Home Blog Pagina 64

Comites: che cosa sono? Come candidarsi?

0
comites_elezioni
comites_elezioni

I Comitati degli italiani all’estero (Com.It.Es.) sono organi di rappresentanza della collettività italiana nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari, operano per l’integrazione della comunità italiana residente nel Paese straniero in cui si trovano e svolgono diverse attività di sostegno ai connazionali (seminari, incontri e conferenze, corsi di lingua, di formazione e di aggiornamento professionale, iniziative culturali di promozione della cultura italiana e di scambio, ricreative o sportive, etc.).

Dalla Sen. Laura Garavini:

“Il 3 dicembre prossimo c’è un appuntamento da non dimenticare: il rinnovo dei Comites, gli organi di rappresentanza di base degli italiani all’estero. Un organismo importante per le nostre comunità. Perché sono l’interlocutore istituzionale più vicino alle persone. Ecco perché è opportuno che ci sia un’ampia partecipazione. E che si candidino le risorse migliori. Perché eleggere una rappresentanza di qualità vuol dire garantire la democrazia.

fonte: Farnesina

Da chi sono eletti?

Sono eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno tremila connazionali.

Chi ne fa parte?

Sono composti da 12 o da 18 membri, eletti in circoscrizioni consolari rispettivamente sotto o sopra la soglia dei 100.000 connazionali residenti AIRE, e restano in carica 5 anni. In Ungheria i Com.It.Es. saranno composti da 12 membri.

Quanti sono?

Nel mondo sono presenti 108 Com. It. Es., di cui 50 in Europa, 44 nelle Americhe, 7 in Asia e Oceania, 4 nell’area medio-orientale e 3 in Africa sub-sahariana. Una presenza importante, per rappresentare e promuovere gli interessi della comunità italiana nel mondo.

Chi può votare?

Potranno partecipare i cittadini italiani: maggiori di 18 anni; residenti nella circoscrizione consolare; che hanno fatto domanda di iscrizione all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero) nella circoscrizione consolare in data anteriore al 3 giugno 2021; che hanno fatto domanda di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Comites entro il 3 novembre 2021.

Come si vota?

Iscrizione nell’elenco elettorale: richieste entro il 3 novembre

Il voto si svolge per corrispondenza, ma – a differenza delle elezioni politiche e dei referendum – il plico elettorale viene spedito SOLTANTO agli elettori ed elettrici che abbiano presentato espressa richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Comites ENTRO E NON OLTRE IL 3 NOVEMBRE 2021.

I cittadini italiani residenti all’estero e iscritti AIRE possono iscriversi sin da ora nell’elenco elettorale per le elezioni dei Comites del proprio Consolato attraverso il portale dei servizi consolari FAST IT, selezionando la funzione dedicata alle elezioni: “Domanda di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Comites”. Su FAST IT è anche possibile effettuare l’aggiornamento del proprio indirizzo di residenza.

In alternativa, la cittadinanza potrà far pervenire il modulo cartaceo per l’iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Comites in uno dei seguenti modi:

1. consegnandolo di persona, muniti di documento di identità, presso la Cancelleria Consolare durante gli orari di apertura al pubblico (lunedì, martedì, giovedì e venerdì 09:00 – 12:00);

2. inviandolo per posta cartacea insieme a fotocopia di un documento di identità comprensivo della firma del titolare all’indirizzo Stefánia út, 95, 1143, Budapest;

3. inviandolo per posta elettronica (mail ordinaria o PEC), insieme a copia del documento di identità, comprensivo della firma del titolare all’indirizzo: consolare.budapest@esteri.it o amb.budapest.consolare@cert.esteri.it (PEC).

Come candidarsi? 

Bastano 50 firme per presentare la lista per le elezioni 2021. Grazie alle semplificazioni entrate in vigore con il Decreto Legge n. 117 del 17 agosto 2021, per le elezioni Comites 2021 il numero delle firme necessarie è stato abbassato da 100 a 50. Le elezioni che sono state rimandate dal 2020 causa pandemia al 3 dicembre 2021, eleggeranno le persone degli organismi rappresenteranno i connazionali all’estero, nei rapporti con Ambasciate e Consolati e per l’inserimento nei Paesi in cui operano.

Le elezioni si svolgono in ciascuna circoscrizione consolare estera ove risiedono almeno tremila connazionali italiani/e iscritti nell’elenco aggiornato di cui all’art. 5, comma 1, della Legge 459/2001. Questo é il caso di Budapest. Invece, nelle circoscrizioni ove risiedono meno di tremila cittadini italiani i Comitati possono essere nominati dall’Autorità diplomatico-consolare. Qui l’elenco di tutte le sedi: https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2015/12/elenco20comites202015.pdf

Chi può essere eletto/a?

Sono eleggibili i cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare e iscritti all’AIRE e candidati in una delle liste presentate, purché iscritti nell’elenco aggiornato degli elettori/elettrici della stessa circoscrizione, e che siano in possesso dei requisiti per essere candidati alle consultazioni elettorali amministrative (art. 5 Legge n. 459/2011; vedere anche l’art. 6 D.P.R. n. 395/2003 e l’art. 8 Legge n. 286/2003).

La candidatura è ammessa soltanto in una circoscrizione e per una sola lista.

I candidati devono essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 55 (Elettorato passivo) comma 1 del D. Lgs. n. 267/2000.

Come si presentano le liste dei candidati?

Dal ventesimo al trentesimo giorno successivo alla data di indizione delle elezioni potranno essere presentate le liste dei candidati (la presentazione di ciascuna lista dovrà essere sottoscritta da un numero di elettori non inferiore a cinquanta).

Per sottoscrivere le liste dei candidati sarà necessario: essere in possesso dei requisiti per poter votare (ad esempio iscrizione AIRE, residenza in questa circoscrizione consolare da almeno 6 mesi rispetto alla data delle elezioni); non essere candidati (invece non sarà necessario aver fatto richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei Comites).

E’ sufficiente allegare la copia di un documento di identità alle dichiarazioni di presentazione delle liste.

“La democrazia è partecipazione. I Comites sono la voce di chi vive all’estero. Si interfacciano con gli altri connazionali Aire, con i Consoli, con i funzionari amministrativi e con i parlamentari. Ecco perché servono persone integrate nel tessuto sociale. Che abbiano voglia di mettersi in gioco, per rappresentare al meglio le diverse comunità degli italiani nel mondo. È auspicabile che ci sia un’ampia presenza di donne e di giovani, così che possano essere espressione di tutte le fasce della comunità. E di tutte le generazioni. “

– Sen. Laura Garavini

fonte: ambudapest.esteri.it / italiannetwork.it

ARTICOLI RECENTI

L’ANGOLO DELLA SOSTENIBILITÀ

0
L'ANGOLO della sostenibilita'

Parliamo di sostenibilità!

Nello specifico, parliamo di progetti per lo sviluppo energetico sostenibile. Siano esse imprese private, piuttosto che enti pubblici, singoli individui, collettività od interi Paesi, Economia.hu vuole farsi finestra verso un mondo più responsabile. In linea con i principi di Atlas World, vorremmo offrire la possibilità di entrare in contatto con realtà Ungheresi che vogliono fare la differenza attraverso progetti etici, sostenibili e creativi.

Come? Semplicemente attraverso una rubrica mensile che possa essere non solo una fonte di conoscenza ma anche un’importante fonte di ispirazione.

Le notizie più importanti del mese di agosto in tema di energia sostenibile in Ungheria che abbiamo deciso di riportare in questo articolo sono:

  • Inizia la costruzione del sistema energetico “verde” del terminal East-West Gate nell’Ungheria orientale
  • L’ungherese CMC Europe progetta di costruire una centrale solare a Sombor, in Serbia
  • Grande interesse per la gara d’appalto per le tariffe di alimentazione in Ungheria

In questo contesto, cogliamo l’occasione per ringraziare il Budapest Business Journal in qualità di fonte di informazioni grazie alla sua newsletter giornaliera dal nome Energy – Today.

Inizia la costruzione del sistema energetico “verde” del terminal East-West Gate nell’Ungheria orientale

I lavori di costruzione da 30 miliardi di HUF (circa 86 milioni di euro) del sistema energetico del terminale logistico intermodale East-West Gate sono iniziati. In costruzione a Fényeslitke, vicino ai confini dell’Ungheria con l’Ucraina e la Slovacchia, funzionerà interamente con energia verde, ha detto mercoledì la società incaricata della comunicazione dell’investimento. L’impianto dovrebbe entrare in funzione nel primo trimestre del 2022. 

I veicoli elettrici saranno utilizzati per il trasporto interno e il trasporto dei lavoratori nella struttura di 85 ettari. Il terminal utilizzerà principalmente l’elettricità generata dalla propria centrale solare da 2 MW (megawatt), e un parco batterie da 6 MW sarà allestito per lo stoccaggio dell’energia. L’operatore prevede di acquistare l’elettricità supplementare necessaria da una fonte verde.

L’ungherese CMC Europe progetta di costruire una centrale solare a Sombor, in Serbia

Lo sviluppatore ungherese CMC Europe Kft intende costruire una centrale solare nel territorio di Sombor, nella provincia autonoma della Vojvodina, in Serbia, ha riferito il portale di notizie Serbia-business.eu. 

Il sindaco di Sombor, Antonio Ratković, e il direttore strategico di CMC Europe Kft, György Páris, hanno firmato un protocollo di cooperazione, ha riportato il portale d’affari. Questo primo incontro, secondo il sito web della città, ha seguito la visita della delegazione di Sombor alla città ungherese di Kaposvár, durante la quale hanno avuto l’opportunità di conoscere il funzionamento di un impianto solare CMC Europe. 

Nel 2020, CMC Europe Kft ha investito e costruito una centrale solare da 100 MW (megawatt) a Kaposvár, nel sud-ovest dell’Ungheria, uno dei più grandi parchi solari dell’Europa centrale e orientale (CEE) con un valore di 32 miliardi di euro (37,6 miliardi di dollari). Il progetto è stato commissionato alla fine di gennaio 2021. 

Le attività principali di CMC Europe, con sede a Budapest, riguardano la costruzione, gli investimenti e gli appalti internazionali, lo sviluppo e la gestione di energie rinnovabili, energia convenzionale, impianti industriali, infrastrutture, nonché la fornitura di servizi tecnici professionali.

Grande interesse per la gara d’appalto per le tariffe di alimentazione in Ungheria

L’ufficio ungherese di regolamentazione dell’energia e dei servizi pubblici (MEKH) ha ricevuto offerte per 1.009 GWh (gigawatt-ora) di elettricità generata da risorse rinnovabili in una gara per le tariffe feed-in (FiT) disponibili per 300 GWh, ha detto MEKH lunedì. 

Le offerte potevano essere presentate nell’ambito della tariffa di alimentazione METAR dal 1 luglio fino al 30 luglio 2021. La maggior parte delle offerte riguardava l’energia solare, ma ce n’era una anche per una centrale elettrica da 0,5 MW alimentata dal gas delle discariche. La capacità combinata delle centrali nelle offerte è di 629 MW. 

Il prezzo medio ponderato dell’offerta era di 18,41 HUF per kWh (0,052 euro). Nella precedente gara METAR, nel 2020, il prezzo medio ponderato dell’offerta era di 20,66 HUF per kWh. Il presidente di MEKH, Péter Horváth, ha detto che i prezzi d’offerta sono migliori dell’anno scorso, nonostante le dimensioni più piccole della centrale e le maggiori incertezze del mercato, che riflettono lo sviluppo della tecnologia dei pannelli solari. I vincitori della gara dovrebbero essere annunciati ad ottobre o novembre. 

FONTI:

https://bbj.hu/

ARTICOLI RECENTI

A Luglio, le vendite dei negozi al dettaglio sono cresciute del 3,0%

0
retail
retail

Nel mese di luglio 2021, il volume delle vendite nel commercio al dettaglio è aumentato del 2,5% secondo i dati grezzi e del 3,0% se aggiustato per gli effetti di calendario rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel mese di luglio, i volumi di vendita corretti per gli effetti di calendario sono aumentati del 3,7% nei negozi alimentari specializzati e non specializzati, del 2,6% nel commercio al dettaglio non alimentare e dell’1,9% nella vendita al dettaglio di carburanti per autoveicoli rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

Nel periodo gennaio-luglio 2021, il volume delle vendite – sempre secondo i dati corretti per il calendario – è stato superiore del 2,1% rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente

Nel luglio 2021, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aggiustato per gli effetti del calendario:

  • Il volume delle vendite al dettaglio nazionali è aumentato del 3,0%.
  • Si registra un aumento del 3,7% nel dettaglio alimentare specializzato e non specializzato e del 5,0% nei negozi di alimenti e bevande non specializzati che rappresentano il 74% del commercio al dettaglio di alimenti e dello 0,5% nei negozi specializzati di alimenti, bevande e tabacco.
  • Il fatturato del commercio al dettaglio non alimentare è aumentato complessivamente del 2,6%.
  • Il volume delle vendite è aumentato del 7,1% nei negozi di articoli di seconda mano, del 3,3% nei negozi di tessuti, abbigliamento e calzature, del 2,4% nei negozi di prodotti farmaceutici, medici e cosmetici, dell’1,5% nei negozi non specializzati in manufatti e dello 0,8% nei negozi specializzati in libri, materiale informatico e altri.
    Il volume delle vendite è sceso del 7,6% nei negozi di mobili e di articoli elettrici.
  • Le vendite per corrispondenza e via internet, che coprono un’ampia gamma di beni e rappresentano l’8,0% delle vendite al dettaglio, hanno continuato ad espandersi in volume, del 16% per l’esattezza.
  • Il volume delle vendite nelle stazioni di servizio per autoveicoli è aumentato dell’1,9%.
  • Le vendite nei negozi di autoveicoli e di ricambi e accessori per autoveicoli non appartenenti al commercio al dettaglio sono diminuite del 15%.

A luglio 2021:

Le vendite al dettaglio nazionali ammontavano a 1.232 miliardi di HUF a prezzi correnti.

I negozi alimentari specializzati e non specializzati hanno rappresentato il 47% di tutte le vendite al dettaglio nazionali, mentre le cifre rilevanti per il commercio al dettaglio non alimentare e il commercio al dettaglio delle stazioni di servizio erano rispettivamente il 36% e il 17%.

Nel gennaio-luglio 2021, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, corretto per gli effetti di calendario:

Il volume del commercio al dettaglio è aumentato del 2,1%.

Il volume delle vendite è aumentato dell’1,8% nei negozi alimentari specializzati e non specializzati, del 3,0% nel commercio al dettaglio non alimentare e del 2,8% nel commercio al dettaglio di carburante per autotrazione.

fonte: ksh.hu

ARTICOLI RECENTI

Contaminazione alimentare di prodotto caseario. Le soluzioni assicurative a tutela delle imprese

0
le imprese casearie possono mettere in sicurezza il patrimonio aziendale da salate azioni di risarcimento grazie alla polizza RC prodotto.
le imprese casearie possono mettere in sicurezza il patrimonio aziendale da salate azioni di risarcimento grazie alla polizza RC prodotto.

In data 30 Agosto l’autorità di controllo ungherese Nébih ha ordinato il ritiro immediato dal mercato di un importante lotto di prodotti caseari.

Nello specifico è stata contestata al produttore ungherese la contaminazione microbiologica di panne acide ad uso alimentare, assieme a significative alterazioni alimentari del prodotto finito e già distribuito sugli scaffali dei supermercati.

A questa campagna di ritiro è stata data molta evidenza sulle principali testate giornalistiche e web, dove è stato chiesto di non consumare i seguenti prodotti dal 15 al 28 settembre 2021:

ANNI PANNI Tejföl, MILFINA Tejföl, RISKA Tejföl, ENJOY FREE laktózmentes Tejföl, SPAR FREE FORM Tejföl, MESÉS Tejföl, a MAGYAR Tejföl, S-BUDGET Tejföl, SISSY Tejföl, KOKÁRDÁS MAGYAR Tejföl, ARO Tejföl, M. ANNI PANNI Tejföl, RISKA SÉF Tejföl, M. KALOCSAI Tejföl, PRIVÁT Tejföl.

Le soluzioni assicurative a tutela delle aziende alimentari e ho.re.ca.

In sintesi, le imprese casearie possono mettere in sicurezza il patrimonio aziendale da salate azioni di risarcimento grazie alla polizza RC prodotto.Per approfondimenti rimando qui.

Non dobbiamo assolutamente tralasciare le aziende del settore alberghiero.Anche queste sono esposte a pesanti rischi di risarcimenti quando, in buona fede, somministrano all’interno del loro locali prodotti alimentari contaminati. Ho dedicato uno specifico approfondimento alle soluzioni assicurative per il settore ho.re.ca. qui.

I rischi dell’amministratore d’azienda

I casi di contaminazione di alimento tossico o scaduto espongono l’amministratore di un’azienda a pagare, anche di tasca propria, le spese legali a chi ha subìto un danno.

La legge ungherese applica in toto la normativa europea in tema di responsabilità finanziaria del dirigente in azienda. Le soluzioni assicurative per questa tipologia di rischi sono state trattate in questo articolo.

Infine, mi preme sottolineare che, in caso di contaminazione alimentare, a rimetterci è in primis l’immagine dell’impresa di fronte a fornitori e consumatori. Esistono specifiche coperture assicurative a tutela del brand aziendale. Nel frattempo, suggerisco molto caldamente alle aziende del settore di rivedere i massimali di copertura Rc Prodotto.

In caso di intossicazione grave e danni alla salute i consumatori danneggiati possono decidere di fare causa al produttore e a chi ha servito l’alimento contaminato a tutela della propria salute.

BMW lancerà un nuovo veicolo basato su architettura elettrica a Debrecen

0
bmw_debrecen

András Salgó, direttore delle relazioni aziendali presso la filiale ungherese del gruppo automobilistico tedesco, ha dichiarato che BMW lancerà un nuovo modello basato su un’architettura elettrica a Debrecen dalla metà del decennio 2020.

Ha poi spiegato che questa nuova generazione di architettura elettrica sarà chiamata Neue Klasse e rappresenterà un cambio di paradigma nella vita dell’azienda simile a quello dietro il modello originale del nome negli anni sessanta.

Sebbene il comune di Debrecen abbia ammesso, nelle prime fasi della crisi di Covid, che le parti si erano accordate per modificare le scadenze di diversi elementi di sviluppo in linea con il programma di investimenti di BMW, la valutazione della Commissione sulla situazione è ancora in sospeso.

Questi includevano la rete di telecomunicazioni, l’acqua potabile, le acque reflue, le acque piovane, la fornitura di gas, i collegamenti stradali e il centro intermodale. Tuttavia, nonostante le incertezze della pandemia e le note difficoltà dell’industria, il ministro degli affari e dei commerci esteri Péter Szijjártó ha confermato che lo stabilimento BMW di Debrecen sarà la chiave della strategia di elettromobilità della casa automobilistica tedesca.

Il ministro ha visitato la direzione dell’azienda a Monaco lo scorso dicembre e ha detto che l’Ungheria sarà tra i leader mondiali nell’era dell’auto elettrica, seguendo l’industria automobilistica tradizionale.
I punti interrogativi sull’investimento di Debrecen sono cominciati a venir fuori quando BMW l’anno scorso ha tagliato i suoi costi di investimento da 5,7 miliardi di euro dell’anno precedente a meno di 4 miliardi di euro, e la fabbrica è stata anche messa nella lista dei progetti rimandati.

Eppure è stato annunciato nel luglio 2018 che BMW avrebbe investito 1 miliardo di euro per costruire una fabbrica a Debrecen, impiegando 1.000 persone e producendo 150.000 veicoli con motori a combustione interna, ibridi o elettrici all’anno.

Il mercato è cambiato molto da allora, con la società madre che accusa  un calo della produzione dopo una prima metà dell’anno record, citando, per esempio, l’aumento dei prezzi delle materie prime e la carenza di circuiti semiconduttori. BMW ha venduto più auto che mai nella prima metà dell’anno e ha realizzato un profitto di 7,6 miliardi di euro.

Per il periodo luglio-dicembre, il CEO di BMW Oliver Zipse si aspetta rischi da interruzioni di fornitura e un periodo piuttosto volatile. Secondo l’amministratore delegato, BMW si aspetta di raggiungere una redditività del 9% in percentuale delle vendite per l’intero anno, dopo il 13% nella prima metà dell’anno.

I concorrenti di BMW stanno affrontando problemi simili e dopo un primo semestre forte hanno anche una prospettiva più cupa per il resto dell’anno: Daimler ha rivisto al ribasso le sue previsioni sul volume delle vendite e Audi si aspetta un calo della produzione e un aumento dell’occupazione part-time.

fonte: vg.hu
foto: dpa Picture-Alliance via AFP

ARTICOLI RECENTI

Il Governo ungherese ha lanciato un programma di sostegno alla crescita delle aziende nel mercato estero

0
internationalization
internationalization

Secondo il Ministro degli Esteri e del Commercio dell’Ungheria Szijjártó, le aziende ungheresi possono aumentare la loro quota di mercato internazionale solo se stabiliscono una presenza all’estero.

La loro espansione permetterà poi di rimpatriare i loro profitti sui mercati esteri, rafforzando così l’economia ungherese.  

“Il governo ungherese ha lanciato un programma da 10 miliardi di fiorini (27,8 milioni di euro), volto a sostenere le aziende che cercano di rafforzare la loro presenza nei mercati esteri”, ha annunciato Péter Szijjártó sulla propria pagina Facebook.

Ha inoltre sottolineato che la performance e il successo dell’economia ungherese negli ultimi anni è stato principalmente influenzato dal fatto che molti grandi investimenti aziendali internazionali sono arrivati ​​in Ungheria.

“Su suggerimento del gruppo direttivo per la ripresa economica, il governo ha quindi deciso di avviare un programma di sostegno alla crescita nel mercato estero”.

Il budget stanziato per questo scopo quest’anno ammonta a 10 miliardi di HUF. Il sostegno può ammontare al massimo alla metà dell’importo dell’investimento, ma non può superare i 4 miliardi di HUF. 

“Può essere concesso alle imprese che si impegnano ad aumentare il loro fatturato in Ungheria almeno quanto si impegnano alla stipulazione di un programma di espansione estera”, ha infine asserito il Ministro.

In pratica, possono ricevere supporto le aziende ungheresi che fondano una società o costruiscono uno stabilimento produttivo all’estero.

FONTE: Mandiner
FONTE FOTO: Inc.com

ARTICOLI RECENTI:

CHI HA IL DIRITTO AL CONGEDO PARENTALE IN EUROPA ED UNGHERIA?

0
Chi ha diritto al congedo parentale in Europa ed Ungheria?

In Ungheria, come in molti altri paesi europei, la famiglia è oggetto di importanti politiche pubbliche e tutele istituzionali. In questo contesto, il congedo parentale riveste un ruolo cruciale. Viene concesso ai genitori, di solito dopo il congedo di maternità e paternità, dando la possibilità a madri e padri di prendersi cura dei propri figli senza perdere il posto di lavoro. Tale politica esiste in tutti gli Stati membri dell’UE ed in Ungheria si chiama Gyermekgondozást segítö ellátás. L’elaborazione delle politiche e regole di ammissibilità variano in tutta l’UE e non tutte le donne e gli uomini nell’UE possono beneficiare del congedo parentale.

IL CONGEDO PARENTALE IN EUROPA

Parlando di congedo parentale, una panoramica della situazione europea è offerta dai seguenti otto punti:

  • 15 paesi limitano l’accesso al congedo parentale ai dipendenti con una breve durata del lavoro prima della nascita
  • I lavoratori autonomi non hanno diritto al congedo parentale in 10 paesi
  • 11 paesi non consentono l’accesso al congedo a genitori dello stesso sesso
  • I genitori adottivi e i genitori single hanno diritto al congedo parentale in tutta l’UE-28
  • I genitori non residenti non sono ammissibili in 11 paesi
  • 2 paesi limitano l’accesso ai non residenti attraverso condizioni di residenza
  • 2 paesi non danno accesso ai rifugiati
  • 19 paesi non danno accesso ai richiedenti asilo
Restrizioni all’accesso del congedo parentale in Europa |
Fonte: https://eige.europa.eu/publications/who-eligible-parental-leave-eu-28

In generale, il 10 % delle donne e il 12 % degli uomini lavoratori non hanno diritto al congedo parentale.

Diversi sono motivi per la non eleggibilità. Come già sottolineato, ai lavoratori autonomi viene preclusa la possibilità di godere del congedo parentale. Tra le altre restrizioni spiccano la durata del lavoro presso lo stesso datore di lavoro, i contributi di sicurezza sociale, nonché il lavoro part-time.

Non eleggibilità per il congedo parentale in Europa |
Fonte: https://eige.europa.eu/publications/who-eligible-parental-leave-eu-28

La non eleggibilità è più alta nei paesi in cui i lavoratori autonomi non sono eleggibili e dove anche i dipendenti hanno delle restrizioni. Vien da sé che la percentuale di uomini non ammissibili al congedo parentale è particolarmente elevata nei paesi in cui i lavoratori autonomi non sono ammissibili. Invece, nei paesi dove c’è il requisito dell’occupazione continua, le donne hanno una maggiore ineleggibilità rispetto agli uomini.

IL CONGEDO PARENTALE IN UNGHERIA

La situazione ungherese non sembra discostarsi di molto rispetto a quella europea. Anche in questo caso il 10% delle donne non è eleggibile per il congedo parentale, mentre la percentuale sembra decrescere per gli uomini passando da un 12% ad un 5%.

Il congedo parentale: confronto tra Europa ed Ungheria |
Fonte: https://eige.europa.eu/publications/who-eligible-parental-leave-hungary

Nel paragrafo precedente, ci siamo avvalsi di otto punti per descrivere le dinamiche europee. Qui di seguito, ne richiameremo alcuni così da fornirvi una visione d’insieme del contesto ungherese:

  • 15 paesi limitano l’accesso ai dipendenti con una breve durata di lavoro prima della nascita (compresa l’Ungheria)
  • I lavoratori autonomi non possono godere del diritto al congedo parentale in 10 paesi (non l’Ungheria, ma si applicano alcune condizioni)
  • 11 paesi non permettono l’accesso ai genitori dello stesso sesso (compresa l’Ungheria)
  • 19 limitano l’accesso ai rifugiati o ai richiedenti asilo (tra cui nessun accesso per i richiedenti asilo in Ungheria)

Va inoltre specificato che per i lavoratori familiari c’è un’ulteriore restrizione di guadagno: sono tenuti a guadagnare almeno il 30% del salario minimo.

CHI È ELEGGIBILE IN UNGHERIA?

Eleggibilità per il congedo parentale in Ungheria |
Fonte: https://eige.europa.eu/publications/who-eligible-parental-leave-hungary

Considerato quanto è stato appena detto, l’immagine di qui sopra sintetizza perfettamente la situazione ungherese in termini di congedo parentale. 

Nello specifico, possono usufruire di un tale diritto:

  • I lavoratori dipendenti, rispettando determinate condizioni
  • I lavoratori autonomi, sottostando a determinate condizioni

I non cittadini, ad eccezione dei rifugiati e richiedenti asilo

CHI NON È ELEGGIBILE IN UNGHERIA?

Le sezioni precedenti ci hanno permesso di scoprire le categorie di individui eleggibili per il congedo parentale. Tuttavia, nulla è stato detto sulla situazione concreta e reale ungherese. 

Qui, entra in gioco l’immagine sottostante. 

Non eleggibilità per il congedo parentale in Ungheria |
Fonte: https://eige.europa.eu/publications/who-eligible-parental-leave-hungary

Considerando lo stato di lavoro, il 10% di uomini e donne non è attualmente eleggibile per il citato diritto. Le percentuali iniziano però a discostarsi per genere non appena ci si sposta alle fasce d’età. Per esempio, il 35% di giovani donne e il 29% di giovani uomini non può beneficiare del congedo parentale. Lo stesso si può dire in ambito di educazione. Ciò che stupisce però è che al crescere dell’età e del livello di educazione, la disparità di genere sembra fare lo stesso. 

ARTICOLI CORRELATI:

ARTICOLI RECENTI


EQUILIBRIO DI GENERE NEGLI ORGANI DIRETTIVI NEL 2020 IN UNGHERIA ED IN EUROPA

0
Equilibrio di genere negli organi direttivi nel 2020 in Ungheria ed in Europa

Lo squilibrio di genere tra i principali responsabili delle decisioni nelle grandi società e istituzioni finanziarie è presente in tutta Europa ma in percentuali diverse da paese a paese. Ogni anno, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere – EIGE – monitora l’equilibrio di genere nelle banche centrali e nelle istituzioni finanziarie europee, e lo fa su base semestrale nelle più grandi società quotate negli Stati membri dell’UE. 

Nonostante la continua attenzione politica e mediatica, la pressione degli azionisti e un crescente corpus di conoscenze che mostrano i benefici in termini di prestazioni di un processo decisionale equilibrato di genere, le donne rimangono sostanzialmente sottorappresentate nei consigli di amministrazione aziendali, mostrando una percentuale media di presenza femminile del 30%: del 45% in Francia e neanche del 10% a Malta.

Nell’articolo riportiamo i dati emersi da un’analisi delle tendenze nell’equilibrio di genere tra i principali decisori nelle grandi società e istituzioni finanziarie in Europa aggiornata all’ottobre 2020. L’analisi di EIGE riguarda 713 società quotate in borsa, 551 delle quali registrate negli Stati membri.

PRESENZA DELLE DONNE NEI DIRETTIVI DELLE BANCHE CENTRALI IN EUROPA NEL 2020

Fonte: https://eige.europa.eu/publications/statistical-brief-gender-balance-corporate-boards-2020

In Europa, la percentuale media di donne a capo delle banche centrali è del 24,6%. Questo rappresenta un miglioramento significativo rispetto al 2003 (15,4%), quando i dati vennero raccolti sistematicamente per la prima volta, anche se il ritmo del cambiamento è lento (una media di 0,5 punti percentuali all’anno). 

La percentuale non è tra le più alte. Tuttavia, non bisogna farsi scoraggiare, soprattutto considerato i numeri registrati da stati quali Bulgaria (57,1%), Spagna (50%), e Francia (45,5%). 

Va però sottolineato che la maggior parte dei paesi dell’unione è al di sotto del 30%, impattando così a ribasso sulla percentuale media generale. EIGE ha individuato 19 paesi (70%)  al di sotto della sopra citata soglia. Tra essi si trova l’Ungheria con una partecipazione femminile del 11,1%. Inoltre, tutte le delle decisioni chiave nelle banche centrali vengono prese solo da uomini in quattro Stati membri (Cechia, Austria, Romania e Slovacchia). 

PRESENZA DELLE DONNE NEI DIRETTIVI AZIENDALI IN EUROPA NEL 2020

Fonte:  https://eige.europa.eu/publications/statistical-brief-gender-balance-corporate-boards-2020

Cambiando il settore di riferimento e considerando la presenza di donne nei consigli di amministrazione delle più grandi società europee quotate in borsa, la situazione sembra migliorare, anche se di poco. 

Come si evince dal grafico, l’Unione Europea ha registrato un 29,5% nell’ottobre del 2020 con 4,9 punti percentuali in più rispetto al numero presentato nel paragrafo precedente. Dall’ultimo aggiornamento di Aprile 2020, si ha avuto un aumento del 0,8%.

A cambiare sono anche i paesi capofila, vale a dire Francia (45,1%), Belgio (38,4%) ed Italia (38,4%), come i chiudi fila, Ungheria (9,9%), Malta (9,9%) e Estonia (8,8%). 

Solo sette Stati membri hanno intrapreso un’azione legislativa per affrontare lo squilibrio di genere nei consigli di amministrazione attraverso l’adozione di una quota di genere nazionale che stabilisce una proporzione minima per il genere sottorappresentato: Francia e Italia (40%), Belgio e Portogallo (33%), Germania e Austria (30%) e, più recentemente, la Grecia (25%). I Paesi Bassi probabilmente si uniranno a questo gruppo qualora adottino l’attuale proposta legislativa per una quota di genere del 33% applicabile ai consigli di sorveglianza delle società quotate in borsa.

Ritornando alla situazione a livello europeo, il grafico sottostante ci fornisce un’importante delucidazione. Distinguendo tra CEOs e direttori del consiglio, è possibile analizzare l’andamento delle relative quote-rosa nelle maggiori società quotate nell’UE-27. Dal 2003, la presenza femminile è cresciuta, anche se i ritmi registrati sono esigui. Annualmente, lo scostamento non supera mai il punto percentuale e a volte è anche a ribasso. Va inoltre evidenziato che nell’ottobre del 2020, a causa probabilmente della crisi epidemiologa, il numero di donne ai vertici è diminuito drammaticamente. 

Fonte:  https://eige.europa.eu/publications/statistical-brief-gender-balance-corporate-boards-2020

Presenza delle donne nei direttivi delle grandi aziende nel 2021 nei paesi Visegrád e Italia

Fonte: https://eige.europa.eu/gender-statistics/dgs/indicator/wmidm_bus_bus__wmid_comp_compbm/bar/year:2021-B1/geo:EU28,CZ,IT,HU,PL,SK/EGROUP:COMP/sex:M,W/UNIT:PC/POSITION:MEMB_BRD/NACE:TOT

In questa sezione di approfondimento, vi proponiamo un confronto tra Ungheria, Italia e i Paesi di Visegrád considerando percentuali aggiornate a maggio 2020 di uomini e donne presidenti, membri del consiglio e rappresentanti dei dipendenti.

L’Europa registra un 30,6% di presenza femminile nei direttivi delle grande aziende. Ma ciò che stupisce è l’Italia con un 39%. Come già sottolineato, l’Italia, come del resto altri paesi non oggetto di questa analisi, è riuscita a registrare un ottimo risultato grazie all’adozione di una quota di genere nazionale che stabilisce una proporzione minima per il genere sottorappresentato. Seguono la Slovacchia (25%), la Polonia (23,2%), la Repubblica Ceca (18,3%) ed, infine, l’Ungheria (10,9%).

ARTICOLI CORRELATI:

ARTICOLI RECENTI

Duna House alza gli obiettivi dopo il rapporto Q2 2021

0
duna_q2
duna_q2

Duna House Group ha raggiunto un nuovo livello nel Q2 2021: il suo fatturato trimestrale è balzato a 3,4 miliardi di HUF (+78% a/a) e il suo core EBITDA rettificato è balzato a 629 miliardi HUF (+72% a/a). L’EBITDA (margine operativo lordo) consolidato contabile del gruppo è di 512 milioni di HUF, 49% sopra lo stesso periodo nel 2020

L’utile consolidato del gruppo al netto delle imposte è aumentato del 32% a 270 milioni di HUF.

Nel secondo trimestre del 2021, tutti i segmenti intermediari hanno contribuito in modo significativo alla straordinaria crescita, stabilendo nuovi record di volume. I ricavi dell’intermediazione immobiliare sono più che raddoppiati e l’intermediazione creditizia è cresciuta del 70% rispetto allo stesso periodo del 2020, colpito da COVID-19.

L’eccezionale attività del mercato continua a riflettere gli effetti del cambiamento della domanda dovuto a COVID-19 e ai programmi governativi di sostegno alle famiglie che stanno emergendo nel mercato immobiliare ungherese.

Con un aumento del 170% dei volumi di intermediazione immobiliare e un aumento del 75% dei volumi di intermediazione di prestiti, la Polonia è attualmente il paese in più rapida crescita del Gruppo e contribuisce sempre più ai suoi eccellenti risultati. Negli ultimi quattro trimestri, ha generato un EBITDA totale di 560 milioni di HUF, di cui 209 milioni di HUF nell’ultimo trimestre. Il risultato polacco non include voci una tantum o eccezionali e il management si aspetta che continui a crescere in futuro dopo aver aggiustato gli effetti stagionali. Entro i prossimi due anni, l’EBITDA polacco potrebbe superare i risultati ungheresi.

Prezzo delle azioni DunaHouse su BSE negli ultimi 3 anni

Nell’ambito dell’attività di sviluppo immobiliare di MyCity, la prima fila del complesso di edifici a 3 file del progetto Forest Hill è tecnicamente completata. La fila 2-3 dovrebbe essere pronta per la fine dell’anno. A causa di ritardi nei processi amministrativi, il riconoscimento dei ricavi è previsto a partire dal 2022.

Sulla base degli eccellenti risultati del primo semestre, il gruppo alza la sua previsione di Core EBITDA rettificato a 2,1-2,3 miliardi di HUF e la sua previsione di Core Net Profit rettificato a 1,3-1,5 miliardi di HUF.

fonte: profitline.hu
foto: profitline

ARTICOLI RECENTI

Daimler prevede di interrompere la produzione la prossima settimana

0
Daimler
Daimler

La casa automobilistica tedesca Daimler ha dichiarato venerdì che sospenderà la produzione per la prossima settimana in diversi stabilimenti Mercedes-Benz, incluso quello di Kecskemét, nell’Ungheria centrale, a causa della scarsità di parti.


Produzione della Mercedes GLC nello stabilimento Daimler di Kecskemet, Ungheria

Daimler continua a soffrire di una carenza di chip e la situazione è peggiorata al punto tale che la produzione negli stabilimenti Mercedes-Benz di Brema e Sindelfingen non ha potuto riprendere già dal 2 agosto.

Molti dipendenti sono stati colpiti da questo problema; essi sono stati sottoposti al cosiddetto Kurzarbeitra, ovvero la riduzione dell’orario di lavoro. 

Questa soluzione si diffuse soprattutto durante lo scorso anno, durante i periodi più gravi dell’epidemia, in particolar modo nei Paesi di lingua tedesca.

La sospensione della produzione colpisce più di 12.000 persone nello stabilimento di Brema, circa 6.500 a Rastatt, circa 4.700 a Kecskemét e 25.000 a Sindelfingen, scrive Automobilwoche.

Queste quattro basi sono già state chiuse negli ultimi mesi a causa della carenza di parti.

Infatti, Daimler ha dovuto interrompere la produzione nello stabilimento Mercedes di Kecskemét per tre settimane. L’ha poi sospesa a Rastatt per due settimane e a Brema e Sindelfingen per una settimana ciascuno a causa di una carenza globale di semiconduttori.

FONTE: Autopro.hu
FONTE FOTO: NotizieAuto.it – Daimler Global Media Site

ARTICOLI RECENTI

Le forze di difesa ungheresi hanno evacuato 540 persone da Kabul

0
afghanistan
afghanistan

“Le forze di difesa ungheresi hanno evacuato 540 persone da Kabul, Afghanistan, tra cui cittadini ungheresi e afgani facenti parte delle forze ungheresi, insieme alle loro famiglie”, ha riferito  giovedì, in una conferenza stampa speciale, il ministro della Difesa ungherese Tibor Benkő.

Le forze di difesa hanno trasportato le 540 persone evacuate dall’Afghanistan, tra cui cittadini ungheresi, austriaci, afgani e americani, tramite due Airbus A319 dall’Afghanistan in Uzbekistan, dove hanno allestito una base avanzata temporanea.

Dopodiché dall’Uzbekistan, i militari hanno condotto gli sfollati in Ungheria tramite voli di linea civili di Wizz Air e della compagnia di bandiera uzbeka.

“I due aerei passeggeri militari e tutte le truppe coinvolte nell’operazione sono tornati sani e salvi in ​​Ungheria“, ha inoltre comunicato il ministro.

“Le forze di difesa ungheresi hanno iniziato la loro missione di evacuazione il 19 agosto e l’hanno portata a termine in sette giorni“, ha infine osservato Benkő.

Gli afgani che hanno aiutato le forze militari ungheresi negli ultimi 18 anni e che hanno preso contatto con le autorità ungheresi sono stati evacuati per l’87%. 

L’Ungheria, oppositrice della migrazione irregolare in Europa, ha respinto qualsiasi piano per accogliere un gran numero di rifugiati afgani. Ha affermato che evacueranno solo le persone le cui vite erano a rischio per aver sostenuto la presenza della NATO in Afghanistan.

L’Ungheria infatti è presente con truppe in Afghanistan dall’inizio della missione NATO nel 2003.

Gli Stati Uniti e gli alleati hanno esortato le persone ad allontanarsi dall’aeroporto di Kabul giovedì a causa della minaccia di un attacco dello Stato islamico mentre le truppe occidentali si affrettano a evacuare il maggior numero possibile di afgani prima del 31 agosto.

FONTE: REUTERS
FONTE FOTO: Governo Ungherese – Reuters

ARTICOLI RECENTI

MKB Bank investe in startup: lanciato un progetto da 350 milioni di fiorini

0
mkb-bank
mkb-bank

È stato lanciato il progetto di incubazione di startup denominato Fintech Factory, nell’ambito del quale MKB Bank investirà nel finanziamento di 10 startup.

Prima dell’estate MKB Fintechlab ha lanciato tre nuovi programmi: InnoAcademy, IdeaVault, Fintech Factory. L’hackathon IdeaVault aiuta a trovare le startup più intriganti che possono aggiungere valore alla banca. InnoAcademy è invece un programma di educazione all’innovazione per i dipendenti della banca riguardo a startup nuove e innovative.

“Certo, il mercato è saturo, ma allo stesso tempo un’istituzione finanziaria può svilupparsi davvero se è aperta ad innovazioni esterne e a nuove idee”, ha affermato Zoltán Ács, Innovation Manager di MKB Fintechlab, a Portfolio.hu.


Zoltán Ács, Innovation Manager di MKB Fintechlab

Di cosa tratta MKB Fintechlab e come può essere d’aiuto al settore bancario? 

Le banche sono in procinto di attraversare un periodo entusiasmante successivo alla crisi causata dalla pandemia, caratterizzata da processi grandi e lunghi guidati dallo sviluppo tecnologico. Molti prevedevano 7-8 anni fa che le grandi aziende tecnologiche avrebbero conquistato anche il settore bancario e che non avremmo avuto più bisogno di banche. 

Alla fine non è andata così, tuttavia le banche hanno a che fare con forti pressioni derivanti aziende tecnologiche come neobanche, società fintech e bigtech. 

Il compito di MKB Fintechlab è quindi legato alla costruzione di un ecosistema tecnologico finanziario attorno alla banca – con fintech, aziende digitali e cooperazione con studenti universitari – disegnato in base alle esigenze della banca. Hanno sviluppato inoltre un Partnership Program che aiuta a integrare soluzioni tecnologiche esterne nei processi bancari. 

Fintech Factory ha anche partecipato alla gara STARTUP FACTORY dell’Ufficio Nazionale per la Ricerca, Sviluppo e Innovazione ungherese che ha premiato il progetto innovativo di MKB Fintechlab affidando 300 milioni di HUF  a fondo perduto in un supporto alle migliori startup.

MKB Fintechlab startup

Come sono esattamente strutturati i finanziamenti per il programma?

Insieme alle risorse proprie necessarie per la gara, MKB Bank finanzierà 10 startup che creeranno valore per il gruppo bancario per un totale di HUF 342 milioni. Il limite del finanziamento per ogni azienda è di 60 milioni di fiorini, tuttavia hanno in programma di fare 2-3 investimenti maggiori e sostenere il resto con un importo inferiore.

Il programma di scelta delle startup da finanziare si basa su una pipeline e diversi eventi di avvio specificamente progettati. 

Oltre all’aspetto finanziario, ci sono molte cose che MKB Bank può fornire alle aziende: possono scegliere un consulente dal team di mentoring formato da professionisti riconosciuti, e anche sfruttare il loro background bancario.

Ogni startup che aggiunge valore al gruppo bancario verrà automaticamente inserita nel Programma di Partnership e con loro verrà avviato un progetto di test, che auspicabilmente porterà ad un rapporto di collaborazione professionale tra MKB Bank e startup. 

Una piccola startup appena fondata, ovviamente, da sola non riuscirà a diventare una banca nel 22° secolo. Per questo, le guida all’integrazione bancaria tramite un programma di educazione all’innovazione per i dipendenti della banca chiamato InnoAcademy. Essa infatti non può funzionare senza dipendenti che comprendono le nuove tecnologie e possono applicare le metodologie di innovazione nella pratica.

FONTE: Portfolio.hu
FONTE FOTO: Fintechzone – Goodwill Consulting

ARTICOLI RECENTI

SEGREGAZIONE, PARTECIPAZIONE E QUALITÁ DEL LAVORO IN UNGHERIA ED IN EUROPA

0
Segregazione, partecipazione e qualitá del lavoro in Ungheria ed in Europa
Segregazione, partecipazione e qualitá del lavoro in Ungheria ed in Europa

L’articolo presenta la partecipazione, segregazione e qualitá del lavoro in Ungheria evidenziando le diseguaglianze tra uomo e donna. Grazie al dominio delle disuguaglianze intersecanti, fornito da EIGE – Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere- è possibile cogliere le diverse realtà che gruppi di donne e uomini devono affrontare nell’Unione Europea. Elementi quali disabilità, età, livello di istruzione, paese di nascita e tipo di famiglia, si intersecano con il genere per creare percorsi diversi nella vita delle persone. Questo dominio non viene catturato nei calcoli del punteggio dell’Indice di uguaglianza di genere, di cui abbiamo scritto qui.

In Europa, il tasso occupazionale delle donne è ancora significativamente inferiore a quello degli uomini. Il mercato del lavoro rimane fortemente segregato per genere, e le donne tendono a trovarsi più spesso impieghi temporanei, part-time o precari. Tuttavia, la chiusura di questo divario di genere potrebbe generare notevoli guadagni a lungo termine per l’economia dell’UE, pari a ben il 10% del suo prodotto interno lordo entro il 2050. 

In questo contesto, viene spontaneo chiedersi quale sia la situazione lavorativa in Ungheria. Grazie al dominio delle disuguaglianze intersecanti, ci viene data la possibilità di scoprirlo. 

Qui sotto vi presenteremo una serie di grafici e dati inerenti la partecipazione, segregazione e qualità del lavoro in Ungheria, evidenziando le disuguaglianze tra uomo e donna.

LA PARTECIPAZIONE LAVORATIVA IN UNGHERIA

Iniziamo descrivendo il livello di partecipazione lavorativa in Ungheria. In tal senso, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere ha provveduto alla sua misurazione ricorrendo al “tasso di occupazione equivalente a tempo pieno”. Il tasso di occupazione equivalente a tempo pieno altro non è che un’unità usata per misurare gli occupati con l’obiettivo di renderli comparabili nonostante possano lavorare un diverso numero di ore alla settimana. L’unità è ottenuta confrontando il numero medio di ore lavorate di un dipendente con il numero medio di ore lavorate da un lavoratore a tempo pieno. Pertanto, un lavoratore a tempo pieno è contato come un FTE, mentre un lavoratore part-time in relazione alle ore di lavoro.

Partecipazione lavorativa in Ungheria
Partecipazione lavorativa in Ungheria |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

Considerando i nativi di nascita, la situazione si mostra interessante. I numeri sembrano essere favorevoli sia per le donne che per gli uomini ungheresi. Infatti, facendo un confronto tra i paesi dell’UE e l’Ungheria, è chiaro che quest’ultima abbia registrato un maggiore numero di occupati a tempo pieno. Nello specifico, il tasso di impiego equivalente è superiore del 3,9% per le donne e del 5,9% per gli uomini. Tuttavia, non bisogna scordarsi del fine ultimo di questo articolo, vale a dire evidenziare le disuguaglianze di genere. Nonostante l’ottimo punteggio registrato dall’Ungheria, il distacco tra uomo e donna è di ben 17,3%, mentre in EU del 15,3%. 

Per quanto riguarda i residenti nati all’estero, i dati sull’Ungheria ancora una volta primeggiano. Il distacco percentuale tra tassi d’impiego è di 4,2 punti per le donne e di 3,4 punti per gli uomini. In questo caso, i numeri sembrano essere favorevoli verso il sesso femminile. Ciò nonostante, va osservato che la differenza tra sessi è più che sostanziosa: 20.1% in Ungheria e 20.9% in UE. 

Infine, EIGE ha deciso di fare un’ulteriore distinzione tra residenti nativi europei e nativi extra-europei. Nel primo caso, il tasso occupazionale equivalente femminile è leggermente superiore per l’UE (+0,2%), mentre il tasso maschile risulta maggiore per l’Ungheria (+5%). Da notarsi l’eccessiva discrepanza tra donne e uomini: 24,8% in Ungheria e 19,6% in EU. La situazione sembra essere la medesima per i residenti nativi extra-europei, se non fosse per un divario tra il tasso occupazionale femminile in UE ed in Ungheria dell’8,3%.

LA SEGREGAZIONE E LA QUALITÁ DEL LAVORO IN UNGHERIA

Inquadrare il mondo lavorativo di un paese non è certo semplice. Per farlo, oltre ad analizzare il tasso di occupazione, è fondamentale definire il grado di segregazione come la qualità del lavoro. 

Abbiamo già detto che le donne di tutta Europa tendono ad avere lavori temporanei, part-time o precari. Ciò che non è stato detto è che i lavori in questione interessano principalmente determinati settori quali educazione, sanità ed attività sociali. Con l’obiettivo di analizzare la segregazione di genere in Ungheria, come in Europa, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere ha deciso di mettere a confronto le persone impiegate nei sopra citati settori.

Employed people in education, human health and social work activities
Employed people in education, human health, and social work activities |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

In generale, la situazione sembra essere la medesima per tutte e quattro le categorie analizzate. Sia per l’Europa che per l’Ungheria, il distacco tra donne e uomini è impressionante. 

Considerando per esempio i nativi d’origine, il 19,3% di donne ungheresi in più lavora in scuole, ospedali piuttosto che centri sociali, mentre la percentuale sembra aumentare per l’UE raggiungendo il 23%. 

Lo stesso succede per i residenti nati all’estero (HU+21,2% | UE+18,3%), europei (HU+18,8% | UE+17,8%) ed extra-europei (HU+26,9% | UE+18,7%).

In questo contesto, bisogna evidenziare che l’Ungheria ha registrato quasi sempre una maggiore segregazione di genere con un distacco medio dai dati europei del 2,1%

In termini di qualità del lavoro, lo strumento delle disuguaglianze intersecanti considera l’indice di prospettiva di carriera e la possibilità di assentarsi durante l’orario lavorativo per motivi personali o familiari. 

L’indice di prospettiva di carriera combina diversi indicatori quali lo stato occupazionale (lavoratore autonomo o dipendente), il tipo di contratto, le prospettive di avanzamento di carriera, la probabilità percepita di perdere il proprio lavoro e l’esperienza di ridimensionamento nell’organizzazione. È misurato su una scala 0-100, dove più alto è il punteggio, più alta è la qualità del lavoro.

Indice di prospettiva di carriera
Indice di prospettiva di carriera |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

Contrariamente a quanto scoperto nelle sezioni precedenti, uomini e donne, sia in Ungheria che in Europa, hanno registrato punteggi simili. Da notare è che in Ungheria le donne hanno migliori prospettive di lavoro, nonostante il distacco sia più che esiguo (0,8%).

Parlando di possibilità di assentarsi durante l’orario lavorativo, EIGE ha posto un quesito ai suoi intervistati, vale a dire: “Direbbe che, per lei, prendere un’ora o due di pausa durante l’orario di lavoro per occuparsi di questioni personali o familiari è…? 1. Molto semplice, 2. Abbastanza facile, 3. Abbastanza difficile, 4. Molto difficile.” Con una semplice domanda, l’istituto è riuscito a rafforzare i dati ed informazioni raccolti riguardanti la qualità del lavoro. Anche in questo caso la disparità tra uomo e donna sembra essere limitata, sia per Europa (4,7%) che per Ungheria (2,9%) e l’Ungheria ha registrato dei valori migliori.

Possibilità di assentarsi
Possibilità di assentarsi |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

ARTICOLI CORRELATI:

ARTICOLI RECENTI

Il ministro degli esteri Péter Szijjártó accoglie il direttore generale dell’OMS: il danno sanitario, economico e sociale della prossima ondata dipenderà dai non vaccinati

0
oms_szijarto
oms_szijarto

Il Ministro degli esteri Péter Szijjártó ha dichiarato che il coronavirus è la sfida dell’epoca, per questo motivo ha anche invitato il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Gebrejeszusz a parlare alla conferenza annuale degli ambasciatori ungheresi.

Un accordo di cooperazione è stato firmato tra il governo ungherese e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per promuovere la cooperazione contro le crisi umanitarie globali, rafforzare l’assistenza medica di emergenza e sviluppare capacità locali ben preparate, sostenibili e resilienti. Il documento è stato firmato dal direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Gebrejus e daPeter Szijjártó, seguito da una conferenza stampa congiunta.

Péter Szijjártó: l’OMS ha superato il test a pieni voti

Dallo scoppio della pandemia, Gebrejeszusz ha visitato solo tre paesi come direttore generale dell’OMS, e l’Ungheria è il terzo, ha affermato Szijjártó. Ha chiamato il coronavirus la crisi del nostro tempo e ha annunciato di aver invitato Gebreijsus a tenere il discorso di apertura alla conferenza annuale degli ambasciatori ungheresi.

Molte delle difficoltà sono alle spalle, ha continuato il ministro, ma alcune sono ancora davanti, ed è impossibile sapere esattamente quante. Una quarta ondata dell’epidemia è sicuramente in arrivo, e l’esperienza dimostra che solo la vaccinazione può proteggere da essa. 

Quindi, secondo Zijjártó, spetta alle persone attualmente non vaccinate decidere quanti danni sanitari, economici e sociali causerà la prossima ondata.

Il ministro degli Esteri ha lodato a lungo l’indipendenza dell’OMS, contrapponendola ad altre organizzazioni mondiali, che a suo dire stanno conducendo guerre ideologiche per interessi geopolitici. Tuttavia, l’OMS ha fatto un ottimo lavoro, secondo Szijjártó.

Szijjártó ha anche rivelato diverse cifre, tra cui che l’Ungheria ha un totale di 8 milioni di dosi di vaccini in magazzino e finora ha donato circa 1,5 milioni di dosi ad altri paesi.

La fabbrica nazionale dei vaccini sarà completata non prima della fine del 2022, quando i vaccini Sinopharm e Sputnik V dovrebbero essere prodotti qui in un processo “fill & finish”.

In seguito, la maggior parte della produzione potrebbe avvenire in Ungheria e la fabbrica produrrà anche vaccini contro altri virus oltre al coronavirus.

Tedros Adhanom Gebrejeszusz : l’epidemia non finirà mai finché non sarà finita ovunque

“Buongiorno”, ha detto Tedros Adhanom Gebrejeszusz in ungherese. Il direttore generale si è congratulato con il governo ungherese e la popolazione per l’alta copertura vaccinale e ha detto che ha un debito di gratitudine e rispetto verso gli operatori sanitari. Dobbiamo anche molto a Katalin Karikó, ha continuato, per il suo lavoro sul vaccino mRNA.

Gebrejus ha anche parlato della quarta ondata:

In molti paesi, una volta ridotto il numero di casi, non sono rimasti vigili, quindi il coronavirus potrebbe tornare.
L’epidemia si potrà dire finita solo quando sarà finita ovunque, quindi il controllo può avere successo solo quando tutto il mondo è stato vaccinato.

Ha quindi criticato i paesi del G20 per non aver permesso di produrre abbastanza vaccini per raggiungere tutti i paesi. Ha affermato che il 75% dei 4,5 miliardi di dosi di vaccino somministrate in tutto il mondo è stato somministrato in 10 paesi, mentre in tutta l’Africa, appena il 2% delle persone ha ricevuto il vaccino. Questo nonostante il fatto che molti paesi hanno i soldi per i vaccini, ma ancora non hanno accesso ad essi.

Ecco perché Gebrejus sospenderebbe anche il terzo vaccino per due mesi in casi non specificamente giustificati da un punto di vista sanitario, in modo che gli altri possano averne almeno uno o due. L’efficacia della vaccinazione di richiamo non è comunque provata, secondo Gebrejus. L’obiettivo dell’OMS è che tutti i paesi abbiano almeno il 10% della loro popolazione vaccinata entro la fine di settembre, per raggiungere il 40% entro la fine dell’anno e il 70% entro la metà del prossimo anno.

fonte: hvg.hu – it.euronews.com
foto: infostart.hu

ARTICOLI RECENTI

In Ungheria si registrano aumenti degli affitti di quasi 10.000 HUF in diverse città universitarie

0
affitti_ungheria
affitti_ungheria

Secondo una sintesi di ingatlan.com, la stagione estiva degli affitti ha portato a una ripresa del mercato ungherese degli affitti, che presenta i risultati di luglio dell’indice degli affitti KSH-ingatlan.com e dei prezzi sul mercato dell’offerta a metà agosto.

Lo avevamo anticipato, inoltre, in un precedente articolo.

Secondo l’indice degli affitti di KSH-ingatlan.com, gli affitti sul mercato dell’offerta sono aumentati del 2,7% il mese scorso a livello nazionale rispetto a giugno, con Budapest che mostra un aumento del 2,4%. Gli affitti medi sono aumentati di più dell’8% dal loro minimo di gennaio di quest’anno.

Ci si aspettava una ripresa e che anche gli affitti sarebbero aumentati, soprattutto a causa dell’inizio della stagione estiva degli affitti a luglio, con gli studenti che entrano sul mercato della domanda.

Anche se gli studenti sono fondamentalmente i principali creatori di domanda nei mesi estivi, il mercato della domanda è anche stimolato da potenziali affittuari che cercano lavoro in città. Con la ripresa dopo l’epidemia di coronavirus, un maggior numero di impiegati che si trasferiscono da altri luoghi cercano nuovi alloggi nelle città universitarie

– ha dichiarato László Balogh, capo economista di ingatlan.com. Ha aggiunto inoltre che:

Rispetto alle medie del 2015, l’indice degli affitti ha mostrato che gli affitti nazionali erano più alti del 38% nel luglio di quest’anno, mentre quelli di Budapest erano più alti del 30%, ma questo è ancora al di sotto del record raggiunto nel gennaio 2020, quando sia l’indice nazionale che quello della capitale erano ben il 40% più alti del 2015.

L’analisi di ingatlan.com mostra anche che il numero di persone interessate ad affittare quest’anno (nei primi 8 mesi del 2021) anche se in calo su base annua, è in aumento del 3% rispetto al livello pre-pandemico dello stesso periodo del 2019. A metà agosto, gli inquilini di tutta la nazione avevano una scelta di quasi 19.000 appartamenti in affitto. A Budapest, più di 13.000 proprietà erano in offerta, mentre nelle capitali di contea c’erano più di 3.600 proprietà tra cui scegliere.

A Budapest, l’affitto di appartamenti e case offerti in affitto a metà agosto era di 145.000 huf, una diminuzione di 5.000 huf rispetto ad agosto 2020 e una diminuzione di 20.000 huf rispetto allo stesso periodo del 2019.

Secondo un’analisi di ingatlan.com, a metà agosto, tra le principali città universitarie:

  • Debrecen ha avuto un affitto medio di 120.000 huf sul mercato dell’offerta, rispetto ai 110.000 huf  di un anno prima.
  • A Szeged, l’affitto medio degli appartamenti pubblicizzati per l’affitto è anche aumentato di 10.000 huf, da 100.000 a 110.000 huf
  • Le sublocazioni a Pécs sono state offerte dai proprietari a 100.000 huf, anche questo un aumento di 10.000 huf su base annua.
  • A Miskolc, invece, l’affitto medio era di 90.000 huf, il che indica ua stagnazione.

fonte: ingatlan.com/vg.hu

ARTICOLI RECENTI

Il governo ungherese impone la certificazione di tutti gli alloggi commerciali

0
accomodation_budapest
accomodation_budapest

L’agenzia di stampa statale MTI riporta che il governo ungherese ha reso obbligatoria la certificazione di tutti gli alloggi commerciali in Ungheria e ha ampliato la portata dei requisiti di fornitura dei dati nel settore del turismo in un decreto pubblicato nell’ultimo numero della gazzetta ufficiale Magyar Közlöny.

Il decreto fissa le scadenze per iniziare il processo di certificazione: 

  • al 31 dicembre 2021 gli hotel e i bed and breakfast; 
  • al 30 giugno 2022 per i campeggi e le case di villeggiatura;
  • al 1° gennaio 2023 per le case di riposo e altri alloggi. 

Prima della pubblicazione del decreto, l’Agenzia Ungherese del Turismo ha detto che le misure mirano a garantire che a tutti i tipi di alloggi commerciali sia assegnata una “certificazione affidabile” basata su “criteri oggettivi”. 

Inoltre, la prima certificazione sarà gratuita. Il decreto estende anche la fornitura di dati obbligatori che già si applica agli alloggi commerciali agli stabilimenti di ristorazione e alle attrazioni turistiche. L’Agenzia del Turismo Ungherese ha dichiarato che questo passo mira a offrire un supporto basato sui dati al settore e a spremere le imprese che operano nell’economia grigia.

fonte: MTI / BBJ
foto: mybudapesthome.com

ARTICOLI RECENTI

OLTRE 30000 VISITATORI AL DEBRECEN FARMER EXPO 2021

0
debrecen farmer expo
debrecen farmer expo
Debrecen Farmer Expo

L’interesse per il Debrecen Farmer Expo di quest’anno è stato straordinario. Il 30° anniversario della fiera internazionale dell’agricoltura e dell’industria alimentare, conclusasi venerdì, è stata visitata da più di trentamila persone. Quest’anno si è tenuta nel campus dell’università Böszörményi.

László Vaszkó, direttore della fiera, ha affermato a MTI che “L’expo ha dimostrato ancora una volta che non esiste un modello di business più prezioso di quello creato da relazioni personali tra professionisti e parti interessate“.

Soddisfatti anche dal punto di vista commerciale la maggior parte delle oltre 330 aziende espositrici dislocate nei 16.000 metri quadri. Molti dei loro macchinari, infatti, hanno trovato proprietario, e la maggior parte dei piccoli produttori ha venduto tutti i loro prodotti.

C’era un interesse particolarmente alto per i programmi professionali, infatti, più di duecento persone hanno partecipato alla conferenza della Camera dell’Agricoltura e dell’Economia. C’erano anche più di cento visitatori ai forum professionali per la gestione dei pascoli e della zootecnia – ha aggiunto László Vaszkó.

Forte interesse verso il know-how e la specializzazione

Secondo László Vaszkó, al Debrecen Farmer Expo di quest’anno è stata posta particolare enfasi sulla conoscenza e sullo sviluppo professionale nel settore.

Il ministro dell’Agricoltura István Nagy ha affermato quindi in fiera che “un’agricoltura di successo può realizzarsi solamente in possesso di conoscenze adeguate”.

In questa linea, è stato concluso un accordo di cooperazione in materia di formazione professionale tra l’organizzazione della contea della Camera nazionale di economia agricola (NAK) e la Facoltà di agricoltura, scienze alimentari e gestione ambientale dell’Università di Debrecen (DE). 

Il primo accordo offre l’opportunità di lavorare insieme in una serie di aree professionali, grazie alla quale la specializzazione di professionisti può iniziare già nel loro periodo di formazione.

Il secondo, invece, facilita l’accesso alla Facoltà di Agraria per gli studenti che hanno frequentato l’Istituto secondario di formazione professionale in agraria.

FONTE: Agroinform.hu
FONTE FOTO: Farmerexpo.hu

ARTICOLI RECENTI

LO SCENARIO DELL’EGUAGLIANZA DI GENERE IN UNGHERIA: CONFRONTO CON ITALIA E PAESI DI VISEGRÁD.

0
Lo scenario dell'eguaglianza di genere in Ungheria: confronto con Italia e paesi di Visegrád
Lo scenario dell'eguaglianza di genere in Ungheria: confronto con Italia e paesi di Visegrád

L’indice sull’uguaglianza di genere è un indicatore composito che misura il complesso concetto di uguaglianza di genere e, sulla base del quadro politico dell’Unione Europea, aiuta a monitorarne i progressi nel tempo. Nelle prossime 4 settimane copriremo la tematica con al centro la situazione ungherese. Nel primo articolo compariamo lo scenario dell’eguaglianza di genere in Ungheria con Italia e i paesi di Visegrád.

La disuguaglianza di genere ancora oggi è importante argomento di discussione. In questo contesto, EIGE, l’Istituto Europeo per l’uguaglianza di genere, ha introdotto l’indice sull’uguaglianza di genere. Grazie a questo strumento è così possibile monitorare le disparità tra uomo e donna nei paesi dell’Unione Europea. Questo, si basa sull’analisi di molteplici indicatori relativi ad alcune aree specifiche, i cosiddetti domini. I domini rappresentano ambiti della vita quotidiana in cui le donne rischiano di trovarsi in condizioni di svantaggio rispetto agli uomini. In totale, è possibile distinguere sei domini:

  1. Lavoro, per cui vengono analizzati, tra gli altri, il tasso di disoccupazione e la durata media della vita lavorativa
  2. Denaro, che comprende indicatori quali lo stipendio medio e gli individui a rischio povertà
  3. Conoscenza, che si basa sui dati relativi al titolo di studio
  4. Tempo, che considera le abitudini degli individui riguardo il lavoro di cura e la socialità
  5. Potere, che racchiude dati sulla presenza di uomini e donne ai vertici della sfera politica, economica e sociale
  6. Salute, che valuta sia le possibilità di accesso ai servizi sanitari, sia lo stato di salute degli individui

A questi si aggiungerà un settimo dominio, quello relativo alla violenza contro le donne per il quale i primi dati saranno disponibili solo nel 2023.

Obiettivo primario di questo articolo è di fare un confronto tra la disuguaglianza di genere in Ungheria, Italia ed i Paesi di Visegrád. In tal senso, i paragrafi che seguono andranno ad inquadrare e descrivere le singole situazioni per poi fare un confronto generico.

UNGHERIA

Indice sull'uguaglianza di genere - Panoramica sull'Ungheria
Indice sull’uguaglianza di genere – Panoramica sull’Ungheria |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/CZ

Con 53 punti su 100, l’Ungheria occupa il 27° posto nella classifica sull’indice di uguaglianza di genere. Il punteggio dell’Ungheria è di 14,9 punti al di sotto del punteggio dell’Unione Europea. Dal 2010, il suo punteggio è aumentato di soli 0,6 punti, con un aumento leggermente superiore di 1,1 punti dal 2017. Inoltre, la classifica del paese è scesa di tre posizioni dal 2010.

In termini di migliore prestazione, i punteggi dell’Ungheria sono più alti nei domini della salute (87 punti) e del denaro (72 punti), sebbene questi siano alcuni dei punteggi più bassi rispetto ad altri paesi (rispettivamente 15° e 23°).

Va poi sottolineato che il paese ha il punteggio più basso dell’UE nel dominio del potere (22,2 punti), classificandosi all’ultimo posto sin dal 2015.

Nonostante il dominio del potere abbia riportato risultati non soddisfacenti, altri domini si sono contraddistinti per dati più che positivi. Il dominio della conoscenza, per esempio, ha registrato un consistente miglioramente (+2,9 punti) dal 2010 così da scalare la classifica di tre posizioni. 

Continuando a consultare il sito dedicato (https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/HU), è inoltre possibile identificare i principali punti salienti o, meglio, gli elementi caratterizzanti della disuguaglianza di genere in Ungheria.

Nello specifico, distinguendo tra elementi positivi e negativi, scopriamo che:

Indice sull'uguaglianza di genere - Caratteristiche positive e negative - Ungheria
Indice sull’uguaglianza di genere – Caratteristiche positive e negative – Ungheria |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/HU

REPUBBLICA CECA

Indice sull'uguaglianza di genere - Panoramica sulla Repubblica Ceca
Indice sull’uguaglianza di genere – Panoramica sulla Repubblica Ceca |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/CZ

Con 56,2 punti su 100, la Repubblica Ceca è al 23° posto nell’Indice di uguaglianza di genere. Il suo punteggio è di 11,7 punti inferiore a quello dell’UE. Dal 2010, il punteggio della Cechia è aumentato di soli 0,6 punti. La maggior parte dell’aumento (0,5 punti) è stato ottenuto dal 2017. La classifica del paese è scesa di nove posti dal 2010.

Il punteggio più alto della Repubblica Ceca è nel campo della salute (86,3 punti), anche se questo è uno dei punteggi più bassi rispetto ad altri paesi (18° posto).

Dal 2010, i punteggi della Repubblica Ceca sono migliorati maggiormente nei domini del tempo (+ 3,5 punti), del denaro e della conoscenza (+ 3 punti in entrambi).

Come per l’Ungheria, il punteggio più basso della Cecenia è nel campo del potere (27,7 punti). Questo è uno dei punteggi più bassi tra tutti i paesi (26° posto). In questo contesto, il punteggio della Cecenia è peggiorato nel campo del potere (- 3,3 punti) dal 2010. Nella sua classifica è scesa dal 16° al 26° posto.

In generale, la situazione ceca potrebbe così descriversi, andando a distinguere tra punti positivi e negativi:

Indice sull'uguaglianza di genere - Caratteristiche positive & negative - Repubblica Ceca
Indice sull’uguaglianza di genere – Caratteristiche positive & negative – Repubblica Ceca |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/CZ

SLOVACCHIA

Indice sull'uguaglianza di genere - Panoramica sulla Slovacchia
Indice sull’uguaglianza di genere – Panoramica sulla Slovacchia |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/SK

Con 55,5 punti su 100, la Slovacchia è al 25° posto nell’UE sull’Indice di uguaglianza di genere. Il punteggio della Slovacchia è di 12,4 punti al di sotto di quello dell’UE. Dal 2010, il suo punteggio è aumentato di soli 2,5 punti. La maggior parte di questo aumento (1,4 punti) è stato ottenuto dal 2017. La classifica della Slovacchia è scesa di due posti dal 2010.

I punteggi della Slovacchia sono più alti nei domini della salute (85,5 punti) e del denaro (75,1 punti). Dal 2010, i punteggi della Slovacchia sono migliorati maggiormente nei domini del tempo (+ 6,4 punti) e del denaro (+ 4,9 punti). Inoltre, dal 2017, la Slovacchia ha guadagnato 2,8 punti nel dominio del potere.

Le disuguaglianze di genere sono più pronunciate nei domini del potere (29,6 punti) e del tempo (46,3 punti). In questi domini, la Slovacchia è al 25° e 26° posto, rispettivamente. Non è un caso se nel campo del potere la posizione della Slovacchia è scesa di sei posti.

Una panoramica generale e onnicomprensiva della situazione attuale della Slovacchia è data dall’immagine di qui sotto.

Indice sull'uguaglianza di genere - Caratteristiche positive & negative - Slovacchia
Indice sull’uguaglianza di genere – Caratteristiche positive & negative – Slovacchia |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/SK

POLONIA

Indice sull'uguaglianza di genere - Panoramica sulla Polonia
Indice sull’uguaglianza di genere – Panoramica sulla Polonia |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/PL

Con 55,8 punti su 100, la Polonia è al 24° posto nell’UE sull’Indice di uguaglianza di genere. Il punteggio della Polonia è di 12,1 punti sotto il punteggio dell’UE. Dal 2010, il suo punteggio è aumentato di soli 0,3 punti, con un aumento leggermente superiore (+ 0,6 punti) dal 2017. La classifica della Polonia è scesa di nove posti dal 2010.

I punteggi della Polonia sono più alti nei domini della salute (83,1 punti) e del denaro (75,5 punti). Tuttavia, questi punteggi sono tra i più bassi dell’UE (rispettivamente 23° e 18° posto).

Gli stessi domini sono stati protagonisti dei maggiori miglioramenti dal 2010: denaro (+ 6,0 punti) e salute (+ 1,5 punti). È in questo contesto che la classifica della Polonia nel settore del denaro è migliorata di quattro posti dal 2010.

Le disuguaglianze di genere sono più pronunciate nei domini del potere (30,0 punti) e del tempo (52,5 punti). In questi campi, la Polonia è al 23° e 20° posto, rispettivamente, nell’UE.

Dal 2010, i punteggi della Polonia sono diminuiti nei settori del tempo (- 1,7 punti), del potere (- 0,6 punti) e della conoscenza (- 0,6 punti). Il progresso si è fermato nel campo del lavoro (+ 1,0 punti).

Ovviamente, nel corso degli anni l’EIGE ha potuto appurare sia aspetti positivi che negativi. Una sintesi di essi viene fornita dalla seguente grafica:

Indice sull'uguaglianza di genere - Caratteristiche positive & negative - Polonia
Indice sull’uguaglianza di genere – Caratteristiche positive & negative – Polonia |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/PL

ITALIA

Indice sull'uguaglianza di genere - Panoramica sull'Italia
Indice sull’uguaglianza di genere – Panoramica sull’Italia |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/IT

Con 63,5 punti su 100, l’Italia è al 14° posto nell’UE sull’Indice di uguaglianza di genere. Il suo punteggio è di 4,4 punti inferiore a quello dell’UE. Dal 2010, il punteggio dell’Italia è aumentato di 10,2 punti (+ 0,5 punti dal 2017). L‘Italia sta progredendo verso l’uguaglianza di genere a un ritmo più veloce di altri Stati membri dell’UE. La sua classifica è migliorata di otto posti dal 2010.

I punteggi più alti dell’Italia sono nei domini della salute (88,4 punti) e del denaro (79 punti), in cui si colloca al 12° e 15° posto rispetto agli altri Stati membri.

Dal 2010, i punteggi dell’Italia sono migliorati maggiormente nei settori del potere (+ 23,6 punti) e della conoscenza (+ 8,1 punti). La sua classifica è salita di otto e nove posti, rispettivamente, in questi settori.

Le disuguaglianze di genere sono più pronunciate nei settori del potere (48,8 punti), del tempo (59,3 punti) e della conoscenza (61,9 punti). 

L’Italia ha il punteggio più basso dell’UE nel dominio del lavoro (63,3 punti).

Si registrano invece meno progressi nel campo del denaro (+ 0,1 punti) dal 2010. La sua posizione in classifica non è cambiata (15° posto).

Una visione d’insieme è data dall’immagine che segue, facendo un confronto tra vittorie e sconfitte registrate dal 2010. 

Indice sull'uguaglianza di genere - Caratteristiche positive & negative - Italia
Indice sull’uguaglianza di genere – Caratteristiche positive & negative – Italia |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/IT

È TEMPO DI UN CONFRONTO

Nei paragrafi precedenti, vi abbiamo bombardato di informazioni, dati e statistiche. 

Così, per facilitarne la comprensione, abbiamo deciso di inserire una sezione riassuntiva che potesse chiarire eventuali dubbi o perplessità.

Nello specifico, abbiamo deciso di centrare la discussione finale intorno ai domini del potere, soldi e lavoro.

Dall’immagine di qui sotto, è chiaro che l’Italia stia al passo con l’Unione Europea in termini di uguaglianza sociale, distaccandosi da essa di pochi punti. Per quanto riguarda invece i paesi di Visegrád, la Polonia primeggia in termini di potere e lavoro, mentre la Repubblica Ceca per i soldi. Va però sottolineato che, considerando il dominio del potere, i suddetti paesi si distanziano di molto dal punteggio europeo. Infine, analizzando i risultati dell’Ungheria, si potrebbe affermare che la strada da percorrere sia ancora lunga, soprattutto nelle categorie del potere e dei soldi.

Indice sull'uguaglianza di genere - Il confronto
Indice sull’uguaglianza di genere – Il confronto

PER CONCLUDERE…

Qualora ne volessi sapere di più, la piattaforma EIGE propone un gioco online per confrontare i dati in modo interattivo. Inserisci il tuo sesso e il tuo paese di nascita per vedere come potrebbe essere la tua vita (https://eige.europa.eu/gender-equality-index/game/IT/W).

Indice sull'uguaglianza di genere - Il gioco online
Indice sull’uguaglianza di genere – Il gioco online

Non manca nemmeno l’occasione di imparare qualcosa di nuovo. L’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere ha messo a disposizione una guida  per aumentare le competenze in materia di uguaglianza di genere dei dipendenti della pubblica amministrazione.

L’obiettivo di questa guida altro non è che fornire ai partecipanti le conoscenze, competenze e i valori per contribuire all’efficace attuazione delle strategie di mainstreaming di genere nel loro campo, organizzazione, istituzione o paese.

Per chi fosse ulteriormente interessato all’argomento, consigliamo la pagina GE Academy (Horizon 2020) nella quale si possono trovare interessanti approfondimenti.

Inoltre, non perdete l’occasione di leggere l’articolo correlato intitolato “SUL GENDER GAP SALARIALE E LE DONNE MANAGER. INTERVISTA CON LA SOCIOLOGA BEATA NAGY” : http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/gender-gap-salariale-e-donne-manager-intervista-con-beata-nagy/

ARTICOLI RECENTI

FESTA DI SANTO STEFANO D’UNGHERIA. IL PROGRAMMA COMPLETO DEL 20 AGOSTO A BUDAPEST

0
santo_stefano
santo_stefano

Il 20 Agosto ricorre  una festa nazionale ungherese. Si festeggia, infatti, la costituzione dello stato ungherese cristiano che fu fondato dal primo re ungherese Stefano I (970-1038). Lui stesso in questo giorno nel 1083 fu canonizzato dalla Chiesa Cattolica diventando il patrono d’Ungheria.
Per questo motivo viene chiamata la festa di Santo Stefano. (fonte Wikipedia)

Si festeggia, inoltre,  la fine della raccolta del grano e il primo pane di questa raccolta viene sfornato proprio in questo giorno.

fonte: budapestpulse.com [fireworks) / welovebudapest.com [skydiver] / dailynewshungary [bread]

In occasione di questa festività vengono organizzati diversi eventi, concerti, e spettacoli in tutto il paese, anche per piú giorni, per esempio a Budapest:

  • Il Festival dei Mestieri al Castello di Buda dal 20 al 22 agosto dove faranno vedere al pubblico i mestieri di una volta, l’entrata é gratuita
  • Csárda Festival in Piazza Vörösmarty sempre dal 20 al 22 agosto, con bancarelle gastronomiche dal bacino Kárpát,  e programmi di folclore interessanti sia per gli ospiti nazionali che esteri.
  • Il 20 agosto dalle 9 alle 12 e il 21 agosto dalle 10 alle 16 si potrá visitare  gratuitamente la Sacra Corona al Parlamento, senza necessità di  registrazione. Bisogna tuttavia prendere in considerazione che ci sará la fila!
  • La Via dei Sapori Ungheresi si terrá davanti al Várkert Bazár dal 20 al 22 agosto. Si presentano con stand gastronomici le varie culture  che vivono in Ungheria. In alcune casette di legno vengono cucinati  in loco cibi classici ungheresi. Proprio qui si potrà  assaggiare la Torta d’Ungheria anche in versione senza zucchero. Si tratta di una gara tra le pasticcerie ungheresi, che da 15 anni preparano una torta per questo evento. Nel 2021 ha vinto un pasticcere di Budapest, la torta si chiama ’Girasole’.
  • Food Truck Show Hungary tra il 19 e il 21 agosto in Piazza Szabadság. Si tratta di una vera e propria esperienza gastro, accompagnata da concerti di musica di strada  di Veszprém.

IL PROGRAMMA DEL 20 AGOSTO

  • 08:00  – Alzabandiera formale in Piazza Kossuth davanti al Parlamento
  • 09:00-09:45 – Dimostrazione aerea e acquatica eseguita da aerei militari e civili sopra il Danubio
  • 09:00-19:00 – Al Castello di Buda si presenta la storia di 7 personaggi storici
  • 09:00-23:00 –  programmi militari (musiche, abiti e giochi di una volta) al Castello di Buda in Piazza Kapisztrán di fronte al Museo Militare
  • 10.00 – tra Piazza Oktogon e Piazza degli Eroi sfilata musicale (tipo show) raccontando la storia della fondazione d’Ungheria
  • 17:00 – messa cattolica alla Basilica durante la quale La Santa Destra (le ossa) di Santo Stefano viene portata fuori dalla cappella in una bellissima portareliquia e portata in giro facendo cosí la benedizione alla gente. Durante le messe fatte nelle chiese diverse nel paese fanno la benedizione del Pane Nuovo.
  • 21:00 – Fuochi d’artificio. Quest’anno dureranno 35 minuti, i razzi più grandi verranno avviati dal ponte Margherita e Petőfi, il fuoco greco dal ponte della Libertá ed Elisabetta. In totale sono stati ordinati 40.000 razzi per questa occasione, che verranno avviate tra l’altro da più di 60 natanti. La Galleria Nazionale e il Parlamento verranno dipinti di luce.

fonte: szentistvannap2021.hu / programturizmus.hu
foto: budapestpulse.com / welovebudapest.com

ARTICOLI RECENTI


IL FATTURATO DELE PMI UNGHERESI CONTINUA A CRESCERE

0
pmi
pmi

Secondo l’intervallo di confidenza di K&H, le PMI ungheresi si aspettano un aumento medio dell’11% del fatturato e del 6% dei profitti il prossimo anno.

Le cifre sono le più alte da quando l’indice è stato calcolato per la prima volta 17 anni fa. 

K&H ha registrato il più grande balzo tra le microimprese con ricavi annuali tra i 20 e i 100 milioni di HUF.

Avevamo riportato in un precedente articolo come le PMI erano ottimiste sul loro futuro, e infatti così è stato.

QUALI SONO LE PREVISIONI PER IL PROSSIMO FUTURO?

Ci si aspetta un aumento del 13,5% delle entrate dopo un’espansione dell’8,6% nel primo trimestre. I dirigenti delle piccole imprese con entrate tra i 100 e i 300 milioni di HUF e le medie imprese con entrate superiori ai 300 milioni di HUF si aspettano una crescita finanziaria rispettivamente dell’8,4 e del 7,5 %.

Mentre nel settore delle PMI nel suo complesso, il 7% delle imprese teme che il loro fatturato diminuirà nei prossimi mesi.

fonte: vg.hu

ARTICOLI RECENTI