Unindustria si presenta al fianco dell’Impresa

Gestione e cura dell’incertezza: approccio finanziario con Unicredit.

Durante il primo evento intitolato “Gestione e cura dell’incertezza: approccio finanziario” organizzato da Unindustria Ungheria, in collaborazione con Unicredit Bank Hungary, e tenutosi presso la prestigiosa nuova sede di Vagheggi Hungary, si è cercato di dare una risposta concreta a questo tema.

È stato il Dott. Roberto Massucco, Presidente di Unindustria, ad aprire l’incontro chiarendo sin dalle prime battute lo scopo di quest’Associazione e di questi incontri: Si è voluto proporre un ventaglio di soluzioni finanziarie a breve e/o medio lungo termine a supporto delle imprese italiane operanti in Ungheria.

Il nostro scopo è quello di realizzare un punto di incontro per riuscire a creare un sistema di tutela degli interessi economici delle aziende italiane presenti sul territorio ungherese”.

Sostegno, sviluppo e collaborazione sono il Leitmotiv dell’associazione Unindustria, che si impegna nella realizzazione di una rete di sostegno. 

Per formazione personale e professionale, credo fermamente che fare squadra sia l’unico modo per ottenere risultati che, individualmente, non sarebbero raggiungibili.Dott. Roberto Massucco – dalla nostra intervista LIVE in occasione della creazione di Unindustria Ungheria.

Protagonista di questo incontro, insieme ad Unindustria, è stata l’UniCredit Bank Hungary che ha esposto – sotto la guida capace del Dott. Andrea D’Alessandro, Responsabile International Corporates – una serie di prodotti da destinare a tutte quelle imprese che operano seguendo tre direttrici: in qualità di venditore, acquirente o investitore.

Nello scenario macroeconomico ungherese è cruciale il riferimento a tre considerazioni che rimandano a realtà alquanto evidenti, ovvero:

1) l’aumento del tasso di disoccupazione a seguito alla crisi pandemica;

2) il legame commerciale tra Ungheria e Italia;

3) l’aumento del tasso d’inflazione.

1) Il tasso di disoccupazione in Ungheria dal 2013 è sceso notevolmente ed è rimasto stabile al di sotto del 4%.  

L’unico momento in cui c’è stato un piccolo rialzo al di sopra del 5% è stato nel periodo della pandemia, perché ci sono stati dei settori particolarmente colpiti , come il turismo e il catering,  su cui la crisi del Covid ha impattato notevolmente aumentando il tasso di disoccupazione. 

Secondo le stime, ci dovrebbe essere una ripresa a breve del turismo nella regione ungherese e a livello globale si prevedono dei miglioramenti nella catena di approvvigionamento delle materie prime, per cui la mancanza di forza lavoro rimarrà un tema chiave per il futuro.

2) Lo scambio commerciale tra Italia e Ungheria è storicamente forte e ciò che è più rilevante è la quota italiana nell’export-import ungherese (considerando le differenti dimensioni tra i due paesi) che si attesta tra i 4 e i 5 miliardi di euro. 

I settori chiave nello scambio commerciale tra i due paesi – rappresentando più del 40%  sono:

  • comparto dei macchinari
  • settore siderurgico
  • settore dell’automobile

3) Il terzo punto macroeconomico è relativo ai tassi di interesse, ai tassi di cambio e all’inflazione

A partire dal 2021 si è assistito ad una costante crescita del tasso d’interesse interbancario in Ungheria (3M BUBOR), infatti si è passati da un 0,77% a più del 5% nel giro di un solo anno.

In aggiunta. l’inflazione ha raggiunto livelli altissimi, attualmente (dati di febbraio) è all ‘8,3% . 

L’aumento dell’inflazione giustifica la politica monetaria restrittiva impiegata dalla Banca Nazionale ungherese, che se da un lato consente di evitare il deprezzamento del fiorino, dall’altro potrebbe innescare ulteriori trend rialzisti dei tassi. 

Ogni impresa è focalizzata su 3 aspetti durante il proprio ciclo di business: sulla vendita, sull’acquisto e sugli investimenti. Ecco perché UniCredit Bank Hungary mette a disposizione soluzioni per ognuna di queste posizioni, nell’ottica di assicurare una stabilità finanziaria attraverso forme differenti di gestione dei flussi di cassa.

L’impresa come venditore vende il prodotto, incassa fatture e si interfaccia con acquirenti locali e talvolta internazionali. Rispetto a questa posizione, UniCredit Bank Hungary propone la soluzione di Factoring

L’azienda -in qualità di creditore -cede le fatture al proprio Istituto Bancario che in tal modo finanzierà direttamente il venditore (cedente) , mentre il compratore (debitore ceduto) pagherà le fatture direttamente alla Banca che poi a sua volta si impegnerà a restituire il netto a fronte di una commissione.

Con il factoring ci sono due possibili cessioni del credito, denominate factoring pro-solvendo o pro-soluto :

  • factoring pro-solvendo: in questo caso la banca si rivale sia sul compratore (debitore ceduto) che sul venditore (creditore cedente) 
  • factoring pro-soluto: in questo caso la banca si prende in pieno rischio di inadempimento del  debitore ceduto (senza possibilità di rivalsa sul creditore cedente)

In alternativa al factoring si può optare per soluzioni di “Working Capital”. Mentre nel factoring la cessione delle fatture avviene sulla base di un accordo tra venditore e compratore, in questo caso se un cliente non arriva ancora alla fase di fatturazione, c’è comunque la possibilità di anticipare ordini e/o contratti e/o smobilizzare il magazzino, al fine di consentire  all’impresa di mettere ugualmente in piedi il processo produttivo, ottimizzando la gestione finanziaria fino al completamento del ciclo di vendita (emissione della fattura).

Rispetto alla figura dell’azienda come acquirente, l’ideale sarebbe quello di utilizzare un Reverse Factoring (factoring al contrario), ossia prevedere una piattaforma in cui la Banca possa interfacciarsi direttamente con i venditori dell’azienda , dove la Banca compra le fatture dei fornitori – basandosi esclusivamente su un accordo tra essa e l’azienda (acquirente) – anticipando il pagamento a loro destinato con reciproci benefici per entrambi le parti.

Per l’azienda (acquirente) il vantaggio è quello di poter contrattare dei termini diversi con i propri fornitori (ottenendo una scontistica a fronte del vantaggio a loro fornito di anticipare il pagamento e di incassare molto prima -per esempio a 5 giorni invece che a 60- tramite questo servizio)

Per contro il vantaggio per i fornitori (venditori) è quello di poter accedere al sistema bancario -ottenendo somme in anticipo – facendo leva sullo standing creditizio terzo del partner commerciale senza nessun costo aggiuntivo.

Guardando infine all’azienda come investitore , notiamo che può beneficiare di soluzioni finanziarie variegate a medio-lungo termine che tendono ad avere scadenze in linea con l’ammortamento dei beni che devono essere acquistati (ad esempio per aumentare la capacità produttiva)

Alcuni prodotti che possono coprire scadenze a medio-lungo termine sono quelli offerti da EXIM (che ha una partnership con UniCredit) che fissano un costo massimo – in linea di massima più conveniente rispetto ai costi medi dei prodotti bancari tradizionali. Alcuni di queste soluzioni sono direttamente connesse all’impatto che la pandemia ha avuto sull’economia reale, cosi che per potervi accedere, le aziende hanno bisogno di certificare di aver subito effetti economici conseguenti alla crisi pandemica (come per esempio una diminuzione consistente del fatturato, ritardi nei pagamenti etc etc)

Ogni azienda è soggetta – durante il suo ciclo di vita – al rischio derivante dalle oscillazioni  dei tassi di cambio ma anche dei tassi d’interesse. Per tale ragione, è fondamentale pensare ad una strategia di “copertura” di tali rischi in anticipo, al fine di limitare i propri costi finanziari.

Il differenziale tra il tasso d’interesse in euro e il tasso d’interesse in fiorini è cresciuto notevolmente, nel 2019 decidere per un’operazione “a termine” di acquisto di fiorini verso euro o viceversa a 12 mesi incorporava solo un piccolo gap rispetto ad un operazione “immediata” , oggi  invece il differenziale risulta già 4 volte più alto.

Durante la gestione quotidiana o mensile dei flussi di cassa in entrata/uscita (a seconda se l’azienda è incentrata sull’importazione o sull’esportazione)  è infatti importante avere un chiaro piano di copertura sui cambi valuta, per proteggersi dalla volatilità di mercato nell’ottica del medio-lungo termine, soprattuto in un periodo di alta incertezza. L’incertezza può sia favorire ma anche sfavorire, per cui è meglio coprirsi piuttosto che farsi “travolgere” dagli eventi di mercato.

Per esempio, se immaginiamo che oggi il tasso spot (dedicato all’acquisto o alla vendita di fiorini immediatamente) risulta uguale a 380, per fissare il valore delle proprie vendite o dei propri acquisti anche per il futuro potrebbe essere conveniente fissare oggi il prezzo da pagare a 12 mesi. 

Un’ operazione di questo tipo prende il nome di Forward, un prodotto che protegge l’azienda da tutti i movimenti del mercato fissando un prezzo da pagare entro 12 mesi per comprare o vendere valuta, stabilizzando cosi costi e/o ricavi aziendali. Il solo obbligo a cui è sottoposta l’azienda è ovviamente quello di vendere o comprare il controvalore della valuta stabilita entro e non oltre la scadenza concordata. 

La strategia di “copertura” non e’ deputata a portare dei benefici, infatti, l’azienda che sceglie questo tipo di prodotto non andrà incontro ne’ ad un guadagno ma nemmeno ad una perdita. Si tratta di fare la scelta giusta oggi per garantirsi maggiori certezze finanziarie nel domani. 

Infine, Unicredit Bank Hungary ha enfatizzato che e’ possibile fornire delle scontistiche speciali e/o servizi dedicati a beneficio dei dipendenti delle aziende clienti, consentendo aperture di conti corrente ad hoc a costi mimimi ed ulteriori vantaggi per accedere a forme di finanziamento, proprio grazie a specifici accordi di partnership tra l’istituto bancario e le azienda. L’obiettivo finale è ottimizzare al meglio i costi finanziari dei soggetti interessati e/o incrementare la soddisfazione/fedeltà del proprio bacino dipendenti.

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