Intervista – Ungheria: Rom, una questione sociale

Se vi capitasse di parlare con un ungherese dei problemi del suo Paese, sono alte le probabilità che vi citi la “Questione dei rom”, che sia il più chiuso alle differenze o la persona più tollerante del mondo. Un argomento spinoso, delicatissimo e controverso, su cui prendere posizione non è facile. (articolo di Claudia Leporatti pubblicato sulla rivista sull’Europa orientale Most 

UNGHERIA: Rom, una questione sociale (di Claudia Leporatti. Estratto dalla rivista MOST, la versione integrale qui)

[…] Nel 2010, quando il governo socialista ha ceduto il posto a quello conservatore di Viktor Orbán, è entrato in Parlamento il partito di estrema destra Jobbik, che dell’opposizione ai rom ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. La formazione ha proposto, tra le altre cose, la creazione di campi recintati per i cosiddetti “Zigány”, ben sorvegliati, a partire da Miskolc, quarta città del Paese per grandezza, dimora di una delle comunità Rom più numerose. In quest’area l’avversione verso la minoranza è forte, alimentata da ragioni comuni a molti ungheresi, anche in altre zone. “Ci sono tanti di noi che ricevono sussidi dallo stato – racconta ai microfoni di RAI 3 János H., Rom, lavoratore e pittore di talento, che vive a Miskolc e che ho avuto l’occasione di conoscere durante lo scorso freddissimo aprile, all’interno del moderno palazzo comunale, dove esiste un dipartimento che tutela i diritti dei Rom -, queste agevolazioni sono motivo di invidia. Inoltre bisogna sapere che tanti disoccupati ricevono soldi per i figli e, invece di usarli per comprare loro scarpe e indumenti adeguati a questo clima, sfruttano il denaro per non lavorare e spesso alimentando una criminalità dai rami molto ampi, una sorta di mafia interna”. A Miskolc i rom vivono principalmente in due zone, in pratica dei ghetti, sebbene aperti. Alcuni anni fa l'”Housing Program” del governo Gyurcsány ha assegnato abitazioni popolari ai rom   sulla collina di Avas, dove si spostarono a migliaia. Altri vivono nella zona pianeggiante, in un ampio spiazzo esposto a tutte le intemperie all’interno di baracche e casette basse che vanno disintegrandosi a causa dell’umidità. Miskolc si trova nel Nord-Est del Paese, gli inverni sono lunghi e rigidi, particolarmente nevosi. Quest’anno, per giunta, ad aprile un’abbondante nevicata ha riavvolto il nastro stagionale riportandoci indietro a scenari invernali.

 Sociologo esperto nel campo dell’istruzione e impegnato nella ricerca di una soluzione civile per la famosa “Questione dei Rom”, ho intervistato il dottor Attila Z. Papp, dell’Accademia delle Scienze di Budapest, per trattare l’argomento a trecentosessanta gradi.

Quanto è numerosa la minoranza Rom in Ungheria e in quali città si concentra?

Difficile saperlo con buona approssimazione, perché una cosa è l’auto-dichiarazione di essere Rom e un’altra la categorizzazione ufficiale. Grazie al CENSUS abbiamo il numero di quanti si dichiarano Rom, 300mila alla fine del 2011. In base, invece, a stime sociologiche il numero sarebbe intorno ai 700-800mila. Dagli anni Novanta in Ungheria esiste il dibattito su come si possa definire chi è uno zingaro e chi non lo è e questo rende difficile arrivare ad un numero certo. Oltre al CENSUS non esistono altre indagini per raccogliere dati in questo senso: vedo una contraddizione in questo, visto che il Paese vuole risolvere la questione dei Rom ma si attiva per raccogliere statistiche affidabili o numeri ufficiali. Le comunità Rom sono molto distribuite, le concentrazioni più alte sono nella parte Est e nel Nord, nella contea di Borsod e a Miskolc, ma anche a sud, a Pécs e nei suoi dintorni, nella contea di Somogy e infine a Budapest nell’ottavo e settimo distretto. La questione, comunque, è sentita anche in altre parti dell’Ungheria per esempio a Komárom e vicino a Székesfehérvár. 

Ci sono gruppi diversi, all’interno della minoranza. Quali?

In Ungheria distinguiamo tre popolazioni Rom: i “Romungro” che parlano ungherese e sono la più numerosa (si chiamano tra di loro “Raj-gypsies, “gentiluomini”, si considerano meglio educati degli altri gruppi, che discriminano; nda)  i “baes gypsies” che vivono soprattutto nella contea di Baranya e usano la loro lingua madre che è una specie di antica lingua romena prima dell’unione linguistica nel 19esimo secolo e che ormai le nuove generazioni non parlano più (sono il gruppo forse più discriminato, per la loro scarsa assimilazione delle abitudini locali, per le loro variopinte tradizioni fatte di balli e costumi e, soprattutto, per via del colore della loro pelle, piuttosto scuro, nda), e, infine,  i “Vlach” che impiegano la lingua rumena.

I Rom godono di diritti particolari, in Ungheria?

Non essendoci raccolte di dati su base etniche è difficile mettere in atto una cosa del genere. Nel 1993 passò una legge sulle minoranze nazionali d’Ungheria con la quale fu creato il National Gipsy Minority Self-Government (NGMS), finanziato con il bilancio statale. Esiste ancora, con la differenza che alla fine del 2011 è stata adottata una nuova legge sulle minoranze secondo la quale il termine minoranze non è più usato, si parla invece di “nazionalità minori”. Adesso il governo autonomo si chiama “Roma Nemzetiségi Önkormányzat”.

La disoccupazione è più alta tra i Rom?

Sappiamo da alcuni sondaggi e dal CENSUS che tra i Rom il tasso di disoccupazione è molto elevato. Questo indica che la questione Rom è principalmente sociale, più che un problema etnico. 

E’ più difficile trovare lavoro per un Rom?

Sì, assolutamente. Tra i Rom la disoccupazione è a un livello preoccupante per due ragioni principali: una è che sono spesso poco istruiti e non hanno le competenze per il mondo del lavoro e l’altra è che c’è una discriminazione, talvolta nascosta ma in altri casi molto esplicita, nel mercato del lavoro. 

Claudia Leporatti

Il programma RAI EstOvest ha realizzato un servizio sulla minoranza Rom dalla città ungherese di Miskolc con la collaborazione di Economia.hu. Pubblichiamo di seguito il collegamento (il servizio dall’Ungheria è il terzo della puntata) insieme ad un estratto dell’articolo realizzato per la rivista sull’Europa orientale Most anche in seguito alla trasferta di Economia.hu con la troupe televisiva di Rai 3.

Clicca qui per la puntata di ESTOVEST

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