
I partiti della sinistra ungherese, tra cui il socialista MSzP, i verdi dell’LMP e i democratici, potrebbero riaprire il dialogo sul loro patto di cooperazione in vista delle elezioni di aprile 2014.

I partiti della sinistra ungherese, tra cui il socialista MSzP, i verdi dell’LMP e i democratici, potrebbero riaprire il dialogo sul loro patto di cooperazione in vista delle elezioni di aprile 2014.

Con oltre 4 milioni di persone al lavoro, l’Ungheria ha visto crescere di 87mila il numero degli occupati del periodo settembre-novembre 2013 rispetto a quello dello stesso periodo nel 2012. Lo mostrano i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica KSH, pubblicati ai primi di gennaio 2014.

La banca ungherese per lo Sviluppo (MFB) e la posta ungherese, Magyar Posta, entrambe statali, hanno pubblicato un bando di appalto per la vendita della loro quota combinata del 54% in Takarékbank, la banca “ombrello” del settore delle cooperative di risparmio.

Széchenyi Commercial Bank ha presentato un’offerta di acquisto per la filiale ungherese dell’austriaca Raiffeisen Bank. Lo scorso anno, in agosto, lo stato ungherese

La fine dell’anno è di consueto tempo di liste e di bilanci, non necessariamente complessi e seriosi. I giornali di oggi riprendono i dati di Youtube per l’Ungheria per trarne una gradevole, seppur leggera, lista dei preferiti degli utenti ungheresi.

A poche settimane dall’inaugurazione “Rocco’s world cafè” Economia.hu ha intervistato Rocco Siffredi, produttore e regista di film hard da oltre vent`anni legato all’Ungheria, dove vive la sua famiglia e sede dei suoi studios e dove vive la sua famiglia. Un Paese che, afferma nel corso dell`intervista, e` ormai la sua prima nazione, il luogo dove si sente “a casa”. L’intervista è a cura di Claudia Leporatti.

La Banca Nazionale ungherese ha tagliato di 20 punti base il tasso d`interesse di riferimento, che adesso del 3%.

La corte suprema ungherese ha dichiarato regolari i mutui in valuta estera e affermato la validità dei contratti di mutui FX. Firmando tali contratti i debitori, ha spiegato il dipartimento civile della Kúria, si sono assunti il rischio di fluttuazione del tasso di cambio.

L’Ungheria potrà contare nei prossimi sette anni su 2500 miliardi di fiorini, pari a circa 8,5 miliardi di euro, da fondi europei per diversi progetti sulla riduzione delle emissioni di gas serra e sull’adattamento al cambiamento climatico. In questo ambito si è tenuto recentemente un dibattito sulla nuova ”Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”.

Il governo ungherese potrebbe annunciare un nuovo taglio alle bollette, il terzo in poco più di un anno, nel mese di gennaio. Intanto il programma di Rai 3 “Est Ovest”, nella puntata di domenica 15 dicembre, cui Economia.hu ha collaborato, dedica un servizio proprio alla riduzione del 20% delle bollette decisa dalla Fidesz. Nel seguito dell’articolo l’indirizzo per rivedere la puntata e il testo del servizio.”Penso che possa essere attuato un terzo taglio dei prezzi delle utility” ha detto il vertice del gruppo parlamentare della Fidesz Antal Rogán ai microfoni di Hír TV, spiegando che l’obiettivo della strategia è di allineare il Paese alla “media europea”.

Il parlamento ungherese ha approvato il bilancio 2014. Le entrate sono calcolate a 15.983,7 miliardi di fiorini; le uscite a 16.968,3 miliardi di fiorini. Il fondo pensionistico e quello sanitari sono previsti in attivo.Il ministro dell`economia Mihaly Varga ha spiegato che il bilancio 2014 si basa su una prevista crescita economica del 2% e su un`inflazione prevista al 2,4%.

Ha aperto nel fine settimana il supermercato City Spar al terminal 2B dell’aeroporto di Budapest, lato arrivi. Quasi 300 metri quadrati di negozio con illuminazione a LED, un concept diverso da quello adottato negli altri City Spar, elaborato ad hoc per questa particolare collocazione e che quindi privilegia i prodotti da viaggio, gli spuntini e il necessario per una spesa veloce al ritorno da una trasferta.

Approvata la proposta per il rinnovo di Széll Kálmán tér, l’ex Moszkva tér rinominata nel 2010 in ricordo di un politico ungherese di fine Ottocento in seguito a quello che è stato forse il più clamoroso dei cambiamenti alla toponomastica di Budapest decisi dal governo Orbán.

Audi Hungária e HITA, l’agenzia ungherese per gli investimenti ed il commercio, hanno lanciato un programma congiunto per la scelta dei fornitori della filiale locale del gruppo automobilistico, che ha di recente inaugurato un mega impianto a Győr, in Ungheria settentrionale.

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha comunicato l’estensione della linea di credito da 50 milioni di euro al governo ungherese per il supporto della modernizzazione della pubblica amministrazione. Alle attività di sviluppo dell’export delle piccole e medie imprese è invece volta la garanzia da 100 milioni di euro alla banca magiara Export-Import, Eximbank.

Una delle corti di Budapest ha giudicato non valido un mutuo in valuta estera a causa dell’impostazione scorretta del metodo di risarcimento.

Partirà a febbraio il nuovo piano del ministero dello Sviluppo ungherese per il restauro dei panel, i palazzi di origine sovietica che caratterizzano soprattutto la periferia di Budapest e delle maggiori altre città dell’Ungheria.

Online il video del Webseminario Internazionalizzare in Ungheria del 10 dicembre: cliccate sul seguito dell’articolo per vederlo e scriveteci per ricevere le slide utilizzate e redatte dall’esperto in materia Federico Brilli, consulente di ITL Group che ha tenuto l’intervento.

L’Ungheria si pone l’obiettivo di diventare “hub per il turismo cinese in Europa centro-orientale”. La dichiarazione, fatta dal primo ministro ungherese Viktor Orbán, giunge a margine del summit Cina-Europa centro orientale, volto appunto a promuovere e favorire i rapporti tra Pechino e i Paesi partecipanti.

Se vi capitasse di parlare con un ungherese dei problemi del suo Paese, sono alte le probabilità che vi citi la “Questione dei rom”, che sia il più chiuso alle differenze o la persona più tollerante del mondo. Un argomento spinoso, delicatissimo e controverso, su cui prendere posizione non è facile. (articolo di Claudia Leporatti pubblicato sulla rivista sull’Europa orientale Most