Women’s Voices in the Media: principali risultati

Il rapporto Women’s Voices in the Media: A Look at Central Europe mira a far luce sui progressi verso l’uguaglianza di genere e la partecipazione dei media delle donne nell’Europa centrale (CE) e avanzare una serie di raccomandazioni per la creazione di un panorama stampa più inclusivo ed equo.

Il rapporto cerca inoltre di sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici per la società, tra cui l’inclusione e la tolleranza, che derivano dalla partecipazione femminile ai media. Come avevamo giá scritto riguardo al divario digitale di genere in Ungheria, la parità, oltre ad essere un diritto fondamentale, è la chiave di volta di un’economia prospera e moderna che fornisce una crescita inclusiva sostenibile. Il report, contribuisce inoltre ad affrontare il vuoto di dati sulle voci delle donne nei media CE. La promozione di narrazioni e politiche più complete sull’uguaglianza di genere nell’Europa centrale, promossa dal rapporto, può contribuire a una regione più stabile, sicura e prospera.

Vengono esplorate diverse questioni urgenti analizzando principalmente sui media digitali, comprese principalmente le piattaforme di notizie più popolari e citate nella regione (con un focus sull’Ungheria) e fornite buone pratiche e raccomandazioni concrete che possono essere attuate a livello nazionale, regionale e locale.

TEMI ANALIZZATI DAL RAPPORTO

  1. Perché è necessario esaminare la condizione delle donne nei media? Quali sono i vantaggi della loro partecipazione ai media?
  2. Qual è l’attuale rappresentazione delle donne come autrici e contributors nei media di CE?
  3. Quali sono gli ostacoli identificabili per le donne a partecipare ai media come autrici e contributors? E quali sono gli sviluppi positivi?
  4. In che modo le donne come autrici e contributor nei media possono diventare più coinvolte e influenti?

La digitalizzazione nei media con sede in Cechia, Ungheria, Polonia e Slovacchia

L’industria dei media è stata influenzata da numerosi cambiamenti sociali negli ultimi anni, tra cui digitalizzazione, maggiore connettività e cambiamenti demografici e comportamentali umani. Questo rapporto, di conseguenza, si concentra principalmente sui media digitali, comprese principalmente le piattaforme di notizie più popolari e citate nella regione (in particolare esaminando i media con sede in Cechia, Ungheria, Polonia e Slovacchia). Questi casi di studio forniscono un campione rappresentativo per trarre conclusioni sulla presenza delle voci femminili nel settore dei media nella regione dell’Europa centrale in senso più ampio. L’analisi pone in particolare l’accento sul rapporto tra i sessi tra uomini e donne autori, sul focus tematico degli articoli scritti da uomini e donne e sulle strutture organizzative del personale dei media.

Tra i quattro paesi monitorati, la percentuale di autrici è vicino alla parità su tre (Slovacchia
51%; Cechia 43%; Polonia 42%) con la differenza dell’Ungheria dove le donne hanno scritto solo il 25% degli articoli nel paese.

Detto questo, c’è una discrepanza riguardo agli argomenti trattati da donne e uomini in tutta la regione. Affermando modelli europei più ampi, le donne tendono a pubblicare articoli su argomenti relativi alla salute, alla cultura e alla società. Le voci delle donne su economia, finanza, scienza e tecnologia, nel frattempo, mancano.

Fonte: Women’s Voices in the Media: A Look at Central Europe by Sofiia Shevchuk, Linda Tothova, Malwina Talik, Zsofia Biro, Nikoleta Nemeckayova, https://www.globsec.org/wp-content/uploads/2022/04/CEE-Her_Women-Voices-in-CE-Media.pdf

PRINCIPALI RISULTATI

  • Le donne sono sottorappresentate nel settore dei media in tutti i paesi CE (in particolare a livello senior e manageriale). Le donne come autrici ed esperte sono particolarmente sottorappresentate su argomenti relativi all’economia, agli affari internazionali, alla scienza e alla tecnologia.
  • Gli uomini sono ancora i principali decisori nel settore dei media e generalmente svolgono un ruolo più predominante nel plasmare l’opinione pubblica. Nel settore dei media, le donne sono ancora ritratte in ruoli tradizionali e sessualizzati più spesso degli uomini.
  • C’è una mancanza di trasparenza quando si tratta di strutture organizzative all’interno dei media.
  • La professione giornalistica prevede prestazioni previdenziali e flessibilità inadeguate, con contratti a lungo termine e lavoro a tempo pieno difficili da ottenere e non inclusivo per i dipendenti con famiglia. Il giornalismo è ancora considerato una professione rischiosa (in particolare per le donne) a causa di molestie, bullismo e violenza di genere, ostacolando così l’inclusione.

Le norme e le aspettative culturali in CE continuano a ostacolare l’inclusione delle donne nel settore dei media. Si stanno verificando cambiamenti positivi tra i giornalisti/e più giovani: tendono ad essere più audaci e schietti rispetto ai loro colleghi più anziani.

Buone pratiche: speranza e azioni per un cambiamento positivo

Tuttavia, è possibile identificare alcune buone pratiche. Questi includono lo sviluppo di strumenti pratici come (1) banche dati che includono donne esperte in aree particolari e (2) iniziative e campagne di advocacy mirate al monitoraggio e alla valutazione dei contenuti dei media che diffondono stereotipi di genere e linguaggio sessista.

Il rapporto propone raccomandazioni concrete che possono essere attuate a livello nazionale, regionale e locale. Comprendono la promozione della voce delle donne e del linguaggio sensibile al genere, le protezioni legali e uno spazio di lavoro inclusivo.

FOCUS: DONNE NELLE TESTATE GIORNALISTICHE UNGHERESI

Le donne sono altamente sotto rappresentate nel giornalismo in Ungheria. Da questo rapporto (che in Ungheria come campione di analisi ha analizzato 24.hu, Telex, Index, 444.hu e Magyar Nemzet nel periodo 10-16 gennaio 2022) emerge che le donne hanno scritto solo il 25% degli articoli pubblicati nelle principali testate locali. La quota di articoli scritti da donne ha superato il 50% da un solo media (51% al Telex il 16 gennaio, una domenica). Ma è stata misurata la quota più bassa lo stesso giorno a 444.hu.

La percentuale di articoli scritti da una donna equivaleva a un semplice 3% di tutti i pezzi pubblicati. La quota giornaliera di articoli scritti dale donne hanno raggiunto il picco martedì registrando un 30%. La quota femminile più bassa, al 20%, avvenuta lunedì.

Passando ai temi generali, l’argomento più frequente trattato dalle giornaliste é stato affari interni e governo – poichè hanno redatto 197 articoli relativi all’Ungheria (ovvero il 40% ditutti gli articoli che rientrano in questo tema).

Intanto affari internazionali, cultura e società ha visto le donne scrivere il 17% di tutti articoli; economia e finanza si attestava al 15%; e scienza e tecnologia al 12%.

Secondo i dati disponibili, anche le donne occupano solo 20% del personale direttivo di questi cinque testate, indicando che le donne lo sono sottorappresentate anche nelle posizioni dirigenziali in Ungheria. Fra questi cinque media, tre attualmente non presentano donne nei loro consigli di amministrazione.

Fonte: Women’s Voices in the Media: A Look at Central Europe by Sofiia Shevchuk, Linda Tothova, Malwina Talik, Zsofia Biro, Nikoleta Nemeckayova pag 11, https://www.globsec.org/wp-content/uploads/2022/04/CEE-Her_Women-Voices-in-CE-Media.pdf

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Irene Pepe
ITL Group | Marketing & Communications Manager Economia.hu | Editor-in-Chief

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