
Anche quest’anno l’Ungheria si aggiudica un Oscar. Dopo la statuetta portata a casa da “Son of Saul” nel 2016 è la volta dell’Oscar al Miglior Cortometraggio, vinto da “Sing” di Kristóf Deák. Nel ricevere la statuetta, il regista ha dedicato il premio ai bambini “le uniche persone che possono rendere il mondo un posto per migliore per noi”. Come l’anno scorso con Figlio di Saul, anche stavolta il precedente è István Szabó, che nel 1963 aveva vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio con “Concert”.


















