Ambasciatore Ungheria ad Ansa: ripresa Italia cruciale per aziende ungheresi

(ANSA) – ROMA – Ingegneria, turismo, salute e benessere. C’è spazio per le aziende italiane in Ungheria e per accrescere la cooperazione economica tra Roma e Budapest, “legate da solide, fruttuose e dinamiche relazioni politiche e diplomatiche”.

A parlare è l’ambasciatore d’Ungheria in Italia, Janos Balla, che richiama l’attenzione sugli incentivi previsti in questi settori dal governo guidato da Viktor Orban per attrarre investitori europei e dunque anche italiani.

(Articolo di Cristiana Missori, ANSA Nuova Europa) 

L’Italia, ricorda il diplomatico, “è quinto partner commerciale dell’Ungheria, con un saldo positivo della nostra bilancia commerciale”. Nel 2011, ricorda ad ANSA Nuova Europa, il volume dell’interscambio tra i due Paesi si è attestato attorno a quota 7,15 miliardi di euro, con un avanzo a favore dell’Ungheria di circa 700 milioni di euro. Nel 2012, invece, si è registrato un tracollo degli scambi, ridottisi a 448 milioni di euro, da attribuire alla forte battuta d’arresto registrata dall’economia ungherese, in grande difficoltà nel 2012. “Nei primi sei mesi del 2013 – rimarca Balla – gli ultimi dati disponibili ci dicono che c’è stata una rivitalizzazione degli scambi, con un interscambio di 371 milioni. In netto recupero, dunque”. Ad andare forte, sono soprattutto la meccanica, l’automotive e i prodotti hi-tech. “Dall’Italia acquistiamo soprattutto agroalimentare e macchinari”, sottolinea il diplomatico. Il rilancio dell’economica ungherese, spiega, “è legato alla ripresa tedesca e quella italiana”. A oggi le aziende italiane grandi, piccole e medie presenti nel Paese magiaro sono oltre duemila e operano in tutti i settori: dall’energetico al bancario (molto forte con Unicredit e Intesa San Paolo), all’agroalimentare. L’Ungheria punta poi a sviluppare il settore energetico. “A livello europeo – afferma l’ambasciatore – siamo interessati a avviare una cooperazione sia in campo dell’energia nucleare che nell’idroelettrico”. Un coinvolgimento economico, ma anche politico. Nel 2013, l’Ungheria di Viktor Orban è stata duramente criticata a livello europeo per la sua virata conservatrice. “Per capire l’Ungheria di oggi – avverte Balla – bisogna comprendere meglio quanto accaduto nel 2010, subito dopo le elezioni parlamentari: una maggioranza di centro-destra, con una voglia di voltare pagina con le esperienze politiche precedenti. Riordinare i conti, rilanciare l’economia, limitare il debito, diminuire il deficit. Altra sfida è stata l’approvazione della nuova Costituzione che racchiude tutti i valori della cultura europea”. Nell’Ungheria di oggi, però, è riaffiorato un sentimento di antisemitismo: “Si tratta – ribatte – di amplificazioni della stampa che non hanno nessun fondamento. L’antisemitismo è presente in tutta Europa, dall’Italia alla Francia, al Belgio. Obiettivo del nostro governo è combattere questa recrudescenza”. Indubbiamente, dice, “l’Ungheria deve aprire tutti i dossier del passato. Serve una riflessione generale e sull’operato di alcune figure, quale quella di Miklos Horthy”, (governatore dell’Ungheria nel periodo 1920-1944, alleato della Germania nazista, ndr), cui recentemente è stata dedicata una statua. Comunque stiano le cose, il governo Orban sembra non dispiacere affatto agli ungheresi. “Nei sondaggi il partito di governo mantiene un gradimento del 44-50%”, fa notare Balla. Infine una questione urgente che Budapest sta affrontando: l’ondata migratoria di richiedenti asilo per motivi politici sono in continuo aumento. “Cresciute di dieci volte negli ultimi mesi, ci preoccupano molto”. Vengono da Afghanistan, Pakistan e dall’Asia centrale e spingono dalla Serbia o dalla Romania alle porte dell’Ungheria. “Anche noi – conclude – abbiamo la nostra Lampedusa”. (ANSA).

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