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Eximbank istituisce un fondo per le esportazioni

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Eximbank ha istituito un fondo di circa 30 milioni di euro, 10 miliardi di fiorini, per sostenere le esportazioni delle piccole media imprese ungheresi negli Stati Uniti, riporta il portale di notizie mfor.hu, citando il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio Péter Szijjártó.

Il “Columbus Fund” ungherese-americano è stato lanciato con 7 miliardi di fiorini da Eximbank e 3 miliardi di fiorini in finanziamenti privati, ha affermato Szijjártó.

Il fondo investirà principalmente in ICT, tecnologia sanitaria e aziende agricole innovative, ha aggiunto.

Ha affermato che esiste un “enorme potenziale” nell’aiutare le aziende tecnologiche ungheresi ad entrare nel mercato degli Stati Uniti, aggiungendo che le PMI del settore sono spesso scoraggiate dalla mancanza di conoscenza locale e dai costi elevati, aggiunge mfor.hu.

Fonte: bbj.hu

Imposta sul reddito delle persone fisiche al 9% nel 2021

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Imposta sul reddito delle persone fisiche

Il ministro delle finanze Mihály Varga ha affermato che il governo sta meditando un taglio all’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (l’italiano IRPEF) dal 15% al 9%, ma non prima del 2021, riferisce magyarnemzet.hu.

L’imposta era giá stata ridotta di un punto percentuale nel 2015 quando il parlamento ungherese aveva approvato il pacchetto di modifiche fiscali per il 2016 con 133 voti a favore e 39 contrari.

“Il governo ha da tempo affermato che un tasso pari al massimo al 9% rientra tra i suoi obiettivi. La modifica significherebbe una riduzione del gettito fiscale di circa 20/24 milioni di euro (700/800 miliardi di fiorini), ma non c’è quel margine di manovra nell’atto di bilancio dell’anno prossimo approvato dai legislatori”, ha dichiarato Varga.

“Per questo motivo – tenendo conto delle prestazioni economiche e del margine di manovra fiscale – la questione può essere nuovamente inserita nell’agenda non prima del 2021”, ha aggiunto.

Il ministro ha confermato che il governo sta preparando una seconda serie di misure per proteggere l’economia da un rallentamento dell’Europa e dell’economia globale.

Fonte: bbj.hu

I sussidi governativi per i veicoli elettrici saranno mantenuti

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Il ministro delle finanze Mihály Varga ha dichiarato che il governo ungherese continuerà la sovvenzione statale di 1,5 milioni di fiorini, circa 4,500 euro per l’acquisto di veicoli elettrici con lo scopo di mantenere il ritmo della decarbonizzazione dei trasporti pubblici e di fornire maggiore supporto per ridurre i tempi di ricarica, riferisce mfor.hu.

Ha affermato anche che la più grande minaccia per l’industria automobilistica è attualmente la digitalizzazione, ma il governo si sta concentrando maggiormente sulla formazione professionale per incanalare i lavoratori qualificati in altri settori.

In termini di industria automobilistica, Varga ha affermato che le multinazionali tedesche di solito tagliano unità non performanti principalmente in Germania, mentre mantengono i loro investimenti in Ungheria.

Il ministro delle finanze Mihály Varga ha dichiarato che l’economia ungherese è cresciuta del 5%. La crescita è stata sostenuta dall’industria, che è aumentata dell’8% nel terzo trimestre e dell’11% a settembre.

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Fonte: bbj.hu

Focus Ungheria a Roma

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Giovedì scorso, 7 novembre, presso l’Accademia d’Ungheria in Palazzo Falconieri a Roma si è svolto l’evento dal titolo “Focus Ungheria“, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria (CCIU) in collaborazione con l’Ambasciata Ungherese in Italia, la Camera di Commercio ed Industria della Contea di Pest e Federmanager Roma.

Lajos Levente, avvocato di Lajos Law Firm al Focus Ungheria che si é svolto a Roma, il 7 novembre ha spiegato perché investire in Ungheria.
L’avvocato Lajos Levente di Lajos Law Firm, partner di ITL Group, ha partecipato al Focus Ungheria che si é svolto a Roma, il 7 novembre per spiegare perché investire in Ungheria.

L’incontro ha visto la presenza di importanti relatori, interessanti testimonianze aziendali e ha registrato il massimo grado di partecipazione possibile con oltre 160 presenti nelle sale dell’Accademia d’Ungheria.

Il prezioso contributo dell’ambasciatore d’Ungheria in Italia, Ádám Zoltán Kovács, e degli altri importanti relatori, quali il presidente Camera di Commercio e dell’Industria di Pest, Zoltán Vereczkey, l’addetto commerciale dell’Ambasciata d’Ungheria in Italia, Mátyás Jávor, il titolare dello Studio Legale Lajos Law Firm, l’avvocatoLevente Lajos, l’amministratore delegato di KOMÉTA, il dottor Giacomo Pedranzini, il dottor Caracciolo di Karma Consulting, il consigliere Federmanager Roma & Lazio e coordinatore GdL Italia, Mitteleuropa & Balcani, Claudio Andronico.

La presentazione dell’avvocato Lajos Levente ha toccato punti molto importanti per comprendere il contesto ed i vantaggi delle opportunità di business in Ungheria, ed in particolare:

  • il ruolo dell’avvocato in Ungheria (diverso e piú ampio di quello italiano, ad esempio comprende anche attivitá che in Italia spettano dal notaio) ed il sistema giudiziario
  • il sistema societario (tipologie di societá) ed il sistema tributario – sia per persone fisiche che per le societá
  • la situazione della forza lavoro (in particolare la conoscenza di numerose lingue straniere, lo stipendio inferiore rispetto all’Europa occidentale e la presenza di un alto livello di fluttuazione; per maggiori informazioni contatta ITL HR Solutions)
  • Busta paga e costi aziendali in Ungheria (per maggiori informazioni contatta i professionisti di ITL Accounting)
  • Mercato immobiliare (per un investimento consapevole puoi contattare ITL Real Estate)
  • Incentivi statali e europei per attrarre investimenti nel paese. (ITL EU Finance)

Anche i precedenti “Focus Ungheria”, svoltisi nel corso del 2018 e 2019 a Milano, Macerata e Bari, hanno suscitato grandissimo interesse da parte degli imprenditori italiani.

Fonte: aise.it, Lajos Law Firm

La borsa di Budapest pronta a quotare le proprie azioni

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listino azionario borsa di Budapest

La Borsa di Budapest (BSE) potrebbe quotare le proprie azioni in un anno e mezzo, ha detto il presidente della borsa in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero del settimanale di affari Figyelő.

“Abbiamo preso una ferma decisione di far fluttuare le quote della borsa. Richiederà un periodo di circa un anno e mezzo“, ha detto Mihály Patai a Figyelő.

Il calendario per la quotazione potrebbe essere pronto entro la fine del 2020 o all’inizio del 2021. La Banca nazionale d’Ungheria (MNB), proprietaria della maggioranza della BSE, ha già avvicinato le piccole parti interessate alla borsa, ha affermato Patai.

Listino azionario BSE. Fonte: ilsole24ore

“Lo sviluppo del mercato dei capitali e il miglioramento delle sue posizioni sono anche nell’interesse di [piccoli stakeholder]. […] È nel nostro interesse che vi sia armonia tra grandi e piccoli stakeholder”, ha aggiunto.

La Borsa di Budapest ha registrato un utile al netto delle imposte di 297 milioni di fiorini, circa 900 mila euro, l’anno scorso, mostra la sua relazione annuale. Il consiglio di amministrazione ha deciso di collocare tali utili in riserve di utili per finanziare l’attuazione della sua strategia di sviluppo del mercato. La BSE aveva un patrimonio netto di 6,5 miliardi di fiorini (20 mln di euro) alla fine del 2018.

Fonte: bbj.hu

+11% per la produzione industriale e +22% per il settore automotive

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La produzione annuale del settore automobilistico ungherese, un motore (se vuoi scusare il gioco di parole) della crescita industriale, è aumentata del 22% a settembre, riprendendo bruscamente dal mese precedente, secondo quanto riporta la seconda stima dei dati rilasciati il 13 novembre dall’Ufficio centrale di statistica (KSH). La produzione del settore, che rappresenta circa il 29% della produzione totale, era cresciuta solo dell’1,8% su base annua ad agosto.

Indice del volume della produzione industriale ungherese nel periodo 2015/9 | Fonte: ksh.hu
Indice del volume della produzione industriale ungherese nel periodo 2015/9 | Fonte: ksh.hu

Anche la produzione del settore informatico, elettronico e delle apparecchiature ottiche, che rappresenta circa il 14% della produzione manifatturiera, è aumentata a settembre, del 26,1%.

Anche la produzione di prodotti alimentari, bevande e tabacco è aumentata del 10%. La lavorazione, conservazione e produzione di prodotti a base di carne, che rappresentano il peso maggiore (25%), sono aumentate del 12,3%, mentre la produzione di bevande, il secondo gruppo più significativo è aumentata del 5,8%. La produzione è diminuita in un solo gruppo, nella fabbricazione di prodotti di tabacco di peso ridotto (del -9,0%). Il settore genera circa l’11% della produzione manifatturiera.

La produzione dell’industria energetica (elettricità, gas, vapore e fornitura di aria condizionata) è diminuita del 4,7% rispetto al valore dell’anno precedente.

Complessivamente, in Ungheria il settore industriale è cresciuto dell’11,1% su base annua a settembre, ha affermato KSH, confermando i dati pubblicati in prima lettura dei dati l’8 novembre.

La produzione industriale è cresciuta in ogni regione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La maggiore crescita del volume (25%) è stata registrata nella Transdanubio occidentale mentre aumenti di volume tra lo 0,9 e il 15,7% sono stati misurati nelle altre regioni.

In Italia i dati ISTAT pubblicati l’11 novembre 2019mostrano una flessione negativa: l’indice diminuisce dello 0,4% sul mese precedente e del 2,1% su base annua.

Si legge nel commento ai dati sulla produzione industriale che prosegue, nel mese di settembre, la fase di flessione dei livelli della produzione industriale, che mostra un calo congiunturale anche nel complesso del terzo trimestre.
In termini tendenziali, nel mese di settembre, l’indice corretto per gli
effetti di calendario risulta in calo per il settimo mese consecutivo.

A livello settoriale si conferma il maggiore dinamismo dei beni di
consumo, il solo comparto in crescita in termini sia congiunturali sia tendenziali. Anche nella media dei primi nove mesi dell’anno la produzione è calata, sia in termini grezzi sia al netto degli effetti di calendario.

Fonti: bbj.hu | ksh.hu | istat.it

Record per gli investimenti esteri in Ungheria

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Péter Szijjártó, Minister for Foreign Affairs and Trade at his hearing at the meeting of the Parliamentary Economic Committee in the Kálmán Hall of the Parliament on November 12. To his left is (at right in the photo) is Tamás Menczer, State Secretary for Information and Foreign Affairs at the ministry, and to his right is István Joó, Deputy State Secretary for Export Increase. Photo by MTI/Lajos Soós

Gli investimenti esteri in Ungheria hanno già raggiunto un livello record quest’anno, con la firma di 62 accordi su importanti progetti di investimento entro la fine di ottobre e la creazione di 9.682 posti di lavoro, ha riferito il ministro degli Affari esteri e del Commercio Péter Szijjártó alla commissione economica del Parlamento.

Il governo -ha aggiunto il ministro- ha sostenuto questi investimenti con sovvenzioni per un totale di 129 miliardi di fiorini, ovvero circa 385 milioni di euro.

Péter Szijjártó, Minister for Foreign Affairs and Trade at his hearing at the meeting of the Parliamentary Economic Committee in the Kálmán Hall of the Parliament on November 12. To his left is (at right in the photo) is Tamás Menczer, State Secretary for Information and Foreign Affairs at the ministry, and to his right is István Joó, Deputy State Secretary for Export Increase. Photo by MTI/Lajos Soós
Péter Szijjártó, Minister for Foreign Affairs and Trade at his hearing at the meeting of the Parliamentary Economic Committee in the Kálmán Hall of the Parliament on November 12. To his left is (at right in the photo) is Tamás Menczer, State Secretary for Information and Foreign Affairs at the ministry, and to his right is István Joó, Deputy State Secretary for Export Increase. Photo by MTI/Lajos Soós Fonte: bbj.hu

Il salario mensile lordo medio per i posti di lavoro creati attraverso il sistema di incentivi agli investimenti è stato di 420.000 fiorini (1250 euro al mese) l’anno scorso ed è salito a 458.000 fiorini (1360 euro al mese) nei primi dieci mesi del 2019.

A livello nazionale, il salario mensile lordo medio è stato di 329.900 fiorini (980 euro al mese) nel 2018 e ha raggiunto 359.800 fiorini (1075 euro al mese) nei primi otto mesi di quest’anno, secondo i dati più recenti disponibili presso l’ufficio centrale di statistica, riporta hvg.hu.

Fonte: hvg.hu | bbju.hu

MNB: Novis ha investito i soldi dei clienti in criptovaluta

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Foto: www.facebook.com/NovisInsurance

“L’assicuratore slovacco Novis ha investito i soldi raccolti dai clienti delle assicurazioni sulla vita in criptovaluta” ha dichiarato István Binder, portavoce delle attività di supervisione della Banca nazionale d’Ungheria (MNB) sul canale televisivo statale M1, definendo l’operazione “vicino al gioco d’azzardo”.

Il MNB ha dichiarato di aver temporaneamente sospeso le vendite in Ungheria di un prodotto offerto dall’assicuratore slovacco Novis perché non avebbe utilizzato la metodologia stabilita per calcolare l’indicatore del costo totale o il rendimento atteso sul prodotto, marchiato Sensum. Se Novis può dimostrare che il suo indicatore di costo totale è stato calcolato in base alle regole, può nuovamente distribuire il prodotto, ha affermato Binder.

Foto: www.facebook.com/NovisInsurance

L’MNB ha anche ritenuto che fosse un problema riscontrare sovrapposizioni tra la proprietà di Novis e Quantis Consulting, uno dei suoi agenti in Ungheria, ha affermato Binder.

Magyar Posta punta sulla consegna express

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Postamuzeum

Magyar Posta sta valutando di ridurre in futuro alcuni dei suoi servizi meno utilizzati e di investire ulteriormente nella sua crescente attività di consegna espressa, ha detto il CEO della compagnia postale statale, secondo un articolo pubblicato su Magyar Nemzet.

György Schamschula ha dichiarato che Magyar Posta ha lanciato quest’anno un programma triennale per trasformare le sue attività di consegna espressa che prevede l’acquisto di beni immobili e attrezzature e l’introduzione di sistemi IT che rendano più gestibili le variazioni stagionali di volume.

Postamuzeum

La tradizionale fonte di entrate di Magyar Posta, la consegna delle lettere e l’elaborazione degli assegni postali, il servizio di consegna dei giornali e il servizio di cassetta delle lettere sono in declino e la società sta valutandone la riduzione o sospensione.

Il FMI prevede una crescita del 2,9% del PIL ungherese nel 2021

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Il Fondo monetario internazionale (FMI) prevede che il PIL dell’Ungheria potrebbe crescere del 2,9% nel 2021, ha affermato l’organizzazione nel suo rapporto sulle prospettive economiche regionali in Europa del novembre 2019.

L’organizzazione afferma che l’Ungheria dovrebbe ottenere la seconda più grande crescita economica nell’Unione europea, dopo Malta, e che l’inflazione potrebbe raggiungere il 3,3% nel 2021.

Il FMI ha confermato le proprie previsioni di crescita del PIL ungherese del 4,6% per il 2019 e un tasso di crescita del 3,3% nel 2020, nonché una previsione di inflazione del 3,4% per entrambi gli anni.

Fonte: The European Regional Economic Outlook in the Global Context | Presentation Thomsen

La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha aumentato le sue previsioni per la crescita del PIL ungherese quest’anno al 4,6% in un rapporto semestrale pubblicato mercoledì, rispetto al 3,7% previsto a maggio.

La BERS afferma nella sua panoramica sull’Ungheria che gli investimenti e i consumi delle famiglie sono stati i fattori chiave della recente forte crescita economica in Ungheria. Ha riconosciuto un “forte inizio” per la crescita nel 2019 e ha dichiarato che la crescita per l’intero anno dovrebbe “rimanere molto solida … nonostante le preoccupazioni per l’industria automobilistica in Germania, per cui l’Ungheria è vulnerabile”.

Un previsto rallentamento della crescita nel 2020 sarà parzialmente compensato dalla domanda interna, sostenuta da una ripresa a due cifre del credito societario e da una continua crescita dei salari derivante dal rafforzamento del mercato del lavoro.

“Le controversie commerciali e le prestazioni economiche dei principali partner commerciali dell’Ungheria, come la Germania, sono rischi negativi per questo scenario”, ha aggiunto la BERS secondo quanto riportato dal Budapest Business Journal.

Fonte: EBRD.COM

Le previsioni ufficiali del governo per la crescita del PIL del 2019 sono del 4%, ma dopo che i dati del secondo trimestre pubblicati alla fine di agosto hanno mostrato una crescita superiore alle attese, il ministro delle finanze Mihály Varga ha dichiarato che la cifra potrebbe raggiungere il 4,3-4,4%, riferisce mfor.hu.

I prezzi degli immobili a Budapest raggiungono i 3mila euro al metro quadro

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Il prezzo medio degli immobili a Budapest ha raggiunto il milione di fiorini al metro quadro (3mila euro/mq) nel 2018 in ben 19 aree della capitale.

PER LEGGERE L’ARTICOLO AGGIORNATO AL 2021 CLICCA QUI. ”Gli acquirenti hanno acquistato a Budapest circa lo stesso numero di abitazioni dell’anno precedente. I prezzi delle case sono stati in media di 41,4 milioni di HUF e quelli al metro quadrato di 767 mila HUF, rispettivamente in aumento del 10% e del 12%, dal 2019. I prezzi al metro quadrato sono stati in media di 882 mila HUF nel 9 ° distretto, dove è stata venduta la maggior parte delle nuove abitazioni, e 723 mila HUF nel secondo 13 ° distretto classificato.” CONTINUA QUI

Secondo i dati dell’Ufficio centrale di statistica ungherese (KSH), 15 di queste aree si trovano nel V distretto, due nel I e due nel II distretto. Le proprietà immobiliari attualmente più costose si trovano lungo la Dorottya utca nel centro della città, dove il prezzo medio al metro quadrato è di circa 1,6 milioni di fiorini, circa 4,8 mila euro/mq. Seguono Vértanúk tere, Vörösmarty tér e Vécsey utca a 1,3 mln-1,2 mln di fiorini al metro quadrato, ovvero tra circa 3,900 e 3,600euro/mq.

La variazione più significativa non si trova peró nell’aumento del costo degli immobili, ma nell’aumento del numero di aree in cui il costo al metro quadro é in media 1 milione di fiorini, che sono raddoppiate rispetto alle 9 aree nel 2017.

I dati pubblicati dall’Ufficio Centrale Statistica d’altro canto, oltre all’aumento medio dei prezzi al metro quadrato, evidenziano anche un rallentamento dell’incremento delle transazioni.

Dati pubblicati da KSH

L’analisi tecnica e i commenti dello stesso istituto sui dati pubblicati, affermano che i prezzi risentono dello scostamento temporale tra la sottoscrizione del contratto e la consegna dell’immobile e non presentano l’esatta fotografia del mercato attuale.

La diminuzione delle transazioni potrebbe portare ad un successivo lento rallentamento dell’incremento dei prezzi, fatta eccezione per le zone centrali, nelle quali, non essendoci nuove costruzioni, i prezzi rimarranno elevati per mancanza di immobili in vendita.

Szilvia Schenk

ITL Real Estate
Head of Real Estate Division
Senior Advisor

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Focus Ungheria a Roma il 7 novembre 2019

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Focus Ungheria rappresenta un’eccezionale opportunità per imprenditori, consulenti e professionisti Italiani per discutere delle grandi potenzialità di business offerte da un paese che secondo i principali indicatori macroeconomici, vanta il più alto tasso di crescita economica tra i Paesi Europei.

Fonte: CCIU – 7 Novembre presso Accademia d’Ungheria a Roma.

Dopo aver partecipato al Focus Ungheria di Bari, l’avvocato Lajos Levente di Lajos Law Firm partner di ITL Group, parteciperà alla conferenza del 7 novembre 2019 a Roma.

L’avvocato Lajos Levente è stato tra i partecipanti alla Conferenza di Focus Ungheria, tenutasi a Bari (Italia) il 17 settembre 2019.
Nella sua presentazione, ha spiegato i vantaggi del sistema giuridico ungherese, che può aiutare gli investitori stranieri ad espandere la propria attività in Ungheria.
La presentazione includeva, tra l’altro, dettagli sui procedimenti societari, sul diritto del lavoro e sulla tassazione, che hanno fornito una visione generale del contesto giuridico ungherese per i partecipanti.

Considerando la sua ventennale esperienza nel settore legale delle relazioni commerciali italo-ungheresi, con la sua presentazione aggiungerà sicuramente un valore significativo al prossimo evento.

L’obiettivo del Focus, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Ungheria (al quale é possibile registrarsi gratuitamente qui) è pertanto assai concreto e vuole dare un contributo fattivo alle possibilità di internazionalizzazione dei business italiani, illustrandone, grazie alla presenza di prestigiosi relatori, i molteplici vantaggi che ne fanno ad oggi un Partner economico ideale.

Fonte: CCIU

Matolcsy chiede un meccanismo di uscita dalla trappola dell’euro

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Matolcsy afferma al Financial Times che l'euro sia una trappola

Il governatore della Banca Nazionale d’Ungheria György Matolcsy, in un articolo pubblicato dal Financial Times, afferma che l’introduzione dell’euro sia stato un errore e che sia giunto il momento di cercare una via d’uscita dalla “trappola” dell’euro.

Matolcsy sostiene che sia un dogma dannoso che l’euro fosse il “naturale” passo verso l’unificazione dell’Europa occidentale perché non sussisteva quasi nessuna delle condizioni preliminari e che ad oggi, due decenni dopo il lancio dell’euro, manchino ancora i pilastri necessari per la creazione di una moneta globale di successo: un bilancio statale comune di almeno il 15-20% del prodotto interno lordo totale dell’area dell’euro, il ministero delle finanze comune e il relativo ministro.

Il governatore afferma che la valuta comune non sia stata necessaria per le storie di successo europee prima del 1999 e che la maggior parte degli Stati membri dell’Eurozona non ne abbia beneficiato in seguito. Durante la crisi finanziaria del 2008 e la crisi economica dell’eurozona del 2011-12, la maggior parte dei membri è stata gravemente colpita, avendo accumulato enormi debiti.

György Matolcsy: 'Most eurozone countries fared better before the euro than they did with it' © EPA-EFE
György Matolcsy: ‘Most eurozone countries fared better before the euro than they did with it’ © EPA-EFE

Aggiunge inoltre che l’economista ungherese Alexandre Lamfalussy avesse ragione sulla necessità di una moneta comune per rafforzare l’unità degli stati europei e in opposizione ai sovietici. Ma che la stessa raison d’être della valuta sia venuta a mancare proprio nel momento in cui è stata decisa nel 1992, dal momento che l’Unione Sovietica si é dissolta.

La conclusione del documento di Matolcsy, pubblicato sul quotidiano economico britannico, è che ai membri dell’area dell’euro dovrebbe essere data la possibilità di uscita per abbandonare la valuta nei prossimi decenni e quelli rimanenti dovrebbero costruire una valuta globale più sostenibile.

Fonti: Financial Times, Index.hu, Express.co.uk

Eurotrade inaugura un parco solare di 8 ettari

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Eurotrade KFT, di proprietà ungherese, ha inaugurato ieri un parco solare di otto ettari da quasi 5 milioni di euro, a Környe (nella contea di Komárom-Esztergom) secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa statale MTI.

Il parco solare genererà 6.400 MWh di elettricità all’anno, sufficienti per alimentare 2.000 famiglie. Eurotrade ha attrezzato il parco con quasi 20.000 pannelli solari BYD e 67 inverter Huawei.

L’Amministratore delegato Attila Szűcs ha dichiarato che Eurotrade ha un contratto di 20 anni con il gestore del sistema di trasmissione MAVIR con un sistema di tariffe incentivanti e che prevede di recuperare gli investimenti in otto-nove anni.

Mavir.hu

Il core business di Eurotrade sono i veicoli commerciali leggeri e pesanti. Lo scorso anno ha registrato entrate per circa 45 milioni di euro (15 miliardi di fiorini).

Matolcsy ventila l’ipotesi di una moneta euroasiatica ​​

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György Matolcsy, governatore della Banca Nazionale d’Ungheria (MNB), durante la prima conferenza del Forum Eurasia che si é tenuta a Budapest il 30 ottobre, ha ventilato la possibilità della creazione di una valuta eurasiatica comune.

Sebbene i dettagli esatti non siano ancora noti, si tratterebbe di una valuta digitale nella quale l’oro e l’elettricità avrebbero un ruolo importante. Matolcsy ha anche affermato che crede che la cosiddetta era atlantica abbia lasciato il posto all’alba di una nuova era eurasiatica data la crescente importanza del ruolo dei paesi del continente eurasiatico e della loro cooperazione.

MTI / Szigetváry Zsolt

Il presidente dell’MNB ha sottolineato che, dopo l’era atlantica, ci troviamo di fronte a una nuova era di centinaia di anni in cui infrastrutture, istruzione e conoscenza economica rivestiranno un’importanza fondamentale, il che richiede una più stretta cooperazione tra i paesi del continente eurasiatico.

L’Ungheria è in prima linea nella costruzione di relazioni tra Oriente e Occidente e, ha sottolineato György Matolcsy, è stato il primo paese europeo ad aderire all’iniziativa One Belt, One Road.

György Matolcsy ha affermato che l’introduzione dell’euro ha portato ad una più stretta cooperazione tra gli stati eurasiatici, in quanto essendo l’euro un concorrente del dollaro sui mercati finanziari mondiali, i paesi eurasiatici lo utilizzano sempre più per compensarsi.

Fonti: magyarnemzet.hu, 444.hu

Putin a Budapest per discutere di risorse energetiche

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File picture of Vladimir Putin (left) and Viktor Orbán from a previous visit by the Russian President to Hungary. Photo by kormany.hu/gergely botár

Il presidente della Russia Vladimir Putin visiterà oggi a Budapest, su invito del primo ministro ungherese Viktor Orbán.

Secondo un comunicato stampa del Cremlino, i due leader discuteranno di una serie di questioni relative all’interazione Russia-Ungheria con particolare attenzione al commercio, all’economia e alla cultura, ad alcune attuali questioni internazionali e regionali.

Durante una visita di un politico russo qualche giorno fa, Péter Szijjártó, ministro degli affari Esteri e del Commercio ungherese, ha dichiarato che firmerà importanti accordi di cooperazione nei settori dell’economia, della sicurezza sociale e dello sport.

Secondo le informazioni ufficiali, il focus dell’incontro saranno questioni energetiche. Cosa che non stupisce, data la rilevanza per la Russia dell’esportazione di energia e di centrali a gas e nucleari, fondamentali per l’Ungheria.

In ottobre Péter Szijjártó aveva annunciato di aver concordato con il CEO di Gazprom, gigantesca società di gas, che la società russa avrebbe iniziato a fornire gas naturale all’Ungheria ad aprile per far fronte ai futuri consumi invernali. “Attualmente stiamo discutendo di aumentare il volume a tre miliardi di metri cubi”, ha detto.

Il Budapest Business Journal ha riportato che verrá anche firmato un accordo transattivo tra il colosso petrolifero russo Lukoil e la compagnia energetica ungherese MOL come compensanzione in merito a un incidente di spedizione di petrolio contaminato nella primavera di quest’anno.

Inoltre il ministro ha anche affermato che i piani di base per le nuove unità della centrale nucleare di Paks sono stati recentemente approvati, “Rosatom ha già installato le capacità necessarie per la prossima fase di preparazione, quindi la costruzione dell’edificio sta procedendo a un ritmo rapido”, ha citato l’agenzia di stampa statale.

Fonti:bbj.hu | index.hu

L’industria rappresenta il 24,8% del VAL ungherese

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Grafico dei VAL in Ungheria 2018

L’industria è rimasta la più grande attività economica in Ungheria in termini di produzione generata nel 2018, secondo l’ente statistico dell’Unione Europea Eurostat.

Fonte: https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/DDN-20191028-2

Come si legge nel grafico dell’Eurostat, in Ungheria, l’industria rappresentava circa il 24,8% del valore aggiunto lordo (GVA, in blu nel grafico), un tasso significativamente superiore alla media UE del 19,1%.

La seconda attività più significativa è stata il commercio all’ingrosso e al dettaglio, i trasporti, ospitalità e i servizi di ristorazione, che rappresentano circa il 19% del Valore Aggiunto Lordo.

La terza più grande attività è stata la pubblica amministrazione, la difesa, l’educazione, la salute umana e le attività di assistenza sociale, responsabili di circa il 18,6%.

Fonte:https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/DDN-20191028-2

Come si evince dal grafico soprastante, nel 2018 l’industria era ancora la più grande attività economica non solo in Ungheria ma in tutta l’Unione Europea in termini di valore aggiunto, il dato aggregato che consente di apprezzare la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità per impieghi finali.

L’industria ha infatti rappresentato il 19,1% del valore aggiunto lordo totale dell’UE immediatamente prima delle attività economiche “Commercio all’ingrosso e al dettaglio, trasporti, ospitalità e servizi alimentari” (19,0%) e “Pubblica amministrazione, difesa, istruzione, salute umana e attività di assistenza sociale “(18,6%).

Anche le “attività professionali, scientifiche e tecniche” (11,5%) e le “attività immobiliari” (11,2%) hanno rappresentato una quota significativa del valore aggiunto lordo totale dell’UE.

Il settore dell’edilizia residenziale attende la decisione sull’IVA

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Edilizia domestica

Gli attori del settore edile in Ungheria stanno aspettando di conoscere la decisione del governo ungherese riguardo la proroga dell’IVA agevolata al 5% per evitare un brusco calo delle nuove costruzioni, ha dichiarato al quotidiano Magyar Nemzet il presidente dell’associazione professionale ÉVOSZ che rappresenta gli interessi degli imprenditori edili ungheresi a livello nazionale e internazionale.

Il governo ha temporaneamente ridotto l’aliquota IVA sulla costruzione di case al 5% dal 27% per il periodo 2016-2019.

Il tasso preferenziale si applicherà comunque all’edilizia residenziale, per chi ha ricevuto un permesso di costruzione entro il 1 ° novembre 2018 purché siano vendute entro e non oltre il 31 dicembre 2023.

Lászlo Koji, presidente di ÉVOSZ, ha dichiarato che una proroga del termine dal 1 novembre 2018 al 30 giugno 2019 aumenterebbe di almeno 10.000 il numero delle civili abitazioni nuove costruibili con aliquota agevolata. Ed ha aggiunto che senza alcuna misura, il numero delle nuove costruzioni residenziali potrebbe scendere da oltre 20.000 a 7.000-8.000 entro il 2021.

Inoltre due aliquote diverse, suggerisce Federico Michel Brilli, Head of Real Estate Department di ITL Group, porterebbe ad una distorsione del mercato di vendita presentando immobili limitrofi (se costruiti) con prezzi che potrebbero differire del 22%

Se invece dovesse essere approvata la proroga, il mercato delle costruzioni necessiterebbe di nuove imprese edili capaci di costruire con prezzi e tempi certi, opportunità interessante, prosegue Brilli, per le imprese italiane.

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L’Ungheria aumenta del +27% la spesa in Ricerca e Sviluppo

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La spesa in ricerca e sviluppo in Ungheria è stata di quasi 2 miliardi di euro (654 miliardi di fiorini), pari all’1,53% del PIL nel 2018, con un aumento del 27% dei prezzi attuali rispetto all’anno precedente, afferma l’Ufficio centrale di statistica (KSH).

Il finanziamento statale è aumentato del 28,3% a circa 600 milioni di euro (211 miliardi di fiorini) e ha rappresentato il 32,3% del finanziamento totale in R&S rispetto al 31,8% dell’anno precedente.

Le imprese hanno nuovamente svolto un ruolo importante nel finanziamento della ricerca e dello sviluppo. Lo scorso anno il settore delle imprese ha speso oltre 342 miliardi di fiorini in ricerca e sviluppo, con un aumento del 25,7% rispetto all’anno precedente, pari al 52,3% del finanziamento totale in R&S rispetto al 52,7% nel 2018.

Lo scorso anno le risorse estere si sono avvicinate a 292 milioni di euro (97 miliardi di fiorini), con un aumento del 25,9% rispetto al 2017. La quota di risorse estere è rimasta invariata al 14,8%. Circa il 79% dei fondi esteri proviene da aziende.

Spesa dal 1900 al 2018 (KSH.hu)

Nel 2018 sono stati spesi 340 milioni di euro (113 miliardi di fiorini) in investimenti relativi a progetti di ricerca e sviluppo e 1,6 miliardi di euro (536 miliardi di fiorini) sono stati destinati alla copertura dei costi di ricerca e sviluppo, inclusi oltre 900 milioni di euro (303 miliardi di fiorini) spesi per i costi del personale di 182 milioni di euro (60,6 miliardi di fiorini) spesi in materiali e 337 milioni di euro (112 miliardi di fiorini) in servizi di acquisto.

Fonte: bbj.hu

4iG vince il contratto da 6 milioni di euro

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La società IT quotata 4iG ha dichiarato di aver firmato un contratto da 6 milioni di euro in qualità di subappaltatore per parte di un progetto di sviluppo di TIGRA Kft, finanziato dall’UE per la digitalizzazione dei sistemi di registrazione e amministrazione delle proprietà, riferisce magyarnarancs.hu.

www.facebook.com/4ignyrt/

4iG si occuperà dello sviluppo elettronico dei sistemi di gestione dei terreni agricoli e forestali. Lo scopo del progetto è sostituire l’amministrazione umana con procedure elettroniche e automatizzate.