SEGREGAZIONE, PARTECIPAZIONE E QUALITÁ DEL LAVORO IN UNGHERIA ED IN EUROPA

L’articolo presenta la partecipazione, segregazione e qualitá del lavoro in Ungheria evidenziando le diseguaglianze tra uomo e donna. Grazie al dominio delle disuguaglianze intersecanti, fornito da EIGE – Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere- è possibile cogliere le diverse realtà che gruppi di donne e uomini devono affrontare nell’Unione Europea. Elementi quali disabilità, età, livello di istruzione, paese di nascita e tipo di famiglia, si intersecano con il genere per creare percorsi diversi nella vita delle persone. Questo dominio non viene catturato nei calcoli del punteggio dell’Indice di uguaglianza di genere, di cui abbiamo scritto qui.

In Europa, il tasso occupazionale delle donne è ancora significativamente inferiore a quello degli uomini. Il mercato del lavoro rimane fortemente segregato per genere, e le donne tendono a trovarsi più spesso impieghi temporanei, part-time o precari. Tuttavia, la chiusura di questo divario di genere potrebbe generare notevoli guadagni a lungo termine per l’economia dell’UE, pari a ben il 10% del suo prodotto interno lordo entro il 2050. 

In questo contesto, viene spontaneo chiedersi quale sia la situazione lavorativa in Ungheria. Grazie al dominio delle disuguaglianze intersecanti, ci viene data la possibilità di scoprirlo. 

Qui sotto vi presenteremo una serie di grafici e dati inerenti la partecipazione, segregazione e qualità del lavoro in Ungheria, evidenziando le disuguaglianze tra uomo e donna.

LA PARTECIPAZIONE LAVORATIVA IN UNGHERIA

Iniziamo descrivendo il livello di partecipazione lavorativa in Ungheria. In tal senso, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere ha provveduto alla sua misurazione ricorrendo al “tasso di occupazione equivalente a tempo pieno”. Il tasso di occupazione equivalente a tempo pieno altro non è che un’unità usata per misurare gli occupati con l’obiettivo di renderli comparabili nonostante possano lavorare un diverso numero di ore alla settimana. L’unità è ottenuta confrontando il numero medio di ore lavorate di un dipendente con il numero medio di ore lavorate da un lavoratore a tempo pieno. Pertanto, un lavoratore a tempo pieno è contato come un FTE, mentre un lavoratore part-time in relazione alle ore di lavoro.

Partecipazione lavorativa in Ungheria
Partecipazione lavorativa in Ungheria |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

Considerando i nativi di nascita, la situazione si mostra interessante. I numeri sembrano essere favorevoli sia per le donne che per gli uomini ungheresi. Infatti, facendo un confronto tra i paesi dell’UE e l’Ungheria, è chiaro che quest’ultima abbia registrato un maggiore numero di occupati a tempo pieno. Nello specifico, il tasso di impiego equivalente è superiore del 3,9% per le donne e del 5,9% per gli uomini. Tuttavia, non bisogna scordarsi del fine ultimo di questo articolo, vale a dire evidenziare le disuguaglianze di genere. Nonostante l’ottimo punteggio registrato dall’Ungheria, il distacco tra uomo e donna è di ben 17,3%, mentre in EU del 15,3%. 

Per quanto riguarda i residenti nati all’estero, i dati sull’Ungheria ancora una volta primeggiano. Il distacco percentuale tra tassi d’impiego è di 4,2 punti per le donne e di 3,4 punti per gli uomini. In questo caso, i numeri sembrano essere favorevoli verso il sesso femminile. Ciò nonostante, va osservato che la differenza tra sessi è più che sostanziosa: 20.1% in Ungheria e 20.9% in UE. 

Infine, EIGE ha deciso di fare un’ulteriore distinzione tra residenti nativi europei e nativi extra-europei. Nel primo caso, il tasso occupazionale equivalente femminile è leggermente superiore per l’UE (+0,2%), mentre il tasso maschile risulta maggiore per l’Ungheria (+5%). Da notarsi l’eccessiva discrepanza tra donne e uomini: 24,8% in Ungheria e 19,6% in EU. La situazione sembra essere la medesima per i residenti nativi extra-europei, se non fosse per un divario tra il tasso occupazionale femminile in UE ed in Ungheria dell’8,3%.

LA SEGREGAZIONE E LA QUALITÁ DEL LAVORO IN UNGHERIA

Inquadrare il mondo lavorativo di un paese non è certo semplice. Per farlo, oltre ad analizzare il tasso di occupazione, è fondamentale definire il grado di segregazione come la qualità del lavoro. 

Abbiamo già detto che le donne di tutta Europa tendono ad avere lavori temporanei, part-time o precari. Ciò che non è stato detto è che i lavori in questione interessano principalmente determinati settori quali educazione, sanità ed attività sociali. Con l’obiettivo di analizzare la segregazione di genere in Ungheria, come in Europa, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere ha deciso di mettere a confronto le persone impiegate nei sopra citati settori.

Employed people in education, human health and social work activities
Employed people in education, human health, and social work activities |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

In generale, la situazione sembra essere la medesima per tutte e quattro le categorie analizzate. Sia per l’Europa che per l’Ungheria, il distacco tra donne e uomini è impressionante. 

Considerando per esempio i nativi d’origine, il 19,3% di donne ungheresi in più lavora in scuole, ospedali piuttosto che centri sociali, mentre la percentuale sembra aumentare per l’UE raggiungendo il 23%. 

Lo stesso succede per i residenti nati all’estero (HU+21,2% | UE+18,3%), europei (HU+18,8% | UE+17,8%) ed extra-europei (HU+26,9% | UE+18,7%).

In questo contesto, bisogna evidenziare che l’Ungheria ha registrato quasi sempre una maggiore segregazione di genere con un distacco medio dai dati europei del 2,1%

In termini di qualità del lavoro, lo strumento delle disuguaglianze intersecanti considera l’indice di prospettiva di carriera e la possibilità di assentarsi durante l’orario lavorativo per motivi personali o familiari

L’indice di prospettiva di carriera combina diversi indicatori quali lo stato occupazionale (lavoratore autonomo o dipendente), il tipo di contratto, le prospettive di avanzamento di carriera, la probabilità percepita di perdere il proprio lavoro e l’esperienza di ridimensionamento nell’organizzazione. È misurato su una scala 0-100, dove più alto è il punteggio, più alta è la qualità del lavoro.

Indice di prospettiva di carriera
Indice di prospettiva di carriera |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

Contrariamente a quanto scoperto nelle sezioni precedenti, uomini e donne, sia in Ungheria che in Europa, hanno registrato punteggi simili. Da notare è che in Ungheria le donne hanno migliori prospettive di lavoro, nonostante il distacco sia più che esiguo (0,8%).

Parlando di possibilità di assentarsi durante l’orario lavorativo, EIGE ha posto un quesito ai suoi intervistati, vale a dire: “Direbbe che, per lei, prendere un’ora o due di pausa durante l’orario di lavoro per occuparsi di questioni personali o familiari è…? 1. Molto semplice, 2. Abbastanza facile, 3. Abbastanza difficile, 4. Molto difficile.” Con una semplice domanda, l’istituto è riuscito a rafforzare i dati ed informazioni raccolti riguardanti la qualità del lavoro. Anche in questo caso la disparità tra uomo e donna sembra essere limitata, sia per Europa (4,7%) che per Ungheria (2,9%) e l’Ungheria ha registrato dei valori migliori.

Possibilità di assentarsi
Possibilità di assentarsi |
Fonte: https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2020/domain/intersecting-inequalities/HU/birth/work

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