Ungheria: la manovra che ha “salvato” le famiglie dai mutui in franchi svizzeri

La settimana scorsa la Banca Nazionale Svizzera ha dato l’annuncio choc per i mercati europei, quello sull’eliminazione del tasso di cambio fisso franco svizzero-euro. Dal settembre del 2011 le due valute erano infatti legate a un cambio a 1,20.

 

La mossa ha particolari ripercussioni sul centro-est Europa, dove importanti fette del mercato dei mutui sono dominate dei contratti in franchi svizzeri e, d’altro canto, ha dato modo al governo Orbán di sottolineare la positività della recente conversione in moneta locale di 3,3 milioni di miliardi di fiorini di debiti forex.

I mutui saranno convertiti a un tasso fisso di 256 fiorini per un franco (309 è invece quello stabilito per l’euro). Mossa completata di recente e voluta appunto dall’esecutivo Fidesz, prevenendo, stando alle stime degli analisti, un balzo da 700 miliardi di fiorini nel debito delle famiglie. Il presidente della Concorde Asset Management Laszló Szabó ha commentato così in un messaggio di posta elettronica citato da Bloomberg: “Possiamo criticare il governo ungherese e la banca centrale, ma stavolta dobbiamo congratularci con loro per l’incredibile puntualità della manovra” . Secondo Goldman Sachs, in Ungheria a novembre 2014 i prestiti in franchi svizzeri ammontavano a un totale di 3.900 miliardi di fiorini. Con il processo di conversione già deciso e in avvio il 1 di febbraio, tuttavia, e le banche già rifornite della liquidità necessaria in franchi svizzeri e in euro, l’impatto sull’Ungheria dello sblocco del cambio Euro-Franco Svizzero espone le banche ungheresi ha un’esposizione molto limitata nel tempo. La questione rimane comunque delicata per quanti hanno contratto debiti di tipo diverso, sempre in franchi svizzeri. Oggi il ministro dell’Economia Varga ha comunicato che i proprietari di automobili acquistate con debiti in valuta estera e stanno adesso soffrendo la debolezza del fiorino dovranno negoziare con le banche la loro posizione, suggerendo che una riformulazione delle scadenze potrebbe ridurre il problema delle rate aumentate a causa della volatilità della moneta ungherese.

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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