Venerdì 10 febbraio è stato inaugurato il nuovo impianto di tornitura di Fábafém Kft. a Mezőberény, nella contea di Békés. Fábafém produce parti metalliche per l’industria automobilistica, elettronica e delle costruzioni.
Video in ungherese.
Che cosa prevede l’investimento?
L’investimento, come ha dichiarato anche l’amministratore delegato Tibor Berner, ammonta a 450 milioni di fiorini. È stato supportato per quasi 314 milioni di fiorini dal programma operativo dell’UE per lo sviluppo economico e l’innovazione Plusz (Ginop), ed è stato integrato da circa 140 milioni di fiorini dall’azienda.
L’ investimento prevede la costruzione di un capannone di 1.100 mq e l’acquisto di quattro torni CNC e una pressa per utensili. Il progetto aumenterà la capacità produttiva del 10-15%, ha dichiarato l’amministratore delegato Tibor Berner.
Il progetto di gara prevedeva la costruzione di un nuovo edificio industriale di 1.100 metri quadrati con un complesso di uffici-mensa-spogliatoi di 100 metri quadrati al piano superiore. L’investimento nell’edificio ha raddoppiato la capacità produttiva dell’azienda, che soffriva di una mancanza di spazio tale da rendere difficile soddisfare la domanda dei clienti.
Gli 82 dipendenti di Fábafém lavorano in tre turni per produrre 50.000-100.000 pezzi al giorno.
Secondo i dati pubblici, nel 2021 Fábafém ha registrato un fatturato di 1,7 miliardi di fiorini ungheresi. Berner ha dichiarato che il fatturato è aumentato del 7-10% lo scorso anno.
Le esportazioni hanno rappresentato circa il 15% delle entrate, ha aggiunto.
I commenti delle istituzioni
István Siklósi, sindaco di Mezőberény, ha commentato positivamente l’ampliamento dello stabilimento, aggiungendo che è particolarmente importante quando un’azienda grande come Fábafém crea nuovi posti di lavoro in città, specialmente quando offre l’opportunità di un lavoro di qualità.
L’eurodeputato Béla Dankó ha sottolineato che le conoscenze professionali e le attrezzature dell’azienda saranno in grado di competere in Europa occidentale grazie allo sviluppo tecnologico.
Gli scambi commerciali tra Italia e Ungheria rivestono un ruolo importante per l’economia ungherese. L’Italia anche nel 2022 si è confermato un importante partner commerciale dell’Ungheria, trattandosi infatti dell 5° paese per volume dell’interscambiocommerciale con il paese magiaro, il 2° verso cui esporta e il 9° da cui importa. Vediamo sotto i grafici della struttura dell’import e dell’export ungherese.
Interscambio Italia-Ungheria
Tra i due paesi nel periodo 2022 (gennaio-novembre) infatti ammontava a 12.980 milioni di euro, ovvero il 4,8 percento del totale 270.268 milioni secondo l’ultimo report mensile pubblicato da ICE Agenzia di Budapest su dati dell’Ufficio centrale di statistica ungherese. Nel periodo Gennaio-Novembre del 2021 l’interscambio commerciale totale ammontava a 216.514 milioni, registrando una variazione del +24,8%. Anche l’interscambio con l’Italia mostra una variazione positiva, del +15,7%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Si conferma primo partner la Germania, con una quota del 23,1%, seguita da Austria, Slovacchia e Polonia.
Dati macroeconomici
Gli ultimi dati macroeconomici disponibili(ad oggi 6 febbraio, fanno riferimento all’ultimo trimestre del 2022) mostrano rispetto alla fine del 2021 le seguenti percentuali: inflazione al 14,5%, il PIL al 4%, disoccupazione bassa al 3,9% e un tasso di occupazione al 74,6% e una crescita del volume di produzione industriale dello 0,5%.
PRINCIPALI PRODOTTI ESPORTATI (in milioni €) dall’Ungheria
L’Italia è il secondo paese verso cui l’Ungheria esporta. Nel 2021 il valore delle esportazioni verso l’Italia era di 6.967 milioni di euro, ovvero il 5,8% sui 119.228 milioni di esportazioni totali. Confrontando i 6.423 milioni dei mesi gennaio-novembre 2022 con i 7.312 milioni dello stesso periodo del 2021, notiamo una variazione percentuale del +13,8%.
PRINCIPALI PRODOTTI IMPORTATI (in milioni €) dall’Ungheria
L’Italia è il 9 paese da cui l’Ungheria importa. Nel 2021 ha importato per un valore di 5.217 milioni di euro, ovvero il 4,4% del valore totale delle importazioni (117.605 milioni di euro). Ad oggi, la quota del 2022 pare essere 4,1%. Confrontando la cifra dei primi 11 mesi del 2022 (5.668 milioni) con i 4.800 dello stesso periodo del 2021, si nota un aumento del +18,1%.
Visita il nostro database delle aziende italiane in Ungheria, disponibile online dal 2010: http://aziende.itlgroup.eu/
L’ufficio di statistica ungherese ha pubblicato i dati dei pernottamenti di dicembre 2022. In sintesi, in dicembre 2022, i pernottamenti dei turisti ungheresi sono aumentati del 12% (per un totale di 373 mila arrivi turistici e 830 mila notti trascorse in Ungheria) rispetto all’aumento del 52% registrato per i turisti internazionali.
La maggior parte di queste notti sono state trascorse in hotel, con un aumento del 7,7% rispetto all 2021.
Per quanto riguarda, gli arrivi di turisti internazionali, i pernottamenti sono aumentati del 52%, con 352 mila ospiti che hanno soggiornato in alberghi per un totale di 908 mila notti. Trova conferma anche in questi dati, che la maggior parte dei pernottamenti si registrano nella regione turistica di Budapest-Danubio Centrale, con il 74% delle notti turistiche internazionali registrate.
Numero di pernottamenti del 2022 rispetto al 2021 in Ungheria
Il numero di pernottamenti trascorsi è aumentato di circa il 45%, raggiungendo i 26 milioni. Gli ospiti ungheresi hanno trascorso il 18% in più di pernottamenti negli alloggi commerciali e gli ospiti stranieri il 106% in più (rispettivamente 15 milioni e 11 milioni).
Il fatturato lordo totale degli alloggi commerciali a prezzi correnti è aumentato del 69%, raggiungendo i 464 miliardi di fiorini.
Nel 2023 vedremo come impatteranno gli eventi organizzati per Veszprém Capitale Europea della Cultura ed i Campionati di Atletica leggera che si svolgeranno a Budapest ad agosto 2023, dopo essersi svolti a Eugene in Oregon nel 2022. Secondo un sondaggio del 2017 realizzato dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), circa il 33% degli italiani segue i Campionati mondiali di atletica leggera.
Gli organizzatori mirano a utilizzare il programma Veszprém-Balaton 2023 Capitale europea della cultura per sostenere la crescita economica dell’intera regione, ha affermato il ministro dello sviluppo regionale Tibor Navracsics. Veszprém, la “Città delle Regine”, seconda città ungherese a detenere questo prestigioso titolo dopo Pécs nel 2010, condivide infatti il titolo con la regione Bakony-Balaton.
Il commento del ministro dello sviluppo regionale
Al 30° Gala di apertura della stagione turistica, organizzato da Turizmus Kft, Navracsics ha affermato che la strategia di sviluppo urbano culturale e turistico che coinvolge Veszprém e la regione potrebbe essere un “catalizzatore per una crescita a passi da gigante”.
Il programma rafforzerà l’identità delle comunità locali, dando priorità al turismo, alla gestione dell’immagine, alla riabilitazione della città, all’industria e alla creazione di posti di lavoro, ha aggiunto. Programmi simili hanno incrementato il turismo del 20-30%, aumentando il PIL regionale del 3-5% e alimentando il PIL nazionale negli anni successivi, ha affermato Navracsics.
“Quindi per noi il programma non riguarda solo la cultura, ma anche lo sviluppo regionale e territoriale e lo sviluppo infrastrutturale giocano un ruolo significativo”, ha sottolineato il ministro dello sviluppo regionale.
L’impatto sull’economia locale delle Capitali della Cultura secondo la Commissione Europea
Gli effetti che le città che hanno ospitato la Capitale della cultura in passato hanno avuto sulla loro economia locale sono stati molto positivi secondo uno studio della Commissione Europea.
Le capitali della cultura hanno avuto un impatto economico positivo, con un aumento dei flussi turistici e della spesa nelle città. Gli esperti sostengono che studi recenti evitino però ancora le questioni chiave, concentrandosi sui diversi tipi di impatti, in particolare gli impatti economici, piuttosto che sugli effetti a lungo termine, fornendo così una visione limitata e potenzialmente distorta degli effetti dell’evento.
Un altro problema comune sembra essere che le valutazioni di solito iniziano appena prima dell’anno dell’evento stesso e terminano quasi immediatamente dopo, poiché l’organizzazione che ospita l’evento tende a sciogliersi pochi mesi dopo fine dell’evento.
Košice, in Slovacchia, è stata designata Capitale Europea della Cultura nel 2013 ed ha sperimentato una vasta gamma di effetti positivi a seguito della sua designazione. Secondo uno studio della Commissione Europea, si è infatti registrato un notevole aumento dei flussi turistici e dei posti di lavoro. Inoltre, la città ha beneficiato di investimenti in infrastrutture e di una maggiore consapevolezza della cultura locale. A Košice il settore privato e le università locali hanno collaborato per trasformare una città industriale mettendo in luce il suo potenziale creativo. La nuova infrastruttura culturale avrebbe aiutato a stabilire Košice come centro turistico per la regione dei Carpazi, leggiamo su www.europarl.europa.eu.
SHINE! CELEBRATING CREATIVITY: Com’è andato il primo evento dell’anno
Agli eventi del primo weekend di celebrazioni “Come shine with us!” 21-22 gennaio 2023, hanno partecipato quasi 4500 ospiti. I pernottamenti registrati sono stati 8.400, mostrando un aumento del 66% rispetto a dati stagionali simili.
Le altre Capitali europee del 2023
Nell’ambito del programma Veszprém-Balaton 2023 Capitale europea della cultura vengono organizzati circa 3.000 eventi. L’Unione europea designa l’Europa Capitale della cultura ogni anno per evidenziare la diversità delle culture in Europa e celebrare le caratteristiche culturali condivise dagli europei. Le altre città che condividono la designazione nel 2023 sono Elefsina in Grecia e Timisoara, in Romania.
I programmi delle capitali europee Veszprém e Timișoara
Nell’attesa di leggere l’annuale rapporto di valutazione sui risultati delle Capitali europee della cultura dell’anno precedente della unione europea, vi invitiamo a vivere gli eventi leggendo il programma su: veszprembalaton2023.hu
Inoltre, siete anche in tempo ad unirvi alle celebrazioni a Timișoara, che aprirà l’anno con un weekend di eventi il 17-19 febbraio 2023, all’insegna del tema “Shine your light – Light up your city!”.
Texval sta investendo quasi 440 milioni di fiorini per aggiornare la sua capacità di smistamento e riciclaggio di indumenti usati. Texval si occupa di smistamento e riciclaggio di indumenti usati ed offre servizi per la raccolta, il trasporto e il riciclaggio di abbigliamento usato, nonché servizi di smistamento per separare i vari tipi di tessuti. L’azienda fornisce anche servizi di rivendita al dettaglio per abiti usati.
La società ha ricevuto 308 milioni di fiorini in sostegno condizionale dell’Unione Europea e statale per l’investimento (Széchenyi Terv Plusz). L’investimento italiano sul territorio ungherese, che esporta gli indumenti usati dall’Europa occidentale in Africa, Pakistan e India, ha registrato un fatturato netto di 3,2 miliardi di fiorini nel 2021, secondo i registri pubblici.
Lo smistamento e riciclaggio di indumenti usati è un processo che prevede la raccolta, la selezione e la riassemblaggio di abbigliamento usato, per renderlo nuovamente utilizzabile. Il riciclaggio di abbigliamento usato è un processo che permette di preservare risorse naturali, ridurre l’inquinamento e ridurre la quantità di rifiuti.
Qual è l’andamento del riciclaggio di indumenti usati in Ungheria e in Europa?
Il riciclaggio di indumenti usati in Ungheria e in Europa è in costante aumento. Secondo uno studio del 2019, in Europa, il riciclaggio di indumenti usati è aumentato del 13% rispetto al 2017. In Ungheria, il riciclaggio di indumenti usati è aumentato del 22% rispetto all’anno precedente. L’Ungheria è uno dei maggiori mercati europei per il riciclaggio di abbigliamento usato.
In Ungheria, un’altra delle principali aziende di smistamento e riciclaggio di indumenti usati è Textile Exchange.
È quanto emerge da un’analisi condotta dalla società di selezione del personale Trenkwalder, scrive Menedzsment Fórum. La retribuzione oraria variava tra i 1.500 e i 1.650 fiorini nella maggior parte delle regioni, ma nell’Ungheria centrale e nella capitale può raggiungere addirittura i 2.100 fiorini.
L’analisi di Trenkwalder è stata basata sui dati salariali di quasi 7.000 lavoratori: nel quarto trimestre, il salario minimo legale orario lordo in Ungheria si aggirava sui 1.495 fiorini per gli operai specializzati e sui 1.150 fiorini per quelli senza una specializzazione.
L’evento nazionale più prestigioso della professione di marketing digitale, il concorso Website of the Year, organizzato dall’Associazione ungherese di marketing e dalla sezione Internet Marketing, ha ricevuto 227 iscrizioni per questa edizione. La giuria professionale ha assegnato 68 voci. Il vincitore del premio Absolute Website of the Year è stato Virágbék.
La cerimonia di premiazione del sito web dell’anno si è svolta il 26 gennaio 2023 nell’ambito della “Notte dei premi di marketing” presso il centro eventi Symbol Budapest. László István Varga, il fondatore del concorso, e Gábor Bonyhádi, il presidente della giuria, hanno annunciato i vincitori dell’anno 2022. Dopo la cerimonia di premiazione, gli ospiti invitati e i vincitori hanno festeggiato il 20° anniversario del concorso “Sito web dell’anno” con una festa sfrenata.
Il commento del founder
“Il raccolto di quest’anno è stato estremamente ricco. I nostri candidati hanno preso molto sul serio la diffusione dei dispositivi smart e hanno iniziato con siti progettati per dispositivi da cellulare. L’opinione unanime dei principali specialisti di marketing digitale internazionale e nazionale è che il sito Web è uno dei primi tre strumenti di marketing più importanti. Questa tendenza non dovrebbe cambiare in futuro. Il progresso delle agenzie digitali specializzate nazionali, dei team di sviluppo web e dei siti delle PMI va avanti da anni. Di conseguenza, la giuria professionale ha potuto premiare numerose candidature eccezionali e professionalmente impegnative!” – ha detto László István Varga, il fondatore del concorso.
Losonczi Balázs, direttore di Pentacom Online Agency riceve l’award. Pentacom, agenzia creativa che ha sviluppato il sito di ITL Group con ITL Marketing, ha vinto il secondo maggior numero di premi nella competizione, incluso uno dei premi principali (Ambasciatore del marketing), e attualmente è al terzo posto nella bacheca della hall of fame dell’associazione, che elenca le agenzie che hanno vinto il maggior numero di premi nel precedente anni.
Il maggior numero di partecipanti al concorso è arrivato nelle categorie E-commerce (27), Servizi (21) e Applicazione dell’anno (17). Inoltre, sono state create molte soluzioni eccellenti, ad esempio, nelle categorie Creative Solution of the Year, Industrial Web e B2B website.
Il vincitore del “Website of the Year Absolute Award” è “Virágbeke – Sia la pace dei fiori”.
Il Premio del Pubblico è stato vinto dall’app di maternità PregHello con oltre 5.500 voti. Quest’anno, la città di Pécs rivendicherà ancora una volta il premio itinerante Città della cultura di Internet! Congratulazioni ai vincitori!
Il numero di nuovi appartamenti sul mercato ha superato il volume della domanda a Budapest l’anno scorso, e lo stock di appartamenti invenduti che possano essere trasferiti immediatamente ha iniziato ad espandersi, stando all’ultima “Mappa del valore delle nuove abitazioni di Budapest” di OTP Jelzálogbank, compilata sulla base dei dati pubblici forniti da investitori e venditori.
“Tempi favorevoli per chi è alla ricerca di un immobile”- ci spiega Schenk Szilvia, consulente immobiliare di ITL Real Estate con decennale esperienza nel settore. “Il numero delle offerte e le occasioni aumenteranno nei prossimi mesi a causa dell’aumento delle spese di utenze e della crescita dell’inflazione che hanno un impatto negativo sul valore degli immobili. Per le stesse ragioni, anche chi ha intenzioni di vendere la propria casa, dovrebbe rivolgersi ad un esperto di fiducia per essere supportati nel processo di vendita”
L’aumento dei prezzi per distretto a Budapest in percentuali (2022 I-IX, Fiorini/m2)e
I prezzi medi per capoluogo di contea in Ungheria (2022 I-IX, Fiorini/m2)
Benché il mercato, infatti, non risulti congelato, un numero significativo di investitori è ora in attesa, proprio come gli acquirenti, e la possibilità di una negoziazione del prezzo minimo è recentemente emersa anche nel nuovo mercato immobiliare.
I prezzi per capoluogo di contea: ad avere conquistato il primato, per la prima volta, è Veszprém, La Capitale Culturale Europea nel 2023 ed importante centro della produzione automobilistica ungherese Fonte grafico: OTP Bank
I prezzi medi per distretto a Budapest (2022 I-IX, Fiorini/m2 )
Il macroambiente è stato fortemente influenzato dal continuo aumento dell’inflazione, dei prezzi delle case e dei tassi di interesse sui mutui, dallo scoppio della guerra in Ucraina, nonché da tempi e costi di costruzione difficilmente pianificabili.
Prezzo medio al metro quadrato nei distretti di Budapest, a guidare l’elenco stilato da OTP Bank nella Mappa di Valore Immobiliare è sempre il V distretto, metà preferita dei turisti che visitano la capita ungherese. Fonte grafico: OTP Bank
La domanda proseguiva vivace all’inizio dell’anno scorso grazie alle entrate extra legate agli eventi del 2022 e ai vari elementi di sostegno alla casa, ma alla fine dell’anno il mercato ungherese ha subito un netto rallentamento.
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“Se l’Ungheria vuole raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 in linea con la sua legge sul clima, non può evitare drastiche riduzioni delle emissioni dell’industria pesante”. Così scrive in una nuova analisi l’Equilibrium Institute, che cerca di identificare gli ostacoli alla riduzione delle emissioni nelle industrie del cemento, dell’acciaio e dei prodotti chimici.
Le emissioni in queste industrie sono significative non solo per l’elevata richiesta di energia ma anche per le caratteristiche tecnologiche dei processi produttivi. Tuttavia, il cambiamento tecnologico richiede notevoli risorse finanziarie. La finanza sostenibile può essere la chiave per la decarbonizzazione dell’industria pesante? Questa è la domanda centrale a cui stanno cercando di rispondere nella loro analisi, finanziata dalla European Climate Initiative (EUKI).
Arrivando ai problemi di transizione del settore energetico da vari contesti postindustriali, le regioni del V4 si avvicinano alle strategie di graduale eliminazione del carbone in modo simile, ma con significative peculiarità dipendenti dal percorso in Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia. L’intero progetto può essere scaricato da qui.
Circa 100 persone hanno partecipato al Consiglio d’affari ungherese-kazako, organizzato dalla Camera di Commercio e Industria Ungherese (MKIK) a Budapest, ha comunicato il Ministero delle Finanze in un comunicato pubblicato sul suo sito web. Inoltre è notizia di oggi che Kazakistan e Ungheria lanciano un Joint Venture Capital Fund.
Rivolgendosi al Consiglio, il Ministro delle Finanze Mihály Varga ha dichiarato che l’anno scorso il commercio bilaterale tra Ungheria e Kazakistan ha raggiunto i 420 milioni di dollari.
Che cosa esporta l’Ungheria in Kazakistan?
Le principali esportazioni ungheresi verso il Kazakistan sono i prodotti farmaceutici, ma “ci sono anche buone opportunità” per le aziende operanti nei settori della green economy, della gestione delle acque, dell’agricoltura, dell‘energia e della sanità, ha aggiunto Varga.
Il Ministro ha sottolineato che le aziende ungheresi stanno producendo semi di mais ibridi in Kazakistan e che la MOL ungherese inizierà presto la produzione di gas nel paese.
Infine, Varga ha aggiunto che i forti legami con il Kazakistan potrebbero contribuire alla sicurezza energetica dell’Ungheria. ‘L’Ungheria è pronta a fare da ponte tra il Kazakistan e l’Unione Europea’- ha dichiarato.
Le delegazioni dell’Ungheria e del Kazakhstan si riuniscono con frequenza annuale a vicenda nei rispettivi paesi: uno degli incontri più importanti, svoltosi nel 2021, come lo riportammo anche noi su Economia.hu, vide la partecipazione di ben 50 imprenditori ungheresi interessati nelle ricche opportunità offerte dalla cooperazione bilaterale ungaro-kazako.
Kazakistan e Ungheria lanciano il Joint Venture Capital Fund
L’ungherese Széchenyi Funds e la società di capitale di rischio kazako-singaporese Steppe Capital hanno firmato venerdì a Budapest una dichiarazione sull’istituzione di un fondo di capitale di rischio congiunto kazako-ungherese, secondo un rapporto dell’agenzia di stampa MTI.
Il fondo conterrà una componente di private equity da 10 milioni di dollari e una componente di venture capital da 10 milioni di dollari. I partner avranno il 50% delle quote nel fondo, ma sarà gestito esclusivamente da Széchenyi Funds.
Il fondo mirerà a investimenti in entrambe le economie in tecnologia, energia, agricoltura e scienze della vita.
Fino alla metà del fondo potrebbe essere investita in imprese ad alta crescita in Kazakistan.
Lo scorso novembre ci domandavamo sull’andamento dell’inflazione in Ungheria. Recentemente, in un’intervista rilasciata al settimanale Mandiner, il Ministro dello Sviluppo Economico Márton Nagy ha dichiarato che l’inflazione potrebbe “scendere drasticamente” dopo che l’impatto della soppressione del tetto massimo dei prezzi dei carburanti sarà svanito e i prezzi dei prodotti alimentari avranno raggiunto il loro picco.
Nagy ha evidenziato che l’eliminazione del tetto ai prezzi dei carburanti all’inizio di dicembre potrebbe far aumentare l’inflazione di mezzo punto percentuale, fino a superare il 25% a gennaio. I prezzi dei generi alimentari potrebbero raggiungere il picco “verso febbraio o marzo”, ha aggiunto.
Il Ministro prevede un forte calo dell’IPC dopo tale data, e ha anche indicato un’inflazione a fine anno a una sola cifra. Ha attribuito l’aumento dei prezzi principalmente a fattori esterni, quali il rincaro dell’energia, ma ha anche riconosciuto l’effetto del fiorino più debole, degli aumenti delle accise e delle tasse sui prodotti sanitari e dell’aumento dei salari sull’IPC.
Secondo il Ministro Nagy, se l’inflazione dovesse scendere rapidamente entro aprile, si potrebbero eliminare gradualmente i prezzi calmierati di alcuni prodotti di base, come la farina e le uova.
Mentre la Banca Nazionale d’Ungheria ritiene che i dettaglianti stiano trasferendo ai consumatori il 100% delle loro perdite sui prodotti a prezzo bloccato, Nagy, ex vice governatore della banca centrale, ha affermato che il rapporto è “al massimo del 60-70%“.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Magyar Nemzet, la società statale Magyar Posta ha emesso un francobollo dedicato all’Anno del Coniglio in vista del Capodanno cinese. Anche in Francia, dal 2005 le poste francesi hanno emesso i francobolli per il nuovo anno cinese.
In occasione del lancio dell’emissione presso il Museo del Francobollo di Budapest, il Ministro dello Sviluppo EconomicoMárton Nagy ha dichiarato che l’Ungheria e la Cina hanno adottato “un tono di rispetto” nelle loro comunicazioni bilaterali.
Il coniglio rappresenta l’energia positiva del popolo cinese che può superare le difficoltà e migliorarsi, ha sottolineato l’ambasciatore cinese in Francia, Lu Shaye, aggiungendo che nel nuovo anno le relazioni sino-francesi scriveranno certamente un nuovo capitolo e compiranno rapidi progressi.
Fonte notizia: bbj.hu Fonte foto: China Cultural Centre in Budapest
L’unità locale della casa automobilistica tedesca Audi nel 2022 ha prodotto 1.677.545 motori nello stabilimento di Győr (120 km a nord-est di Budapest), ha dichiarato Audi Hungaria, secondo quanto riportato dal sito autopro.hu.
Rispetto al 2021,molto probabilmente grazie anche all’espansione completata nell’estate del 2022 dello stabilimento locale di cui abbiamo scritto qui, la produzione di Audi Győr è aumentata di 56.778 unità, mentre quella di veicoli dell’azienda tedesca ha goduto di un aumento complessivo di 119 unità, raggiungendo così le 171.134 unità.
Sono stati prodotti 221.141 motori a benzina a tre cilindri e 684.018 a quattro cilindri, 293.667 motori diesel, 21.745 motori a cinque cilindri a ciclo otto, 265.857 motori a benzina a sei cilindri e 77.931 motori diesel a sei cilindri e 5.089 motori a 10 cilindri. Inoltre, sono stati prodotti 108.097 motori elettrici, 11.121 in più rispetto al 2021.
Audi Hungaria ha prodotto 21.466 modelli plug-in-hybrid e 25.181 modelli mild hybrid Q3. A fine anno l’organico contava 11.957 persone, 26 in meno rispetto alla fine del 2021.
Sembra che ad andare più che bene sul mercato ungherese non sia solo Autowallis: stando alle informazioni di profitline.hu, il 2022 è stato un anno particolarmente forte per il BMW Group nel mercato stagnante delle auto nuove in Ungheria. Il gruppo ha registrato un forte successo grazie alla vendita di ben 5.267 nuovi veicoli che rappresenta un aumento del 18%.
L’anno scorso sono state vendute circa 4.785 nuove auto BMW e 482 Mini sul mercato ungherese, un record per entrambi i marchi rispetto al 2021, con un aumento del volume delle vendite rispettivamente del 18% e del 5%.
I concessionari del gruppo hanno venduto 550 modelli totalmente elettrici in Ungheria, tra cui ci sono ben 469 BMW. Pertanto, le vendite di veicoli elettrici sono aumentate del 119% rispetto al 2021, rendendo BMW il produttore elettricopremium più popolare tra i marchi tradizionali, ha ribadito il gruppo.
Il Servizio nazionale ungherese per il pagamento dei pedaggi (Núsz) ha annunciato il lancio di una funzione di controllo della validità delle vignette autostradali sul proprio sito web. Le vignette, si possono acquistare in autostrada, presso un benzinaio dando il numero di targa oppure pagando la vignetta direttamente online entro 1 ora dall’ ingresso in autostrada.
I visitatori del sito nemzetiutdij.hu possono accedere alle informazioni sulle vignette valide inserendo il paese di immatricolazione del proprio veicolo e la relativa targa.
L’anno scorso, Núsz ha ricevuto circa oltre 25.000 telefonate riguardo alla validità dei bollini che rappresenta circa il quinto di tutte le chiamate arrivate al servizio clienti. L’operatore del pedaggio vende ogni anno circa 15 milioni di bolli per 7 milioni di veicoli. Secondo il sistema ungherese, tutte le vignette sono digitali.
Le vendite di AutoWallis, società quotata in borsa, sono aumentate del 25%, raggiungendo così le 31.303 unità lo scorso anno, stando ad un rapporto preliminare pubblicato ieri sul sito della Borsa di Budapest.
Le vendite di AutoWallis, società quotata in borsa, sono aumentate del 25%, raggiungendo così le 31.303 unità lo scorso anno, stando ad un rapporto preliminare pubblicato ieri sul sito della Borsa di Budapest.
L’aumento della vendita di macchine usate è due volte l’aumento delle vendite di auto nuove
Il fatturato della divisione all’ingrosso è aumentato del 34%, raggiungendo la quota di 22.174 veicoli. Nel segmento al dettaglio, le vendite di nuove macchine di AutoWallis hanno registrato un aumento del 6% a 7.314, mentre le vendite di auto usate sono salite del 13% a 1.815 unità.
La crescita è stata fortemente sostenuta anche dall’acquisizione da parte di AutoWallis (di cui abbiamo scritto qui), insieme al collega settoriale portoghese Salvador Caetano, di Renault Hungaria, che ha aggiunto 1.873 unità alle vendite di veicoli.
Tuttavia, anche senza l’acquisto, le vendite della divisione wholesale sono aumentate del 23%, sostenute da un aumento del 99% delle vendite di veicoli SangYong.
Oltre alle vendite di 209 miliardi di fiorini, il Gruppo AutoWallis ha dichiarato nel suo ultimo comunicato stampa del 2022, di aver chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 7,6 miliardi di fiorini, il che significa un utile di 17,3 fiorini per azione rispetto all’attuale prezzo dell’azione di 90 fiorini.
Quando ha pubblicato il rapporto trimestrale, Gábor Ormosy, CEO di AutoWallis Nyrt., ha affermato che la tendenza degli ultimi trimestri è continuata e di poter definire il 2022 un anno record in termini di dati di vendita, fatturato e profitto.
Per la prima volta nella sua storia, Toyota è diventata leader di mercato in Ungheria nell'intero mercato nel 2022 dichiara il brand
La produzione dell’industria automobilistica, che nell’estate 2022 aveva registrato un aumento da record, nel mese di novembre 2022 si conferma il più importante settore manifatturiero ungherese rappresentando il 26% dell’intera produzione manifatturiera, e supera l’anno precedente del +23%, nonostante la carenza di semiconduttori, secondo i dati dettagliati rilasciati dall’Ufficio centrale di statistica (KSH).
La produzione di veicoli stradali è aumentata del 19,9% e la produzione di componenti per veicoli stradali del 26%.
La crescita del segmento è diminuita rispetto al 32,1% di ottobre 2022.
I concessionari del marchio Toyota hanno venduto 15.102 veicoli nel 2022.
I concessionari del marchio Toyota hanno venduto 15.102 autovetture e veicoli commerciali leggeri in Ungheria lo scorso anno, dando alla casa automobilistica giapponese una quota di mercato dell’11,7%, ha dichiarato Richárd László, direttore nazionale di Toyota Central Europe, durante una conferenza stampa, secondo quanto riportato da autopro.hu.
Fonte: www.toyota.hu
Escludendo le riesportazioni, le vendite di Toyota sono state 14.810, con una quota di mercato del 14,4%. László ha sottolineato che le vendite di auto nuove e veicoli commerciali leggeri in Ungheria sono scese dell’11% a 129.916 unità lo scorso anno, citando i dati compilati da Datahouse. Quest’anno, Toyota prevede di vendere 15.100 auto e LCV in Ungheria, ha dichiarato László.
Secondo quanto dichiara Toyota questo primato andrebbe invece al gruppo Toyota, che scrive così nel proprio comunicato stampa: “per la prima volta nella sua storia, Toyota è diventata leader di mercato in Ungheria nell’intero mercato nel 2022. Agli acquirenti di auto nuove in Ungheria non piace nessun marchio automobilistico tanto quanto Toyota, che è diventata sinonimo di guida ecologica nell’ultimo quarto di secolo: il marchio automobilistico giapponese ha aumentato le sue vendite del 4,9% nel 2022 e ha venduto 15.102 auto nuove del 10,9% nel mercato ungherese delle auto nuove in calo, aumentando così la propria quota di mercato di 1,8 punti percentuali e guadagnando il primo posto nel nostro Paese con una quota di mercato dell’11,7%.”
Toyota potrebbe dover il suo vantaggio alle sue auto elettriche ibride a ricarica automatica che rispettano l’ambiente e consentono fino al 50-80% di guida esclusivamente elettrica e senza emissioni nel traffico cittadino. E recentemente ha introdotto anche auto elettriche ibride plug-in ed elettriche a batteria.
Nel 2022, il 20,4% delle auto nuove immatricolate in Ungheria, ovvero non meno di 26.338 auto, sono state ritirate dalla circolazione entro 7 mesi, il che indubbiamente distorce il quadro del mercato.
AutoWallis acquisisce Net Mobilitas
Il venditore di auto quotato in borsaAutoWallis, come aveva preannunciato a settembre, ha dichiarato venerdì 13 gennaio di aver firmato il contratto per l’acquisizione di Net Mobilitas, l’azienda dietro joautok.hu.
AutoWallis pagherà, con azioni proprie, un prezzo fisso di 320 milioni di fiorini e un earn-out di 480 milioni di fiorini in due anni. L’operazione “rafforzerà i progetti di sviluppo in corso, capitalizzando le opportunità di cooperazione all’interno del gruppo”, ha dichiarato AutoWallis, sottolineando l’importanza di “rispondere alle esigenze di trasformazione dei modelli di distribuzione”.
Neuzer Kerékpár, il più grande produttore di biciclette di proprietà ungherese, costituirà presto una joint venture con un partner cinese per produrre 150.000 e-bike all’anno, ha dichiarato l’amministratore delegato András Neuzer, presso lo stabilimento dell’azienda a Esztergom, secondo portfolio.hu.
La produzione di questa joint venture, posseduta al 51% dal partner cinese, potrebbe iniziare nel 2026 su un terreno di 30.000 mq acquistato accanto allo stabilimento esistente di Neuzer Kerékpár, ha affermato l’amministratore delegato.
L’azienda sta inoltre investendo 750 milioni di fiorini in quella base, aggiungendo 1.820 mq di spazio di magazzino e attrezzature per realizzare ruote per e-bike. L’azienda ungherese ha anche vinto 300 milioni di fiorini in sovvenzione per il progetto, che terminerà a settembre, ha aggiunto l’amministratore delegato.
Neuzer Kerékpár produce quasi 80.000 biciclette all’anno ed esporta oltre la metà della sua produzione nei mercati di Belgio, Germania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia. Impiega 150 persone e l’anno scorso ha registrato un fatturato di 7,2 miliardi di fiorini.
In Ungheria, l’utilizzo delle biciclette è in forte crescita, soprattutto tra i giovani. La città di Budapest ha introdotto un programma di bike sharing (lo sharing è infatti un trend in crescita nel paese) che ha contribuito a promuovere l’utilizzo delle biciclette come mezzo di trasporto sostenibili (nel 2014 Bubi e nel 2015 Donkey Republic). Ci sono anche numerose piste ciclabili che solcano la capitale ed è possibile noleggiare biciclette per escursioni fuori città.
“L’idea di una città in cui prevale la bicicletta non è pura fantasia” Marc Augé, Il bello della bicicletta
Letture utili:
1. “Ungheria: sostenere l’utilizzo delle biciclette” OECD Better Life Index
2. “Budapest bike sharing program: una guida” Cycling Hungary
3. “Miglioramento della connettività delle reti ciclabili in Ungheria” World Bank
L’anno scorso, in Ungheria, il 5% delle fatture business-to-business (B2B) non è stato pagato, nel 2021 invece questo dato era appena superiore al 2% scrive Atradius nell’analisi sulle abitudini di pagamento dell’assicurazione del credito, riporta profitline.hu.
Da un sondaggio condotto su 200 aziende ungheresi risulta che il 49% degli intervistati teme che quest’anno i propri clienti pagheranno le bollette in ritardo rispetto all’anno scorso. Il motivo del ritardo nel pagamento è in genere la situazione di liquidità dei clienti.
Secondo gli intervistati di Atradius, l’effetto combinato del rallentamento dell’economia globale, della crisi energetica, dell’elevata inflazione interna e della guerra russo-ucraina può peggiorare drasticamente la performance dell’economia nazionale.
Il 40% delle 200 aziende nazionali ha registrato un aumento del tasso di rotazione delle fatture B2B (DSO, Days sales outstanding), il che significa che i clienti hanno pagato più tardi rispetto a un anno prima. Nel 2021, questo tasso era del 33%.
Le vendite a credito sono aumentate
Nel settore agroalimentare, il 60% degli intervistati ha dichiarato di aver fornito più credito ai clienti per gli acquisti rispetto all’anno precedente. Nel 2021 infatti, il 42% delle transazioni veniva effettuato a credito, quest’anno siamo invece al 47%. Diverse società hanno anche concordato di prorogare il termine di pagamento. L’anno scorso, il termine di pagamento nei due settori era di 43 giorni, cinque giorni in più rispetto al dato del 2021.
Sono aumentate anche le vendite a credito nel caso dei beni di consumo durevoli (dal 53 al 61%) e il termine medio di pagamento nel settore è sceso da 51 a 49 giorni.
Nel settore siderurgico il 54% delle aziende non ha modificato la propria politica creditizia, mentre il 10% ha concesso ai propri clienti tempi di pagamento delle bollette più brevi rispetto al 2021. Il termine medio di pagamento è stato di 39 giorni nel 2022, rispetto ai 35 giorni del 2021. Parallelamente è aumentata anche la velocità di evasione delle fatture del settore, passata da 47 a 53 giorni.
Problemi di liquidità e prospettive per il 2023
Nell’industria alimentare, il 35% delle fatture è stato pagato in ritardo dai clienti nel 2022 e il 6% non è stato pagato affatto. Nell’industria siderurgica, il 31% degli acquirenti ha pagato il fornitore in ritardo e il 4% non ha pagato affatto. Il ritardo nel pagamento è stato causato principalmente dai problemi di liquidità dei clienti, inoltre il direttore nazionale di Atradius avverte che la realtà potrebbe essere addirittura peggiore di quanto mostrano i dati.
Secondo il sondaggio Atradius, il 46% dei 200 intervistati ungheresi prevede che la performance della propria azienda diminuirà quest’anno. Il 49% ritiene che il tasso di rotazione delle fatture continuerà ad aumentare perché la liquidità dei propri clienti non migliorerà. Tra gli intervistati, solo le aziende che hanno l’assicurazione del credito non temono il deterioramento del DSO.
sovvenzioni PMI primo trimestre per i prezzi dell'energia
Il governo ha esteso un programma di sussidi per le PMI minacciate dall’aumento dei prezzi dell’energia fino al primo trimestre del 2023, ha dichiarato ieri il ministro dello Sviluppo economico Márton Nagy, secondo origo.hu. Nell’ambito del regime, il governo risarcisce le PMI nei settori manifatturieri ad alta intensità energetica e nel settore degli alloggi commerciali fino alla metà dell’aumento delle loro bollette energetiche.
Nagy ha osservato che il governo ha deciso in precedenza di ampliare l’ammissibilità al regime abbassando la soglia dei costi energetici per le entrate dal 3% al 2%. Alla sovvenzione è abbinato un programma di investimenti per l’efficienza energetica. Lo stanziamento per entrambi è di 100 miliardi di fiorini nel 2022 e di 120 miliardi di fiorini nel 2023. Si ritiene che più di 36.000 piccole medie imprese possano beneficiare dei programmi.
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