Economia ungherese – La settimana dal 2 al 7 novembre 2026

Settimana di segnali positivi per l’economia reale e di nuove regole per le imprese: industria e consumi accelerano, il deficit migliora e il governo Magyar mette sul piatto 275 miliardi di fiorini per le PMI. La Borsa però chiude in calo, frenata da Wall Street.

  • PMI: 250 miliardi nel 2027 per il credito agevolato Széchenyi Kártya e 25 miliardi per un nuovo programma export (7 novembre).
  • Conti pubblici: deficit di ottobre a 200,6 miliardi, 138 in meno di un anno fa; al netto dei fondi UE anticipati, primi dieci mesi meglio del 2025 di 392 miliardi (4 novembre).
  • Fisco: imposta sulle società al 15% solo per i grandi gruppi, PMI ferme al 9%, patrimoniale sopra 1 miliardo di fiorini; tasse speciali sulle banche confermate per il 2027.
  • Commercio: in arrivo l’abolizione dei tetti ai margini su alimentari e altri prodotti (5 novembre).
  • Dati macro: produzione industriale +8,2% e vendite al dettaglio +4,3% su base annua a settembre.
  • Mercati: euro tra 362 e 365 fiorini; BUX -1,2% nella settimana; utili record per MOL e Magyar Telekom.
  • Per le PMI italiane: opportunità in acqua e irrigazione (221 miliardi di investimenti), efficienza energetica degli edifici, rinnovabili, commercio e fornitura industriale.

PODCASCT IN ITALIANO

Il governo Magyar: conti in ordine, soldi alle PMI, meno vincoli al commercio

La settimana del governo Tisza si chiude con tre segnali chiari: deficit di ottobre in calo, 275 miliardi di fiorini per le PMI e lo stop ai tetti sui margini della distribuzione. Le banche, invece, restano sotto pressione fiscale almeno fino al 2028.

Conti pubblici: il deficit migliora

Il 4 novembre il ministero delle Finanze ha comunicato un deficit di ottobre di 200,6 miliardi di fiorini, 138 miliardi in meno rispetto a un anno prima (Telex). Il saldo gennaio-ottobre è di -5.462,5 miliardi, ma pesa l’anticipo di 2.186,9 miliardi sui fondi europei del Recovery (RRF) versato ad agosto.

Al netto di quell’anticipo, il deficit dei primi dieci mesi è di 3.275,6 miliardi: 392 miliardi meglio del 2025. Le entrate statali crescono del 3,5% (Index). Il ministro delle Finanze András Kármán ricorda che il bilancio 2027 prevede tagli per 1.465 miliardi alle spese giudicate «sprecone» del governo precedente.

275 miliardi per le piccole e medie imprese

Sabato 7 novembre il ministro dell’Economia e dell’Energia István Kapitány ha annunciato un pacchetto da 275 miliardi di fiorini (circa 755 milioni di euro) (Index):

  • 250 miliardi nel 2027 per abbattere interessi e commissioni sui prestiti del Programma Széchenyi Kártya, il principale canale di credito agevolato per le PMI.
  • 25 miliardi per un nuovo programma export («piacépítő exportprogram»), dal 2027, per aiutare le imprese a entrare nei mercati esteri.

Secondo il ministro, l’Ungheria conta oltre 900.000 PMI, con 2,2 milioni di occupati e più del 40% del valore aggiunto delle imprese. Già il 5 novembre un decreto in Gazzetta ufficiale (Magyar Közlöny) aveva destinato fino a 93 miliardi di fondi europei GINOP 2014-2020 al credito Széchenyi nel 2026 (Üzletem).

Addio ai tetti sui margini della distribuzione

Il 5 novembre, alla Giornata europea del commercio organizzata dall’associazione imprenditoriale VOSZ in Parlamento, Kapitány ha confermato che è in discussione la legge che elimina i tetti obbligatori ai margini (il cosiddetto «árrésstop») su alimentari e altri prodotti (BBJ). È il secondo passo dopo l’abolizione del tetto ai prezzi dei carburanti.

Il governo prepara una strategia di lungo periodo per il commercio e stanzierà 3 miliardi per i piccoli negozi rurali. La VOSZ ricorda che tra il 2022 e il 2025 il Paese ha perso 15.000 punti vendita.

Banche: le tasse speciali restano

Il 4 novembre Radován Jelasity, presidente dell’Associazione bancaria e amministratore delegato di Erste, ha dichiarato che la tassa bancaria e quella sugli extraprofitti resteranno anche nel 2027. Un alleggerimento vero è atteso non prima del 2028 (Világgazdaság).

Con le regole in vigore dal 2026, l’imposta sugli extraprofitti è salita del 222%. Erste Ungheria ha visto l’utile netto dei nove mesi scendere del 25%, a 84 miliardi di fiorini, nonostante ricavi in crescita.

Riforma fiscale: paga chi è grande, le PMI restano al 9%

Il 6 novembre Portfolio ha messo in fila le novità del pacchetto fiscale in discussione (Portfolio):

  • Imposta sulle società al 15% (oggi 9%) solo per i grandi gruppi con ricavi da 500 milioni di euro in su; un nuovo credito per l’imposta locale (iparûzési adó) può attenuare l’aumento.
  • Contributo per l’innovazione dallo 0,3% allo 0,5%, ma incentivo fiscale per la ricerca e sviluppo raddoppiato.
  • Patrimoniale sui patrimoni netti oltre 1 miliardo di fiorini (circa 2,7 milioni di euro): 1% fino a 100 miliardi di base imponibile, 1,5% oltre. Riguarda circa 15.000 persone (Világgazdaság).
  • Exit tax per chi trasferisce la residenza fiscale all’estero.

Il 2 novembre, alla radio pubblica, Kapitány ha ribadito che la tassazione delle PMI non cambia. Ha anche quantificato in circa 4.000 miliardi di fiorini le risorse per lo sviluppo economico nel 2027: 700 dal bilancio, 900 dai fondi UE, il resto da prestiti delle banche pubbliche MFB ed Eximbank (Economx). Nella stessa intervista ha smentito le voci sulle sue dimissioni.

Sul fronte energia, il ministro ha confermato una gara per 4.000 MW di eolico entro il 2030, l’estensione della vita della centrale nucleare Paks I e la revisione del progetto Paks II. Previsto anche il programma Wekerle+ per la riqualificazione energetica di 120.000 abitazioni entro il 2030.

Acqua e siccità: 221 miliardi di investimenti

Il 5 novembre il ministro László Gajdos ha presentato il Piano nazionale per la ritenzione idrica, circa 600 pagine (Infostart/MTI). L’estate 2026 è stata la più secca dal 1901: 1,5 milioni di ettari danneggiati e perdite stimate in 800 miliardi di fiorini.

Nei prossimi anni andranno 221 miliardi alle infrastrutture idriche, con i primi cantieri già da questo autunno. Sono in preparazione anche una riforma della legge sulle acque e nuove regole per i sussidi agricoli.

Trasparenza e squadra di governo

Il 4 novembre è partito il portale «Nyitott Akták», che apre gli archivi dei servizi segreti comunisti; il governo sta pubblicando anche gli accordi economici riservati dell’era Orbán, sotto la regia del vicepremier Bálint Ruff (Il Post). Il 6 novembre il premier Péter Magyar ha sostituito diversi sottosegretari nei ministeri degli Affari sociali e dello Sviluppo rurale (Portfolio).

Mercati: fiorino solido, Borsa in calo per colpa di Wall Street

Il fiorino ha tenuto bene, toccando mercoledì 4 novembre i massimi da un mese e mezzo contro l’euro. La Borsa di Budapest ha invece chiuso la settimana in calo dell’1,2%, trascinata dalle vendite sui mercati internazionali più che da notizie ungheresi.

Fiorino: euro tra 362 e 365

La settimana è partita con l’euro a 364,2 fiorini (lunedì 2), favorito dal calo del petrolio e dalla debolezza dello zloty polacco, sceso ai minimi da tre anni per la crisi politica a Varsavia (Portfolio). Mercoledì 4, dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e un dato forte sull’industria ungherese, il cambio è sceso fino a circa 362,5 (Portfolio).

Giovedì 5 il rialzo dei tassi della Banca d’Inghilterra e il ritorno degli investitori verso il dollaro hanno riportato l’euro a 364,6 (Portfolio). Venerdì 6 il cambio di riferimento della BCE è stato fissato a 363,90 fiorini per euro (BCE).

Borsa: BUX in calo dell’1,2% nella settimana

Dopo tre sedute positive, culminate mercoledì 4 con un +1,05%, la seduta di giovedì 5 ha cancellato tutti i guadagni, per la fuga dai mercati emergenti dopo il calo dei titoli tecnologici americani (Tőzsdefórum).

TitoloChiusura 6/11 (HUF)Variazione settimanaCosa è successo
Magyar Telekom2.902+3,6%Utile trimestrale record (4/11), acquisti su titoli difensivi
Richter12.870-0,6%Tenuta come titolo difensivo
OTP41.240-1,3%Attesa per i conti del 3° trimestre (11/11) e per le scelte sulla Russia
MOL4.816-3,7%Calo del petrolio; -3,3% venerdì nonostante l’utile record

Fonti: chiusure di Tőzsdefórum (2/11) e Economx (6/11); variazioni calcolate sulla chiusura del 30 ottobre.

Dati macro: industria e consumi accelerano

  • Fiducia delle imprese (2/11): l’indice dei responsabili acquisti (BMI) di ottobre è a 53,1, appena sotto il 53,3 di settembre ma sopra la media storica di 52,4. Occupazione in crescita (54,2), ma prezzi d’acquisto in salita (64,8) (MLBKT).
  • Industria (4/11): a settembre la produzione industriale è cresciuta dell’8,2% su base annua, oltre le attese (Portfolio; Infostart).
  • Edilizia residenziale (4/11): nei primi tre trimestri le abitazioni completate sono cresciute del 31% (Infostart).
  • Commercio al dettaglio (6/11): a settembre i volumi sono saliti del 4,3% su base annua e dell’1,1% sul mese. Volano l’e-commerce (+12%) e i beni non alimentari (+8,7%), mentre l’alimentare è fermo (-0,1%) (HVG).
  • Lavoro: secondo Eurostat, la disoccupazione ungherese a settembre era al 4,6%, contro il 6,2% della media UE (Üzletem).

La prossima settimana conta: martedì 10 novembre arriva l’inflazione di ottobre (settembre era all’1,6%) e mercoledì 11 i conti trimestrali di OTP.

Aziende e protagonisti: utili record e nuovi equilibri con il potere

I grandi gruppi quotati hanno presentato conti molto forti, ma il clima è cambiato: il nuovo governo alza la pressione sui grandi patrimoni, controlla più da vicino le aziende di Stato e applica le regole ambientali con più rigore.

MOL: trimestre record grazie alla crisi di Hormuz

Il 6 novembre MOL ha comunicato un EBITDA «pulito» del terzo trimestre di 554,9 miliardi di fiorini (1,76 miliardi di dollari), contro 330,3 miliardi un anno prima. L’utile netto è salito a 252,3 miliardi (802 milioni di dollari) da 94,8 (Telex). Hanno pesato i margini di raffinazione eccezionali legati alla crisi nello Stretto di Hormuz e due voci una tantum per 233 milioni di dollari (MOL).

Il presidente e amministratore delegato Zsolt Hernádi ha ricordato che le tasse valgono il 35% dei ricavi del gruppo nel 2026, contro il 20% del 2016. Il 5 novembre MOL ha comunicato che il Tesoro americano (OFAC) ha prorogato al 28 febbraio 2027 la licenza per trattare l’acquisto della serba NIS dai russi di Gazprom (HVG).

Magyar Telekom: utile ai massimi storici

Il 4 novembre Magyar Telekom ha chiuso il trimestre con ricavi a 260,9 miliardi di fiorini (+7,4%) e un utile netto rettificato di 61,4 miliardi (+11,3%), il più alto della sua storia (Világgazdaság). L’amministratore delegato Tibor Rékasi cita l’adeguamento delle tariffe all’inflazione scattato a luglio e la crescita dei clienti (Magyar Telekom).

OTP e la famiglia Csányi nel mirino del premier

Il 2 novembre, in Parlamento, Péter Magyar ha chiesto come alcuni «stimati» imprenditori abbiano ottenuto le loro banche durante le privatizzazioni degli anni Novanta. Ha ripreso la frase del 2013 con cui l’ex ministro Lázár definì «usuraio» Sándor Csányi, presidente di OTP e secondo uomo più ricco del Paese (444).

Il figlio Péter Csányi, amministratore delegato di OTP, aveva definito «rischiosa» la patrimoniale, perché colpirebbe le PMI familiari e i reinvestimenti. Secondo le stime di Világgazdaság, nel 2027 la nuova imposta costerebbe 23,5 miliardi di fiorini a Lőrinc Mészáros e 13,5 miliardi a Csányi senior (Világgazdaság). I conti trimestrali di OTP sono attesi l’11 novembre (Portfolio).

Aziende di Stato e industria sotto osservazione

  • MVM (6/11): la società di servizi del gruppo energetico statale ha assegnato circa 30 miliardi di fiorini di contratti di gestione immobiliare subito dopo le elezioni, senza gara pubblica. Il caso è stato sollevato da HVG.
  • Volta Energy Solutions Hungary (6/11): il ministro Gajdos ha sospeso la produzione in un capannone dello stabilimento di Környe, fornitore dell’industria delle batterie, dopo che un torrente vicino ha cambiato colore (HVG). È un segnale: i controlli ambientali sul settore batterie sono più severi.
  • ALTEO (3/11): il gruppo energetico quotato ha aumentato l’EBITDA trimestrale del 17,5% grazie agli impianti di accumulo; pesa però l’insolvenza del costruttore Bayer Construct, vicino al vecchio governo, che ha lasciato 180 milioni di fiorini non fatturati (Erste Market).

La classifica HVG Top 500, uscita il 5 novembre, mostra che nel 2025 i ricavi delle 500 maggiori imprese sono cresciuti appena dello 0,9% una volta corretti i doppi conteggi (HVG).

PMI ungheresi: chi cresce puntando su efficienza ed export

Le PMI ungheresi hanno un problema di produttività, ma alcune aziende dimostrano che si può crescere senza aumentare costi e organico. Nel 2025 il valore aggiunto reale delle PMI è calato del 4,5% (terzo anno di fila), mentre nella UE è salito del 2,5%; la produttività del lavoro è al 71% della media europea (Üzletem).

Tre casi da conoscere

Il 4 novembre l’associazione imprenditoriale VOSZ ha presentato tre esempi dal suo programma «100 giorni, 100 imprese» (Üzletem):

AziendaCittàSettorePerché conta
Büttner Kft. (dal 1992)NagyatádManifatturaEsporta il 70% della produzione; in alcuni reparti ha raddoppiato i volumi con lo stesso personale e gli stessi macchinari
Logall Kft. (dal 2001)KecskemétImpianti e climatizzazione35 dipendenti, servizio interamente senza carta; nuovo gestionale ERP anche senza contributi pubblici
575 Custom SV Kft.VeszprémAbbigliamento sportivo su misuraCirca 40.000 capi l’anno; ripartita con 4 persone, ha ridotto del 30% i tempi di cucitura e da 20 a 3 minuti i rendering

I «campioni nascosti» secondo VOSZ

Lo studio completo ha visitato 116 imprese: almeno 43 sono familiari e almeno 30 esportano in modo significativo, quasi sempre grazie a un prodotto proprio o a una forte specializzazione. Tra i nomi citati: BioTechUSA, Simon’s Burger, Árpád Pálinka, Intuitech, Kuube, Cool4U e Intrudair (HVG, contenuto sponsorizzato da VOSZ).

Il segretario generale László Perlusz individua due «soglie» in cui la crescita tende a fermarsi: tra 10 e 30 dipendenti e tra 70 e 120. Il presidente Attila Gazsi chiede soprattutto un contesto economico prevedibile e finanziamenti adatti.

Innovazione: corrono le medie, frenano le piccole

L’indice dell’innovazione di K&H Bank, pubblicato il 5 novembre, è a 32 punti nel secondo semestre 2026: un punto sotto il record, cinque sopra un anno fa (Technokrata). Le imprese con ricavi sopra 4 miliardi di fiorini toccano il record di 41 punti, quelle tra 300 milioni e 1 miliardo scendono a 28. L’agricoltura crolla da 33 a 20, colpita dalla siccità.

Piccolo commercio: un settore da ripensare

Tra il 2022 e il 2025 sono spariti circa 15.000 negozi: a fine 2025 erano 91.000 e potrebbero scendere a 75-80.000 entro il 2030 (HVG). Il governo ha annunciato 3 miliardi di fiorini per efficienza energetica, digitalizzazione e vendita online dei negozi rurali, con l’obiettivo di portare l’e-commerce al 9% del commercio.

Un caso simbolo: il 6 novembre HVG ha dato notizia della chiusura dell’ultimo negozio della catena Update, lanciata dal guru del fitness Norbert Schóbert; la liquidazione è definitiva dal 28 ottobre (HVG).

Cosa significa per le PMI italiane: settori in crescita e punti di attenzione

Per una PMI italiana l’Ungheria del governo Magyar offre più trasparenza, più fondi europei e piani di investimento pubblico concreti, mentre il carico fiscale cresce soprattutto per i grandi gruppi. Le aree più promettenti emerse questa settimana sono acqua, efficienza energetica, rinnovabili, commercio e fornitura industriale.

Sei settori da seguire

SettoreSegnale della settimanaOpportunità per una PMI italiana
Acqua, irrigazione e agritech221 miliardi di fiorini per le infrastrutture idriche; danni da siccità per 800 miliardi; riforma dei sussidi agricoli in arrivoPompe, sistemi di irrigazione, trattamento acque, sensori e consulenza agronomica
Efficienza energetica degli edificiProgramma Wekerle+: 120.000 case da riqualificare entro il 2030; per le case unifamiliari fino a 15 milioni di fiorini, con il 30-50% a fondo perdutoSerramenti, isolanti, pompe di calore, impianti, materiali da costruzione
Rinnovabili e accumuloGara per 4.000 MW di eolico entro il 2030; accumuli in forte crescita per ALTEOComponenti, installazione, manutenzione, servizi di ingegneria
Commercio e agroalimentareFine dei tetti ai margini; e-commerce +12% e non alimentare +8,7% a settembrePiù libertà di prezzo per distributori di prodotti italiani; vendite online
Fornitura industriale e automotiveProduzione industriale +8,2% a settembre; BMI a 53,1 con occupazione in crescitaComponentistica, automazione, macchinari, manutenzione
Digitalizzazione delle PMIProduttività al 71% della media UE; innovazione in calo nelle imprese più piccoleSoftware gestionali, automazione dei processi, formazione

Fonti: sezioni precedenti, in particolare Infostart/MTI, Economx, HVG, MLBKT, Üzletem.

C’è poi un’opportunità indiretta: il nuovo programma export da 25 miliardi spingerà molte PMI ungheresi a cercare partner, distributori e fornitori all’estero. L’Italia è un candidato naturale.

Le sfide da mettere in conto

  • Fisco in movimento. Le PMI restano al 9% di imposta sulle società, ma l’incentivo per gli investimenti si restringe e il contributo per l’innovazione sale allo 0,5%. Chi fa ricerca e sviluppo, invece, guadagna dal raddoppio dell’incentivo.
  • Credito caro. Le tasse speciali sulle banche restano fino al 2027 e si trasferiscono in parte sui costi dei prestiti.
  • Controparti da verificare. Le revisioni dei contratti pubblici e i casi come Bayer Construct mostrano che le imprese legate al vecchio sistema possono entrare in difficoltà. Prima di firmare conviene controllare l’esposizione dei partner agli appalti statali.
  • Ambiente e conformità. Il caso Volta indica controlli ambientali più severi, soprattutto nell’industria delle batterie.
  • Cambio e mercati. Il fiorino è stabile (362-365 per euro), ma reagisce in fretta agli scossoni globali: per contratti lunghi conviene valutare coperture.
  • Lavoro. Con una disoccupazione al 4,6%, trovare personale qualificato resta difficile.

Tre mosse pratiche

  1. Chi ha o apre una società in Ungheria può accedere al credito agevolato Széchenyi Kártya, che nel 2027 avrà 250 miliardi di sussidi su interessi e commissioni.
  2. Seguire i bandi legati ai fondi UE e ai piani su acqua ed edilizia: i primi cantieri idrici partono già questo autunno.
  3. Appoggiarsi alla rete italiana a Budapest (Ambasciata, ICE, Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria) per contatti e verifiche sui partner.

Questa analisi ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza fiscale, legale o finanziaria.

Italia–Ungheria: settimana tranquilla sul fronte istituzionale

Tra il 2 e il 7 novembre né l’Ambasciata d’Italia a Budapest né l’ufficio ICE di Budapest hanno pubblicato comunicati su temi economici o commerciali. La notizia più rilevante per i rapporti d’affari arriva da Roma, con un’intervista all’ambasciatore ungherese in Italia.

  • Ambasciata d’Italia a Budapest. L’unica comunicazione del periodo (6 novembre) riguarda la riapertura della Cancelleria consolare rinnovata, con ingresso da via Jávor 4 dal 5 novembre: utile per chi deve sbrigare pratiche consolari (Ambasciata d’Italia).
  • L’ambasciatore d’Ungheria in Italia (5 novembre). Intervistato da Diplomacy Magazine/Italpress, ha definito «solide» le relazioni con Roma e ricordato l’investimento ungherese nel porto di Trieste con partner italiani. I settori che indica agli investitori sono energia, meccanica, logistica e farmaceutica (La Voce d’Italia).

Per chi segue il mercato: i settori citati dall’ambasciatore coincidono in buona parte con quelli emersi dalle misure del governo questa settimana, in particolare energia e meccanica.

Fonti

Tutti gli articoli sono stati pubblicati tra il 2 e il 7 novembre 2026 e consultati direttamente; le date indicano il giorno di pubblicazione.

Governo e politica economica

Mercati e dati macro

Aziende

PMI

Italia–Ungheria

spot_img

Articoli recenti

Altri articoli che potrebbero interessare

Instagram

Articoli più recenti