Dante al Centro d’Europa 2026: il Festival cresce e porta la cultura italiana in quattro città ungheresi

Dal 7 al 12 ottobre torna il Festival Dante al Centro d’Europa, promosso dal Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri. Alla sua terza edizione, la manifestazione compie un importante salto di qualità: per la prima volta supera i confini della capitale e raggiunge quattro città – Budapest, Debrecen, Mosonmagyaróvár ed Esztergom – con sei giorni dedicati alla cultura italiana attraverso musica, letteratura, cinema, conferenze, incontri, arte e tradizioni.

Un festival che cresce insieme alla rete di persone, istituzioni, università, associazioni e imprese che hanno scelto di sostenerlo. È questa una delle caratteristiche principali della terza edizione di “Dante al Centro d’Europa”, in programma dal 7 al 12 ottobre 2026.

Nato a Budapest, il Festival assume quest’anno una dimensione più ampia, trasformandosi in un vero e proprio itinerario della cultura italiana in Ungheria. Il Comitato di Budapest è parte della Società Dante Alighieri di Roma, istituzione fondata nel 1889 e impegnata da oltre un secolo nella diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. È all’interno di questa grande tradizione che si inserisce l’attività del Comitato di Budapest: promuovere la lingua e la cultura italiana in Ungheria e, allo stesso tempo, creare occasioni di dialogo tra Italia e Ungheria, coinvolgendo pubblici diversi e dedicando un’attenzione particolare alle nuove generazioni.

Tre anni, circa 60 programmi e una comunità che continua a crescere

Il Festival arriva in un momento particolarmente significativo per il Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri, che celebra il suo terzo anniversario.

In soli tre anni di attività il Comitato è riuscito a realizzare circa 60 programmi, costruendo un’offerta culturale estremamente diversificata: conferenze, concerti, presentazioni di libri, mostre, concorsi dedicati ai ragazzi e numerose altre iniziative che hanno contribuito a creare una comunità sempre più attiva intorno alla lingua e alla cultura italiana.

Un percorso reso possibile dal lavoro di molte persone.

Un ringraziamento particolare va alla Presidente Edit Császi, che in occasione del terzo anniversario del Comitato ha ideato e sviluppato la visione di questo nuovo e ambizioso programma del Festival, lavorando affinché oggi possa diventare realtà in quattro città ungheresi. Dietro i sei giorni del Festival ci sono infatti mesi di preparazione, incontri, relazioni e lavoro spesso invisibile al pubblico.

Un ruolo importante è svolto anche dal gruppo media della Dante di Budapest, che segue la comunicazione e la promozione della manifestazione e contribuisce a raccontarne attività e protagonisti.

Fondamentale è inoltre il contributo dei soci, dei collaboratori e dei volontari che permettono ai diversi appuntamenti di prendere vita.

Un riconoscimento va infine ad Alessandro Farina, per il lavoro di organizzazione e coordinamento e per il contributo alla costruzione della rete di collaborazioni, relazioni e partnership che accompagna il Festival.

Cultura come ponte tra Italia e Ungheria

La terza edizione di Dante al Centro d’Europa racconta quindi qualcosa che va oltre il calendario degli eventi.

Racconta come un’iniziativa culturale possa crescere quando istituzioni pubbliche, università, associazioni, imprese, artisti, giovani e volontari decidono di lavorare insieme. Il passaggio da una manifestazione concentrata su Budapest a un Festival presente in quattro città ungheresi ne è forse la dimostrazione più evidente.

Ma lo raccontano anche i numeri: circa 60 iniziative realizzate dal Comitato nei suoi primi tre anni, alle quali si aggiunge ora il programma più articolato dalla sua nascita.

Dal 7 al 12 ottobre 2026, Budapest, Debrecen, Mosonmagyaróvár ed Esztergom saranno unite da un percorso fatto di musica, letteratura, cinema, storia e incontri.

Con Dante come simbolo, ma con uno sguardo rivolto soprattutto al presente e al futuro delle relazioni culturali tra Italia e Ungheria.

III Festival “Dante al Centro d’Europa”
7–12 ottobre 2026
Budapest – Debrecen – Mosonmagyaróvár – Esztergom

Il programma completo e le modalità di registrazione agli eventi sono disponibili sul sito ufficiale del Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri.

Il sostegno dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura

Un ruolo fondamentale nella crescita del Festival è svolto dalle istituzioni italiane presenti in Ungheria.

L’Ambasciata d’Italia in Ungheria accompagna il Festival fin dalle sue prime edizioni e anche quest’anno sarà protagonista della cerimonia inaugurale.

L’apertura ufficiale è prevista mercoledì 7 ottobre alle 18.30 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, alla presenza di S.E. Giuseppe Scognamiglio, Ambasciatore d’Italia in Ungheria, insieme alla Presidente del Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri, Edit Császi, e a Paolo Emilio Russo, nipote del fondatore del Comitato Dante di Budapest.

La presenza dell’Ambasciatore non si limiterà all’inaugurazione nella capitale: S.E. Giuseppe Scognamiglio sarà presente anche a Debrecen, in occasione degli appuntamenti organizzati presso l’Università. Una partecipazione che testimonia la volontà di portare il dialogo culturale italo-ungherese anche al di fuori di Budapest.

Altrettanto importante è il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, che mette a disposizione la propria sede per due appuntamenti del Festival e sostiene le iniziative organizzate a Debrecen. L’IIC offre inoltre uno degli appuntamenti conclusivi del Festival: il programma del 12 ottobre, con la proiezione del cortometraggio Ulisse XXVI e la presentazione del libro Nel nome di Dante.

Morricone e i Giovani Talenti per inaugurare il Festival

La serata inaugurale del 7 ottobre rappresenterà già una sintesi dello spirito della manifestazione.

Dopo i saluti istituzionali, l’ensemble “Giovani Talenti” proporrà una selezione di musiche di Ennio Morricone, mentre il Coro Próká-Torok della Camera degli Avvocati di Budapest accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso alcuni grandi classici della musica italiana.

Non si tratta soltanto di una scelta artistica. Il progetto Giovani Talenti è diventato negli anni uno degli strumenti attraverso i quali il Comitato di Budapest cerca di offrire ai giovani musicisti occasioni concrete per esibirsi, crescere e confrontarsi con pubblici internazionali.

Debrecen: tre giorni di cultura italiana

Una delle novità più importanti del 2026 è l’arrivo del Festival a Debrecen, dove si svolgeranno tre giorni di Giornate Culturali Italiane, realizzati in collaborazione con l’Università di Debrecen.

Un ringraziamento particolare va al Prof. Dott. László Pete, Capodipartimento di Italianistica, per aver accolto il Festival all’interno dell’Università, e al Dott. Zsigmond Lakó per il lavoro organizzativo che ha reso possibile la realizzazione della tappa.

Il 9 ottobre sarà dedicato a una delle grandi voci della cultura contemporanea, Edith Bruck, con una mostra sulla sua vita e la presentazione dell’edizione ungherese del libro Oltre il male, di Edith Bruck e Andrea Riccardi.

L’apertura ufficiale vedrà la partecipazione di Prof. Dott. Zoltán Bács, Rettore dell’Università di Debrecen; S.E. Giuseppe Scognamiglio, Ambasciatore d’Italia in Ungheria; e Dott. István Puskás, Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Debrecen.

La presentazione del libro Oltre il male di Edith Bruck e Andrea Riccardi sarà invece curata dal Dott. Michele Sità dell’Università Cattolica Péter Pázmány.

Nella stessa giornata si terrà la conferenza “Dante oggi”, con la partecipazione dell’Ambasciatore, del Prof. László Pete e della Presidente del Comitato di Budapest, Edit Császi.

Anche in questo caso è importante il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, che accompagna l’iniziativa e offrirà il rinfresco al termine della conferenza.

Il programma di Debrecen continuerà nei giorni successivi attraverso linguaggi diversi.

Il 10 ottobre, all’Apollo Mozi, sarà proiettato La grazia di Paolo Sorrentino, mentre l’11 ottobre sarà la volta dell’Aperitivo Italiano Jazz&Soul presso il DEMKI – Ifjúsági Ház.

Il Festival collabora inoltre con l’Associazione ViviBudapest (leggi questo articolo e unisciti al gruppo Facebook), contribuendo a portare nel programma anche le musiche e i balli tradizionali del Sud Italia.

Da Budapest a quattro città ungheresi

L’edizione 2026 segna un passaggio importante nella storia del Festival proprio per la sua capacità di uscire dalla capitale.

Oltre a Budapest e Debrecen, il programma raggiungerà infatti Mosonmagyaróvár, dove il 10 ottobre il Flesch Központ ospiterà un appuntamento dell’Aperitivo Italiano Jazz&Soul.

L’11 ottobre sarà invece dedicato a Esztergom, con “Profumo d’Italia”: una giornata culturale che porterà i partecipanti alla scoperta della città e dei suoi legami storici con l’Italia.

A guidare il pubblico in questo percorso sarà la scrittrice Margit Schmöltz, anche socia del Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle tracce e delle connessioni italiane presenti nella storia della città.

Da un Festival nato e cresciuto a Budapest prende così forma una rete culturale che attraversa il Paese, mettendo in relazione città, istituzioni e comunità differenti attraverso un elemento comune: la cultura italiana.

Il 12 ottobre: Dante parla alle nuove generazioni

Particolarmente significativo sarà anche l’appuntamento conclusivo del Festival, offerto dall’Istituto Italiano di Cultura di Budapest.

Il 12 ottobre alle 18.30, presso la MagNet Közösségi Ház di Budapest, sarà proiettato il cortometraggio “Ulisse XXVI”, seguito dalla presentazione del libro “Nel nome di Dante” e dall’incontro con Marco Martinelli ed Ermanna Montanari.

Un evento che assume un significato particolare proprio per il rapporto con i ragazzi e con le nuove generazioni. Dante non viene presentato soltanto come un grande autore da studiare, ma come una figura capace di continuare a parlare al presente attraverso cinema, teatro, letteratura e nuovi linguaggi. È una direzione che riflette una parte importante del lavoro del Comitato di Budapest: avvicinare i giovani alla cultura italiana rendendoli non semplici spettatori, ma protagonisti.

Quando le imprese investono nella cultura: RED, GTH e Collerock

Dietro un programma così articolato non ci sono soltanto le istituzioni. La crescita del Festival è stata possibile anche grazie a imprese che hanno scelto di investire nella cultura e, soprattutto, grazie alle persone che stanno dietro queste collaborazioni. Tre sono i nomi particolarmente importanti nell’edizione 2026: RED, GTH – Global Travel Hungary e Collerock.

Andrea Fonsmorti e RED: al fianco del Festival fin dall’inizio

Andrea Fonsmorti con RED accompagna il Festival fin dalla sua prima edizione.

Un sostegno che negli anni è andato ben oltre la sponsorizzazione economica. RED ha infatti contribuito concretamente anche all’organizzazione, mettendo a disposizione personale e risorse per aiutare lo staff durante gli eventi, dall’accoglienza del pubblico alle diverse necessità operative. È un esempio di partnership nella quale l’impresa non si limita ad associare il proprio nome a un’iniziativa culturale, ma diventa parte attiva della sua realizzazione. Dalla prima edizione a oggi, RED è cresciuta insieme al Festival, accompagnandolo nel percorso che lo ha portato da Budapest fino all’attuale dimensione nazionale.

Marco Mercatalli e GTH: investire sui Giovani Talenti

Altrettanto significativo è il contributo di Marco Mercatalli e GTH – Global Travel Hungary, che hanno scelto di concentrare il proprio sostegno sul progetto Giovani Talenti. Una collaborazione nata con un obiettivo preciso: dare ai giovani artisti opportunità reali per esibirsi e portare il loro talento anche fuori dai confini dell’Ungheria. Grazie a questa collaborazione, il progetto è arrivato fino a Trieste, in occasione della prima edizione del Festival TriBu.City, per poi proseguire con altri concerti. L’esibizione prevista per l’apertura del Festival il 7 ottobre rappresenta già il quinto concerto sostenuto da GTH. Una continuità che trasforma la sponsorizzazione in un vero percorso di crescita dedicato alle nuove generazioni.

Matteo Russo e Collerock: un nuovo partner per un Festival più grande

A RED e GTH si aggiunge quest’anno Matteo Russo con Collerock. È la prima volta che Collerock sostiene il Festival, ma il suo ingresso arriva in un momento particolarmente significativo: proprio nell’anno in cui la manifestazione affronta la sua edizione più ampia e ambiziosa. Anche grazie a questo nuovo sostegno è stato possibile realizzare un numero così elevato di appuntamenti e costruire un programma capace di coinvolgere quattro città.

RED, GTH e Collerock rappresentano così tre esperienze diverse accomunate dalla scelta di sostenere cultura, arte, giovani talenti e dialogo internazionale.


Vai al sito del Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri, per conoscere meglio le loro attività e registrarti al festival: https://dante-budapest.hu/registrazione-eventi

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Irene Pepe
Irene Pepe
ITL Group | Marketing & Communications Manager Economia.hu | Editor-in-Chief

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