La patrimoniale ungherese è arrivata in Parlamento quasi senza modifiche rispetto alla bozza di ottobre. Ecco cosa prevede il testo ufficiale, chi riguarda e cosa conviene fare prima del 31 dicembre 2026.
Il 27 ottobre 2026 il Governo ha depositato in Parlamento il disegno di legge T/930 sull’imposta patrimoniale (vagyonadó). Il testo conferma in sostanza la bozza messa in consultazione dal Ministero delle Finanze il 6 ottobre.
Dal 2027 chi possiede un patrimonio netto superiore a 1 miliardo di fiorini (circa 2,7 milioni di euro) pagherà ogni anno l’1% sulla parte eccedente. La prima fotografia del patrimonio sarà scattata al 31 dicembre 2026, quindi c’è poco tempo per prepararsi.
Rispetto alla bozza, il testo ufficiale chiarisce molti dettagli: chi è considerato residente, come si sommano i patrimoni in famiglia e come si valutano immobili e partecipazioni. Sono proprio questi dettagli a decidere quanto si paga.
Gli elementi chiave
L’imposta colpisce il patrimonio netto, cioè il valore dei beni meno i debiti documentati, solo per la parte che supera 1 miliardo di fiorini.
| Voce | Cosa prevede il disegno di legge |
| Soglia | 1 miliardo di HUF di patrimonio netto per persona (circa 2,7 milioni di euro) |
| Aliquote | 1% fino a 100 miliardi di HUF di base imponibile, 1,5% oltre |
| Chi paga | Persone fisiche residenti e non residenti, trust e fondazioni private |
| Residenti | Pagano su tutti i beni, in Ungheria e all’estero |
| Non residenti | Pagano solo su immobili in Ungheria, quote di società ungheresi e quote di società estere che possiedono immobili in Ungheria |
| Esclusi | Beni personali e arredi, tranne opere d’arte, collezioni e gioielli oltre 3 milioni di HUF e veicoli oltre 10 milioni di HUF |
| Crediti d’imposta | Imposte locali, tassa automobilistica e imposte estere simili; 50% delle perizie obbligatorie, fino a 2 milioni di HUF l’anno |
Un esempio: con un patrimonio netto di 5 miliardi di fiorini, la base imponibile è di 4 miliardi e l’imposta di 40 milioni di fiorini l’anno, circa 110.000 euro.

Le date da segnare:
| Data | Cosa succede |
| 15 dicembre 2026 | Entrata in vigore prevista |
| 31 dicembre 2026 | Fotografia del patrimonio: l’imposta si calcola sui beni posseduti in questo giorno |
| 14 gennaio 2027 | Registrazione presso l’amministrazione fiscale (NAV) di trust e fondazioni già esistenti |
| 31 agosto 2027 | Prima dichiarazione e pagamento, solo per chi ha imposta da versare |
L’imposta è annuale: la stessa verifica si ripeterà ogni 31 dicembre.
Residenza: attenzione alla doppia cittadinanza
La residenza decide se si paga su tutto il patrimonio mondiale o solo sui beni in Ungheria. Il disegno di legge parte dalla residenza ai fini dell’imposta sul reddito, ma la allarga.
È considerato residente anche il cittadino ungherese che ha un’altra cittadinanza, pur senza indirizzo in Ungheria. Per molte famiglie con doppio passaporto questo può portare nell’imposta anche beni detenuti all’estero.
Non sono invece considerati residenti:
- i cittadini ungheresi che al 31 dicembre vivono stabilmente all’estero da almeno 10 anni;
- gli stranieri distaccati in Ungheria da un datore di lavoro estero, per 5 anni dall’inizio del lavoro in Ungheria;
- i cittadini di Paesi terzi con permesso di soggiorno di lungo periodo che trascorrono in Ungheria meno di 183 giorni l’anno.
Le convenzioni contro la doppia imposizione prevalgono solo se coprono anche le imposte sul patrimonio. Se una convenzione esenta un bene estero, quel bene non viene tassato in Ungheria, ma se la convenzione lo consente entra nel calcolo e riduce il vantaggio della soglia sul resto del patrimonio.
Famiglia, trust e fondazioni
La soglia di 1 miliardo vale per persona, ma la legge impedisce di moltiplicarla dividendo il patrimonio in famiglia.
- Coniugi. Sono contribuenti separati, ciascuno con la propria soglia. I beni comuni si attribuiscono secondo la convenzione matrimoniale; in mancanza, i beni intestati a un coniuge possono essere imputati solo a lui o divisi a metà, con dichiarazioni identiche di entrambi al NAV entro il 31 agosto. Senza dichiarazioni si divide a metà.
- Figli minorenni. I loro beni si sommano a quelli del genitore che esercita la responsabilità genitoriale, che usa una sola soglia per tutto. Restano del figlio solo i beni ereditati o guadagnati da lui.
- Figli maggiorenni. Sono contribuenti autonomi con la propria soglia. Le donazioni fatte dal 14 maggio 2026 possono però essere verificate con la clausola antielusione.
Trust e fondazioni private sono contribuenti autonomi, separati da fondatori e beneficiari. Si considerano gestiti dall’Ungheria se un fondatore è residente in Ungheria, salvo prova che le decisioni vengano prese davvero all’estero: una firma o un’approvazione formale all’estero non bastano.
Più trust o fondazioni con lo stesso fondatore, o con fondatori parenti o collegati, condividono una sola soglia da 1 miliardo. Quelli già esistenti devono registrarsi presso il NAV entro il 14 gennaio 2027, e l’imposta si paga con i beni del trust.
La clausola antielusione vale per tutti: dal 14 maggio 2026, data in cui è stata pubblicata la delibera del Governo sulla patrimoniale, ogni ristrutturazione del patrimonio deve avere ragioni economiche o personali reali e documentabili.
Come si valutano immobili e partecipazioni
La legge non lascia libertà di scelta: per ogni tipo di bene fissa un metodo, e spesso un ordine obbligatorio tra metodi diversi. Tutti i valori si riferiscono al 31 dicembre e i valori in valuta si convertono al cambio ufficiale della Banca Nazionale Ungherese (MNB).
Immobili in Ungheria
Si segue questo ordine:
- il prezzo di un acquisto tra parti indipendenti negli ultimi 12 mesi;
- il prezzo di un acquisto fino a 10 anni prima, rivalutato con gli indici ufficiali (per le abitazioni, l’indice dei prezzi della MNB);
- il valore calcolato dal modello di valutazione di massa del NAV, disponibile per abitazioni, case vacanza, terreni edificabili e terreni agricoli senza fabbricati;
- la perizia di un esperto indipendente iscritto nell’elenco pubblicato dal NAV.
Si può scegliere la perizia al posto dei punti 2 e 3, motivando in dettaglio uno scostamento superiore al 20%. Per gli immobili da 500 milioni di fiorini in su servono un perito giudiziario e almeno due metodi di stima. Se la perizia rispetta i requisiti di legge e il contribuente ha fornito tutte le informazioni, un valore più alto stabilito poi dal NAV non comporta sanzioni né interessi di mora, anche se l’imposta in più resta dovuta.
Immobili all’estero
Si parte dal prezzo d’acquisto, rivalutato ogni anno del 3% oppure con l’indice ufficiale dei prezzi del Paese, a scelta del contribuente, più le migliorie. Una perizia è ammessa solo se dimostra un valore più basso.
Partecipazioni in società
Le azioni quotate si valutano al prezzo di chiusura del 31 dicembre; se differisce di oltre il 10% dalla media ponderata degli ultimi 180 giorni, vale la media.
Per le società non quotate la formula è:
dove PN è il patrimonio netto dell’ultimo bilancio e U_media la media degli utili netti degli ultimi tre esercizi. Ci sono però regole che cambiano molto il risultato:
- sopra 500 milioni di fiorini di patrimonio netto si aggiungono le riserve occulte, cioè la differenza tra valore di mercato e valore di bilancio di immobili, partecipazioni e titoli;
- le holding si valutano solo sul patrimonio netto, usando il bilancio consolidato se c’è;
- fino a 100 milioni di patrimonio netto si può scegliere di usare solo il patrimonio netto;
- per le quote di minoranza c’è uno sconto del 25% (quote dal 33% al 50%) o del 30% (sotto il 33%), ma le quote dei parenti stretti si sommano;
- le società nuove non considerano gli utili nei primi tre esercizi, a certe condizioni.
Se il bilancio non è adatto, per esempio per patti parasociali o limiti alla vendita delle quote, si può ricorrere a una valutazione indipendente con almeno due metodi. Il valutatore deve però rispettare requisiti di fatturato precisi.
Dichiarazione, controlli e liquidità
L’imposta è in autoliquidazione: il contribuente calcola, dichiara e paga entro il 31 agosto dell’anno successivo, solo online. La dichiarazione elenca ogni singolo bene con il metodo di valutazione usato, e i documenti vanno conservati fino alla prescrizione.
Il NAV incrocerà i dati dichiarati con quelli che già possiede. In caso di discrepanze chiede chiarimenti entro 15 giorni; se la differenza riduce la base imponibile di almeno 500 milioni di fiorini, avvia una verifica.
Il problema pratico, però, è la liquidità. Come ha spiegato Alessandro Farina, Managing Director di ITL Group, nella nostra intervista, il punto non è l’aliquota ma la sostenibilità dell’imposta per chi ha il patrimonio in immobili, quote societarie o opere d’arte, beni che non generano contanti.
Su richiesta, il NAV può concedere una dilazione o un pagamento a rate fino a 12 mesi, e fino a 24 mesi nei casi eccezionali, in particolare per la casa di abitazione o per le partecipazioni. Nella decisione conta se almeno il 50% del patrimonio è composto da beni che non producono liquidità. La rateizzazione automatica non è prevista.
Cosa fare adesso
Fino al 31 dicembre 2026 ci sono ancora alcune settimane per conoscere la propria posizione e prepararsi:
- Fare l’inventario di tutti i beni e i debiti al 31 dicembre 2026 e stimare l’imposta.
- Verificare la residenza, soprattutto in caso di doppia cittadinanza, di lunga permanenza all’estero o di distacco in Ungheria.
- Rivedere i rapporti in famiglia: convenzione matrimoniale, dichiarazioni dei coniugi, beni dei figli minorenni.
- Controllare trust e fondazioni: dove vengono prese le decisioni, se sono collegati tra loro, e prepararne la registrazione entro il 14 gennaio 2027.
- Preparare la valutazione delle società di famiglia: patrimonio netto, riserve occulte, eventuale status di holding, sconti di minoranza.
- Scegliere il metodo di valutazione degli immobili e prevedere le perizie dove sono obbligatorie, in particolare per gli immobili da 500 milioni di fiorini in su.
- Pianificare la liquidità per il pagamento del 31 agosto 2027 e valutare se chiedere una rateizzazione.
- Documentare le ragioni di ogni operazione sul patrimonio fatta dal 14 maggio 2026 o in programma.
Il testo può ancora cambiare durante l’esame parlamentare. Conviene comunque partire ora, perché i beni si fotografano al 31 dicembre.
Come può aiutarti ITL Group
I team di ITL Group lavorano insieme per seguire ogni passaggio, dall’inventario alla dichiarazione:
- ITL Tax Advisor: analisi della posizione, verifica della residenza, stima dell’imposta, dichiarazioni dei coniugi e di trust e fondazioni, registrazione presso il NAV, richieste di rateizzazione.
- ITL Real Estate: valutazioni indipendenti degli immobili secondo l’ordine previsto dalla legge, confronto con il modello del NAV, perizie per gli immobili di valore elevato.
- ITL Consulting: valutazione delle partecipazioni con la formula di legge, calcolo delle riserve occulte, verifica dello status di holding.
- Partner dedicati: analisi del portafoglio e della liquidità per sostenere l’imposta nel tempo.
ITL Group non vende prodotti finanziari: il nostro compito è aiutarti a capire la tua posizione e a rispettare le regole.
Per un primo confronto riservato scrivi ad Alessandro Farina, a.farina@itlgroup.hu, oppure chiama il (+36 1) 269 5679.
Questo articolo si basa sul disegno di legge T/930 depositato in Parlamento il 27 ottobre 2026 (testo ufficiale). Il testo può ancora cambiare prima dell’approvazione. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza personalizzata.