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Economia ungherese al 5 febbraio 2025: crescita energetica, digitalizzazione delle PMI e sfide per l’industria automobilistica

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Ungheria verso l’indipendenza energetica: crescita record nella produzione di petrolio e gas.
L’anno scorso, la produzione di petrolio in Ungheria ha superato 1 milione di tonnellate, un record che non si vedeva da vent’anni, mentre l’estrazione di gas naturale ha raggiunto quasi 1,9 miliardi di metri cubi. Questi risultati rispondono all’obiettivo del Primo Ministro Viktor Orbán di rafforzare la sovranità energetica del paese, riducendo la dipendenza dalle importazioni. Il consumo interno di gas è stato ridotto da 10-11 miliardi a 8,5 miliardi di metri cubi negli ultimi anni. Il Ministro dell’Energia, Csaba Lantos, ha annunciato la costruzione di una nuova centrale elettrica, la prima dopo quasi quindici anni, che contribuirà alla transizione verde del settore energetico e all’integrazione delle fonti rinnovabili. Questi sviluppi mirano a rafforzare la sicurezza energetica dell’Ungheria e a garantire un approvvigionamento stabile per le famiglie e le imprese ungheresi.

Digitalizzazione delle PMI ungheresi: il programma “Imprese Moderne 2.0” sostiene l’innovazione.
La Camera di Commercio e dell’Industria di Budapest (BKIK), in collaborazione con il Ministero dell’Economia Nazionale e la Neumann János Nonprofit Közhasznú Kft., ha organizzato il 4 febbraio 2025 una giornata professionale per promuovere la digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese ungheresi. L’evento, parte del Programma “Imprese Moderne 2.0” finanziato dall’Unione Europea con 2 miliardi di fiorini, ha evidenziato l’importanza della trasformazione digitale e della presenza online per le aziende. Durante l’incontro, è stato presentato il programma “Ogni impresa abbia il proprio sito web”, che offre supporto gratuito alle imprese per sviluppare la loro presenza online. I rappresentanti governativi hanno sottolineato le misure adottate per migliorare la digitalizzazione delle PMI, mentre gli esperti hanno fornito informazioni pratiche e orientamenti per aiutare le aziende a navigare nel mondo digitale. L’obiettivo principale era rafforzare la competitività delle imprese ungheresi attraverso l’adozione di soluzioni digitali.

Budapest con le tariffe energetiche più basse d’Europa: l’impatto delle politiche governative.
Secondo la Magyar Energetikai és Közmű-szabályozási Hivatal (MEKH), a gennaio Budapest ha registrato le tariffe lorde più basse per l’elettricità e il gas residenziali nell’Unione Europea. Le tariffe dell’elettricità, sia per i consumi entro la soglia della riduzione dei costi energetici che per quelli eccedenti, sono risultate le più economiche tra le capitali europee. Per il gas, la tariffa ridotta di Budapest è stata la più bassa, mentre quella per i consumi superiori alla soglia si è posizionata al quarto posto. Németh Szilárd, commissario governativo per il mantenimento della riduzione dei costi energetici, ha sottolineato che i cittadini ungheresi beneficiano delle tariffe energetiche domestiche più basse in Europa e che il governo continuerà a difendere queste misure dalle critiche interne ed europee. Dal 2014, il governo ha congelato e successivamente ridotto le tariffe energetiche, mentre in altri paesi europei queste hanno seguito le fluttuazioni del mercato, portando a un aumento dei prezzi. La MEKH ha inoltre evidenziato che, in termini di parità di potere d’acquisto, una famiglia media a Budapest spende circa l’1,9% del proprio reddito per le bollette di elettricità e gas, una delle percentuali più basse in Europa.

Toyota investe in Cina: nuova fabbrica per veicoli elettrici e batterie Lexus.
La Toyota ha annunciato l’intenzione di costruire una nuova fabbrica a Shanghai dedicata alla produzione di veicoli elettrici (EV) e batterie per il marchio Lexus, con l’inizio della produzione previsto per il 2027. Questa mossa mira a rafforzare la presenza dell’azienda nel mercato cinese, il più grande al mondo per l’industria automobilistica, e a competere con produttori locali come BYD, Chery e Geely. La nuova struttura sarà interamente di proprietà della Toyota, seguendo l’esempio di Tesla e Volkswagen, che hanno già stabilito impianti simili in Cina. Inoltre, la Toyota ha rivisto al rialzo le previsioni di profitto per l’anno fiscale in corso, grazie a strategie di riduzione dei costi e al miglioramento della competitività dei prodotti. Questi sviluppi sottolineano l’impegno dell’azienda nel soddisfare le esigenze dei consumatori cinesi e nel rafforzare la propria posizione nel mercato globale dei veicoli elettrici.

Magyar Suzuki e il futuro dell’automotive: tra veicoli elettrici, ibridi e concorrenza cinese.
Krisztián Róbert, vicepresidente della Magyar Suzuki e presidente dell’Associazione Ungherese dell’Industria Automobilistica, ha evidenziato una discrepanza tra i piani di decarbonizzazione dell’Unione Europea e le esigenze del mercato. Mentre l’UE promuove una rapida transizione verso i veicoli elettrici, molti consumatori preferiscono ancora i modelli ibridi, considerati più economici e pratici. Krisztián ha sottolineato che il mercato sta assimilando lentamente il passaggio all’elettrico, con una domanda inferiore alle aspettative normative. Nel 2024, per la prima volta, si è registrata una diminuzione dell’1% nella quota di auto elettriche in Europa. Tra le principali barriere all’adozione dei veicoli elettrici vi sono i costi elevati e le infrastrutture di ricarica insufficienti. In Ungheria, solo il 7,5% delle auto vendute nel 2024 era elettrico, rispetto alla media europea del 13,5-14%. Krisztián ha annunciato che il primo modello completamente elettrico di Suzuki, l’e-Vitara, sarà lanciato sul mercato ungherese nell’estate del 2025. Ha inoltre espresso preoccupazione riguardo alla concorrenza dei produttori cinesi e alle politiche tariffarie dell’UE, sottolineando la necessità per l’industria automobilistica europea di migliorare la propria competitività. Nonostante queste sfide, la Magyar Suzuki rimane stabile, con una produzione focalizzata su modelli ibridi come la Vitara e la S-Cross, che rispondono alle attuali esigenze del mercato.

4 febbraio 2025: crisi energetica, guerre commerciali e tensioni geopolitiche scuotono l’economia globale.

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Trump rifiuta l’accordo sul minimo fiscale globale, Orbán adotta una nuova strategia.
Dopo l’insediamento del presidente Donald Trump, la Casa Bianca ha emesso una dichiarazione d’intenti annunciando che gli Stati Uniti non parteciperanno all’accordo sul minimo fiscale globale, precedentemente accettato da numerosi paesi. Questo accordo mirava a garantire che le multinazionali pagassero almeno il 15% di imposta sulle società, prevenendo il trasferimento dei profitti verso paesi con tassazione più bassa. In risposta, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato l’intenzione di rivedere la politica fiscale del paese, aprendo un nuovo capitolo in linea con la posizione americana. L’accordo, sostenuto da 140 nazioni nel 2021 sotto l’egida dell’OCSE, rappresentava un tentativo di armonizzare la tassazione internazionale e generare entrate aggiuntive per i paesi partecipanti. Tuttavia, con il ritiro degli Stati Uniti, il futuro dell’accordo appare incerto, spingendo l’Ungheria a riconsiderare la propria strategia fiscale per mantenere la competitività economica e attrarre investimenti esteri. Questa mossa potrebbe influenzare le dinamiche fiscali globali e le relazioni economiche tra le nazioni.

Crescita globale nello stoccaggio energetico: la Cina guida l’innovazione.
Nel 2024, la capacità globale di stoccaggio energetico è aumentata di oltre il 60%, con la Cina al primo posto e gli Stati Uniti al secondo. Fenyvesi Péter, presidente del consiglio di amministrazione di Trustify Befektetési Alapkezelő, sottolinea l’importanza strategica dello stoccaggio energetico nello sviluppo sostenibile e nell’integrazione affidabile delle energie rinnovabili. Gli accumulatori LFP (litio-ferro-fosfato) hanno quasi completamente sostituito la precedente tecnologia NMC (litio-nichel-manganese-cobalto-ossido) nel mercato delle soluzioni di stoccaggio energetico. La capacità totale mondiale di stoccaggio energetico stazionario ha raggiunto i 360 GWh, evidenziando la crescente domanda di sistemi di stoccaggio, soprattutto per supportare l’espansione delle fonti di energia pulita. Aziende leader nel settore della tecnologia solare, come Trina, Jinko, Risen Energy e Canadian Solar, sono entrate nel mercato dello stoccaggio energetico, ampliando il loro portafoglio con attività di produzione di accumulatori. Questi sistemi non solo stabilizzano l’approvvigionamento energetico, ma riducono anche la dipendenza dalle fonti fossili e le emissioni di CO₂. La crescita del mercato dimostra che gli accumulatori stazionari stanno diventando sempre più accessibili sia per le grandi industrie che per gli utenti domestici, influenzando significativamente il ritmo della transizione energetica a livello globale.

Proposta di scambio tra Ucraina e Russia: Mosca rifiuta l’accordo.
L’Ucraina ha proposto alla Russia di mantenere il transito del gas russo attraverso il proprio territorio in cambio della restituzione della centrale nucleare di Zaporizhzhia sotto il controllo di Kiev. Secondo Volodymyr Omelchenko, direttore energetico del Centro Razumkov, Mosca ha respinto questa offerta. Non è chiaro se la proposta riguardasse solo le forniture di gas verso le regioni separatiste moldave o anche quelle dirette verso l’Europa. Nel frattempo, a partire dall’11 febbraio, la società ungherese MET International AG inizierà a fornire fino a 5 milioni di metri cubi di gas al giorno alla Transnistria attraverso l’Ucraina. Il 1º gennaio, Gazprom ha annunciato l’interruzione del transito del gas attraverso l’Ucraina, dichiarando l’impossibilità tecnica e legale di continuare le forniture. Di conseguenza, il gasdotto è stato chiuso. L’Ucraina è disposta a riaprire il flusso, purché non si tratti di gas di origine russa. Attualmente, l’Ungheria continua a ricevere gas russo attraverso il TurkStream, mentre altre regioni, come le aree filorusse della Moldova, affrontano carenze energetiche. Tuttavia, anche il TurkStream potrebbe essere a rischio, poiché recentemente il Ministero della Difesa russo ha riferito di attacchi con droni ucraini contro infrastrutture chiave del gasdotto.

Chiusura immediata di uno stabilimento di carne a Túrkeve per gravi violazioni igieniche.
Il Nemzeti Élelmiszerlánc-biztonsági Hivatal (Nébih) ha sospeso con effetto immediato l’attività di uno stabilimento di carne a Túrkeve a causa di gravi rischi per la sicurezza alimentare e operazioni non autorizzate. Durante l’ispezione, sono state riscontrate condizioni igieniche deplorevoli: locali e attrezzature estremamente sporchi, abbigliamento da lavoro contaminato e presenza di escrementi di roditori. Le pareti e i soffitti erano danneggiati o corrosi, e gli alimenti venivano spesso conservati in casse senza supporto, direttamente sul pavimento. Inoltre, i dispositivi di sterilizzazione degli strumenti non funzionavano correttamente o mancavano di indicatori di temperatura necessari per il controllo. È stata scoperta una stanza non registrata contenente un container frigorifero mobile, in cui erano stoccate carni ovine e selvaggina in condizioni non conformi. Il sistema di tracciabilità dell’impianto era inattivo dal novembre 2024, e l’azienda svolgeva attività non autorizzate, come la lavorazione di carne ovina e selvaggina, nonché la fusione di grassi, precedentemente rimossa dalla licenza operativa. Di conseguenza, il Nébih ha ritirato dal mercato 9,6 tonnellate di alimenti non tracciabili, prodotti illegalmente o con data di scadenza superata. Le autorità stanno conducendo ulteriori indagini per determinare eventuali responsabilità legali e prevenire futuri rischi per la salute pubblica.

Nuove tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina: scambio di dazi e misure restrittive.
Il 4 febbraio 2025, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha implementato un aumento del 10% dei dazi su tutti i prodotti importati dalla Cina, giustificando la misura con l’accusa che Pechino non stia facendo abbastanza per contrastare il flusso di droghe illegali, come il fentanil, verso gli Stati Uniti. In risposta, la Cina ha imposto dazi aggiuntivi su diverse esportazioni chiave statunitensi: il carbone americano ora affronta un dazio del 15%, mentre gas naturale liquefatto, petrolio greggio, attrezzature agricole e alcuni veicoli sono soggetti a un incremento del 10%. Pechino ha inoltre avviato un’indagine antitrust contro Alphabet, la società madre di Google, e ha inserito aziende come PVH (proprietaria del marchio Calvin Klein) e Illumina, operante nel settore biotecnologico, nella lista delle entità inaffidabili. Parallelamente, il Ministero del Commercio cinese ha annunciato controlli all’esportazione su metalli critici come tungsteno, tellurio, rutenio e molibdeno, materiali essenziali per la transizione verso l’energia pulita, citando motivi di sicurezza nazionale. Queste mosse segnano una nuova fase di tensione nelle relazioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali, richiamando alla memoria le dispute tariffarie del 2018. Mentre le tariffe su Canada e Messico sono state posticipate di 30 giorni, quelle contro la Cina sono entrate immediatamente in vigore. Si prevede che Trump e il presidente cinese Xi Jinping discuteranno la situazione entro la fine della settimana, nel tentativo di trovare una soluzione diplomatica a questa crescente disputa commerciale.

L’economia ungherese al 3 febbraio 2025: crescita dei salari, boom dei mutui e sfide per il mercato immobiliare

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Il mercato immobiliare ungherese: sfide e opportunità nel 2025.
Il mercato immobiliare commerciale ungherese sta affrontando le conseguenze della “doppia sberla” causata dalla pandemia di Covid-19 e dalla crisi energetica. Questi eventi hanno portato a una riorganizzazione del settore, con un’attenzione crescente verso la sostenibilità e l’innovazione. Le aziende stanno cercando di creare spazi ufficio che offrano servizi aggiuntivi, come palestre, massaggi e negozi tematici, per incentivare i dipendenti a tornare in ufficio e competere con la comodità del lavoro da casa. Nonostante la domanda superi l’offerta, spingendo al rialzo i canoni di locazione, l’Ungheria rimane una destinazione attraente per gli investitori nel 2025, specialmente nei settori degli uffici, della logistica industriale e del commercio al dettaglio. Tuttavia, la diffusione di uffici a zero emissioni di carbonio è ancora limitata, nonostante l’interesse dei locatari. La chiave per il futuro del mercato degli uffici risiede nella qualità dei servizi offerti e nella capacità di adattarsi alle nuove esigenze dei lavoratori e alle sfide ambientali. Le aziende che non innovano rischiano di rimanere indietro in un mercato in rapida evoluzione.

Indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza sull’RTL per le trasmissioni della Champions League.
L’Autorità Garante della Concorrenza ungherese (GVH) ha avviato un’indagine sulle trasmissioni della UEFA Champions League da parte di RTL Magyarország, a seguito di numerose lamentele dei consumatori riguardanti la copertura delle partite. Dalla stagione 2024-2025, RTL detiene i diritti di trasmissione della Champions League in Ungheria, offrendo le partite principalmente sulla piattaforma di streaming RTL+. Tuttavia, durante l’ultima giornata della fase a gironi, su 18 partite simultanee, solo 10 erano disponibili su RTL+, causando disappunto tra gli abbonati che si aspettavano una copertura completa. RTL ha dichiarato che l’impegno a trasmettere tutte le partite in diretta si riferiva ai turni precedenti e non all’ultima giornata. La GVH sta esaminando se le pratiche commerciali di RTL siano state fuorvianti per i consumatori e, se necessario, intraprenderà le azioni appropriate per tutelare gli interessi degli appassionati di calcio ungheresi.

L’Ungheria amplia le sue opzioni di finanziamento con una nuova linea di credito.
L’Államadósság Kezelő Központ (ÁKK) ha firmato un accordo per una linea di credito rotativa sindacata di 1,5 miliardi di euro (circa 614 miliardi di fiorini) con la partecipazione di 13 banche nazionali e internazionali. Questo accordo sostituisce le precedenti intese bilaterali del 2022, ampliando la rete di partner finanziari dell’ÁKK. L’obiettivo è rafforzare la gestione della liquidità dello Stato ungherese e diversificare le fonti di finanziamento disponibili in modo economico. È importante notare che la semplice sottoscrizione della linea di credito non incrementa il debito pubblico; ciò avverrà solo in caso di effettivo utilizzo dei fondi, aumentando l’indebitamento per l’importo prelevato. Questa strategia mira a garantire una maggiore flessibilità finanziaria per l’Ungheria, permettendo allo Stato di affrontare eventuali esigenze di liquidità future con una base di partner più ampia e diversificata.

Riduzione dei tassi d’interesse per i prestiti Széchenyi: nuove opportunità per le PMI ungheresi.
La Magyar Bankszövetség ha annunciato una significativa riduzione dei tassi d’interesse per diversi prodotti della Széchenyi Kártya, mirata a sostenere le micro, piccole e medie imprese ungheresi. A partire dal 1º marzo 2025, i tassi per i prestiti d’investimento, i prestiti per investimenti agricoli e il leasing scenderanno al 3%, mentre i tassi per i prestiti di conto corrente, i prestiti turistici e i prestiti di liquidità saranno ridotti al 4,5%. Questa diminuzione è resa possibile dalla condivisione degli oneri tra il settore bancario e KAVOSZ, con le banche che si fanno carico dello 0,4% e KAVOSZ dello 0,1% della riduzione. L’obiettivo è fornire alle imprese un accesso al credito a tassi inferiori rispetto ai tassi di riferimento interbancari, promuovendo così nuovi investimenti, migliorando l’efficienza e la competitività, aumentando la produzione e incentivando progetti di sviluppo e riduzione del consumo energetico. Nagy Márton, ministro dell’Economia Nazionale, ha sottolineato che un settore PMI forte e competitivo è un interesse comune, e che questi prestiti agevolati contribuiranno ulteriormente all’avvio di investimenti, al rafforzamento della competitività delle PMI ungheresi e all’accelerazione della crescita economica.

Indebitamento record delle famiglie ungheresi nel 2024.
Nel 2024, le famiglie ungheresi hanno raggiunto un livello di indebitamento senza precedenti, con un debito complessivo verso le istituzioni finanziarie che ha superato i 11.100 miliardi di fiorini, registrando un incremento di 950 miliardi rispetto all’inizio dell’anno. Questo aumento è stato trainato principalmente dai mutui immobiliari, con nuovi contratti per un totale di 1.351,4 miliardi di fiorini, più del doppio rispetto al 2023 e superando il precedente record del 2021. L’aumento dei prezzi degli immobili, l’inflazione elevata e la domanda posticipata hanno contribuito a questo trend. La maggior parte dei mutui è stata destinata all’acquisto di case usate, rappresentando oltre il 75% dei nuovi prestiti, mentre circa il 10% è stato utilizzato per case nuove. Anche i prestiti personali hanno visto una crescita significativa, con nuovi contratti per quasi 820 miliardi di fiorini nel 2024, un aumento di oltre il 50% rispetto all’anno precedente. L’importo medio dei mutui è salito da 11 a quasi 18 milioni di fiorini in un anno, riflettendo l’aumento dei prezzi degli immobili. Nonostante l’aumento dell’indebitamento, le famiglie hanno continuato a rimborsare i loro prestiti in modo diligente. Per il 2025, si prevede un ulteriore rafforzamento del mercato dei mutui, sostenuto da nuovi prodotti finanziari come il “munkáshitel” e programmi di supporto per la ristrutturazione delle abitazioni.

Aumento del reddito medio netto dei giovani ungheresi a 234.000 fiorini.
Secondo l’indice giovanile K&H, il reddito medio mensile netto dei giovani ungheresi di età compresa tra 19 e 29 anni ha raggiunto i 234.000 fiorini entro la fine del 2024, rispetto ai 200.000 fiorini dell’anno precedente. Dal 2019, questo importo è raddoppiato. Tuttavia, esistono notevoli differenze all’interno della fascia d’età: il 7% non ha alcun reddito, il 13% guadagna tra 250.000 e 300.000 fiorini, mentre il 9% dispone di oltre 500.000 fiorini al mese. I giovani tra i 19 e i 25 anni hanno un reddito medio di 210.000 fiorini, che sale a 272.000 fiorini per quelli tra i 26 e i 29 anni. Si osservano anche differenze di genere, con gli uomini che guadagnano in media 261.000 fiorini e le donne 205.000 fiorini. Geograficamente, i giovani di Budapest hanno un reddito medio di 284.000 fiorini, superiore ai 265.000 fiorini nelle città capoluogo di contea e ai 178.000 fiorini nelle città più piccole. Nonostante l’aumento dei redditi, il 70% dei giovani lavoratori prevede un aumento salariale inferiore al tasso di inflazione, il che significherebbe una diminuzione del potere d’acquisto reale. Il 24% non si aspetta cambiamenti salariali, mentre il 6% teme una riduzione. Solo il 19% prevede un aumento reale del salario.

Ungheria, 31 gennaio 2025: crisi Audi, calo dei carburanti, espansione Mere e nuove regolamentazioni sul tabacco

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La ripresa economica dell’Ungheria: sfide e prospettive future.
Nel 2024, l’economia ungherese ha registrato una crescita del PIL dello 0,6%, segnando la fine della recessione tecnica. Tuttavia, questo risultato è inferiore alle aspettative iniziali del governo, che prevedeva una crescita del 2,5%. Secondo il ministro dell’Economia, Márton Nagy, le principali cause di questa performance deludente sono state la debolezza persistente del settore industriale e una ripresa tardiva dei consumi nella seconda metà dell’anno. Nagy ha sottolineato che l’inflazione nel 2023 ha eroso i redditi delle famiglie, ma nel 2024 la situazione è migliorata grazie a un aumento significativo dei salari reali, con l’82% della popolazione che ha beneficiato di incrementi salariali reali. Nonostante ciò, il rallentamento dell’economia tedesca, principale partner commerciale dell’Ungheria, rappresenta una sfida significativa, soprattutto a causa delle difficoltà nel settore automobilistico tedesco. Per il 2025, il governo ungherese mira a una crescita del 3%, puntando sulla stabilizzazione della produzione industriale e degli investimenti, nonché sul rafforzamento della fiducia delle famiglie e del loro potere d’acquisto. Nagy ha enfatizzato l’importanza di migliorare ulteriormente la situazione economica delle famiglie per sostenere una crescita economica inclusiva e sostenibile.

L’FDA approva le bustine di nicotina come alternativa meno dannosa al fumo.
L’ente regolatorio statunitense FDA ha autorizzato la commercializzazione delle bustine di nicotina come prodotti del tabacco a rischio modificato. Dopo un’ampia revisione scientifica, l’FDA ha concluso che l’uso di queste bustine comporta un’esposizione a sostanze nocive significativamente inferiore rispetto alle sigarette tradizionali, riducendo così il rischio di cancro e altre gravi patologie. Nonostante ciò, l’FDA sottolinea che nessun prodotto del tabacco è privo di rischi e che le bustine di nicotina non sono esenti da potenziali danni per la salute. L’autorizzazione riguarda bustine con una concentrazione di nicotina tra 3 e 6 milligrammi, destinate esclusivamente agli adulti sopra i 21 anni. L’FDA monitorerà attentamente l’uso di questi prodotti per prevenire l’accesso da parte dei minori e garantire che le aziende rispettino rigorose linee guida di marketing. Questa decisione rappresenta una pietra miliare nella transizione dell’industria del tabacco verso prodotti senza combustione e a potenziale rischio ridotto, riconoscendo il ruolo delle bustine di nicotina nella riduzione dei danni associati al fumo. Tuttavia, l’FDA avverte che coloro che non usano prodotti del tabacco non dovrebbero iniziare a farlo, poiché non esiste un livello sicuro di esposizione alla nicotina.

Audi affronta una crisi: a rischio gli stipendi di 55.000 dipendenti.
Audi sta attraversando una grave crisi economica, con vendite globali diminuite del 12% lo scorso anno. In Germania, le vendite sono calate del 21%, mentre in Cina si è registrata una diminuzione dell’11%. Di conseguenza, l’azienda sta considerando misure drastiche che potrebbero influenzare i salari di circa 55.000 dipendenti presso gli stabilimenti di Ingolstadt e Neckarsulm. Tra le proposte, vi è il rinvio dell’aumento salariale del 2% previsto per il 1º aprile, l’eliminazione dei supplementi per i turni notturni e gli straordinari, nonché la riduzione della partecipazione agli utili per i lavoratori. Un portavoce di Audi ha dichiarato che, a causa del peggioramento delle condizioni economiche, l’azienda intende avviare nuove negoziazioni con i rappresentanti sindacali, come previsto dal patto “Audi.Zukunft”. L’obiettivo è condurre discussioni fiduciose e ordinate nell’interesse dell’azienda e dei suoi dipendenti. Queste misure riflettono le sfide significative che Audi sta affrontando nel mercato automobilistico globale, influenzato da una concorrenza crescente e da dinamiche economiche sfavorevoli.

Mere: l’arrivo del discount russo in Ungheria con prezzi competitivi ma qualità incerta.
La catena di discount russa Mere prevede di entrare nel mercato ungherese, proponendo prezzi inferiori del 10-20% rispetto a concorrenti come Lidl, Aldi, Tesco, Auchan, Spar e Penny. Ad esempio, il prezzo più basso per la birra è di 318 HUF al litro, l’avena costa 574 HUF al chilo, la farina di frumento meno di 800 HUF al chilo, il riso 520 HUF al chilo, la pasta meno di 630 HUF al chilo, l’olio da cucina 471 HUF al litro, lo zucchero 350 HUF al chilo e la panna acida con il 25% di grassi 910 HUF al chilo. Tuttavia, la gamma di prodotti offerti sarà più limitata rispetto a quella a cui i consumatori ungheresi sono abituati, e la qualità dei prodotti potrebbe non soddisfare tutti. Nonostante le promesse, Mere non ha ancora aperto negozi in Ungheria, e rimane incerto se riuscirà a mantenere questi prezzi competitivi. In precedenza, un test condotto in un negozio Mere in Serbia ha evidenziato prezzi molto bassi, ma la qualità dei prodotti è risultata discutibile.

Nuovo calo dei prezzi del carburante in Ungheria: il diesel scende, la benzina stabile.
A partire da sabato, il prezzo all’ingrosso del diesel in Ungheria diminuirà di 2 fiorini al litro, mentre il costo della benzina rimarrà invariato. Questa riduzione segna la quarta diminuzione dei prezzi del carburante nell’arco di una settimana. Attualmente, il prezzo medio al litro è di 630 fiorini per la benzina a 95 ottani e 641 fiorini per il diesel. In precedenza, una comunicazione interna trapelata ha rivelato che la compagnia petrolifera nazionale ha sollecitato i rivenditori a ridurre i prezzi al dettaglio, nonostante i prezzi all’ingrosso non siano variati dal 21 gennaio. Di conseguenza, i prezzi al dettaglio sono stati ridotti di 2 fiorini al litro sia per la benzina che per il diesel. Queste misure riflettono gli sforzi per stabilizzare il mercato dei carburanti e offrire sollievo ai consumatori ungheresi di fronte alle fluttuazioni dei prezzi energetici.

L’economia ungherese accelera: crescita del PIL, investimenti energetici e record turistici sul Balaton

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La ripresa economica dell’Ungheria: fine della recessione tecnica.
Nel quarto trimestre del 2024, il prodotto interno lordo (PIL) dell’Ungheria è aumentato dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnando una crescita dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, il PIL corretto per gli effetti stagionali e di calendario ha registrato un incremento dello 0,6% nel 2024. Questi dati indicano la conclusione della recessione tecnica, come sottolineato dal ministro dell’Economia nazionale, Márton Nagy, che ha dichiarato che l’economia ungherese ha raggiunto un punto di svolta.
Nonostante l’obiettivo governativo di rilanciare la crescita economica nel 2024, il PIL ha superato solo modestamente i livelli dell’anno precedente. Il contributo positivo dei servizi è stato parzialmente compensato dalle diminuzioni nei settori dell’agricoltura, dell’industria e dell’edilizia. Ad esempio, a novembre, il commercio al dettaglio è cresciuto del 4,1% su base annua, mentre la produzione industriale è diminuita del 2,9%.
Le difficoltà dell’economia tedesca hanno influenzato negativamente l’Ungheria, e la domanda interna in ripresa non è stata sufficiente a compensare completamente questo impatto. Il governo stima che le difficoltà tedesche possano aver causato una perdita dell’1-2% del PIL ungherese. Nonostante queste sfide, la fine della recessione tecnica rappresenta un segnale positivo per l’economia ungherese.

Il settore bancario ungherese: da assistito a pilastro dell’economia.
Il settore bancario ungherese ha dimostrato una notevole stabilità e resilienza, contribuendo attivamente alla ripresa economica del paese. Secondo Kandrács Csaba, vicepresidente della Banca Nazionale Ungherese (MNB), le banche non sono più soggetti da salvare, ma attori chiave nel sostenere l’economia. Negli ultimi due anni, il settore ha registrato un rendimento del capitale proprio superiore al 20%, con una solida posizione di liquidità e un basso tasso di crediti non performanti.
Nonostante la capacità di erogare prestiti, la crescita del credito alle imprese è rimasta intorno al 3% nel 2024, a causa di una domanda insufficiente. Al contrario, il credito alle famiglie ha mostrato un incremento del 9% a novembre. Per contrastare le frodi informatiche, l’MNB lancerà a metà anno un sistema centrale di rilevamento delle frodi basato sull’intelligenza artificiale. Inoltre, la banca centrale inizierà a supervisionare i fornitori di servizi di criptovalute, dato che circa 200.000 ungheresi possiedono investimenti in criptovalute.
L’MNB assicura che l’utilizzo dei risparmi dei fondi pensione volontari per scopi abitativi non comprometterà la stabilità di tali fondi. Infine, la banca centrale sta preparando una nuova campagna assicurativa sulla casa per la primavera e continuerà a monitorare rigorosamente la vendita di prodotti finanziari ai clienti, sanzionando eventuali violazioni.

Balaton: superato un record trentennale nel trasporto passeggeri.
Nel 2024, la Balatoni Hajózási Zrt. (BAHART) ha trasportato oltre 2,3 milioni di passeggeri, registrando un incremento di 178.000 unità rispetto all’anno precedente e superando un record che resisteva da quasi trent’anni. Questo risultato è stato favorito da un investimento governativo di 6 miliardi di fiorini per l’ammodernamento della flotta, che ha introdotto due nuovi traghetti e due catamarani. Di conseguenza, sulla tratta Szántód-Tihany sono stati trasportati 1.462.000 passeggeri, 463.000 veicoli e 134.000 biciclette. Per il 2025, BAHART ha annunciato ulteriori agevolazioni per le famiglie, tra cui la riduzione del prezzo dei biglietti familiari, ora disponibili anche per famiglie con un solo figlio, e la conferma della gratuità per i minori di 14 anni, pensionati, over 65 e famiglie numerose sui traghetti. Inoltre, i giovani tra i 14 e i 25 anni e i dipendenti pubblici potranno usufruire di biglietti a metà prezzo. Anche i ciclisti beneficeranno di tariffe ridotte sia sui traghetti che sulle navi passeggeri. Durante l’autunno e l’inverno, l’interesse per la navigazione sul lago è rimasto elevato, specialmente durante le festività, con iniziative come il “traghetto luminoso” che hanno attirato circa 30.000 passeggeri. Per il 2025, le navi passeggeri inizieranno le operazioni a fine marzo, mentre i traghetti continueranno a operare con frequenze variabili a seconda del giorno della settimana.

Un funzionario governativo nega la perdita di 400 miliardi di fiorini in fondi dell’UE.
Recentemente, Petri Bernadett, commissario ministeriale per il coordinamento dell’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea presso il Ministero dell’Amministrazione Pubblica e dello Sviluppo Regionale, ha dichiarato che nulla impedisce la ripresa dei negoziati riguardanti un miliardo di euro (oltre 400 miliardi di fiorini) di fondi europei che, secondo precedenti rapporti, l’Ungheria avrebbe perso alla fine del 2024. In un’intervista televisiva, Petri ha affermato che questi fondi non sono persi e che esiste la possibilità di ottenerli. Ha sottolineato che, sebbene una decisione del Consiglio Europeo avesse fissato una scadenza per la conclusione dei negoziati, il Consiglio ha in passato modificato le proprie decisioni, lasciando spazio per ulteriori trattative. Ha citato l’esempio degli Stati baltici, dove le scadenze sono state prorogate in relazione a procedure di protezione civile. Secondo Petri, esistono strumenti giuridici e politici per risolvere la questione, ma tutto dipende dalla volontà politica, che potrebbe delinearsi nel corso dell’anno. Ha inoltre osservato che, con l’inizio delle discussioni sul quadro finanziario pluriennale dell’UE in primavera, l’Ungheria avrà l’opportunità di influenzare le decisioni future, poiché l’adozione del bilancio richiede l’unanimità di tutti gli Stati membri.

Nuova centrale elettrica in Ungheria per rafforzare la sovranità energetica.
Il Ministero dell’Energia ungherese ha annunciato la costruzione di una nuova centrale elettrica nel paese, sottolineando l’importanza di soddisfare le esigenze delle famiglie e delle imprese ungheresi con risorse interne. Nel 2024, la produzione nazionale di gas naturale ha raggiunto 1,893 miliardi di metri cubi, con un aumento del 7,3% rispetto all’anno precedente, mentre l’estrazione di petrolio ha superato 1 milione di tonnellate per la prima volta in vent’anni. Questi sviluppi mirano a ridurre la dipendenza dalle importazioni e a rafforzare la sicurezza energetica del paese. Inoltre, l’energia solare ha rappresentato un quarto della produzione elettrica nazionale nel 2024, posizionando l’Ungheria al primo posto in Europa per questa quota. La nuova centrale a gas naturale, che sarà costruita presso il sito della centrale di Mátra a Visonta, contribuirà all’integrazione delle energie rinnovabili e al soddisfacimento della crescente domanda di elettricità. Il ministro dell’Energia, Lantos Csaba, ha dichiarato che questo investimento promuoverà la transizione verde del settore energetico ungherese.

29 gennaio 2025: Innovazione, lavoro e strategie economiche in Ungheria tra nuove tecnologie, investimenti e sfide governative

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La complessità normativa e le tasse compromettono la competitività dell’industria chimica ungherese.
L’industria chimica ungherese, tradizionalmente un pilastro dell’economia con un elevato valore aggiunto e circa 100.000 dipendenti diretti, sta affrontando sfide crescenti. Nonostante aziende di rilievo come BorsodChem e MOL Petrolkémia siano competitive a livello europeo, la complessità delle normative, gli oneri amministrativi e la tassa sulle quote di CO₂ stanno erodendo la loro competitività. Quest’ultima, unica nel suo genere in Ungheria, è giustificata con obiettivi ambientali, ma i fondi raccolti non vengono destinati a progetti di sostenibilità. Inoltre, i prezzi elevati dell’energia, le difficoltà nelle catene di approvvigionamento e la concorrenza di prodotti a basso costo provenienti da paesi extraeuropei aggravano la situazione. Per mantenere le posizioni di mercato, è essenziale ridurre gli oneri amministrativi e fiscali che non gravano sui concorrenti esteri. Sebbene il governo abbia elaborato una strategia di competitività incoraggiante, è fondamentale un dialogo continuo tra le parti per allineare obiettivi e strumenti, garantendo così un futuro sostenibile per l’industria chimica ungherese.

Collaborazione strategica tra Ungheria ed Emirati Arabi Uniti: focus su telecomunicazioni e tecnologie spaziali.
Durante una tavola rotonda ad Abu Dhabi, organizzata dal Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, leader aziendali ungheresi ed emiratini hanno esplorato opportunità di cooperazione strategica. Gellért Jászai, presidente di 4iG, ha discusso di investimenti congiunti in telecomunicazioni, sviluppo infrastrutturale, tecnologie spaziali e soluzioni tecnologiche avanzate. Ha sottolineato l’impegno dell’azienda nel plasmare il futuro dell’Europa centrale e orientale attraverso innovazione e collaborazioni internazionali. La partecipazione diretta di Orbán evidenzia l’importanza attribuita al rafforzamento delle relazioni economiche tra i due paesi, specialmente nei settori high-tech. Questa iniziativa mira a promuovere la crescita economica ungherese oltre la media europea, incoraggiando le aziende nazionali ad espandersi globalmente. La delegazione ungherese comprendeva rappresentanti di settori chiave come energia, finanza, informatica, telecomunicazioni e industria della difesa, indicando un approccio olistico per rafforzare la cooperazione bilaterale.

Innovazione nel commercio al dettaglio ungherese: negozi senza personale e casse.
La Coca-Cola HBC Ungheria, in collaborazione con Kende Retail Kft., sta introducendo negozi completamente automatizzati privi di personale e casse. Nei prossimi tre anni, prevedono di aprire 15 di questi punti vendita, con un investimento di 250 milioni di fiorini. Il primo negozio è già operativo presso la sede centrale di Yettel Magyarország. All’ingresso, le telecamere associano la figura del cliente a un carrello virtuale, monitorando i movimenti e gli articoli selezionati tramite sensori. Una volta terminato lo shopping, il cliente può semplicemente uscire, mentre il sistema addebita automaticamente l’importo dovuto tramite l’applicazione “Take It Easy” sviluppata da Kende Retail. Questa tecnologia, conforme alle normative GDPR, non utilizza il riconoscimento facciale, ma si basa sull’intelligenza artificiale per garantire un’esperienza di acquisto fluida e personalizzata. L’obiettivo è rivoluzionare l’esperienza del cliente e ampliare le opportunità per i rivenditori, offrendo un processo di acquisto più rapido e conveniente. Attualmente, i dipendenti di Yettel Magyarország sono i primi a beneficiare di questa innovazione, con una gamma di prodotti che include bevande, snack, piatti pronti e articoli per l’igiene.

I lavoratori ungheresi più fiduciosi nella ricerca di lavoro e con riserve finanziarie in crescita.
Secondo un recente studio condotto da BNP Paribas Cardif e Medián, la maggioranza degli ungheresi ritiene che affrontare la ricerca di un nuovo impiego sia più semplice rispetto all’anno precedente. Il 34% degli intervistati crede di poter trovare facilmente un lavoro adeguato alle proprie competenze, in aumento rispetto al 30% dell’anno scorso. Parallelamente, è cresciuta la fiducia nella stabilità finanziaria: solo il 15% delle famiglie afferma di poter sostenere meno di un mese senza reddito in caso di perdita del lavoro, rispetto al 18% dell’anno precedente. Inoltre, l’11% dispone di risparmi sufficienti per 7-12 mesi, mentre il 21% ha riserve per oltre un anno. Questi dati indicano un rafforzamento della sicurezza economica e della fiducia nel mercato del lavoro ungherese.

Il governo ungherese rivede le stime sull’acquisizione dell’aeroporto di Budapest.
In una recente intervista, Máté Lóga, Segretario di Stato per lo Sviluppo Economico e i Servizi Finanziari Nazionali, ha discusso le sfide legate all’acquisizione dell’aeroporto di Budapest. Ha sottolineato che, sebbene l’aeroporto rispetti pienamente le normative sul rumore, le aspettative iniziali del governo riguardo ai costi e ai benefici dell’acquisizione potrebbero essere state sovrastimate. Lóga ha evidenziato la necessità di una valutazione più approfondita per garantire che l’acquisizione sia vantaggiosa per l’economia nazionale e per i contribuenti. Ha inoltre menzionato l’importanza di considerare le implicazioni a lungo termine, inclusi gli investimenti necessari per migliorare l’infrastruttura aeroportuale e le potenziali fonti di finanziamento. Il governo sta ora riconsiderando la strategia, valutando alternative che possano offrire un equilibrio tra controllo statale e partenariati pubblico-privati, al fine di garantire un funzionamento efficiente e sostenibile dell’aeroporto.

28 gennaio 2025. L’economia ungherese tra stabilità monetaria, crescita del turismo e sfide territoriali

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Il turismo ungherese raggiunge livelli record nel 2024.
Nel 2024, il settore turistico ungherese ha registrato risultati eccezionali, con un incremento del 5,8% nel numero di pernottamenti, raggiungendo i 44,2 milioni, e un aumento dell’11% nel numero di visitatori rispetto all’anno precedente. Questi dati, forniti dall’Ufficio Centrale di Statistica Ungherese (KSH), evidenziano una crescita significativa sia nel turismo interno che in quello internazionale. Guller Zoltán, presidente dell’Agenzia Turistica Ungherese (MTÜ), ha sottolineato che mai prima d’ora così tanti turisti stranieri e locali hanno visitato il paese, contribuendo a entrate record per le strutture ricettive. Un fattore chiave di questo successo è stato l’aumento del traffico aereo: entro novembre 2024, il numero di voli è cresciuto del 17%, con 16 milioni di passeggeri transitati attraverso l’Aeroporto Internazionale Liszt Ferenc di Budapest, superando del 20% i dati dell’anno precedente. Il Ministero dell’Economia Nazionale (NGM) ha evidenziato che il turismo rappresenta ora circa il 13% del PIL ungherese, rendendolo un pilastro fondamentale dell’economia nazionale. Questi risultati positivi riflettono una crescente fiducia delle famiglie ungheresi, che destinano sempre più risorse a viaggi e svago, e rafforzano la posizione dell’Ungheria come destinazione turistica di rilievo a livello internazionale. Il primo ministro Orbán Viktor ha descritto il 2025 come un anno “fantastico” per l’economia ungherese, con il turismo che svolge un ruolo cruciale in questa prospettiva di crescita.

La Banca Nazionale Ungherese mantiene il tasso di interesse di base al 6,5%.
La Banca Nazionale Ungherese (MNB) ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse di base al 6,5%. Secondo gli analisti, la MNB non avrà margine per allentare le condizioni monetarie nei prossimi mesi, a causa delle tendenze inflazionistiche e delle dinamiche di mercato. Barnabás Virág, vice governatore della MNB, ha sottolineato che la divergenza tra le politiche dei tassi di interesse delle banche centrali americana ed europea potrebbe aumentare, rappresentando una sfida per mercati emergenti come l’Ungheria. L’elezione di Donald Trump e le sue politiche commerciali e migratorie potrebbero portare a un’inflazione più elevata negli Stati Uniti, rafforzando il dollaro e mettendo sotto pressione il fiorino ungherese. La MNB ha iniziato a ridurre i tassi dal 18% nel maggio 2023, raggiungendo il 6,5% a settembre, livello mantenuto da allora. Gli esperti prevedono che la politica monetaria restrittiva continuerà, con poche possibilità di riduzione dei tassi nel prossimo futuro. L’inflazione annuale è aumentata dal 3,7% di novembre al 4,6% di dicembre, superando le aspettative del mercato e le previsioni della MNB. La banca centrale sottolinea che l’elevata inflazione deve essere affrontata per rilanciare rapidamente l’economia. Fattori esterni, come le deboli prospettive di produzione industriale europea e le tensioni geopolitiche, continuano a rappresentare rischi per l’economia ungherese. In questo contesto, la MNB ritiene necessaria una politica economica disciplinata e anti-inflazionistica per garantire la stabilità economica e la crescita sostenibile.

La Camera di Commercio e dell’Industria Ungherese rafforza la collaborazione con il governo per sostenere le PMI nelle regioni svantaggiate
La Camera di Commercio e dell’Industria Ungherese (MKIK) ha intensificato le consultazioni con il governo per promuovere efficacemente le attività imprenditoriali, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI) nelle regioni meno sviluppate. Durante gli incontri con il Ministero dell’Interno, è stata sottolineata l’importanza di sfruttare le potenzialità nell’occupazione dei lavoratori con disabilità e nell’istruzione professionale per i giovani sotto tutela statale. Nagy Elek, presidente dell’MKIK, ha evidenziato che il sistema camerale ungherese rappresenta gli interessi dell’intera economia nazionale, mirando a rafforzare la competitività delle imprese locali. In collaborazione con il Ministero dell’Edilizia e dei Trasporti, l’MKIK si impegna a garantire un feedback continuo sullo stato dell’economia reale, facilitando l’adozione di politiche economiche mirate. Queste iniziative congiunte mirano a sostenere le PMI nelle regioni svantaggiate, promuovendo lo sviluppo economico equilibrato e l’inclusione sociale.

Il fornitore automobilistico tedesco Voit Automotive dichiara bancarotta
La Voit Automotive, fornitore tedesco specializzato in componenti in alluminio per l’industria automobilistica, ha recentemente presentato istanza di fallimento. L’azienda, che impiega oltre 2.000 dipendenti, annovera tra i suoi clienti principali case automobilistiche come Audi, BMW, Mercedes, Volkswagen, Ford, Jaguar, Land Rover e Chrysler. Secondo le dichiarazioni dell’azienda, fornisce componenti a un totale di 45 marchi e oltre 250 modelli di auto. Matthias Bayer, consulente per la ristrutturazione dell’azienda, ha dichiarato alla rivista WirtschaftsWoche che l’obiettivo della procedura di insolvenza in autogestione è preservare l’azienda e, possibilmente, la maggior parte dei posti di lavoro. La Voit Automotive è specializzata nella produzione di componenti in alluminio e rifornisce quasi tutti i principali produttori automobilistici. La dichiarazione di fallimento solleva preoccupazioni riguardo alla stabilità della catena di fornitura nell’industria automobilistica tedesca e all’impatto potenziale sui produttori che dipendono dai componenti forniti dalla Voit Automotive. Le cause specifiche che hanno portato a questa situazione non sono state dettagliate, ma la mossa riflette le sfide economiche e operative che i fornitori automobilistici stanno affrontando nel contesto attuale.

Disparità economiche tra le regioni ungheresi: solo 12 distretti su 175 superano la media nazionale
Navracsics Tibor, Ministro dello Sviluppo Territoriale e Amministrazione Pubblica, ha evidenziato significative disparità economiche tra le regioni ungheresi. Su 175 distretti, solo 12 al di fuori di Budapest superano la media nazionale in termini di sviluppo economico. Considerando anche i distretti della capitale, il numero totale sale a 34, di cui 22 sono distretti di Budapest. Ciò indica che 163 distretti si collocano al di sotto della media nazionale, con 55 di essi che non raggiungono nemmeno la metà di tale media. Tra i distretti delle città capoluogo di contea, solo Győr, Székesfehérvár, Tatabánya e Veszprém superano la media nazionale, mentre altri, come Salgótarján, non raggiungono nemmeno la metà di essa. Queste differenze sottolineano la necessità di una politica di sviluppo territoriale mirata, che promuova la cooperazione interregionale per ridurre le disparità e favorire uno sviluppo economico più equilibrato nel paese. Il Ministro ha annunciato l’avvio del Programma per Distretti Competitivi, volto a rafforzare la collaborazione tra le regioni e a migliorare le condizioni economiche nelle aree meno sviluppate. Questo approccio integrato mira a complementare le attuali politiche di sviluppo territoriale, affrontando le sfide specifiche di ciascuna regione e promuovendo una crescita sostenibile e inclusiva in tutta l’Ungheria.

Ungheria, 27 gennaio 2025: Riduzione dei prezzi dei carburanti, investimenti dai titoli di Stato, nuove locomotive Astride, sanzioni per eccesso di velocità, e il dibattito sull’indipendenza della banca centrale

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Gli ungheresi ricevono miliardi: opportunità di investimento o consumo?
A partire dal 20 gennaio, i cittadini ungheresi stanno ricevendo significativi importi derivanti da obbligazioni di Stato, con un totale di 1.700 miliardi di fiorini in interessi previsti per quest’anno. Di questi, 1.300 miliardi sono associati alle Obbligazioni di Stato Premium Ungheresi (PMÁP), coinvolgendo oltre 800.000 famiglie. Il governo suggerisce che questi fondi extra possano essere utilizzati per consumi, viaggi, ristrutturazioni domestiche o investimenti immobiliari. Tuttavia, esperti sottolineano che questi alti rendimenti non sono un “regalo” del governo, ma il risultato dell’elevata inflazione precedente. Inoltre, l’aumento dei costi di finanziamento del debito pubblico, passato dal 2% al 4,8% del PIL negli ultimi anni, rappresenta una sfida significativa per il bilancio statale. Pertanto, è essenziale che lo Stato gestisca con attenzione l’inflazione, poiché un ambiente ad alto tasso di interesse, sebbene vantaggioso per i risparmiatori, può mettere a dura prova le finanze pubbliche. In questo contesto, la dichiarazione del governo sull’effettuazione di questi pagamenti mira anche a rafforzare la fiducia nella stabilità economica del paese.

La MOL annuncia una nuova riduzione dei prezzi dei carburanti.
A partire da martedì, la MOL applicherà una riduzione dei prezzi dei carburanti nelle sue stazioni di servizio. Il prezzo della benzina diminuirà di 3 fiorini al litro, mentre quello del diesel scenderà di 4 fiorini al litro. Questa decisione segue una serie di riduzioni precedenti: il 21 gennaio, sia la benzina che il diesel sono diminuiti di 2 fiorini al litro; il 24 gennaio, la benzina è calata di 1 fiorino e il diesel di 5 fiorini al litro. Secondo Grád Ottó, segretario generale dell’Associazione Ungherese del Petrolio Minerale, questi tagli sono stati resi possibili dall’andamento favorevole dei tassi di cambio e dalla diminuzione del prezzo del petrolio Brent, passato da 82 a 78 dollari al barile. Attualmente, il prezzo medio della benzina è di 637 fiorini al litro, mentre quello del diesel è di 652 fiorini al litro.

Duda: smantellare il Nord Stream per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.
Al Forum Economico Mondiale di Davos, il presidente polacco Andrzej Duda ha dichiarato che il gasdotto Nord Stream dovrebbe essere smantellato e mai riattivato, anche dopo la fine del conflitto russo-ucraino. Ha sottolineato che le sanzioni contro la Russia stanno funzionando e ha esortato i paesi europei a resistere alle pressioni delle aziende che desiderano ripristinare i rapporti commerciali con Mosca. Il Nord Stream, costruito dalla Gazprom per trasportare gas dalla Russia alla Germania, ha subito danni a causa di un’esplosione nel 2022, causando un aumento dei prezzi del gas in Europa. Nonostante alcune proposte per la sua riattivazione, Duda ritiene che il gasdotto rappresenti una minaccia economica, energetica e militare per i paesi dell’Europa centrale e orientale. Ha inoltre affermato che l’Ucraina deve partecipare a qualsiasi negoziato futuro e ha definito inaccettabili le condizioni poste dal presidente russo Vladimir Putin, che includono il riconoscimento delle conquiste territoriali russe e la rinuncia dell’Ucraina all’adesione alla NATO. Duda ha ribadito l’importanza di non permettere una vittoria russa nel conflitto e attende con interesse le azioni di Donald Trump per contribuire alla risoluzione della guerra.

Le sanzioni per eccesso di velocità in Ungheria nel contesto europeo.
Secondo una recente classifica di DiscoverCars.com, l’Ungheria si posiziona al nono posto in Europa per l’entità delle sanzioni comminate per eccesso di velocità. Superare di 14 km/h il limite di 50 km/h comporta una multa di 50.000 fiorini nel paese. In confronto, le sanzioni più elevate si registrano in Norvegia (circa 196.965 fiorini), seguita da Svizzera (110.069 fiorini) e Svezia (85.655 fiorini). Oltre alle multe pecuniarie, in alcuni paesi europei, come Austria e Danimarca, i conducenti rischiano anche la confisca del veicolo. In Ungheria, le sanzioni per eccesso di velocità sono state aumentate a partire dal 15 agosto 2024, con la multa minima fissata a 50.000 fiorini e la massima a 468.000 fiorini, a seconda dell’entità dell’infrazione. Ad esempio, superare il limite di velocità di 15-25 km/h in una zona con limite di 50 km/h comporta una sanzione di 50.000 fiorini, mentre un superamento di oltre 75 km/h può portare a una multa di 468.000 fiorini. Queste misure mirano a rafforzare la sicurezza stradale e a ridurre il numero di incidenti causati dall’eccesso di velocità.

Matolcsy György sottolinea l’importanza dell’indipendenza della banca centrale.
Durante la decima conferenza Lámfalussy, organizzata in occasione del centenario della Banca Nazionale Ungherese (MNB), il governatore Matolcsy György ha evidenziato il ruolo cruciale dell’indipendenza della banca centrale. Ha affermato che sia la banca centrale che il governo traggono vantaggio da un’operatività indipendente. Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha sottolineato in un intervento video che mettere in discussione l’autonomia delle banche centrali potrebbe aumentare la volatilità economica. La conferenza, intitolata “L’era della geoeconomia: l’evoluzione delle banche centrali”, ha affrontato le sfide geopolitiche attuali e l’adattamento necessario delle istituzioni finanziarie. Matolcsy ha anche reso omaggio a Sándor Lámfalussy, riconosciuto come il “padre dell’euro”, per il suo contributo all’integrazione monetaria europea. Ha sottolineato che l’introduzione dell’euro ha avvicinato le economie e le società della regione, stabilizzando l’economia globale in tempi di incertezza. La conferenza ha messo in luce l’importanza di mantenere l’indipendenza delle banche centrali per garantire la stabilità economica e affrontare efficacemente le sfide future.

Nuove locomotive Astride in servizio sulla linea Pécs-Budapest.
La compagnia ferroviaria ungherese MÁV ha introdotto le prime locomotive Astride sulla linea Pécs-Budapest. Queste locomotive, prodotte dalla francese Alstom e precedentemente utilizzate tra Francia e Belgio, sono state noleggiate dalla società Akiem come parte di un piano d’azione per migliorare il trasporto ferroviario. Le Astride possono raggiungere una velocità massima di 160 km/h e sono compatibili con la rete elettrica ungherese. Nonostante abbiano 25-30 anni, sono più moderne rispetto a molte delle locomotive attualmente in uso da MÁV. Il governo ungherese sta cercando soluzioni temporanee per rinnovare il parco mezzi, inclusa la locazione di veicoli ferroviari usati di alta qualità, in attesa dell’acquisto di nuovi mezzi.

Ungheria, 24 gennaio 2025: Cresce la fiducia economica mentre il fiorino si rafforza, nuovi investimenti nell’energia e nell’industria

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Il fiorino raggiunge massimi annuali contro il dollaro.
Dopo l’insediamento del presidente Donald Trump, il dollaro ha mostrato un indebolimento significativo rispetto all’euro, influenzando positivamente il fiorino ungherese. Venerdì mattina, la valuta ungherese ha raggiunto un massimo mensile nei confronti del dollaro, scendendo sotto la soglia dei 390 fiorino per dollaro, mentre l’euro è stato scambiato a meno di 409 fiorino. Questo movimento è attribuibile al fatto che le minacce tariffarie dell’amministrazione Trump non si sono finora concentrate sull’Unione Europea. Di conseguenza, il tasso di cambio euro-dollaro è salito da sotto 1,03 a 1,045, superando una resistenza chiave. Gli analisti finanziari suggeriscono che, se questo livello venisse superato, ci sarebbe spazio per ulteriori aumenti. Inoltre, i messaggi più aggressivi provenienti dalla Banca Nazionale Ungherese hanno contribuito al rafforzamento del fiorino negli ultimi giorni. Nonostante le dichiarazioni di Trump e un’intervista del primo ministro Viktor Orbán, il trend positivo del fiorino è proseguito, con la valuta che ha toccato un nuovo massimo mensile contro il dollaro. Anche rispetto all’euro, il fiorino ha mostrato forza, avvicinandosi al livello di 1,05 nel tasso di cambio euro-dollaro. Oggi sono attesi diversi indici dei responsabili degli acquisti, che potrebbero influenzare ulteriormente il tasso di cambio del fiorino. Venerdì mattina, il fiorino è sceso brevemente sotto i 408 contro l’euro, raggiungendo un massimo di due mesi.

Trump rilancia la politica dei dazi: possibili impatti globali per 640 miliardi di dollari.
L’amministrazione Trump sta pianificando un significativo aumento dei dazi doganali, con l’obiettivo dichiarato di proteggere l’economia statunitense. Secondo un’analisi del Boston Consulting Group, l’introduzione di dazi del 10% sui prodotti cinesi, del 25% su quelli canadesi e messicani, e del 20% sulle importazioni dagli altri paesi potrebbe incrementare i costi commerciali dei dieci principali partner degli Stati Uniti di 640 miliardi di dollari rispetto ai livelli del 2023. L’Unione Europea, ad esempio, potrebbe affrontare un aumento dei costi di 102 miliardi di dollari, con l’industria automobilistica particolarmente colpita. Queste misure potrebbero ridisegnare le dinamiche del commercio globale, rafforzando la posizione degli Stati Uniti e spingendo la Cina a intensificare i rapporti commerciali con i paesi del Sud del mondo. Tuttavia, esiste il rischio che l’eccesso di capacità produttiva cinese generi tensioni non solo con gli Stati Uniti e l’UE, ma anche con altri partner commerciali come l’India. In assenza di tali aumenti tariffari, il commercio mondiale di beni potrebbe crescere annualmente del 2,9%, raggiungendo i 29 trilioni di dollari entro il 2033.

Rolls-Royce ottiene un contratto da 9 miliardi di sterline per reattori nucleari sottomarini.
Il governo britannico ha assegnato a Rolls-Royce un contratto del valore di 9 miliardi di sterline per la progettazione, produzione e manutenzione dei reattori nucleari destinati alla nuova flotta di sottomarini della Royal Navy. Questo accordo, della durata di otto anni, prevede che la Rolls-Royce Submarines Ltd. sviluppi i sistemi di propulsione nucleare per i sottomarini di nuova generazione, garantendo al contempo servizi di assistenza tecnica. Il programma di rinnovo della flotta sottomarina nucleare britannica, approvato nel 2016, mira a sostituire l’attuale flotta con quattro nuovi sottomarini, con un investimento stimato di 31 miliardi di sterline, più una riserva di 10 miliardi. Si prevede che la nuova flotta entri in servizio negli anni 2030. Ogni sottomarino sarà in grado di trasportare fino a 16 missili Trident, ciascuno equipaggiabile con otto testate nucleari. Il contratto con Rolls-Royce dovrebbe creare 1.000 nuovi posti di lavoro e salvaguardarne altri 4.000, oltre a generare risparmi di oltre 400 milioni di sterline grazie a processi decisionali più efficienti. Il governo britannico ribadisce il suo impegno a mantenere una presenza sottomarina nucleare continua, con almeno un sottomarino sempre in pattugliamento, e a sostenere futuri sviluppi tecnologici in questo settore.

Diminuzione dell’occupazione in Ungheria nel 2024.
Nel dicembre 2024, il numero di occupati tra i 15 e i 74 anni in Ungheria è diminuito di 16.000 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 4.678.000 persone. Nello stesso mese, i disoccupati erano 210.000, con un tasso di disoccupazione del 4,3%. Nel trimestre ottobre-dicembre 2024, l’occupazione media è scesa a 4.689.000 persone. Gli uomini occupati erano 2.481.000, 27.000 in meno rispetto all’anno precedente, mentre il numero di donne occupate è rimasto stabile a 2.208.000. Nel mercato del lavoro primario nazionale, l’occupazione è diminuita di 32.000 unità, raggiungendo 4.515.000 persone. Il numero di lavoratori pubblici e di coloro che lavorano all’estero è leggermente aumentato, rispettivamente a 63.000 e 111.000. Tra i 15 e i 64 anni, il tasso di occupazione è stato del 75,1%, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali per gli uomini (78,5%) e una stabilità per le donne (71,5%). Il numero di disoccupati nel trimestre ottobre-dicembre 2024 è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, a 216.000 persone, con un tasso di disoccupazione del 4,4%. Il tempo medio di ricerca di lavoro è stato di 11,9 mesi, con il 47,5% dei disoccupati in cerca da meno di 3 mesi e il 34,3% da oltre un anno. Secondo il Servizio Nazionale dell’Occupazione, a fine dicembre 2024, il numero di persone in cerca di lavoro registrate è diminuito dell’1,8% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 221.000. Il Ministero dell’Economia Nazionale ha sottolineato che, nonostante la leggera diminuzione, l’occupazione rimane elevata e la disoccupazione è al di sotto della media dell’UE. Dal 2010, il numero di occupati è aumentato di un milione, con una triplicazione del salario medio e una quadruplicazione del salario minimo.

La fabbrica di batterie di Debrecen ottiene il permesso ambientale.
Il gruppo EVE Power ha ricevuto il permesso ambientale per il suo stabilimento a Debrecen, destinato a fornire batterie alla BMW. L’azienda adotterà una tecnologia innovativa per preservare le risorse idriche, utilizzando acque reflue trattate nei processi produttivi per ridurre al minimo l’uso di acqua potabile. EVE Power sottolinea il rispetto delle normative e l’impegno verso la comunità locale, aspirando a diventare un datore di lavoro di rilievo nella regione. La produzione nello stabilimento BMW di Debrecen è prevista per l’estate 2025.

Il Gruppo Mészáros costruirà una nuova centrale elettrica in Ungheria.
Il Gruppo Mészáros, attraverso la sua affiliata Status KPRIA Zrt., guiderà un consorzio internazionale per la costruzione di una nuova centrale a turbina a gas a ciclo combinato presso la centrale di Mátra. Il consorzio include l’egiziana Elsewedy PSP e la società ungherese West Hungária Bau Kft. La costruzione dovrebbe concludersi entro il 2028 e sarà la prima in Ungheria a utilizzare una significativa percentuale di idrogeno verde come combustibile. Le turbine saranno fornite dall’italiana Ansaldo Energia S.p.A., mentre l’installazione e la manutenzione saranno gestite dalla joint venture italo-ungherese MAEN-Energetika Zrt. Altre componenti saranno fornite da aziende ungheresi e dai loro partner. Németh Tamás, CEO di Status KPRIA Zrt., ha espresso fiducia nel fatto che il progetto darà nuovo impulso al settore energetico ungherese. Mészáros Lőrinc ha sottolineato che, dopo quasi 40 anni, aziende ungheresi avranno nuovamente l’opportunità di costruire una grande centrale elettrica. Il Gruppo Mészáros mira a contribuire alla protezione del clima, enfatizzando l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni durante il progetto. Fondata nel 2015, Status KPRIA Zrt. ha registrato ricavi di 136 milioni di fiorini nel 2022 e quasi 284 milioni nel 2023, con un utile netto aumentato da 38 a 79 milioni di fiorini nello stesso periodo.

Aumento della fiducia dei consumatori ungheresi: più viaggi e spese all’estero.
Nel dicembre 2024, la fiducia dei consumatori ungheresi ha mostrato un notevole rafforzamento, evidenziato da un incremento significativo delle spese per viaggi all’estero. Secondo il Ministero dell’Economia Nazionale, circa 212.000 ungheresi hanno viaggiato all’estero in aereo, con un aumento del 19% rispetto all’anno precedente. Le destinazioni più popolari includevano Londra, Istanbul, Dubai, Milano e Roma, con una crescita particolarmente marcata verso mete mediterranee come Valencia (228%), Malaga (45%) e Malta (35%). Inoltre, si è registrato un aumento del 5,4% nel numero di veicoli ungheresi che hanno attraversato le frontiere terrestri, soprattutto verso Austria e Slovacchia. Il primo ministro Viktor Orbán ha sottolineato che, nonostante le critiche dell’opposizione, questi dati indicano una crescente fiducia economica tra le famiglie ungheresi. Ha inoltre evidenziato che, nel dicembre 2024, 544.000 persone hanno soggiornato in strutture ricettive nazionali, mentre 212.000 hanno viaggiato all’estero in aereo, e durante il lungo weekend di fine anno, 418.000 veicoli con targa ungherese hanno lasciato il paese, probabilmente per motivi turistici. Questi trend suggeriscono una ripresa economica e una maggiore propensione alla spesa tra i cittadini ungheresi.

23 gennaio 2025: salari in crescita, nuove misure fiscali e tensioni nel mercato energetico ungherese.

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Aumento dei salari in Ungheria: crescita dell’11,9% e prospettive future.
Nel novembre 2024, il salario medio lordo per i lavoratori a tempo pieno in Ungheria ha raggiunto i 695.100 fiorini, segnando un aumento dell’11,9% rispetto all’anno precedente. Il salario netto medio, senza considerare le agevolazioni fiscali, è stato di 462.200 fiorini, mentre considerando le agevolazioni ha toccato i 478.000 fiorini. Il salario mediano lordo si è attestato a 550.800 fiorini, con un incremento del 12,5%. Questi dati indicano una crescita del potere d’acquisto, con un aumento reale dei salari del 7,9%, tenendo conto di un’inflazione del 3,7%. Czomba Sándor, segretario di Stato responsabile per le politiche occupazionali, ha sottolineato che oltre 4,7 milioni di persone sono attualmente impiegate, con una triplicazione del salario medio e una quadruplicazione del salario minimo rispetto al 2010. Il governo ungherese prevede ulteriori aumenti: nel 2025 il salario minimo salirà a 290.800 fiorini, nel 2026 a 328.600 fiorini e nel 2027 a 374.600 fiorini. Queste misure fanno parte di un piano d’azione economica volto a sostenere le famiglie e le imprese, includendo anche l’introduzione di prestiti agevolati per i lavoratori e il raddoppio delle detrazioni fiscali per i figli.

Hernádi Zsolt: “L’Europa deve lasciare al mercato la scelta tra gas russo e GNL americano”.
Hernádi Zsolt, amministratore delegato di Mol, critica l’intenzione dell’Unione Europea di sostituire il gas russo con il GNL americano, sottolineando che tale decisione dovrebbe essere basata su criteri di mercato. Evidenzia che, sebbene l’Europa sia diventata il principale acquirente di GNL statunitense dall’inizio del conflitto in Ucraina, il gas russo rimane più economico. Hernádi mette in guardia contro l’aumento dei costi energetici, che potrebbero compromettere la competitività dell’industria europea, già penalizzata da prezzi energetici tripli rispetto agli Stati Uniti. Sottolinea l’importanza di mantenere e ampliare l’infrastruttura energetica esistente, promuovendo la concorrenza tra fornitori. Pur condannando la guerra, Hernádi propone un “piano di sovranità” per aumentare la libertà d’azione dell’Europa, lasciando che sia il mercato a determinare la scelta tra GNL americano e gas russo, nell’interesse economico del continente.

Ungheria: dal 2025 la soglia di esenzione IVA per le piccole imprese sale a 18 milioni di fiorini.
Il ministro dell’Economia, Nagy Márton, ha annunciato che dal 1º gennaio 2025 la soglia per l’esenzione dall’IVA per le piccole imprese in Ungheria aumenterà da 12 a 18 milioni di fiorini. Questa misura mira a sostenere le piccole e medie imprese (PMI), riducendo l’onere fiscale e semplificando gli obblighi amministrativi. L’incremento della soglia consentirà a un numero maggiore di piccole imprese di beneficiare dell’esenzione dall’IVA, migliorando la loro competitività e facilitando la crescita economica nel settore delle PMI. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche governative volte a stimolare l’economia e a promuovere lo sviluppo delle imprese locali.

Csíki Sör riduce il capitale sociale per coprire le perdite mentre cambia proprietà.
La Csíki Sör Magyarország Kft., controllata dalla Lixid Project SRL rumena, ha ridotto il suo capitale sociale da 83 a 10 milioni di fiorini per far fronte alle perdite accumulate. Nel 2024, la Lixid Project SRL ha accumulato debiti per circa 8 miliardi di fiorini. Nell’ottobre 2024, due società di Lénárd András, fondatore di Csíki Sör, sono state acquisite dal miliardario slovacco-ungherese Világi Oszkár e da un suo storico partner commerciale. Si prevede che anche la società produttrice di Csíki Sör passerà sotto il loro controllo. Világi Oszkár era già coinvolto nella proprietà della Lixid Project SRL attraverso una società olandese. Nel dicembre 2024, questa società olandese e un distributore di vetro rumeno hanno avviato procedure fallimentari contro la Lixid Project SRL per insolvenza; tuttavia, tali procedure sono state interrotte nell’aprile 2024 dopo il pagamento dei debiti al distributore di vetro e la rinuncia dell’azienda olandese alla procedura fallimentare.

22 gennaio 2025: tra investimenti, inflazione e geopolitica – l’Ungheria affronta sfide economiche mentre Davos analizza l’impatto del ritorno di Trump

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Il ritorno di Donald Trump e le sue implicazioni globali al Forum Economico Mondiale di Davos.
Il 20 gennaio 2025, il Forum Economico Mondiale ha inaugurato la sua consueta riunione annuale a Davos, in Svizzera, riunendo leader politici ed economici per discutere le sfide globali attuali. Quest’anno, l’attenzione è particolarmente rivolta al ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, evento che ha suscitato reazioni contrastanti tra i partecipanti.
L’agenda del forum si concentra su temi quali l’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e le tensioni commerciali. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha criticato la continua dipendenza dai combustibili fossili, paragonandola a un “mostro di Frankenstein”, e ha sottolineato i pericoli di un’IA non regolamentata, che potrebbe aumentare le disuguaglianze e minare la fiducia nelle istituzioni.
Nel contesto economico, i banchieri di Wall Street prevedono un boom finanziario sotto la nuova amministrazione Trump, aspettandosi una significativa deregolamentazione del settore. Tuttavia, permangono preoccupazioni riguardo ai potenziali effetti negativi di tali politiche, considerando che precedenti tentativi di allentare le normative finanziarie hanno portato a crisi nel settore bancario.
Inoltre, l’attenzione è rivolta alle prime mosse di Trump, che ha rapidamente annullato numerose azioni esecutive del suo predecessore e ha minacciato di imporre pesanti dazi sui principali partner commerciali, potenzialmente causando turbolenze nei mercati globali. Queste azioni hanno suscitato dibattiti tra i leader presenti a Davos, evidenziando le tensioni tra approcci nazionalisti e globalisti nell’attuale panorama politico ed economico.

L’incertezza globale e le sfide per l’economia ungherese nel 2025.
Secondo un’analisi recente, l’economia mondiale nel 2025 potrebbe affrontare un ambiente incerto, influenzato principalmente dalle politiche commerciali di Donald Trump. Queste politiche potrebbero avere un impatto significativo sia sulla crescita economica che sui processi inflazionistici a livello globale. In Ungheria, la ripresa economica è prevista per la seconda metà dell’anno, sostenuta dall’avvio della produzione in tre grandi stabilimenti e da un aumento del consumo interno. Tuttavia, il governo ungherese deve affrontare una sfida importante: non basta ristabilire l’economia, ma è fondamentale migliorare la percezione di benessere economico tra la popolazione. L’esempio degli Stati Uniti mostra che una crescita economica non si traduce necessariamente in consenso politico se i cittadini non percepiscono benefici tangibili nella loro vita quotidiana. Pertanto, oltre a implementare politiche macroeconomiche efficaci, è essenziale che il governo ungherese si concentri sul miglioramento delle condizioni di vita dei suoi cittadini per garantire stabilità e progresso.

Il progetto “Grand Budapest” a Rákosrendező: investimenti e controversie.
Il 16 gennaio 2025, il governo ungherese ha firmato un contratto di vendita con l’Eagle Hills Hungary per lo sviluppo di un nuovo quartiere denominato “Grand Budapest” nell’area di Rákosrendező. L’investimento previsto supera i 12 miliardi di euro, con l’obiettivo di trasformare la zona in un moderno distretto urbano.
Tuttavia, il sindaco di Budapest, Gergely Karácsony, ha espresso preoccupazioni riguardo al progetto, sottolineando l’importanza di coinvolgere i residenti nelle decisioni urbanistiche e di garantire che lo sviluppo rispetti l’identità storica della città. In risposta, la Magyar Nemzeti Vagyonkezelő (MNV) ha dichiarato che, secondo l’accordo intergovernativo tra l’Ungheria e gli Emirati Arabi Uniti, la proprietà può essere venduta solo a un’entità designata dagli Emirati, limitando così il diritto di prelazione del comune.
Questa situazione ha sollevato un dibattito pubblico sull’equilibrio tra sviluppo economico e conservazione del patrimonio urbano, evidenziando la necessità di trasparenza e partecipazione civica nei progetti di grande scala.

L’espansione del sistema di monitoraggio dei prezzi online per combattere l’inflazione alimentare.
Il 22 gennaio 2025, il Ministero dell’Economia ungherese ha annunciato l’intenzione di ampliare il sistema di monitoraggio dei prezzi online, incrementando il numero di prodotti monitorati da 62 a 100. Questa estensione includerà categorie come pesce, caffè, tè, riso, ulteriori prodotti lattiero-caseari, carne bovina, salsicce di maiale, panini, dolciumi e cacao in polvere. L’obiettivo principale di questa iniziativa è aumentare la trasparenza dei prezzi al consumo, stimolare la concorrenza tra le catene di vendita al dettaglio e mantenere bassi i prezzi degli alimenti. Inoltre, il governo ha sottolineato che misure precedenti, come il controllo dei prezzi degli alimenti e le promozioni obbligatorie, hanno contribuito a ridurre l’inflazione alimentare quasi allo 0% nel primo trimestre del 2024. Tuttavia, recenti dati indicano un aumento dell’inflazione alimentare oltre il 5%, attribuito sia a fattori internazionali, come l’aumento dei prezzi del latte crudo e dei cereali, sia a margini di profitto più elevati nel commercio al dettaglio. Pertanto, l’espansione del sistema di monitoraggio dei prezzi mira a contrastare queste tendenze, garantendo che i consumatori abbiano accesso a informazioni aggiornate sui prezzi e promuovendo un mercato più competitivo.

MBH Bank emette con successo obbligazioni per 750 milioni di euro.
Il 21 gennaio 2025, MBH Bank Nyrt. ha annunciato l’emissione di obbligazioni internazionali conformi ai requisiti MREL, ricevendo offerte per oltre 1,6 miliardi di euro, più del triplo dell’obiettivo minimo prefissato. Alla luce di questa forte domanda, la banca ha deciso di emettere obbligazioni per un valore totale di 750 milioni di euro. Queste obbligazioni, con una durata di 5 anni e richiamabili dopo 4, saranno emesse con data di regolamento 29 gennaio. L’emissione mira a soddisfare i requisiti minimi di fondi propri e passività ammissibili (MREL) e ha attirato l’interesse di 130 investitori, con oltre l’80% delle offerte provenienti da investitori internazionali. Questo successo rafforza la presenza di MBH Bank sui mercati dei capitali sia nazionali che internazionali, consolidando la sua posizione come una delle principali istituzioni finanziarie in Ungheria, con un totale attivo superiore a 12.228 miliardi di fiorini e una base clienti di circa due milioni e mezzo tra privati e aziende.

Un’Opportunità Immobiliare Esclusiva a Budapest: Il Bajmóci Business Complex in Affitto

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Budapest continua ad attrarre investitori e aziende internazionali grazie alla sua posizione strategica, economia in crescita e un mercato immobiliare altamente competitivo. Oggi vi presentiamo un’opportunità unica per le imprese che cercano uno spazio commerciale premium: il Bajmóci Business Complex, un sito indipendente di 710 m² situato nell’11° distretto della capitale ungherese.


Una Location Strategica nel Cuore del Business

L’11° distretto di Budapest è una delle zone più dinamiche della città, un’area strategicamente posizionata con eccellenti collegamenti alle principali arterie stradali, ai centri commerciali e alle infrastrutture logistiche. Qui si trova il Bajmóci Business Complex, un immobile perfetto per aziende che necessitano di uffici, showroom, magazzini o una combinazione di questi spazi.

Questa struttura indipendente si estende su un terreno privato di 3000 m², offrendo flessibilità e personalizzazione totale per soddisfare ogni esigenza aziendale.


Caratteristiche Principali del Bajmóci Business Complex

✅ 710 m² di spazi versatili suddivisi in quattro edifici separati, ideali per uffici, esposizioni e logistica.

✅ Posizione eccellente: Situato nell’11° distretto, con accesso immediato alle principali reti stradali e ai poli commerciali.

✅ Indipendenza e personalizzazione: La struttura può essere adattata alle necessità specifiche di ogni azienda, garantendo la massima flessibilità d’uso.

✅ Ampio parcheggio: Sono disponibili almeno 20 posti auto privati, un vantaggio fondamentale per aziende con dipendenti, clienti o fornitori che necessitano di un accesso comodo e immediato.

✅ Disponibilità immediata: Questa opportunità è già disponibile sul mercato, offrendo alle aziende l’opportunità di assicurarsi uno spazio premium in una delle aree più strategiche di Budapest.


Perché Investire a Budapest?

Negli ultimi anni, Budapest è diventata un hub sempre più attraente per investitori internazionali e aziende multinazionali, grazie a fattori chiave come:

  • Un’economia stabile e in crescita con incentivi fiscali per le imprese.
  • Un mercato immobiliare competitivo, con un eccellente rapporto qualità-prezzo rispetto ad altre capitali europee.
  • Una posizione strategica nel cuore dell’Europa centrale, perfetta per la logistica e gli scambi commerciali.

Il Bajmóci Business Complex rappresenta una rara opportunità per le aziende che vogliono stabilire o espandere la loro presenza in Ungheria, approfittando di una struttura moderna, personalizzabile e pronta all’uso.


Come Prenotare una Visita

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📍 Indirizzo: 1118 Budapest, Bajmóci utca
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Orbán e Fico discutono di sicurezza energetica, aumenti salariali al BME, riduzione dei prezzi dei carburanti e boom immobiliare a Budapest.

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La MOL sollecita i rivenditori a ridurre i prezzi dei carburanti.
In una comunicazione interna, la MOL ha invitato i rivenditori affiliati a ridurre i prezzi al dettaglio di benzina e diesel di 2 fiorini al litro a partire dal 21 gennaio 2025. Questa decisione segue un periodo di costante aumento dei prezzi dei carburanti dall’inizio dell’anno, con la benzina che ha raggiunto 617 fiorini al litro e il diesel 637 fiorini al litro entro il 31 dicembre 2024. Il Ministero dell’Economia Nazionale ha sottolineato l’obiettivo del governo di mantenere i prezzi dei carburanti al di sotto della media dei paesi confinanti, dichiarando che, se necessario, interverrà per garantire questo equilibrio. Il primo ministro Orbán Viktor ha espresso preoccupazione per l’aumento dei prezzi, definendo la situazione “oltraggiosa” e sottolineando l’importanza di proteggere le infrastrutture energetiche del paese. In risposta, la MOL ha implementato la riduzione dei prezzi per allinearsi alle aspettative governative e sostenere i consumatori.

Aumenti salariali per docenti e ricercatori del BME.
A partire dal 1° gennaio 2025, l’Università Tecnica ed Economica di Budapest (BME) ha introdotto una nuova scala salariale minima per i suoi docenti e ricercatori. Secondo l’annuncio del rettore Charaf Hassan e del cancelliere Miklós Verseghi-Nagy, gli stipendi base aumenteranno dal 29% al 61%, con gli incrementi maggiori destinati alle posizioni accademiche inferiori. Ad esempio, lo stipendio base degli assistenti passa da 326.000 fiorini lordi a 500.000 fiorini, mentre i professori universitari con titolo di Dottore dell’Accademia Ungherese delle Scienze vedranno il loro stipendio aumentare da 777.000 fiorini lordi a 1 milione di fiorini. Per il personale non docente e non ricercatore, l’entità dell’aumento salariale sarà determinata dai responsabili delle rispettive unità organizzative. Questa misura rappresenta il primo passo verso l’adeguamento salariale, con ulteriori incrementi previsti negli anni successivi. Nel dicembre 2024, il BME ha avviato un cambiamento nel modello di mantenimento, trasferendo i diritti di gestione a una società economica creata dallo Stato, pur mantenendo i posti di studio finanziati dallo Stato.

La VOSZ sottolinea la necessità di lavoratori stranieri per l’economia ungherese.
La Vállalkozók és Munkáltatók Országos Szövetsége (VOSZ) ha dichiarato che, nella fase attuale di sviluppo economico, l’Ungheria necessita dell’impiego di lavoratori stranieri. Questo perché molte aziende non riescono a trovare un numero sufficiente di lavoratori ungheresi, soprattutto per posizioni che richiedono una bassa qualificazione. La VOSZ avverte che, senza la possibilità di assumere manodopera straniera, alcune imprese potrebbero ridurre le loro attività o trasferirle in paesi con condizioni più favorevoli, mettendo a rischio posti di lavoro occupati da ungheresi. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’associazione sottolinea che i salari dei lavoratori stranieri non sono inferiori a quelli dei lavoratori locali, poiché la legge ungherese richiede che tutti i dipendenti ricevano lo stesso stipendio per lo stesso lavoro, indipendentemente dalla nazionalità. Inoltre, i costi aggiuntivi legati all’assunzione di lavoratori stranieri, come la formazione e l’integrazione, possono aumentare le spese dei datori di lavoro del 30-50%. La VOSZ prevede che, con l’evoluzione tecnologica, la domanda di lavoratori stranieri diminuirà nel tempo, ma fino ad allora è fondamentale evitare restrizioni amministrative che potrebbero ostacolare lo sviluppo economico del paese.

Il progetto Grand Budapest potrebbe triplicare i prezzi degli immobili nella zona di Rákosrendező.
Secondo un’analisi di ingatlan.com, il progetto Grand Budapest, noto anche come “mini-Dubai”, previsto nell’area di Rákosrendező, potrebbe influenzare significativamente il mercato immobiliare locale. Balogh László, capo economista del portale, sottolinea che le infrastrutture pianificate, tra cui piste ciclabili, la copertura delle linee ferroviarie con aree verdi e l’estensione della linea 1 della metropolitana, potrebbero rapidamente riflettersi in un aumento dei prezzi degli immobili circostanti. Attualmente, nelle zone interessate del XIII distretto, il prezzo medio al metro quadro degli appartamenti usati supera il milione di fiorini, mentre quelli nuovi raggiungono 1,5 milioni di fiorini. Nel XIV distretto, le cifre sono simili, con appartamenti usati venduti a quasi 1,1 milioni di fiorini al metro quadro e quelli nuovi a circa 1,3 milioni. Balogh prevede che, una volta completato il progetto, i prezzi degli appartamenti di nuova costruzione nell’area potrebbero raggiungere i 4-5 milioni di fiorini al metro quadro, triplicando i valori attuali. Questa tendenza è attribuita sia all’aumento generale dei prezzi nel mercato immobiliare e nel settore delle costruzioni, sia ai costi associati all’edilizia verticale prevista nel progetto.

Orbán Viktor annuncia una nuova era per l’economia ungherese.
Il 21 gennaio 2025, il Primo Ministro ungherese Orbán Viktor ha dichiarato l’inizio di una nuova fase per l’economia nazionale, evidenziando diverse misure chiave:

- Piena occupazione: raggiungimento di un tasso di disoccupazione minimo storico.
- Tariffe energetiche tra le più basse in Europa: mantenimento di costi energetici ridotti per i cittadini.
- Aumenti salariali: implementazione di una politica di incremento dei salari per migliorare il potere d'acquisto.
- Raddoppio delle detrazioni fiscali per le famiglie: potenziamento degli sgravi fiscali per sostenere le famiglie con figli.
- Introduzione del "munkáshitel": un nuovo prestito agevolato per i giovani lavoratori, con un massimo di 4 milioni di fiorini a tasso zero e una durata fino a dieci anni.
- Sostegno alle PMI: stanziamento di 1.400 miliardi di fiorini per supportare le piccole e medie imprese.
- Avvio di investimenti statali: lancio di progetti pubblici per un totale di 450 miliardi di fiorini.

Queste iniziative mirano a rafforzare la stabilità economica e a promuovere la crescita sostenibile del paese.

Szijjártó Péter inaugura un nuovo stabilimento e celebra i successi dell’industria alimentare.
Il 21 gennaio 2025, il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio, Szijjártó Péter, ha partecipato all’inaugurazione del nuovo stabilimento della Kemenes Cukrász Manufaktúra Kft. a Páty. L’investimento, del valore di circa 1,8 miliardi di fiorini, è stato sostenuto dallo Stato con un contributo di 618 milioni di fiorini, portando il numero totale di dipendenti dell’azienda a 85. Szijjártó ha sottolineato che il governo ungherese considera fondamentale il supporto alle piccole e medie imprese di proprietà nazionale, elemento centrale della politica economica del paese. Ha evidenziato che, negli ultimi dieci anni, il governo ha sostenuto 1.108 aziende nazionali con un totale di 580 miliardi di fiorini, generando investimenti per 2.300 miliardi di fiorini e creando circa 14.000 posti di lavoro. Riguardo al settore alimentare, il ministro ha osservato che, nonostante le recenti crisi globali, l’industria ha registrato una crescita significativa, con un valore di produzione passato da 3.800 miliardi di fiorini nel 2020 a 6.500 miliardi di fiorini nel 2024. Ha concluso affermando che le recenti sfide economiche globali hanno evidenziato la vulnerabilità dei sistemi, sottolineando l’importanza di investire in aziende nazionali per garantire la resilienza economica.

Orbán Viktor e Robert Fico discutono la sicurezza energetica e la situazione in Ucraina.
Il 21 gennaio 2025, il Primo Ministro ungherese Orbán Viktor ha incontrato a Bratislava il suo omologo slovacco, Robert Fico, per discutere della sicurezza energetica dei due paesi in seguito all’interruzione del transito del gas attraverso l’Ucraina. Durante l’incontro, i due leader hanno ribadito la loro opposizione all’adesione dell’Ucraina alla NATO, esprimendo preoccupazioni anche riguardo alla possibile integrazione di Kiev nell’Unione Europea, soprattutto per le implicazioni sul settore agricolo europeo. Fico ha sottolineato che l’interruzione del transito del gas comporta una perdita di entrate significative per la Slovacchia e ha minacciato di porre il veto a futuri aiuti finanziari dell’UE destinati all’Ucraina, affermando: “Sono il Primo Ministro della Slovacchia, non il servitore dell’Ucraina”. Queste dichiarazioni riflettono una crescente tensione nella regione riguardo alle politiche energetiche e alle relazioni con l’Ucraina.

Ungheria, 20 gennaio 2025: economia tra sfide energetiche, investimenti per la classe media e continue revisioni di bilancio

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Nagy Márton: L’UE deve aumentare gli investimenti per restare competitiva.
Nagy Márton, ministro dell’economia ungherese, ha sottolineato che l’Unione Europea non soffre di una carenza di innovatori, ma investe significativamente meno nella transizione economica rispetto a Cina e Stati Uniti. Secondo Nagy, mentre questi ultimi adottano politiche fiscali espansive per stimolare l’economia, l’UE mantiene un approccio conservatore, limitando la spesa pubblica. Ha evidenziato che la Cina e gli USA presentano deficit di bilancio elevati, mentre la Germania insiste su un basso disavanzo, riflettendo una mentalità di austerità. Nagy ha criticato questa posizione, affermando che l’UE dovrebbe aumentare gli investimenti per migliorare la competitività e affrontare le sfide economiche globali. Ha concluso che, senza un adeguato supporto finanziario, l’UE rischia di rimanere indietro rispetto ad altre potenze economiche.

Orbán Viktor: Il 2025 sarà l’anno del rafforzamento della classe media.
Il primo ministro ungherese, Orbán Viktor, ha dichiarato che il 2025 sarà l’anno del rafforzamento della classe media, con l’obiettivo di elevare a questo status anche coloro che attualmente si trovano in posizioni socioeconomiche inferiori. György László, commissario governativo, ha ricordato che un processo simile è già avvenuto: nel decennio precedente alla pandemia di Covid-19, circa due milioni di ungheresi sono entrati a far parte della classe media, secondo la definizione più rigorosa del termine. Orbán ha specificato che la classe media comprende coloro che possiedono una proprietà immobiliare, hanno un reddito proprio, mantengono la famiglia con il loro lavoro e riescono a coprire le spese fino alla fine del mese. György László ha aggiunto che, secondo la definizione più restrittiva, appartengono alla classe media anche coloro che aspirano a uno sviluppo intellettuale e spirituale. Nel suo libro “La rivoluzione della classe media”, László evidenzia che la percentuale di ungheresi appartenenti a questa categoria è aumentata dal 34,9% al 54,6% tra il 2011 e il 2021. Orbán ha sottolineato l’importanza di un’economia che garantisca a tutti un lavoro e la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita, indicando che il 2025 sarà dedicato al consolidamento di questi obiettivi.

Szijjártó Péter: L’energia resta una sfida, l’Ungheria punta su diversificazione e Romania.
Szijjártó Péter, ministro degli Affari Esteri e del Commercio estero, ha dichiarato che l’Europa sta affrontando una grave crisi energetica, aggravata dalle sanzioni politiche che compromettono la competitività del continente e il tenore di vita dei cittadini. Ha sottolineato la necessità di diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento del gas naturale, menzionando l’importanza del progetto Neptun Deep in Romania. Szijjártó ha ribadito che l’Ungheria continuerà a utilizzare il gas russo fino a quando non riceverà offerte più vantaggiose, criticando l’Unione Europea per la mancanza di sostegno nell’ampliamento delle infrastrutture energetiche nel sud-est europeo.

All’asta Lamborghini e Ferrari sequestrate dalla NAV in un’operazione anti-frode.
La Nemzeti Adó- és Vámhivatal (NAV) ha messo all’asta due auto di lusso italiane per un valore complessivo stimato di 290 milioni di fiorini ungheresi. Si tratta di una Lamborghini Urus del 2022, valutata 120 milioni di fiorini, con un’asta che parte da 60 milioni. Questo SUV familiare è equipaggiato con un motore V8 biturbo da 3996 cc, capace di erogare circa 650 cavalli, e ha percorso 16.000 chilometri. L’altra vettura è una Ferrari F8 Tributo Keyvany del 2020, una versione limitata di cui esistono solo venti esemplari, con un valore stimato di 170 milioni di fiorini e un’asta che inizia da 85 milioni. Questo modello esclusivo monta un motore V8 da 3902 cc che sviluppa 720 cavalli e ha percorso solo 5.000 chilometri. Entrambi i veicoli sono stati sequestrati nel 2023 durante un’operazione contro un’organizzazione criminale specializzata in frodi fiscali, che ha causato un danno erariale di 472 milioni di fiorini. Durante l’operazione, oltre alle auto, sono stati confiscati 17 immobili e mezzo miliardo di fiorini in contanti. È interessante notare che in un caso precedente, nel 2021, la NAV ha dovuto pagare un risarcimento doppio rispetto al ricavato di un’asta di auto di lusso, poiché i veicoli appartenevano a una società di leasing tedesca e non ai sospetti.

Richter Gedeon: Il Vraylar nella lista dei farmaci con prezzo rinegoziabile negli USA.
Il Vraylar, un antipsicotico sviluppato dalla Richter Gedeon Nyrt. e commercializzato negli Stati Uniti dall’AbbVie, è stato inserito nella lista di quindici farmaci il cui prezzo potrebbe essere rinegoziato nell’ambito del programma Medicare degli Stati Uniti. Questa iniziativa, parte dell’Inflation Reduction Act approvato nel 2022, mira a ridurre i costi dei farmaci per i consumatori. Secondo Miró József, analista capo di Erste Bank, la riduzione dei prezzi potrebbe influenzare i ricavi totali del Vraylar per circa 1,5 miliardi di dollari, con un impatto stimato per la Richter di circa 300 milioni di dollari (120 miliardi di fiorini). Tuttavia, questa revisione non avrà effetti sui risultati finanziari della Richter per l’anno in corso.

Programma Demján Sándor: le PMI possono richiedere nuovi finanziamenti per investimenti.
Il 23 gennaio, dalle 10:00 alle 16:00, le piccole e medie imprese ungheresi potranno presentare domanda per il programma di sostegno agli investimenti “1+1” nell’ambito del Programma Demján Sándor. Negli ultimi cinque settimane, oltre 6.500 imprenditori hanno effettuato la preregistrazione, indicando un forte interesse per l’acquisizione di nuovi strumenti e l’avvio di investimenti. Le domande saranno valutate dall’Agenzia Ungherese per lo Sviluppo Economico (MGA) secondo un sistema a punti, con l’emissione dei certificati di sostegno prevista per la primavera. Questo programma mira a stimolare la crescita economica nel 2025, fornendo alle imprese un supporto significativo per i loro progetti di sviluppo.

Il governo ungherese ha modificato il bilancio 37 volte nel 2024.
Nel 2024, il governo ungherese ha modificato il bilancio statale 37 volte, con una frequenza media di una modifica ogni dieci giorni. La prima revisione è avvenuta il 14 agosto 2023, ben 139 giorni prima dell’inizio dell’anno fiscale. Queste modifiche hanno riguardato complessivamente 3.931 miliardi di fiorini, pari al 937% del bilancio totale. La più significativa è stata il 18 gennaio 2024, quando 406 miliardi di fiorini sono stati trasferiti dalle “altre spese operative” del Ministero delle Finanze alle riserve mirate dello stesso ministero, e 340 miliardi sono stati destinati all’aumento salariale degli insegnanti. La voce più frequentemente modificata, con 17 interventi, è stata il finanziamento delle università e dei college non statali. Questa tendenza evidenzia una crescente instabilità nella pianificazione finanziaria del governo ungherese.

Economia ungherese al bivio: crescita incerta, crisi immobiliare e sfide strategiche nel 2025

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Il mercato immobiliare ungherese continua a crescere: le sfide abitative persisteranno nel 2025.
Nel 2024, il mercato immobiliare ungherese ha registrato un aumento dei prezzi di circa il 10%, con le aree urbane che hanno superato questa media. A Budapest, i prezzi al metro quadro hanno superato 1 milione di fiorini, mentre nelle principali città provinciali si osservano variazioni significative. Nonostante gli sforzi governativi per affrontare la crisi abitativa, le misure adottate non sembrano sufficienti a frenare l’aumento dei prezzi. Gli esperti prevedono che nel 2025 il mercato continuerà a crescere, alimentato anche dal trasferimento di capitali dagli investimenti in titoli di Stato verso il settore immobiliare. Questa tendenza potrebbe ulteriormente aggravare le difficoltà abitative, soprattutto nelle aree urbane. Inoltre, i canoni di locazione a Budapest hanno superato i 200.000 fiorini mensili nella maggior parte dei distretti, indicando che le sfide legate all’accessibilità abitativa non si risolveranno nel breve termine.

Gyopárosfürdő: chiusura parziale del complesso termale per difficoltà finanziarie.
A partire da lunedì prossimo, il complesso termale Gyopárosfürdő di Orosháza sospenderà temporaneamente la maggior parte delle sue attività, mantenendo operativa solo la sezione dedicata alle cure mediche. Questa decisione è stata presa dalla nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco János Raffai, insediatosi nell’ottobre scorso, a causa delle difficoltà finanziarie della città. Secondo Raffai, la precedente amministrazione non ha investito sufficientemente nella manutenzione e nello sviluppo del complesso, portando a problemi come l’utilizzo di gas per il riscaldamento quando i pozzi geotermici erano inattivi e l’uso di acqua potabile per riempire le piscine in assenza di acqua fredda dai pozzi, con conseguenti costi insostenibili per la città. Nonostante il complesso abbia ottenuto un finanziamento europeo di 727 milioni di fiorini per l’efficienza energetica, l’utilizzo di questi fondi richiede che la sezione termale rimanga operativa. Il consiglio comunale ha stanziato 101 milioni di fiorini per il funzionamento del complesso nel primo trimestre, includendo un piano di riduzione del personale che interesserà circa 40 dipendenti. Il sindaco ha sottolineato che la chiusura parziale è una misura temporanea, con l’obiettivo di riaprire completamente il complesso una volta risolte le problematiche finanziarie e strutturali.

Il 2024 segna un anno record per l’Aeroporto di Budapest con oltre 17,5 milioni di passeggeri.
Nel 2024, l’Aeroporto Internazionale Liszt Ferenc di Budapest ha raggiunto un traguardo storico, accogliendo oltre 17,5 milioni di passeggeri, il numero più alto mai registrato. Questo risultato sottolinea la validità della decisione del governo ungherese di riacquistare l’80% delle azioni dell’aeroporto nel giugno 2024, in collaborazione con il partner strategico francese Vinci, che detiene il restante 20%. Il ministro dell’Economia Nazionale, Nagy Márton, ha evidenziato che la gestione nazionale dell’aeroporto non è solo una questione commerciale, ma anche strategica, permettendo decisioni più favorevoli per l’intero settore, inclusi sviluppi infrastrutturali e l’espansione delle rotte aeree. Tra i progetti futuri, è prevista la costruzione del Terminal 3, mirata a migliorare ulteriormente la capacità e la qualità dei servizi offerti ai passeggeri.

La recessione tedesca minaccia la crescita economica promessa da Orbán Viktor.
Nel 2024, l’economia tedesca ha subito una contrazione dello 0,2%, dopo un calo dello 0,3% nel 2023, segnando la prima doppia recessione consecutiva dal 1950. Questa situazione mette in discussione l’ottimismo del Primo Ministro ungherese Orbán Viktor, che aveva previsto una crescita economica significativa per l’Ungheria nel 2025. La stretta interconnessione tra le economie ungherese e tedesca, soprattutto attraverso l’export e la dipendenza dall’industria automobilistica tedesca, rende l’Ungheria vulnerabile alle difficoltà economiche della Germania. Regős Gábor, capo economista di Gránit Alapkezelő, sottolinea che la performance dell’export ungherese è strettamente legata alla domanda tedesca, e una recessione prolungata in Germania potrebbe ostacolare le prospettive di crescita dell’Ungheria. Inoltre, la Germania affronta sfide come l’aumento dei costi energetici e la concorrenza delle importazioni cinesi, fattori che potrebbero avere ripercussioni negative anche sull’economia ungherese.

La Commissione Europea prevede una crescita economica inferiore alle aspettative del governo ungherese.
La Commissione Europea ha pubblicato la sua valutazione trimestrale sull’economia dell’Unione Europea, indicando per l’Ungheria una crescita del PIL dello 0,6% nel 2024 e dell’1,8% nel 2025, significativamente inferiore al 3-6% previsto dal Primo Ministro Orbán Viktor. Questa discrepanza è attribuita a diversi fattori, tra cui la riduzione degli investimenti pubblici, l’acquisizione dell’aeroporto di Budapest e le sfide nel settore automobilistico, che incidono negativamente sulla situazione finanziaria del paese. Inoltre, l’inflazione in Ungheria è prevista rimanere sopra la media dell’UE, influenzata dall’aumento della domanda interna, dall’incremento del salario minimo e dalla svalutazione della valuta nazionale. La Commissione sottolinea che, nonostante le misure adottate, il deficit di bilancio e il debito pubblico rimarranno elevati, superando i criteri di Maastricht, con un deficit previsto del 5,4% del PIL e un debito pubblico al 74,5% del PIL nel 2024.

16 gennaio. L’economia ungherese tra sfide e opportunità: crescita incerta, acquisizioni strategiche e adeguamenti tariffari nel 2025

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L’industria automobilistica europea tra elettrificazione e incertezze economiche.
L’industria automobilistica europea sta affrontando una transizione verso l’elettrificazione, spinta dalle direttive dell’Unione Europea che mirano a ridurre le emissioni di CO₂. Tuttavia, questa transizione si sta rivelando più complessa del previsto. Nonostante l’aumento delle vendite di veicoli elettrici, la domanda per i veicoli con motori a combustione interna rimane elevata, portando i produttori a riconsiderare i loro piani e a mantenere la produzione di veicoli tradizionali. Inoltre, l’industria automobilistica europea sta affrontando una crescente concorrenza da parte dei produttori asiatici, in particolare cinesi, che hanno un vantaggio tecnologico nei veicoli elettrici. Questa situazione ha generato incertezze nel settore, con ristrutturazioni e licenziamenti in aumento. Secondo István Knezsik, presidente della Autós Nagykoalíció (ANK) e dell’Associazione Ungherese degli Importatori di Veicoli (MGE), l’industria automobilistica è influenzata da tre fattori principali: le direttive politiche, la fattibilità tecnica e le preferenze dei consumatori. La sfida maggiore è che le decisioni politiche spesso non tengono conto delle reali esigenze e preferenze dei consumatori, creando disallineamenti nel mercato.

Artrom Steel Tubes acquisita dalla GLGH Steel: prospettive e impatti sull’industria siderurgica.
La GLGH Steel, filiale della società d’investimento americana Great Lakes Global Holdings (GLGH) con sede a Chicago, ha annunciato l’acquisizione della Artrom Steel Tubes SA, un’importante azienda siderurgica rumena. L’Artrom gestisce impianti di produzione di tubi d’acciaio senza saldatura a Reșița e Slatina, impiegando circa 2200 persone. Nel 2023, l’azienda ha registrato un fatturato di 1,472 miliardi di lei (circa 122 miliardi di fiorini) e un utile ante imposte di 55 milioni di lei (circa 4,55 miliardi di fiorini), esportando oltre l’80% della sua produzione. L’accordo di vendita delle azioni è stato concluso a novembre con i precedenti proprietari serbi dell’Artrom, ma necessita ancora dell’approvazione delle autorità rumene competenti. Adam Hitchcock, fondatore e comproprietario di GLGH, ha espresso soddisfazione per l’acquisizione, sottolineando le prospettive positive e il potenziale globale dell’Artrom. La transazione mira a garantire la continuità di migliaia di posti di lavoro nella regione meridionale della Romania.

Acquisizione di E.ON Romania da parte di MVM: preoccupazioni per la sicurezza energetica.
Il Ministero dell’Energia rumeno ha sollevato preoccupazioni riguardo alla prevista acquisizione da parte del gruppo energetico ungherese MVM della quota di maggioranza di E.ON Energie Romania, uno dei principali fornitori di gas ed elettricità del paese, che serve circa 3,4 milioni di clienti. L’accordo, annunciato a dicembre 2024, prevede che MVM acquisisca il 68% delle azioni di E.ON Energie Romania e il 98% di E.ON Asist Complet. Tuttavia, le autorità rumene stanno valutando i potenziali rischi per la sicurezza nazionale associati a questa transazione, in particolare a causa dei legami di MVM con la Russia. MVM dipende in larga misura dal gas russo e mantiene relazioni commerciali con Gazprom e Rosatom, entrambe soggette a sanzioni internazionali. Il Ministero dell’Energia ha espresso timori che l’acquisizione possa facilitare l’accesso di entità non appartenenti all’Unione Europea, potenzialmente non conformi alle normative europee in materia di energia e trasparenza, ai dati sensibili di oltre 3 milioni di clienti rumeni. Il ministro Sebastian Burduja ha dichiarato che la Romania agirà con fermezza per proteggere la propria sovranità e gli interessi strategici, assicurando che settori critici come l’energia non diventino vulnerabili a influenze geopolitiche o a pratiche economiche che eludono i principi europei di concorrenza e trasparenza.

OTP Bank prevede una crescita economica del 2% per l’Ungheria nel 2025.
L’OTP Bank prevede per il 2025 una crescita economica dell’Ungheria intorno al 2%, inferiore al 3,4% stimato dal governo. Gli analisti evidenziano rischi al ribasso, tra cui possibili dazi statunitensi, debolezza del mercato del lavoro e ulteriori cali negli investimenti. A livello globale, l’insediamento del presidente Donald Trump potrebbe introdurre politiche protezionistiche, aumentando l’inflazione e rallentando l’economia americana. Nell’Eurozona, si prevede una crescita intorno all’1%, con l’aspettativa di un allentamento monetario da parte della Banca Centrale Europea per contrastare la debolezza economica e l’inflazione moderata. In Ungheria, la crescita del PIL nel 2024 è stata di circa lo 0,4%, inferiore alle attese e ai dati dei paesi vicini, principalmente a causa di un significativo calo degli investimenti, un fenomeno unico nella regione dell’Europa centrale e orientale.

Magyar Telekom adegua le tariffe ai livelli di inflazione del 2024.
A partire dal 1º aprile 2025, Magyar Telekom aumenterà le tariffe mensili dei suoi servizi del 3,7%, in linea con l’inflazione media annuale del 2024 calcolata dal Központi Statisztikai Hivatal (Ufficio Centrale di Statistica). Questo adeguamento interesserà sia i contratti residenziali che quelli aziendali, mentre le tariffe relative al consumo effettivo rimarranno invariate. I clienti aziendali con servizi di rete fissa riceveranno le fatture aggiornate già ad aprile, seguiti a maggio dagli abbonati residenziali e mobili. Questa mossa segue una tendenza nel settore delle telecomunicazioni ungherese, dove operatori come Yettel e Vodafone hanno introdotto meccanismi simili di adeguamento tariffario basati sull’inflazione.

Borsa di Budapest ai massimi storici: crescita per OTP, MOL e Richter.
Il 15 gennaio 2025, l’indice BUX della Borsa di Budapest ha raggiunto un nuovo massimo storico, chiudendo a 83.929,63 punti, con un incremento dell’1,02% rispetto al giorno precedente. Il volume degli scambi è stato di 19,5 miliardi di fiorini, superiore alla media. Tra le principali società, OTP Bank ha visto un aumento dello 0,82% nel prezzo delle sue azioni, chiudendo a 23.390 fiorini, con un volume di scambi di 11,9 miliardi di fiorini. MOL ha registrato un incremento dell’1,71%, chiudendo a 2.858 fiorini, con scambi per 3,7 miliardi di fiorini. Richter Gedeon ha guadagnato l’1,13%, chiudendo a 10.770 fiorini, con un volume di 2,4 miliardi di fiorini, sostenuta dall’annuncio del successo dei test clinici di un suo farmaco biosimilare. Magyar Telekom ha mantenuto stabile il suo prezzo a 1.328 fiorini, con scambi per 539,9 milioni di fiorini. Secondo l’analista Ákos Czibere di Equilor Befektetési Zrt., il mercato ha beneficiato di un sentiment positivo, con performance notevoli da parte di OTP, MOL e Richter, mentre Magyar Telekom ha sottoperformato in linea con le controparti europee del settore delle telecomunicazioni.

15 gennaio 2025: investimenti, innovazione e sfide per l’economia ungherese tra prestiti, ricostruzioni e settori in trasformazione

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Nuovo prestito per giovani lavoratori: rivoluzione nel mercato del credito ungherese.
Il nuovo “munkáshitel” (prestito per lavoratori), disponibile da gennaio 2025, potrebbe rivoluzionare il mercato dei prestiti al consumo in Ungheria. Destinato ai giovani lavoratori tra i 17 e i 25 anni, questo prestito offre un importo massimo di 4 milioni di fiorini con condizioni vantaggiose, tra cui l’assenza di interessi e una commissione statale dello 0,5%. Secondo le stime governative, circa 300.000 giovani potrebbero essere idonei, portando a una possibile erogazione di centinaia di miliardi di fiorini nel 2025. Attualmente, il portafoglio dei prestiti al consumo in Ungheria è dominato dal “babaváró” (prestito per la preparazione alla nascita), che rappresenta oltre il 44% del totale con più di 2.100 miliardi di fiorini. L’introduzione del “munkáshitel” potrebbe rapidamente acquisire una quota significativa di questo mercato. Simile al “babaváró”, il “munkáshitel” offre incentivi alla natalità: alla nascita del primo figlio, i beneficiari possono richiedere una sospensione dei pagamenti per due anni; con il secondo figlio, il 50% del debito residuo viene cancellato; e con il terzo figlio, l’intero debito rimanente viene estinto. Gli esperti prevedono una forte competizione tra le istituzioni finanziarie per attrarre questi giovani clienti, con probabili offerte promozionali e incentivi aggiuntivi nel prossimo futuro.

Un miliardo di fiorini per ricostruire il Barlangfürdő di Miskolctapolca.
Il governo ungherese ha annunciato un sostegno finanziario di un miliardo di fiorini per la ricostruzione del Barlangfürdő di Miskolctapolca, distrutto da un incendio nel settembre 2024. Lázár János, Ministro dell’Edilizia e dei Trasporti, ha dichiarato che l’obiettivo è riaprire il complesso termale entro il 30 giugno 2025, con ulteriori investimenti previsti nei prossimi anni per garantire un funzionamento stabile. Il sindaco di Miskolc, Tóth-Szántai József, ha sottolineato l’importanza del Barlangfürdő per l’economia locale e il turismo, evidenziando che la sua ricostruzione è fondamentale per la comunità. Il governo ha inoltre espresso l’intenzione di sostenere altri progetti infrastrutturali nella città, tra cui il restauro del Castello di Diósgyőr e il miglioramento della rete stradale urbana. Questi interventi mirano a rafforzare la posizione di Miskolc come centro economico e culturale nella regione. La ricostruzione del Barlangfürdő non solo ripristinerà una delle principali attrazioni turistiche della città, ma contribuirà anche alla ripresa economica e al benessere dei residenti. Il governo ha sottolineato l’importanza della collaborazione con l’amministrazione locale per garantire il successo di questi progetti e promuovere lo sviluppo sostenibile di Miskolc.

Sostegno alle startup: un piano da 1.410 miliardi per le PMI ungheresi.
Il governo ungherese ha annunciato un sostegno finanziario di 1.410 miliardi di fiorini per il 2025, destinato a promuovere lo sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI) attraverso il Programma Demján Sándor. Questo programma comprende finanziamenti agevolati, investimenti di capitale e sovvenzioni a fondo perduto, con l’obiettivo di aumentare la competitività e favorire l’espansione delle aziende ungheresi. Inoltre, sono stati lanciati nuovi programmi per sostenere l’innovazione e la digitalizzazione delle PMI, tra cui il programma “Minden vállalkozásnak legyen honlapja!” (“Ogni impresa abbia un sito web”), che offre supporto finanziario per la creazione di presenze digitali. Queste iniziative mirano a rafforzare la posizione delle imprese ungheresi sia sul mercato interno che su quello internazionale, promuovendo una crescita economica sostenibile nel paese.

Diritti dei clienti bancari: un caso controverso tra trasparenza e GDPR.
Un cliente bancario ungherese ha scoperto che il suo conto era stato addebitato senza autorizzazione, risultando in un saldo negativo. Il cliente ha contestato l’addebito e ha richiesto di visionare le registrazioni video della filiale per chiarire l’accaduto. La banca ha inizialmente rifiutato l’accesso ai video, sostenendo che il cliente non ne avesse diritto, e successivamente ha dichiarato di aver cancellato le registrazioni a causa di una richiesta tardiva, nonostante il cliente avesse presentato la richiesta entro i termini previsti. Inoltre, la banca ha continuato a sollecitare il pagamento del presunto debito, minacciando azioni legali e il pignoramento dell’immobile del cliente. Questo caso solleva preoccupazioni riguardo alla protezione dei diritti dei clienti e alla conformità delle banche alle normative sulla privacy e sul trattamento dei dati personali, come il GDPR. La mancanza di trasparenza e la gestione inadeguata delle richieste dei clienti possono minare la fiducia nel sistema bancario e portare a gravi violazioni dei diritti individuali.

Settore edilizio ungherese in calo: segnali contrastanti per il 2025.
Nel novembre 2024, la produzione dell’industria edile ungherese ha registrato una diminuzione dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La costruzione di edifici ha subito un calo del 9,0%, mentre le opere di ingegneria civile hanno mostrato un incremento dell’8,2%. Tra i settori, la costruzione di edifici è diminuita del 22,4%, le opere di ingegneria civile del 3,7%, mentre i lavori specializzati sono aumentati del 12,2%. Il volume dei nuovi contratti è sceso del 51,1%, con una riduzione del 34,9% per gli edifici e del 57,0% per le altre strutture. Nonostante ciò, il portafoglio ordini complessivo a fine novembre era superiore del 14,4% rispetto all’anno precedente, con una diminuzione del 2,1% per gli edifici e un aumento del 26,7% per le altre costruzioni. Gli analisti prevedono che i programmi di incentivazione statale possano portare a una ripresa significativa del settore nella seconda metà del 2025.

14 gennaio 2025: nuove politiche fiscali, inflazione crescente e innovazioni digitali segnano il panorama europeo e globale

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L’Ungheria innalza la soglia dell’esenzione IVA per le piccole imprese e riorganizza il Ministero dell’Economia.
Il governo ungherese ha annunciato l’intenzione di innalzare la soglia dell’esenzione dall’IVA per le piccole imprese a 18 milioni di fiorini. Nagy Márton, ministro dell’Economia Nazionale, ha sottolineato che, nonostante segnali positivi nell’economia, il settore delle PMI continua a fronteggiare sfide significative. La fusione del Ministero dell’Economia Nazionale con il Ministero delle Finanze mira a rafforzare l’efficienza amministrativa, riducendo il numero di segretari di stato da sei a tre. Il governo prevede una crescita economica del 3,4% per il 2025, con un deficit del 3,7%. Si prevede che il rapporto debito/PIL aumenti leggermente al 74% rispetto al 73,4% dell’anno precedente. Márton ha evidenziato l’importanza di mantenere la disciplina fiscale, pur adottando un approccio più orientato alla crescita economica. Ha inoltre sottolineato che la collaborazione con la Banca Nazionale Ungherese sarà caratterizzata da maggiore trasparenza e cooperazione, riservando le discussioni critiche a contesti non pubblici.

La Spagna propone una tassa del 100% sulle case acquistate da cittadini extra-UE.
Il governo spagnolo, guidato dal Primo Ministro Pedro Sánchez, ha proposto una tassa del 100% sul valore degli immobili acquistati da cittadini non residenti provenienti da paesi extra-UE, come il Regno Unito. Questa misura mira a contrastare la crisi abitativa nel paese, dove l’aumento dei prezzi delle case ha superato la crescita dei redditi medi. Nel 2023, i non residenti hanno acquistato circa 27.000 proprietà in Spagna, spesso per scopi speculativi. La proposta ha suscitato dibattiti, con alcuni che la considerano una risposta necessaria alla crescente disuguaglianza sociale, mentre altri la criticano come eccessivamente punitiva e potenzialmente dannosa per il mercato immobiliare e il turismo. La misura deve ancora essere finalizzata e approvata dal Parlamento spagnolo.

Polonia e UE: proposta di divieto sul GNL russo per rafforzare le sanzioni.
La Polonia, assumendo la presidenza di turno dell’Unione Europea, ha proposto, insieme ad altri nove Stati membri, di vietare l’importazione di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia. L’obiettivo è ridurre le entrate energetiche di Mosca, che finanziano l’invasione dell’Ucraina. Nonostante gli impegni europei per diminuire la dipendenza energetica dalla Russia, le importazioni di GNL russo sono aumentate dell’11% nella prima metà del 2024. La proposta polacca mira a chiudere le scappatoie che permettono queste importazioni, suggerendo il divieto di attracco per le navi russe nei porti dell’UE. Tuttavia, l’iniziativa incontra resistenze: il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, si oppone a nuove restrizioni nel settore energetico, mentre la Slovacchia propone una graduale eliminazione delle importazioni di gas russo. La Commissione Europea, in collaborazione con la presidenza polacca, prevede di presentare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia nei primi mesi del 2025.

Az Év Irodája: il concorso celebra 15 anni e si espande a livello internazionale.
Il concorso “Az Év Irodája” (L’Ufficio dell’Anno) celebra nel 2025 il suo quindicesimo anniversario, registrando una partecipazione record di 162 candidature. Quest’anno, la competizione si espande a livello internazionale con l’introduzione della categoria “Office of the Year”, aperta agli uffici rinnovati o inaugurati in Europa. Questo ampliamento riflette l’elevato standard del mercato immobiliare ungherese, che si distingue anche a livello globale. Nonostante una riduzione nel volume degli sviluppi, numerosi complessi iconici sono stati completati o sono in costruzione, incorporando le più recenti esigenze, tra cui il benessere dei dipendenti, l’approccio comunitario e l’attenzione all’esperienza del consumatore. La giuria, rinnovata per includere esperti internazionali, valuterà le candidature dopo la chiusura della votazione pubblica, prevista per il 3 febbraio 2025. I vincitori saranno annunciati all’inizio del 2025 durante le cerimonie di gala di “Az Év Irodája” e dei “Real Estate Awards”.

Record di vendite di e-matrici in Ungheria: 804 miliardi di fiorini nel 2024.
Nel 2024, gli automobilisti ungheresi hanno acquistato oltre 15,2 milioni di e-matrici, generando un introito record di 804 miliardi di fiorini per il bilancio statale. Di questi, più di 148 miliardi provenivano da veicoli sotto le 3,5 tonnellate, mentre i mezzi più pesanti hanno contribuito con 656 miliardi. Le vendite di e-matrici annuali nazionali sono aumentate di quasi il 4%, raggiungendo oltre 677.000 unità, e quelle provinciali sono cresciute del 10%, superando i 2,9 milioni. Al contrario, le vendite di matrici mensili e settimanali sono diminuite rispettivamente del 6% e del 15%. Particolarmente significativa è stata la riduzione di quasi un milione di matrici settimanali acquistate per veicoli stranieri. Introdotta il 1º aprile 2024, la nuova matrice giornaliera ha registrato oltre 1,6 milioni di vendite, di cui più di 1,1 milioni per veicoli esteri e circa 470.000 per quelli nazionali. Per il 2025, le vendite anticipate di matrici annuali nazionali sono aumentate, mentre quelle provinciali hanno registrato un leggero calo. Questi dati evidenziano un cambiamento nelle abitudini degli automobilisti ungheresi, con una preferenza crescente per le matrici annuali rispetto a quelle di breve durata.

Inflazione in Ungheria al 4,6%: aumentano alimentari, affitti e carburanti.
Nel dicembre 2024, l’inflazione in Ungheria ha registrato un aumento del 4,6% su base annua, superando le previsioni governative e della Banca Nazionale Ungherese. Nonostante questo dato, molti cittadini percepiscono un’inflazione ancora più elevata, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi in settori chiave come gli alimentari, gli affitti e i carburanti. Ad esempio, i prezzi degli alimenti hanno continuato a salire, sebbene a un ritmo più moderato rispetto ai mesi precedenti. Inoltre, l’indebolimento del fiorino ha contribuito all’aumento dei costi dei beni di consumo durevoli, con un incremento mensile dello 0,6% in questo segmento. Anche i costi energetici domestici hanno registrato un rialzo superiore alle aspettative, mentre i prezzi dei carburanti sono aumentati del 2,2% rispetto a novembre. Per il 2025, si prevede che l’inflazione possa subire ulteriori pressioni a causa dell’introduzione di aumenti automatici delle accise su alcol, tabacco e carburanti, legati all’inflazione stessa. Questa dinamica potrebbe influenzare negativamente il potere d’acquisto dei consumatori e la loro percezione dell’inflazione reale.

Digitalizzazione immobiliare in Ungheria: compravendite più rapide con il nuovo sistema elettronico.
Dal 15 gennaio 2025, l’Ungheria introdurrà un sistema elettronico di registrazione immobiliare, riducendo l’uso della documentazione cartacea. Questa digitalizzazione renderà le transazioni immobiliari più rapide ed economiche, con la possibilità di completare una compravendita di abitazioni in un’ora. Gli avvocati avranno un ruolo più significativo, poiché assumeranno alcune funzioni precedentemente svolte dagli uffici catastali. Sebbene la registrazione diventi elettronica, sarà ancora possibile utilizzare documenti cartacei per alcuni mesi. Il sistema prevede decisioni automatiche per le transazioni più semplici, accelerando ulteriormente il processo. Questa innovazione coincide con un mercato immobiliare in crescita, con un aumento previsto delle transazioni del 10% nel 2025 rispetto al 2024.

13 gennaio 2025: tra crescita economica e sfide energetiche, l’Ungheria affronta nuove opportunità e difficoltà

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Il mercato del lavoro ungherese: occupazione in crescita e sfide regionali.
Il mercato del lavoro ungherese ha subito una trasformazione significativa tra il 2011 e il 2022. Secondo i dati del censimento, l’occupazione è aumentata di quasi il 20%, raggiungendo 4,7 milioni di persone nel 2022, mentre il numero di disoccupati è diminuito del 59%, scendendo a 237.000. La maggior parte dei lavoratori (96%) appartiene alla fascia d’età attiva (15-61 anni), con circa 200.000 occupati di età pari o superiore a 65 anni. Le regioni con i tassi di occupazione più elevati includono Budapest e le città con status di capoluogo di contea, in particolare nelle regioni del Transdanubio Centrale e Occidentale, con il distretto di Komárom al 78,3%, Mosonmagyaróvár al 77,9% e Győr al 77,7%. Al contrario, le aree con i tassi più bassi si trovano nel nord-est e sud-ovest del paese, come i distretti di Ózd (58,9%), Kunhegyes (58,2%) ed Encs (57,4%). Nonostante i progressi, permangono sfide significative, tra cui le disparità regionali e la crescente domanda di lavoratori altamente qualificati, mentre diminuisce la necessità di mansioni automatizzabili. È essenziale sfruttare le riserve di forza lavoro nelle regioni meno sviluppate per affrontare la carenza di manodopera dovuta all’invecchiamento della popolazione.

Nuove rotte per l’Aeroporto di Debrecen: un hub in espansione.
Il Ministero dell’Economia ha avviato una strategia di sviluppo per l’Aeroporto Internazionale di Debrecen, mirata a superare i livelli di traffico del 2019. Come risultato, la Wizz Air riprenderà i voli estivi verso Larnaca e Burgas. Il nuovo amministratore delegato, Ernő Györke, nominato nel settembre 2024, è incaricato di elaborare un piano che posizioni l’aeroporto come hub logistico regionale. Sono in corso trattative con diverse compagnie aeree per ampliare l’offerta di voli, con l’obiettivo di aggiungere nuove destinazioni per la stagione estiva 2025, a partire dal 30 marzo, e di incrementare i voli disponibili durante tutto l’anno.

Géza Láng alla guida di Magyar Posta: innovazione e sostenibilità al centro.
Il 13 gennaio 2025, il Ministro dell’Economia ungherese, Márton Nagy, ha proposto Géza Láng come nuovo amministratore delegato della Magyar Posta Zrt., con effetto dal 1º febbraio 2025. Láng ha iniziato la sua carriera nel 2003 presso la Posta Biztosító, una filiale della Magyar Posta, dove ha lavorato per otto anni. Tra il 2019 e il 2024, ha ricoperto il ruolo di sottosegretario e membro del consiglio di amministrazione della Magyar Posta, contribuendo a rendere l’azienda più efficiente e sostenibile, adeguandola alle esigenze del XXI secolo. Questa nomina segue le dimissioni di Barnabás Balczó, che lascerà l’incarico il 31 gennaio 2025, dopo aver guidato con successo la prima fase di trasformazione dell’azienda. Sotto la sua leadership, la Magyar Posta ha rafforzato l’orientamento al cliente, migliorato l’efficienza operativa e compiuto progressi significativi nella digitalizzazione dei servizi. Il Ministero dell’Economia prevede che, grazie a queste riforme, l’azienda tornerà a essere redditizia a livello operativo nel 2025. Con Láng alla guida, l’obiettivo è continuare l’evoluzione della Magyar Posta in un’azienda moderna e orientata al servizio, capace di affrontare con successo le sfide del settore e rispondere alle esigenze dei clienti.

Attacco al TurkStream: la sicurezza energetica ungherese sotto minaccia.
Il 13 gennaio 2025, il Ministro degli Affari Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha espresso preoccupazione per un attacco con droni ucraini contro un’infrastruttura critica per il funzionamento del gasdotto TurkStream, che fornisce gas naturale all’Ungheria e ad altri paesi dell’Europa centrale. Szijjártó ha sottolineato che la sicurezza dell’approvvigionamento energetico è una questione di sovranità nazionale e ha dichiarato che qualsiasi azione che minacci tale sicurezza deve essere considerata un attacco alla sovranità dell’Ungheria. Ha inoltre ribadito l’importanza del TurkStream, che da anni opera in modo affidabile, e ha richiesto che tutti rispettino la sicurezza e l’operatività di questa rotta di transito energetico. L’attacco, avvenuto l’11 gennaio, ha preso di mira la stazione di compressione di Ruszkaja nella regione di Krasnodar, un nodo cruciale per le forniture di gas verso l’Europa. Secondo il Ministero della Difesa russo, l’attacco mirava a interrompere le forniture di gas ai paesi europei; tuttavia, i droni sono stati neutralizzati e i danni all’infrastruttura sono stati riparati senza causare interruzioni significative. L’Ucraina non ha commentato ufficialmente l’accaduto. Questo incidente evidenzia le tensioni in corso riguardo alle rotte di approvvigionamento energetico nella regione e l’importanza strategica del TurkStream per l’Ungheria, soprattutto dopo la cessazione delle forniture di gas attraverso l’Ucraina a partire dal 1º gennaio 2025.

Carburanti in aumento: il gasolio cresce, la benzina stabile.
A partire da martedì, il prezzo del gasolio in Ungheria aumenterà di 3 fiorini al litro, mentre il costo della benzina rimarrà invariato. Attualmente, i prezzi medi sono di 636 fiorini per la benzina e 653 fiorini per il gasolio. Questa tendenza al rialzo dei prezzi dei carburanti è iniziata nel 2024, in seguito all’aumento delle accise legate all’inflazione. Il gasolio ha mantenuto un prezzo superiore rispetto alla benzina, principalmente a causa delle dinamiche dei prezzi sul mercato globale e del rapporto tra domanda e offerta. Gli automobilisti ungheresi devono quindi prepararsi a ulteriori incrementi dei costi del carburante nel prossimo futuro.

2024: un anno record per il turismo in Ungheria.
Nel 2024, il turismo ungherese ha raggiunto risultati senza precedenti. Secondo Guller Zoltán, presidente dell’Agenzia Turistica Ungherese (MTÜ), quasi 18 milioni di turisti hanno soggiornato nelle strutture ricettive del paese, segnando un incremento di circa l’11% rispetto al 2023. Le notti trascorse dai visitatori stranieri sono aumentate di quasi il 10%, superando i 22 milioni, contribuendo a un totale di oltre 44 milioni di pernottamenti, un nuovo record. I dati dell’Eurostat per i primi dieci mesi del 2024 indicano che l’Ungheria ha superato del 150% la crescita media europea nelle notti trascorse in strutture commerciali. Questo successo è attribuibile sia ai turisti nazionali che internazionali, con Budapest che ha registrato una performance eccezionale: la capitale ha accolto quasi 6 milioni di turisti stranieri, con un aumento del 24%, e le notti trascorse da questi visitatori hanno raggiunto quasi 14 milioni, crescendo del 15%. Anche altre città, come Debrecen, hanno visto una crescita significativa, con un incremento delle notti dei visitatori stranieri del 18%. Questi risultati evidenziano il ruolo cruciale del turismo nell’economia ungherese, contribuendo in modo significativo alla bilancia dei pagamenti e rafforzando la posizione del paese nel mercato turistico europeo.

Unificazione dei ministeri economici in Ungheria: disciplina fiscale sotto osservazione.
Il 13 gennaio 2025, il governo ungherese ha annunciato l’unificazione del Ministero dell’Economia Nazionale con il Ministero delle Finanze, affidando la guida a Márton Nagy. Questa riorganizzazione ha sollevato preoccupazioni riguardo a un possibile allentamento della disciplina fiscale. Tuttavia, il Primo Ministro Viktor Orbán ha chiarito che il controllo del bilancio rimarrà rigoroso e che non è previsto alcun aumento del deficit. Nel 2024, il deficit dell’amministrazione centrale è stato di 4.095,8 miliardi di fiorini, inferiore al target rivisto di 4.790 miliardi, ma superiore del 160% rispetto al budget iniziale. Gli analisti sottolineano che, sebbene vi sia stato un miglioramento rispetto al 2023, l’obiettivo del 4,5% del PIL non è stato raggiunto, attestandosi intorno al 4,8%. Ciò è attribuito principalmente alla limitata disponibilità di fondi dell’Unione Europea. Il governo ha inoltre evidenziato un aumento dell’8,7% delle entrate fiscali e contributive rispetto all’anno precedente. Le spese per le pensioni sono aumentate di 474,2 miliardi di fiorini, raggiungendo i 6.853,9 miliardi, inclusi 520,2 miliardi per la tredicesima mensilità. Inoltre, sono stati spesi 208,3 miliardi per il programma “Babaváró”, superando di 31,3 miliardi l’importo del 2023. Le spese sanitarie sono aumentate di 274 miliardi, arrivando a 2.684,1 miliardi, riflettendo gli aumenti salariali per gli operatori sanitari. Anche il settore dell’istruzione ha visto un incremento delle spese, con aumenti salariali per gli insegnanti. Nonostante le sfide, il governo rimane impegnato a mantenere la disciplina fiscale e a ridurre il deficit nei prossimi anni.

10 gennaio 2025: Insolvenze in Germania, nuove acquisizioni, incentivi per la casa e aumento del gasolio influenzano l’economia ungherese

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Aumento delle insolvenze in Germania: rischi per l’economia ungherese.
A dicembre 2024, il numero di dichiarazioni di insolvenza in Germania è aumentato del 13,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, secondo i dati preliminari dell’Ufficio Federale di Statistica (Destatis). Su base annua, il 2024 ha registrato un incremento del 16,8% nelle dichiarazioni di fallimento rispetto al 2023. In ottobre, i tribunali fallimentari tedeschi hanno riportato 2.102 dichiarazioni di insolvenza aziendale, un aumento del 35,9% rispetto all’ottobre 2023, con crediti dei creditori stimati a 3,8 miliardi di euro, rispetto agli 1,6 miliardi di euro dell’anno precedente.
Le cause di questo aumento includono alti costi energetici, eccessiva burocrazia, incertezze politiche e una riduzione della spesa dei consumatori. Inoltre, sono scadute le misure straordinarie introdotte durante la pandemia per prevenire un’ondata di fallimenti. È importante notare che le statistiche possono essere influenzate dai ritardi tra la presentazione delle richieste di insolvenza e le decisioni dei tribunali, che possono richiedere fino a tre mesi.
Volker Treier, capo analista della Camera di Commercio e Industria Tedesca (DIHK), ha definito questi dati un “chiaro segnale di allarme”, sottolineando che le insolvenze aziendali hanno raggiunto in ottobre il livello più alto degli ultimi dieci anni. L’agenzia di credito Creditreform stima che nel 2024 circa 22.400 aziende abbiano dichiarato insolvenza in Germania, il numero più alto dal 2015, e prevede che nel 2025 le richieste di fallimento possano avvicinarsi al picco del 2009, quando superarono le 32.000.
Christoph Niering, presidente dell’Associazione Tedesca degli Amministratori dell’Insolvenza (VID), ritiene che l’aumento delle insolvenze rifletta i cambiamenti strutturali in corso nell’economia tedesca, con sconvolgimenti simultanei in diversi settori chiave. Questo trend potrebbe continuare nel 2025, indipendentemente dalle misure adottate dal nuovo governo dopo le elezioni di febbraio. La transizione verso nuove fonti energetiche e l’adattamento ai nuovi mercati risultano particolarmente difficili in aree che hanno investito poco nella sostenibilità negli ultimi decenni, rendendo difficile compensare rapidamente le carenze aziendali.
Questa situazione è preoccupante anche per l’economia ungherese, data la stretta interconnessione con quella tedesca. Un aumento delle insolvenze in Germania potrebbe avere ripercussioni negative sulle aziende ungheresi che dipendono dal mercato tedesco, influenzando negativamente le esportazioni e l’attività economica complessiva.

Il Gruppo Mészáros acquisisce il ristorante Pastrami di Óbuda.
Il Gruppo Mészáros ha ampliato il proprio portafoglio nel settore della ristorazione acquisendo il ristorante Pastrami a Óbuda, Budapest. L’operazione è stata realizzata attraverso la Talentis Group Zrt., che ha ottenuto il 100% della Monyó Holding Kft., proprietaria dell’immobile che ospita il ristorante, e della Pastrami Kft., responsabile della gestione del locale.
Fondato nel 2009, il ristorante Pastrami è noto per la sua offerta gastronomica di alta qualità e per il suo ambiente adatto alle famiglie, caratteristiche che si integrano perfettamente con gli altri ristoranti del Gruppo Mészáros. Tuttavia, negli ultimi anni, il locale ha affrontato difficoltà economiche a causa degli effetti negativi della pandemia di COVID-19 e dell’aumento dei costi energetici dovuto al conflitto in Ucraina, registrando perdite finanziarie.
L’obiettivo principale dell’acquisizione è preservare il marchio Pastrami, modernizzare e sviluppare il ristorante, garantendone un funzionamento stabile e a lungo termine. Il Gruppo Mészáros intende realizzare investimenti che consentano al locale di rinnovarsi sia nelle attrezzature che nell’offerta culinaria, allineandosi alle tendenze attuali del settore. Inoltre, il gruppo conta sul mantenimento del personale esistente, valorizzando le loro competenze professionali per assicurare un’esperienza di alta qualità ai clienti.
Il ristorante prende il nome dal “pastrami”, un sandwich di origine centro-europea reso celebre a New York, che è stato un elemento fisso del menu sin dall’apertura. Con il supporto del nuovo proprietario, il Pastrami mira a superare le sfide economiche recenti e a continuare a contribuire alla cultura gastronomica di Óbuda, offrendo un’esperienza culinaria che combina tradizione e innovazione.

La SZÉP-kártya si espande: ristrutturazioni domestiche tra le nuove possibilità.
Dal 1º gennaio 2025, i titolari della SZÉP-kártya in Ungheria possono utilizzare fino al 50% del saldo per spese di ristrutturazione domestica. Ciò consente acquisti in negozi di mobili, ferramenta e rivenditori di materiali da costruzione. Alcune catene, come OBI, Diego e RS Bútor, hanno già aderito al programma, accettando la SZÉP-kártya come metodo di pagamento. I principali istituti bancari, tra cui OTP, MBH Bank e K&H, hanno avviato collaborazioni con i commercianti per ampliare la rete di accettazione. I titolari possono consultare i siti web delle banche emittenti per verificare l’elenco aggiornato dei punti vendita aderenti e controllare il proprio saldo. È importante notare che l’utilizzo della SZÉP-kártya è limitato all’acquisto di beni specifici, come materiali da costruzione, mobili e articoli per la casa, escludendo servizi di ristrutturazione o prodotti non correlati. Il rispetto di queste limitazioni è responsabilità sia dei consumatori che dei commercianti, e le banche non applicheranno restrizioni tecniche sugli acquisti.

Aumenti del gasolio in Ungheria: la benzina resta stabile.
A partire da sabato 11 gennaio 2025, il prezzo del gasolio in Ungheria aumenterà di 2 fiorini al litro, mentre il costo della benzina rimarrà invariato.
Attualmente, i prezzi medi sono:
– Benzina 95 ottani: 635 HUF/litro
– Gasolio: 651 HUF/litro
Questa tendenza al rialzo dei prezzi dei carburanti è iniziata nel 2024, in seguito all’aumento delle accise deciso dal governo per adeguarsi all’inflazione.
Inoltre, il deprezzamento del fiorino rispetto al dollaro ha contribuito all’aumento dei costi dei carburanti, poiché il petrolio è quotato in dollari sul mercato internazionale.
È importante notare che, nel corso del 2024, il prezzo del gasolio ha costantemente superato quello della benzina, principalmente a causa delle dinamiche dei prezzi sul mercato globale e del rapporto tra domanda e offerta.
Gli automobilisti ungheresi dovranno quindi prepararsi a ulteriori aumenti dei prezzi dei carburanti nel prossimo futuro, influenzati sia dalle politiche fiscali interne che dalle fluttuazioni del mercato internazionale.