Il 6 giugno Albano Carrisi di esibirà a Budapest al Campionato del Judo Mondiale alla presenza del presidente russo Putin, del presidente dell’Azerbaigian Aliyev e del premier ungherese Orbán.
Il cantante si era già esibito nel 2017 sempre in occasione dei mondiali di Judo, dove aveva avuto l’onore di comporre il testo dell’inno della federazione internazionale. La carica nasce dall’amicizia col presidente internazionale Marius Vizer, nata dal fatto che al presidente piacesse particolarmente la canzone ‘’Libertà’’. É per questo motivo che ha proposto ad Al Bano di diventare ambasciatore del judo.
“Canterò l’inno del Judo mondiale e farò un concerto”- annuncia il cantante pugliese ad Adnkronos.
Finalmente l’artista potrà tornare ad esibirsi dal vivo, e
come afferma sarà ‘’tranquillo e vaccinato’’.
Il cantante che ha recentemente visitato l’ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari ha lanciato anche un messaggio riguardo la delicata situazione epidemiologica che vede coinvolti tutti i paesi: “Siccome siamo in piena terza guerra mondiale, io da buon soldato devo essere presente dove c’è necessità. E ci sono. Non penso di risolvere le sorti della situazione, ma ce la metto tutta perché qualcosa di positivo possa lasciarla anche io, con la speranza che finisca presto per tutti”- ha detto.
Nuove proposte di riforme arrivano dal Ministro delle finanze durante la riunione con il Consiglio nazionale per la competitività ungherese
Durante la riunione del 19 Aprile, il Consiglio nazionale per la competitività ungherese, composto da imprenditori ed esperti istituito per formulare raccomandazioni al governo, ha presentato una serie di proposte per sostenere la ripresa economica.
Il consiglio ha raccomandato preferenze fiscali per le imprese colpite dalla crisi, come differimenti senza penalità e rimborsi IVA accelerati.
Inoltre è stato proposto di ampliare l’ammissibilità per le preferenze fiscali sui salari per l’assunzione di persone senza lavoro riducendo il periodo di disoccupazione da sei mesi a tre. La misura lascerebbe 30 miliardi di HUF alle imprese, ha aggiunto il Ministro delle finanze.
Il turismo italiano in Ungheria: alla ricerca di natura, gastronomia e vini
Ad oltre un anno dall’inizio della situazione pandemica, abbiamo deciso di pubblicare la nostra intervista al Vice Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale del Turismo Ungherese, Könnyid László, che abbiamo avuto il piacere di intervistare in merito al supporto dell’agenzia governativa alle aziende operanti nel settore turistico ungherese. Pubblichiamo le risposte integrali divise in 4 articoli. In questo ultimo articolo concludiamo la nostra serie con un focus sul turismo italiano in Ungheria. Gli articoli giá pubblicati parlavano dell’impatto sul turismo a Budapest e delle misure messe in campo dal governo a supporto delle aziende del settore.
Ringraziamo il Vice Direttore ed il team dell’Agenzia Nazionale del Turismo Ungherese per le risposte approfondite alle nostre domande e per averci concesso l’uso delle immagini collegate agli articoli.
Avete dati su quanti turisti italiani visitano l’Ungheria in un anno normale e su come è cambiata la tendenza negli ultimi 5 o 10 anni (prima del Covid-19)?
Il numero di pernottamenti italiani è costantemente aumentato negli ultimi anni. Nel 2010, 500.000 turisti italiani sono rimasti in Ungheria, mentre nel 2019 questo numero è aumentato a 690.000, con un aumento del 36,8% durante questo periodo.
Analogo andamento si è verificato nella capitale, con 393.292 arrivi turistici registrati nel 2010, saliti a 583.000 nel 2019. I dati indicano una crescente popolarità dell’Ungheria, compresa la sua capitale, Budapest, nel mercato italiano. Nel 2019 la durata media della permanenza negli esercizi ricettivi commerciali è stata di 2,7 notti e la spesa media giornaliera è stata di circa 108-128 mila HUF / persona.
Dai dati ufficiali del governo ungherese, Economia.hu può concludere che Budapest è stata il principale, e quasi unico, fattore trainante dell’aumento del turismo italiano in Ungheria. Anche i dati dell’Ufficio centrale di statistica ungherese mostrano tendenze simili tra tutti i visitatori in Ungheria. Budapest ha infatti attirato il 42,4% di tutti i visitatori stranieri in Ungheria, nel 2019 ha raggiunto il 49%. La seconda regione più popolare è la regione del Transdanubio occidentale, che nel 2019 ha attirato il 20,7% dei turisti stranieri.
Avete dati aggiornati su come è cambiato il turismo dall’Italia dall’inizio della pandemia Covid-19, rispetto allo scorso anno?
Gli italiani usano due termini diversi in relazione al proprio turismo di piacere; “viaggio”, che significa soprattutto viaggio culturale, e “vacanza”, che significa più viaggi per soddisfare il desiderio di tranquillità fisica e mentale. Viaggiare all’estero genera in loro curiosità e le loro aspettative sono più alte. Una nuova esperienza, diversa dal solito stile di vita italiano, li rende aperti e inclusivi per esplorare una nuova destinazione. Le tendenze del turismo italiano sono cambiate negli ultimi anni anche prima dell’epidemia di coronavirus.
Le tendenze del turismo italiano sono cambiate negli ultimi anni anche prima dell’epidemia di coronavirus. Secondo una ricerca, attualmente i turisti italiani vogliono essere parte di esperienze “uniche” e conoscere la cultura locale, principalmente la gastronomia e la cultura del vino. Come gli altri turisti, gli italiani ora puntano alla sicurezza, soprattutto al turismo responsabile, dove gli spazi aperti, la natura e l’immersione culturale sono una priorità.
Sono disponibili finanziamenti/ristori per il turismo italiano in Ungheria? Esiste un piano specifico per supportare questo segmento di nicchia del mercato?
Come in molti altri paesi, tra cui l’Ungheria, da giugno 2020 tutti i turisti italiani – che non hanno potuto visitare l’Ungheria a causa dell’epidemia – e hanno prenotato la vacanza direttamente tramite un’agenzia di viaggi o un tour operator ungherese hanno avuto diritto al rimborso totale.
L’Istituto Italiano di Cultura–Galleria Xenia, il 22 Aprile inaugura la mostra della fotoreporter palermitana di fama mondiale Letizia Battaglia dal titolo “La bellezza nonostante tutto”, nell’ambito del Budapest PhotoFestival 2021.
Il tema centrale della mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest sono le donne e la bellezza femminile. La mostra presenta 30 foto di donne di ogni età, in situazioni e contesti diversi, ve ne sono molte che risalgono alla sua attività di fotoreporter negli anni più duri della guerra di mafia, degli anni ’80 e ’90. La bellezza del titolo si riferisce chiaramente alla bellezza della donna indipendentemente dall’età e dal contesto in cui si trova.
Locandina della Mostra “La bellezza nonostante tutto” di Letizia Battaglia
Nel quadro del programma della mostra il 18 maggio alle ore 20:00 verrà proiettato in streaming sulla piattaforma Távmozi il documentario-intervista Shooting the Mafia, realizzato su Letizia Battaglia dal regista inglese Kim Longinotto. (Il film era stato presentato lo scorso anno al Budapest International Documentary Festival – BIDF).
Il 22 aprile, dalle ore 18:00 l’inaugurazione della mostra potrà essere seguita in diretta sul canale Youtube dell’Istituto, speriamo che il nostro pubblico interessato possa presto ammirare le immagini della famosa fotografa anche dal vivo alla Galleria Xenia.
La mostra appena le regole epidemiologiche permettono, sarà aperta al pubblico anche dal vivo fino al 20 maggio.
Olasz Kultúrintézet / Xénia Galéria (Budapest, Bródy Sándor u. 8.)
Arte come forma di investimento alternativo Géza Barabás
Periodi storici critici come il crollo dei mercati nella
primavera e nell’autunno del 1998 e la grave crisi economica del 2008, ci hanno
insegnato che investire sotto forma di azioni o depositi bancari non è sempre
la soluzione migliore. Ad affermarlo è Géza
Barabás, esperto nell’arte della pittura.
Barabas invita i piccoli investitori a considerare l’arte come settore di investimento meno instabile in questi tempi caratterizzati dall’instabilità dei mercati e della crisi economica che ci stiamo trovando ad affrontare. Un settore in controtendenza, i cui prezzi sono in continuo aumento, e che può essere considerato un buon investimento.
“A mio parere, è più appropriato che i piccoli investitori investano in dipinti di valore, opere d’arte, proprietà immobiliari, ad esempio terreni agricoli, foreste o alloggi in affitto, che non dipendono dall’influenza di grandi investitori o da eventi contingenti. Immobili, opere d’arte e dipinti sono un valore aggiunto nel lungo periodo, investimenti che aumentano il buon rapporto qualità-prezzo.”
“Molte persone hanno qualche centinaio di migliaia di fiorini in attesa di essere investiti, ma chi ha i dipinti di István Mácsai, Jenő Kárpáthy o Emil Pap sul muro di casa loro?”
Barabas vuole infatti sfatare i miti per cui solo critici altolocati o ricchi possono permettersi di comprare bei dipinti e di valore: il segreto è non accontentarsi delle copie comprate al centro commerciale a pochi soldi ma cercare l’originalità e l’unicità degli artisti o ‘’piccoli maestri’’, il cui valore può essere effettivamente duraturo.
Tuttavia, affinché possa considerarsi un successo, un requisito importante è l’avere gusto, un buon obiettivo di investimento e soprattutto combattere la contraffazione oggi diventata prassi comune.
È sempre importante acquistare dipinti o oggetti di valore con l’aiuto di professionisti affidabili. Nel più grande mercato dell’antiquariato in Ungheria e nell’Europa centrale, nel mercato dell’usato di Ecseri, consiglia l’esperto, è solitamente possibile acquistare quadri e opere d’arte di alta qualità a prezzi mediamente buoni.
Barabas vuole quindi consigliare a collezionisti di qualsiasi oggetto, sia esso un dipinto, un oggetto d’oro, d’argento, porcellane preziose, francobolli, medaglie a conservare questo valore così da avere la possibilità in futuro di vederlo crescere.
PMI ottimiste in Ungheria indice di fiducia aumentato da 5 a 14
Secondo un sondaggio della banca K&H, le piccole-medie imprese sono sempre più ottimiste sul futuro. Questa fiducia deriva da una visione complessivamente positiva della politica economica in generale, un tema fondamentale per la ripartenza.
Il risultato del sondaggio indica che l’indice di fiducia è aumentato da 5 a 14 punti all’inizio del 2021, avvicinandosi al massimo storico di 17 punti raggiunto nel 2019.
A differenza del trimestre precedente, questa volta a registrare il dato migliore è il settore dei servizi e dell’industria.
Le imprese infatti, si aspettano diversi tipi di aiuti dall’Unione Europea: da veri e propri finanziamenti ed agevolazioni fino a sostegni per la ristrutturazione dei locali.
Più concretamente, secondo un rapporto di MTI, quest’ottimismo di cui ha parlato K&H, si può notare nel fatto che ad oggi più di 3.200 microimprese e PMI hanno richiesto oltre 25 miliardi di HUF in micro-prestiti senza interessi che il governo ha lanciato per aiutare la ripresa economica.
I prestiti, che vanno da importi compresi tra 1 milione di HUF e 10 milioni di HUF, sono rivolti a quei settori più in crisi data la situazione pandemica quindi la ristorazione, il turismo, il commercio al dettaglio e la cultura. La MFB, Banca Ungherese per lo Sviluppo, ha detto che la richiesta di prestito media è di HUF 9,1 mln.
Reddito famiglia e istruzione fattori che influenzano la salute
Abbiamo selezionato alcuni grafici sulla salute della popolazione ungherese riportati dall’Ufficio Centrale di Statistica Ungherese. Si tratta di dati risultati da un’indagine che viene svolta sulla salute pubblica europea ogni cinque anni.
L’indagine
lega il tema della salute, del lavoro, dell’attività motoria e dell’alimentazione
a caratteristiche demografiche e percezioni soggettive, portando alla luce
spunti interessanti.
In generale la popolazione ungherese è piuttosto ottimista sul proprio stato di salute soggettivo con un aumento progressivo tra il 2009 e il 2019 della percentuale di coloro che hanno valutato la propria salute come buona o molto buona.
Sei ungheresi su dieci considerano la loro salute buona o molto buona
Stando ai dati del 2019 quasi tutta la popolazione ungherese (98%) crede nella possibilità di incidere positivamente sulla propria salute: l’84% tra questi è più fiducioso mentre il restante 14% lo è meno. Comunque sempre meno persone considerano la loro salute cattiva o pessima.
Tuttavia, questo ottimismo si riducese guardiamo il quadro sotto un’ottica
più specifica facendo riferimento alla
fascia d’età. Il 94% dei giovani (età compresa tra i 15 ei 17 anni) e il
25% degli adulti (età pari o superiore a 65 anni), infatti, considera la
propria salute come buona o molto buona ma il 77% delle persone di età pari o
superiore a 65 anni afferma che la propria salute è solo soddisfacente,
dimostrando come con l’avanzare dell’età e quindi con una maggior incidenza
delle malattie croniche gli ungheresi si reputino sempre meno soddisfatti della
loro salute.
Salute e genere: uomini si sentono piú sani
In entrambi i casi, però, si nota una differenza sostanziale che riguarda il genere: sebbene il divario tra i sessi si sia in qualche modo ridotto, gli uomini si sentono ancora più sani delle donne (rispettivamente 65% e 58%) e indipendentemente dalla fascia di età, gli uomini sono generalmente più ottimisti riguardo alla loro salute rispetto alle donne.
Salute e famiglia: una questione di sostegno?
Altre importanti variabili che trovano una correlazione con la salute e il benessere sono la situazione familiare e i legami sociali. Coloro che vivono una relazione, un matrimonio o una convivenza secondo l’analisi dei dati pubblicata dal KSH, si dichiarano più soddisfatti della loro vita e con una visione più positiva (buona o molto buona) della loro salute rispetto ai single. La valutazione positiva della salute, nell’analisi risulta correlata anche al numero di figli all’interno del nucleo familiare: gli ungheresi senza figli con una relazione di convivenza hanno tassi di soddisfazione più bassi di quelli con tre o più figli.
La percezione soggettiva di salute e benessere psico-fisico è quindi connessa anche alla sensazione di sostegno sociale che riceviamo e quindi alla sicurezza emotiva e finanziaria che le persone a noi vicine ci forniscono.
Secondo le statistiche del 2019, il 39% della popolazione ha un sostegno forte, quasi la metà ne ha uno medio mentre il restante 12% ne ha uno debole. È interessante sapere che il sostegno è misurato sulla base di una serie di 12 domande (3 amici/conoscenti e una domanda sul vicinato) e calcolato su punteggi vari di ciascuna categoria di co-supporto: 3-8: debole, 9-11: medio, 12-14: forte.
Un quarto degli adulti non si muove abbastanza
Un’altra importante area da considerare se parliamo di salute è l’esercizio fisico regolare. Il Covid-19 ha fatto emergere la questione dello Smart Working o Home Working evidenziandone le criticità connesse tra cui la sedentarietà di chi lavora a distanza.
In linea generale un quarto degli adulti, inclusi il 22% degli uomini e il 27% delle donne, fa poco esercizio (seduti o in piedi) al lavoro e non si esercita a sufficienza nel tempo libero.
Gli ungheresi
conducono quindi uno stile di vita sedentario a tutti gli effetti e questo dato aumenta con l’età: 20% a
18-34 anni, il 23% a 35-64 anni e il 32% a 65 anni e oltre.
In un’età attiva, trascorriamo una parte significativa del nostro tempo a scuola o al lavoro, quindi a seconda dell’età e dell’attività lavorativa che svolgiamo, il nostro sforzo fisico e mentale può essere diverso e può influire sulla nostra salute. Sul posto di lavoro o, nel caso di non lavoratori, sul lavoro a casa (es. lavori domestici, giardinaggio) dell’intera popolazione:
Il 40% per lo più é seduto,
L’11% si trova in un unico posto,
Il 42% per lo più cammina, fa movimenti leggeri al lavoro,
Il 6,7% fa un lavoro fisico pesante.
Il 43% della popolazione trascorre almeno dieci minuti una volta a settimana facendo esercizio fisico. Il 79% di quelli di età compresa tra 15 e 17 anni e il 26% di quelli di età pari o superiore a 65 anni praticano sport almeno una volta alla settimana. (tra questi gli uomini che fanno sport sono il 45% mentre le donne sono il 40%).
Con l’aumentare dell’età, però, questa regolarità diminuisce gradualmente.
Il 56% della popolazione adulta fa abbastanza attività motoria nel tempo libero per almeno 150 minuti (come raccomandato dall’OMS). In questo caso non c’è differenza significativa tra i sessi: il 59% degli uomini e il 54% delle donne si esercita a sufficienza. Con l’avanzare dell’età, la percentuale di persone che non si esercita a sufficienza aumenta: il 35% di quelli di età compresa tra i 18 ei 34 anni e il 58% di quelli di età pari o superiore a 65 anni fa meno di 150 minuti a settimana.
Sport: una questione di genere, di reddito e di istruzione
Dai dati
statistici inoltre si evince che le
persone con un grado di istruzione più elevato, hanno più probabilità di
praticare sport. Due terzi dei laureati si impegnano in qualche forma di
attività sportiva almeno una volta alla settimana, a differenza di quelli con
un’istruzione inferiore che svolgendo un lavoro fisico leggero o pesante, si
ritrovano a dedicare all’attività fisica meno tempo libero, rispetto ai più sedentari.
Anche per quanto riguarda lo sport, tuttavia, si hanno differenze di genere: mentre il numero di persone che trascorrono almeno dieci minuti a settimana, aumenta con il livello di istruzione per quanto riguarda le donne, per gli uomini l’attività sportiva è comunque più elevata a prescindere dal livello d’istruzione.
La frequenza nello sport è infine influenzata anche dalla situazione dei redditi: maggiore è il reddito di una persona, maggiore è la probabilità che faccia un’attività sportiva almeno una volta alla settimana.
Budapest100 si farà anche quest'anno a settembre 2021
Come ogni anno dal 2011, la tradizione di Budapest100 torna a raccontare storie quotidiane al pubblico attraverso giardini, cantine, soffitte. Ogni edificio e ogni casa ha qualcosa da condividere e per questo tutte le case di Budapest sono invitate a partecipare.
“Il motto del progetto è che ogni casa è interessante”
-Timea Blonde
Il Covid-19 non ha impedito l’organizzazione del sempre più noto evento di Budapest. Già lo scorso anno, per non interrompere la tradizione e durante la chiusura primaverile, l’Orchestra del Festival di Budapest si è offerta di tenere concerti nei giardini delle case e il programma è stato completato da alcuni residenti che hanno offerto tour virtuali registrati, mantenendo, seppur a distanza, il clima di festa e spensieratezza tipico di quel fine settimana.
Quest’anno,
al decimo compleanno della tradizione, oltre allo spostamento della data dell’evento
(da maggio e settembre 2021), gli organizzatori hanno pensato di riadattare il
tema verso una linea ancora più inclusiva e che arrivasse a coinvolgere anche
associazioni di non vedenti.
L’idea
di Budapest100 infatti è proprio quella di creare
una comunità, dei legami duraturi che miri a riunire persone di diversa
estrazione sociale e coinvolgerli attivamente all’organizzazione.
La vera forza di questa celebrazione sono i volontari e le volontarie: la sua realizzazione è resa possibile dalla collaborazione con le organizzazioni della società civile, comprese associazioni locali e iniziative di volontariato.
Ci sono infatti moltissimi modi per aiutare anche indirettamente il festival: “da uno studente universitario a una persona anziana possono offrirsi volontari per organizzare programmi, fare ricerche o scattare fotografie ” ha detto Tímea Szőke, Project Lead presso KÉK Contemporary Architecture Center tra i fondatori di Budapest100.
Turismo in Ungheria:
il punto di vista delle guide turistiche
Intervista ad Áron Coceancig fondatore sfumature di budapest
L’ultimo report sul turismo, pubblicato il 7 aprile dall’Ufficio Centrale di Statistica, ha mostrato il duro impatto della pandemia nel settore turistico ungherese. Il numero di pernottamenti è diminuito in media del 90% nel febbraio 2021 rispetto al febbraio precedente. Se si guarda ai turisti internazionali si parla di un calo del 94%. Ovvero solo 6 su 100 turisti hanno usufruito delle strutture dell’accoglienza in Ungheria. Non sorprende che il calo maggiore si sia registrato nella capitale.
Abbiamo chiesto ad Áron Coceancig, guida di Sfumature di Budapest (di proprietà dalla ARONCOCE KFT.) -il team di guide turistiche specializzate per i turisti italiani a Budapest- di raccontarci la loro esperienza nell’affrontare la crisi del settore.
“Quest’anno é stato molto difficile per chi lavora nel turismo ed in particolare per chi si occupa delle ricezione dei turisti internazionali. Sfumature di Budapest ha fermato i suoi tour privati ed i free tour a marzo 2020. Noi speriamo che da luglio si possa tornare a lavorare anche se non ci aspettiamo di tornare ai livelli pre-pandemia se non tra qualche anno.
Free tour – raccolta fondi per il Festival d’italiano 2020
In questo anno, noi come guide turistiche siamo stati abbastanza delusi dal comportamento del governo perché non ha preso in considerazione l’Associazione delle guide ungheresi (MIE). Sono state fatte delle proteste formali (una proposta direttamente al Ministero dell’Economia ungherese), un flash mob il 30 giugno scorso, video di denuncia (vi invito a guardare questo video) ma alle quali non é seguita nessuna azione, nessun aiuto da parte del governo.
“La guida turistica non può lavorare da casa o online, – ricorda una guida – se mancano i turisti il lavoro si ferma”.
Proprio per questo le guide chiedono più attenzione da parte del governo. Tanto piú che le guide lavorano principalmente a partita iva (kata).
Come guide turistiche dunque ci siamo trovati senza supporto e ci siamo dovuti trovare un altro lavoro, alcuni con piú fretta di altri. Io ad esempio insegno italiano in un liceo ungherese e ho lanciato un nuovo progetto sempre incentrato sul turismo. Vista la situazione peró é incentrato sul turismo interno italiano proprio perché si preannuncia che la ripresa del turismo parta dal turismo interno. Probabilmente nei prossimi tempi i viaggiatori saranno piú inclini o avranno maggiore facilitá a visitare i propri paesi.
Il nuovo progetto si chiama Viaggio a 360, é appena partito e offrirá informazioni turistiche, spunti e suggerimenti in un primo periodo soprattutto sull’Italia, da Milano, all’Etna e alla Sardegna.”
Dopo un anno di pandemia e di misure restrittive anti-Covid i pernottamenti turistici, da parte di ospiti sia nazionali che internazionali, sono diminuiti del 90%. Lo riportano i dati ufficiali del Központi Statisztikai Hivatal - KSH, l'Ufficio Centrale di Statistica.
Come risultato della pandemia e delle misure per contrastare la diffusione del Covid-19, i turisti nazionali hanno speso 86% in meno di pernottamenti turistici nelle strutture ricettive (alberghi, pensioni, campeggi, bungalow complessi e ostelli della comunità) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Vi riportiamo alcuni dei dati ufficiali dell’ultimo report pubblicato dall’Ufficio Centrale di Statistica.
Gli ospiti internazionali hanno trascorso il 94% di notti in meno.
Il 68% di tutte le notti turistiche sono state trascorse da ospiti domestici. Il numero di pernottamenti di turismo interno è aumentato di 8mila rispetto al mese precedente.
Le vendite lorde totali delle strutture ricettive commerciali, calcolate ai prezzi correnti, sono state inferiori del 90% rispetto a febbraio dell’anno precedente.
A febbraio 2021, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente:
42mila ospiti domestici (diminuzione 90%) hanno speso 123mila pernottamenti turistici (diminuzione 86%). Il 61% delle notti è stato trascorso in hotel, con un calo dell’89%. Il fatturato in pensioni e ostelli comunitari è stato di circa un terzo (36% e 33% rispettivamente) del fatturato di febbraio dell’anno precedente. La regione turistica del Balaton ha visto il calo maggiore.
Il numero di arrivi stranieri e di pernottamenti turistici è diminuito rispettivamente del 95% e del 94%, con 19mila ospiti che hanno trascorso 58mila pernottamenti in strutture ricettive. La maggior parte degli ospiti ha soggiornato in hotel, tuttavia, il numero di notti trascorse lì è sceso al 5,9% rispetto a febbraio 2020.
Budapest e la regione turistica del Balaton hanno registrato i cali maggiori (99% e 96%, rispettivamente).
I ricavi totali delle vendite lorde sono diminuiti del 90% (a 3,5 miliardi di HUF) a prezzi correnti.
I pernottamenti a Budapest ed in Ungheria a confronto tra Febbraio 2020 e Febbraio 2021
Nel febbraio 2021:
1.210 strutture ricettive commerciali, inclusi 473 hotel e 538 pensioni, sono state aperte per una parte o tutto il mese.
Nel periodo gennaio-febbraio 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente:
Gli esercizi ricettivi commerciali registrano il 90% di pernottamenti in meno, per un totale di 355mila. Gli ospiti domestici hanno trascorso l’86% e gli stranieri il 94% in meno di pernottamenti turistici (rispettivamente 238mila e 117mila) nelle strutture ricettive commerciali.
I ricavi lordi totali delle vendite degli esercizi ricettivi commerciali sono diminuiti del 90% a prezzi correnti e sono stati pari a 6,7 miliardi di HUF.
Notti di turismo trascorse da turisti nazionali e internazionali in Ungheria
intervista sul turismo in Ungheria- quali misure e quali aspettative per il 2021
Ad oltre un anno dall’inizio della situazione pandemica, abbiamo deciso di pubblicare la nostra intervista al Vice Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale del Turismo Ungherese, Könnyid László, che abbiamo avuto il piacere di intervistare in merito al supporto dell’agenzia governativa alle aziende operanti nel settore turistico ungherese. Pubblichiamo le risposte integrali divise in 4 articoli. In questo terzo articolo ci soffermiamo sui piani per rilanciare il turismo straniero in Ungheria ed infine concluderemo la nostra serie con un focus sul turismo italiano. Gli articoli giá pubblicati parlavano dell’impatto sul turismo a Budapest e delle misure messe in campo dal governo a supporto delle aziende del settore.
Ringraziamo il Vice Direttore ed il team dell’Agenzia Nazionale del Turismo Ungherese per le risposte approfondite alle nostre domande e per averci concesso l’uso delle immagini collegate agli articoli.
I turisti internazionali hanno trascorso il 69% in meno di notti in Ungheria nel periodo gennaio-agosto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il calo è stato solo del 35% per gli ospiti domestici. Il governo prevede di incoraggiare l’arrivo del turismo straniero nel prossimo futuro? Il governo ha pianificato di riavviare il turismo straniero dopo che il coronavirus sarà stato contenuto?
Non appena la situazione pandemica lo permetterà, siamo nuovamente pronti a ricevere turisti stranieri.
Attendiamo con impazienza la riapertura dei confini quando l’intero settore turistico europeo sarà schierato per la linea di partenza, quindi non solo gareggeremo con Vienna e Praga, ma anche Barcellona, Parigi e Londra partiranno da zero nella competizione per turisti stranieri.
Il nostro obiettivo è riuscire a raggiungere una buona posizione in Europa. I recenti MTV Europe Music Awards, ospitati da Budapest nel novembre di quest’anno, si sono rivelati una buona opportunità in questo senso.
Questa è stata un’enorme opportunità per attirare l’attenzione sulla capitale ungherese, poiché ai luoghi iconici di Budapest è stato dato un posto centrale in tutte le apparizioni televisive e online relative all’evento. Siamo stati in grado di attirare l’attenzione di tutto il mondo sul fatto che Budapest è la migliore destinazione della regione.
Pannonhalma archabbey
Tokaj Castello Fuzer
Gellert
Dunakanyar
Debrecen_Hortobagy
A seconda della capacità di contenere la pandemia, quali sono le proiezioni per il settore nei prossimi anni?
Il turismo è un settore molto fortunato perché, sebbene sia stato rapidamente colpito dalla crisi, si riprende presto. Il governo ungherese è stato uno dei primi ad annunciare un piano d’azione a sostegno del turismo e dell’ospitalità. Anche Agenzia Nazionale del Turismo Ungherese ha condiviso la sua opinione che “non sarebbe stato possibile intraprendere un’azione più rapida e nessun altro governo ha implementato misure simili ovunque in Europa. Non siamo gli unici a vederla in questo modo, come si è congratulato il Segretario generale dell’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) nella sua lettera al Primo ministro Viktor Orbán per le sue azioni per affrontare la crisi nel settore del turismo”.
Alle situazioni di crisi degli ultimi anni ha sempre fatto seguito lo sviluppo del turismo, e in questo periodo i paesi che hanno saputo restare competitivi nonostante la crisi hanno potuto trarne vantaggio. Fino a quando non sarà disponibile un vaccino contro il coronavirus, non è possibile prevedere esattamente quando riprenderà il turismo internazionale. Ci aspettiamo che il turismo in arrivo inizi in Ungheria al più presto il prossimo autunno, e saranno i giovani i primi a viaggiare.
Nel frattempo, però, non vogliamo che il turismo interno si fermi. Agenzia Nazionale del Turismo Ungherese ha anche contribuito a mantenere i viaggi nazionali e rafforzare la fiducia nei viaggi con il manuale COVID-19, che ha formulato raccomandazioni agli operatori del turismo nazionale su come comportarsi in modo responsabile per prevenire l’epidemia. Questo aiuta a sviluppare buone pratiche per il funzionamento sicuro di alloggi e ristoranti.
In Ungheria negozi aperti fino alle 21.30 e coprifuoco fino alle 22
In Ungheria i vaccinati sono 2,5 milioni e da oggi mercoledì 7 aprile 2021 sarà possibile iniziare ad allentare le misure restrittive anti-Covid che erano entrate in vigore l’8 marzo 2021.
Il coprifuoco verrà spostato dalle 20 alle 22 di sera. Nel periodo compreso tra le 22:00 e le 5:00, ci si potrà comunque spostare solo con un certificato valido per esigenze lavorative. Non ci sono cambiamenti invece per quanto riguarda l’autocertificazione che è possibile scaricare dal sito web del governo (kormany.hu). La violazione del coprifuoco è sanzionata con una multa: gli importi vanno dai HUF 5.000, fino ai HUF 500.000.
Ristoranti e bar continueranno a essere aperti solo da asporto.
I negozi saranno aperti dalle 5:00 alle 21:30.
Anche i negozi di prodotti non essenziali potranno riaprire con limitazioni in base al numero di persone all’interno dei negozi (una persona ogni 10mq). Una clausola importante è che sono previste regole coerenti specificatamente con il tipo di servizio che il negozio offre (ad esempio, indipendentemente dal fatto che il negozio si trovi in un centro commerciale più grande).
È consentita la riapertura di parrucchieri, cosmetici e altri fornitori.
Gli hotel non possono ancora ricevere ospiti, tranne che per attività lavorative, economiche e didattiche.
Per quanto riguarda tutte le altre misure di protezione non ci sono variazioni:
restano in vigore le norme sull’uso obbligatorio della mascherina.
Viene chiesto inoltre ove possibile di mantenere una distanza di protezione di almeno 1,5 metri dall’altra persona.
Dal luxury al tailor made product la nuova domanda dell’era postCovid in Ungheria
A più di anno dall’inizio della pandemia del Covid-19, è ormai chiaro come abbia cambiato il mondo dei consumi e, più nello specifico, come si sia spostata l’attenzione delle persone su esigenze e necessità diverse rispetto a prima. In Ungheria, è il settore del turismo a voler essere la rampa di lancio per una possibile ripartenza economica, proprio attraverso l’erogazione di servizi ed offerte dedicate, in grado di fare fronte ad una domanda del tutto nuova.
L’Ungheria guarda alla rinascita del turismo e lo fa concentrandosi da una parte sul lusso e dell’altra sul Mice. Máté Terjék, regional head of business development Italy di Hungarian Tourism Agency, spiega a TTG ITALIA che l’offerta è ampia: dalle spa al turismo medicale, dall’enogastronomia alle attrazioni culturali e alle attività outdoor.
Il target verso cui le agenzie, gli hotel e in generale tutto il settore si troverà a rivolgersi, è quello dei piccoli gruppi e dei “solo-traveller” oggi più orientati verso valori come la sicurezza, l’esclusività e la flessibilità. Saranno quindi il servizio personalizzato, il Mice, i prodotti tailor-made, la forte attenzione al cliente e il luxury ad essere i protagonisti di questa ripartenza.
Sull’argomento Enrica Maresca, senior sales manager dell’hotel Matild Palace Budapest ha dichiarato- “Il nostro compito è oggi quello di essere più flessibili possibili e di adattarci alle evoluzioni della domanda. Il portfolio luxury di Budapest continuerà a crescere.”
Per quanto riguarda il settore del turismo Incoming legato agli eventi aziendali, Guida Viaggi riporta l’opinione di Maria Guadalupe Lucasevich, responsabile Cisalpina Mice. “Circa 1/3 degli eventi è stato cancellato e il resto posticipato.” Judit Dénes, senior sales manager al Kempinski Hotel Corvinus Budapest aggiunge “Si stanno affermando nuove tendenze come virtual event e hybrid meeting. […] Bisogna trovare sempre nuovi stimoli ed essere creativi, siamo fiduciosi che la campagna vaccinale possa dare una nuova spinta ai viaggi”.
La Pasqua è una delle feste più importanti della religione cristiana in quanto si festeggia la resurrezione di Gesù. Oltre alle usanze tipiche religiose, ci sono delle tradizioni prettamente ungheresi.
Andiamo quindi a scoprire quelle che sono le tradizioni più amate tutt’ora dagli ungheresi.
Le giovani donne decorano l’uovo di Pasqua con le quali ringraziano l’innaffiamento effettuato dai maschi. La decorazione può essere fatta con materie naturali (per esempio, se nell’acqua mettiamo la buccia delle cipolle, l’uovo diventa marrone, usando gli spinaci e il prezzemolo, avremo un colore verde) o con appositi coloranti. Il colore tradizionale però è il rosso, simbolo del sangue di Cristo. Le tecniche usate sono diverse, alcune richiamano i ricami ungheresi, altre vengono pitturate con l’impronta di una foglia. La decorazione piú complessa é quella fatto col ferro come nella foto sottostante, una vera e propria arte!
La tradizione del locsolkodás, o “innaffiamento”, secondo le tradizioni, avviene il lunedì mattina presto con l’acqua fredda del pozzo. I giovani andavano nelle case delle ragazze non ancora sposate recitando delle brevi poesie. Questa tradizione richiama il rituale di fertilità secondo cui l’innaffiamento non avrebbe permesso alle ragazze di sfiorire. Oggi giorno, però, si è soliti spruzzare del profumo, soprattutto per le signore piú adulte mentre in campagna alle piú giovani puó ancora arrivare una secchiata d’acqua!
I più piccoli la domenica o il lunedì mattina, vanno in cerca dei cioccolatini nascosti dai genitori nel giardino, o nell’appartamento. I cioccolatini spesso hanno la forma dell’uovo o del coniglio.
Sulla tavola (di cui abbiamo parlato anche in questo nostro articolo) il piatto tipico é prosciutto affumicato (húsvéti sonka) con le uova sode, cotte nell’acqua del prosciutto, così da assorbire il sapore affumicato. Il piatto è accompagnato da verdure fresche di primavera e rafano grattugiato, con pane fresco o pan dolce intrecciato (‘kalács’) della foto sottostante.
A Budapest in Piazza Vörösmarty in tempi normali, si organizza il mercato degli oggetti d’antiquariato e decorazioni pasquali, come anche al Museo Etnografico.
Al Castello di Buda si tiene il mercato gastronomico e d’arte, dove si trovano anche degli oggetti tipici ungheresi fatti a mano.
Anche fuori Budapest si tengono delle celebrazioni particolari, p.e. a Hollókő, che si trova a 100 km a nord-est di Budapest, gli abitanti celebrano la santa Pasqua vestendosi in modo tradizionale, cantando e ballando e cucinando piatti tipici ungheresi.
Molto interessanti sono anche i festeggiamenti al villaggio-museo all’aperto di Szentendre(Skanzen), dove vengo ricostruite e arredate le case tipiche delle diverse regioni in Ungheria. Anche qua si possono assaggiare i cibi tipici, accompagnati da celebrazioni folcloristiche.
I leader della destra italiana, ungherese e polacca si riuniscono per lavorare insieme
Oggi, 1 aprile, tre leader della destra italiana, ungherese e polacca si incontreranno a Budapest. L’incontro è stato programmato dopo che Orbán ha annunciato la sua intenzione di lavorare insieme con partiti del suo stesso orientamento in Italia e Polonia per riorganizzare la destra europea.
Nell’estate del 2018, Fidesz aveva già cercato di riunire questi partiti per formare una forte fazione del Parlamento europeo critico per l’UE, ma le discussioni all’epoca si arenarono (riporta 444.hu) perché la Lega era troppo filo-russa per i gusti del partito al governo polacco.
“L’intenzione è quella di creare una carta dei valori, libertà, diritti e obiettivi futuri fondati sui temi con cui l’Europa è nata” ha affermato Salvini, leader della Lega. Ha ringraziato Viktor Orbán e Mateusz Morawiecki per averlo ricevuto come Primo Ministro, anche se personalmente non ricopre attualmente una carica di governo.
Ha osservato che i tre partiti condividono valori europei comuni: “Non verrà formato alcun gruppo di partito comune. (…) A Budapest discuteremo la visione dell’Europa futura, lavoro, welfare, sicurezza, identità, famiglia, istruzione, protezione, migrazione, politica estera, cooperazione sanitaria, vita reale dei cittadini “.
Il MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI LANCIA LO SMART EXPORT: L’ACCADEMIA DIGITALE PER IMPRESE E PROFESSIONISTI
Smart Export è un progetto innovativo promosso e finanziato dal MAECI e realizzato grazie alla collaborazione tra Agenzia ICE e CRUI per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso il rafforzamento delle competenze strategiche, manageriali e digitali.
L’emergenza Covid ha obbligato le imprese a compiere un salto gestionale e digitale senza precedenti. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano non si è sottratto a questa sfida adottando nel mese di giugno 2020 il “Patto per l’Export”, che ha impresso un significativo cambio di paradigma nella strategia di promozione internazionale del Made in Italy.
Con Smart Export imprese e professionisti possono partecipare gratuitamente a un progetto di alta formazione sui temi dell’internazionalizzazione, con focus sul digitale, e acquisire le competenze manageriali per operare con successo nel contesto globale e affrontare le sfide del commercio internazionale.
Questi corsi sono rivolti a micro, piccole e medie imprese
italiane, interessate ad operare sui mercati esteri, e professionisti e
consulenti d’impresa che operano a sostegno dei processi di export delle PMI.
Per partecipare è necessario registrarsi sulla piattaforma smartexportacademy.it tramite l’apposito form, e creare il proprio account cliccando sul link di conferma che si riceve all’indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione. Infine, bisogna eseguire il test di orientamento che indirizza verso i percorsi formativi più attinenti al proprio profilo. Per maggiori informazioni consultare direttamente il sito della Farnesina.
intervista a Szonia Molnar di lavor collective Budapest
Szonja Sarolta Molnar e Gabor Zoltan Toth sono proprietari della galleria d’arte (che loro preferiscono chiamare salon) e della società di consulenza sull’arte contemporanea “LAVOR Collective”, fondata a Budapest nel 2017.
Abbiamo discusso con Szonja Sarolta Molnar di Lavor Collective -dall’idea imprenditoriale alla realizzazione attuale-, del ruolo dell’arte contemporanea nel mondo moderno, della comunità artistica e la determinazione dei prezzi delle opere d’arte e delle prospettive degli artisti ungheresi sul palcoscenico mondiale
Dall’idea di business alla creazione di una comunità
“Ovunque ci sono persone interessate all’arte e al suo sviluppo, e spesso, questo tipo di passione si limita a degli incontri e conversazioni stimolanti tra appassionati d’arte. E noi ci siamo chiesti: dove sono gli altri come noi? Come trovarli e unirli per condividere pensieri, idee e passione reciproci? ” – racconta Szonja. “Cosí abbiamo realizzato che quello che vogliamo fare davvero é un collettivo di persone, collettivo di artisti e amanti dell’arte”. Quello è stato il momento in cui è nata l’idea di aprire un salon.
L’opportunità del finanziamento europeo
Nel 2016 l’Unione Europea ha lanciato il programma per sostenere l’imprenditorialità in Ungheria. Ha fornito un anno di corsi sulle basi dell’imprenditorialità e 10.000 euro come capitale iniziale per avviare l’attività. I criteri principali per partecipare sono stati avere un’idea per la prima attività della propria vita, essere giovani e avere una passione per realizzare questa idea. Szonja si è laureata in questo programma e, dopo un anno di diligente lavoro, ha fondato l’azienda. Questa idea iniziale, dopo tre anni, si è trasformata in un “Salone d’Arte Contemporanea” – un punto d’incontro completamente funzionale, luogo di eventi e consulenza contemporanea che ha aperto le sue porte ad artisti e pubblico nel dicembre 2019.
Non una galleria d’arte ma un ‘salon’
Per “LAVOR Collective” è importante distinguere il concetto di salone d’arte dal concetto di galleria: “Cerchiamo di far rivivere l’atmosfera del primo Novecento nel senso che vorremmo che le persone che vengono qui si sentano come se il nostro salone fosse la loro seconda casa, possiamo parlare di tutto senza limiti. Ispiriamo le persone con idee e pensieri e non importa se le loro collaborazioni non siano direttamente collegate al nostro salone; è sinergia. Puoi vivere un momento illuminante o incontrare un futuro amico per tutta la vita. “
La scelta del nome LAVOR Collective
Il nome “LAVOR”, che può essere tradotto come “bacino” da diverse lingue romane, era stato utilizzato all’inizio del XX secolo per lavare volti e mani. “Il minimalismo è effimero e le persone vorrebbero esprimere la propria identità in un modo più complesso. Il massimalismo è una tendenza attuale nel design degli interni e, curando gli elementi, possiamo liberare la nostra individualità e acquisire una visione più profonda della nostra personalità. Tutto punta alla complessità; le cose stanno diventando più colorate, ornate ed eclettiche. Nella storia dell’arte c’è stata una serie di stili detti “Neo”, ma il “Neo-secessionismo” non è mai esistito. Penso che questa possa essere la prossima ondata. “Lavoire” significa “lavatoio comunitario” in francese, mentre in italiano significa lavoro, e fin dall’inizio sapevamo che ci sarebbe voluto molto tempo e duro lavoro per realizzarlo. Dobbiamo farlo collettivamente, con una mentalità comunitaria “- afferma Szonja.
Passato, presente e futuro
All’inizio, c’è stata una serie di collaborazioni artistiche, così come le partnership attraverso il valore in natura. Pertanto, la moderna illuminazione artistica del salone è stata fornita dalla società denominata “Solinfo” e i mobili da “Basic Collection”.
Una delle prime collaborazioni è stata con il pub “Klinika”, e hanno organizzato “Temi stagionali” – Winter Mood, Spring Mood, Summer Mood e Autumn Mood, oltre a varie mostre personali. Recentemente hanno partecipato alla Budapest Art Week, un festival culturale innovativo che mette in mostra i partecipanti più promettenti della scena artistica contemporanea in Ungheria.
Che cosa offre il programma di Lavor Collective. Fonte: Catalogo
Il team “LAVOR Collective” ha ideato un programma mensile con una serie di eventi con diverse tematiche che dovrebbero variare di mese in mese nei sei formati principali:
Sessioni dal vivo: Un’intima esperienza di musica contemporanea tra le mura di una galleria d’arte.
Picnic: Estasi culinaria ed esperienza extracorporea. Che si tratti di cucina etnica o regionale improvvisata, il fulcro è la fusione di arte e gastronomia.
Riflettore: Pisolino intellettuale. Nuove prospettive emergono dal divano del soggiorno – conoscenza condivisa dai maestri su una varietà di argomenti.
Workshop: Libera le tue energie creative e crea qualcosa che ti appartenga in modo unico. Realizza un pezzo di te stesso, non preoccuparti, ti guideremo!
Talk dell’artista: Discussione in tavola rotonda alternativa. Apriamo una bottiglia di vino e, in compagnia di animatori e pensatori, lanciamo un tema, ci sediamo e godiamo delle sinergie dei punti di vista.
Microverse: Mostre, dove puoi rivivere la storia degli artisti e ottenere una visione più profonda del loro microcosmo.
Attualmente, LAVOR rappresenta una scuderia di artisti contemporanei ungheresi e stranieri. La selezione delle opere d’arte non ha un approccio che possa rientrare in un sistema o una guida precisa. Szonja si è laureata come architetto d’interni e Gabor lavora nell’industria cinematografica dal lato tecnico. Il background artistico ed una mentalità comune hanno dato vita a un approccio basato sul consenso verso la selezione delle loro opere d’arte.
“Quando siamo entrambi d’accordo, l’artista è accolto. Seguiamo i nostri sentimenti e siamo molto guidati dalle emozioni. Ad esempio, non ci interessa se l’artista ha una biografia impressionante o non ha ancora esposto molto. Se riteniamo che l’opera d’arte sia significativa, e possiamo parlarne, se ci fa riflettere, se ci fa meravigliare ora e ci farà riflettere più tardi, allora possiamo accettare di rappresentare l’artista. È anche importante per noi conoscere la personalità dell’artista ed essere sicuri di poter mantenere un rapporto duraturo. Questo è il motivo per cui non siamo interessati all’arte concettuale; preferiamo le opere d’arte espressive, che ci fanno provare emozioni. È difficile da descrivere a parole, ma la sensazione deve essere intensa e attirare la nostra attenzione. “
Le caratteristiche dell’arte contemporanea sono state descritte anche da Szonja:
“Credo che l’oggetto d’arte sia un’altra dimensione, e quando qualcuno lo visita preferisco parlare dei suoi sentimenti, di come osserva l’opera d’arte invece di parlare degli artisti stessi. Gli artisti professionisti hanno il talento di aprire altre porte, aprire una nuova dimensione a un altro universo e dall’altra parte puoi sperimentare te stesso da una diversa angolazione, da un diverso tipo di prospettiva. “
Arte tra comunicazione e punto d’incontro
Il “LAVOR Collective” è stato creato per fungere da punto d’incontro per coltivare collaborazioni sia per artisti, gallerie d’arte internazionali o aziende interessate a integrare l’arte nelle loro attività.
“L’arte è una forma di comunicazione, che è universale”, – aggiunge Szonja.
Pertanto, il salone d’arte supporta artisti emergenti, oltre che affermati.
La loro filosofia è quella di permettere agli artisti di essere il più visibili possibile, di promuovere ogni opportunità, favorendo il successo di tutti i soggetti coinvolti.
Il backstage della scena artistica ungherese
Ci sono fino a 40 gallerie e 50-60 studi, collettivi, società di consulenza e altre società legate all’arte a Budapest. 10-20 gallerie ungheresi partecipano regolarmente a fiere d’arte internazionali.
Nelle prime fasi, alla ricerca dei primi artisti per la rappresentazione, “LAVOR Collective” ha selezionato una rosa di 100 laureati dell’Università delle Belle Arti ungherese degli ultimi cinque anni. Quando la società di consulenza ha iniziato a contattare queste persone, solo una minoranza era rappresentata dalle gallerie. Sfortunatamente, la maggior parte degli artisti diplomati – fino al 70% non si occupava più di arte. Nessuna opportunità di promuovere se stessi, ragioni finanziarie e desiderio di cambiare direzione verso una più promettente sono spesso menzionate tra le ragioni.
Szonja ha la sua visione di gestire questa situazione:
“Gli studenti si stanno laureando e hanno il diploma che attesta la loro formazione artistica. Tuttavia, questi cinque anni di università, da un punto di vista di un istituto professionale, sono un grande divario. Perché per affermarsi come artista, per ottenere questa mentalità, il laureato potrebbe aver bisogno di ulteriori 10-20 anni di esperienza per sviluppare il proprio set di strumenti di comunicazione visiva artistica, ed è un vantaggio se si possono imparare le basi del personal branding.
Oggigiorno esistono diverse strategie; ad esempio, se si ha talento, facilmente si può aumentare la consapevolezza su Instagram o caricare le tue opere su una varietà di mercati d’arte. L’università non insegna loro come utilizzare questi strumenti in modo efficiente o almeno come gestirli. Abbiamo bisogno di un’altra istituzione che possa fungere da punto di transizione, come ponte tra università e successo. Un giovane artista non può sopravvivere senza un supporto esterno in questo periodo.
In “LAVOR Collective”, quando un nuovo artista si unisce a noi, discutiamo di personal branding e promozione sui social media. Scattiamo le foto delle opere d’arte; prepariamo tutte le riproduzioni, creiamo i portfolio, scriviamo le biografie personali. Cerchiamo di dare più supporto possibile che possiamo. Sfortunatamente, non siamo un’istituzione per poterli sostenere tutti”.
Il prezzo dell’arte contemporanea ungherese rispetto alla scena artistica internazionale
Il mercato ungherese dell’arte contemporanea è attualmente caratterizzato da tendenze dinamiche. Dopo la transizione dal regime comunista-socialista, è cresciuto da quasi nulla a un campo artistico riconosciuto a livello internazionale. Ad esempio, il 2019 è stato un anno di svolta per artisti viventi su più livelli, con conseguente aumento della domanda e dei prezzi.
Tuttavia, anche se i prezzi degli artisti ungheresi più significativi sono aumentati di 10-100 volte negli ultimi 20 anni, ci sono ancora notevoli divari tra i prezzi degli artisti emergenti ungheresi rispetto agli artisti dello stesso livello di altri paesi europei e americani. Non tutti gli artisti ungheresi affermati hanno aumentato i prezzi al livello appropriato.
Un’altra situazione particolare nel mercato dell’arte ungherese è che le opere dei vecchi maestri sono più costose dei dipinti di artisti contemporanei affermati. Anche se la situazione all’estero è esattamente l’opposto. Gli estimatori dell’arte contemporanea pagano fino a 10 milioni di fiorini (~ 30.000 euro) per le opere di Imre Bak e Janos Fajo; l’artista contemporaneo ungherese più fiorente è Istvan Nadler, ei suoi dipinti hanno un prezzo di 10-20 milioni di fiorini (~ 30.000 – 50.000 euro). Allo stesso tempo, le aste vendono opere d’arte di antichi maestri ungheresi per un importo compreso tra 75 e 150 milioni di fiorini (~ 200.000 – 400.000 euro).
Di conseguenza, essendo limitati da questi range, i prezzi degli artisti contemporanei ungheresi emergenti non possono essere più alti.
“Il dipinto per il quale in Ungheria non potevamo chiedere più di 1,2 milioni di fiorini (~ 3300 euro), sulle piattaforme online come artsy.net, upriseart.com, theartling.com, dove mostrano una selezione curata di opere d’arte, i pezzi possono essere venduti al prezzo di 10 000 euro. Negli ultimi quattro anni ho monitorato migliaia e migliaia di opere; ho controllato i profili degli artisti, le biografie e altri parametri che influenzano la fascia di prezzo. Quindi posso dire con certezza che non c’è differenza per gli aspiranti artisti ungheresi, e valgono di più”, – spiega la titolare di “LAVOR Collective ”.
Considerando tutti questi aspetti, quando un aspirante artista decide di esporre nel loro salone, Szonja e Gabor cercano di non ridurre il prezzo dell’artista. “Di solito chiedo agli artisti quanto chiederebbero per il loro lavoro, e non mi piace abbassare il loro prezzo perché credo che gli artisti emergenti dovrebbero essere riconosciuti per il loro valore appropriato, ma la mia stima finale sarà sempre basata sul mercato valore.” – aggiunge Szonja.
Supportare gli artisti emergenti come opportunità di investimento
Il prestigio dell’arte contemporanea sta crescendo, e ogni anno un pubblico più ampio inizia a considerarla un investimento serio e affidabile. Nonostante tutte le preoccupazioni, durante la pandemia di COVID-19, la fiducia nell’investire nell’arte è incrollabile e offre una delle opportunità di investimento più stabili. Ad esempio, il mercato dell’arte contemporanea ha dimostrato un apparente aumento alimentato dal fatto che ha saputo adattarsi più rapidamente alle condizioni delle aste e delle vendite spostate sullo spazio online.
Diversi artisti ungheresi hanno già ottenuto un significativo successo internazionale. Tuttavia, come vediamo, è solo la realizzazione di una piccola parte del potenziale totale del paese. Considerarlo ora è un’opportunità eccezionale per potenziali investitori e amanti dell’arte a lungo termine.
In conclusione, Szonja ha condiviso la sua visione sul futuro dell’arte che si fonde con il mondo aziendale.
“Le aziende dovrebbero svolgere il ruolo di mecenate dell’arte nel XXIsecolo. Il background culturale del moderno ambiente imprenditoriale e delle persone in esso presenti ora è avanzato. Credo che la cultura della responsabilità sociale d’impresa possa spingere le aziende a sostenere artisti, gallerie e persino istituzioni.
Ci sono diversi motivi e vantaggi bilaterali per questo:
1. La collezione d’arte è un bene, un investimento conveniente che non perderà il suo valore che anzi, molto probabilmente aumenterà.
2. I casi di studio mostrano che decorare l’ambiente di lavoro con l’aiuto di opere d’arte aumenta la creatività e allevia lo stress. Questo periodo impegnativo passerà e, appena possibile, torneremo alla nostra vita normale. Pertanto, l’acquisto di opere d’arte potrebbe essere un buon modo per le aziende per rinfrescare i propri spazi interni ed essere pronte ad accogliere i dipendenti nei propri uffici, che grazie alle opere d’arte possono sentirsi come un ambiente totalmente rinnovato.
3. Per le organizzazioni, è anche una via verso una comunicazione sostenibile del marchio. Nel prossimo decennio, con il ritmo moderno dello sviluppo tecnologico, l’attuale attenzione alle competenze trasversali non farà che aumentare; avremmo bisogno di migliorarle per rimanere competitivi. L’arte è un linguaggio universale, e questa è una lingua che vale sempre la pena imparare”.
La mitologia antica, con i suoi elementi incorporati nel nostro subconscio collettivo, conserva i suoi ricordi con storie, tradizioni mitiche e spirituali che vivono in noi fino ad oggi senza limitazioni geografiche che definiscono la nostra natura umana di base. Ci ricordano la nostra natura, i nostri limiti e il potenziale che abbiamo, oltre il quale possiamo trascendere la nostra immaginazione.
Endre è un amante di questi racconti antichi, dai quali non solo ha tratto ispirazione ma li riformula anche con mezzi visivi. Le sue opere sono tentativi di far rivivere antiche tradizioni e plasmarle in nuove forme. Come rivivere una storia millenaria e come ereditare gli schemi che ancora oggi vivono in noi secondo le tradizioni contemporanee?
È incluso nel materiale di questa mostra come elemento ricorrente, da un lato, il filo d’oro di Teseo, che lo ha aiutato a uscire dal labirinto. L’attualità della storia non potrebbe essere più tempestiva, poiché attualmente viviamo tutti insieme nel nostro microcosmo. D’altra parte, gli esperimenti con i torsi sono trascrizioni pittoriche di tradizioni scultoree che evocano effettivamente uno stato finale, i corpi racchiusi in un doppio ciclo temporale rappresentano i limiti di noi stessi e i vincoli dei nostri ambienti usando materia e contorni, stimolando così lo spettatore a contemplare lo stato relativo del tempo.
La mostra può sollevare diverse domande per l’osservatore, creando così un’opportunità per passare a un’altra dimensione: Come possiamo adattarci a una situazione fuori controllo per tutti? Quanto abbiamo realmente la capacità di controllare le nostre vite? In che misura le coincidenze definiscono il nostro destino? Qual è il nostro rapporto con il destino? Quali strategie di vita utilizziamo per sopravvivere? C’è una via d’uscita? E se sì, dove e come procedere?
La mostra può essere visionata previa registrazione al Salone d’Arte dal 19/03/2021 al 09/05/2021 al seguente e-mail e cellulare: contact@lavorcollective.com +36308477913
A seguito della improvvisa scomparsa del Presidente della Camera di Commercio italiana a Budapest, Francesco Maria Mari, é con grande dolore che inviamo in allegato il video della comunicazione ufficiale del Vicepresidente Martignago e relativo comunicato stampa della CCIU.
A seguito della improvvisa scomparsa del Presidente della Camera di Commercio italiana a Budapest, Francesco Maria Mari, é con grande dolore che inviamo in allegato il video della comunicazione ufficiale del Vicepresidente Martignago e relativo comunicato stampa della CCIU.
Trovate il video anche sui canali social ufficiali e sul sito della Camera. Inoltre, per commemorare nel miglior modo possibile il Presidente appena scomparso, verrá organizzato domani 24 Marzo, un momento di ricordo online, in occasione dei funerali, che avranno luogo dalle ore 14 presso la Chiesa Angeli Custodi, in Piazza Sempione, a Roma. Durante questo momento di ricordo verrá tenuto un minuto di silenzio e ringraziamo fin da ora tutti coloro che si vorranno unire al nostro dolore, partecipando all’evento cliccando su questo link.
L’azienda casearia ungherese Óvártej, di proprietà dell’italiana Valcolatte dal 2013, investe 1,1 miliardi di fiorini per espandere la capacità della sua sede a Mosonmagyaróvár (160 km a nord-ovest di Budapest), ha detto venerdì il ministro degli Affari esteri e del commercio estero Péter Szijjártó.
Il ministero degli Affari esteri e del commercio estero ha concesso all’azienda una sovvenzione governativa di 294 milioni di HUF per l’investimento che preserverà 135 posti di lavoro. Óvártej sta costruendo un capannone di produzione di 1.200 mq, con attrezzature che aumenteranno la capacità del 20%.
Grazie agli investimenti precedenti, negli ultimi tre anni Óvártej ha raddoppiato il volume di latte che produce e ora riceve consegne da oltre 40 aziende lattiero-casearie. Circa il 95% del formaggio che produce viene esportato in altri paesi europei.
L’amministratore delegato di Óvártej, Carlo Volpe, ha affermato che l’attività principale dell’azienda è rifornire le società di catering, principalmente mozzarella, aggiungendo che gli ordini sono diminuiti a causa delle restrizioni pandemiche. Il nuovo investimento amplierà la gamma di prodotti di Óvártej.
Esportazioni in paesi extra-europei
Enzo Panizzi, proprietario del gruppo Valcolatte, ha affermato che l’investimento potrebbe aprire la strada a Óvártej per esportare i suoi prodotti in Medio Oriente, Asia o Nord America. Óvártej ha registrato entrate per 14,6 miliardi di HUF nel 2019. Le esportazioni hanno generato 13,9 miliardi di HUF del totale.
Nel 2013 l’azienda è entrata a far parte del Consorzio dei formaggi Valcolatte nella provincia italiana dell’Emilia-Romagna. Le loro linee di produzione della mozzarella sono state consegnate nel 2015. Il 95% delle esportazioni di Óvártej Zrt va in Europa, i suoi ricavi dalle esportazioni hanno raggiunto 13,9 miliardi di HUF nel 2019, 2,5 miliardi di HUF in più rispetto all’anno precedente. Il suo fatturato totale nel 2019 è stato di 14 miliardi di 572 milioni di HUF, 2,4 miliardi di HUF in più rispetto al 2018. L’utile al netto delle imposte è stato di 125,8 milioni di HUF, 425,5 milioni di HUF in meno rispetto al 2018.
Vista aerea dello skyline di Budapest al tramonto con la Basilica di Santo Stefano, la ruota panoramica e il centro di Pest. Foto di ZGPhotography / Shutterstock.com Fonte: BBJ.HU
Budapest è salita di 16 posizioni all’85° posto nell’ultimo Global Financial Centers Index (GFCI), un confronto della competitività dei principali centri finanziari del mondo pubblicato dal China Development Institute (CDI) a Shenzhen e Z/Yen Partners a Londra.
Secondo il comunicato stampa, l’indagine GFCI 29 ha utilizzato più di 65.000 valutazioni di 10.774 professionisti dei servizi finanziari.
Yu Lingqu, vice direttore del centro per gli studi finanziari presso il China Development Institute, ha affermato che l’ascesa delle città cinesi come cluster è un aspetto importante dall’indice.
La classifica è un aggregato di indici di cinque aree chiave: contesto economico, sviluppo del settore finanziario, fattori infrastrutturali, capitale umano, reputazione e fattori generali. A partire dal 17 marzo 2021, i primi 10 centri a livello mondiale sono: NYC, Londra, Shanghai, Hong Kong, Singapore, Pechino, Tokyo, Shenzhen, Francoforte e Zurigo.
I primi 10 centri a livello mondiale sono: NYC, Londra, Shanghai, Hong Kong, Singapore, Pechino, Tokyo, Shenzhen, Francoforte e Zurigo.
Troviamo l’Italia in 26° posizione con Milano e 52° con Roma.
Nonostante il miglioramento, Budapest in 85° posizione nella classifica rimane ancora dietro a Visegrád Four (V4) pari a Varsavia (61°), Bratislava (66°) e Praga (76°).
Il GFCI è compilato utilizzando 143 misure quantitative fornite da terze parti tra cui la Banca Mondiale, l’Economist Intelligence Unit, l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e le Nazioni Unite.
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