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Masterplast acquista un impianto in Germania e mira al settore sanitario

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La società ungherese di materiali da costruzione Masterplast ha dichiarato di aver concordato giovedì di acquisire un impianto in Germania da un peer tedesco “riconosciuto”, riferisce MTI. L’acquisizione di una società tedesca di fama europea specializzata in membrane edili e speciali apre per Masterplast nuove strade verso i più grandi mercati dell’Unione Europea e per il settore sanitario.

Qui il comunicato stampa dell’azienda.

“Con l’acquisizione, anche il nostro portafoglio industriale viene notevolmente rafforzato. Producendo membrane speciali, siamo in grado di entrare nel settore della sanitá, che è più che promettente data la situazione attuale.” dichiara David Tibor, Presidente di Masterplast.

Lo stabilimento, ad Aschersleben, produce fogli di diffusione per l’industria dei materiali da costruzione e membrane industriali su una linea di produzione proprietaria. La società tedesca è anche un fornitore attivo di maschere per la salute e abbigliamento protettivo all’avanguardia per i produttori tedeschi, con tecnologia moderna che rappresenta l’intero processo di produzione. 

“L’accordo copre la cessione di tutti i diritti e gli obblighi relativi all’impianto, inclusi, a titolo esemplificativo, beni immobili, inventario, contratti di vendita e fornitore, linee di produzione e alcuni diritti di proprietà intellettuale”, ha dichiarato Masterplast in una nota pubblicata su il sito web della Borsa di Budapest.

La società, produttrice di materiali da costruzione, principalmente isolamento di facciate, ha realizzato vendite per 107.134 milioni di euro nel 2019, un aumento del 10 percento su base annua e un utile di 4.819 milioni di euro, in crescita del 45 percento rispetto all’anno precedente.

Le azioni di Masterplast sono quotate nella categoria premium della Borsa di Budapest. Nell’ultimo anno, il prezzo più alto è stato di 782 HUF, il 670 HUF più basso.

Fonte: bbj.hu | magyarepitok.hu

Il prezzo dei suini é aumentato del 50% in 1 anno

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La produzione di carne suina è la più importante nell’Unione europea. Germania e Spagna sono i produttori più importanti, davanti a Francia, Polonia e Danimarca. Questi 5 paesi rappresentano il 41% della produzione dell’UE. (KSH)

Secondo Magyar Nemzet, il numero di suini ha continuato a diminuire l’anno scorso, con un branco di 2,6 milioni all’inizio di dicembre, l’8,3% in meno rispetto al livello dell’anno precedente. Ad eccezione del bestiame, le statistiche non hanno mostrato alcun aumento in nessun settore. Sebbene lo scoppio della peste suina africana all’estero abbia notevolmente migliorato le opportunità di mercato per gli operatori domestici, il numero di allevatori di bestiame non è aumentato secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio statistico centrale.

I suini vivi hanno continuato a crescere di prezzo nelle ultime settimane e, dato che le aziende di carne sono state finora in grado di assorbire solo una parte dei loro aumenti di costi, si prevede che i prezzi aumenteranno ulteriormente, scrive Világgazdaság.

In un anno, il prezzo dei suini vivi ha guadagnato oltre il 50% in termini di fiorini.

Ciò è in gran parte un riflesso degli sviluppi del mercato dell’UE, con un aumento del prezzo medio europeo di oltre il 40% in euro e un indebolimento del fiorino che ha contribuito all’aumento, ha affermato Tamás Éder, presidente dell’associazione ungherese dell’industria della carne. Ciò ha un effetto diretto sui prezzi ungheresi, poiché nella maggior parte dei casi sono legati ai prezzi europei, in particolare ai prezzi tedeschi, e sono regolati in HUF, riporta vg.hu.

Come si legge nel report “Agricultural producer and input prices, 1st–3rd quarters 2019” il prezzo degli animali vivi era aumentato del 7,6% nei primi nove mesi del 2019, che è derivato da un aumento del 16% dei prezzi dei suini. L’aumento del prezzo di suini da macello era già del 30% a settembre, quando il suo approvvigionamento il prezzo ha raggiunto il livello più alto, 492 fiorini / kg.

Fonte: KSH

Nel 2019, il prezzo medio di acquisto dei suini da macello è stato di 445 HUF, con un aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Il numero di suini da macello acquistati (3,7 milioni) è diminuito del 5,3%, con un peso medio di 116 chilogrammi, leggiamo nel report Livestock del 1 dicembre 2019 sul sito del KHS.

Per approfondire: unitá di suini per regione

Fonte: bbj.hu | KSH

Introdotto il nuovo sistema di Instant Payment

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Il 2 Marzo 2020 la Banca centrale ungherese (MNB) ha introdotto il nuovo sistema di Instant Payment. Questo sistema di pagamenti istantanei permette al destinatario di ricevere il denaro inviato in soli 5 secondi dal completamento dell’operazione, 24/24 h e 7/7.

Tramite questo sistema è possibile fare bonifici, pagare le bollette delle utenze oppure fare acquisti ed è inoltre possibile pagare scansionando il relativo codice QR allegato, sia in versione web che da app mobile. Anche per gli acquisti da e-commerce sarà possibile scegliere di pagare tramite sistema istantaneo.

Secondo Lajos Bartha, direttore della Banca centrale ungherese, il nuovo sistema porterà benefici non solo per il settore retail ma contribuirà a migliorare anche la competitività dell’intera economia e del comparto bancario ungherese. Il direttore ha poi sottolineato come nei prossimi 5 anni si punterà a potenziare ulteriormente i pagamenti elettronici, arrivando a permetterli per ogni situazione. L’obiettivo è quello di portare l’attuale percentuale di utilizzo dal 15% al 50% entro il 2030.

Stando ai dati, solo nella prima settimana di introduzione del sistema istantaneo di pagamento sarebbero stati inviati complessivamente 500 milioni di euro (150 mld Huf). Nei primi 2 giorni e mezzo si sarebbe inoltre registrato un totale di oltre un milione di transazioni.

Fonti: BBJ | trademagazin.hu

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/la-banca-centrale-ungherese-investe-sull-intelligenza-artificiale/

8 Aziende ungheresi tra le top 1000 EU per crescita

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Sono 8 le aziende ungheresi tra le top 1000 EU per crescita. Si tratta della famosa classifica Fastest Growing Companies FT1000, stilata dal Financial Times e dall’ azienda Statista, dedicata alle società europee col maggior tasso di crescita annua. Il periodo di riferimento della classifica 2020 è il triennio 2015-2018 e le aziende risiedono in un totale di 31 Paesi europei.

L’Ungheria è presente con le seguenti 8 aziende:

Fonte: Classifica FT1000

Come si può vedere i settori sono i più disparati. L’azienda FirstPhone opera nell’ e-commerce per smartphone, Cornexim nel commercio  agricolo all’ingrosso e InTradeLog si occupa invece di noleggiare e vendere mezzi per l’agricoltura. Seguono Tresorit, azienda tech che si occupa di sistemi cloud e di crittografia digitale, Nanushka col suo e-commerce di abbigliamento e la software house ASH Szoftverhaz. Infine troviamo Continental Wood, impiegata nella fabbricazione di macchinari per la lavorazione del legno e V-Inox retailer di materiali inox e alluminio.

Fonte: BBJ | Financial Times

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/si-investe-sulla-video-chat-olografica/

CORONAVIRUS E SMART WORKING PER LE AZIENDE SECONDO LA NORMATIVA UNGHERESE

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CORONAVIRUS E SMART WORKING IN UNGHERIA

Molte aziende anche in Ungheria si stanno chiedendo come adeguare la vita aziendale per far fronte all’epidemia del Coronavirus e se siano possibili forme di lavoro a distanza. Lo studio legale Lajos Law Firm risponde alla domande sul telelavoro.

Ai sensi della legge in materia, il datore di lavoro ha il diritto di far lavorare temporaneamente il proprio dipendente in una posizione diversa, in un posto diverso o presso un datore diverso rispetto a quanto definito nel contratto di lavoro. 

Scarica il parere legale di Oláh Viktória e Levente Lajos dello studio Lajos Law Firm, che da quasi due decenni gestisce gli interessi di clienti internazionali sul mercato ungherese, compilando il form sottostante:

https://drive.google.com/file/d/1TzBj4L8tKtMtqQtSiVkqVVyn8LUlFyyf/view

Oppure contatta direttamente lo studio legale Lajos Law Firm all’indirizzo email: l.lajos@llf.hu

Appuntamento Lajos Law Firm

ARTICOLI RECENTI

IIC: Inaugurazione mostra fotografica di Tina Modotti Budapest

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L’11 agosto 2020 riapre la mostra fotografica della celebre fotografa italiana Tina Modotti presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest.

L’esposizione consiste in una selezione di fotografie scattate in Messico tra il 1923 e 1927 che gettano luce sulla vita quotidiana della campagna messicana negli anni ’20 attraverso l’occhio realistico della fotografa.

Dopo la chiusura forzata di primavera, nel quadro del Budapest Photo Festival 2020 in collaborazione con l’Ambasciata del Messico a Budapest, la mostra sará di nuovo aperta al pubblico dall’11 agosto e al 18 settembre.

Location e Orario della mostra di Tina Modotti

La mostra si tiene presso l’Istituto Italiano di Cultura – nelle sale della Galleria Xénia, dove è obbligatorio indossare la propria mascherina e all’ingresso dell’Istituto vengono forniti disinfettanti per le mani. Le sale possono ospitare al massimo 15 persone per volta.

Orario di apertura della mostra: 11. 08. 2020 – 18. 09. 2020 lunedì – venerdì 12.00-16.00

Chi era Tina Modotti?

Tina Modotti nacque a Udine nel 1896 e a soli 16 anni partì per gli Stati Uniti, dove cominciò a recitare nei piccoli teatri di San Francisco. Negli ambienti artistici della città americana conobbe diversi fotografi grazie ai quali si appassionò alla fotografia. Arrivò in Messico nel 1923 quando il paese era ancora condizionato dalle conseguenze politiche, economiche e sociali della rivoluzione. Periodo molto fertile per l’affermarsi di idee intellettuali e per l’ espressione artistica.

Qui frequentò artisti come Frida Kahlo, Diego Rivera o Jean Charlot, e presto divenne fotografa ufficiale del movimento messicano dei lavoratori che si stava sviluppando in quel periodo. La mostra esporrà gli scatti risalenti agli anni 1923-1927, periodo in cui la fotografa e attivista sociale viaggiò molto nelle regioni rurali del Paese. Le sue immagini rappresentano fedelmente l’atmosfera dell’epoca e la dura realtà della vita di campagna.

Per ulteriori informazioni: Budapesti Olasz Kultúrintézet | Istituto Italiano di Cultura di Budapest

1088 Budapest – Bródy Sándor u. 8 – PF 368 – Tel. +36 (1) 483 2040 – Fax. +36 (1) 317 6653 iicbudapest@esteri.it – www.iicbudapest.esteri.it

Leggi anche:
http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/parliamo-di-cultura-italiana-con-borghese-icc-budapest/

Sul gender gap salariale e le donne manager. Intervista con la sociologa Beata Nagy

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Una chiacchierata con la sociologa Beata Nagy, docente presso la facoltà di sociologia e politiche sociali della Corvinus University of Budapest e autrice di numerose ricerche sulla posizione delle donne nel mondo del lavoro in Ungheria.

Beata Nagy, oltre a essere una sociologa di grande valore, siede nel direttivo di numerose associazioni tra cui Women in Science Association NATE ed é membro della Commissione per l’avanzamento delle donne nella carriera scientifica (nominata dal presidente dell’Accademia delle scienze ungherese).

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Buonasera Prof.ssa Nagy, come descrive la situazione lavorativa delle donne, in particolare a livello manageriale e salariale, in Ungheria rispetto al panorama internazionale?

Se guardiamo ai numeri e paragoniamo per esempio Paesi come Italia e Ungheria vediamo che ci sono più donne manager in Ungheria. Inoltre se guardiamo a statistiche internazionali come quelle dell’ILO International Labour Office vediamo che nella prima categoria di professionisti la percentuale di donne è del 40%. Tuttavia esiste una sorta di segregazione nel mercato del lavoro tra uomo e donna, ci sono differenze nelle posizioni ricoperte e nelle gerarchie aziendali. Le mostro i grafici della ricerca “The Hungarian labour market 2018” che é scaricabile (in inglese o in ungherese) dal sito dell’Istituto di Scienze Economiche, Centro di ricerca per le scienze economiche e regionali.

Differenza salariale uomini e donne
Fonte: In focus: WOMEN IN THE LABOUR MARKET pagina 58

Ci sono differenze salariali di genere tra le aziende ungheresi e le multinazionali e tra il settore pubblico e privato?

Come vede anche dai grafici ci sono differenze importanti tra il settore pubblico e quello privato, principalmente le donne ai livelli di leadership più alti si trovano nel settore pubblico mentre nel settore privato i manager sono quasi esclusivamente tutti uomini. Anche nel settore pubblico, sebbene la situazione sia migliore, ci sono però gerarchie che vedono più spesso gli uomini ai livelli più alti e le donne a quelli inferiori.

Le curve mostrano lo svantaggio dei guadagni delle donne, confrontando i dipendenti
della stessa età e livello di istruzione, dati in scala logaritmica, nelle popolazioni interessate.
Fonte: Wage Surveys, 1986, 1989, 1992, 1994–2016. Pag.59

Come scrivono Beáta Nagy e Anna Sebők nel loro capitolo “FEMALE AND MALE MANAGERS” la differenza aggregata tra i salari di uomini e donne, secondo secondo i dati dell’indagine sui salari, nel 2016 é stata di 16 punti percentuali, la maggior parte dei quali deriva dalla segregazione, il minor numero di ore lavorate dalle donne a causa degli obblighi familiari e della minore esperienza lavorativa. Tuttavia, un’analisi comparativa dei salari dei manager mostra risultati più omogenei. La Figura sottostante mostra i salari dei dirigenti donne e uomini nei settori pubblico e privato.

Fonte: Source: Wage Survey, National Labour Office (NLO) p. 67
Differenza salariali di genere tra i manager per settore nel 2016. Fonte: Wage Survey, National Labour Office (NLO) P. 68

Ritiene che sia diffusa un’ostilità verso la possibilità di avere donne manager nella società?

Non direttamente ma indirettamente sì, ci sono molte prove a riguardo. 

Come Anna Lovász & Bori Simonovits e scrivono nel loro capitolo CLASSIC LABOUR MARKET DISCRIMINATION “i risultati basati su metodi diversi indicano che esiste un certo livello di discriminazione sul lavoro nei confronti delle donne in Ungheria; tuttavia, lo svantaggio causato da questo è difficile da quantificare con precisione”

Le posizioni manageriali sono molto impegnative quindi se ricopri cariche di vertice poi diviene difficile coniugare la vita di una donna (e il “dover essere una buona madre” ad esempio) e quella di una manager.

Inoltre in Ungheria ci sono idee ancora molto conservatrici a riguardo, e anche da parte dello Stato, le posizioni sono piuttosto chiare a riguardo. Ci sono politiche che danno la possibilità di stare in maternità e ricevere assegni statali consistenti, pari al 70% dello stipendio che si percepirebbe, e che durano anche fino a 3 anni. In aggiunta sono presenti sgravi fiscali per le famiglie con 3 figli. Una madre può anche scegliere di ritornare prima sul posto di lavoro e continuare a percepire l’assegno, dopo 6 mesi ad esempio, ma questo raramente accade per evitare poi una sorta di indotto senso di colpa. Anche per i padri possono essere previsti questi assegni ma raramente ne fanno uso, preferendo andare regolarmente a lavoro e affidando la cura dei figli alle madri.

Questo certifica l’idea che una donna dovrebbe pensare in primo luogo alla maternità e alla famiglia restando a casa, poi eventualmente al lavoro. Non si puó non prevedere come misure di questo tipo abbiano un impatto sulla società e sull’opinione pubblica.

Si aspetta un cambiamento di questa situazione nei prossimi anni?

I tempi stanno cambiando, non voglio fare stime a rialzo di questi trend ma si vede che le giovani generazioni di donne sono maggiormente propense ad una carriera lavorativa e manageriale. D’altra parte però permangono dei vincoli che inducono le donne a rinunciare a provare a perseguire incarichi di lavoro prestigiosi.

Va ricordato che sebbene si possa fare ancora molto per la condizione delle donne oggi viviamo nell’era del post femminismo. Attualmente esistono donne che ricoprono incarichi di primo piano, pensiamo ad esempio alla cancelliera Angela Merkel o alla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen. É sotto gli occhi di tutti, non è necessario ribadire il concetto che donne possano ricoprire incarichi ai massimi vertici ma come si diceva prima è una questione di scelte, se vogliono possono, questo in sintesi è il concetto.

Al netto di ciò però va detto che le madri difficilmente sono benvenute nei luoghi di lavoro perchè si sa che prima potrebbero avere bisogno di assentarsi e lasciare l’azienda anche per alcuni anni. Il tasso di occupazione femminile con figli piccoli è infatti solo al 26%, per gli uomini invece la situazione è molto diversa, è una sorta di svantaggio dovuto alla maternità.

Per quanto riguarda la leadership all’interno degli istituti universitari la situazione delle donne è diversa?

Guardando i dati possiamo vedere che anche qui la maggior parte delle posizioni di leadership sono rivestite da professori uomini, l’80% dei docenti sono infatti maschi e anche nel campo delle scienze sociali la situazione è analoga.

Possiamo dire che vige il concetto di “Old boys network” , fenomeno sociale secondo il quale sul posto di lavoro i maschi tendono maggiormente a relazionarsi con altri maschi e grazie a queste relazioni assegnano poi le posizioni più rilevanti a loro conoscenti e colleghi formando un network non accessibile ad altri.

Non sempre questa segregazione delle donne dalla leadership è così evidente, ad esempio se si frequenta l’ambiente universitario si vede che sia uomini che donne frequentano le lezioni, si relazionano tra loro, ma poi c’è un lato più nascosto e meno manifesto. E’ sempre un problema di cultura in merito al ruolo che tradizionalmente si vuole attribuire alla donna e che ne può limitare le opportunità di carriera.

Ho letto anche la sua ricerca a proposito della composizione di genere nelle aziende più importanti ungheresi, a proposito di questi squilibri le donne non pensano di meritare di più?

Sì assolutamente, si può e si deve fare ancora molto per migliorare questa situazione, ma come dicevo prima dipende da molti fattori.

In ambito di sensibilizzazione al tema, una delle iniziative più importanti è il programma organizzato dall’ Hungarian Business Leaders Forum chiamato  “20 by 2020“.

Questa iniziativa si propone di avere 20 donne nelle posizioni più importanti del paese entro la fine del 2020, penso sia molto importante, è un esempio di self regulation voluta dalle aziende, loro sono stati i primi poi anche altri si sono accodati.

La presidente di HBLF è Borbála Czako, è una donna molto in gamba, è anche ambasciatrice ungherese per l’Uk e global partner di Ernst & Young. Qui in Ungheria ha organizzato alcuni meeting annuali con ospiti di spicco per parlare dell’emancipazione femminile. Iniziative come queste sono estremamente importanti perchè si porta all’attenzione pubblica questo tema e se ne parla anche con uomini in posizioni di rilievo.

Un’altra iniziativa è ad esempio il Girls day che si terrà ad Aprile.

Servono persone di spicco che facciano sentire la loro voce, ad esempio Il CFO di Facebook Sheryl Sandburg e speaker ordinario del World Economic Forum di Davos. Sheryl è autrice del libro “ Facciamoci avanti” e nel 2010 è stata speaker al TED Talks con un intervento intitolato “Sul perchè le donne leader sono troppo poche”. Da diversi anni si sta impegnando in prima persona per migliorare la situazione delle donne nel mondo imprenditoriale e anche in Ungheria ha avuto un grande impatto nel cercare di far capire il bisogno di avere più donne ai vertici delle aziende e nei consigli di amministrazione.

Sarebbe importante introdurre programmi inclusivi e di educazione alla diversità sul posto di lavoro. Inoltre è necessario cambiare il contesto sociale perché anche ammettendo che delle donne arrivino a ricoprire ruoli importanti nelle multinazionali qualora poi l’opinione pubblica non sostenesse questo cambiamento vanificherebbe tutto e complicherebbe le cose.

Le ricerche della professoressa Beata Nagy sono disponibili online su Research Gate a questo link e su Academia.edu.

Ctp si estende in Ungheria e Europa

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Il colosso ceco dei parchi industriali CTP si estende ulteriormente in Ungheria e Europa dell’Est. L’azienda CTP è stata fondata nel 1998 a Humpolec, Repubblica Ceca, e ad oggi coi suoi oltre 90 parchi industriali è diventata leader del mercato ceco ed un importante player dell’Est Europa.

L’impresa dopo aver costruito il già imponente centro logistico CTPark Budapest Ovest, situato sull’autostrada M1 a 19 km da Budapest, vuole ora espanderlo ulteriormente. L’azienda ha infatti in programma di estendere il sito con la costruzione di 100.000 m quadrati, molti dei quali già dati in concessione. Si sta inoltre pianificando un’ ulteriore estensione di altri 100-130 mila metri quadrati. Complessivamente nell’ultimo anno in Ungheria sono stati costruiti 400.000 metri quadrati di siti industriali, 150 dei quali dovuti al CTP.

Immagine da sito web CTPark Budapest Ovest

Il commento del manager

Il manager di CTP Ungheria Rudolf Nemes commenta: “La periferia permane una location interessante per CTP. Stiamo pianificando di iniziare uno sviluppo nelle principali zone rurali ungheresi. Le strade cittadine sono infatti sempre più trafficate e piene di incroci. In particolare puntiamo alle città di Gyor, Komarom, Kecskemet and Tatabanya per un totale di più di 125.000 metri quadrati. Questo non significa però che il nostro focus non resti sul mercato limitrofo a Budapest. Nel settore industriale non abbiamo mai periodi di vacanza, ciò significa che c’è molta domanda. Per soddisfarla dobbiamo offrire affitti competitivi ma anche tenere conto dei costi edilizi che abbiamo sostenuto.”

L’azienda è inoltre famosa per i suoi alti standard edilizi. Ha infatti conseguito la certificazione BREEAM per la sostenibilità nello sviluppo dei suoi progetti. In totale CTP vanta 5,5 milioni di metri quadri in circa 90 siti dislocati in 7 Paesi est europei. In Romania CTP è diventato il maggior possessore di spazi logistici e prevede di potenziare le proprie strutture anche in Serbia coi siti di Belgrado e Novi Sad.

Fonti: BBJ

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/in-ungheria-continua-a-crescere-ledilizia/

Entra in vigore l’exit tax europea

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A partire da quest’anno entra in vigore in Ungheria “l’exit tax” europea contro la delocalizzazione di asset aziendali. Nel caso in cui un’azienda stanziata in un Paese UEintenda spostare all’estero la propria sede o parte dei propri asset sarà applicata una tassa sul valore che si intende trasferire.

Come ci spiega Veronika Lazar, Head of department ITL Group Accounting, si tratta del recepimento della direttiva UE ATAD. La norma si applica in caso in cui un’azienda ungherese: 1– trasferisca la sede all’estero oppure sorga una posizione fiscale all’estero; 2– Avvenga trasferimento di beni tra determinati stabilimenti e sedi all’estero; 3-Avvenga un trasferimento delle operazioni commerciali all’estero.

Ad esempio poniamo il caso che un’azienda stabilita in un paese EU porti avanti per molto tempo lo sviluppo di un nuovo prodotto per poi spostarsi in un paese terzo con tassazione più favorevole prima che il prodotto sia completamente ultimato. Con la normativa passata l’azienda avrebbe pagato meno tasse sui futuri profitti provenienti da tale prodotto. Adesso invece con l’exit tax il Paese membro può imporre una tassazione sul prodotto sviluppato prima che esso venga delocalizzato. 

Fonte: ec.Europa

Il provvedimento nasce in risposta del recepimento di una direttiva europea del 2016-2017, nota come Anti tax avoidance directive (ATAD). Si tratta di un insieme di misure volte a tutelare la tassazione dei redditi da impresa all’interno dell’Unione Europea. In particolare si tratta di combattere l’evasione fiscale, aggredire le tassazioni agevolate praticate all’estero e promuovere un armonizzazione fiscale nei paesi sviluppati.

I governi europei hanno cominciato ad implementare questa regolamentazione negli ultimi 3 anni. La Germania ha applicato la norma tra il 2017 e il 2019 mentre in Ungheria è andata in vigore dal 1 Gennaio e manifesterà i suoi effetti sui redditi d’impresa dal 2021.

Fonte: BBJ | ec.europa.eu

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/luglio-per-le-aziende-sara-obbligatoria-ogni-rendicontazione-iva/

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China Construction Bank arriverà in Ungheria

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La China Construction Bank arriverà in Ungheria. Il secondo maggiore istituto creditizio del mondo aprirà una filiale nel Paese, come annuncia la Banca nazionale ungherese.

L’istituto che prenderà parte al finanziamento di aziende in Ungheria è già stato registrato presso la Banca centrale ungherese per poter avviare le proprie attività.

Le operazioni della filiale faranno capo alla China Construction Bank Europe SA con sede a Lussemburgo. L’ istituto stando ai dati 2018 ha attivi pari a 3.397 miliardi di dollari.

Classifica 2018 Banche per attivi totali; Fonte: Vera finanza

Fonte: BBJ | Vera finanza

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/post-brexit-ungheria/

Budapest Business Party 2020 opportunità di networking

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La nona edizione dell’annuale Budapest Business Party si sta avvicinando!
Abbiamo parlato di questa opportunità di networking organizzato da ITL Group con Szilvia Szlavitsek, event manager delBudapest Business Party dalla prima edizione del 2012.

Networking, divertimento e business.
2000 ospiti si ritrovano insieme in una stessa location!

“Cari lettori di economia.hu, se il vostro target sono i proprietari e CEO delle aziende allora questo é l’evento per promuovere il vostro prodotto o servizio. É un ottima occasione per partecipare come espositore ed incontrarsi con potenziali clienti.
Tutti gli espositori vengono con un gioco così possono mettersi in contatto in modo interattivo con i partecipanti.

Dove nasce un business? Dove la gente si sente bene e si diverte. Noi ve lo offriamo con il Budapest Business Party.
Lo organizziamo solo una volta l’anno! Se vuole essere parte di questa avventura con noi con la sua azienda allora scriva a questa e-mail
szilvia@budapestbusinessparty.com!
“

2021 Procedura whistleblowing obbligatoria per le aziende di grandi dimensioni

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Anche in Ungheria entro il 2021 si dovranno istituire procedure di whistleblowing per le aziende di grandi dimensioni. A seguito della direttiva emanata dal Parlamento europeo in data 07/10/2019 sulla “Protezione degli individui che segnalano violazioni delle norme comunitarie” le aziende con più di 50 dipendenti o con fatturato annuo superiore a 10 mln di euro, nonchè i comuni con più di 10 mila abitanti dovranno, entro il 2021, istituire appositi canali interni di whistleblowing.

Come riporta il sito WhistleB, per whistleblowing si intende il comportamento tenuto da una persona che in ambito lavorativo segnala ai propri superiori che all’interno dell’azienda sono avvenuti atti illeciti di un qualche tipo, ad esempio episodi di corruzione, molestie o violazioni della policy aziendale.

La direttiva è pensata dunque per incentivare meccanismi di autodenuncia di questo tipo, al fine di scongiurare comportamenti illegali e garantire anonimato all’informatore e alla persona da esso segnalata. Le imprese e le pubbliche amministrazioni dovranno dare la possibilità di denunciare per iscritto, ad esempio con lettere o mail, ma anche a voce attraverso linee telefoniche o con incontri privati di persona.

Fonti: BBJ | giurdanella.it | WhistleB

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/luglio-per-le-aziende-sara-obbligatoria-ogni-rendicontazione-iva/

Aggiornamento Coronavirus Ungheria

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coronavirus in Ungheria

Aggiornamento al 19 Agosto 2020

http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/tornano-a-calare-i-casi-di-covid19-in-ungheria/

Al 1 aprile si contano 525 casi, 40 guariti e 20 vittime per il Covid-19 in Ungheria

Fonte: https://koronavirus.gov.hu/terkepek/fertozottek
Fonte: Gisanddata.maps.arcgis.com

É ora disponibile la traduzione integrale in lingua italiana dei numeri 52 e 56 della gazzetta ufficiale contenenti i decreti governativi sulle misure restrittive attualmente in forza in Ungheria, fino al 11 Aprile.

Traduzione Gazzetta Ufficiale n. 56

Decreto governativo No. 71/2020. (del 27 marzo) Sulla limitazione di uscita 1626 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 56

Traduzione Gazzetta Ufficiale n. 52

Il numero 52 della Gazzetta ufficiale include i seguenti decreti governativi No. 62/2020 e 63/2020 e (del 24 marzo) e le delibere governative No. 1121/2020 e No. 1122/2020.

  • Decreto governativo No. 62/2020. (del 24 marzo)

Sulle regole particolari relative alla moratoria di pagamento del Decreto governativo No. 47/2020. (del 18 marzo) sui provvedimenti immediati necessari ad attenuare gli effetti della pandemia coronavirus sull’economia nazionale 1564

  • Decreto governativo No 63/2020. (del 24 marzo)

Sui provvedimenti inerenti le ricerche mediche durante la situazione di pericolo ordinata per prevenire l’epidemia umana causante una virosi di massa che mette in pericolo la sicurezza della vita e del patrimonio e per rimediare alle conseguenze e per proteggere la salute e la vita dei cittadini ungheresi 1565

  • Delibera governativa No. 1121/2020. (del 24 marzo)

Sui provvedimenti necessari per salvaguardare l’integritá fisica dei cittadini
ungheresi e per trafugarli in modo efficiente dalla situazione di crisi 1566

  • Delibera governativa No. 1122/2020. (del 24 marzo)

Sull’assicurazione di ulteriori risorse necessarie all’esecuzione dei provvedimenti che servono ad arginare l’epidemia coronavirus 1568

Il numero di persone confermate infettate dal coronavirus è ora pari a 408. In quarantena: 71. Guariti: 34 Deceduti: 13.

Koronavirus.gov.hu

Aggiornamento al 27 marzo 2020

A partire dal 28 marzo, il governo imporrà un “lockdown” sull’intero territorio dell’Ungheria. 

Possiamo lasciare il nostro luogo di residenza per due settimane solo per lavorare o per soddisfare le esigenze di base “, ha affermato il Primo Ministro Viktor Orbán.

Maggiori dettagli in ungherese nel decreto a questo link. Siamo attualmente impegnati nella traduzione dell’intero documento in italiano per voi.

  • Uscire di casa solo per motivi di lavoro o necessitá
  • Resteranno aperti solo generi alimentari, mercati e farmacie.
  • Nei luoghi pubblici dovrebbe essere mantenuta una distanza di 1,5 metri. 
  • Le persone anziane (over 65) possono visitare negozi di alimentari, farmacie e mercati solo dalle 9:00 a mezzogiorno, e nessun altro potrá farlo in questa fascia oraria.
  • Multe previste da 5.000 a 500.000 fiorini.
https://www.facebook.com/kormanyzat/photos/a.134933189912743/3637645149641512/?type=3
Fonte: Facebook del Governo Ungherese

Trasporti internazionali

http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/ungheria-regole-ferree-per-i-trasportatori-provenienti-dallitalia/

23 marzo: il numero di casi confermati di coronavirus è aumentato a 167

Il numero di pazienti con diagnosi positiva al coronavirus in Ungheria è salito a 167. L’Ungheria ha raggiunto il secondo stadio dell’epidemia, lo stadio della malattia di gruppo, quando l’infezione si diffonde in pubblico al contatto personale.

  • 167 Positivi
  • 16 Guariti
  • 7 Deceduti
  • 101 Isolati in quarantena
  • 5515 Testati

Nella conferenza stampa online di oggi (video sottostante), il primo ministro ungherese ha aggiunto che la successiva fase sarà il contagio di massa.

Per quanto riguarda i nuovi provvedimenti economici, viene esteso sino al 30 giugno il blocco dei pagamenti delle imposte KATA dai taxisti ad anche altre categorie che riguardano 8.400 partite iva, di cui questa sera verrà resa pubblica la lista precisa dei settori.

Orbán annuncia le misure economiche 18.03.2020

https://www.facebook.com/orbanviktor/videos/349072369320623/

Il premier ungherese ha annunciato in un video Facebook le misure economiche decide dal governo per fronteggiare la crisi che il coronavirus porta in numerosi settori. Leggi l’intero articolo qui.

Il traffico merci tra Ungheria e Slovenia continua senza ostacoli

Leggi l’articolo

Arrivo in Ungheria all’Aeroporto di Budapest

Da ora in poi, i documenti di tutti i passeggeri in arrivo saranno controllati all’aeroporto internazionale Ferenc Liszt di Budapest per permettere l’attuazione del decreto governativo che permette ai soli cittadini ungheresi e i cittadini dei paesi dell’area europea (inglesi inclusi, che hanno il diritto di residenza permanente in Ungheria) di entrare in Ungheria.

Leggi l’intero articolo qui.

Coronavirus in Ungheria al 17.03

Al 17 marzo in Ungheria ci sono 50 infetti, 137 in quarantena, 2 recuperati, 1 deceduto
FONTE: About Hungary

50 risultati positivi al virus, 137 in quarantena, 2 guariti, 1 deceduto
Un call center predisposto per domande e informazioni sul coronavirus può essere raggiunto a + 36-80-277-455 e + 36-80-277-456 dall’interno dell’Ungheria o via e-mail all’indirizzo koronavirus@bm.gov.hu.

Notizie utili nei diversi settori legati all’epidemia in Ungheria

Legale

Immobiliare

Fiscale

Assicurativo

Leggi qui>http:// http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/coronavirus-assicurazioni-per-aziende-imprenditore-e-per-la-salute/

Aggiornamento al 16 marzo

https://www.facebook.com/orbanviktor/videos/619722251908876/
Fonte: Viktor Orban, Facebook
  • Chiusura dei confini del paese per le persone. Solo i cittadini ungheresi possono entrare in Ungheria
  • Cinema e luoghi di divertimento verranno chiusi
  • Caffetterie, negozi e ristoranti potranno rimanere aperti fino alle 15.00 (ad eccezione dei negozi di beni alimentari e delle farmacie)
  • Vietate le manifestazioni pubbliche

AGGIORNAMENTO DELL’AMBASCIATA ITALIANA SU COME RIENTRARE IN ITALIA (link al comunicato n.9 del 16 marzo h 21.00)

  • E’ NECESSARIO VERIFICARE PRIMA DI PRENOTARE, VISTA L’EVOLUZIONE COSTANTE DELLA SITUAZIONE GENERALE.
  • VIA STRADA: LA VIA PIU’ PERCORRIBILE PER IL RIENTRO IN ITALIA APPARE ORAMAI ESSERE QUELLA TERRESTRE ATTRAVERSO LA SLOVENIA. E’ NECESSARIO AVERE CON SE’ UN DOCUMENTO D’IDENTITA’ IN CORSO DI VALIDITA’, ACQUISTARE LA VIGNETTA AUTOSTRADALE SLOVENA (REPERIBILE PRESSO DISTRIBUTORI UNGHERESI E SLOVENI IN PROSSIMITA’ DELLA FRONTIERA) OLTRE CHE IL MODULO DI AUTODICHIARAZIONE ITALIANO, SCARICABILE AL SEGUENTE LINK:https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/modulo_autodichiarazione_10.3.2020.pdf
  • VIA TRENO: RISULTANO SOSPESE TUTTE LE TRATTE FERROVIARIE TRA AUSTRIA E SLOVENIA CON L’ ITALIA. IL TRENO NON RISULTA, PERTANTO, UNA SOLUZIONE ATTUALMENTE PERCORRIBILE PER FARE RIENTRO IN ITALIA
  • VIA AREA: RISULTANO ATTIVI ALCUNI, LIMITATI COLLEGAMENTI AEREI INDIRETTI DA BUDAPEST, VERSO DESTINAZIONI ITALIANE, I CUI BIGLIETTI POSSONO ESSERE ACQUISTATI SUI SITI WEB DI COMPAGNIE QUALI, AD ESEMPIO, LUFTHANSA ED EUROWINGS.

Quanti tamponi vengono fatti in Ungheria?

Nella tabella sottostante i dati (aggiornati al 13 marzo) sul numero di tamponi effettuati ogni milione di abitanti.

Fonte: https://ourworldindata.org/covid-testing

Per l’aggiornamento sull’epidemia rimandiamo al sito Ufficiale>https://koronavirus.gov.hu/

  • 19 Positivi
  • 1 Guarito
  • 0 Deceduti
  • 79 Isolati in quarantena
  • 858 Testati

Il numero di persone infette da nuovo coronavirus diagnosticato in Ungheria è salito a 19. A tre uomini ungheresi è stata diagnosticata una nuova infezione da coronavirus (COVID-19).

AGGIORNAMENTO dall’Ambasciata italiana a Budapest 11/03 20:00

IN UNGHERIA È IN VIGORE LO STATO DI EMERGENZA

Dall’Italia> È VIETATO TEMPORANEAMENTE L’INGRESSO NEL PAESE ALLE PERSONE DI TUTTE LE NAZIONALITÁ* PROVENIENTI DALL’ITALIA, CON LA QUALE SONO SOSPESI I COLLEGAMENTI AEREI. (Non é ancora chiaro se vale anche per chi é residente in Ungheria. I cittadini ungheresi sono autorizzati a rientrare sottoponendosi a quarantena obbligatoria e controllata, ma non ci sono voli)

RIENTRO IN ITALIA DEI CONNAZIONALI PER VIA AEREA

RIENTRO IN AUTOSTRADA (è necessario, per tutti gli spostamenti terrestri, portare con se’ un documento d’identità in corso di validità, acquistare la vignetta autostradale slovena presso un distributore di benzina ungherese in prossimità del confine con la Slovenia, oppure presso il primo distributore sloveno. è necessario altresì portare con se’ il modulo di auto-dichiarazione italiano, scaricabile al seguente LINK)

RISULTANO SOSPESE TUTTE LE TRATTE FERROVIARIE TRA AUSTRIA E ITALIA E TRA SLOVENIA E ITALIA

Fonte:https://ambbudapest.esteri.it/Ambasciata_Budapest/resource/doc/2020/03/coronavirus-comunicato_attuale.pdf

AGGIORNAMENTO dall’Ambasciata italiana a Budapest 11/03 15:30

IL GOVERNO DISPONE LE SEGUENTI MISURE STRAORDINARIE DI PREVENZIONE:

  • VIETATI GLI INGRESSI NEL PAESE PER ARRIVI DAI PAESI DI ITALIA, CINA, COREA DEL SUD E IRAN
  • I CITTADINI UNGHERESI DI RIENTRO DA QUESTI PAESI POTRANNO FARLO MA OSSERVANDO UN PERIODO DI ISOLAMENTO DOMICILIARE OVE NON DISPOSTO DIVERSAMENTE
  • SARANNO STABILITI CONTROLLI AI CONFINI DI AUSTRIA E SLOVENIA
  • CHIUSURA DI TUTTE LE UNIVERSITA’ CON PROSEGUIMENTO DELLE LEZIONI ONLINE
  • PROSEGUIMENTO DELLE LEZIONI DELLE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE
  • DIVIETO DI EVENTI AL CHIUSO CON PIU’ DI 100 PERSONE ES DISCOTECHE, CINEMA, TEATRO
  • PROSEGUIMENTO DELLA NORMALE ATTIVITA’ LAVORATIVA

Di seguito la situazione dei contagi riportata dal sito ufficiale governativo:

  • 13 Positivi
  • 0 Guariti
  • 0 Deceduti
  • 69 Isolati in quarantena
  • 609 Testati

Per chi interessato alle disposizioni legali in tema di telelavoro e smart working in Ungheria:
http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/coronavirus-e-telelavoro-in-ungheria-un-parere-legale-per-aziende/

nuove misure restrittive Coronavirus AGGIORNAMENTO 11/03 15:30
AGGIORNAMENTO 11/03 15:30

Aggiornamento dall’Ambasciata italiana a Budapest 10/03 ore 17:00

Nuovo comunicato N.5 Ambasciata italiana a Budapest: SI RACCOMANDA AI CITTADINI ITALIANI DI RINVIARE I PROPRI VIAGGI IN UNGHERIA ALLA LUCE DELLE FORTISSIME LIMITAZIONI DEI COLLEGAMENTI AEREI E TERRESTRI PER L’ITALIA E LA POSSIBILE TOTALE INTERRUZIONE. L’AMBASCIATA D’ITALIA NON PUO’ IN ALCUN CASO FARSI CARICO DEL RIENTRO IN ITALIA.

  • Collegamenti aerei tra Italia e Ungheria: Le compagnie aeree Wizzair e Ryanair hanno sospeso o potrebbero sospendere totalmente i collegamenti nel corso del mese di Marzo. Si invitano i passeggeri a monitorare autonomamente la situazione del proprio volo consultando i canali ufficiali delle compagnie.
  • Collegamenti terrestri in auto tra Italia e Ungheria: Per i collegamenti terrestri vige grande variabilità, si raccomanda di controllare eventuali disposizioni nazionali dei paesi di transito. In auto al momento è transitare tramite l’Austria e la Slovenia con apposito documento di identità. Si fanno presente anche possibili cancellazioni per i viaggi organizzati dalla società privata Flixbus.
  • Collegamenti terrestri in treno tra Italia e Ungheria: La tratta ferroviaria attraverso la Slovenia è attualmente in funzione ma i collegamenti potrebbero essere sospesi.

Aggiornamento dall’Ambasciata italiana a Budapest 9 Marzo

A partire da oggi, Lunedì 9 Marzo, il Governo ungherese ha disposto la SOSPENSIONE DEI VOLI provenienti dagli aeroporti di MILANO, BERGAMO E TREVISO. Il provvedimento è riportato sia dal nuovo comunicato 4 dell’ Ambasciata italiana a Budapest, sia dalle fonti governative.

Attualmente, secondo l’ultimo aggiornamento (8:44 am, 09/03/2020) messo a disposizione dall’apposito sito web governativo
https://koronavirus.gov.hu/ , la situazione contagi in Ungheria è la seguente:

  • 9 persone positive al virus
  • 67 persone in isolamento
  • 362 tamponi eseguiti

Aggiornamento: 2 Marzo

Il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban nella sua regolare intervista del Venerdì rilasciata a Kossuth Radio ha commentato la situazione Coronavirus in Ungheria. “È necessario che ci facciamo trovare preparati” ha detto, argomentando che con buona probabilità il Coronavirus potrebbe comparire anche nel paese magiaro.

Ha poi rassicurato dicendo che il Governo si sta preparando all’ evenienza che il virus possa diffondersi nel Paese, cosa che al momento non è ancora avvenuta. Ha poi aggiunto che non è possibile isolare ermeticamente il Paese, per quanto in nazioni vicine il virus si stia diffondendo. Fa sapere che gli strumenti di prevenzione ci sono e sono stati disposti controlli ai confini e negli aeroporti.

Anche il comunicato n 2 sull’aggiornamento Coronavirus emesso il 27/02 dall’Ambasciata italiana a Budapest conferma che non sono state poste in atto nuove misure restrittive dal governo ma solo controlli, ribadendo quanto emesso nello scorso comunicato che non menzionava misure di quarantena per i passeggeri in arrivo dall’Italia. Unica nota è quella che invita i passeggeri di voli Wizzair ad accertarsi del regolare svolgimento del servizio della compagnia in quanto potrebbero essere disposte cancellazioni.

Fonte: https://hungarytoday.hu/wizz-air-italy-budapest-flights-coronavirus/

In ottica di prevenzione anche la Mav, l’autorità di stato ferroviaria, si prepara al Coronavirus. L’ente è pronta per prevenirne la diffusione in treni e stazioni ed è in costante contatto con le autorità sanitarie nazionali. La Mav rassicura che è prassi regolare quella di disinfettare periodicamente i treni e le strutture ferroviarie. D’altra parte ha messo a disposizione i materiali sanitari  necessari quali gel disinfettanti e mascherine ai propri dipendenti a stretto contatto col pubblico e ha spiegato loro le linee guida da seguire. Da ultimo, sebbene l’ente non abbia l’autorità di controllare le persone ai confini, fa sapere che darà tutto il supporto possibile alla polizia di confine e alle autorità incaricate.

Sul fronte della sanità si segnala soltanto che sempre in ottica cautelativa sono state sospese le visite all’ospedale Dorottya di Nagykanisza, paese a 200 km a Sud Ovest di Budapest. Il direttore dell’ospedale Gyorgyi Marada in via precauzionale ha disposto  la sospensione delle visite al fine di tutelare la salute dei pazienti. Già dall’11 Febbraio la struttura ospedaliera aveva imposto alcune limitazioni per i reparti di medicina interna, pediatria, terapia intensiva, ostetricia e ginecologia.

Anche se il virus non ha causato focolai nel Paese, stando a quanto riporta il sito portfolio.hu, il contraccolpo a livello economico si starebbe già avvertendo con un rallentamento degli indici di produzione industriale.

Fonti: BBJ | portfolio.hu | Ambasciata italiana Budapest

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/coronavirus-viaggi-di-lavoro-dallitalia-ancora-possibili-ma-lungheria-aumenta-le-precauzioni/

K&H rileva soddisfazione tra i giovani per il loro impiego

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K&H rileva soddisfazione tra i giovani per il loro impiego. Stando allo Youth Index sviluppato dall’istituto bancario K&H il 68% dei giovani intervistati ritiene di avere un lavoro stabile ed il 46% lo trova soddisfacente, gli attuali risultati sono i migliori degli ultimi 7 anni.

Il 16% dei giovani si aspetta un aumento considerevole dei salari anche oltre l’inflazione, mentre Il 36% pensa che potrebbe trovare facilmente un altro lavoro.  Di contro il 10% ritiene sia molto difficile trovare un altro lavoro e l’11% non considera stabile il proprio impiego.

L’indagine è condotta su un campione di giovani ungheresi tra i 19 e i 29 anni d’età.

Fonti:  BBJ | portfolio.hu

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/gli-stipendi-degli-ungheresi-crescono/

Ungheria: Evasione fiscale ridotta al 9%

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In Ungheria l’evasione fiscale è stata ridotta al 9%. Il segretario di stato in materia fiscale Norbert Izer, in occasione della conferenza di riepilogo annuale della NAV, Ente nazionale tasse e dogane, ha fatto sapere che le misure di contrasto all’evasione introdotte dal governo hanno portato ad un maggior gettito fiscale nonostante un calo delle aliquote praticate.

Il segretario ha sottolineato il contributo positivo portato dall’online cash register, il sistema digitale di controllo dei trasporti merce su strada e di fatturazione elettronica. Sarebbe stato proprio questo fattore a risultare determinante nella lotta all’evasione fiscale, inoltre la digitalizzazione introdotta ha aiutato grandemente a semplificare il sistema di tassazione ripulendo l’economia dal sommerso.

Il gettito fiscale atteso per quest’anno è di oltre 16 mila miliardi (oltre 47 miliardi di euro) contro gli oltre 13 mila miliardi del 2018 e i 15 mila miliardi dell’anno prima.

Fonti: BBJ | hvg.hu

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/la-banca-centrale-ungherese-investe-sull-intelligenza-artificiale/

In Ungheria continua a crescere l’edilizia

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In Ungheria continua a crescere l’edilizia. Dopo la crescita del 21% registrata lo scorso anno, attualmente per il 2020 si attende una crescita del settore edilizio tra il 5% e il 7%.

Le stime provengono dal sondaggio effettuato dell’Associazione nazionale degli imprenditori edilizi (EVOSZ) su un campione di 400 imprese edilizie a loro associate. Stando a questa rilevazione il 60% degli appalti proviene dal pubblico mentre il restante 40% da commesse private. Inoltre i rispondenti si aspettano che le commesse provenienti dal pubblico possano ulteriormente aumentare.

Sul fronte dell’edilizia ad uso abitativo le cifre del 2019 dell’Ufficio centrale di statistica (KSH) parlano invece di più di 21.000 nuove case costruite, cifra che corrisponde ad una crescita del 20% rispetto all’anno prima. Dato che si trova però in disaccordo con le stime basate sui permessi edilizi emessi, pari a 35.123, il 4,3% in meno rispetto al 2018.

La metà di queste nuove abitazioni è stata costruita a Budapest e nella contea di Pest. Il 33% nella regione Transdanubiana e il 18% nei territori della Grande Pianura ungherese e nelle regioni nordiche del Paese. Più nello specifico nella sola capitale Budapest sono state costruite 5.838 nuove case, il 51% in più rispetto al 2018. Nelle città più piccole la crescita edilizia è invece del 3,6%

Da ultimo segnaliamo una forte crescita edilizia anche nel settore alberghiero. Il valore complessivo dei cantieri avviati è stato di 77 miliardi di fiorini (più di 200 milioni €), pari ad un aumento vicino al 80% rispetto ai dati 2017 e 2018, secondo il Costruction Activity Report EBI. 

Questo sviluppo per il 52% dei casi ha riguardato la capitale, mentre per il 48% il resto del Paese. Tuttavia i cantieri di Budapest hanno riguardato quasi esclusivamente la zona urbana metropolitana, non avviando un’ espansione edilizia anche nelle zone più periferiche e rurali della capitale.

Fonti:  BBJ | portfolio.hu | azuzlet.hu

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http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/la-crescita-del-prezzo-delle-case-rallenta/

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Le condizioni delle lavoratrici del sesso in Ungheria nel 2020

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Le condizioni di lavoro delle prostitute in Ungheria. Fonte foto: Index.hu
Quali sono i risultati della ricerca sulla prostituzione in Ungheria? Vietare l'affitto di appartamenti è una delle maggiori preoccupazioni per le prostitute. Fonte foto: Index.hu

Il 20 febbraio 2020, in Ungheria, l’Associazione ungherese per le prostitute SZEXE, membro ungherese dell’ICRSE (International Committee on the Rights of Sex Workers in Europe) ha organizzato un evento per presentare le proprie scoperte, sullo stato attuale delle condizioni di lavoro sessuale nel paese, riporta Sexworkeurope.

Questo rapporto fa parte del progetto internazionale Rights no rescue, volto a mappare le condizioni delle prostitute migranti in Europa. Oltre 200 lavoratrici del sesso hanno contribuito con le loro conoscenze ed esperienze vissute alla stesura del rapporto.

I risultati mostrano che la maggior parte delle prostitute ungheresi non é a conoscenza del fatto che il lavoro sessuale in Ungheria sia legale dal 1999.

Fonte: https://www.facebook.com/SZEXE1999/posts/2773354506044417

Poiché il quadro giuridico è precario, questo a sua volta rende molti vulnerabili a diventare vittime della tratta di esseri umani. Soprattutto quelli che provengono da un passato povero o sono stati allevati dallo stato.

  • Il rapporto mostra tra 8-10 mila prostitute ungheresi che lavorano nel paese e all’estero.
  • Di questi il ​​90 percento sono donne, la maggior parte lavora al chiuso e solo il 5 percento dichiara di svolgere lavori di strada.
  • Con un’età media di 36 anni, il più giovane di 18 e il più vecchio di 64 anni.
  • Mentre quasi i due terzi degli abitanti di Budapest affermano di lavorare legalmente, questa percentuale era del 46% tra le popolazioni rurali e la percentuale di persone insicure era il doppio rispetto alle popolazioni rurali.

Ciò è sorprendente perché da più di venti anni, precisamente dal 1999, il lavoro sessuale è stato legalizzato per chi abbia compiuto i 18 anni. Per fare ciò, é necessario essere in possesso di un certificato medico attestante che ha effettuato i test di screening obbligatori ogni tre mesi.

Tutto ciò dimostra una grande mancanza di consapevolezza giuridica all’interno del gruppo di prostitute, che aumenta anche notevolmente la vulnerabilità e il potenziale di abuso della conoscenza.

afferma il sondaggio.

Zone protette e abitazione

Per legge, in Ungheria ci sono zone di lavoro “protette” libere da rapporti sessuali, come il quartiere di 300 m che circonda chiese, scuole o cementerie. Dove le prostitute non possono lavorare. Inoltre, anche i governi locali possono creare tali zone. Nonostante la legge, non ci sono abbastanza zone di tolleranza. Inoltre, le prostitute non possono assumere una guardia di sicurezza o un autista.

Vietare l’affitto di appartamenti è una delle maggiori preoccupazioni per le prostitute

E non può affittare un appartamento perché, in tal caso, il locatore avrebbe commesso il crimine di eseguire prostitute. Questo è considerato il problema più grande per le prostitute intervistate nel sondaggio; se potessero affittare legalmente un appartamento per lavoro sessuale. Hanno affermato che in questo modo potrebbero lavorare in condizioni più trasparenti e più sicure, sarebbero meno a rischio di sfruttamento.

Abusi, posizione di vulnerabilità e sicurezza

Più della metà degli intervistati ha subito un qualche tipo di abuso fisico. Il 15 percento di loro ha affermato di essere già stato vittima della tratta di esseri umani almeno una volta nella vita. Mentre 1 su 10 ha dichiarato di essere stato vittima della tratta di esseri umani più di una volta. Il ruolo della coercizione è stato menzionato più volte nel questionario, scrive András Mizsur su Index.

La maggior parte delle prostitute nascondono ciò che fanno alla propria famiglia, e questo è un fattore significativo perché non hanno nessuno a cui rivolgersi in caso di bisogno.

Hanno aggiunto che hanno paura di denunciare eventuali ingiustizie alla polizia. Gli intervistati hanno avuto un’esperienza molto varia con l’azione della polizia: oltre 130 (il 68%) dei 202 intervistati hanno dichiarato di aver commesso un crimine nel corso del loro lavoro, rispetto ai 40 che non lo hanno segnalato perché temevano la polizia, 30 nel caso della prostituta non è successo altro che il rapporto. Solo sei (3%) hanno riferito di non poter presentare un reclamo alla polizia per qualche motivo.

L’ICRSE raccomanda alle autorità ungheresi di fermare la stigmatizzazione delle prostitute a tutti i livelli, sia a livello delle forze di polizia che nelle aule. E afferma che migliorare il quadro legale sul lavoro sessuale, permetterebbe alle lavoratrici del sesso di avere maggiore sicurezza.

Fonte: www.sexworkeurope.org | Index.hu

ARTICOLI UTILI

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Post Brexit Ungheria

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Nel post brexit si intensificano i rapporti Uk-Ungheria. 
L’ambasciatore del Regno Unito in Ungheria Iain Lindsey, in occasione della cena di gala “Expat Ceo 2020”, ha commentato in un’ intervista esclusiva rilasciata al Budapest Business Journal lo scenario post Brexit. L’ambasciatore, conscio che l’Inghilterra non rientra più nella principale zona commerciale al mondo, è però ottimista e vede in futuro ottime possibilità per accordi bilaterali fruttuosi con l’Ungheria. L’ambasciatore fa sapere: “ Siamo ambiziosi e credo molto in questo Paese.  Ritengo ci siano tutte le premesse per stipulare accordi positivi e di mutuo interesse tra le nostre nazioni. L’Ungheria ha molte potenzialità.”

Ungheria ma non solo

L’ambasciatore rivolge poi la sua attenzione non solo all’Ungheria ma anche agli altri Paesi del Gruppo di Visegrad quali Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia: “ Non mi rivolgo solo all’ Ungheria ma all’ intera regione centro europea, siamo davanti ad una grande opportunità. Questo è il momento.”

Tra due settimane a Praga si terrà infatti il primo vertice multilaterale tra i Paesi di Visegrad (V4) e Regno Unito, cui ne seguirà un altro a Bruxelles a margine dell’incontro tra i ministri della difesa NATO. Prosegue l’ambasciatore: “ Questi incontri dimostrano che anche se siamo usciti dall’ Unione non voltiamo le spalle all’Europa. Siamo comunque la seconda economia più importante del continente e la quinta al mondo, inoltre restiamo il principale contribuente in termini di difesa e sicurezza.”

Fonti: BBJ

Leggi anche:
http://www.itlgroup.eu/economiahu2020/record-di-turisti-a-budapest/

Coronavirus: Viaggi di lavoro dall’Italia ancora possibili ma l’Ungheria aumenta le precauzioni

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Coronavirus: Viaggi di lavoro dall’ Italia ancora possibili ma l’Ungheria aumenta le precauzioni.

Riportiamo le misure ad oggi dispiegate dal Governo ungherese per chi arriva dall’Italia, facendo presente che potrebbero esserci cambiamenti nelle prossime ore. 

Qualora dovessero esserci nuove misure l’Ambasciata italiana in Ungheria verrà tempestivamente informata dalle autorità ungheresi e provvederà a sua volta a diramare le notizie.

  • Dal 23 febbraio l’aeroporto di Budapest-Ferihegy ha iniziato a praticare la rilevazione della temperatura corporea mediante termoscanner portatili. In caso di temperatura corporea anomala il viaggiatore potrà essere sottoposto ad ulteriori accertamenti e a possibile quarantena.
  • Al momento non sono previsti particolari regimi di quarantena per i viaggiatori provenienti dal Nord Italia 
  • Sul fronte dei trasporti terrestri non risultano controlli o limitazioni nè sulle strade ungheresi nè nelle stazioni ferroviarie.

Fonte: Ambasciata d’Italia a Budapest

Ungheria: RC prodotto difettoso. Il nostro brand è assicurato sul serio?

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Gli obblighi europei in materia di prodotto difettoso valgono anche in Ungheria. Se non siamo assicurati, rischiamo di pagare di tasca nostra i danni a cose e persone. La polizza RC prodotto ci protegge da una improvvisa richiesta di risarcimento.

RC Prodotto Difettoso Ungheria

Chi dirige una PMI in Ungheria non può farsi trovare impreparato di fronte ad una richiesta danni.

La normativa europea 85/374/EEC, intorno alla responsabilità da prodotto difettoso, è stata completamente recepita nel codice civile ungherese.

Se abbiamo una azienda in Ungheria, e il nostro prodotto fa danni a terzi  (non solo sul territorio ungherese, ma anche in quelli in cui esportiamo dall’Ungheria) rischiamo di pagare le seguenti spese:

  • danni a cose e persone, lesioni fisiche, morte
  • spese legali
  • costi di richiamo prodotto
  • campagne pubblicitarie per proteggere reputazione e brand su giornali e web.

Un caso internazionale accaduto in Ungheria.

Uno dei casi più eclatanti accadde 3 anni fa alla multinazionale belga Greenyard.La stampa internazionale diede molto risalto alla procedura di richiamo di una partita avariata di piselli surgelati, contaminati dal batterio della listeria. L’alimento, uscito da dal sito produttivo ungherese, e distribuito in 107 paesi, fece 9 morti. La produzione fu temporaneamente sospesa e il danno finanziario stimato in 30 milioni di euro.

La multinazionale era assicurata: i costi di richiamo, trasporto, distruzione del prodotto e i danni a terzi erano infatti coperti da specifiche polizze contro questialtissimi rischi.

PMI in Ungheria: siamo assicurati sul serio contro i danni a terzi?

Da una parte, le grandi aziende sono strutturate per affrontare pesanti richieste danni: si avvalgono di aggiornate misure di prevenzione e controllo della qualità dei loro prodotti. Possono fare affidamento su risk manager, consulenti assicurativi e studi legali di altissimo livello.

Tuttavia, le PMI, nella maggior parte dei casi, sono abbandonate a se stesse, per i seguenti motivi:

1.i massimali di polizza sono insufficienti,

2.si ignorano questi due obblighi di legge europea validi anche in Ungheria:

  • se il produttore non può essere identificato, il consumatore può fare causa al rivenditore/distributore del prodotto difettoso.
  • se il prodotto è insicuro o dannoso per la salute, le autorità di controllo ungheresi hanno il diritto di limitare, eliminare o richiamare il prodotto dal mercato ungherese.

Con riferimento al primo punto, se non siamo produttori ma distributori, il consumatore danneggiato può decidere di fare causa a noi, anziché al produttore. Saremo quindi noi a sostenere tutte le spese di risarcimento.

Con riguardo al secondo, se non siamo assicurati contro il rischio da richiamo prodotto, le spese per eliminare o richiamare il nostro prodotto saranno tutte a nostro carico.

La normativa ungherese a tutela del consumatore non fa alcuna differenza tra grandi o medio-piccole aziende. La PMI è messa sullo stesso piano della grande azienda, ed una eventuale richiesta danno può pregiudicare il grande brand come il piccolo marchio artigianale.

Rischio prodotto difettoso: come proteggersi da una richiesta danni in Ungheria.

I rischi da prodotto difettoso, come possiamo immaginare, non riguardano solo le aziende alimentari. Le statistiche europee hanno individuato queste categorie merceologiche tra le più pericolose:

  1. Giocattoli
  2. Automobili
  3. Tessile
  4. Apparecchi elettrici
  5. Prodotti per la cura dei bambini.
European Commission – Press release March 2017

Ogni azienda è diversa dall’altra. Tuttavia, prima ancora di acquistare una polizza contro il rischio richiamo del prodotto difettoso, proviamo a rispondere a queste domande:

  1. i nostri prodotti sono usati nel settore: a) aeronautico, automobilistico, farmaceutico, medico?
  2. nell’ultimo quinquennio abbiamo ricevuto delle richieste danni?
  3. siamo al corrente che i nostri prodotti possono essere esportati dal nostro partner commerciale  in USA, Canada o Messico?
  4. lo sappiamo che in questi 3 paesi le richieste danni possono ammontare a svariati milioni di euro?
  5. se esportiamo in questi 3 paesi, siamo assicurati sotto o sopra il milione di euro?
  6. durante la lavorazione, ci avvaliamo di prodotti semilavorati o parti finite prodotte da terzi?
  7. le lavorazioni di confezione, imballaggio, etichettatura ecc. sono affidate a ditte di fiducia?
  8. chi fornisce la garanzia di idoneità, qualità e durata dei prodotti?
  9. i paesi o le aree geografiche dove esportiamo sono indicati in polizza?
  10. in caso di richiesta danni, a chi ci rivolgiamo per aprire il sinistro?

RC Prodotti: la soluzione assicurativa indispensabile per chi produce, distribuisce, esporta.

La polizza RC prodotto difettoso copre:

  • danni per morte,
  • lesioni personali a terzi,
  • danni a cose di terzi,
  • distruzione o deterioramento di cose diverse dal prodotto difettoso,

Prima ancora di acquistare un’assicurazione contro i difetti del nostro prodotto, è indispensabile verificare gli obblighi di legge sia europei che dei paesi in cui produciamo, distribuiamo, esportiamo la nostra merce.

La corretta verifica dei fornitori e della filiera della componentistica, i requisiti di legge della etichettatura sono altrettanti requisiti indispensabili per diminuire i rischi di risarcimento, sia in Italia, che in Ungheria.Farsi seguire da consulenti assicurativi esperti è ormai una scelta strategica: sono loro che ci aiutano ad assicurare il nostro business contro i danni a cose e persone e ci affiancano se ci chiamano in causa per difetti del nostro prodotto.

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