Rai3 Estovest, servizio su tagli alle bollette in Ungheria

Il governo ungherese potrebbe annunciare un nuovo taglio alle bollette, il terzo in poco più di un anno, nel mese di gennaio. Intanto il programma di Rai 3 “Est Ovest”, nella puntata di domenica 15 dicembre, cui Economia.hu ha collaborato, dedica un servizio proprio alla riduzione del 20% delle bollette decisa dalla Fidesz. Nel seguito dell’articolo l’indirizzo per rivedere la puntata e il testo del servizio.”Penso che possa essere attuato un terzo taglio dei prezzi delle utility” ha detto il vertice del gruppo parlamentare della Fidesz Antal Rogán ai microfoni di Hír TV, spiegando che l’obiettivo della strategia è di allineare il Paese alla “media europea”. 

TESTO DEL SERVIZIO (video QUI)

“Una mossa di valenza squisitamente politica, una scelta popolare, i critici direbbero populista, con un occhio alle elezioni parlamentari di primavera” spiega l’inviato di RAI 3 Antonio Di Bartolomeo.

“In Ungheria stato emanato un decreto secondo cui le società erogatrici di questi servizi devono tagliare i costi” la spiegazione arriva da un esperto del mercato del recupero energia elettrica per aziende italiane Benkő Balázs, settore che in Ungheria è diviso in due: da una parte le municipalizzate che gestiscono il teleriscaldamento, un sistema centralizzato diffuso nell’Est Europa che permette di portare l’acqua calda in tutte le strade di un quartiere o di una città, dall’altra aziende private soprattutto straniere, tra cui la tedesca E.ON, la francese GDF e la nostra ENI, con la controllata Tígaz. “Queste aziende – prosegue l’esperto – si trovano di fronte a dei dilemmi che non so come andranno a risolvere: possono pensare che a lungo andare gli convenga, possono ridimensionare la loro presenza, oppure possono elaborare delle strategie alternative.” Il tema, è facile immaginarlo, sarà al centro della prossima campagna elettorale, vista l’attenzione riservata dal governo alla questione.

“Nel 2010 – afferma Szilárd Németh, sindaco di Csepel (distretto XXI di Budapest) e commissario del Governo in carica per la riduzione delle bollette – quando siamo arrivati al governo abbiamo visto che gli ungheresi pagavano le bollette più alte d’Europa così, dopo aver stabilizzato il Paese e il debito pubblico abbiamo deciso di risolvere questo problema”.

“A pagare  – aggiunge il politico – sono i fornitori, quelli che per anni hanno venduto le forniture ad alto prezzo”.

I costi delle bollette, circa 200 euro per una famiglia media, sono indubbiamente alti se relazionati allo stipendio medio, 500-600 euro. Circa 60 euro di risparmio in un anno in cui la riduzione è stata del 10% da gennaio e del 20% solo da novembre. 

L’ultimo cavallo di battaglio di Orbán è la rinazionalizzazione di settori privatizzati in passati: dalla tedesca E.On il governo ha ricomprato depositi di gas per circa 800milioni di euro. “La rinazionalizzazione riguarda solo la nostra sicurezza energetica, con l’unico criterio di rispettare i bisogni delle famiglie e rispettando sempre la legge: le nazionalizzazioni forzate le facevano i comunisti” conclude Németh.

I tagli delle bollette riguardano solo le famiglie, non le imprese, se non quelle molto piccole: il rischio paventato dagli esperti è che le società scaricheranno ci costi proprio su quelle aziende. Ci vorrà del tempo per capire le conseguenze di queste misure, mentre l’economia ungherese comincia piano piano a risollevarsi.

Clicca qui per la replica dell’intera puntata di EstOvest del 15 dicembre 2013 

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

 

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