὸς καὶ ἀγαθός)” – aggiunge. 

La creatività in qualità di strumento per la sfida della sostenibilità, ricoprirà un ruolo sempre piú fondamentale per il futuro. Alla luce dell’attuale scenario, è inoltre più che mai importante contemplare ed includere una valutazione della componente etica all’interno del percorso progettuale. 

L’etica deve guidare il designer per mediare la metodologia, le tecnologia produttive e valutare l’impatto sociale, oltre che ambientale, dei prodotti progettati e realizzati attraverso la rete manifatturiera del design italiano.

Il relatore: il designer Carta Vasconcellos

Il designer Stefano Carta Vasconcellos, cresciuto tra Sardegna, Lombardia e Brasile, si laurea in Economia Aziendale e successivamente in Design di Prodotto presso l’Istituto Europeo di Design nel quale insegnerá, ricoprirá l’incarico di Direttore Accademico di IED Brasile, e dal 2022 a Milano, lavora come Academic Project Manager del Gruppo IED.

Nel 2013 fonda Stefano Carta Vasconcellos Design Studio con l’obiettivo di realizzare di contaminazione tra artigianato e tecnologie di fabbricazione digitale, sviluppando progetti che spaziano dalla coltelleria agli accessori per l’ufficio.

I suoi progetti sono stati esposti alla Maker Faire di Roma, a Operae a Torino e durante la Triennale di Milano 2016. È stato il primo italiano a vincere il Salone Satellite Award, con il progetto Cucina Leggera nel 2018.

La lecture di Stefano Carta Vasconcellos

La lecture, che è stata molto apprezzata dalla sala, si apre con l’analisi di due parole fondamentali e mira ad offrire tre lenti con cui guardare al progetto di design.

  1. La prima parola analizzata é “qualità“, che è spesso associato a un termine positivo mentre in realtà etimologicamente si riferisce a “quale una cosa è”, dunque “un aspetto di un prodotto”, e risponde alla domanda “Quali qualità caratterizzano il progetto“.
  2. Etica è il secondo termine analizzato. Definita come la naturale prosecuzione della qualità, è un’abitudine che il progetto deve avere per progettare nel miglior modo possibile.

Quali qualità caratterizzano il progetto?

La qualità sociale: designer come profondo conoscitore del proprio tempo.

Il primo designer che ci presenta è Enzo Mari, designer piemontese che si era formato negli anni 50 del secolo scorso all’Accademia di Brera, vincitore di numerosi premi e 5 volte del Compasso d’Oro, e riconosciuto come uno dei maggiori teorici del design italiano e mondiale.

Il designer piemontese ripeteva che era fondamentale essere consapevoli di ciò di cui si aveva bisogno e invitava a provare a realizzarlo da soli.

Uno dei suoi lavori più noti, presentato dal professor Carta Vasconcellos, é la sedia n.1, una seduta che fa parte di una serie di complementi d’arredo economici pensati per essere assemblati dall’acquirente. 

Sedia n.1

La sedia n.1 di ENZO MARI è una seduta che fa parte di una serie di complementi d’arredo economici pensati per essere assemblati dall’acquirente.  Fonte: https://pin.it/5DggQoy

Prepara una sedia con le istruzioni per realizzare e montare una sedia da soli, in modo da rendere i complementi molto economici e da trasmettere le conoscenze base sulla costruzione di essi. Il designer non era un “abbellitore”; doveva piuttosto essere un profondo conoscitore del proprio tempo.

Sulla creatività diceva infatti che era inutile senza la capacità di stare nel proprio tempo; di prendere prima coscienza del proprio ruolo sociale. Ogni designer deve disegnare per le persone non solo per vendere dei prodotti, diceva già lui negli anni 60. 

É stato dopo aver conosciuto il punto di vista di Enzo Mari che Carta-Vasconcellos ha compreso che non voleva disegnare per tutte le aziende ma formarsi prima una coscienza sociale.

Il design deve essere anche presente dalla prima fase di produzione

Nei classici corsi di design, il designer era la figura che dopo gli ingegneri si occupava di unire l’aspettò estetico al prodotto. Invece nel design italiano, come l’architetto designer milanese  Vico Magistretti, nelle piccole aziende italiane già il designer lavorava a braccio a braccio con il tecnico.

“Le piccolissime aziende del made in italy hanno una grande umanità dove il designer mette già insieme mercato, analisi sociale e bellezza. Designer che deve essere in grado di leggere la parte ingegneristica tecnologica e il proprio tempo come diceva Enzo Mari”

Carta Vasconcellos

La qualità tecnologica: l’impatto dell’intelligenza artificiale.

La lecture balza in avanti di oltre mezzo secolo, con una slide contenente una schermata di Chat Gpt. {ndr. Vi invitiamo a testare questa chatbox di intelligenza artificiale da voi stessi nel caso in cui ancora non lo aveste fatto}.

Infatti anche nella progettazione si avverte l’impatto dell’intelligenza artificiale. La componente tecnologica sta cambiando il modo in cui interpretiamo il mondo del design. Oggi, ricorda Carta Vasconcellos diventa ancora piú evidente l’importanza di sapersi fare le domande giuste.

Carta Vasconcellos ha lasciato proprio alla chatbox il compito di individuare il filo rosso tra i valori che hanno portato alla creazione della Sedia n.1 degli anni ’70 alla recente sedia A.I. presentata al Salone del Mobile da KARTELL. 

Fonte: https://www.salonemilano.it/it/prodotti/kartell/ai

Questo progetto straordinario di KARTELL cambia il punto di vista sulla relazione tra Intelligenza artificiale e design nella fase di progettazione: qui il progetto stesso é concepito dall’Intelligenza artificiale che ha risposto alle domande (“i prompt”) ricevute dal designer internazionale Philippe Starck. La sedia A.I. è la seduta realizzata utilizzando per la prima volta materiale 100% riciclato in cui qualità estetica e requisiti strutturali restano immutati e si coniugano al design generativo.

Un progetto in cui il design ha fatto da tramite, combinando l’aspetto sociale ed ecologico a quello tecnologico. 

Paola Antonelli: il design è interdisciplinare e salverà il mondo

L’architetta Paola Antonelli di fama mondiale e dalle idee molto disruptive, in qualità di Direttrice del dipartimento di ricerca e sviluppo e senior curator presso il dipartimento di architettura e design del MoMA Museo d’Arte Moderna di New York (dove lavora dal 1994), ha inserito per la prima volta un videogame tra i prodotti di design. Nel 2010, Antonelli ha consacrato il simbolo @ nella collezione permanente del Museo e, nel 2012, ha condotto una mossa per acquisire altri 21 videogiochi, tra cui il noto Pac Man (guarda il Ted Talk: Paola Antonelli: why I brought pac man to MoMA).

Le sue mostre, conferenze e scritti contemplano l’intersezione e l’interazione del design con altri campi (dalla tecnologia e la biologia alla cultura popolare) e con la vita, quella degli individui, delle comunità, di tutte le specie e di tutti i pianeti.

L’obiettivo di Antonelli è quello di promuovere con insistenza la comprensione del design, fino a quando la sua influenza positiva sul mondo non sia pienamente riconosciuta, come spiega anche nei suoi TEDx.

great design is a human right

Antonelli fonda anche un canale in collaborazione con Alice Rawsthorn, oggi disponibile anche come libro, Design Emergency (design.emergency su Instagram e su Spotify) che esplora il ruolo del design nella costruzione di un mondo migliore. Un esempio italiano è il cambiamento di uso della maschera subacquea come maschera per ossigeno.

“Great design is an human right” Fonte: instagram.com

La qualità ecologica

Una premessa: Non è la natura che mettiamo a rischio, ma l’ecosistema che ci permette di sopravvivere. Questo ecosistema è delicato e fragile. Non la natura; la natura è potente.

Carta Vasconcellos porta il design dei dati come altro esempio “bello” dell’incontro tra aspetto sociale e tecnologico con la componente ecologica.

Lo studio Accurat, milanese che si occupa di sviluppare sinergie tra arte e scienza, e di rappresentazione dei dati è il partner della mostra “Broken Nature: Design Takes on Human Survival” per la XXII Triennale di Milano che affronta il concetto di “restorative design”. Grazie alla rappresentazione ci mostrano come abbiamo ormai cambiato l’ambiente, in modo che le persone possano capire e con cui possano identificarsi, ma anche a “vedere le opere che si prospettano nella mostra come possibili soluzioni” {Vi invitiamo a esplorare direttamente sul loro sito il progetto broken nature}.

Il nuovo movimento artistico: sulla bellezza della rappresentazione visuale

Il design come veicolo per far capire i dati, che sono il “nuovo” prodotto oggigiorno. Prima di avvicinarsi alle opere, i visitatori potrebbero non essersi accorti che le forme, le linee e i modelli in sordina che fiancheggiano le immagini della NASA erano esse stesse rappresentazioni di dati. 

Letta come le righe di un libro, da sinistra a destra, l’arazzo di dati copre otto distinti capitoli delle interazioni umane. Ma osservato verticalmente, il dataviz mostra l’interazione tra forze interconnesse in anni specifici.

Per riparare la “natura spezzata” di una relazione, suggerisce, noi umani dobbiamo esaminare le nostre interazioni con tutto ciò che tocchiamo e che ci tocca. L’opera invita alla contemplazione di una sfida elevata e spinge i visitatori a vedere le opere che si prospettano nella mostra come possibili soluzioni.

Il percorso si chiude con l’invito a guardare il progetto con queste tre lenti, ecologia, tecnologia e aspetto sociale, e a chiedersi sempre di ogni prodotto “Come, dove e da chi venga realizzato”.


Il progetto personale di Carta Vasconcellos: CelerFurniture

CELER Furniture è una start up di prodotti di arredamento. Tutti i mobili sono progettati pensando a 4 concetti: sistema personalizzabile facile da usare per chiunque, fabbricazione digitale su misura, produttori locali e un sistema di montaggio basato solo su incastri. 

Fonte: YouTube

Il primo pezzo con cui si è misurato Carta Vasconcellos é stata la cucina, proprio per la maggior difficoltà del prodotto rispetto agli altri mobili.

CucinaLeggera – Primo premio del SaloneSatellite Award 2018 

CucinaLeggera è un blocco cucina, assemblabile tramite l’incastro dei sette elementi che la compongono, senza l’utilizzo di viti o ferramenta. Fa parte della collezione di arredi della piattaforma CelerFurniture, parte della Collezione Permanente del Salone Satellite e sarà esposta all’Artwood Academy. 

Motivazione del premio: Facilità costruttiva e di assemblaggio, compattezza, accessibilità economica sono le caratteristiche principali della Cucina Leggera, che esprimono allo stesso tempo un approccio e una visione progettuale valida anche per il futuro.

Facebook dello studio: stefanocartavasconcellosdesignstudio

Continest Technologies presenta la stazione di ricarica mobile e modulare Conte-Go per veicoli elettrici

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L’azienda ungherese di container pieghevoli punta alla mobilità sostenibile

Continest Technologies, un’azienda ungherese specializzata nella produzione di container pieghevoli che possono essere utilizzati come alloggi temporanei, uffici o stazioni di pronto soccorso, ha presentato a Székesfehérvár una stazione di ricarica mobile e modulare per veicoli elettrici in collaborazione con i partner Hotta Green Energy e Alte-Go, membro del gruppo Alteo, di cui abbiamo scritto in merito ai green bonds.

La stazione di ricarica mobile può ricaricare tre veicoli contemporaneamente e una versione più grande può ricaricare cinque

Secondo il fondatore e amministratore delegato di Continest Technologies, Vidor Kis-Márton, l’azienda sta già lavorando con partner in Norvegia e nei Paesi del Benelux sulla stazione di ricarica mobile e vuole entrare in altri mercati esteri.

La stazione di ricarica, chiamata Conte-Go, ha le dimensioni di un container di tre metri e può ricaricare contemporaneamente tre veicoli. La stazione di ricarica viene venduta a circa 9 milioni di fiorini ungheresi, ha dichiarato Dániel Tegzes, responsabile della strategia di Continest Technologies.

Inoltre, l’azienda sta sviluppando una versione più grande della stazione di ricarica mobile, con dimensioni di 20 piedi, che può ricaricare cinque veicoli elettrici alla volta.

Nel 2020, Continest Technologies ha registrato un fatturato netto di 3,6 miliardi di fiorini, ha dichiarato Kis-Márton.

Questa nuova iniziativa rappresenta un ulteriore impegno dell’azienda verso la sostenibilità ambientale e la mobilità elettrica, settore in costante crescita e fondamentale per il futuro del pianeta.

Fonte foto: https://www.facebook.com/photo?fbid=581174930723437&set=pb.100064928040552.-2207520000.

Alteo presenta un quadro di riferimento per i finanziamenti green

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Fonte: Canva

Secondo quanto riportato dalla Borsa di Budapest, la società energetica Alteo, quotata in borsa, ha annunciato di aver sviluppato e messo a punto il proprio quadro di riferimento per la finanza green con la supervisione di Deloitte in qualità di consulente esterno. Ciò consentirà alla società di emettere obbligazioni green e di contrarre prestiti green, nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità.

Alteo emetterà obbligazioni green

Secondo gli analisti di Erste, la mossa è positiva, in quanto vi è un notevole interesse per le obbligazioni green. Inoltre, un’emissione di tali obbligazioni potrebbe attirare un gruppo più ampio di investitori in futuro, il che probabilmente ridurrà il prezzo, con un livello di rendimento inferiore di circa 10-30 punti base rispetto a un’emissione di obbligazioni non green.

Alteo mette in funzione una caldaia da 600 milioni di fiorini nella centrale di Sopron

Inoltre ha dichiarato di aver messo in funzione una caldaia elettrica da 600 milioni di fiorini nella sua centrale di Sopron (210 km a nord-ovest di Budapest).

La caldaia fa parte di un progetto da 855 milioni di fiorini che Alteo sta portando avanti con l’Istituto di ricerca matematica Alfréd Rényi per sviluppare un sistema automatizzato per bilanciare la domanda e l’offerta in un mercato energetico diversificato.

I partner hanno vinto una sovvenzione statale e dell’Unione Europea di 401 milioni di fiorini per il progetto.

Che cosa sono le obbligazioni green?

Le obbligazioni green, anche note come Green Bond, sono dei prodotti finanziari relativamente recenti ma hanno sperimentato una crescita notevole dal 2007 ad oggi. Si tratta di obbligazioni standard che vengono emesse soltanto in relazione a progetti che contribuiscono positivamente all’ambiente, come l’implementazione di soluzioni per migliorare l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la promozione di un uso sostenibile dei terreni, e così via.

“È stato l’amore ad avermi portata in Italia” – intervista a Viktória Nyitrai, imprenditrice in Italia

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Viktoria Nyitrai
La storia di Viktória Nyitrai, una delle imprenditrici più note d'origine ungherese della Toscana, ci mostra che con la giusta carica di determinazione, il proprio obiettivo può diventare raggiungibile.

Trasferirsi in un altro paese non è sempre facile, figuriamoci se si intende pure creare un’azienda e conquistare il mercato. Poi, se a tutto ciò si aggiunge anche il fatto che si tratti di una donna dell’Est, tutto diventa ancora più complicato.

La storia di Viktória Nyitrai, una delle imprenditrici più note d’origine ungherese della Toscana, ci mostra che con la giusta carica di determinazione, il proprio obiettivo può diventare raggiungibile.

Lei, arrivata in Italia 22 anni fa per inseguire l’amore ha imparato che la realtà quotidiana toscana è ben diversa rispetto a quello che siamo soliti vedere nei nostri preferiti classici romantici.

Oggi Viktória Nyitrai, l’imprenditrice ungaro-toscana per eccellenza si racconta a Keri Adél per Economia.hu, come parte di una serie di interviste alle imprenditrici ungheresi in Italia!


Perché ha scelto l’Italia?

Sono arrivata in Italia quando avevo 28 anni perché ero innamorata di un ragazzo italiano. Nel mio caso, non fu la cultura, il sole o le grandi tradizioni culinarie ad attirarmi in Italia, bensì l’amore.

Qual è stato il Suo primo ricordo riguardo l’Italia?

Ci ero già stata diverse volte, perciò avevo già visitato tutti i musei e le più famose attrazioni turistiche. Avendo un partner italiano, ebbi un assaggio della vita quotidiana italiana fin dal primo momento. La prima prima cosa che notai fu il fatto che gli italiani fossero molto gentili e che parlassero esclusivamente in italiano. Mi resi anche conto che la cosa più importante nella vita degli italiano era il cibo. Mi iscrissi ad un corso intensivo d’italiano e così imparai a cucinare anche specialità italiane.

Durante la Sua attività professionale, crede che il fatto di essere di nazionalità ungherese vada a Suo vantaggio?

Nei primi anni avevo lavorato prima un’agenzia di viaggi e poi in un albergo a Firenze e alla gestione di due agriturismi, quindi ero in costante contatto con gli stranieri. Più tardi, nel 2005 ho aperto il mio sito web in ungherese toszkanamania.hu che è cresciuto così tanto che, dopo qualche anno, ho dovuto lasciare il mio lavoro fisso; e ora mi ci dedico a tempo pieno. Aiuto gli ungheresi a prenotare l’alloggio, organizzare programmi e fare escursioni con noi, quindi tutto il mio lavoro si svolge in ungherese. Le prenotazioni di soggiorno arrivano nei primi 4-5 mesi del anno poi con l’arrivo di primi ospiti comincio fare le escursioni.

A Suo parere, come vedono gli italiani l’Ungheria? Guardano con interesse i nostri connazionali?

Gli italiani amano le donne ungheresi! Le prime cose che vengono loro in mente sono sempre Cicciolina (Ilona Staller, attrice ed ex senatrice italiana nata in Ungheria, ndr.) o Puskás, quindi i luoghi comuni.

Sono numerosi gli italiani ad aver già visitato l’Ungheria, quindi spesso si mettono a lodarmi la città di Budapest (unica che hanno visitato) e la zuppa di gulasch. Negli ultimi anni, purtroppo, la conversazione si sofferma spesso su quello che sentiamo nei telegiornali, cioè sui temi politici.

Secondo lei, qual è la sfida più impegnativa da affrontare in Italia come imprenditrice di origine straniera?

Penso che una straniera possa farcela in Italia solo se ha imparato bene la lingua e se ha adottato i ritmi, spesso lenti, del nostro Paese. È molto difficile spiegare agli interessati che qui la situazione è diversa da quella ungherese, che abbiamo una alta disoccupazione, che gli stipendi sono più bassi rispetto agli standard europei nonostante i prezzi coincidano con quelli dei paesi più ricchi. Molti vogliono realizzare il grande sogno italiano, e danno poco ascolto alle nostre raccomandazioni, visto che stiamo solo cercando di salvarli dal fallimento. Quindi, se si viene qui perché si ama l’Italia -e non per arricchirsi-, si avrà la possibilità di avere successo con una propria attività o trovando un buon lavoro con il tempo.

Secondo lei, quanto è difficile avere contatti di lavoro e costruire una carriera come donna ungherese in Italia oggi?

Penso che come donne siamo avvantaggiate perché gli italiani ci guardano sempre in modo particolare. Allo stesso tempo, preferiscono assumere un uomo come dipendente perché purtroppo temono che le donne andranno presto in maternità o che abbiano già un figlio, ciò che sfortunatamente potrebbe rendere più complicata la ricerca di un lavoro. Mentre, l’aspetto positivo è che gli italiani guardano il talento o l’esperienza maturata in ambito professionale, non per forza le qualifiche o i certificati ottenuti.

Come si superano le difficoltà di carriera legate al trasferimento in un nuovo Paese?

Credo che la cosa più importante sia la conoscenza della lingua, perché anche se ci sono aziende multinazionali dove ce se la può cavare in inglese, la chiave del successo è sicuramente l’italiano. Un’altra cosa è trovare un professionista italiano, per esempio un commercialista che possa delineare i tipi di imprese, le licenze, le differenze fiscali per svolgere l’attività rispettando la legge. Non vale certo la pena di cercare su internet perché cambiano spesso e la formula vincente varia per ogni tipo d’attività, e per ogni categoria di fatturato annuo. Con il tempo e con un po’ di pazienza, è possibile farcela.

A quale progetto o piano state lavorando attualmente? Quali obiettivi ha per il futuro che vuole raggiungere professionalmente?

Ho lavorato duramente anche nel 2022, come tutti nel settore del turismo, e il 2023 promette di essere positivo. Ora vorrei rinnovare il sito web, che avrebbe bisogno di una rinfrescata. Ho affittato una casa vacanza tre anni fa e qui c’è sempre qualcosa da fare – ma per fortuna mi piace dipingere e rinnovare i mobili…. Questa settimana stiamo sostituendo una cucina. Dato che sempre più persone mi chiedono di aiutarle a gestire il loro appartamento/casa, al momento ho poco tempo per registrare video di viaggio che mi piacerebbe tanto fare, e l’attività immobiliare passerà in secondo piano. Purtroppo, nelle imprese individuali bisogna considerare le priorità, la giornata è sempre di sole 24 ore, per non parlare del fatto che bisogna trovare il tempo per la propria vita personale.


Intervista e traduzione realizzata da Keri Adél.

Se siete arrivati fino qua, vi invitiamo anche la leggere l’intervista alla scrittrice Helen Gyovai.

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Papa Francesco in visita a Budapest

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La messa si terrà in piazza Kossuth il 30 aprile

Papa Francesco visiterà Budapest, la capitale dell’Ungheria, dal 28 al 30 aprile 2023. Durante la visita, terrà un’omelia in una messa nella piazza Kossuth, dove si prevede che parteciperanno diverse centinaia di migliaia di persone.

Secondo il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, ci saranno 20.000 posti a sedere nella piazza Kossuth per la messa, ma molte altre persone potrebbero assistere all’evento in piedi sulla piazza e nelle strade circostanti. Ci sarà anche un evento allo Stadio Papp László, dove circa 15.000 giovani potrebbero partecipare e ascoltare il discorso del Papa il 29 aprile.

Il ritorno di Papa Francesco in Ungheria dopo il 52esimo congresso eucaristico internazionale, è attesa con grande entusiasmo e rappresenta un evento significativo per la comunità cattolica ungherese. 

Il Programma di Papa Francesco

Il Papa Francesco ha programmato una visita di tre giorni in Ungheria, che prevede numerosi incontri ufficiali e non. Dopo l’arrivo all’aeroporto internazionale di Budapest, ci sarà l’accoglienza ufficiale nel piazzale del Palazzo “Sándor”, residenza del presidente ungherese. Il programma comprende incontri con autorità, rappresentanti della società civile, il corpo diplomatico, il clero, i consacrati, le suore e i seminaristi. La giornata si concluderà con l’incontro con il clero nella concattedrale di Santo Stefano.

Il secondo giorno, il Papa visiterà bambini non vedenti in un istituto e incontrerà poveri e rifugiati nella Chiesa di Santa Elisabetta d’Ungheria. Ci saranno anche incontri con i giovani e rappresentanti del mondo universitario e della cultura. La visita culminerà con la Messa presieduta dal Papa nella Piazza Kossuth Lajos, seguita dalla recita del Regina Caeli, prima della partenza per Roma.

Pubblicato il Logo del viaggio apostolico a Budapest

Papa Francesco effettuerà un viaggio apostolico in Ungheria dal 28 al 30 aprile 2023, con il motto “Cristo è il nostro futuro”. La Sala Stampa vaticana ha diffuso il logo della visita, che presenta il Ponte delle Catene di Budapest come elemento centrale, rappresentando l’importanza di costruire ponti tra le persone.

I colori della Santa Sede e quelli nazionali ungheresi si incontrano sui piloni del ponte, mentre il logo è delimitato da un cerchio che simboleggia l’Eucaristia e il mondo redento da Cristo. Una croce sulla parte sinistra del cerchio ricorda il discorso del Papa a Budapest il 12 settembre 2021, in cui esortava alla costruzione di un ponte tra passato e futuro.

Sustainability Manager: la nuova figura richiesta in azienda

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sustainability manager: la nuova figura richiesta in azienda
sustainability manager: la nuova figura richiesta in azienda

È partito il 10 febbraio a Venezia, Capitale mondiale della Sostenibilità, il progetto di Confindustria e Federmanager, promosso con 4.Manager, incentrato sulla figura strategica del Sustainability Manager.

L’iniziativa ha l’obiettivo di rilevare il fabbisogno delle imprese di competenze manageriali specifiche, evidenziando le skill di questa professionalità emergente e strutturando un percorso di formazione ad essa dedicato. L’azione punta anche a sensibilizzare territori e istituzioni sulla necessità di introdurre politiche di incentivazione a supporto delle imprese che si dotano di competenze manageriali nel campo.

Secondo i dati dell’Osservatorio 4.Manager, che ha sondato un panel di oltre 4.000 imprese, il nostro sistema industriale ha aumentato del 5% ogni anno la richiesta di manager dotati di competenze sempre più precise nel settore green, oltre che qualificati in materia di criteri ESG, un mercato che dal 2021 è cresciuto del 19%. Complessivamente, le aziende prese in esame hanno dichiarato di aver acquisito nel corso degli ultimi 3 anni: competenze manageriali (64%); competenze scientifiche (45%); competenze tecniche (73%). A tale riguardo, il Rapporto rivela che oltre il 50% delle Grandi e Medie imprese sta elaborando una strategia di trasformazione in funzione della sostenibilità, cercando professionisti in grado di comprendere tutti i processi aziendali, migliorando al contempo la pianificazione e la gestione.

La maggior parte delle imprese, incluse quelle scarsamente orientate all’innovazione, sono consapevoli che solo la trasformazione sostenibile eviterà limiti operativi di accesso ai mercati e al credito. Entro il 2030 le aziende non sostenibili rappresenteranno la parte residuale di un mercato nel quale beni e servizi “sostenibili” saranno la norma.

Dai dati raccolti su LinkedIn, nell’ultimo anno si osserva in Italia la costante richiesta e crescita di alcune qualifiche professionali dell’area sostenibilità, tra cui il ruolo di Responsabile sostenibilità (+52%), seguito dal ruolo di Sustainability Specialist (+43%) e dal ruolo di Consulente sostenibilità (+34%). Le principali tre città che registrano la più alta concentrazione di questi professionisti sono: Milano, Roma e Torino.

Tra il 2023 e il 2026, tanto le imprese quanto la PA avranno necessità di circa 4 milioni di lavoratori con competenze green di alto e medio profilo.  In tale contesto, diviene fondamentale l’inserimento in azienda di una figura profes­sionale dotata di competenze trasversali in materia di ESG.

Per questo, Confindustria, Federmanager e 4.Manager hanno individuato e profilato nel dettaglio le caratteristiche e le competenze delle figure manageriali per la sostenibilità emergenti: sustainability manager, environmental manager, social manager, governance manager.

“Per rendere la transizione una grande opportunità di sviluppo e innovazione, il fattore competenze svolge un ruolo fondamentale”

– ha affermato Katia Da Ros, Vicepresidente di Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura, in occasione della prima tappa del 10 febbraio.

“Potenziare le competenze dedicate alla sostenibilità vuol dire anche agevolare lo sviluppo e l’inserimento di figure dedicate in azienda, come quella del sustainability manager, che possono rivestire un ruolo strategico per le imprese, anche in funzione dei criteri ESGs.

La sostenibilità è l’unica dimensione possibile per continuare a crescere. Per questo siamo impegnati a supportare il nostro Sistema in questo percorso – ha aggiunto Da Ros –, con l’obiettivo di potenziare le competenze e migliorare le strategie di comunicazione, e capitalizzare così gli sforzi compiuti finora per rendere e far percepire l’industria sempre più consapevole del valore di essere sostenibile. Per accompagnare le imprese in questo cambio di paradigma del fare impresa, dove il concetto di industria 4.0 – principalmente orientato all’innovazione – sta evolvendo verso una soluzione 5.0 e dove l’innovazione si fonde con le componenti della transizione sostenibile, è assolutamente necessario avviare un nuovo, ambizioso piano di politica industriale che valorizzi e incentivi gli investimenti dedicati alla transizione verde e sostenibile, includendo gli aspetti della formazione e delle competenze”.

“La crescita della domanda di competenze manageriali con green skill e di figure come il Sustainability Manager dimostra non solo che innovazione e sostenibilità sono intrinsecamente connesse ma soprattutto che la sostenibilità ha assunto un ruolo strategico per lo sviluppo del Paese, anche in risposta alle esigenze del mercato energetico e degli investimenti del PNRR”, ha commentato Stefano Cuzzilla, Presidente 4.Manager e Federmanager. 

“Per questo è importante che le istituzioni sostengano, anche sotto forma di incentivazione, tutte le aziende che inseriranno al loro interno figure specializzate in temi di ESG che, grazie al loro know-how, saranno in grado di traghettare il nostro Paese verso un’economia della sostenibilità non solo ambientale ma anche economica e sociale”.

Ospite della giornata il Vice Ministro della Transizione ecologica On. Vannia Gava che ha detto: “La transizione ecologica può e deve essere una opportunità di crescita economica e di sviluppo dentro il solco della sostenibilità. Tuttavia, il raggiungimento degli obiettivi green è possibile solamente governando nella maniera corretta il processo di transizione che stiamo vivendo, che deve sicuramente essere affrontato con le giuste tempistiche ma anche, e soprattutto, con strumenti adeguati. I risultati che siamo riusciti a raggiungere sono anche il frutto dello stimolante confronto tra Istituzioni e i vari stakeholders, tra tutti il Sistema industriale rappresentato da Confindustria. Tale confronto – ha continuato Gava – ha incentivato il dialogo, lo scambio di informazioni e la sinergia tra le parti, mettendo a fuoco le innovazioni che maggiormente contribuiranno all’evoluzione in chiave sostenibile del nostro Paese. L’auspicio è quello di riuscire a mantenere e continuare questo dialogo sano e leale che si è andato a consolidare nel tempo e portare avanti azioni condivise per il raggiungimento di obiettivi comuni. La direzione intrapresa, vale a dire quella della interlocuzione, infatti, è il modo corretto per portare avanti la sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale ed economica” ha concluso il Vice Ministro.

L’evento è stato ospitato da Confindustria Veneto Est, rappresentato da Vincenzo Marinese, Vicepresidente Vicario di Confindustria Veneto Est delegato per Venezia e
Walter Bertin, Vicepresidente di Confindustria Veneto Est delegato ESG
 che affermano: “Il successo dei progetti di sostenibilità nelle aziende richiede sempre più un capitale umano con le giuste competenze, a partire da specifiche figure manageriali. Almeno tre quarti delle assunzioni programmate dalle imprese del Veneto richiedono competenze green, e in una percentuale significativa figure con alta specializzazione in questo ambito. Al tempo stesso, rimane elevata la difficoltà di reperimento. In Confindustria Veneto Est investiamo da anni nella relazione con le scuole e le università per avviare specifici programmi sulla sostenibilità e diffondere un sapere condiviso che poi diventi parte del bagaglio di competenze dei giovani che entrano nel mondo del lavoro. E c’è grande bisogno di figure manageriali dedicate che affianchino gli imprenditori nei complessi processi di transizione alla sostenibilità in cui le aziende stanno investendo, per sviluppare consapevolezza all’interno, comunicare verso gli stakeholder, costruire un piano strategico sostenibile. Una fase di trasformazione nelle aziende e nelle comunità, che è impegnativa e al tempo stesso necessaria, per la quale il capitale umano è la risorsa essenziale”.


Infine, Cristina Bombassei, presidente del Gruppo Tecnico Responsabilità Sociale d’Impresa di Confindustria, promotore dell’intero progetto ha commentato: “Negli ultimi anni il contesto in cui si sono mosse le imprese è profondamente mutato e, con esso, sono cambiati anche i bisogni e le richieste delle aziende, che si sono fatte via via più complesse e articolate. In questo scenario, abbiamo una missione importante da svolgere: dobbiamo sensibilizzare le imprese sui mutamenti in corso e orientarle verso percorsi innovativi. Questo processo – ha aggiunto Bombassei – richiede anche un diffuso e radicale rinnovamento delle competenze manageriali, sia nelle imprese impegnate nella trasformazione dei loro modelli di produzione, sia in quelle interessate ad operare nei business direttamente collegati alla green economy. Si tratta di sviluppare non solo competenze di tipo tecnico, ma anche, e soprattutto, di tipo gestionale e di networking, per poter interconnettere opportunamente tutte le realtà che si interfacciano con le logiche di sostenibilità, fornendo valore aggiunto al processo produttivo.

Promuovere le competenze in materia di sostenibilità, assume, inoltre, un valore strategico soprattutto per le piccole e medie imprese, che dovranno integrare sempre di più questi aspetti nelle proprie strategie di crescita anche in funzione dei criteri ESGs e degli standard e certificazioni sempre più richiesti anche per operare in filiera”.

Le aziende ungheresi pianificano un aumento dei salari

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Da un sondaggio svolto dal portale Profession.hu è emerso che circa il 62% delle aziende intervistate prevede di aumentare i salari in un range compreso tra il 6% ed il 10% nel 2023.

Abbiamo già scritto qui che i salari minimi per il 2023 sono stati fissati a 232 mila fiorini (minimálbér) e 296 400 fiorini (bérminimum) per i lavoratori qualificati, con un aumento di circa il 16% rispetto all’anno precedente per un adeguamento rispetto anche a inflazione e livelli salariali europei.

Perché le aziende dichiarano di voler aumentare gli stipendi nel 2023?

L’87% degli intervistati ha dichiarato che l’obiettivo dell’aumento salariale è quello di “trattenere” i dipendenti, i quali sono sempre più propensi a cambiare lavoro, mentre il 51% ha affermato di voler effettuare nuove assunzioni. Nell’80% di queste aziende gli aumenti salariali riguarderanno l’azienda in generale e non si limiteranno solo ad alcune mansioni. 

Il tema non è nuovo. Nell’agosto 2022 scrivevamo dell’aumento salariale di FoodPanda e degli aumenti salariali causati dalla carenza di manodopera.

Benefit non-salariali

Sette aziende su dieci non hanno in programma di modificare l’importo dei benefit non salariali. Tra coloro che hanno deciso di modificare l’importo di benefit non salariali il 29% di essi ha dichiarato di voler aumentare questo importo in media del 16% invece un 4% di queste lo ridurrà del 12%. 

Una strategia utilizzata per fidelizzare il personale spesso è investire nella formazione del personale e soprattutto delle figure manageriali.

Chi è stato intervistato?

Profession.hu per questo sondaggio ha intervistato diverse centinaia di aziende che hanno utilizzato i loro servizi nel mese di gennaio.

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Contatta ITL HR Solutions: https://itlgroup.hu/it/contatti/

Fonte: BBJ | The Budapest Times

Business Leader positivi verso il futuro

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Business leader positivi verso il futuro
Un recente sondaggio condotto da Opten e Bridge Budapest ha rilevato un miglioramento significativo dell'umore dei leader aziendali in Ungheria.

Un recente sondaggio condotto da Opten e Bridge Budapest ha rilevato un miglioramento significativo dell’umore dei leader aziendali rispetto alle prospettive economiche in Ungheria. 

Nonstante l’Ungheria sia tecnicamente entrata in una fase di recessione economica, secondo il recente sondaggio, i leader aziendali sono ottimisti e prevedono un lieve miglioramento del contesto economico per quanto riguarda le loro previsioni per l’anno in corso e i prossimi tre mesi. 

Le previsioni marginalmente positive della fine dell’anno scorso sono state sostituite da prospettive molto più ottimistiche da parte dei dirigenti. Questo segna un’inversione di tendenza rispetto al deterioramento del contesto economico che le imprese si aspettavano in tutti i settori alla fine del 2022, in cui il punteggio medio era di 5,77 punti, il sentimento attuale è salito a un punteggio medio di 7 punti e le prospettive future sono passate da 5,65 a un punteggio medio di 7,2 punti.

Le grandi imprese e le microimprese continuano a esprimere un sentimento nettamente positivo, in particolare quelle del settore del commercio e dei servizi, ma il settore delle PMI rimane piuttosto pessimista.

Per comprendere il quadro generale, la dott.ssa Hajnalka Csorbai ha aggiunto che più della metà dei 220 intervistati proveniva dal settore dei servizi e un quarto dal settore commerciale. I proprietari rappresentano più di due terzi degli intervistati e il 90% delle risposte riguarda le aziende più grandi (quelle con un fatturato superiore a 100 milioni di fiorini o a 1 miliardo di fiorini). 

L’indagine sul sentiment potrebbe riflettere le condizioni nazionali perché le aziende di proprietà ungherese sono state le principali intervistate; le aziende straniere e quelle a proprietà mista sono rimaste al di sotto del 20%. Quasi due terzi delle imprese intervistate avevano più di 10 anni e solo il 14% aveva meno di 5 anni.

Grafico prospettive economiche Ungheria
Grafico: da sinistra a destra: media, produzione, costruzione, commercio, servizi, proprietari, leader
Blu- privato; Arancione- pubblico / di società. Fonte: uzletem.hu

Le donne leader sono più ottimiste

Sebbene l’equilibrio di genere delle risposte sia fortemente sbilanciato verso gli uomini, con oltre l’80% dei leader uomini che hanno completato il sondaggio sul sentiment, sono leggermente più pessimisti rispetto alle leader donne sia per quanto riguarda la situazione attuale che quella futura.

Tra le preoccupazioni: la mancanza di forza lavoro e di liquidità

Il sondaggio di Opten e Bridge Budapest ha anche rilevato che ci sono alcune preoccupazioni riguardo alle sfide attuali che le imprese stanno affrontando, come la concorrenza, i problemi di liquidità e la mancanza di forza lavoro qualificata. Tuttavia, questi ostacoli sembrano essere gestibili e non dovrebbero impedire un miglioramento complessivo delle prospettive aziendali.

OPTEN-Bridge Business Outlook Matrix: cos’è e come funziona

L’OPTEN-Bridge Business Outlook Matrix è un’iniziativa nata in Ungheria per fornire un’analisi trimestrale sull’umore dei dirigenti d’azienda e dei privati. Il suo obiettivo è di valutare le prospettive future e la situazione attuale delle imprese, in modo da fornire una comprensione più accurata del contesto economico in evoluzione e di aiutare i leader aziendali a prendere decisioni informate. 

La Vision Matrix esamina la prospettiva futura dei dirigenti d’azienda su una scala da 1 a 10, divisa in due livelli in cui i sentimenti sono considerati negativi sotto il 5 e positivi sopra il 5. Il punteggio più basso è 1, che indica una prospettiva estremamente negativa, mentre il punteggio più alto è 10, che indica una prospettiva estremamente positiva. Il sondaggio include anche domande riguardanti la visione attuale e quella prevista nei prossimi tre mesi, con i partecipanti che forniscono commenti sia come manager aziendale che come individui.

L’indagine prevede un questionario a risposta multipla che copre una vasta gamma di argomenti, tra cui le attività aziendali, la situazione finanziaria, le prospettive future e le sfide attuali. 

Il questionario è rivolto ai dirigenti d’azienda e ai privati, che possono fornire informazioni sulla loro percezione del clima economico e sulle tendenze del mercato.

I risultati dell’OPTEN-Bridge Business Outlook Matrix vengono pubblicati trimestralmente. 

In conclusione

Nonostante le preoccupazioni, questo sondaggio fornisce un quadro incoraggiante delle prospettive aziendali in Ungheria, con i dirigenti che vedono un miglioramento a breve termine nel contesto economico. 

Fonte: https://uzletem.hu Foto: Fauxels, Pexels

Kayakfirst completa l’espansione della base di Szeged 

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Kayakfirst, ha completato un’espansione da circa € 800 000 nella sua sede di Szeged (Seghedino). 

Finanziamenti istituzionali

L’investimento è stato sostenuto da finanziamenti condizionati dell’Unione Europea e dello Stato ungherese per un totale di € 550 000, ha dichiarato il fondatore József Weimper, presentando il progetto finito venerdì 24 febbraio.  

Cosa produce la Kayakfirst?

L’azienda ha allestito una propria base produttiva di 1.770 mq dove producono una macchina universale per pagaiare al coperto ed è adatta per la canoa, il kayak e il SUP. Negli anni ha consegnato circa 2.200 prodotti in 67 Paesi diversi in tutto il mondo.

Successo dei macchinari

Tra i vari utilizzatori vanta molti campioni olimpici e mondiali, tra cui Bálint Kopasz, campione olimpico K1 nei 1000 m a Tokyo, e Péter Kiss, campione paralimpico nei 200 m KL1 a Tokyo.

Secondo i dati pubblici, nel 2021 Kayakfirst ha registrato un fatturato netto di € 870 000.

József Weimper è fiducioso che, una volta completato il progetto e terminata la guerra in Ucraina, l’azienda potrà tornare alla crescita doppia o tripla degli anni precedenti.

Fonti: BBJ.hu | Diplomacy & Trade

Fonte immagine: Facebook

70 miliardi di fiorini per la cooperazione al confine tra Romania e Ungheria

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70 miliardi di fiorini per la cooperazione al confine tra Romania e Ungheria
70 miliardi di fiorini per la cooperazione al confine tra Romania e Ungheria

Continuano i passi in avanti verso una collaborazione sempre più prolifica tra Ungheria e Romania, i finanziamenti per la cooperazione transfrontaliera nella regione di confine rumeno-ungherese continueranno, con circa 70 miliardi di fiorini disponibili nel prossimo periodo. Notizia annunciata dalla Contea di Hajdú-Bihar sul suo sito web.

Regione transfrontaliera “più verde, più resiliente e più coesa”

Secondo l’annuncio, il programma Interreg VI-Romania-Ungheria, attuato con il sostegno dell’Unione Europea e dei governi dei due Stati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale, mira a creare una regione transfrontaliera “più verde, più resiliente e più coesa” tra Romania e Ungheria, sfruttando al meglio le opportunità di cooperazione offerte.

Il FESR in Ungheria

Il FESR fornisce finanziamenti per progetti di sviluppo regionale in tutti i paesi dell’UE, con l’obiettivo di promuovere la coesione economica e sociale tra le regioni e di stimolare la competitività e l’innovazione.

I finanziamenti del FESR possono essere utilizzati per una vasta gamma di progetti, tra cui l’infrastruttura di trasporto e di comunicazione, la ricerca e lo sviluppo, la formazione professionale, la promozione dell’energia sostenibile, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro.

Negli ultimi anni, l’Ungheria ha utilizzato i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per finanziare diversi progetti di sviluppo regionale, tra cui infrastrutture di trasporto e di comunicazione, energia sostenibile, innovazione, formazione professionale e creazione di posti di lavoro.

Maggiore trasparenza

Nel 2020, l’UE ha chiesto all’Ungheria di adottare misure per migliorare la trasparenza e la valutazione dei progetti finanziati dal FESR, nonché per garantire che i fondi siano utilizzati in modo efficiente e per il beneficio della società ungherese nel suo insieme.

In ogni caso, il FESR continua ad essere uno strumento importante per promuovere lo sviluppo regionale in Ungheria e in tutta l’UE, e l’Ungheria è tenuta a rispettare le normative e le linee guida dell’UE per l’utilizzo dei finanziamenti del FESR.

Bosch investe € 181 milioni nella nuova base logistica

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Robert Bosch Power Tool, un’unità locale del gigante tedesco dell’ingegneria Bosch, investirà € 141 milioni per creare una base logistica ed altri € 40 milioni per espandere la capacità produttiva di utensili e batterie nella città ungherese di Miskolc. 

L’investimento totale, che sarà completato entro la fine del 2024, sfiorerà € 181 milioni.

Il progetto: uno dei principali punti di smistamento dell’Est-Europa dell’azienda

László Fükő, amministratore delegato di Robert Bosch Power Tool, ha dichiarato che l’azienda costruirà una base per la produzione e la logistica altamente automatizzata con una superficie di quasi 100.000 m². Questa sarà dotata di tecnologie avanzate con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale. Il nuovo magazzino diventerà uno dei principali punti di smistamento dell’Est-Europa dell’azienda.

Miglioramento della capacità produttiva ed innovativa

L’investimento appena annunciato per aumentare la capacità produttiva dello stabilimento Bosch di Miskolc favorirà lo sviluppo e la produzione di nuove batterie, di utensili elettrici a batteria e di utensili da giardino, dando impulso all’innovazione. 

Bosch ha una lunga tradizione di collaborazione con le università e le istituzioni di ricerca ungheresi, contribuendo allo sviluppo di competenze e know-how locali.

Contributo dello Stato ungherese 

Il Ministro degli Affari e del Commercio Estero Péter Szijjártó, secondo quanto riportato da origo.hu, ha dichiarato che lo Stato fornirà circa € 26 milioni a sostegno dell’investimento.

Opportunità di crescita

Questa mossa commerciale è destinata a rafforzare la presenza di Bosch in Ungheria, dove è già presente con diverse unità produttive e centri di ricerca e sviluppo. Rappresenta una grande opportunità per la città di Miskolc e per l’intera nazione, in termini di creazione di posti di lavoro e di sviluppo economico.

La decisione da parte dell’azienda di investire in Ungheria dimostra la fiducia della stessa nella stabilità politica ed economica del paese, nonostante le recenti controversie riguardanti il governo ungherese.

Favorire ulteriori investimenti esteri

Questa azione da parte di Bosh potrebbe attrarre ulteriori investimenti esteri in Ungheria, favorendo lo sviluppo di un’industria locale sempre più competitiva e tecnologicamente avanzata. 

Fonti: BBJ.HU | Diplomacy and Trade | Daily News Hungary Fonte foto: Facebook

Sostenibilità nell’industria della cosmesi: perché scegliere un fitocosmetico

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vagheggi 10 anni fitocosmesi
vagheggi 10 anni fitocosmesi

I fitocosmetici sono speciali prodotti di bellezza realizzati esclusivamente con ingredienti di origine vegetale. Non contenendo alcun prodotto di origine animale, rappresentano un’alternativa interessante per chi sceglie di non consumare alimenti o di utilizzare ingredienti di origine animale.

Vagheggi non testa i suoi prodotti su animali, né durante la loro creazione, né durante il loro sviluppo, né durante la produzione del prodotto finito. L’attenta selezione delle materie prime è una considerazione primaria, con criteri quali l’origine geografica, la concentrazione di principi attivi, la stagione e il metodo di raccolta, ed è di fondamentale importanza che l’approvvigionamento sostenga sempre il commercio equo e solidale e lo sviluppo sostenibile, preservando l’equilibrio della natura.

LA GAMMA BIO+

La gamma BIO+ è anche vegana, biologica (Cosmos Organic), certificata FSC per gli imballaggi e certificata “I’m Green” per i tubetti della gamma Bio+. Quest’ultima significa che i tubetti sono realizzati con bioplastiche ottenute dalla fermentazione di zucchero di canna raccolto in Brasile, il che consente una significativa riduzione delle emissioni di CO2.

I fitocosmetici Vagheggi si basano principalmente sui principi attivi delle erbe per ottenere risultati nella cura della bellezza senza effetti collaterali. I principi attivi contenuti nelle piante aiutano a rigenerare il nostro corpo, a mantenere e stimolare i giusti processi. Gli sviluppatori di Vagheggi attingono dal mondo naturale per gli ingredienti eccellenti e rigorosamente controllati, più di 300 estratti attivi, oli di essenze, molecole estratte da fiori, piante, radici, alghe e oligominerali, oltre ad altri ingredienti selezionati in base alla tolleranza della pelle. Tutti gli ingredienti attivi sono selezionati dopo un attento studio.

RESPONSABILITÁ E SOSTENIBILITÁ

Vagheggi è una delle prime aziende italiane a combinare la cosmesi naturale tradizionale con la tecnologia e la ricerca più avanzate per creare prodotti unici. Ogni gamma è stata creata per offrire trattamenti cosmetici professionali e prodotti sviluppati per uso domestico, garantendo una cura della pelle al 100%. Tutto questo per una gestione globale delle foreste più responsabile e sostenibile, per mantenere l’equilibrio ecologico e per promuovere i diritti e gli interessi dei lavoratori e delle popolazioni locali.

Gli obiettivi dell’azienda per l’Ungheria nel 2023 comprendono, oltre alla distribuzione dei prodotti e alla formazione dei professionisti, l’organizzazione di utili presentazioni sulla cura della pelle a cui possono partecipare i clienti.

VAGHEGGI: da azienda familiare italiana a Kft. 

Vagheggi è un’azienda familiare italiana che produce i suoi prodotti fitocosmetici a base vegetale nel massimo rispetto delle persone, degli animali e dell’ambiente. Vagheggi Kft. è stata fondata nel 2013 dall’italiana Vagheggi SpA in Ungheria. Il marchio è presente in Ungheria da oltre 15 anni, prima era disponibile attraverso un distributore, ma successivamente la casa madre ha deciso di aprire la sua prima e unica filiale in Ungheria. Oggi ha più di 800 partner nel settore cosmetico/beauty. La sostenibilità è importante per loro e il packaging dei loro prodotti è assolutamente ecologico. Alessandro Farina, amministratore delegato e comproprietario di Vagheggi Hungary Kft., ha fondato la sua società di consulenza ITL Group Kft. nel 1995, ed è così che è entrato in contatto con Vagheggi quando stava progettando di aprire una filiale in Ungheria.

Per un ulteriore approfondimento sul caso di Vagheggi Hungary Kft. ne abbiamo scritto in questo articolo.

Clicca qui inoltre per leggere tutti i nostri articoli di Economia.hu su Vagheggi.

Gyermelyi inaugura un mulino da 6,5 miliardi di fiorini

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Il produttore ungherese di pasta e noodle Gyermelyi ha inaugurato venerdì un mulino da 6,5 miliardi di fiorini a Gyermely (35 km a nord-ovest di Budapest), secondo quanto riportato da agroinform.hu.

Il Ministro delle Finanze Mihály Varga ha dichiarato che lo Stato ha concesso a Gyermelyi 1,7 miliardi di HUF per l’investimento, nell’ambito di un programma volto a sostenere le spese in conto capitale delle grandi aziende. 

PRODUZIONE E ESPORTAZIONE

Il presidente e amministratore delegato di Gyermelyi, Béla Tóth, ha dichiarato che il mulino ha una capacità giornaliera di 300 tonnellate e una capacità nominale annua di 70.000 tonnellate. Includendo gli altri due mulini dell’azienda, la società può ora macinare 800 tonnellate di grano al giorno. Questa capacità può essere utilizzata sia da partner stranieri che da Gyermelyi e dai suoi partner locali. 

Gyermelyi investe 3 miliardi di fiorirni per aggiungere un magazzino per 40.000 tonnellate di grano in un investimento che sarà completato entro l’estate, ha aggiunto Tóth. 

La più grande azienda produttrice di uova dell’Ungheria

Gyermelyi è anche il più grande produttore di uova dell’Ungheria, con 140 milioni di pezzi all’anno. Utilizza fino a 700.000 uova al giorno nel suo impianto di produzione di pasta. L’anno scorso, l’azienda ha prodotto quasi 42.000 tonnellate di pasta. Oltre il 35% è stato esportato. Secondo i dati pubblici, nel 2021 Gyermelyi ha registrato un fatturato netto di 27,1 miliardi di HUF.

Fonte foto: gyermelyi.hu

Trans-Sped inaugura un nuovo magazzino a Nagytarcsa

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L’azienda di trasporti ungherese Trans-Sped, con sede a Debrecen, Mercoledì 16 Febbraio 2023 ha inaugurato un magazzino a Nagytarcsa (20 km a nord-est di Budapest). La società di proprietà ungherese è presente sul mercato della logistica dal 1990 e si è evoluta fino a diventare uno degli attori principali. Il Gruppo soddisfa oggi le esigenze logistiche della sua clientela, tra cui la spedizione di merci, il trasporto su strada e lo stoccaggio. 

Investimento da 23 milioni di Euro

Trans-Sped ha messo in atto una serie di investimenti tra il 2017 e il 2023 per rafforzare la propria posizione sul mercato. Sono stati realizzati sei centri logistici in quattro località: tre magazzini a Debrecen, uno a Nagytarcsa, uno a Környe e uno a Tata. Il volume totale degli investimenti ammonta ad un totale di 23 milioni di Euro e il numero di nuovi posti di lavoro creati è di 270.

La Trans-Sped ha aggiunto al suo portafoglio logistico quattro nuovi magazzini dotati delle più recenti tecnologie robot e di scaffalatura negli ultimi due anni. L’azienda dispone ora di oltre 220.000 mq di magazzino in tutto il Paese. Secondo i dati pubblici, nel 2021 Trans-Sped ha registrato un fatturato di circa 65 milioni di euro.

Commento delle autorità

Intervenendo alla cerimonia il Ministro degli Affari e del Commercio Estero Péter Szijjártó ha sottolineato che lo Stato ha contribuito a questi investimenti di Trans-Sped con circa 6,5 milioni di euro. Il #ministro ha sottolineato in particolare che grazie a questi investimenti si sono creati molti posti di lavoro. 

Fonti: BBJ.HU | HIPA Fonte immagine: Facebook 

I cosmetici del marchio italiano Vagheggi conquistano l’Ungheria da 10 anni

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Vagheggi SpA, azienda interamente italiana di cosmetici naturali, è presente in 42 Paesi nel mondo. La sua filiale ungherese, la prima e tuttora unica, è stata fondata esattamente 10 anni fa, l’11 febbraio 2013, con il nome di Vagheggi Kft. per far conoscere i benefici della fitocosmesi italiana alle estetiste e al mercato ungherese. Nel 2013 l’azienda aveva 80 partner cosmetici, oggi ne ha 980 e il numero dei suoi prodotti ha raggiunto quota 580.

10 anni di tappe fondamentali per lo sviluppo dell’azienda

Nel 2013 l’azienda ha iniziato la sua attività in Ungheria con 80 partner cosmetici e 300 prodotti. Nel 2015 è stato lanciato il webshop vagheggi.hu, in modo che, oltre ai partner cosmetici, il webshop fosse direttamente accessibile al pubblico. Il webshop è stato rinnovato nel 2018 e nel 2023 gli utenti potranno scoprire un’interfaccia completamente nuova. Entro il 2023, il numero di partner professionali sarà salito a 980, il numero di prodotti avrà raggiunto 580, con 21 linee di prodotti ed edizioni limitate.

REBRANDING E RICONOSIMENTI

Sebbene l’azienda abbia sempre sottolineato che i suoi prodotti sono puramente a base vegetale, il rebranding del 2016 ha ulteriormente migliorato la comunicazione della relazione fitocosmetica, con il rinnovo di tutte le confezioni dei prodotti e l’eliminazione degli ingredienti obsoleti. Il successo dei cambiamenti è stato riconosciuto da diversi premi prestigiosi, tra cui il vincitore del BEAUTY AWARD 2017 e del JOY PRIX DE BEAUTÉ DESIGN AWARD, e il JOY PRIX DE BEAUTÉ BIO COSMETICS AWARD 2018.

THE ACADEMY 

L’azienda ha riconosciuto che, oltre alla distribuzione, è fondamentale la formazione dei professionisti e professioniste, quindi nel 2019 ha creato THE ACADEMY, un’accademia loro dedicata, dove, oltre alle competenze professionali, possono partecipare a una serie di corsi di formazione utili per gestire con successo la propria attività. Nel 2020 sono stati lanciati anche corsi di formazione online per garantire che la pandemia non impedisse la continuità della formazione.

IMPORTANTI SVILUPPI RECENTI di VAGHEGGI UNGHERIA

Nel 2022, l’azienda ha raggiunto una nuova fase di sviluppo, con l’apertura del suo primo negozio e centro di formazione, in concomitanza con il secondo anniversario dell’apertura del negozio di riferimento in Italia. Situato in una posizione privilegiata di Budapest, all’incrocio tra Dózsa György út e Váci út, il moderno ambiente di 300 m2, spazioso, luminoso e bello, in fondo all’edificio del Green Court Office, offre ai clienti al dettaglio l’opportunità di conoscere i prodotti e il make-up e di farsi consigliare da personale qualificato su quali prodotti scegliere per le proprie esigenze di cura della pelle. Il negozio comprende anche un modernissimo centro di formazione per offrire una formazione sempre più innovativa ai professionisti della bellezza.

Nel 2022, l’azienda ha annunciato anche una nuova strategia di sostenibilità, che porrà ancora più attenzione ai criteri di sostenibilità nello sviluppo, nella selezione degli ingredienti, nella produzione e nel confezionamento, oltre a rinnovare le formulazioni e le confezioni dei prodotti. 

Per un ulteriore approfondimento sull’importanza della sostenibilità per l’azienda ne abbiamo già scritto in questo articolo.

Le disposizioni sulla doppia imposizione con gli USA cesseranno nel 2024

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Gli Stati Uniti e l’Ungheria hanno sottoscritto una convenzione fiscale nel 1979 per evitare la doppia imposizione. Come avevamo anticipato in questo articolo, le disposizioni di un accordo per evitare le doppie imposizioni tra l’Ungheria e gli Stati Uniti cesseranno di essere applicate a partire dal 1° gennaio 2024.

Esso stabilisce le regole per la tassazione dei redditi e del patrimonio delle persone e delle società che hanno attività nei due paesi.Secondo la convenzione, il reddito di una persona fisica o di una società sarà soggetto alla tassazione in base alla giurisdizione in cui ha la residenza fiscale o dove l’attività principale viene svolta. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni e regole specifiche per alcune categorie di reddito o di attività.

Presa di posizione USA

Il NAV ( autorità fiscale e doganale nazionale) ha osservato che gli Stati hanno informato l’Ungheria attraverso i canali diplomatici l’8 luglio 2022, della cessazione unilaterale dell’accordo l’8 gennaio.

Il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio Péter Szijjártó ha dichiarato, pochi giorni dopo che l’Ungheria è stata informata della cessazione del trattato, che l’America ha preso questo provvedimento a causa dell’opposizione ungherese all’introduzione dell’aliquota fiscale minima globale per le società e al conseguente aumento delle imposte.

Le conseguenze della cessazione dell’accordo

Senza l’accordo fiscale, una persona fisica o una società che risiede in uno dei due paesi potrebbe essere soggetta alle imposte sia in quello Stato che nell’altro Stato, a seconda delle regole fiscali applicabili in ciascuno di essi.

Ciò potrebbe comportare un aumento della tassazione complessiva, poiché la stessa attività o reddito verrebbe tassato due volte.

Inoltre, senza un accordo fiscale, potrebbe essere difficile per le persone e le società che hanno attività in entrambi i paesi ottenere crediti d’imposta per evitare la doppia tassazione. Ciò potrebbe comportare un aumento del costo complessivo delle attività internazionali e ostacolare gli investimenti transfrontalieri.

In generale, la fine dell’accordo fiscale tra gli Stati Uniti e l’Ungheria potrebbe comportare un aumento della complessità fiscale e dei costi per le attività internazionali tra i due paesi.

Tuttavia, è importante notare che ciò dipenderà dalle regole fiscali specifiche applicabili in ciascuno dei paesi, e dal modo in cui verranno applicate in assenza di un accordo fiscale.

Fonte: BBJ.HU

L’Ungheria entra in recessione

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L’Ungheria è ufficialmente entrata in recessione tecnica secondo i dati dell’Ufficio centrale di statistica (KSH). Dall’ultimo rapporto si può notare come il PIL ungherese sia in calo dal terzo trimestre del 2022 e l’economia abbia subito un nuovo rallentamento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e l’inflazione è arrivata al 25%. È la seconda recessione tecnica in tre anni. 

Le cause della recessione

Secondo i dati ufficiali pubblicati martedì 14 febbraio, la recessione tecnica dell’economia ungherese è determinata dall’impennata dei prezzi dell’energia che ha fatto salire l’inflazione.

Il PIL ungherese si è ridotto dello 0,4% negli ultimi tre mesi del 2022, dopo un calo dello 0,7% nel terzo trimestre. L’ultima recessione tecnica dell’Ungheria si è verificata nel 2020.

Inflazione al 25%

L’Ungheria sta soffrendo per l’impennata dell’inflazione, che a gennaio ha superato il 25%, record negativo in Europa ed il più alto nel Paese dalla metà degli anni Novanta.

Gli esperti sottolineano l’effetto distorsivo creato dai tetti di prezzo imposti dal governo su cibo e carburante e dalle misure di austerità fiscale, come i tagli ai sussidi per le bollette energetiche delle famiglie.

“Poiché sia le famiglie che le imprese sono state costrette a far fronte ai prezzi dell’energia, l’attività economica nazionale ha subito un netto rallentamento”.

Commenti delle autorità

Il primo ministro Viktor Orbán ha incolpato le sanzioni dell’UE contro la Russia per l’inflazione alle stelle, che ha visto i prezzi dell’energia e dei generi alimentari balzare rispettivamente del 52% e del 44% nel mese di gennaio 2022.

Il ministro dell’Economia Mihaly Varga ha dichiarato martedì che la recessione è “una diminuzione lieve e temporanea” e che la crescita dovrebbe riprendere rapidamente nel 2023.

Nell’intero 2022, l’attività economica è cresciuta del 4,6%, rispetto al 7,1% registrato nel 2021.

Nonostante il protrarsi della guerra (in Ucraina) e le sanzioni, l’Ungheria è riuscita a registrare una crescita annuale nel 2022

ha dichiarato Varga, aggiungendo che la disoccupazione è al 4%.

Prima metà del 2022: crescita

Con la pubblicazione dei dati del quarto trimestre, ora sappiamo che la crescita (preliminare) del PIL del 2022 è stata del 4,6% su base annua. 

A prima vista, la crescita dell’anno scorso potrebbe sembrare robusta, segno di un’economia in salute, ma la realtà è che il 2022 è stato un anno controverso. L’economia ha iniziato l’anno scorso con il piede giusto, portandosi dietro gli effetti positivi dell’anno precedente. Questo è stato favorito da una ripresa dell’attività dopo la pandemia, unita a un ampio stimolo fiscale dopo le elezioni di aprile. L’effetto combinato di questi fattori ha fatto salire i dati del PIL su base annua all’8,2% e al 6,5% rispettivamente per il primo e il secondo trimestre.

Seconda metà 2022: austerity

Tuttavia, la seconda metà del 2022 dipinge un quadro completamente diverso, con l’introduzione di misure di austerità fiscale in aggiunta alla crisi energetica e all’aumento del costo della vita. Gli elevati costi dell’energia hanno influenzato l’intera economia, paralizzando l’attività in una serie di sottosettori, con un conseguente impatto sul PIL del terzo e quarto trimestre. 

Sia le famiglie che le imprese sono state costrette a far fronte ai prezzi dell’energia, l’attività economica nazionale ha subito un netto rallentamento, da cui le letture trimestrali negative nella seconda metà del 2022 e un rallentamento vicino alla stagnazione nei dati di crescita su base annua.

Previsione di crescita del PIL ungherese nel 2023

Le previsioni per il 2023 rimangono invariate. Si prevede che il PIL quest’anno possa crescere dello 0,7%. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, l’economia ungherese deve produrre una crescita significativa entro l’anno. Poiché l’economia ungherese ha chiuso l’anno scorso in negativo, la situazione è diametralmente opposta rispetto all’inizio dello scorso anno. 

Attualmente, c’è una possibilità realistica che il PIL si riduca nel primo trimestre del 2023 a causa della domanda interna; dopodiché potrà iniziare la ripresa economica fino a tornare ai livelli pre-crisi. Questo recupero potrebbe richiedere dai quattro ai sei trimestri, poiché gli esperti si aspettano solo una recessione poco profonda e di breve durata.

Situazione internazionale

Gli sviluppi esterni favorevoli, come la riapertura della Cina, il miglioramento delle economie degli Stati Uniti e dell’Eurozona e l’attenuazione delle pressioni sui prezzi dell’energia hanno migliorato notevolmente le prospettive economiche dell’Ungheria per il 2023, conclude così l’analisi di ING Direct. 

Fonti: ING Direct | BBJ.HU

Gennaio 2023: il patrimonio netto dei fondi Bamosz cresce del 25%

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Secondo i dati dell’associazione, il valore del patrimonio netto dei fondi d’investimento gestiti dai membri dell’Associazione ungherese dei fondi d’investimento e delle società di gestione patrimoniale (Bamosz) ha raggiunto 9,569 trilioni di fiorini ungheresi alla fine di gennaio, con un aumento del 25% rispetto a 12 mesi prima. 

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Fonte foto: Bamosz,15 febbraio 2023

Il net asset value dei fondi immobiliari è salito del 3% a 1,744 milioni di fiorini. Il patrimonio dei fondi obbligazionari è salito dell’87% a 2,812 milioni di fiorini ungheresi, mentre quello dei fondi misti è sceso del 3% a 1,693 milioni di fiorini ungheresi. 

Il patrimonio dei fondi di fondi è salito dell’1% a 2.155 milioni di fiorini, mentre il net asset value dei fondi azionari è sceso dell’11% a 740 miliardi di fiorini. 

La sottoscrizione netta di quote dei fondi Bamosz ha raggiunto i 162 miliardi di fiorini nel mese.
Fonte: www.bamosz.hu

Lanciato il programma “Gábor Baross Capital”

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Il governo sta elaborando un programma per stimolare l’attività di investimento attraverso l’acquisizione di aziende private, la ricapitalizzazione delle attività esistenti e la creazione di nuovi mercati. 

Il Ministro dello Sviluppo Economico Márton Nagy in occasione di un evento organizzato dalla Camera di Industria e Commercio tedesco-ungherese (DUIHK) ha sottolineato che i dettagli del programma, denominato Gábor Baross Capital Program, saranno resi noti “entro poche settimane”.

Il Programma di credito per la reindustrializzazione di Gábor Baross

Il ministro Nagy mette in evidenza come il governo ha già lanciato il Programma di credito per la reindustrializzazione di Gábor Baross, dal valore di 700 miliardi di fiorini (€ 1,8 miliardi), che consente alle imprese di accedere a investimenti ed a prestiti per il capitale circolante. 

Oltre ad aver previsto un inasprimento della concorrenza per gli investimenti diretti esteri (IDE), ha affermato che il governo deve mantenere i programmi di sostegno economico esistenti e allo stesso tempo crearne di nuovi, e che il ruolo dello stesso in materia di sostegno dovrebbe essere rafforzato e la capacità di concedere prestiti migliorata.

Ha inoltre sottolineato che l’Ungheria ha attratto 10 miliardi di euro di IDE lo scorso anno.

Chi potrà beneficiarne?

Il credito del Programma di reindustrializzazione Baross Gábor sarà disponibile per le imprese, indipendentemente dalle dimensioni, per investimenti o per il prestito di capitale circolante. 

I tassi di credito saranno bloccati al 6% per i prestiti emessi in fiorini e al 3,5% per i prestiti in euro. Sono previste ulteriori agevolazioni per gli investimenti che aumenteranno l’efficienza energetica.

Tassi di prestito commerciali attuali

Il Ministero ha osservato che i tassi di prestito commerciale per le imprese sono attualmente superiori al 20%. Inoltre, ha dichiarato che il programma darà alle imprese la possibilità di rifinanziare un “grande volume” di crediti al 2,5% in scadenza, contratti nel quadro del Funding for Growth Scheme della Banca Nazionale d’Ungheria (MNB).

Da chi sarà finanziato il programma?

Il programma sarà finanziato dalla Magyar Eximbank. Il governo sta immettendo nell’economia circa 3.000 miliardi di fiorini di credito alle imprese nel quadro dei programmi della Magyar Eximbank e della Banca Ungherese di Sviluppo (MFB).

Fonte: BBJ.HU | About Hungary | Magyar Eximbank