Il Futuro del lavoro: integrazione tra lavoro da casa e dall’ufficio

Di questi tempi si parla tanto di come imparare a valorizzare lo smartworking in azienda, definito “una rivoluzione da cui non si torna indietro“. Ci si interroga se il cambiamento di mentalitá in azienda debba essere diretto dal dipartimento Risorse umane o se sia necessario prima un cambiamento legislativo. Abbiamo chiesto a Gráczer Judit,ITL HR Solutions Head of Department, di farci un breve panoramica della situazione del telelavoro in Ungheria.

A che punto siamo in Ungheria rispetto al quadro normativo?

Il telelavoro, che comunque era giá regolato dalla legge del lavoro ungherese, é diventato prassi comune per tutelare la salute durante la pandemia, ed ha visto la nascita di nuove “sottocategorie” nel modo di lavorare da casa. Modalitá che integrano il lavoro da casa con il lavoro in ufficio quale nuovo modello di lavoro hanno offerto numerosi vantaggi per entrambe le parti. Per questa ragione é molto atteso il cambiamento di legge previsto per rinnovare il vecchio modello di telelavoro con i nuovi elementi che garantiranno questa formula più strutturale, maggiormente organizzata e duratura.

Come cambia mensilmente la percentuale di persone che lavorano da casa. A settembre 2020, il numero e la percentuale di persone che lavorano a distanza o da casa hanno ripreso ad aumentare, con una quota del 5,8% inferiore di 11,5 punti percentuali rispetto al picco di maggio, ma quasi quattro volte superiore rispetto all'anno precedente. Fonte: KSH.hu
Come cambia mensilmente la percentuale di persone che lavorano da casa. Fonte: KSH.hu

A settembre 2020, il numero e la percentuale di persone che lavorano a distanza o da casa hanno ripreso ad aumentare in Ungheria, con una quota del 5,8% (inferiore di 11,5 punti percentuali rispetto al picco di maggio) ma quasi quattro volte superiore rispetto all’anno precedente.

Qual é la situazione dello Smartworking in Ungheria e Italia rispetto all’Europa?

I risultati principali del report 2020 EUROFOUND sul “Lavorare durante il COVID19” su base europea mostrano che:

  • Oltre i tre quarti dei dipendenti dell’UE a luglio vogliono continuare a lavorare da casa almeno occasionalmente, anche senza restrizioni COVID-19 . La maggior parte dei lavoratori dell’UE riferisce di un’esperienza positiva con il telelavoro durante la pandemia, ma pochissimi desiderano farlo tutto il tempo, con l’opzione preferita è un mix di telelavoro e presenza sul posto di lavoro.
  • L’aumento del telelavoro durante la pandemia ha evidenziato l’offuscamento dei confini tra lavoro e vita privata. Sarà fondamentale per i governi e le parti sociali introdurre iniziative di “diritto alla disconnessione” al fine di evitare che ampi segmenti di lavoratori siano a rischio di esaurimento fisico ed emotivo.
  • Se si vuole che il telelavoro continui in tutta l’UE, le parti sociali devono cercare di includere disposizioni per i lavoratori sulla natura volontaria del telelavoro o sull’idoneità di compiti specifici al telelavoro in qualsiasi quadro giuridico o accordo. Saranno inoltre fondamentali chiarimenti su come i datori di lavoro possono contribuire alle spese legate al lavoro da casa, nonché garanzie di parità di retribuzione e accesso alla formazione per coloro che lavorano a distanza.

Nel grafico dello smartworking nel report European Working Conditions Survey (EWCS) 2015 (ultimo uscito) vediamo che le percentuali di diffusione dello smart-working affidato alle nuove tecnologie variano moltissimo. In Europa la media è intorno al 17%, con l’Italia {con soli 7 punti percentuali} che risulta fanalino di coda sia rispetto ai dipendenti che scelgono di lavorare da casa sia rispetto a quelli che fanno grande uso delle nuove tecnologie lavorando in mobilità. In italia solo il 7% dei lavoratori ha accesso allo smart working, di cui il 5% smartworkers occasionali e meno dell’1% telelavoratori (Great place to work).
L’Ungheria si colloca invece qualche passo piú avanti rispetto all’Italia, raggiungendo gli 11 punti percentuali.

Guardando ai dati 2020 disponibili, i risultati del sondaggio di Eurofound (2020), Living, working and COVID-19 dataset, dunque possiamo facilmente immaginare come i dati dei prossimi mesi e la EWCS 2020 porteranno le percentuali del lavoro da casa a livelli ben piú alti, in Italia e Ungheria incluse.

Figura 23: Preferenza per quanto riguarda la regolarità del lavoro da casa se non ci fossero restrizioni COVID-19, per status di telelavoro, EU27 (%) Fonte: Living, working and COVID-19
Figura 23: Preferenza per quanto riguarda la regolarità del lavoro da casa se non ci fossero restrizioni COVID-19, per status di telelavoro, EU27 (%) Fonte: Living, working and COVID-19

Un ultimo interessante dato possiamo trovarlo nel sondaggio realizzato dal Sole 24 ore sullo smartworking in Italia.

Fonti e ulteriori approfondimenti: KSH.HU | ILO 2017 | EUROFOUND Working in Hungary | Working in Italy | European Working Conditions Survey (EWCS) 2015 |

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Irene Pepe
Irene Pepe
ITL Group | Marketing & Communications Manager Economia.hu | Editor-in-Chief

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