Sull’impatto economico del calcio

Questo articolo riprende in parte l’editoriale di Robin Marshall che è stato pubblicato per la prima volta nel numero cartaceo del Budapest Business Journal del 17 giugno 2022.

Il calcio e l’economia sono in stretto legame tra di loro: il valore della produzione del calcio italiano al 2016-2017 è di 3,35 miliardi di euro

Da diversi anni, oltre alle storiche partecipazioni nel football britannico, fondi di investimento, società di private equity e le proprietà Usa in Europa si sono ramificate in tutti i campionati, rilevando ormai una sessantina di club – scrive Marco Bellinazzo sul Sole 24 ore.

Il calcio del Ventunesimo secolo dà vita a un sistema economico estremamente complesso. Il potere mediatico del calcio, l’individuazione della spettacolarizzazione e della finanziarizzazione si impongono come driver fondamentali dell’odierna economia calcistica – scrive Pippo Russo su EticaEconomia.

L’UNGHERIA BATTE L’INGHILTERRA

La sera di martedì 14 giugno è stata una notte memorabile per l’Ungheria di Marco Rossi, che ha battuto 0:4 l’Inghilterra al Molineux di Wolverhampton, trascinando l’Ungheria prima in classifica nel suo girone che comprende la Germania, in seconda posizione, l’Italia, in terza posizione, e a seguire l’Inghilterra con soldi 2 punti, sempre più vicina alla retrocessione in Lega B. 

La partita che ha disputato l’Inghilterra martedì è stato il peggior risultato casalingo degli inglesi dal 1928. 

Anche per gli azzurri la sera di martedì è stata disastrosa, perdendo contro la Germania 5:2.

IL CONTRIBUTO ECONOMICO

Sotto le molteplici premiership di Viktor Orbán è stata investita una grande quantità di denaro nello sport, nel calcio in particolare. 

Questo successo dell’Ungheria, capolista nel girone A3, si tratterà di un ritorno dovuto a questo investimento del Primo Ministro ungherese?

Con il tempo si scoprirà se questa è una rinascita da parte dell’Ungheria o di un breve rally. Secondo il sito web “sportseconomics.org”, “gli autori ipotizzano che il successo del calcio internazionale ha un effetto positivo sulla produttività grazie all’aumento della felicità da parte del popolo e gli effetti immateriali positivi, come lo spirito di comunità, la fiducia in sé stessi, l’orgoglio della propria nazione, la solidarietà ecc.”

GLI EFFETTI POSITIVI SULLO SVILUPPO DEL PAESE

“L’analisi empirica nel documento […] trova chiaramente una forte associazione tra la classifica FIFA e il PIL pro capite e l’ISU (Indice di Sviluppo Umano). Questa relazione è particolarmente degna di nota per i paesi in via di sviluppo

Gli autori sostengono che “esista un’associazione significativa” e che le prestazioni calcistiche della nazionale possano rispecchiare le istituzioni nazionali che influenzano fortemente lo sviluppo del paese

Per l’Ungheria questo deve essere il momento per sfruttare la Nations League e di lasciare il proprio segno nel mondo del calcio, che finora ha ottenuto tre titoli Olimpici ed è stata la seconda classificata ai Mondiali del 1938 e del 1954.

La statua a grandezza naturale del leggendario campione ungherese Ferenc Puskás si trova nella piazza Puskás Öcsi di Obuda. Creata dagli scultori Gyula Pauer e Dávid Tóth, verrebbe da una fotografia di Puskás che palleggiava con alcuni bambini nella piazza Toros de Las Ventas di Madrid.

UN RITORNO AL GOLDEN TEAM?

Il poker contro l’Inghilterra dà speranza agli ungheresi che questo possa essere un ritorno al “Golden Team” del 1953. Guidati da Ferenc Puskás, da cui prende il nome lo stadio nazionale, l’Ungheria e l’Inghilterra hanno una loro storia da molto tempo. Il 25 novembre 1953 l’Ungheria batte 3:6 gli inglesi a Wembley, per la prima volta in 90 anni. Un anno dopo l’Ungheria umilia ancora l’Inghilterra vincendo 7:1 a Budapest. 

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